giovedì 12 settembre 2019

Prosegue fino al 27 ottobre 2019, nella storica sede della Rocca Roveresca di Senigallia (AN), la mostra "Materie prime. Artisti italiani contemporanei tra terra e luce", a cura di Giorgio Bonomi, Francesco Tedeschi e Matteo Galbiati. L'esposizione è promossa dal Comune di Senigallia in collaborazione con il Polo Museale delle Marche, da un progetto di FerrarinArte



In mostra, una settantina di opere realizzate da Carlo Bernardini, Renata Boero, Giovanni Campus, Riccardo De Marchi, Emanuela Fiorelli, Franco Mazzucchelli, Nunzio, Paola Pezzi, Pino Pinelli, Paolo Radi, Arcangelo Sassolino, Paolo Scirpa, Giuseppe Spagnulo, Giuseppe Uncini e Grazia Varisco: artisti appartenenti a diverse generazioni, ma tutti con curricula di altissimo livello, accomunati dal lavoro condotto con e sulla materia.

«L'arte visiva - scrive Giorgio Bonomi -, dalle Avanguardie storiche ad oggi, accanto ai materiali tradizionali quali la tela, la tavola, l'olio, il marmo, il bronzo, il gesso eccetera, si è servita di materie tra le più diverse ed anomale, dagli scarti agli oggetti comuni, dal carbone agli strumenti elettrici, dagli stracci ai vetri e così via, tanto che possiamo affermare, da Duchamp in poi, che ogni "materia" può essere funzionale alla creazione dell'opera d'arte».

La ricerca di ogni artista invitato si caratterizza per l'uso di un materiale di particolare affezione, anche se non unico, nel suo tragitto operativo. Il percorso espositivo comprende, quindi, sculture e installazioni in terracotta, cemento, ferro, legno, piombo, gomma e luce.

Si è scelto di intitolare la mostra "Materie prime. Artisti italiani contemporanei tra terra e luce" perché il termine "materia", che è certamente anche sinonimo di "materiali", ha una sua connotazione più filosofica, quasi metafisica, infatti la "materia" è ciò che compone ogni cosa, concreta o astratta, fisica o ideale, mentre il "materiale" è la materia che viene applicata, usata: ad esempio, il marmo, il ferro sono "materie" che quando vengono usate, sia dagli artisti che da altri, chiamiamo "materiali". Già Aristotele parlava di "potenza" ed "atto", di "materia" e "forma", dove la prima che è indefinita deve assumere la seconda: anche in arte avviene questa operazione.

L'allestimento all'interno della Rocca Roveresca, da anni sede di importanti mostre di carattere nazionale ed internazionale, offre una visione particolare delle opere selezionate, la cui materia acquista quasi un'ulteriore potenza emozionale: muri antichi accolgono "materie", "materiali", tanto quelli che sono anch'essi antichi quanto quelli più moderni e tecnologici, creando in tal modo una continuità spazio-temporale.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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