lunedì 28 novembre 2022

REGNO SOTTOMARINO

“EGNAZIA E IL MARE”: INAUGURATO IL NUOVO
ALLESTIMENTO IMMERSIVO DEDICATO AL REGNO

SOTTOMARINO

LA TECNOLOGIA MULTIMEDIALE AL SERVIZIO
DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA

CONCLUSI I LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DEL MUSEO E

DEL PARCO




Arredi navali, attrezzature di bordo e ceramiche di età antica, mai prima d’ora così reali: grazie alla fusione tra l’esposizione di reperti sottomarini finora conservati nei depositi del museo e le più innovative tecnologie multimediali, le antiche profondità diventano esplorabili.

 



Lo scenario di “Egnazia e il mare”, il nuovo allestimento realizzato al piano interrato del Museo Archeologico Nazionale di Egnazia, inauguratosi lunedì 21 novembre, racconta l’antico legame tra la città e il mare; un percorso emozionale prima ancora che storico-archeologico che riserva particolare attenzione all’archeologia subacquea, formidabile strumento di conoscenza in grado di svelare, attraverso i naufragi e i carichi perduti, la storia di uomini e genti, e di ricostruire i paesaggi marini.



L’allestimento ruota intorno alla ricostruzione di un paesaggio sottomarino e si snoda tra oggetti sopravissuti ad antichi naufragi, video multimediali e la proiezione immersiva e interattiva di uno specchio d’acqua in movimento.

 


 


L’inaugurazione del nuovo allestimento è stata, inoltre, occasione per presentare complessivamente i risultati dei lavori di tutela e valorizzazione dell’areA archeologica demaniale e completamento dell’allestimento del Museo Nazionale di Egnazia, realizzati nell’ambito dell’intervento PON “Cultura e Sviluppo” FESR 2014-2020, che hanno coinvolto sia il Museo che il Parco archeologico.

 



Nel museo, in particolare, oltre alla sezione “Egnazia e il mare”, gli interventi hanno riguardato l’intero edificio, con la realizzazione di nuovi spazi a servizio del pubblico e uffici, la riqualificazione dei depositi e il miglioramento dell’accessibilità.

 



Nel parco è stato invece realizzato un nuovo sistema di illuminazione, ma anche un’area di parcheggio, in un’ottica di sostenibilità paesaggistica, nonché un edificio destinato alla prima accoglienza, alla biglietteria e ai servizi.

 


«Il ripensamento dei modelli di fruizione culturale, per essere vincente, deve passare dall’ascolto dei visitatori - commenta il Direttore Generale Musei, prof. Massimo Osanna – e nell’ultimo periodo il pubblico chiede con vigore sempre maggiore un nuovo linguaggio e nuove tecniche di narrazione, anche al passo con le tecnologie digitali. Grazie alla sezione “Egnazia e il mare” il museo diventa contenitore di una coinvolgente interconnessione tra arte, storia e interattività, nel contesto di un grande sito archeologico, rinnovato e riqualificato grazie ai finanziamenti europei».

 




«La visita diventa viaggio e il viaggio diventa esperienza: è questa la nuova chiave di lettura che si inaugura oggi insieme al nuovo allestimento - commenta il Direttore Regionale Musei Puglia, il dott. Luca Mercuri - Sono certo che la nuova sezione marina, insieme all’ampia riqualificazione complessiva del museo e del parco, fungerà da ulteriore formidabile richiamo per visitatori e turisti in questo straordinario luogo». 


 


COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

  I vincitori del Premio Fabbri per le Arti Contemporanee | 11ma edizione IL COLLETTIVO VEGA E SILVIA BIGI

VINCONO L'UNDICESIMA EDIZIONE DEL

PREMIO FABBRI PER LE ARTI CONTEMPORANEE

A cura di Carlo Sala


Villa Brandolini

Solighetto di Pieve di Soligo (Treviso)

26 novembre – 18 dicembre 2022

 

VEGA (Francesca Pionati e Tommaso Arnaldi)
FLORILEGIO, 2021
Video
Vincitore della Undicesima edizione del Premio Fabbri per le Arti Contemporanee, sezione Arte Emergente

 

Sabato 26 novembre 2022 si è svolta la cerimonia premiazione degli artisti vincitori e menzionati del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee. La manifestazione, curata da Carlo Sala, è promossa da Fondazione Francesco Fabbri in collaborazione con la città di Pieve di Soligo.

