sabato 22 agosto 2020

“SEGNI PERMANENTI” il Progetto di Pina Della Rossa

L'artista partenopea Pina Della Rossa crea il nuovo PUZZLE sociale ideando il Progetto “SEGNI PERMANENTI”, per dare VOCE CONTRO OGNI VIOLENZA, attraverso il mondo dell'Arte.

 

AUTORITRATTO CON SEGNO ROSSO ©PinaDellaRossa


Molte, tante le adesioni che continuano ad arrivare da tutto il mondo per donare il proprio SEGNO ROSSO, come contributo di testimonianza, solidarietà e sensibilizzazione contro la violenza.

Un gesto forte e coraggioso quello dell’artista napoletana, che ha ideato e creato il Progetto Segni Permanenti nel 2018, presentato, nella sua prima parte, al Museo Macro di Roma nel 2019, iniziando dal suo volto fotografato e coperto dallo smalto rosso, come ”Flagranti ferite dell’animo, “stigme” di celata violenza, rimosse attraverso una performance collettiva a valenza catartica” e continuando nel 2020 invitando personalità del mondo dell’arte, con il proprio volto, per la sensibilizzazione verso le donne vittime di violenza e non solo, verso ogni tipo di violenza.

Nel testo di Pina Della Rossa si legge “Quando l’arte diviene canale privilegiato di espressione autobiografica non può che assumere due connotazioni, la prima dello scavo interiore, con una portata di sofferenza che precedentemente sembrava rimossa; la seconda di catarsi e di superamento del dolore, che si materializza in tutta la sua determinazione. Il nemico finalmente lo si guarda negli occhi […Da qui, la riflessione di dare un nuovo volto al dolore, di renderlo addirittura pubblico, di aprire le porte al trauma convinta che l’arte sia canale di massima veicolazione sociale. Un dolore al servizio di quanti non ancora hanno superato l’indelebilità delle flagranti ferite dell’animo ed il peso del silenzio e della solitudine…] […Ciò che sto cercando di mettere in piedi è il ricorso alla funzione sociale dell’arte, ad una narrazione che vuole facilitare l’ingombrante e paurosa lettura dei fenomeni di violenza, che molto spesso restano nascosti nelle pieghe dell’animo, attraverso una testimonianza diretta che dia la cifra di quanto sia possibile trasformare quel dolore in un impegno a sostegno di se stessi e del genere umano. Io la mia battaglia l’ho vinta, nel momento in cui ho compreso di poterla narrare artisticamente. Ora la dedico a donne ed uomini che hanno bisogno di guardarsi dentro e di sapere che il silenzio va spezzato].”

Il Progetto prosegue, nella sua seconda parte, In “SEGNI PERMANENTI – VOLTI”, 2020.  Con il contributo delle tante personalità del mondo dell'arte, della poesia, della critica, del giornalismo e della cultura tutta, che partecipano con un personale intervento rosso, sul proprio ritratto fotografico in bianco nero (formato 10x10 cm), come espressione di solidarietà e testimonianza contro la violenza, insieme ad un contributo scritto, un testo poetico, o un pensiero. Si costruisce pertanto una installazione modulare, quasi una architettura che unisce e dà forza, che non distanzia ma, crea comunicazione, legami, testimonianze, solidarietà, relazione, condivisione. Il sentire individuale, passa dal singolo all’ampiezza sociale. Della Rossa crea, così, il nuovo PUZZLE della struttura sociale, dove si dà voce con l’Arte, attraverso il segno. Il segno, come emozione, diventa eco rimbombante, tanto forte da distruggere il peso del dolore. Ecco che la Performance collettiva diventa azione catartica in cui l’artista prosegue, ancora una volta, la sua ricerca sulla memoria che ormai è collettiva, attraverso lo spazio interiore, il corpo, il volto e il segno.

Come scrive Imma De Vincenzo “Nel Progetto SEGNI PERMANENTI, Pina Della Rossa pone nell'opera tutto il suo vigore e tutta la determinazione della sua espressione creativa. Quello sguardo, quasi celato alla vista altrui, evoca tutta la sua interiorità violata ed arriva alla coscienza di chi vede. Ed ecco che, in maniera quasi istintiva, lo spettatore empaticamente interviene, diventa coautore, con un gesto che si fa catartico e pietoso insieme. Si pietoso, perché in quel gesto ognuno rivive il segno della violenza subita ormai da tante, troppe donne, dai soggetti più' fragili, da chi è emarginato. Puo' sembrare paradossale ma la pietas si rivela proprio in quel segno rosso, che oltre a rappresentare il dolore, suggella, quasi come una carezza, il riconoscimento, la consapevolezza, la comunicazione intima con l'altro, con l'essere riconosciuto finalmente come umano”.

N.B. La partecipazione al Progetto è su invito da parte dell'artista.

Si continua a ricevere le adesioni per fine novembre-dicembre 2020, per arrivare al grande evento espositivo, presumibilmente per dicembre o gennaio 2021…per dar VOCE!!!


Per contatti:

PINA DELLA ROSSA

pinadellarossa15@libero.it


Galleria di riferimento:
AREA 24 Space
Via Ferrara,4 -80143  Napoli -  Tel. 3396495904  
http://www.adrart.it


Progetto di PinaDellaRossa/SEGNI PERMANENTI, 2018/2020

Copyright@PinaDellaRossa/SEGNI PERMANENTI

Pina Della Rossa, vive e lavora a Napoli. Docente di Disegno e Storia dell’Arte, è attiva sulla scena dell’Arte dagli anni ottanta. Artista poliedrica, si occupa di fotografia, video, pittura, opere tridimensionali, installazioni. Il suo linguaggio specifico consiste nel lavorare con le immagini, proponendo la fotografia come strumento di riflessione e di analisi. In questo contesto è fondamentale il dialogo intenso tra pittura e fotografia, due elementi inscindibili. Quello che ne consegue è un percorso che ruota attorno alla materia e alla memoria, attraverso due direttrici, quella intima, sociale e quella stilistica. Se da una parte, infatti, prosegue la ricerca sugli elementi del passato, del vissuto, e sul rapporto tra questi e la natura, dall’altra introduce una riflessione metaforica sul rapporto di “Identità-Corpo”, rispetto agli elementi stilistici introdotti.

Ha esposto in numerose mostre nazionali e internazionali, con artisti di fama, quali: Nobuyoshi Araki, Hidetoshi Nagasawa, Dennis Oppenheim, Daniel Spoerri, Michele Zaza. Le sue opere sono in Collezioni Permanenti presso Musei e Archivi di arte contemporanea, di diverse città italiane e all’estero. 

Un suo lavoro più recente è entrato in Collezione al MUSEO MADRE di Napoli.

Nel 2016 è stata inserita nell’ATLANTE dell’Arte Contemporanea a Napoli e in Campania, a cura di V. Trione – per il progetto di ricerca e documentazione del Museo MADRE - Napoli. Ed. Electa.



COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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