giovedì 28 febbraio 2019

L’artigianato Campano trionfa a Milano

GRANDE SUCCESSO PER LA NUOVA COLLEZIONE DI RAFFAELE TUFANO

Grande successo a Milano per la nuova collezione di Raffaele Tufano. Lo stilista campano ha presentato le sue ultime creazioni, ieri 24 febbraio, nel corso dell’evento abbinato alla settimana della moda milanese dal titolo “Volkswagen International Fashion Week Autocogliati Milano”.

Tra i venti gli stilisti che hanno sfilato nel corso della giornata, provenienti da ogni parte del mondo, Tufano si è saputo distinguere per la sua innata creatività e originalità, nel saper unire in maniera armonica i diversi stili, tra classico e contemporaneo, utilizzando tessuti in chiffon, mikado di seta, pizzi, merletti, piume e pietre naturali.


Per l’occasione ha ricevuto un premio come “eccellenza campana” consegnato dal responsabile Service della Volkswagen Autocogliati Milano, Domenico Rossetto. (A rappresentare la Campania oltre a Raffaele Tufano e il suo staff per intero, anche l’Accademia della moda di Maria Mauro di Napoli e lo stilista Gabriele Buonomo).

Bellezza, eleganza e sensualità sono le caratteristiche per descrivere la donna di Tufano, che per la nuova collezione si è ispirato alle grandi dive del mondo del cinema e della musica. Nei suoi outfit, in particolar modo nei bustier, ritroviamo la sensualità della Loren in “Ieri, oggi e domani” e l’audacia di Monica Vitti nel film “La ragazza con la pistola”, mentre i merletti, i pizzi, le pietre naturali e le giacche maschili ci riconducono all’inconfondibile stile di Madonna. 

I suoi abiti come anche gli accessori, portano la firma di artigiani campani. Albano ha creato una nuova linea di scarpe proprio per Tufano. E ancora Rosanna Bianco Gioielli, brand con più di vent’anni di esperienza, che per l’occasione ha realizzato collane con pietre naturali, giade incastonate e zirconi. Le borse portano invece la firma di AV Exclusive Creations di Anna Vitolo, che ha creato delle borse in tessuto San Leucio con il manico ad intreccio di metallo, mentre i bustier sono delle creazioni di Rossella Risi della Casa del Busto di Maria Mangieri.

«Presentare le mie nuove creazioni - commenta Raffaele Tufano - su una passerella di 25 metri, in presenza di addetti ai lavori e giornalisti è stata per me una grande esperienza. Sono stato molto a mio agio, nonostante fosse la mia prima volta a Milano. Ovviamente il supporto del mio staff è stato fondamentale, senza di loro al mio fianco, probabilmente non sarei stato così tranquillo. Sono stato felice che la collezione sia stata apprezzata da un pubblico di esperti, questo mi rende orgoglioso e mi dà la forza per andare avanti e fare sempre meglio. Diverse le proposte che ho ricevuto, che poi valuterò strada facendo. Sicuramente questo risultato è il frutto di un lavoro che ho portato avanti negli anni, con amore e dedizione. Con questa nuova collezione ho voluto mettere in risalto la bellezza, la semplicità, il fascino e la sensualità della donna, prendendo ispirazione da alcune icone del cinema e della musica che da sempre mi hanno ispirato. Ringrazio pertanto Emanuele Sicignano Management, il mio braccio destro Fulvio Scarpati, le sarte Carmela Maione, Anna Marciano e Maria Palumbo che hanno realizza i miei abiti, il mio sarto e maestro Tammaro Cristiano e il figlio Domenico, che grazie alla loro maestria e professionalità hanno realizzato le giacche. »

Biografia. Con una passione innata per la moda, Raffaele Tufano si diploma al liceo artistico e studia all’Accademia d’Alta Moda Koefia a Roma. A 18 anni realizza il suo primo abito da sposa, ispirato ad un tulipano, e nel 1997 crea il brand Raffaele Tufano. Nel corso della sua crescita artistica ha frequentato stage da Valentino, Sarli e Capucci, prendendo parte a diverse sfilate tra Roma, Milano e Parigi. Dai grandi maestri ha attinto la forza creativa, la professionalità e l’amore per il suo lavoro. Tufano si definisce un romantico metropolitano, uno spirito libero che cerca ispirazione in tutto ciò che è bello, dal profumo di un fiore ai colori di un quadro o di un paesaggio, da una bella storia di un libro o da un’emozione o un incontro che vive nel suo quotidiano.

Porta di Cruvella – Portici (Napoli)

Il Sito Reale di Portici, terminava nella zona a monte con una parte di bosco che ospitava vasche di raccolta e decantatoi d'acqua. Un grande portale, ornato di stucchi, busto marmoreo e vasi delimitava l'entrata dal lato di Portici. Il portale era conosciuto già nel '700 come “Porta di Cruvella”. 
Una foto databile 1958 circa
Foto dopo il restauro in cui mancano i vasi ed il busto a doppia faccia (causa di furti).

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Le opere d'arte musiva di Barbara Giavelli saranno esposte, dal 16 al 24 marzo 2019, nell'Appartamento Estense della Rocca dei Boiardo a Scandiano (RE)

Patrocinata dal Comune di Scandiano e realizzata in collaborazione con il circolo culturale OpenArt Scandiano, l'esposizione sarà inaugurata sabato 16 marzo, alle ore 17.30.

La personale s'intitola "Introspezione" in riferimento al rapporto intimo e profondo che l'artista ha con le pietre, che nel suo laboratorio sono suddivise in diversi contenitori e bottiglie trasparenti. «Le pietre - aveva scritto Pina Tromellini nella presentazione del volume "L'Arte svelata in luoghi insoliti" (Vanillaedizioni, 2016) - appartengono al mondo. Hanno bisogno di mani capaci per trasformarsi in bellezza».

Le stanze dell'Appartamento Estense ospiteranno una cinquantina di opere a mosaico, alcune delle quali con parti ad olio e foglia d'oro, realizzate dal 2002 al 2018. Se nelle prime stanze sarà esposta una cospicua selezione di lavori inediti o di recente produzione, il percorso della mostra si concluderà con un conciso excursus attraverso le opere storiche in mosaico e micro mosaico.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Napoli - Marzo al Madre

Un fine settimana di visite guidate gratuite alla mostra di Robert Mapplethorpe e alle collezioni del museo. Mentre, domenica 3 marzo, il Madre apre gratuitamente al pubblico in occasione della #domenicalmuseo e invita tutti a vivere una giornata contemporanea

Sabato 2 marzo, ore 11.00: Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra. Un itinerario guidato attraverso la retrospettiva dedicata a Robert Mapplethorpe, uno dei più grandi fotografi del XX secolo. In mostra più di 160 opere, allestite in ipotetico dialogo con opere archeologiche, antiche e moderne, accuratamente selezionate, in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e una selezione di disegni, dipinti, sculture e manufatti provenienti dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, stabilendo così un dialogo tra antico e contemporaneo che consentirà di analizzare lo speciale rapporto tra riferimenti classici e tensione barocca presente, quale elemento costitutivo dell'estetica fotografica dell'artista. La mostra, a cura di Laura Valente e Andrea Viliani, organizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, è un tributo a Mapplethorpe per il trentennale delle prime importanti retrospettive dedicate nel 1988 all’artista, tra cui la mostra itinerante The Perfect Moment, il cui primo capitolo fu presentato all'Institute of Contemporary Art alla University of Pennsylvania di Filadelfia nel dicembre di quell’anno, pochi mesi prima della scomparsa di Mapplethorpe, a 43 anni, il 9 marzo 1989.


Prenotazione obbligatoria / Partecipazione gratuita / Ingresso al museo a pagamento

Domenica 3 marzo, ore 11.00: Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra. Un viaggio immersivo per scoprire l’intima matrice performativa della pratica fotografica di Robert Mapplethorpe, il grande fotografo statunitense scomparso a 43 anni, il 9 marzo 1989, che ebbe un articolato e appassionato rapporto con il territorio campano, quando in occasione di una sua visita, instaurò un’empatica relazione con esso, grazie alla fruttuosa collaborazione con il gallerista napoletano Lucio Amelio. Un itinerario dedicato al Maestro, per esplorare i motivi della sua ricerca artistica: dall'affievolimento dei confini tra dolore e piacere e tra generi e identità sessuali fino al seducente glamour della scena artistica e culturale newyorkese, mescolato, in un gioco di evocazioni, ad una Napoli in perenne oscillazione tra vita e morte.