A vincere per la sezione “Arte emergente” dell’undicesima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee è il collettivo VEGA (composto da Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati) con il lavoro FLORILEGIO del 2021. Gli autori si sono appropriati sul web di una serie di filmati d’archivio che delineano una sorta di immaginario collettivo odierno attraverso le sequenze di funerali, battesimi o baby shower che costituiscono dei nuovi riti contemporanei della cultura consumista. Questo magma visivo è stato alterato attraverso una visione fatta di primi piani che annullano i contesti, e permettono di intravedere solo alcuni elementi simbolici come i fiori o una serie di movimenti che danno corpo a una pluralità di istanze, dalla gioia alla follia. Nell’opera video gli artisti hanno voluto riferirsi al pensiero di Ernesto De Martino, mettendo in scena in chiave performativa dei riti funebri descritti dal grande antropologo e ponendo così una riflessione su come queste azioni possano essere portatrici di memoria.

La prima menzione della giuria è andata ad Andrea Bocca (Crema, 1996) per Osvaldo (2022), un’opera capace di rileggere, in chiave critica e ironica, la tradizione del design modernista. L’autore, nella sua scultura, ha ripreso e alterato il celebre appendiabiti AT16 di Osvaldo Borsani mutandone le fattezze: l’oggetto ha perso così la sua aura iconica attraverso nuove forme che mettono in crisi la funzionalità originale. Questo appare evidente in alcuni elementi, come i pomelli – dove dovrebbero essere appesi gli abiti – che sono rivolti verso il basso, innescando così una sensazione di straniamento. Roberto de Pinto (Terlizzi, 1996) con Prima prova d’incastro (2022) si aggiudica la seconda menzione, testimoniando anche quest’anno una forte vivacità delle opere pittoriche candidate al premio. Il mondo figurativo dell’artista è popolato da giovani uomini che compiono gesti minimi, allusivi, dove non accade quasi nulla, ma capaci di creare una tensione erotica sottesa. Le loro pelli brune e i loro lineamenti hanno dei tratti marcati che richiamano alla mente tutta una serie di raffigurazioni visive antiche della cultura mediterranea. I giovani raffigurati si pongono in modo ambiguo al nostro sguardo, perché, se da un lato, sembrano volersi celare sotto le foglie di un salice, dall’altro innescano un gioco di occhiate complici e voyeuristiche con il fruitore. L’ultima menzione è andata al lavoro Supports (The Botanic Garden of the University of Warsaw, 2) di Agnieszka Mastalerz (Łódź, 1991) realizzato tra il 2020 e il 2022.  Durante una passeggiata nel giardino botanico di Varsavia l’artista è stata attratta da una serie di strutture in acciaio destinate a far crescere le piante. Queste, con le loro forme sintetiche e instabili, sembravano già di per sé delle sculture, composizioni autoriali fatte di linee che lo sguardo dell’artista ha saputo cogliere ed enfatizzare.

Silvia Bigi
Are you nobody, too?, 2022
Installazione
Vincitore della Undicesima edizione del Premio Fabbri per le Arti Contemporanee, sezione Fotografia contemporanea



