lunedì 17 gennaio 2022

Greenpassato

Indica una persona in possesso di "Green Pass" o "Super Green Pass" per essere guarita oppure per essersi sottosta a due o più dosi di vaccino anticovid. 

Persona, quindi, in possesso di un'attestazione che le permette di circolare liberamente senza dover dimostrare, con un tampone rapido o molecolare, se positivo o meno al covid.


Esempio: un greenpassato usciva liberamente per recarsi al teatro senza dover fare un tampone preventivo per costatare se positivo o meno.

Jacopo Valentini - Concerning Dante - Autonomous Cell

A cura di Carlo Sala

20 gennaio - 30 aprile 2022

Inaugurazione sabato 22 gennaio ore 18.00-21.00

Nell’ambito di ART CITY Bologna in occasione di Arte Fiera

In collaborazione con:

Istituzione Bologna Musei | Musei Civici d’Arte Antica

Fondazione Modena Arti Visive

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Ministero della Cultura

Jacopo Valentini, from the series Concerning Dante (Bomba Vulcanica), Lanzarote
Courtesy Galleria Antonio Verolino, Modena & Podbielski Contemporary, Milano

 

La mostra Concerning Dante - Autonomous Cell di Jacopo Valentini al Museo Civico Medievale di Bologna, a cura di Carlo Sala, è un progetto fotografico legato all’immaginario dantesco che ripercorre lungo l’Italia i viaggi reali compiuti dal poeta e quelli letterari attraverso il suo capolavoro, la Divina Commedia. Le opere dell’autore sono esposte lungo i tre piani della collezione permanente del museo, creando così un dialogo formale e ideale che in alcuni passaggi si fa particolarmente eloquente, come con la colossale statua realizzata da Manno di Bandino che ritrae papa Bonifacio VIII, personaggio centrale nei rivolgimenti politici fiorentini che provocarono l'esilio del poeta.


La ricerca si snoda attorno a tre luoghi simbolici, che sono interpretati come i varchi che conducono rispettivamente a Inferno, Purgatorio e Paradiso, dei veri e propri punti di contatto tra la narrazione della Commedia e la realtà del territorio italiano.

Il primo, le bocche vulcaniche dei Campi Flegrei, era per gli antichi romani l’antro di Caronte, il traghettatore delle anime dei morti al di là del fiume dell’Ade, e Virgilio nell’Eneide vi colloca la discesa agli inferi. La Pietra di Bismantova è ritratta dall'artista a simboleggiare il Purgatorio, seguendo un esplicito richiamo del testo nel IV Canto. Il delta del Po è invece la figurazione del Paradiso: un luogo che non presenta un legame filologico con il libro, ma è stato adottato come un pretesto visivo capace di evocare le suggestioni del poema mediante il suo caratteristico paesaggio sospeso e atemporale.


Uno degli aspetti preminenti che la ricerca di Valentini vuole far emergere sul rapporto tra testo letterario e paesaggio è come l’influenza del primo verso quest’ultimo sia stata tale da condizionare la percezione dei luoghi. A contribuire a questo processo è stata l’ampia mole di figurazioni del testo che si sono succedute nei secoli, a cui il fotografo si è approcciato ritraendo con la tecnica dello still life alcuni lavori di Federico Zuccari, Alberto Martini e Robert Rauschenberg. Ogni opera autoriale fotografata da Valentini è una ‘cellula’ di quel complesso universo visivo in perenne mutazione, che forma l’immaginario dantesco e che appare come una cartina tornasole dell’evoluzione della società e del suo rapporto con aspetti cruciali quali la morale, la religione e il potere.

La prima opera riletta visivamente da Valentini nella sua ricerca è il Dante Istoriato di Federico Zuccari (1539-1609), che nella seconda metà del Cinquecento realizzò una sorta di libro d’artista, dove le immagini diventano il centro della narrazione. La gamma cromatica adottata dal pittore in ogni cantica ne accentua il pathos visivo, come emerge nelle tavole dell’Inferno realizzate a matita. Nella sequenza iconografica del libro, Valentini colloca i disegni dell’artista marchigiano tra le vedute laviche di Lanzarote e i fumi delle solfatare dei Campi Flegrei, creando una analogia visiva tra finzione e realtà.