Prenotazione obbligatoria/ Partecipazione gratuita / Ingresso gratuito per #domenicalmuseo

Domenica 3 marzo, ore 15.00, in Biblioteca (primo piano): per Io sono Felice! con l’artista Silvia Capiluppi Mem – Me e Madre. Con la partecipazione di donne e ragazzi per una nuova installazione condivisa, proseguono le attività didattiche gratuite proposte dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee con Io sono Felice!, il progetto annuale dedicato all’integrazione sociale. Nell’ambito di #MadreTerra, in collaborazione con T.A.NA. Terranova Arte Natura e ArtStudio’93, presso la Biblioteca al primo piano del museo d'arte contemporanea della Regione Campania, avvio del workshop Mem – Me e Madre, condotto da Silvia Capiluppi che si svolgerà nei giorni 3, 4, 6 e 7 marzo, dalle ore 15.00 alle ore 18.00. In un inedito laboratorio che porterà alla creazione di una nuova installazione condivisa, l’artista Silvia Capiluppi inviterà le donne partecipanti a scoprire e riscoprire l’innato senso dell’essere madre, relazionandosi con giovani adolescenti e guidandoli nella pratica antica del ricamo, ritenuta dall’artista una forma di meditazione. Ogni partecipante potrà portare con sé un lenzuolo bianco matrimoniale su cui ricamare il proprio nome accanto a quello degli altri, contribuendo così a creare, una performance corale di “tessitura sociale”, che formeranno i tanti arazzi contemporanei che saranno presentati durante l’incontro conclusivo dell’8 marzo.


Prenotazione obbligatoria/ Partecipazione gratuita / Ingresso gratuito per #domenicalmuseo

Domenica 3 marzo, ore 16: Il Gioco dell’Arte/Carnival edition. Primi passi in maschera nell’arte contemporanea… Un primo approccio dedicato ai bambini in maschera alla collezione site-specific del Madre in un monumentale Gioco dell'Oca, per scoprire, attraverso un percorso di tessere/stazioni, le opere degli artisti protagonisti della collezione. Il gioco diventa così il volano per conoscere il patrimonio del museo. I bambini, memorizzando dettagli e tematiche delle opere d'arte riprodotte su un grande tabellone, diventano essi stessi protagonisti e come "pedine", dovranno provare ad arrivare per primi al traguardo, evitando i "tranelli" nascosti tra le caselle del percorso. Perché "l'arte deve essere così: semplice e immediata, appunto come un gioco d bambini" (D. Buren). Per l’occasione del Carnevale, i bambini sono invitati a partecipare in costume.

Prenotazione obbligatoria/ visita gioco gratuita per bambini / Ingresso gratuito per #domenicalmuseo

Domenica 3 marzo, ore 18.00, Sala Re_PUBBLICA Madre: Bach Box / Electronic variations on Bach BWV825 di Matthieu Mantanus (MHU). La Scabec, società campana per i beni culturali, in collaborazione con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, presenta Bach Box, un evento speciale che, nell’ambito della rassegna “Contemporaneamente Antica” organizzata dalla Fondazione Pietà de’ Turchini, vedrà come interpreti Matthieu Manthanus (piano, keyboard & electronics) e Sara Caliumi (visual design).

Che tipo di creatività può stimolare l'incontro tra la musica di J.S. Bach e l'elettronica? La risposta del musicista svizzero Matthieu Mantanus e della visual designer Sara Caliumi è uno spettacolare viaggio multimediale nel nostro mondo contemporaneo, dove notizie, spiritualità, viaggi, social o intelligenze artificiali emergono dalle note e dai temi musicali della Partita in sib.


Ingresso 3 euro fino ad esaurimento posti.

LA STORIA DEL GIOVEDI' GRASSO


Si tratta dell' ultimo giovedì prima dell'inizio della Quaresima, ci riporta a Venezia: secondo la tradizione in Piazza San Marco si usava festeggiare un'importante vittoria, quella della Serenissima, sul patriarca Ulrico, che aveva approfittato della guerra tra Venezia, Ferrara e Padova per attaccare Grado, costringendo il patriarca Enrico Dandolo a fuggire. 

Per celebrare dunque questa la vittoria si stabilì che ogni giovedì di Carnevale fabbri e macellai avrebbero dovuto mozzare le teste ai tori, come metafora di liberazione dagli ostacoli. 



Successivamente si iniziò a celebrare questa giornata con giochi e eventi speciali, tra cui l'antecedente del celeberrimo Volo dell'Angelo.


GIOVEDI GRASSO

Con il Giovedì Grasso, che quest'anno cade il 28 febbraio, iniziano le feste e i giochi di Carnevale: i bambini escono il pomeriggio e vagano tra i parchi e le piazze tirando coriandoli e mostrando buffe e divertenti maschere. Anche i più grandi si dilettano con qualche scherzo reciproco, o semplicemente organizzano passeggiate all'aperto, approfittando del sole e del caldo.

Per quale motivo si festeggia giovedì grasso, qual è la sua storia, e soprattutto perché è 'grasso'?
Il motivo per il quale il martedì e il giovedì grasso si chiamano così è da ricercarsi nell'etimologia della parola 'carnevale'. Dal latino carnem+levare, 'carnem' stava a indicare banalmente la carne, come la intendiamo anche noi, mentre 'levare' è traducibile in italiano con 'eliminare'. 

Messe insieme le due parole, otteniamo un "eliminare la carne", infatti, il martedì è l'ultimo giorno in cui si può mangiare carne, prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Secondo alcuni, la parola carnevale deriverebbe dal latino carnem+vale: 'vale' era l'equivalente del nostro saluto di congedo, traducibile con "ciao", o anche "addio". Messe insieme le due parole, si ottiene un "ciao carne", o "addio carne".

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NEL 2018 VISITATORI IN CRESCITA AL PARCO

NUOVE GIORNATE GRATUITE 

APPROFITTA DELL’ULTIMO MESE PROMO, DA APRILE BIGLIETTO INTEGRATO A 13 EURO

Il Parco Archeologico di Ercolano si conferma stabilmente nella classifica dei top 30 siti italiani più visitati (tredicesimo posto), con 534.328 visitatori, con un aumento percentuale dei visitatori del 14%. Un incremento ancora maggiore si è registrato nello studio dei dati che riguardano le adesioni e le visite virtuali ai canali social del Parco con un aumento di followers del + 272% per il canale Facebook e un altrettanto interessante +60% dei followers per il canale Instagram a conferma della giusta direzione intrapresa dall’amministrazione di aprirsi con eventi diversificati a pubblici differenti e sempre più affezionati.
“Un altro traguardo è stato raggiunto – dichiara il Direttore Francesco Sirano – il trend di crescita dimostra che, lavorando sulla qualità e serietà scientifica della propria azione di tutela e valorizzazione, il Parco Archeologico di Ercolano è indirizzato nella giusta direzione e si conferma meta prescelta da un pubblico consapevole e attento. Nel 2019 i visitatori potranno usufruire di un’offerta ancora più ricca e articolata, con l’attenzione costante alla tutela del bene culturale, si punterà alla valorizzazione del patrimonio con un’offerta rivolta a pubblici sempre più ampi e diversificati”.
Nel 2019, in più, il Parco Archeologico di Ercolano aprirà i propri cancelli ad un numero maggiore di giornate a ingresso gratuito, nell’ambito dell’iniziativa MIBAC #iovadoalmuseo, si potrà quindi approfittare di tale opportunità, secondo il seguente calendario,  elaborato dal Parco:

giorno della settimana
orario di ingresso
date
Mercoledì pomeriggio
Dalle ore 13.00
13-20-27 marzo
Domenica pomeriggio
Dalle ore 14.00
14-21-28 luglio




11-18-25 agosto
Giovedì intera giornata
Dalle ore 8.30-19.30
15 agosto - festività patronale della Madonna Assunta
Mercoledì pomeriggio
Dalle ore 13.00
30 ottobre