Silvia Bigi (Ravenna, 1985) è la vincitrice della sezione “Fotografia contemporanea” con Are you nobody, too? (2022), un lavoro che unisce immagine e video, per porre una riflessione attorno al concetto di identità. L’opera è germinata dall’unica fotografia esistente della prozia dell’autrice, Irma, una donna affetta da disturbi mentali a causa dei quali è stata in parte allontanata dalla vita pubblica e familiare. All’interno dell’installazione, l’immagine vernacolare prende vita attraverso un’applicazione che idealmente dà voce alla donna facendole leggere una serie di testi di grandi poetesse e scrittrici – come Anne Sexton, Marina Cvetaeva, Gaspara Stampa, Mary Shelley, Sylvia Plath, Emily Dickinson e Virginia Woolf – tutte accomunate dall’aver sofferto di patologie come depressione, schizofrenia o bipolarismo. Questa polifonia di voci che si sprigionano dal volto della protagonista dell’opera, sembra scontrarsi con l’addomesticamento e la normatività sociale a cui è stata soggetta portando a riflettere sul concetto di sanità mentale e più in generale di diversità. Claudia Amatruda si è aggiudicata la menzione della giuria con Gigante (2020), un lavoro in bilico tra fotografia e performance, dove l’autrice indaga la sua condizione di persona affetta da una rara malattia degenerativa. Il corpo diventa così un terreno di comprensione di se stessi e della relazione con gli altri, dove il privato diventa collettivo, ma anche uno spigoloso campo di battaglia; le immagini sono il punto di sintesi formale di una pluralità di istanze tra speranza, consapevolezza e dolore.  La seconda menzione va al lavoro You Would Wear It as Pajamas and Even to Go Out With It Before Breakfast (2021) di Anaïs Horn (Graz, 1981). Anche in questo lavoro si parte dalla condizione personale dell’artista, ovvero una sindrome che durante l’adolescenza ha paralizzato la sua mano destra; questo avvenimento è il pretesto per realizzare una riflessione più ampia su temi come la conoscenza del proprio corpo, la malattia, la disabilità e le relazioni tra persone, specie in un periodo come quello degli ultimi anni dove i contatti sociali si sono attenuati a causa della pandemia di Covid-19. Il lavoro si presenta come un’opera dove la fotografia assume una forma espansa e tridimensionale attraverso le fattezze di un kimono costellato da una serie di immagini stampate su seta. L’ultima menzione va al collettivo Tetau (composto da Beatrice Zito ed Edoardo Montaccini) per il lavoro ⟨ ⟩ del 2021. La loro videoinstallazione porta a riflettere sulla presenza quotidiana di una pluralità di apparati legati al visivo. Quest’ultimi, nell’opera degli autori, si neutralizzano vicendevolmente attraverso un reciproco puntamento: gli strumenti che dovevano realizzare una ripresa oggettiva, o una trasmissione di informazioni, si ritrovano così a generare una forma aniconica e instabile che fa perdere ogni certezza e apre a una pluralità di significati. 

 

I vincitori hanno ricevuto un premio acquisto di 5.000 euro e i loro lavori sono entrati a far parte della collezione della Fondazione Francesco Fabbri Onlus, che li custodirà a Casa Fabbri, il centro residenziale teatro di numerosi eventi. I lavori finalisti rimarranno esposti fino al 18 dicembre nella mostra collettiva di Villa Brandolini.

 

La composizione delle Giurie del Premio ha potuto annoverare autorevoli critici e curatori: per la sezione “Arte Emergente” Lorenzo Balbi, Rossella Farinotti, Antonio Grulli, Angel Moya Garcia; per la sezione “Fotografia contemporanea” Daniele De Luigi, Francesca Lazzarini, Elisa Medde e Mauro Zanchi, con la partecipazione ad entrambe di Carlo Sala, curatore del Premio.

 

Il Premio è promosso dalla Fondazione Francesco Fabbri in collaborazione con la Città di Pieve di Soligo e il patrocinio della Regione del Veneto. È inserito nel palinsesto regionale RetEventi Cultura Veneto 2022 per la Provincia di Treviso; con il patrocinio di LandscapeStories e Lago Film Fest.


Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee // Undicesima edizione

a cura di Carlo Sala

Villa Brandolini, Solighetto di Pieve di Soligo (Treviso), Piazza Libertà n°7

26 novembre – 18 dicembre 2022

venerdì-sabato-domenica: 16.00-19.00

Ingresso libero

Per info: premio@fondazionegrancescofabbri.it

www.fondazionefrancescofabbri.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

 “«Se non faccio sbaglio…»: francobolli correttamente sbagliati”

Stasera alle ore 21:00, per il ciclo “Il francobollo racconta”, l’Unione stampa filatelia italiana presenta la conferenza via Zoom “«Se non faccio sbaglio…»: francobolli correttamente sbagliati” relatore: Beniamino Bordoni.

Accesso gratuito chiedendo il link a comunicazione@usfi.eu entro le ore 20.30.

(Chi lo ha già richiesto per il lunedì precedente non deve richiederlo di nuovo).


 

Anche il giornalista specializzato, come il collezionista, guarda e analizza ogni particolare del francobollo ed è così che spesso si scoprono degli errori. Alcuni sono passati alla storia come quelli sul Gronchi Rosa o sul valore per il Traforo del Sempione, altri sbagli sono recenti e si nascondono anche in francobolli apparentemente corretti. In qualche caso poi si parla di errori, invece la vignetta è più corretta di quel che sembra.

È quindi compito di chi studia o descrive il francobollo dotarsi degli strumenti idonei per scovare gli errori, ma anche per smentirne alcuni; così si scoprono storie interessanti: una di queste si nasconde dietro una lezione di “Paperologia”.

 

“Proponiamo -dice il presidente del sodalizio, Beniamino Bordoni- alcuni degli interventi che abbiamo fatto ai corsi realizzati con l’Ordine dei giornalisti negli ultimi sei anni sotto al titolo «Stampa filatelica e cronaca postale. Giornalismo di nicchia, fra specializzazione e opportunità». L’obiettivo era far conoscere ai colleghi i potenziali narrativi e di cronaca che caratterizzano il settore, ma anche le «trappole» nelle quali non bisogna cadere. Viste le richieste giunte, ora li presentiamo, adattati, a chiunque sia interessato sotto al nome «Il francobollo racconta»”.

 

Le serate successive (sempre alle 21):


5 dicembre, “Ucraina in cronaca”

12 dicembre, “«Appiccichini» pubblicitari, una nuova forma di marketing?”

19 dicembre, “Storie vere, storie false nei francobolli”


 

Chi desiderasse rivedere qualcuno degli incontri può accedere al canale YouTube dell’Usfi al seguente indirizzo:

https://www.youtube.com/@unionestampafilatelicaitaliana

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

I colori della fede a Venezia: Tiziano, Tintoretto, Veronese

Fondazione CRC
Intesa Sanpaolo
presentano
la mostra

I colori della fede a Venezia:
Tiziano, Tintoretto, Veronese
a cura di don Gianmatteo Caputo e Giovanni Carlo Federico Villa
24.11.2022 – 05.03.2023


Complesso Monumentale di San Francesco
Cuneo, Via Santa Maria, 10


Tiziano Vecellio, Annunciazione


Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo presentano il progetto espositivo I colori della fede a Venezia: Tiziano, Tintoretto, Veronese, da giovedì 24 novembre 2022 a domenica 5 marzo 2023 presso il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo. La mostra è a cura di don Gianmatteo Caputo e di Giovanni Carlo Federico Villa, e vede il supporto organizzativo di MondoMostre.

Il progetto espone per la prima volta nella città di Cuneo cinque grandi pale d’altare dei maestri del Rinascimento veneto Tiziano Vecellio, Jacopo Robusti detto il Tintoretto e Paolo Caliari detto il Veronese, provenienti da altrettante chiese veneziane. La mostra conclude le iniziative realizzate nel corso del 2022 per celebrare i 30 anni della Fondazione CRC, istituzione da sempre attiva per sostenere e promuovere attività culturali finalizzate ad accrescere il ruolo e la riconoscibilità del territorio provinciale quale sede di proposte di indiscutibile valore.

Per l’esposizione ospitata nell’area conventuale di San Francesco a Cuneo – architettura medievale d’accesso alla pianura dall’arco alpino, ora monumento nazionale – i curatori si sono concentrati sul periodo compreso tra il 1560 e il 1565. Le opere presentate risultano in perfetto dialogo cronologico e stilistico e si confrontano con temi fondamentali nell’iconografia cristiana: l’Annunciazione e l’Incarnazione di Cristo, il suo Battesimo, l’Ultima cena, la Crocifissione e la Resurrezione. Il progetto espositivo offre una precisa percezione di come il colore veneziano si sia posto al servizio della sacra narrazione, riflettendo la spiritualità lagunare.


Apre la mostra l’Annunciazione (1563-1565) di Tiziano proveniente dalla Chiesa di San Salvador. Del Veronese vengono presentate il Battesimo di Cristo (1560-1561) dalla Chiesa del Redentore e la Resurrezione di Cristo (1560 circa) dalla Chiesa di San Francesco della Vigna. Di Tintoretto vengono esposte l’Ultima Cena (1561-1566) dalla Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio detta San Trovaso e la Crocifissione (1560 circa) dalla Chiesa di Santa Maria del Rosario detta dei Gesuati. Due delle opere esposte, il Battesimo di Cristo del Veronese e la Crocifissione di Tintoretto sono state inoltre restaurate nell’ambito di edizioni passate di Restituzioni, il programma di restauri curato e gestito da Intesa Sanpaolo.
 
Il progetto espositivo rimanda al ruolo di Venezia e della Repubblica Serenissima quale ‘porta del mondo’ con i suoi commerci e la sua diplomazia, e a quello di Cuneo quale via d’accesso a ovest attraverso le Alpi, che divengono luogo di permeazione reciproca tra Italia e Francia e di costruzione di una eccezionale identità.


La mostra vuole offrire un’occasione di approfondimento del ruolo di queste grandi opere nel loro contesto veneziano così da dare al visitatore ogni strumento per percepire la necessità di una lettura che sia svolta nell'ottica fedele del tempo, oltre che per comprendere appieno l’importanza epocale del dialogo artistico svoltosi tra Tiziano, Tintoretto e Veronese.

Accompagna la mostra il catalogo edito da MondoMostre a cura di don Gianmatteo Caputo e Giovanni Carlo Federico Villa. 

 

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100 libri di Giuseppe Barra - Edizioni "Il Saggio"

 


"Yohiro", il cortometraggio del salernitano Luigi Di Domenico al Festival Internazionale del Cinema di Salerno

Yohiro” il cortometraggio prodotto e diretto da Luigi Di Domenico verrà presentato il 30 novembre alla 76a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno, il secondo festival più antico al mondo.



Luigi Di Domenico torna a Salerno con “Yohiro”, il suo nuovo cortometraggio in concorso alla 76a edizione del Festival Internazionale del cinema di Salerno che si terrà dal 28 novembre al 3 dicembre. L’opera verrà proiettata il 30 novembre presso il Cinema Teatro Augusteo di Salerno.


La dichiarazione

Ringrazio sinceramente la giuria del Festival Internazionale del Cinema di Salerno per questa grandissima opportunità. Sapere di tornare nella mia città mi fa sentire il cuore a mille. Ho finalmente la possibilità di assistere alla proiezione del mio cortometraggio insieme alla mia famiglia e ai miei amici. Farlo a un festival così prestigioso, poi, mi riempie d’orgoglio” commenta Di Domenico. “Il corto è già stato proiettato in giro per il mondo (New York, Parigi, Kitakyushu, ecc.) ma questa sarà la mia prima visione con il pubblico in sala. Fatico a contenere l’emozione!”


Il corto

Luigi Di Domenico alla regia e Luigi Risi alla fotografia scandiscono i tempi di un cortometraggio intrigante che abbraccia in pieno il genere indie-mumblecore americano. Lucrezia Paparatto e Danilo Napoli sono un cast solido ed emozionale, osano e ci trasportano dentro la storia.

L’opera ha già ottenuto 9 premi, tra cui “miglior cortometraggio internazionale” e “Miglior cast”, e più di 20 selezioni a festival internazionali.

Il corto è stato co-prodotto dall’officina artistica Vitruvio Entertainment e da Emmepi Studio ed è distribuito da Clerks Distribution con il sostegno del regista salernitano Vincenzo De Sio.


Il festival

Il festival internazionale del cinema di Salerno è un festival cinematografico che si tiene a Salerno quasi ininterrottamente dal 1946 è il secondo in Italia dopo la Mostra del cinema di Venezia. Il festival è una manifestazione competitiva per produzioni italiane ed internazionali. Il festival internazionale del cinema di Salerno ha avuto la sua prima edizione nel 1946 quando fu il primo festival del passo ridotto, cioè che presentava film “ridotti” dal 35mm al 16mm per una più comoda diffusione.

A quella storica edizione parteciparono, tra gli altri, Vittorio De Sica, Rossano Brazzi, Adriana Benetti, María Mercader, Mariella Lotti. In tale occasione le proiezioni furono tenute non solo a Salerno ma anche a Cava de' Tirreni, Positano ed Amalfi.

Da allora il Festival si è tenuto annualmente (ad eccezione del 1953, 1957, 1959 e 1960); l'ubicazione è al cinema/teatro Augusteo, situato al pianterreno settentrionale del Municipio di Salerno.

