sabato 20 luglio 2019

MANN- La collezione Magna Grecia: "i gioielli"

by Rosaria Pannico

Cari amici e lettori dopo le prime sepolute a Paestum (http://www.rosarydelsudartnews.com/2019/07/mann-collezione-magna-grecia-paestum-e.html ), oggi vi propongo un'altra meraviglia della collezione dedicata alla Magna Grecia del MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli): parliamo di gioielli.


Le oreficerie Nel Mediterraneo antico l’oro, metallo raro e prezioso, era considerato simbolo di potere regale, di lusso, ricchezza materiale e di prestigio sociale; ha sempre rivestito un carattere di eccezionalità e ancora oggi l’esibizione di gioielli preziosi costituisce uno status symbol sia individuale che collettivo.


I protagonisti della ricerca in Magna Grecia: Paola Zancani Montuoro Paola Zancani Montuoro (Napoli, 1901 - Sant’Agnello, 1987), è stata archeologa, storica, filologa e autrice di nume- rosissimi scritti sulla storia, le culture e le espressioni artistiche della Magna Grecia.



READING DI POESIE - "PENSIERI SOTTO LE STELLE

L'Associazione socio-culturale "Club della Poesia" presenta:


ESTEMPORANEA DI PITTURA - "LA LUNA"

20 Luglio 2019 Castellaneta Marina

Sant' Apollinare di Ravenna

Vescovo e martire
Ricorrenza:20 luglio
Protettore di epilessia e gotta

 

S. Pietro, dopo la Pentecoste, andava ovunque predicando che il tempo della salvezza era giunto ed era necessaria la fede in Gesù Cristo, per avere la vita eterna. Un giorno andò insegnando tali verità in Antiochia ad un numero ristretto di persone, scorse fra esse un giovanetto di bella presenza, di intelligenza svegliata e di cuore puro, era Apollinare. I genitori, ancora pagani, dopo varie resistenze, aprirono le porte alla grazia divina: non solo si fecero cristiani ma permisero al figlio di seguire l'Apostolo.

Quando S. Pietro partì per Roma, Apollinare volle seguirlo per diffondere la vera, unica, divina religione, la sola che poteva rendere felici dando ai fedeli un premio eterno.

A Roma attese maggiormente a istruirsi e ad accrescere l'amore verso le cose celesti. I suoi progressi furono così mirabili che S. Pietro lo credette degno di essere sacerdote e vescovo della Chiesa. Da Roma fu poi inviato nella diocesi di Ravenna, perché col suo zelo reggesse quella Chiesa che già vi era formata e conquistasse alla fede gli altri infedeli.

venerdì 19 luglio 2019

Lino D'Angiò intervistato da Gigi Iazzetta


Per la XIX edizione del Premio Massimo Troisi segnaliamo nella serata del 23 luglio presso Villa Vannucchi la presenza del simpaticissimo e bravissimo Lino D'Angiò, quale ospite della serata dedicata Alighiero Noschese.

Il caro amico Gigi Iazzetta (noto Speaker ed autore di programmi Televisivi/radiofonici) ha intervistato e ha voluto condividere con noi di rosarydelsudArt news questa brevissima intervista a Lino che vi propongo:


MANN – Collezione Magna Grecia: Paestum e le prime sepolture

by Rosaria Pannico


Cari amici e lettori dopo il Cratere di Pronomos ( http://www.rosarydelsudartnews.com/2019/07/mann-magna-grecia-e-cratere-di-pronomos.htm ) oggi vi propongo un'altra meraviglia della collezione dedicata alla Magna Grecia del MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli): parliamo delle prime sepolute a Paestum.

La religione rappresenta una delle componenti essenziali della strutturazione delle poleis magnogreche. I coloni greci portano con loro un ricco bagaglio di tradizioni religiose che, innestandosi sul background locale, danno vita a forme diversificate di innovazione nelle pratiche devozionali.

Io vi propongo questo breve video:


SANT’ARSENIO IL GRANDE EREMITA

Ricorrenza: 19 LUGLIO 
 
 

Romano, di famiglia senatoriale, nel Palazzo Imperiale aveva ricoperto cariche assai alte, sembra che Teodosio l'avesse anche scelto come precettore dei propri figli (Arcadio e Onorio) che si divisero poi l'Impero paterno.
Quando Roma fu conquistata dal Re barbaro Alarico, quando, cioè, l'Impero costruito dai Cesari cominciò a crollare, Arsenio comprese come la sua opera nel mondo fosse inutile. Si sentì chiamato verso un nuovo Impero, che non avrebbe temuto le orde dei barbari.
Una voce gli disse: «Fuggi gli uomini e ti salverai!». Così condusse, nel deserto egiziano, una vita di continua preghiera. Per 53 anni pregava e piangeva: pregava per l'Impero caduto, ma anche di più piangeva sull'infelicità del mondo, sulla sorte di tanti infelici, sul sacrificio divino, dimenticato e negletto dagli uomini.