06-13-20-27 novembre

Inoltre tutte le prime domeniche del mese da ottobre 2019 a marzo 2020 rientreranno nell’iniziativa Domenica al Museo, anch’essa ad ingresso gratuito.
Il Parco partecipa ancora all’iniziativa ministeriale Settimana dei Musei con ingresso gratuito dal 5 al 10 marzo.
Fra le altre agevolazioni introdotte dal decreto MIBAC, il biglietto di ingresso a 2 euro per i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni.
Si ricorda che marzo è l’ultimo mese per approfittare della tariffa promo del biglietto integrato a 11 € Parco + Mostra SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano, la prima grande mostra all'interno dell'Antiquarium del Parco Archeologico di Ercolano, inaugurata lo scorso dicembre e che presenta una collezione di circa 200 reperti e preziosi monili, unica per quantità e valore dei pezzi esposti, oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati con gli abitanti nel tentativo di porli in salvo dalla imminente catastrofe dell’eruzione, altri ritrovati nelle dimore dell’antica città.
A partire dal I aprile, con l’entrata in vigore dell’orario estivo – con chiusura alle ore 19.30 – il biglietto da 11€ passa a 13 € (ridotto 6,50, giovani 18-25 2 €). “Si tratta di un adeguamento delle tariffe alle attuali accresciute esigenze economiche del Parco finalizzato, insieme ad altre iniziative di ricerca di autofinanziamento, ad assicurare la sostenibilità di un’offerta culturale che stiamo ampliando di giorno in giorno e per le necessità di sicurezza del sito,- dichiara il Direttore- in coerenza con le indicazioni nazionali rivolte dalla Legge Finanziaria 2019 agli Istituti autonomi del MiBAC”.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

SAN ROMANO DI CONDAT ABATE

Ricorrenza: 28 febbraio
Il Santo di oggi, per quanto francese, fu Romano di nome e di spirito


Entrò giovane nell'abbazia d'Ainay, presso Lione, ma poco dopo ne uscì, con l'autorizzazione dell'Abate. Uscì dal monastero per desiderio di maggiore perfezione spirituale: si ritirò, infatti, solitario sui monti del Giura, dove sperò di passare i suoi giorni nella penitenza e nella preghiera. 

Ma la fama del monaco Romano condusse a lui altre anime aspiranti alla perfezione: il primo fu suo fratello Lupicino, che lo raggiunse sui monti. A lui si unirono altri fuggiaschi dal monda, ma non dalla vita spirituale. Nacque così la celebre abbazia di Condat, poi fondò un altro monastero, a Leucone, poi un terzo, che prese il nome di Saint Romain de la Roche. 

In questi monasteri si ebbe la novità di una specie di diarchia, perché San Romano volle dividere il governo dell'Abbazia col fratello Lupicino. 

La diarchia, cioè la collaborazione tra i due fratelli nel governo dei monasteri da loro fondati, si sciolse soltanto con la morte di San Romano, avvenuta alla fine del V secolo, quando egli aveva settant'anni, e quando ormai le montagne del Giura erano letteralmente cosparse di Abbazie nelle quali, insieme con la fede, si salvava la civiltà occidentale.

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mercoledì 27 febbraio 2019

Venticinque anni di promozione culturale a cura di Mario Napoli

Sabato 2 marzo 2019 ore 17:00 Palazzo Stella - Genova
5026 è il numero di quanti fra Soci, Collaboratori, Artisti, Fotografi, Musicisti, Letterati, Filosofi, donne e uomini della cultura e dello spettacolo hanno aderito e partecipato attivamente alla crescita di SATURA che sabato 2 marzo 2019, nella splendida cornice di Palazzo Stella festeggia il suo venticinquesimo anniversario.

Per l’occasione, Palazzo Stella ospiterà nel corso di tutta la giornata una serie di eventi per ricordare, rileggere e testimoniare il percorso fatto, ma anche, e soprattutto, per tracciare un nuovo cammino di sviluppo che ci proietti nel futuro. Sarà possibile prendere parte a una visita guidata del Palazzo Stella con una voce recitante che ne racconterà la storia ed il recupero architettonico. Alle ore 17:00 sarà inaugurata l’importante mostra “IERI, OGGI, DOMANI” un percorso inedito tra opere scelte di oltre 130 artisti, tra cui importanti nomi dell’arte ligure e nazionale, invitati a partecipare all’avvenimento. Un ricco programma, quindi, con presentazioni, testimonianze ed ancora teatro, letteratura, musica e tanta allegria.

Nata nel 1994 dall’idea di Mario Napoli e un gruppo di intellettuali, amici ed artisti, di creare un polo di promozione e diffusione delle arti nel cuore del centro storico genovese, oggi può dirsi una vera istituzione culturale in Liguria con ramificazioni e contatti su tutto il territorio nazionale. Ha saputo, infatti, distinguersi come centro di produzione culturale impegnato nella ricerca artistica in senso ampio: ha presentato 780 mostre d’arte visiva (pittura, fotografia, scultura, installazioni, design, video), 416 presentazioni di libri, 115 concerti musicali, 102 conferenze e 83 spettacoli teatrali, registrando 550.000 visitatori.

Nel corso degli anni SATURA ha ospitato grandi personalità: da Gillo Dorfles ad Achille Bonito Oliva, da Aldo Giorgio Gargani a Giulio Giorello, da Rossana Boscaglia a Vittorio Sgarbi, da Vittorino Andreoli a Elmar Salmann ed ancora personalità del calibro di Edoardo Sanguineti, Enrico Baj, Gina Lagorio, Flavio Caroli, Martino Oberto, Gabriele Perretta, Roberto Senesi, Karl Stirner, Federico Guida, Franco Loi, Pierre Restany, Maria Pia Spaziani, Gaetano Savatteri, etc. È stata, inoltre, location di grandi mostre tra cui Giorgio De Chirico, Turi Simeti, Percorsi del Novecento, Genova Meets Easton, Vettor Pisani, Omar Galliani, Time to talk ± 100 Iranian Contemporary Artist, “HAEC EST CIVITAS MEA. Opere di giovani artisti dell'Accademia "I.S. Glazunov" di Mosca”, perché sono proprio i giovani e gli emergenti che ne fanno un polo di grande attrattiva, un laboratorio dove è possibile sperimentare, mettendo a confronto le diverse anime del fare arte oggi.


Il programma della giornata:

ORE 17:00
intervento delle Autorità
ORE 17:15
performance musicali e teatrali a sorpresa
ORE 17:30
inaugurazione della mostra “IERI, OGGI, DOMANI” con opere scelte di oltre 130 artisti invitati a testimoniare la contemporaneità
ORE 18:30
esibizione del Coro “Claudio Monteverdi”
ORE 19:00
brindisi e taglio della torta

Io sono Felice! Per #MadreTerra con Silvia Capiluppi Mem – Me e Madre

Al museo donne e ragazzi per una nuova installazione condivisa 3, 4, 6 e 7 marzo, dalle ore 15.00 alle ore 18.00 - Biblioteca (primo piano)

Proseguono le attività didattiche gratuite proposte dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee con Io sono Felice!, progetto annuale dedicato all’integrazione sociale. Nell’ambito di #MadreTerra, in collaborazione con T.A.NA. Terranova Arte Natura e ArtStudio’93, presso la Biblioteca al primo piano del museo d'arte contemporanea della Regione Campania, nei giorni 3, 4, 6 e 7 marzo, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, si svolgerà il workshop Mem – Me e Madre, condotto da Silvia Capiluppi (prenotazione obbligatoria).


L’attività proposta prende il nome dalla letteraמ – mem, presente in molti abjad (alfabeti consonantici) semitici, dal fenicio all’aramaico, dall’ebraico all’arabo, e da cui deriva anche la “m” latina. La numerologia ebraica la associa al numero 40, simbolo di acqua, vita, maternità.

In un inedito laboratorio che porterà alla creazione di una nuova installazione condivisa, Capiluppi inviterà le donne partecipanti a scoprire e riscoprire l’innato senso dell’essere madre, relazionandosi con giovani adolescenti e guidandoli nella pratica antica del ricamo, ritenuta dall’artista una forma di meditazione.

Ogni partecipante potrà portare con sé un lenzuolo bianco matrimoniale su cui ricamare il proprio nome accanto a quelli degli altri, contribuendo così a creare, in una performance corale di “tessitura sociale”, degli arazzi contemporanei che saranno presentati durante l’incontro conclusivo dell’8 marzo.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

"Mondino a colori. La pittura dagli esordi al linoleum", in programma dal 30 marzo al 22 settembre 2019 al CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea

Promossa dal Comune della Spezia e prodotta dal CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea, su progetto scientifico dell'Archivio Aldo Mondino, la retrospettiva ripercorre l'intera produzione pittorica di Aldo Mondino.

L’esposizione si propone quale ideale contrappunto della mostra "Aldo Mondino scultore" (Pietrasanta, 2010) indagando - proprio nella città che ha ospitato Il Premio del Golfo, uno dei più importanti premi di pittura del Novecento - questo medium, per così dire, ‘naturale’ e precipuo della Spezia.



Aldo Mondino ha sempre pensato e vissuto da pittore. La sua ‘miopia' nei confronti del dato reale è diventata, negli anni, uno strumento per conoscere il mondo a proprio modo, senza eternarsi in uno stile ripetitivo. Con lui, già all'inizio degli anni Sessanta, si sono superate le barriere tra pittura e concettuale, tanto che nessuno è mai riuscito a chiudere il suo lavoro in una precisa definizione.

Al CAMeC sono esposti una quarantina di lavori su tela, carta e linoleum realizzati dal 1961 al 2000, tutti provenienti dall'Archivio Aldo Mondino e da un selezionato gruppo di prestatori.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Carnevale di Viareggio - Corso di formazione per costruire carri

Per iscriversi c’è tempo fino al 13 marzo sia presso la sede della Cna di Viareggio (al Largo Risorgimento) e presso l’Agenzia formativa Sophia (via Villa Demidoff, 50 Firenze info Dott.ssa Vanna Della Volpe Tel. 055.33976213 email: v.dellavolpe@formazionesophia.com). La selezione è prevista per mercoledì 20 marzo presso la sede della Fondazione Carnevale.

"Diventare creatori di opere allegoriche per il Carnevale. Imparare le tecniche di realizzazione dei carri e delle maschere"questi gli obiettivi del primo corso di qualifica professionale per “addetto alla realizzazione di macchine festive e carri del Carnevale” in programma a Viareggio, alla Cittadella, presso i costruttori del Carnevale nei loro laboratori.

Il progetto didattico, che rientra a pieno titolo nelle attività della Carnival Lab Academy, già attiva in Cittadella, inizierà ad aprile e prevede un percorso di 900 ore, di cui 570 ore di aula e laboratorio, 30 ore di accompagnamento e 300 ore di stage. Il percorso è aperto a 12 destinatari in condizione di disoccupazione-inoccupazione.

Carnevale di Viareggio. La sua storia postale

Si tratta di un testo che arricchisce la produzione libraria sulla manifestazione, dedicata agli annulli postali, cartoline illustrate e a tutto il materiale filatelico, dato alle stampe nel corso dei decenni.

La storia del Carnevale di Viareggio viene così narrata attraverso le cartoline illustrate che hanno accompagnato Burlamacco in giro per il mondo, dagli anni Trenta ad oggi: per ogni anno sono riprodotte tutte le cartoline ufficiali, con i timbri postali, i chiudilettera e le affrancature dedicate al Carnevale. Un prezioso catalogo che presenta tutto il materiale edito ed ancora oggi apprezzato e ricercato dai collezionisti.


La pubblicazione è a cura della Fondazione Carnevale e del Circolo Filatelico Apuano che negli anni ha realizzato il materiale celebrativo della manifestazione. Il libro è edito dalla Pacini Editore di Pisa. 



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ULTIMI APPUNTAMENTI DEL CARNEVALE DI VIAREGGIO

Ricordiamo che ancora domenica 3 marzo alle ore 15:00 sarà possibile prendere parte alla grande festa del carnevale di Viareggio con il 4° corso mascherato, mentre martedì 5 marzo ore 14:50 sarà possibile assistere all'anteprima del corso e alle 16:30 al 5° corso mascherato di chiusura al termine del quale ci sarà la proclamazione dei vincitori con Grande Spettacolo pirotecnico finale.


Ecco i carri:

CARRI DI 1° CATEGORIA:
- "Ultima Biancaneve" di Jacopo Allegrucci
- "Medea" di Alessandro Avanzini
- "L'inganno della sirena" dei Fratelli Bonetti
- "Branco" dei fratelli Breschi
- "La teoria del caos" dei fratelli Cinquini
- "Il Pa-Drone" di Fabrizio Galli
- "Adelante" di Lebigre – Roger
- "Per chi suona la campana" di Carlo Lombardi
- "Alta Marea" di Roberto Vannucci


CARRI DI 2° CATEGORIA:
- "Moon Dream" di Luca Bertozzi
- "Freedom" di Borri – Croci
- "The Winner is... chi vince non sa cosa perde" di Edoardo Ceragioli
- "La Zattera" di Franco Malfatti
- "Prigioni" di Luciano Tomei

MASCHERATE DI GRUPPO:
- "L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi" di Silvano Bianchi
- "Wanyama (animali)" di Michele Canova
- "A ciascuno il suo" di Emilio Cinquini
- "Semplicemente donna" di Roberto De Leo e Vania Fornaciari
- "Diamoci un taglio" di Marzia Etna
- "M'ama? e non M'ama!" di Giampiero Ghiselli e M. C. Franceschini
- "Un cane Andaluso" di Libero Maggini
- "Prendi la maschera e vieni a Viareggio" di Giacomo Marsili
- "Signori si nasce, Poveri si diventa" di Adolfo Milazzo


MASCHERE ISOLATE:
- "Sono tornato" di Michelangelo Francesconi
- "Pacemaker" di Gabriele Libero Baldieri
- "Con-te partirò?" di Daniele Chicca
- "Il sonno della ragione genera mostri" di Andrea Giulio Ciaramitaro
- "Toro seduto" di Rodolfo Mazzone
- "Inquinamente" di Lorenzo Paoli
- "Bel Paese Volo Via" di Matteo Raciti
- "Fo Carnival" di Devis Sarra

FUORI CONCORSO
- Arancia Meccanica di Michele Deledda
- Bullo in maschera di progetto Cooperativa Crea di Viareggio su bozzetto di Angelo Diogini Fornaciari
- Fridart! Colores de la vida di Pierfrancesco Giunti su bozzetto di Mario Madiai

Per chi vorrà seguire "rosarydelsudArt news", nei prossimi giorni fino a Martedì Grasso, portà approfondire alcune di queste maechere nell'attesa di sapere chi è il vincitore.

SAN GABRIELE DELL’ADDOLORATA

Ricorrenza: 27 febbraio


Francesco Possenti nacque ad Assisi il I marzo 1838 la nobile famiglia. Dai genitori ricevette quell'educazione cristiana che fu poi il germe della sua vocazione allo stato religioso. Studiò fino a 17 anni, dopo i quali, addolorato vivamente per la morte della madre, vittima del colera del 1855, si ritirò in religione. Scelse la regola dei PP. Passionisti, fondati da San Paolo della Croce, per poter consolare col suo delicatissimo cuore i dolori della passione di Gesù Cristo e della Vergine Addolorata. Non più quindi vanità, non più ricercatezze, ma il rozzo saio passionista fu la sua ambizione. 

Compiuto il noviziato prese il nome di Gabriele dell'Addolorata, volendo significare con questo la particolare devozione che nutriva verso la Madre dei dolori.

Condusse una vita umile e silenziosa: la preghiera e la mortificazione, l'ubbidienza perfetta all'orario, lo studio, la meditazione, l'esame di coscienza, l'umiltà, erano il suo impegno quotidiano. A tutto questo, ch'è comune ad ogni religioso, egli aggiungeva una singolarissima devozione alla SS. Vergine.

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martedì 26 febbraio 2019

"Rubedo": mostra personale di Amanda Chiarucci, a cura di Matteo Galbiati, in programma dall'8 marzo al 28 aprile 2019 presso la Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia

Costituite da carte ripiegate su se stesse e porzioni di vita vissuta, le opere di Amanda Chiarucci sono diari senza parole, sculture silenziose che, come organismi viventi, si evolvono e si trasformano.

