sabato 21 settembre 2019

Vincent Van Gogh - Paesaggio autunnale con quattro alberi

Autore: Vincent Van Gogh
Titolo: Paesaggio autunnale con quattro alberi
olio su tela





venerdì 20 settembre 2019

Tragodìa. Il gelo nel cuore

Autrice: Elisabetta Scaramelli
Romanzo psicologico
Formato 15x21
Pagine 314

Primo volume della trilogia Tragodìa. Il seguito sta per essere pubblicato col titolo “Il figlio dentro”. Il capitolo finale lo sto scrivendo (La morte delle sirene).
Si può acquistare nei vari store online in versione cartacea, mentre l’ebook solo su Amazon al momento.


PRESENTAZIONE

Scrivere ha sempre rappresentato per me un modo per esprimere tutto ciò che la società attuale, così caotica e rapida, mi impedisce di dire. Dopo aver saggiato, con sofferenza iniziale, il disinteresse della maggior parte delle persone verso i sentimenti e i pensieri profondi, ho iniziato a riversare sui fogli il malanimo, la delusione, ma anche i miei migliori sentimenti inespressi.
Scrivo da quando ho imparato a scrivere. Ho iniziato con raccontini e poesie, ma poi, sentendomi afferrare dagli impegni quotidiani, ho iniziato ad accantonare questa passione per dedicarmi ad altro. Da piccola sognavo di fare la scrittrice, il mio modello era Jo March, ma da adolescente sono stata catturata dai romanzi gotici, ragion per cui ho iniziato a scrivere poesie ermetiche e permeate di mistero.
Ciò che mi ha dato la spinta a mettere nero su bianco le mie storie è stata la lunga esperienza come role player e master. Il gioco di ruolo, così come le fan fiction, è un’ottima palestra dove allenare e nutrire le proprie capacità acerbe. In questo ambiente ho trovato il mio stile scrittorio, la strada da seguire, ho dato corpo a quello che prima era solo vapore, e alla fine ho deciso di riprendere una storia iniziata molti anni prima e viverla (e farla vivere) come un’avventura da gioco di ruolo. Tragodìa. Il gelo nel cuore è il mio primo romanzo edito. È nato inizialmente come diario, il diario del protagonista: Ludovico Visconti. Ma poi la necessità di rendere più visibile il contesto della narrazione e di raccontare ciò che stava intorno a questo personaggio mi ha spinta a farne una trilogia.
Siamo nella Torino del 1905, dove un vice commissario di Polizia (il protagonista) viene coinvolto intimamente in un caso che scuoterà le sue convinzioni. Ludovico non è un uomo che esprime se stesso, lascia che gli altri lo giudichino per quello che sembra: aspro, pungente, misantropo. Ha una marea di sentimenti contrastanti dentro di lui e attende la morte di sua madre per urlare al suo diario tutta l’amarezza, la rabbia e lo sdegno che prova per lei e per ciò che lo circonda.
Ludovico è anche fortemente razionale e irriverente verso le convinzioni, che lui ritiene sciocche, della maggior parte della gente. Detesta i bigotti, i mangiafandonie, i falsi credenti, i cimiteri caotici nel giorno dei morti e preferisce chiudersi nella sua gabbia per guardare da dietro le sbarre, e deridere, le persone diverse da lui. Ma la morte di una donna, una suicida trovata in riva al Po, lo metterà davanti a una realtà che aveva sempre evitato: l’anima sopravvive alla morte. Quella donna martoriata dal fiume gli entrerà nel cuore, si impossesserà di lui e lo costringerà a guardarsi intorno in modo diverso, sensibilizzandolo ai patimenti e facendogli provare la pena per aver abbandonato sua madre fino alla morte.
Ludovico è destabilizzato. Si chiede se queste sensazioni sono frutto della sua follia o della sua instabilità emotiva, se questo spirito è realmente accanto a lui o è solo un Golem costruito dal suo senso di solitudine. Questa sensibilità che riteneva di non possedere lo renderà fragile perché lo costringe a percepire maggiormente la sua sofferenza e quella degli altri. La sua maschera si sta sgretolando e lui ne è terrorizzato.
Ad aggravare la situazione interviene anche un segreto che conoscerà dopo la morte della madre e che lo costringerà a rifugiarsi nel sole della Grecia per ripulirsi di tutto il malanimo. Ma proprio in Grecia, esattamente a Tino, senza volerlo, ricostruirà il suo passato grazie a degli incontri straordinari e anche quello dell’annegata, che intanto lo imprigiona in un amore atipico che, malgrado l’apparente perversione, lo rende felice.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Le Giornate Europee del Patrimonio 2019 al Madre

