mercoledì 25 dicembre 2019

Natale del Signore

Ricorrenza: 25 dicembre



PRATICA
Accostiamoci a Gesù Bambino coll'anima monda: oggi facciamo una buona confessione e una fervorosa comunione. 


PREGHIERA
"Dio, che hai rischiarato questa notte sacratissima coi fulgori di Colui che è la vera luce, deh! fa' che dopo averne conosciuto in terra la luce misteriosa ne godiamo la presenza nel cielo". 


MARTIROLOGIO ROMANO 
Nell'anno cinquemilacentonovantanove dalla creazione del mondo, quando nel principio Iddio creò il cielo e la terra; dal diluvio, l'anno duemilanovecentocinquantasette; dalla nascita di Àbramo, l'anno duemilaquindici; da Mosè e dalla uscita del popolo d'Israele dall'Egitto, l'anno millecinquecentodieci; dalla consacrazione del Re David, l'anno milletrentadue; nella Settimana sessantesimaquinta, secondo la profezia di Daniéle; nell'Olimpiade centesimanovantesimaquarta; l'anno settecentocinquantadue dalla fondazione di Roma; l'anno quarantesimosecondo dell'Impero di Ottaviano Augusto, stando tutto il mondo in pace, nella sesta età del mondo, Gesù Cristo, eterno Dio e Figlio dell'eterno Padre, volendo santificare il mondo colla sua piissima venuta, concepito di Spirito Santo, e decorsi nove mesi dopo la sua concezione, in Betlémme di Giuda nacque da Maria Vergine fatto uomo. Natività di nostro Signore Gesù Cristo secondo la carne.

Messa della Notte di Natale/A dal Vangelo di Luca (Lc 2,1-14)

«Oggi vi è nato il Salvatore»

Gesù nasce in un piccolo e insignificante villaggio della Giudea alla periferia dell’impero, ma la sua nascita scavalca i limiti dello spazio e del tempo e si colloca al centro dell’universo. È Dio che guida la nostra storia e mette in animo a Cesare Augusto (29 a.C.-14 d.C.) di censire la popolazione del suo vasto impero perché il Messia nascesse nella città di Davide. E così Giuseppe, che apparteneva alla famiglia di Davide, insieme a Maria, sua sposa, per sbrigare le pratiche del censimento, dovette spostarsi «dalla città di Nàzaret alla città di Davide chiamata Betlemme». Immaginiamo le difficoltà e i disagi di un viaggio di 130 Km. a piedi e a dorso d’asino, soprattutto per Maria che era incinta. Il viaggio sarà durato almeno una settimana e proprio quando arrivano a Betlemme «si compirono per [Maria] i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio». Gesù nasce nel nascondimento di un ambiente umile e povero ma circondato dall’amore di una mamma premurosa che ha portato con sé il corredino del nascituro e appena nato «lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia», la culla dei poveri. Dopo il racconto della nascita san Luca introduce la scena dei pastori ai quali è annunziata la nascita del Salvatore prima che a qualsiasi altra categoria di uomini perché Dio da sempre predilige i piccoli, gli umili, i poveri. All’umiltà dei destinatari della «buona notizia» corrisponde l’umiltà del segno celeste: «un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». Ed è questa «umiltà di Dio», che nella notte del 25 dicembre 1223, Francesco d’Assisi fa rivivere a Greccio, dando origine al primo presepe vivente della storia.


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