In mostra, una decina di opere realizzate dal 2016 al 2019 con la tecnica dell’Origami Modulare Tridimensionale, insieme scultoreo di moduli identici che vanno a costruire paesaggi e a tessere forme organiche.

Si allegano il comunicato stampa, il testo del curatore, alcune opere e un ritratto dell'artista con relative didascalie e crediti fotografici.

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Il Museo Madre la presentazione del catalogo Valentina Palazzari. Caserta / Napoli

Con l’artista interverranno il Presidente della Fondazione Burri, il critico Bruno Corà, e il curatore Davide Sarchioni
Giovedì 28 febbraio, ore 18.00
Biblioteca (primo piano)
Via Settembrini 79, Napoli

Giovedì 28 febbraio alle ore 18.00, nella biblioteca del Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina sarà presentato il catalogo Valentina Palazzari. Caserta / Napoli, a cura di Davide Sarchioni, che interverrà con l’artista e con il critico Bruno Corà.
La pubblicazione documenta e mette a confronto i progetti site-specific che Valentina Palazzari ha realizzato nel 2018 presso la Reggia di Caserta e la Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini (Napoli).

Alla Reggia di Caserta, nell'ambito della mostra Passaggi di stato (23 febbraio - 20 marzo 2018) di Lorenza Boisi, Regina Josè Galindo e Valentina Palazzari, curata da Bruno Corà e Davide Sarchioni, l'artista è intervenuta in due sale delle Retrostanze del Settecento con un articolato paradigma plastico e pittorico, riconducibile a diversi nuclei poetici della sua attività, in cui forme e misure erano in scala con le dimensioni ambientali degli spazi storici della reggia. Si tratta di lavori a parete a base di rete elettrosaldata, di altri in cui fa uso di putrelle e scatolati in ferro, e di grandi pitture con impronte rugginose su supporti di plastica o di tessuto. Nel vestibolo inferiore invece, Palazzari ha realizzato un'imponente forma tortile data dalla sovrapposizione di reti di ferro.
Differenti sono state le tipologie di intervento realizzate nella “Misericordiella” e i sottostanti ambienti ipogei, sede di SMMAVE-Centro per l'Arte Contemporanea di Santa Maria della Misericordia ai Vergini a Napoli, in occasione della personale Si sta come d'autunno (23 novembre 2018 - 9 febbraio 2019), curata da Davide Sarchioni, che ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee 2018. Qui l'artista ha formulato un'efficace quanto originale ipotesi di interscambio formale e poetico con l'ambiente, che ha introdotto lo spettatore in una dimensione sospesa tra la storia del luogo e una sensazione diffusa di transitorietà. Nella chiesa, un grande tappeto di foglie raccolte per le strade della città e animato da un moto continuo attivato da ventilatori industriali, ha reinterpretato l'ungarettiana precarietà dell'esistenza umana. Nell'ipogeo, un intervento sonoro ha conquistato lo spazio arrecando un senso di allerta, ma anche uno stato di tranquillità e di ascolto interiore che, enfatizzando le percezioni estetiche ed emotive derivate dalla bellezza del luogo, sembrava sollecitare un ritorno emblematico all'origine della vita, quale riferimento alla possibilità della rinascita.


Scheda tecnica del libro
Titolo: Valentina Palazzari. Caserta / Napoli
A cura di: Davide Sarchioni
Testi italiano / inglese di: Bruno Corà, Davide Sarchioni
Foto di: Manolis Baboussis, Cosimo Filippini, Isaco Praxolu
Pagine 48
ISBN: 978-889643457-4
Realizzato in collaborazione con: La DI Art e Terramedia®
Sotto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee 2018

Biografia
La ricerca di Valentina Palazzari (Terni, 1975), nella varietà dei suoi pronunciamenti, muove da un'indagine sulle proprietà fisiche e le qualità estetiche di diversi materiali (prevalentemente reti elettrosaldate e plastiche da cantiere) nei processi naturali di ossidazione, di decomposizione e di trasformazione in relazione agli agenti esterni, per approfondire i concetti di memoria, spazio e tempo.
Tra le mostre e i progetti recenti si ricordano “Si sta come d'autunno” da SMMAVE a Napoli; “Passaggi di stato” nelle Retrostanze del Settecento alla Reggia di Caserta; “Opus” da MARS a Milano; “In senso antiorario” per MADE IN FORTE a Forte dei Marmi (LU); “Pirouette” nella Ex Chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli a Roma.
Alcune sue opere pubbliche permanenti si trovano a Frasso Telesino (BN) e nel Parco Ex ILVA di Follonica (GR).
Vive e lavora a Roma.

La Cena Dei Creativi

 
Venerdì dalle ore 21:00 alle 23:30 -  Arenadiana APS (Corso Roma n. 43 - Villa Vannucchi, San Giorgio a Cremano - Napoli).

Incontrarsi per sostenere un progetto di crescita e di promozione sociale e culturale Ognuno farà la sua parte: teatro, musica, scrittura, nella libera performance di chi ha qualcosa da dire per chi ha voglia di ascoltare. Questo primo appuntamento dà il via all'esperimento ed anche il convivio (Hard Happy Hour) farà la sua parte!

Performers:
Genni Caruso, Rosaria Esposito, Paolo Ammendola, Massimiliano Caruso, Roberta Fraola, Paolo Aurino, Luigi Montesanto.

Sottoscrizione "a cappello" a beneficio del progetto di scolarizzazione in Burkina Faso realizzato da Braccia Aperte Onlus.
Prenota la solidarietà!
Info e contatti in box
Food & Sud Art System 

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Poesia in Galleria Bruno Galluccio Cartografie della conoscenza


SAN NESTORE MARTIRE

Ricorrenza: 26 febbraio


Era il più anziano dei sovrani greci sotto le mura di Troia (perché settantenne) e i suoi discorsi, anche quando incitava i guerrieri alla battaglia, erano saggi e pacati, un po' prolissi (come è nel costume dei vecchi) e densi di ricordi personali. Tornato a Pilo dopo la caduta di Troia, Nestore viveva ancora dieci anni dopo. Lo ritroviamo nell'Odissea, visitato da Telemaco, figlio di Ulisse, in cerca di notizie sulla sorte del padre disperso.

Egli era Vescovo, guida della comunità cristiana di Màgido, in Panfilia, e come tale primo nella fede, anche se secondo nella morte. Che egli fosse la vivente bandiera della Chiesa di Màgido, lo comprendevano anche i pagani, durante la persecuzione di Decio, nel 250. Sapevano che la comunità cristiana non si sarebbe piegata agli editti imperiali finché il Vescovo Nestore fosse restato saldo nella sua fede.

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lunedì 25 febbraio 2019

INTENTART presenta GRAFICA D’AUTORE

La mostra “GRAFICA D’AUTORE” promossa dall’Associazione culturale INTENTART e curata dalla dott.ssa Simona Pasquali presenta una serie di opere grafiche di artisti noti nel panorama napoletano e nazionale. Si svolgerà dal 2 al 29 Marzo 2019, presso lo Spazio Martucci 56 di Napoli.

