domenica 6 agosto 2017

Portici: eccidio di Pietrarsa

- by Rosaria Pannico - 

Con tale monumento sito nell'area esterna del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa si segnala il voler ricordare l'eccidio di Pietrarsa del 6 agosto 1863

 
Pietrarsa all'epoca era conosciuta per il Real Opificio Borbonico, voluto da Ferdinando II di Borbone nel 1830 e passato alla proprietà di Jacopo Bozza qualche anno più tardi. 
 
Si ricorda che quest’ultimo, dimezzando gli stipendi e tagliando il personale, mise in ginocchio la produzione e creò malcontento tra gli operai. 
 
Il 23 giugno del 1863, con la promessa di reintegrare tutti gli operai licenziati, Jacopo Bozza riescì a mettere fine alle proteste del personale ma in realtà sua intenzione era soltanto quella di elargire la metà dello stipendio al fine di attenuare l’ira degli operai. 
 
La tensione si fece sempre più alta: i 458 operai in servizio, oltre riscuotere la paga con ritardo, furono minacciati di licenziamento. Sui muri di Pietrarsa, comparvero, dunque, i primi manifesti di protesta.



Il 6 agosto 1863 la situazione precipitò: alle ore due del pomeriggio, il capo contabile dell’azienda, chiese al delegato di polizia di Portici l’invio di almeno sei agenti, per controllare gli operai in sciopero. Tuttavia non bastarono i sei uomini richiesti: tutti gli operai, di ogni officina dello stabilimento, si erano riuniti nel grande piazzale dell’opificio. 
 
Furono quindi allertati i bersaglieri: l’obiettivo era circondare l’opificio, ma ai cancelli trovarono gli operai. La reazione fu molto violenta: una carica alla baionetta e poi spari alla schiena sui fuggitivi.

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