venerdì 10 gennaio 2020

RUGGINE di SANDRO SPALLINO

RUGGINE

Nido di una squinternata allodola,
Ruggine e bucce sotto nudi piedi,
tocco un Cancello scuro coi pensieri
Invaso dalle siepi,dammi una voce che
sfili le calze e il caldo di gonne alle femmine,
ciclone di brama che avvampa su bocca di
mandragole e lana,pregna follia che sbalza
e su ventre a tamburi rimbalza,contorta danza dipana
musica tana,quando nel fulmine
schianta amorfo il sogghigno di Satana.

Dove ti porti non oso,
e il cuore di bagascia luna si spacca
in volto, stoccate ali che volevano volare,
sole malato che gocciola sui tram,
tutto passa se ne va impallidendo,
gente che nelle sale balla, vita che
non si guarda, parla senza dire
guarda e svede corte fantasma.
Portami un albergo dove s'ama,
sassofono d'epoche franate
col Pastis che incendia alito e fama,
col suo epitaffio gridato sbava. Portami
la voglia della voglia morta,scacciata
d'ogni catechismo sulla tua schiena
di uragani,la parola spaccata che
lingua non scroscia e cuce l'anima,
spalanca affollate frasi d'uomini spogliati che
ieri defunto ha scritto, inciso un niente,
un addio su svecchiate pagine,
scancellate da un monsone di guai
a carezzarti le anche.

Gira ruota di carriola, amare e disamare,
epifanie passate, fare e disfare, candele
e giradischi al contrario fai girare,
cinghia di un mondo, nulla nel niente
nelle tasche sfondate empie,
ramo di perdizione e guizzo di cretineria
volti riempie,spregiudicata e maga
figlia d’imbroglioni mi sono affacciato
ad uno specchio e non vi ho visto la mia
faccia,solo il collo, solo il mio peccato
nella tua lingua di amori sporchi tinti di nero.

Mi piove dentro e fuori la vita,vattene
piu perduta, grigia di giacche
obsolete con l’odore di un circolo di vecchi
sul maglione, preda di un bordello,ho
innaffiato un eliotropio che ha piu’ voce
della tua insabbiata, piu’onore,aghi e fuchi
affollano il trifoglio,affollano e ridono,
mistico luminoso alla mia tibia parla, le tue ali
in una torre fantasma,pensiero precipitato,
ferita,ho visto l’aldila’succhiarti
nella tua caduta sotto impura cima.

SANDRO SPALLINO
Tutti i diritti riservati



Tratto dal libro
LE LABBRA DELL’ANIMA


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