sabato 25 aprile 2026

"Passioni infrante" di Emilio De Roma - Edizioni IL SAGGIO

 Oltre i pregiudizi, verso la realtà, oltre le barriere invisibili per abbatterle davvero. È in libreria il nuovo testo di Emilio De Roma sulla discriminazione sessuale



In un contesto che affronta l’atavico problema delle divergenze di genere, l’autore Emilio De Roma ci apre una finestra sulla prevaricazione ai danni dell’emancipazione femminile. Lungo il tratto d’inchiostro, egli espone un’ampia disamina sulla vita delle donne attraverso esperienze e scritture antiche: da quando la “Grande Madre” ha rappresentato per millenni il fulcro della religiosità, fino alla sua sostituzione con un nuovo concetto di divinità, quello del “Dio-uomo”. Quest’ultimo ha riassunto in sé anche i valori antichi, ma declinandoli in chiave maschile e in contrasto con la figura femminile.
 

[…] Non possono più bastare l’indignazione e la protesta; occorre invece concepire una nuova pedagogia per un’educazione civile e sociale, fondata sull’effettiva parità nella diversità in ogni ambito della vita e del lavoro, dove prevalgano il rispetto e la stima nella reciprocità delle relazioni.


Il dramma della vita e della morte, unito all’indifferenza che uccide l’interiorità stessa delle vittime, spinge a dare ascolto a quelle voci che si levano da un mondo di forzata sottomissione, a cui è negato lo spazio di libertà più intimo, aiutandole così a superare ogni povertà educativa. Inoltre, l’autore, attraverso un articolato intreccio di storie e testimonianze, mette in evidenza l’importanza di un lungo processo storico, in cui milioni di donne hanno lottato per affermare i propri diritti, rivendicare la propria dignità e ottenere il controllo sulle proprie vite.
 

Dalla prefazione di Any Guruianu
 

Con Passioni infrante, Emilio De Roma ci propone un testo ben scritto, pertinente e approfondito; una narrazione senza crepe né abbagli, la cui lettura scorre agevolmente sia nel farci ritrovare vicende già conosciute, sia nel farci scoprire aspetti inediti dell’Irpinia e di varie figure femminili. Non nego di essermi stupita del fatto che, ancora una volta, un uomo si accinga a trattare un argomento che, in fondo, coinvolge solo di striscio l’universo maschile. Tuttavia, accetto e apprezzo il desiderio dell’autore di indagare, di seguire un preciso excursus storico e di riportare notizie relative alla nostra terra.
 

[…] È incredibile come sia in atto una trasformazione, ingegnosamente orchestrata, dell’essere maschio o femmina: i maschi sono indotti alla svirilizzazione, le femmine alla mascolinizzazione. Si chiede a gran voce che tutti i maschi si vergognino per ogni donna uccisa dallo psicopatico di turno; allo stesso tempo, dopo ogni evento nefasto, le donne vengono incitate da certo femminismo e da alcune ideologie a coalizzarsi contro il genere maschile, magari riesumando un termine antico come “patriarcato” per conferirgli un alone demoniaco. Entrare in una coppia non è facile. Nella normalità di un rapporto dovrebbero esserci amore, rispetto e solidarietà; quando invece si ragiona in termini di possesso, egoismo e dominio, si entra in una sfera complicata in cui prevale una sorta di psicopatologia, trattabile solo tramite l’intervento di professionisti.


[…] Il lavoro di Emilio è encomiabile e lo ringraziamo per l’ulteriore tassello che ci ha regalato per la conoscenza della nostra storia. Auguriamo a uomini e donne di imparare a difendersi da chi li vuole divisi: nessuno deve chiedere scusa (se individualmente non ha fatto nulla di male) e nessuno deve ergersi a pretendere alcunché.
 

Dalla postfazione di Paola E. Silano

[…] Siamo altresì convinti che, nella società plurale e multiculturale, si debba pensare in termini di identità e differenza, entro un percorso di crescita del cittadino planetario come persona, affinché nessuno possa essere discriminato o abusato. È necessario, quindi, perlustrare nuovi orizzonti educativi per realizzare quella “libertà per” propria della nozione di umanità, intesa in questo caso come valore della società globale e universale. Ciò nel riconoscimento del diritto alla felicità di ognuno, ben consci che le diversità biologiche e culturali sono un valore irrinunciabile che non sminuisce, ma potenzia il bisogno di convivenza. L’obiettivo finale è contribuire a promuovere una nuova consapevolezza culturale: riaffermare che la donna è un soggetto di diritti e dignità, e mai un oggetto. 

“Dall’invito alla lettura dell’autore”


 

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