Sabato 21 settembre apertura straordinaria a 1 euro fino alle 23.00
Due giorni di attività: le opere-performance della mostra di Pier Paolo Calzolari, un focus sulla comunicazione digitale, visite guidate e uno speciale party in collaborazione con Lunare Project e Radio Yacht

Anche quest’anno il Madre, il museo d’arte contemporanea della Regione Campania, aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio, ideate nel 1991 dal Consiglio d’Europa con il sostegno della Commissione Europea per valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale condiviso.
Per l’occasione, il programma del Madre si articolerà in differenti azioni che vedranno coinvolti i visitatori, declinando il tema della manifestazione Un due tre..Arte! Cultura e intrattenimento.
Sabato 21 settembre, il Madre promuove un incontro sulla comunicazione digitale dei beni culturali, in occasione della VII Assemblea Nazionale di IgersItalia, che per la prima volta si svolge in Campania e in un museo: dalle ore 15.00 un workshop sulle nuove possibilità di impiego dei principali social network (Facebook, Instagram e WhatsApp), realizzato in collaborazione con Facebook Italia.

Dalle ore 19.30 alle ore 23.00 apertura straordinaria con biglietto a 1 euro; alle ore 20.00, 20.45, 21.30 e 22.15, dall’atrio del museo ridisegnato da Daniel Buren partirà l’itinerario guidato gratuito Benvenuti al Madre, che proseguirà al primo piano con le sale monografiche della collezione site-specific, realizzate da Francesco Clemente, Richard Long, Sol LeWitt, Luciano Fabro, Jeff Koons, Anish Kapoor, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Rebecca Horn, Giulio Paolini e Richard Serra. Il percorso si concluderà poi approfondendo le mostre in corso e le opere del progettoPer_formare una collezione.

Spazio anche alla musica e all’intrattenimento, declinando il tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2019 Un due tre..Arte! Cultura e intrattenimento, dalle ore 19.30 alle ore 23.00, con Aperitivo Atmosphere, e a seguire, dalle ore 23.00 alle ore 02.00, con L’arte dei party (ingresso 20 euro con drink incluso): durante entrambi i momenti, organizzati in collaborazione con Lunare Project e Radio Yacht, si alterneranno in consolle Roberto Barone e Lupo di Mare, proponendo al pubblico sonorità in cui generi differenti si mescolano, dando vita a performance acustiche di grande impatto. 

Domenica 22 settembre, dalle ore 11.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.30 alle ore 19.30 saranno rimesse "in scena" al Madre le opere-performance Hommage (2001) e Mangiafuoco (1979) di Pier Paolo Calzolari, incluse nella mostra Painting as a Butterfly, a cura di Achille Bonito Oliva e Andrea Viliani.

Ricorre, in entrambe le opere-performance, l'elemento umano: in Hommage è visibile una figura femminile nuda dalla vita in giù (il pistillo), mentre la parte superiore del corpo è nascosta da una gonna rossa sollevata da palloncini bianchi (il calice), e la presenza della performer restituisce il tableau vivant di una “donna fiore”. In Mangiafuoco la pittura dialoga con la vitalità mutevole della materia, in questo caso il fuoco soffiato sulla tela da un mangiafuoco, proponendo la sfida di una sua possibile mimesi pittorica: "il mio scopo era stato fare in modo che la fiamma viva non rendesse in alcun modo secondario il rosso dipinto sulla tela", afferma Pier Paolo Calzolari.