 

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Calciando: passaggi di storia che raccontano i Mondiali di Calcio

Il podcast è sulle maggiori piattaforme di streaming



Calciando”, una trasmissione prodotta dall’associazione “Stefano Francia Enjoyart”, farà compagnia tutti gli appassionati di calcio per l’intera durata dei Mondiali in corso di svolgimento. I primi due podcast sono disponibili sulle maggiori piattaforme di digital streaming, come Amazon, Spotify, Deezer. Audible, Spreaker, Apple Podcast, e così via.

Un viaggio affascinante, a ritroso nel tempo, durante il quale sono rivissute le affascinanti atmosfere di alcuni degli incontri più epici, incredibili ed emozionanti che la quasi centenaria storia dei Mondiali ha regalato. Nove emozionanti puntate aventi come protagoniste le leggende della Coppa del Mondo, dal 1930 a oggi. Dopo aver inquadrato rapidamente il contesto storico relativo all’anno del mondiale preso in esame, Fabrizio Silvestri illustra le gesta dei 22 calciatori in campo, gli avvenimenti più eclatanti, i momenti più salienti della gara protagonista della puntata. Con un tono informale e colloquiale, il conduttore racconta aneddoti e fatti storici, portando l’ascoltatore dentro il match prescelto.

A scrivere il pentagramma musicale della puntata i brani dell’epoca, che fanno vivere a pieno l’anno in esame. Ogni puntata si chiude con l’angolo dell’approfondimento: Fabrizio Silvestri incontra un ospite, un esperto del calcio, per trattare alcune tematiche legate a questo sport e ai protagonisti dell’incontro.


Calciando si pone l’obiettivo di raccontare le emozioni di 8 incontri protagonisti della storia del Campionato mondiale di calcio, narrando le gesta dei campioni che hanno reso questo sport popolare. Chiude la serie una puntata dedicata alla grande esclusa dell’edizione 2022 del torneo, ovvero l’Italia...


Calciando
Scritto da Giovanni Fenu e Fabrizio Silvestri. Conduzione di Fabrizio Silvestri. Voice over di Francesco Sechi.

Musiche di Ciro Vinci.

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Futuro anteriore di Stefania Esti - Edizioni "Il Saggio"

 



“Futuro anteriore" narra la storia di Anna, giovane donna ricercatrice all’Università di psicologia di Napoli. Una donna forte, ma come tante presa dai suoi mille dubbi, dettati dalla paura di non essere mai all’altezza delle sue stesse aspettative. Vive la sua vita Anna, tra amicizie di infanzia, e amori mancati e immersa in un lavoro che ha imparato ad amare e che l’ha aiutata a crescere anche umanamente.

Il Rettore le offre un incarico decisamente insolito e sorprendente, lo studio attraverso l’osservazione partecipante di una nuova comunità costituitasi in provincia di Avellino, i cui membri avevano deciso di vivere ricreando in tutto e per tutto gli usi e i costumi dell’Ottocento, abbandonando ogni contatto con il mondo reale e generando così una realtà parallela.

Al suo fianco in questo bizzarro studio, il Professore Matteo Lamberti, collega di indiscutibili doti e meriti ma con il quale aveva ormai un rapporto burrascoso e ostile a causa di un forte legame che li aveva uniti vent’anni prima.

Giunti sul posto Anna, diffidente all’inizio di questo incarico, lentamente resterà affascinata dalla bellezza del luogo e dalla cura dei particolari nel ricreare un’intera epoca ai nostri giorni. Scoprirà che ogni simbolo porta con sé un significato profondo e che niente è semplicemente ciò che appare.

Verrà a contatto con i balli tipici di quegli anni, con i vestiti ampi e i modi garbati, ma anche con il rigore, lo studio e il fascino di una cultura che trasuda in ogni angolo una realtà fantastica.

Intento che apprezzerà ancora di più quando scoprirà, che il loro scopo non è demonizzare il progresso, ma ottimizzare per ogni secolo ciò che di buono lo ha reso unico, per costruire un futuro in cui nessun passato è obsoleto, ma ogni caratteristica vissuta viene valorizzata e perseguita per rendere immortale solo il bene di ogni epoca, compresa quella attuale.

Ma nonostante questo percorso di sensibilità e di bellezza visiva e interiore, anche la stessa comunità non si rivela immune dall’inganno e da quel veleno tanto in uso in quell’epoca di risorgimento.