mercoledì 8 maggio 2019

SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI

Si recita l'8 maggio e prima domenica di ottobre.

Si tratta di una preghiera, inizialmente intitolata "Atto d'amore alla Vergine", poi, ribattezzata "Supplica alla potente Regina del SS.mo Rosario di Pompei".
Il testo nel tempo ha avuto vari ritocchi fino all'attuale formula che viene recitata solennemente due volte l'anno, l'8 maggio e la prima domenica di ottobre. 

Ricordiamo che l'otto maggio del 1915, la preghiera fece il suo ingresso in Vaticano alle ore 12.00: Benedetto XV e i dignitari vaticani la recitarono nella cappella Paolina, da allora la tradizione è continuata con i Pontefici successivi.


LA SUPPLICA: 
"O Augusta Regina delle Vittorie, o Vergine sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo, quante calamità e afflizioni ne costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal tuo figlio divino e vinci con clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi, che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostratevi a tutti quale sie, Regina di pace e di perdono".

AVE, MARIA
"È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo nuovamente il tuo Cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma Tu ricordati che, sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Tu, dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur offendono il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, perché torni pentito al tuo Cuore. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!"

AVE, MARIA 

"Degnati benevolmente o Maria di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto son distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. 
Tu sei l'Onnipotente per grazia. Tu dunque puoi aiutarci. Se Tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremo a chi rivolgerci. Il tuo Cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti. Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia, e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie".

 AVE, MARIA 
Chiediamo la benedizione a Maria.

"Un'ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci (in questo giorno solennissimo). Concedi a tutti noi l'amore tuo costante, e in modo speciale la materna benedizione.
Non ci staccheremo a te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla umana Società. Benedite i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del vostro Santuario.
Benedici infine tutti gli Associati al tuo Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, Torre di salvezza negli assalti d'inferno, Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. 
Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia, a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. 
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen".
Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra , salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

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