Domenica sarà l'occasione per assistere anche alla performance Rapsodie inepte [Capricci] (2019), concepita dall'artista proprio in occasione della mostra al Madre, in cui un assistente movimenta un carrello su cui sono poste due opere dalla serie Capricci: Aquilone urbinate (1981) e Fabula (1982).
La retrospettiva, visitabile fino al 30 settembre, è la prima dedicata esclusivamente alla produzione pittorica e disegnativa dell'artista, esponente fin dagli anni Sessanta delle ricerche afferenti all’Arte Povera. Un’occasione per riscoprire una pratica artistica complessa e articolata, al contempo minimalista e barocca, concettuale e oggettiva, mentale e sensuale, come suggerito dalla citazione della farfalla nel titolo della mostra stessa.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

La stagione espositiva autunnale del CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia si apre sabato 12 ottobre 2019, in occasione della XV Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, con un doppio vernissage

"Oversize. Grandi capolavori dalle collezioni del CAMeC", a cura di Eleonora Acerbi, progetto espositivo dedicato alle collezioni permanenti, e "ARIA. 2009 - 2019 dieci anni di Factory", a cura di Cinzia Compalati, approfondimento rivolto alla Factory, una comunità artistica attiva sul territorio spezzino, ma conosciuta e apprezzata a livello nazionale. Alla stessa ora la presentazione della "Stanza delle meraviglie", a cura di Cristiana Maucci, un ambiente dedicato nel quale il visitatore potrà vivere un'esperienza multisensoriale, concepito per l'attività didattica ma rivolto a tutti. 

"Oversize. Grandi capolavori dalle collezioni del CAMeC", visitabile per un anno al secondo piano del museo, si offre quale ideale contrappunto all'esposizione "Small Size. Piccoli capolavori dalle collezioni del CAMeC", realizzata nel 2017/18 nello stesso ambiente. In mostra una quarantina di lavori di grande formato, alcuni dei quali mai esposti prima, che dialogano fra loro e si presentano allo spettatore nel loro potente impatto visivo. Imposto e contraddistinto dalla dimensione, il florilegio si articola in un tracciato che associa alla cronologia l'accostamento linguistico, la consonanza estetica, l'accordo tematico. La silloge è attinta da tutti i diversi fondi conservati al CAMeC; il nucleo ‘storico', ossia la pregevolissima raccolta di dipinti acquisiti nell'ambito del Premio Nazionale di Pittura intitolato al Golfo della Spezia, le collezioni-donazioni Cozzani e Battolini, le nuove acquisizioni. Il percorso espositivo comprenderà opere di Carlo Alfano, Shusaku Arakawa, Ugo Attardi, Jacopo Benassi, Aldo Bergolli, Renato Birolli, Ennio Calabria, Giuseppe Capogrossi, Bruno Cassinari, Vittorio Cavicchioni, Mario Ceroli, Mario Davico, Anita D'Orazio, Franco Francese, Renato Guttuso, Raymond Hains, Julia Jansen, Vassilis Kalantzis, Joseph Kosuth, Jason Martin, Luca Matti, Mattia Moreni, Gualtiero Nativi, Bruce Nauman, Kenneth Noland, Cristiano Pintaldi, Heimrad Prem, Bruno Pulga, Bruno Saetti, Giuseppe Santomaso, Sergio Saroni, Emilio Scanavino, Salvatore Scarpitta, Thomas Schütte, Danilo Sergiampietri, Vittorio Sopracase, Ettore Sottsass jr, Helmut Sturm, Emilio Vedova, Maja Vukoje, Hans Peter Zimmer, Edwin Zwackman.
La mostra "ARIA. 2009 - 2019 dieci anni di Factory", visitabile fino al 19 gennaio 2020 al piano zero del museo, è dedicata al tema dell'aria, intesa quale leggerezza, spazio ludico, creatività, gioco, meraviglia. I sette artisti che compongono la Factory - Cristina Balsotti, Paolo Fiorellini, Claudia Guastini, Sandro del Pistoia, Stefano Lanzardo, Francesco Ricci con Giuliano Tomaino - che lavorano insieme, sostenendosi e supportandosi vicendevolmente e condividendo lo spazio messo a disposizione dal Maestro Tomaino presso un vecchio biscottificio di Sarzana, al CAMeC realizzano una sorta di Wunderkammer, luna park delle meraviglie. L'esposizione, che si apre simbolicamente con l'opera Luci di Giuliano Tomaino, corredata da un video-racconto della storia del gruppo, si articola attraverso sette installazioni inedite, una per ciascun artista, e un nucleo di lavori che ben evidenziano e raccontano la cifra stilistica di ciascun autore. La Factory nasce a Sarzana nel 2009 per dare identità a un gruppo di artisti creatosi spontaneamente intorno alla figura di Giuliano Tomaino. Occasione per la formazione del gruppo fu la mostra "Tomaino. Le acciughe fanno la palla", allestita nel 2009 al Galata Museo del Mare di Genova, dove per la prima volta tutti gli artisti collaborarono, a diverso titolo, alla realizzazione del progetto del Maestro. Nel marzo 2011 il gruppo si è formalmente costituito in associazione culturale, presieduta dall'architetto Umberto Sauvaigne.
Entrando nella "Stanza delle meraviglie", la Wunderkammer del CAMeC, circondato da naturalia - oggetti provenienti dalla natura che presentano qualcosa di eccezionale per forma, dimensioni o rarità - e artificialia - manufatti particolari per la loro originalità e unicità -, il pubblico scoprirà meraviglie e curiosità in un percorso in cui opere appartenenti alle collezioni del Centro dialogano con prestiti dei musei civici Archeologico, Etnografico e del Sigillo.
L'inaugurazione si svolgerà sabato 12 ottobre alle ore 18.00. Il CAMeC è aperto al pubblico da martedì a domenica dalle 11.00 alle 18.00, chiuso il lunedì, Natale, Capodanno. Ingresso intero euro 5, ridotto euro 4, ridotto speciale euro 3,50. Per informazioni: tel. +39 0187 727530, camec@comune.sp.it, http://camec.museilaspezia.it.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Giancarlo Siani