Il secondo contributo è quello di Alberto Martini (1876-1954), artista che ha sempre mantenuto un rapporto molto intenso con la Commedia. L’occasione fu il celebre concorso del 1900 per l’edizione Alinari, snodo cruciale per la figurazione del poema dantesco perché aprì a una pluralità di declinazioni autoriali moderne con il solo vincolo della riproducibilità tecnica (non a caso era promosso dalla ditta della celebre dinastia di fotografi), agendo così da elemento capace di proiettare ulteriormente il testo nella cultura di massa. Valentini ha lavorato alla Pinacoteca Martini di Oderzo, dove è conservato un corpus di 298 opere a tema dantesco realizzate dall’artista, la cui cifra stilistica si colloca tra simbolismo e surrealismo.

La terza presenza autoriale è quella dell’artista statunitense Robert Rauschenberg (1925-2008) che sul finire degli anni Cinquanta perfezionò la tecnica del “transfer a solvente” lavorando sulle immagini fotografiche delle riviste del tempo, poi riprese a matita e acquerello. Nella tavola Malebolge, “transfer drawing” dedicato all’ottavo cerchio dell’Inferno, gli atleti che campeggiavano sulle pagine di “Sports Illustrated” diventano personaggi della Commedia: Virgilio ha le fattezze di un tennista, mentre i giganti sono tre lottatori sul podio. Illustrando la Commedia, Rauschenberg coglie il pretesto per parlare dell’attualità e, innestando sul poema temi di natura politica e sociale (tra i suoi personaggi figurano anche John Kennedy e Richard Nixon), sottolinea l’universalità del poema dantesco.

Uno degli aspetti che differenzia maggiormente il lavoro di Jacopo Valentini dalla tradizione di saggi figurativi dedicati al capolavoro dantesco, come quelli appena citati, è l’essere un meta-progetto, che vuole attraversare una tradizione figurativa in chiave dialogica con il presente, considerando il poema dantesco un dispositivo complesso che nei secoli ha creato e stratificato immaginari capaci di incidere profondamente sul reale.

Concerning Dante - Autonomous Cell è vincitore di “Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere” - Sezione Under 35 promosso dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.


Biografia

Jacopo Valentini è nato a Modena nel 1990, vive e lavora tra Modena e Milano.

Si avvicina alla fotografia fin da giovanissimo, studiando prima presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio (Svizzera) e poi allo IUAV di Venezia, dove frequenta un Master in fotografia. Nel 2015 viene selezionato per partecipare al progetto Foto Factory Modena in collaborazione con Sky Arte HD e Fondazione Modena Arti Visive. Nel 2017 vince la 101ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. Nel 2019 viene selezionato per Giovane Fotografia Italiana #07, all’interno del circuito Fotografia Europea, a Reggio Emilia, e vince il Premio Nocivelli. Nel 2020 è finalista per il Leica Oskar Barnack Award Newcomer ed è vincitore del bando Refocus del MiC – Ministero della Cultura, in collaborazione con Triennale Milano e MUfoco | Museo di Fotografia Contemporanea. Nello stesso anno è selezionato per Cantica21 indetto dal MiC e dal MAECI per il progetto Concerning Dante - Autonomous Cell, pubblicato in un volume edito da Humboldt Books.

Ha esposto presso istituzioni e spazi privati sia in Italia che all’estero, tra cui: Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia; Triennale Milano; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno; Royal Institute British of Architecture, Londra; Fondazione Francesco Fabbri, Pieve di Soligo (Treviso); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Fondazione Ragghianti, Lucca; La Volonté 93, Saint Ouen (Francia); Una Vetrina, Roma; Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea, Rubiera (Reggio Emilia); festivalfilosofia Modena; Galleria Civica Cavour, Padova; Palazzo del Governatore, Parma; Galleria Civica di Modena; Istituto Italiano di Cultura, Addis Abeba; Istituto Italiano di Cultura, Mosca.

I suoi lavori sono presenti in collezioni sia pubbliche che private, fra cui: Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna; Galleria Civica di Modena | FMAV; Palazzo Rasponi 2, Ravenna; Fondazione Ragghianti, Lucca; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; MUfoco | Museo di Fotografia Contemporanea, Milano.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

OLTREPASSANDO LE MURA - Annamaria Barra


Annamaria Barra comincia la sua produzione con un’opera storicamente accertata, una di quelle che non si possono dimenticare e che si raccontano di generazione in generazione, suscitando sdegno per la modalità crudele e contro natura dei personaggi che ne hanno determinato l’epilogo.

E’ la Storia a darci la possibilità di misurarci col passato, a farci sentire a quale punto siamo arrivati della nostra evoluzione e farci toccare con mano la nostra uscita dalla barbarie dei costumi, dalla prepotenza di un potere illusorio, che crede di essere padrone degli eventi e delle persone che lo circondano e di poter gestire il proprio dominio a costo della vita altrui.