Inaugurazione sabato 2 Marzo 2019 ore 18.00 



Cenni critici sugli artisti:
 “Il cromatismo, i segni incisivi, le campiture dinamiche, le sagome maestose, il rigoroso linearismo, le figure stilizzate, sono i tratti caratteristici delle serigrafie e delle calcografie di artisti diversi stlisticamente ma uniti da un gesto grafico che li accomuna come un sottile filo rosso che, nella diversità dei soggetti si fondono insieme per raccontare l’arte, in ogni sua forma.” (Simona Pasquali)

Cenni biografici sugli artisti: RENATO BARISANI - (Napoli 1918-2011) Ha insegnato design all’Accademia di Belle Arti di Napoli dal 1978 al 1984, dopo la docenza all’Istituto d’Arte. E’ tra i maggiori esponenti dell'astrattismo italiano sin dal dopoguerra. Partecipa dal 1947 al 1950 alle esperienze del "Gruppo Sud" di Napoli; dal 1950 al 1955, insieme a R. De Fusco, G. Tatafiore ed A. Venditti, costituisce il "Gruppo Arte Concreta" napoletano; dal 1953 al 1957 è presente nel "Movimento Arte Concreta" di Milano; dal 1960 al 1963 è nella "Nuova Scuola Europea" di Losanna. Barisani ha partecipato a importanti esposizioni internazionali (Biennale di Venezia nel 1962 e nel 1972), ha vinto il premio Pollock della Pollock-Krasner Foundation di New York (1993) Sue antologiche sono state presentate a Napoli a Villa Pignatelli nel 1977, mentre nel 2000 viene installata in permanenza a Castel dell’Ovo la grande scultura in metallo all’ingresso del castello. Nel 1999 sono presentati il mosaico e la scultura monumentale per la stazione di Salvator Rosa e la grande scultura antistante la stazione di Quattro Giornate della Metropolitana di Napoli. RICCARDO DALISI - Nato a Potenza nel 1931, ha ricoperto la cattedra di Progettazione presso la facoltà di Architettura di Napoli. Presso la stessa facoltà è stato direttore della Scuola di Specializzazione in Disegno Industriale. Negli anni settanta, è stato tra i fondatori della Global Tools, contro-scuola di architettura e design che riuniva tutti i gruppi e le persone che in Italia coprivano l'area più avanzata della cosiddetta “architettura radicale”. Nel 1981 ha vinto il premio Compasso d’Oro per la ricerca sulla caffettiera napoletana. Da sempre impegnato nel sociale; l’esperienza del lavoro di quartiere con i bambini del Rione Traiano, con gli anziani della Casa del Popolo di Ponticelli e l’impegno con i giovani del Rione Sanità di Napoli. Diverse mostre dedicate alla sua attività di architetto, di designer, di scultore e di pittore sono state allestite in Italia e all’estero. Tra queste: la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano, la Biennale di Chicago, il Museo del Design di Denver, il Guggenheim Museum di New York, il Museo di Copenaghen, Palazzo Reale di Napoli, la Galleria Lucio Amelio di Napoli, la Fondazione Cartier di Parigi, il Museo delle Arti Decorative di Montreal, il Tabak Museum di Vienna, Castel dell’Ovo a Napoli. SALVATORE EMBLEMA - (Napoli 1929- 2006) Dopo aver frequentato la Scuola del Corallo di Torre del Greco e l’Accademia di Belle Arti a Napoli, e dopo numerosi viaggi, all’inizio degli anni Cinquanta si stabilisce a Roma dove, nel 1954, tiene la sua prima mostra alla Galleria San Marco. Si trasferisce per alcuni anni negli Stati Uniti, dove conosce uno dei più importanti esponenti dell’Espressionismo Astratto americano, Mark Rothko, il cui linguaggio pittorico, esercita su Emblema un’influenza profonda. Tornato in Italia alla fine del decennio, alla metà degli anni Sessanta conosce il critico Giulio Carlo Argan, che contribuirà alla definizione e all’analisi del concetto di “Trasparenza”, fulcro della ricerca dell’artista. Gli anni Settanta sono contrassegnati da numerose mostre, fra cui le personali in varie sedi istituzionali, tra cui Villa Pignatelli a Napoli e Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Nel 1980 e nel1982 partecipa alla Biennale di Venezia, e nel 1985 una sua personale è presentata presso il Palazzo Reale di Napoli. SERGIO FERMARIELLO - (Napoli,1961) Interrotti gli studi universitari di Scienze Naturali per dedicarsi esclusivamente al disegno e alla pittura. Nel 1989 espone per la prima volta in una personale alla Galleria Lucio Amelio con la quale intraprende una lunga collaborazione di lavoro. Espone in diverse mostre personali tra le quali quella alla Galleria Il Capricorno di Venezia nel 1990 e alla Galerie Yvon Lambert di Parigi nel 1992. È anche presente in alcuni importanti appuntamenti internazionali quali la mostra Metropolis alla International Kunstausstellung di Berlino del 1991 e la mostra Les pictographes al Musée de l'Abbaye Sainte-Croix di Les Sables-d'olonne dove Didier Ottinger lo invita ad esporre i suoi lavori accanto a dipinti di Klee, Miró, Picasso, Penck, Sanejouand. Nel 1993 è chiamato da Achille Bonito Oliva a partecipare alla XLV Biennale di Venezia. GIUSEPPE MARANIELLO - (Napoli,1945) Frequenta l'Istituto d'Arte e, per un biennio circa, l'Accademia di Belle Arti napoletana. Nel 1969 insegna al Liceo Artistico di Benevento e, due anni dopo, si trasferisce a Milano dove entra in contatto con artisti e galleristi che favoriranno il suo primo orientamento verso un'arte d'indirizzo fotografico. Dalla fine degli anni '70, il suo approdo sempre più risoluto alla pittura e a forme e mezzi espressivi più tradizionali. La rassegna "Dieci anni dopo: i nuovi nuovi" sancisce appunto la nascita del gruppo dei cosiddetti Nuovi nuovi, alle cui esposizioni partecipa in maniera stabile anche Giuseppe Maraniello. Dal 1989 Giuseppe Maraniello insegna pittura all'Accademia di Brera; nel 1990 ha partecipato alla Biennale di Venezia con una sala personale. MIMMO (DOMENICO) PALADINO - Nasce nel 1948 a Paduli, ma cresce a Napoli. Fin da giovane dimostra interesse per l’arte, grazie soprattutto all’influenza di uno zio pittore, Salvatore Paladino. Paladino inoltre lavora prolificamente con una vasta gamma di mezzi espressivi, tra i quali figurano, oltre al disegno e alla pittura, la scultura e le varie tecniche di incisione. Nel 1980 il critico d’arte Achille Bonito Oliva per la prima volta inserisce Paladino, nella mostra “Aperto 80”, in un gruppo di artisti italiani della stessa generazione (Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Nicola De Maria), definendoli Transavanguardia. Paladino ha tenuto numerose mostre in tutta Europa, nell’America del Nord e del Sud e in Asia. L’artista vive e lavora tra Paduli e Milano. SALVATORE PALADINO - (Napoli 1935) Appartenente a quel gruppo di artisti che hanno fatto parte della seconda ondata del Gruppo 58, Salvatore Paladino ha il merito di coniugare l’oggettualità di derivazione pop con il concetto di “opera aperta” messo a punto da Umberto Eco nel 1962 in un testo fondamentale che ha condizionato la poetica di molti intellettuali italiani di quel periodo storico. Vicino come sensibilità a Mario Persico, a Guido Biasi, a Enrico Bugli, Paladino ha condiviso con loro le battaglie di una rivista d’avanguardia come “Linea Sud”, impostando la sua ricerca con maggiore decisione sul concetto di gioco, tanto da redigere addirittura un manifesto sull’“arte-gioco”. ERNESTO TATAFIORE - (Marigliano,1943) Laureatosi in medicina, si specializza in psichiatria, praticando contemporaneamente la professione medica e quella di artista. Nel 1969, in occasione della prima personale alla Modern Art Agency di Napoli. La Storia e la Filosofia diventano i grandi temi, o i pretesti, con cui l’artista costruisce un vocabolario segnico composto. Legato alla galleria di Lucio Amelio, Tatafiore nel 1980 partecipa a Aperto ’80 nell’ambito della Biennale di Venezia e, elaborando un linguaggio pittorico in sintonia con la poetica della Transavanguardia, partecipa alle più importanti rassegne internazionali di quegli anni.


Scheda mostra
Titolo GRAFICA D’AUTORE
Artisti RENATO BARISANI - RICCARDO DALISI - SALVATORE EMBLEMA
SERGIO FERMARIELLO - GIUSEPPE MARANIELLO
MIMMO PALADINO - SALVATORE PALADINO - ERNESTO TATAFIORE
Tipologia mostra collettiva
Curatrice Simona Pasquali
Sede espositiva Spazio Martucci 56 (via Giuseppe Martucci n.56, Napoli)
Inaugurazione sabato 2 Marzo 2019 ore 18.00
Date 2 - 29 Marzo 2019
Orari martedì, mercoledì, venerdì dalle 10.30 alle 13.00 / dalle 17.00 alle 19.00
Organizzazione Associazione Culturale INTENTART Napoli
Info Associazione Culturale INTENTART Napoli (www.intentartnapoli.it)
info@intentartnapoli.it / (+39) 3204887582 / Facebook: Intentart Napoli
Spazio Martucci 56: tel. 0810320281/ Facebook: Spazio Martucci 56

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

MARE


Sabato 2 marzo 2019, alle ore 17, alla Galleria “ARTEINCONTRO”, Corso Umberto, 43 - 65015 Montesilvano (PE) sarà inaugurata, a cura del sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, la mostra “MARE”, che intende segnalarne l’attuale percezione, con opere recentissime di Laura Amato, Arvedo Arvedi, Luciano Astolfi, Maurizio Bonolis, Alfonso Caccavale, Nando Calabrese, Beatriz Cardenas, Nicola Caroppo, Alfredo Celli, Elisabetta D’Agnano, Maria Pia Daidone, Emilia Della Vecchia, Sandra Di Marcantonio, Anna Di Maria, Mimmo Emanuele, Carmine Galiè, Katia Lupò, Ibrahim W. Mahjoub, Ida Mainenti, Salvatore Marsillo, Mauro Molinari, Lucio Monaco, Monica Memoli, Silvio Paolini, Myriam Risola, Antonio Salzano, Maurizio Schächter Conte, Renato Tagliabue, Clara Tirone, Ernestina Zavarella, Antonio Zenadocchio.
Alle ore 18: saluti delle Autorità, intervento critico di Maurizio Vitiello, contributo di Pino Cotarelli.
Nell’occasione sarà presentato il libro “Percorsi d’Arte in Italia 2018”, Rubbettino Editore.
Periodo: Sabato 02.03 – Domenica 19.05.2019.
Orario di apertura: dal lunedì al sabato, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16 alle ore 20; domenica solo per appuntamento 327 079 79 52.
Catalogo disponibile in galleria.


Breve scheda della mostra “MARE”, a cura di Maurizio Vitiello:

Alla Galleria “ARTiNCONTRO” di Montesilvano (PE), pilotata, da anni, da Fabrizio Serafini saranno in esposizione sessantadue opere, da sabato 2 Marzo a domenica 19 Maggio 2019.
Questa collettiva intende, in particolare, promuovere e valorizzare la percezione del mare.
Ogni artista ha presentato due opere, di cui una rilevabile nel catalogo prodotto.
Con questa mostra a tema s’intende declinare la concreta necessità di riunirsi per trattare d'arte.
Seriamente ci sarà un dialogo su un nostro patrimonio, che, nonostante tutte le molteplici problematicità che l’affliggono, attira.
Si ha voglia d'incontrarsi e la concretezza della mostra permette di cogliere coniugazioni di codici diversi, dal figurativo all’informale, dal surreale all’astratto geometrico.
Tutti gli artisti hanno nella memoria il mare e lavorando negli studi, pur sempre attenti al mondo, si sono aperti a ragionare e a centrare un argomento in molteplici interpretazioni.
In motivate opere, dalla fotografia alle tecniche miste, tutte a sviluppo verticale nelle dimensioni di cm. 70 x 50, emergono affettuosi accostamenti al mare di tutte le sponde.
In regolate esperienze le definizioni dei partecipanti hanno raccolto profili, rilievi, accenni, segnali, stratificazioni, archi, curve, livelli profondi, coste, anse, anfratti, una geografia di luoghi, una semantica del blu, stacchi, nervature, spiagge, dorsali …
Negli alvei della tradizione, dell’innovazione e della sperimentazione si sono mossi gli artisti e le artiste, seguendo, così, valori dell’analisi dei commenti e agganciandosi a originalità e a utilizzi di linguaggi anche in modo trasversale.
Quest’esposizione vuole essere un “focus”, ma anche un veloce “reportage” sull'arte del momento in Italia, ovviamente non esaustivo dato il numero contenuto degli operatori preso in considerazione, che non disdegna di porre una linea di resilienza.
Incontrarsi e conversare con “turisti per caso", "viaggiatori dell'anima", “addetti lavori”, “gruppi di fruitori”, “compagni di strada” e tante altre parzialità significa esercitare gli occhi a saper vedere, a saper raccogliere gli equilibri, passati e/o emergenti, da quelli semantici a quelli cromatici.
Chiaramente, saper vedere un dipinto o una scultura aiuta a comprendere il mondo e a saggiare se avrà un futuro, tra apocalissi scongiurate, migrazioni epocali in corso, crisi economiche da superare, terrorismi da acquietare.
I seguenti artisti e artiste, del mondo della pittura e della fotografia, hanno accettato con entusiasmo l’invito a partecipare:
Laura Amato, Arvedo Arvedi, Luciano Astolfi, Maurizio Bonolis, Alfonso Caccavale, Nando Calabrese, Beatriz Cardenas, Nicola Caroppo, Alfredo Celli, Elisabetta D’Agnano, Maria Pia Daidone, Emilia Della Vecchia, Sandra Di Marcantonio, Anna Di Maria, Mimmo Emanuele, Carmine Galiè, Katia Lupò, Ibrahim W. Mahjoub, Ida Mainenti, Salvatore Marsillo, Mauro Molinari, Lucio Monaco, Monica Memoli, Silvio Paolini, Myriam Risola, Antonio Salzano, Maurizio Schächter Conte, Renato Tagliabue, Clara Tirone, Ernestina Zavarella, Antonio Zenadocchio.
Questi artisti e queste artiste hanno deciso di “far leva comune” per poter attivare l’attenzione di una linea mediatica e del circuito di “collezionisti illuminati”.
Vive e vitali sono le varie e diverse declinazioni tecnico-linguistiche presenti, che, in parte, si riconcorrono su un “fil rouge” di collegamenti e connessioni nelle migliori intenzioni di offrire una cortina-vetrina di orizzonti agiti; quasi un serrato ventaglio, lecito, legittimo, fresco, palpitante e, oltremodo, battente di “scambi di confine”.
Leggiamo una pluralità di prospettive per afferrare la varietà del mondo.
In un significativo registro, quindi, circolano e ci permettono di captare profili mentali nuovi e caratteri del reale, resi in modo alternato, tra persuasive coincidenze e stringenti rispondenze.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Alla 3a edizione di Atrani Stelle Divine il 22 febbraio “’a cannarizia. ricettario in prosa” di Sigismondo Nastri e le “Novelle Amalfitane” di Angelo Amato

Penultimo appuntamento Venerdì 22 febbraio con “Atrani Muse al…borgo”, nell’ambito della 3a edizione di “Stelle Divine - Festival del Mediterraneo” che, dal giugno 2018 al giugno 2019, nel celebrare la 140esima edizione della Calata della Stella, è inserita nel programma di “Eventi per la promozione turistica e la valorizzazione dei territori” della Campania, finanziato dalla Direzione Generale per le politiche culturali e turismo della Regione con i fondi POC. 

Alle ore 18.00, presso la Casa della Cultura, l’evento targato ..incostieraamalfitana.it Festival del Libro in Mediterraneo, con la collaborazione del Comune e del Forum dei Giovani di Atrani, propone Sigismondo Nastri, giornalista e scrittore, con “‘a cannarizia. ricettario in prosa”, pubblicato da Areablu. Molti scrivono di gastronomia in rapporto a quello che mangiano nei ristoranti: pietanze elaborate, preparate da bravissimi chef, raffinate nella preparazione e nella disposizione su un piatto; l’autore si occupa invece di "pietanze semplici, povere", legate al proprio vissuto, a quello che ha imparato in oltre sessant'anni di frequentazioni, di incontri con persone della Costiera Amalfitana: in particolare, anziane signore, eredi degli insegnamenti ricevuti dalle generazioni precedenti.



E poi le “Novelle Amalfitane” di Angelo Nazareno Amato, edito da Terra del Sole; “pagine” che, come racconta la curatrice dell’opera Anna Di Bianco, a 5 anni dalla scomparsa dell’autore, “sanno di salsedine e di luce accecante, mediterranea, amori rubati al tempo e spensierate amicizie, gelati e baci a labbra salate, pianti e risate, escursioni nella mitica Divina…in una parola di giovinezza. Sanno di un mondo non molto lontano, quello dell’immediato dopoguerra, ma che oggi percepiamo già leggendario e distante anni luce; anni di cambiamento, di profonda evoluzione, di passaggio da un’economia rurale ad un’altra ormai fondata sul turismo. Sanno di un romanticismo che mai mancava, neanche nell’avventura più fugace, nell’attrazione più sensuale, nel flirt più disimpegnato; sanno della grande capacità, da parte di quei giovani, di godere a pieno la vita e delle più piccole cose”.

La serata, che vede il coinvolgimento degli studenti delle Scuole Medie Superiori della Costa d’Amalfi, è condotta da Alfonso Bottone, direttore artistico di Stelle Divine, che annuncerà anche i vincitori di “Caro Amore ti scrivo…”, il concorso nazionale di whatsapp d’amore inviati al proprio partner il giorno di San Valentino.

La 3a edizione di Atrani “Stelle Divine - Festival del Mediterraneo” gode dei patrocini morali dell'UNICEF, de I Borghi più belli d'Italia, dell'UNPLI Unione Nazionale Pro Loco d'Italia, dell’AiCC Associazione Italiana Città della Ceramica, del FAI Fondo Ambiente Italia Campania, del Touring Club Italiano Corpo Consolare della Campania, del Distretto Turistico Costa d'Amalfi.

La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia presenta, dal 9 marzo al 3 aprile 2019, "Controvento", esposizione collettiva con opere pittoriche realizzate dagli artisti iscritti all’omonima Associazione

In mostra, dipinti su tela, su carta e su tavola di Giorgio Bonilauri, Attilio Braglia, Antonella Davoli, Artan Derraj, Gino Di Frenna, Giovanna Magnani, Carmen Panciroli, Oscar Piovosi e Vilder Rosi.

Dal tema della figura alla natura morta, fino ai limiti dell’astrazione, attraverso le ricerche di autori tra loro molto diversi, sia per esperienze che per linguaggio, ma accomunati dall’interesse per il colore e l’analisi - a volte fedele, a volte onirica o ironica - della società in cui viviamo.


Il titolo dell’esposizione - "Controvento" - allude, come spiega il gallerista Gino Di Frenna, «ad un andare oltre le norme stabilite e le convenzioni sociali, seguendo la propria strada ed il proprio istinto pittorico». «Un particolare ringraziamento - aggiunge Di Frenna - va ai soci fondatori dell’Associazione Culturale 8,75 Artecontemporanea, che da anni animano lo spazio espositivo con importanti momenti di dialogo e confronto, ma anche ai nuovi iscritti, che hanno portato rinnovata linfa al nostro lavoro».


La collettiva sarà inaugurata sabato 9 marzo 2019 alle ore 17:30.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

La Fotografia Come Passione presenta “SUD” di Valentina Cirillo

Lunedì 25 febbraio, ore 11:00 conferenza - aperitivo di presentazione presso la Galleria Camera Chiara di Armando Cerzosimo, in via Giovanni da Procida, 9. Ore 19:00 incontro con l’autrice e proiezione delle operepresso lo Spazio Cerzosimo alla via Roma 210 INGRESSO LIBEROINFO:www.cerzosimo.com

La grande passione per la fotografia e la volontà di poter far crescere la cultura e l’attenzione verso l’immagine come mezzo di comunicazione, di aggregazione e di qualità hanno spinto lo Studio Cerzosimonelle figure di Armando Cerzosimo, unitamente ai figli Pietro e Nicolacon cui dirige lo studio, a proporredelle rassegne fotografiche con il focus “La fotografia come passione”.La peculiarità del progetto diretto da Armando, che si avvale del patrocinio e del sostegno del Comune di Bellizzi, nella figura del Sindaco Mimmo Volpe, sempre attento alle dinamiche culturali del territorio, è quello di invitare nella nuova struttura in Bellizzi in via Roma 210, fotografi sia del territorio che di altri luoghi che abbiano delle peculiarità di fotografare con un chiaro intento di passione e trasmettere la loro esperienza sia di fotoamatori che umana. Pietro Cerzosimo,referente della parte tecnica della stampa fotografica di alta qualitàsi occupa della stampa delle opere dei partecipanti poiché, una delle particolarità delle rassegne è quella di mostrare stampe su carta fotografica con modalità espressamente chimica. Nicola Cerzosimosi occupa del visualproiettando i lavori dei fotografi invitati. Partito con un primo incontro con Gaetano Paraggio, con le sue visioni oniriche di paesaggi urbani ed extraurbane, il secondo incontro ha visto confrontarsi, con un pubblico numeroso e appassionato, tre autori in un format molto avvincente: Franco Sortini, Francesco Truono e Armando Cerzosimo, tre appassionati, tre visioni diverse, un solo scopo: diffondere un messaggio di qualità e coerenza fotografica; per quindi passare al terzo incontro, che ha ospitato Davide Lunelli, una fotografia, la sua, a volte ermetica, seguito dal fotografo cilentano, che ci ha trasportato in paesi dell’Est sconosciuti, Salvatore Lembo. Incontri, questi, interessanti e vivaci per le implicazioni di diversi linguaggi mediati e arricchiti dalla preziosa collaborazione del critico d’arte Cristina Tafuri. Dopo la personale di Mirella Caldarone, fotografa pugliese dal titolo “Le mie orme”, ancora un occhio femminile, quello del giovane architetto cavese Valentina Cirillo. Sud quale luogo della mente, Sud come parte bassa che significa avvicinare alla terra, comunicare con essa, intesa come un principio di assorbimento e, insieme, di nascita: abbassando si seppellisce, si semina, si dà la morte per poi ridare la luce. Un tema che viene sviscerato a Matera, a Guardia Perticara, ad Aliano, dove il nascosto chiede con maggiore insistenza e da più tempo di farsi luce ed è qui che diventa più poroso e friabile il muro che divide il “sopra”, il “sotto”, l’”al di qua” e l’ “al di là”, l’arcaico e il presente, l’immaginario e il reale, in uno psicodramma che, nei secoli, è riuscito a penetrare la cultura e il suolo.Un Sud, il nostro che ha sempre assorbito tutto, riuscendo a rimanere in fondo se stesso, un Sud contaminato, da sonorità, saperi, sapori, profumi e tradizioni appartenenti ad altre culture, dall’Africa, all’ Oriente, un grande Sud, che incontreremo nelle varie comunità che “colorano” Salerno, Cingalesi, Senegalesi, Nigeriani, Siriani, teatralizzato, visualizzato, magnificato, nella sua nudità crudele ed esibita, nelle sue metamorfosi enigmatiche e perturbanti, partecipe di un sogno collettivo chiamato vita.

Il format della sesta puntata saluterà la presentazione dell’artista alla stampa, seguito da un momento conviviale, all’interno della galleria Camera Chiara sita alla via Giovanni da Procida, nel centro storico di Salernoalle ore 11per poi trasferirsi, alle ore 19,nelloSpazio Cerzosimo, sito in Bellizzi alla via Roma 210, per la proiezione e l’incontro con l’autrice.

Nota Biografica
Laureata l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” con il Prof. Arch. Nicola Pagliara, inizia da giovanissima la formazione con studi in grafica pubblicitaria e fotografia e con la frequentazione dell’Istituto Superiore di Design a Napoli. Coltivando da sempre la passione per la fotografia, sostiene anche corsi di insegnamento sia di grafica che di fotografia presso Istituti professionali nel salernitano. Nei suoi progetti, l' accostamento dei materiali e dei colori non è mai casuale, frutto di una lunga ricerca di quell'equilibrio che solo attraverso un'analisi fotografica è possibile trovare. Tra le sue esposizioni ricordiamo la personale 'Van Holland Van Hart' sulle architetture olandesi tenutasi presso Ylas Creperie a Salerno; la collettiva sulla città di Matera tenutasi presso il museo FRAC di Baronissi (SA); la personale 'Sguardi da altri mondi' tenutasi presso la sede dell'Arci di Salerno; è stata fotografa principale del primo Festival dello Sguardo tenutosi lo scorso 30 agosto a Guardia Perticara (PT). Lavora con la consapevolezza che solo attraverso un attento studio storico del manufatto o di una intera città e del suo utilizzo da parte della società, si possa poi capirne la trasformazione ed individuarne la giusta modalità di intervento, nel rispetto e nella valorizzazione del passato.