by Rosaria Pannico

Cari amici di rosarydelsudArt news oggi vi propongo un monumento dedicato alla memoria del nostro collega e giornalista Giancoarlo Siani che ho avuto modo di ammirare nella piazzetta dedicata a lui presso la spendida cittadina turistica di Vico Equense a Sorrento.

Vi propongo questo brevissimo video:






 

giovedì 19 settembre 2019

21 e 22 SETTEMBRE GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO I MUSEI DELLA SPEZIA VI ASPETTANO! SABATO 21 PERFORMANCE MUSICALE ITINERANTE IN COLLABORAZIONE CON IL CONSERVATORIO 'G. PUCCINI'

Sabato 21 e domenica 22 settembre tornano, nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, le Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2019), promosse dal Mibac, con tema “Un due tre... Arte! - Cultura e intrattenimento”.


La rete museale spezzina (CAMeC, Museo Archeologico del Castello di San Giorgio, Museo Civico ‘A. Lia’, Museo Etnografico, Museo del Sigillo, Palazzina delle Arti) propone un biglietto cumulativo valido per le due giornate, al costo di 8 euro: si tratta di una variante della Summercard, formula offerta ai visitatori dell’estate, che appunto fino al 22 settembre potranno usufruire di una vantaggiosa tariffa cumulativa. Inoltre, nel pomeriggio di sabato 21, dalle 15 alle 18, in collaborazione con il Conservatorio “G. Puccini” della Spezia, una performance musicale itinerante, eseguita dal duo chitarristico Jacopo Perlini e Martina Ferrari, attraverserà tutti i musei della città, partendo dal Museo Archeologico del Castello di San Giorgio alle 15, spostandosi alle 16 alla Palazzina delle Arti e Museo del Sigillo, alle 16.30 al Museo Lia, alle 17 al Museo Etnografico, per terminare al CAMeC Centro arte Moderna e Contemporanea alle 17.30.

INFO
Ingresso: a scelta dell'utente biglietto ordinario per ogni museo o biglietto cumulativo speciale valido per le due giornate (21 e 22 settembre) 8 euro
CAMeC: p.zza Cesare Battisti 1, La Spezia | +390187727530 | camec@comune.sp.it | http://camec.museilaspezia.it | fb CAMeC La Spezia
Museo Archeologico Castello di San Giorgio: via XXVII Marzo, La Spezia | +390187751142 | museo.sangiorgio@comune.sp.it | http://museodelcastello.spezianet.it | fb Museo del Castello San Giorgio
Museo Civico “Amedeo Lia”: via del Prione 234, La Spezia | +390187731100 | museo.lia@comune.sp.it | www.museolia.it | fb Museo Amedeo Lia
Museo Etnografico “Giovanni Podenzana”: via del Prione 156, La Spezia | +390187727781 | museo.etnografico@comune.sp.it | http://etnografico.museilaspezia.it | fb Museo Etnografico "Giovanni Podenzana" La Spezia
Museo del Sigillo: via del Prione 236, La Spezia | +390187778544 | museo.sigillo@comune.sp.it | fb Museo del Sigillo
Palazzina delle Arti: via del Prione 234, La Spezia | +390187778544 | palazzinaarti@comune.sp.it | http://palazzinadellearti.museilaspezia.it/ | fb Palazzina delle Arti L. R. Rosaia.

