venerdì 24 gennaio 2020

ALTALENA di SANDRO SPALLINO

ALTALENA

Ho la forma di un vaso
E pensieri obliqui che non
Sanno starci dentro,
mi sento il cranio e una
inquietitudine bluastra,
osservo ciò che sputo
da un’altalena
mentre il tuo ghigno luminoso
la mette in rotazione,
ho il vino e il vestito bordo’
che ha il suo carattere e il
suo stesso odore di demonio,
viola parete e cicche sparse,
magnesio, penso che hai bucato
la mia vita, spogliata dinanzi
a me allora hai spogliato
la mia sorte,inebriato dei liquori
delle tue sfrenate bocche,
seduttrice amata, profetessa
presso le grandi acque
ammantata di scarlatto e perle,
con tante frasi in fronte
coperta di nomi,
nera come una vedova
che il lutto non sfiora.

Un momento fuori dalla luce.
sostituito da questo sogno,
Un momento fuori dal mio
sorriso, immondezza e abominio.

Non sono niente,
non ho niente,
mi cerco continuamente
strappandomi le unghie
dall’anima,scorticandomi,
bevendo il tuo vino adulterato,
fuggirono le mie passioni su ali
di farfalle e sono oggi
piantato a terra, devo leggere
le righe, neri scarabocchi,
Visione, attesa, ma tu dove
Sei strega infantile
Mentre si sformano le
Mie mani e mi spacco
Col tuo bastone d’indifferenza
E ti aspetto per farti leccare
Le ferite e il sangue.

Ti bacio e ti grido che un sogno
mi ha sostituito. 

SANDRO SPALLINO
Tutti i diritti riservati


Tratto dal libro
LE LABBRA DELL’ANIMA

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