Purtroppo quella era una forma mentis machiavellica, che purtroppo persiste nel nostro presente, e ognuno ha la sua buona ragione per eseguire illegalmente il proprio volere anche nelle più piccole cose. Anzi sono queste, a volte spontanee ed invisibili a guidare il nostro operato quando ci sembra una buona ragione per agire contro qualcuno o qualcosa, erigendoci a giudici, misconoscendo il dovere di rispettare le scelte altrui, invece di fare appello alle ragioni del sentimento, ignorando quelle illusorie di una società ipocrita e senza cuore.

Ora, in quest’ora della Storia si erige un tribunale particolare, quello qualificato dei lettori di questo racconto che nel tempo in cui accaddero i fatti non avrebbe avuto voce.

Vengono sempre a galla le ingiustizie perpetrate ai danni degli inermi e la cultura a questo deve servire, a ristabilire la Giustizia, a guardare dentro il tempo e ricusare gli errori e i delitti dei nostri Antenati, se vogliamo consegnare ai nostri eredi un mondo migliore e cancellare dal nostro DNA il gene della sopraffazione in nome di un’illogica interpretazione dei ruoli e la stupidità del loro potere.

Potere distorto da convenzioni balorde di uno snaturamento delle leggi naturali ed un’affermazione del diritto improprio, basato sull’onore che ha smarrito il suo senso primigenio: quello della custodia e della preservazione della vita.

Dott.ssa Angela Furcas

Critica letteraria

domenica 16 gennaio 2022

Sant’Antonio Abate - PRATICA

Ricorrenza: 17 gennaio:

Il santo del fuoco e degli animali


 

Sant’Antonio Abate è ricordato anche come protettore degli animali domestici. Per questo la Chiesa il 17 gennaio benedice gli animali e le stalle.

http://www.rosarydelsudartnews.com/2019/01/santantonio-abate.html 


PRATICA

Impariamo da S. Antonio a ricorrere prontamente a Dio nelle tentazioni e a mortificare il nostro corpo per poter vincere il demonio. 

http://www.rosarydelsudartnews.com/2020/01/santantonio-abate-santo-del-fuoco-e.html 

 

Buongiorno con Procida

Buongiorno con rosarydelsudArt news 

 

http://www.rosarydelsudartnews.com/2021/01/procida-capitale-italiana-della-cultura.html

AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI ALTAMURA - IN MEMORIA DELLE VITTIME DI TUTTE LE STRAGI

EVENTO CONCLUSIVO DELLA PRIMA BIENNALE D’ARTE DELLA MURGIA

APPUNTAMENTO MARTEDÌ 18 GENNAIO DALLE 16.00



Quattro mesi di coinvolgente fruizione dell’arte e un ottimo viatico di pubblico.

Si conclude con il segno + la prima Biennale d'arte contemporanea della Murgia, il progetto realizzato sotto la direzione artistica di Michele di Leo che ha coinvolto oltre 150 partecipanti provenienti da 18 nazioni, in un connubio di linguaggi diversi e complessi e un comune denominatore: onorare le vittime di tutte le stragi e farsi costruttori di pace.


Martedì 18 gennaio a partire dalle ore 16 si terrà la cerimonia di chiusura della manifestazione presso il Museo di Altamura, uno dei quattro contenitori culturali interessati dall’esposizione, che ha ospitato al primo piano le opere dedicate al cinema sperimentale, all’architettura e alla fotografia artistica, e al secondo le sculture contemporanee.


Interverranno: Elena Silvana Saponaro, direttrice del Museo Archeologico di Altamura; Rosalba Alba Cifarelli, oncologo-curatrice esposizione medici artisti, Annamaria Mauro direttrice del Museo Archeologico Nazionale e Pinacoteca di Matera-Palazzo Lanfranchi- Arti figurative- Prima Sezione; don Giacomo Lorusso, Direttore del Museo Capitolare di Gravina e curatore della sezione dedicata agli artisti scomparsi; Mario Burdi, consigliere della Fondazione Pomarici Santomasi, ex Convento Santa Sofia, Castello Svevo; Francesco Notaro, Provate Banker- Comitato Organizzazione per Banca Generali Private; Giorgio Bertozzi curatore d’arte e presidente dell’associazione culturale Neo Art Gallery, Michele Di Leo; relazioneranno anche alcuni degli artisti partecipanti. Le conclusioni sono affidate a Maria Pia Di Medio, sindaco di Cassano delle Murge.