Sarà inaugurata venerdì 27 settembre 2019 alle 18,30, presso il Complesso Monumentale del Corpo di Cristo a Borgo di Montoro (AV), la personale di pittura di SARA PISTILLI dal titolo ‘C’e tempo’, a cura di Gerardo Fiore e Rita Alessandra Fusco

La mostra chiude a Montoro il quinto ciclo di MONTORO CONTEMPORANEA, rassegna di mostre personali di pittura, scultura e fotografia. L’iniziativa - ideata e diretta da Gerardo Fiore, e patrocinata dal Comune e dall'Assessorato alla Cultura della Città di Montoro - è rivolta ad artisti di riconosciuta carriera, che si sono distinti sul panorama nazionale, e che intendono donare il proprio contributo alla crescita della collettività verso i linguaggi dell’Arte Contemporanea.
 
Alla serata interverranno oltre all'artista: il Sindaco Girolamo Giaquinto, l’Assessore alla Cultura Raffaele Guariniello; Rita Alessandra Fusco, Critica d’Arte; il Direttore della rassegna Gerardo Fiore.
Catalogo della mostra a cura di EDIZIONI ATB CONSULTING, con un testo di Rita Alessandra Fusco.
 


La mostra è visitabile fino al 19 ottobre, dal martedì al sabato dalle 18,00 alle 20,00, e su appuntamento.
Contatti: 389 1629853
Scrive Rita Alessandra Fusco nel testo di presentazione della mostra:
‘‘Quando ci fermiamo a guardare una tela di Sara Pistilli accade una magia: i colori penetrano dentro di noi, piano piano, in maniera delicata, per poi diventare sempre più forti; così come i paesaggi svelati con calma e devozione e le figure che si stagliano qua e là, che sembrano appena ritornate da viaggi immaginati e lontani, ma che una volta guardati non riescono a non far parte di noi. Tutto è apparentemente calmo, immaginifico, disteso, ma un magma di vita è pronto ad esplodere. Lo sentiamo, lo percepiamo, è lì sulla tela e dentro di noi. È negli occhi e nel gesto d'arte della Pistilli e nei sogni sognati nel tempo e mai svaniti. Quando dipingere diventa un'urgenza, una necessità per l'artista, le opere arrivano prima di qualsiasi spiegazione. Sara lo sa bene e ce lo racconta ogni volta che pone il pennello sulla tela. Generosamente ci rende partecipe della sua vita, non quella vissuta ma quella da vivere. In maniera gentile - cosa rara per questo momento storico così carico di livore e di urla - e sensibile. Guardiamo un quadro della Pistilli e ci sentiamo a casa. Non una casa fatta di materia tangibile - con muri, porte, finestre, tavoli, sedie - ma una casa fatta di calore che diventa colore, di riflessione garbata, di intimità.”

 MARIA SARA PISTILLI è nata a Torre del Greco (Na) ma vive e lavora ad Angri (Sa). Ha studiato all'Accademia di belle arti di Napoli, sotto la guida del Professor De Stefano.
Dal 1980 è presente sulla scena artistica locale e nazionale, partecipando a varie rassegne, mostre collettive e personali. La sua produzione artistica è varia. Parte dai paesaggi e arriva al figurativo in maniera molto naturale, (...) "con immediatezza cromatica di vago luminismo impressionistico, mediante larghi impasti lontani da formalismi di impostazione accademica". (Elio Rinaldi)
Vincitrice di molti premi e riconoscimenti, le sue opere figurano in raccolte pubbliche e private.
Hanno scritto di lei testate giornalistiche quali: Il Mattino, il Roma, La Voce della Provincia, Il Corriere della Sera, Napoli Notte, Nuovi Orizzonti, Il Quadrato.
Inoltre, hanno scritto della sua arte i critici S. Di Bartolomeo, F. Galante, P. Girace, L. Iannelli, S. Molinari, C. Verdecchia.

Foto: Jacopo Naddeo - Antonio Caporaso
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA