venerdì 19 settembre 2014

Frida Kahlo e Diego Rivera

Oltre 150 opere per la mostra genovese 'Frida Kahlo e Diego Rivera' per la prima volta in Italia a Palazzo Ducale fino all'8 febbraio 2015. La mostra è stata inaugurata sabato 20 settembre ed alla vigilia dell'apertura al pubblico contava già ben 15 mila prenotazioni.


La mostra presenta 66 opere di Frida Kahlo e 88 opere di Diego Rivera: due figure predominanti dell'arte messicana per raccontare il legame 'vita-arte' della coppia. Frida Kahlo e Diego Rivera si incontrarono per la prima volta nel 1922 sotto i ponteggi della Scuola nazionale preparatoria. Lui pittore più famoso del Messico rivoluzionario, lei una ragazza irriverente... sette anni dopo erano moglie e marito portarondo nel loro rapporto e nella loro espressione artistica le personali esperienze di vita. La mostra indagherà questi temi attraverso l'esposizione dei dipinti della Kahlo, in particolare i suoi autoritratti, su olio, su masonite, su allumini ed anche disegni ed il corsetto di gesso sul quale Frida dipinge la falce e il martello comunista sopra il feto del proprio doloroso aborto. Di Rivera saranno presentati in larga parte dipinti su olio ed il taccuino del viaggio in Italia, mai esposto prima.

Diego Rivera dipingeva le grandi emozioni storiche interpretando la rivoluzione nelle arti visive e mostrando l'uomo al potere, sempre circondato da un pubblico. Nei dipinti di Rivera, l'uomo ha la capacità di dare una forma positiva alla sua vita, per il bene dell'umanità, optando per la via dell'edonismo egoistico.

martedì 2 settembre 2014

Metropolitana di Napoli: le stazioni e la storia

La linea 1 delle Metropolitana di Napoli è operativa fin dall’inizio degli anni ’90 sotto la gestione di ANM, da allora fino ad oggi è in continuo sviluppo, grazie all’apertura di nuove fermate, soprattutto negli ultimi anni e grazie al progetto metropolitane d'Arte alcune fermate risultano essere dei musei di arte contemporanea sotterranea e fruibile a tutti anche inconsapevolmente.

Ricordiamo che la linea conta di ben 18 stazioni e richiede di soli 33 i minuti per percorrere l’intera tratta (Piscinola – Garibaldi).

lunedì 1 settembre 2014

Villa Romana di Bocca di Magra


La Villa Romana di Bocca i Magra rientra tra le villae maritimae romane, lussuose dimore, che venivano edificate in zone dai paesaggi pregevoli con affacci al mare, lungo le coste e spesso dotate di private strutture portuali ed impianti marittimi. Le fasi edilizie si collocano nell'arco temporale che parte dalla metà del I° secolo a.C. fino al IV° secolo d.C. 


La villa si compone di ambienti disposti su terrazze che si adeguavano alla natura rocciosa del pendio ed alla sottostante scogliera, oggi interrata. Il nucleo meglio conservato è un impianto termale dislocato nell’ala orientale della villa collegato con altri vani di incerta identificazione. Sono chiaramente individuabili il caldarium ed il relativo sistema di riscaldamento.


Sono riconoscibili diverse ristrutturazioni degli ambienti, testimoniate da ingressi murati, sovrapposizioni pavimentali e strutture murarie eseguite con materiali e tecniche costruttive differenti.


Ricordiamo che nel corso della prima metà del I secolo a.C., sulle coste della Campania e del Lazio meridionale, si cominciava ad assistere al sorgere di ville marittime con chiara intenzione di creare quel rapporto privilegiato diretto fra la struttura ed il mare. Il golfo di Napoli offre ricchi e celebrati esempi: la villa Jovis a Capri, le ville di Stabia e Baia e, per il nord Italia, le celebri “Grotte di Catullo” a Sirmione.


Dalla metà del I secolo a.C. il fenomeno delle ville marittime si estese poi a tutto il litorale tirrenico, comprese le isole, fino a La Spezia, all’Adriatico fino a Istria, ai laghi dell’Italia settentrionale. L’età augustea e la raggiunta sicurezza dei mari e delle coste permise poi lo sviluppo di queste dimore in luoghi un tempo non facilmente accessibili, sfruttando paesaggi marini, isole, litorali, e le tranquille riviere lacustri.


La villa di Bocca di Magra è l’unico esempio, insieme a quella del Varignano Vecchio, conservato lungo la costiera della Liguria di levante