venerdì 28 febbraio 2020

VISIVO di SANDRO SPALLINO

VISIVO

Ho lasciato l’anima sul
como’e le braccia sul pavimento,
che importa tanto ho
cancellato la mia faccia,
a piedi nudi e con le rose
in mano esco per portare un odio
pieno d’amore e un piatto di
bugie al macellaio, sono quel
poverissimo mulo che hai
lasciato, e tu quasi una puttana
piena di vento. Cenere
alla cenere e polvere alla polvere,
io passo per le tue strade, per i venti
indossando la sola pelle
di molte vite raschiate, soffiando luce,
coi ricordi diventati spine,
erano più i baci che ti lasciavo
sulla bocca che le stelle
sul soffitto del cielo,prendevo
la coda delle albe e dei crepuscoli
e li spremevo per darli a bere
a te in un bicchiere anelante,secreto.

Per te ho avuta la febbre,una campana
in petto,una febbre d'amore in cui
è franato il mantello d'ogni idea,l'Incerto,
e il chiasso che sfondava nella testa,
furfante e disonesto.

Mi ha dipinto Dio
certamente, saliva e sangue di
creta e’ la carne, ovunque mi
perseguita il cielo,ovunque
anche sui miei capelli rosa,
sono impastato di noia,
vado qui pieno di polvere
e chitarre, nel peccato che ha tanti
arcobaleni e addii fatti di
parole lunghissime scritte sui rovi.
Un altro giorno che passa,
spilla di diamante e uccelli in gabbie,
che fare, dove andare, le orme
che lasciai nel tuo cuore
dal fondo vedo, nuda che
sorreggi i tuoi capelli, comprero’ un
biglietto e non ti
raggiungero’ mai, fermo alla
stazione fissero’ l’aria
marrone.

SANDRO SPALLINO
Tutti i diritti riservati


Tratto dal libro
LE LABBRA DELL’ANIMA

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