«Ogni edizione numero zero di qualsivoglia evento porta con sé timori e incertezze - commenta la dott.ssa Saponaro - Eppure, già durante i giorni dell’allestimento, a settembre, è bastato imbattersi nelle opere giunte da ogni dove per capire che sarebbe stato solo il battesimo di una lunga serie di edizioni. Ci tengo a evidenziare che l’appuntamento conclusivo di martedì, organizzato chiaramente nel rispetto di tutte le misure anti-contagio, vuole essere un segnale di continuità per la comunità del territorio e in generale per tutti coloro che vorranno prendere parte alla manifestazione, affinché l’arte possa contribuire, anche e soprattutto in un clima di recrudescenza della pandemia, a guardare oltre».


L‘evento, a cui si accede mediante biglietto di ingresso, sarà occasione privilegiata per visitare il Museo Nazionale Archeologico di Altamura.



Informazioni per il pubblico

Orario dell’evento: 

martedì 18 gennaio 2022 

dalle ore 16.00 alle ore 18.45;

Costo dell’evento:

 € 3.00 biglietto intero;

 € 2.00 biglietto ridotto

Per info: Tel. +39 080/3146409


 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA


sabato 15 gennaio 2022

Buongiorno con il Santuario di Pompei

 Buongiorno da rosarydelsudArt news

 


 

MERAVIGLIE quarta puntata - La penisola dei tesori

Martedì 18 Gennaio 2021 alle 21.20 su Raiuno


 

Martedì 18 gennaio in prima serata su Raiuno, torna Alberto Angela con un nuovo appuntamento di Meraviglie, la penisola dei tesori. Questa sarà la quarta ed ultima puntata di questa edizione che ci ha accompagnato per 4 settimane alla scoperta delle bellezze Italiane.

Partiremo da Padova da uno dei luoghi simbolo della città: Palazzo della Ragione, un gioiello dell'arte e dell'architettura medievale. Visiteremo poi la Basilica di Sant'Antonio, con le sue inconfondibili cupole in stile bizantino, e qui, nella “Basilica del Santo” come la chiamano i Padovani, ammireremo capolavori assoluti dell'arte, come le sette statue bronzee opera di Donatello che ne decorano il grande altare centrale. Immancabile la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto e di recente inserita nell’elenco dei siti patrimonio mondiale dell’umanità. Sempre a Padova visiteremo alcuni dei luoghi più celebri dell'università di Padova, come il Teatro Anatomico a Palazzo Bo e l'orto botanico, realizzato in epoca rinascimentale e che, a distanza di secoli, costituisce ancora un importante centro di studio e ricerca. La famosa campionessa di nuoto Novella Calligaris, originaria di Padova, ci racconterà aspetti nascosti della vita nella sua città, mentre l'attore Mariano Rigillo farà rivivere uno dei più famosi professori dell'Università di Padova: Galileo Galilei.

Il viaggio di Alberto Angela prosegue tra le meraviglie del Miglio d'Oro nel Golfo di Napoli. Approderemo ad Ercolano, a Villa Campolieto, uno degli esempi più rappresentativi delle magnifiche ville vesuviane edificate in questa zona del Golfo di Napoli nel corso del Settecento. Proprio all'inizio del Settecento inoltre venne fatta una delle scoperte che avrebbero per sempre cambiato la storia dell'archeologia: l'antico teatro romano di Ercolano rimasto per secoli sommerso dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Dopo aver esplorato questo suggestivo luogo sotterraneo, ci sposteremo in quello che è oggi uno dei siti archeologici più famosi al mondo: la città romana di Ercolano. Ultima tappa di questo viaggio nelle meraviglie del miglio d'oro, è il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, dove sono conservati alcuni dei reperti più belli legati alla storia della ferrovia italiana. L'attore e regista Lello Arena racconterà alcuni aneddoti relativi a villa Campolieto, mentre l'attore Remo Girone, farà rivivere il celebre architetto Luigi Vanvitelli

Dai tesori campani all’Umbria. L’Umbria è la terra in cui la natura asseconda l’arte con un paesaggio che è già capolavoro. Infatti, il percorso di Alberto Angela comincia nella Cattedrale di Spoleto e dagli stupendi affreschi di Filippo Lippi. La notte spoletina vedrà quindi l’incontro con Uto Ughi, con cui Angela dialogherà sugli incanti senza confini della musica. Quindi il famoso violinista inonderà nella notte il suggestivo spazio delle note di Beethoven. Altra tappa è Todi e la sua piazza Del Popolo in cui regna una perfetta armonia tra palazzi laici e religiosi. A Todi prende vita con l’attore Giulio Scarpati il suo poeta contestatore: Jacopone, che davanti alla propria tomba, racconta le ingiustizie subite dalla Chiesa. Dall’alto scopriremo la chiesa di Santa Maria della Consolazione, un meraviglioso fiore di pietra che per la sua perfezione architettonica ha fatto pensare a un intervento del Bramante. Infine sarà Spello a rivelarci le sue mura romane con la monumentale bellezza della Porta Venere e poi la Cappella Baglioni, affrescata nel 1501 nella chiesa di Santa Maria Maggiore, un capolavoro assoluto del Pinturicchio, il pittore reduce dalla Cappella Sistina che a Spello volle raggiungere una dimensione intima della propria arte.

Meraviglie, la penisola dei tesori è un programma condotto da Alberto Angela per la regia di Gabriele Cipollitti e la fotografia di Vincenzo Calò. Gli autori sono Aldo Piro, Filippo Arriva, Fabio Buttarelli, Ilaria Degano, Vito Lamberti, Emilio Quinto. 

 


MIGLIO D'ORO (GOLFO DI NAPOLI)

Il viaggio di Alberto Angela tra le meraviglie del Miglio d'Oro nel Golfo di Napoli, ha inizio a Ercolano, a Villa Campolieto, uno degli esempi più rappresentativi delle magnifiche ville vesuviane edificate in questa zona del Golfo di Napoli nel corso del Settecento, un'epoca d'oro per Napoli e la Campania. La costruzione di queste ville ha inizio dopo una data precisa: il 1735 quando il sovrano di Napoli, Carlo di Borbone, decise di realizzare la sua nuova reggia estiva a Portici. Per stare a contatto con la corte reale, gli aristocratici napoletani cominciarono così ad acquistare terreni, ed erigere lussuose residenze... In pochi decenni, tra Ercolano e Torre del Greco furono edificate oltre cento ville al punto che questa strada, lunga un miglio secondo il sistema di misura in uso all'epoca, fu ribattezzata il “Miglio d'oro”. Villa Campolieto, con la sua grande esedra circolare, e le sale magnificamente decorate, rappresenta il prototipo della Villa vesuviana: un edificio inserito in maniera perfetta nel paesaggio circostante, di cui diventa parte integrante, nel quale il lusso e l'eleganza degli interni dialogano con le forme semplici della struttura architettonica. A realizzarla, su commissione del principe Luzio di Sangro, fu il più famoso architetto del tempo, Luigi Vanvitelli, che vi trascorse diversi anni, curando ogni minimo dettaglio della villa. Oltre che per la bellezza dei luoghi, c'era un altro motivo per cui la nobiltà di tutta Europa si recava sul golfo di Napoli. Proprio all'inizio del Settecento venne fatta una delle scoperte che avrebbero per sempre cambiato la storia dell'archeologia: l'antico teatro romano di Ercolano rimasto per secoli sommerso dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Dopo aver esplorato questo suggestivo luogo sotterraneo, ci sposteremo, a poca distanza, in quello che è oggi uno dei siti archeologici più famosi al mondo: la città romana di Ercolano, inserita dall'UNESCO nell'elenco dei siti patrimonio mondiale dell'umanità. Questa cittadina romana rimasta sostanzialmente intatta a distanza di quasi due millenni, costituisce una fonte di informazioni straordinaria per lo studio della civiltà romana. A causa della particolare tipologia di evento vulcanico alla quale è stata sottoposta, a Ercolano infatti i reperti organici, come quelli lignei, si sono conservati ed oggi costituiscono uno dei tesori che rendono questo sito unico al mondo. Ultima tappa di questo viaggio nelle meraviglie del miglio d'oro, è il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, dove sono conservati alcuni dei reperti più belli legati alla storia della ferrovia italiana, che proprio in questa parte del golfo di Napoli ha avuto un suo momento importante. Nel 1839 venne inaugurato infatti il primo tratto ferroviario in Italia, lungo la linea che da Napoli portava a Portici. A realizzarla, fu Ferdinando II di Borbone, il figlio e successore di Carlo, con lo scopo di unire Napoli alla residenza estiva di Portici. E proprio all'interno del museo, è visibile la locomotiva che il 3 ottobre del 1839 trainò il convoglio inaugurale sulla tratta Napoli-Portici. In un altro padiglione, si trova invece un altro gioiello del museo: una delle carrozze che componeva il Treno Reale, col quale Umberto di Savoia, il 10 gennaio del 1930, andò a prendere la sua futura consorte Maria José del Belgio, per condurla in Italia per la celebrazione delle nozze.

L'attore e regista Lello Arena racconterà alcuni aneddoti relativi a villa Campolieto, mentre l'attore Remo Girone, farà rivivere il celebre architetto Luigi Vanvitelli.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA