martedì 23 aprile 2024

PER LA SETA da Napoli a Valencia


 

Venerdì 3 maggio 2024 ore 17.30-20.30 a Movimento Aperto, via Duomo 290 /c Napoli si inaugura la mostra  PER LA SETA- da Napoli a Valencia. Quindici artisti , spagnoli ed italiani sono intervenuti, ciascuno col proprio linguaggio su spezzoni di damasco generosamente donati dalla Real Fabbrica di San Leucio. La mostra resterà aperta fino a mercoledì 22 maggio  i lunedì e i martedì dalle 17,00 alle 19,00 e i giovedì dalle 10,30 alle 12,30. Successivamente con le opere dei quindici artisti  sarà  al Museo Valencià de la Festa - Algemesi  (Valencia) dal 4 al 31 ottobre 2024.Questa mostra vuole valorizzare la storia di un prodotto antico quale la seta, attraverso le infinite opportunità creative che continua ad avere, ed affida questo compito al lavoro di quindici artisti contemporanei.                            
 Napoli, città della seta – produzione e mercato in età moderna  è il titolo del saggio (2008)  di Rosalba Ragosta , docente presso l’Università Parthenope, che ricostruisce questa storia che Napoli sembra aver dimenticato. La lavorazione della seta che è assai antica nella nostra città, ricevette nuovo impulso nel sec XV per volontà del re Ferrante D’Aragona, successo al padre Alfonso, che aveva conquistato il Regno di Napoli, strappandolo agli Angioini. Nel 1477 fu istituita l’Arte della seta, la cui lavorazione fu concentrata a Napoli, dove furono attirati mercanti e maestranze dall’ Italia e dall’estero. La produzione di tessuti di gran pregio fece ricca la corporazione, costituendo  a lungo la più importante attività manifatturiera della città. la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo  con lo suo sfarzo di stucchi dorati e di marmi policromi  testimonia la ricchezza dell’ Arte della seta dal XVI al XVIII secolo. Oggi questo importante passato è custodito dall’associazione “Respiriamo Arte”, che lo racconta ai visitatori.
 Posta di fronte, sull’altra sponda del Mediterraneo, anche Valencia è città della seta. . La BORSA DELLA SETA, nel cuore di Valencia, è l'edificio gotico civile più importante della città , nel quartiere dei vellutai il MUSEO DELLA SETA  conserva tele e telai del XVIII secolo ed il più grande archivio europeo della corporazione della seta. La seta è  protagonista nelle “ Las Fallas di San José “ le feste più importanti della città.
 Nel 1778 ebbe inizio la singolare utopia del Borgo di San Leucio , presso Caserta, ad opera del re Ferdinando  figlio di Carlo di Borbone, che regnò prima a Napoli e poi in Spagna: intorno ad una manifattura di seta  una colonia di operai, un codice di leggi molto avanzato, quartieri modello, ospedale, coltivazioni che ne consentivano l’autonomia alimentare e persino una fabbrica di maccheroni. La manifattura ha continuato a produrre, produce anche oggi stoffe seriche di gran pregio nel gusto della tradizione.
 Sono proprio i damaschi di San Leucio il filo di seta che unisce in questa mostra quindici artisti italiani e spagnoli. Ciascuno lascia sulla seta il segno  dell’immaginazione e del proprio tempo, VENTUS TEXILES di Alberto Balaguer fa fiorire  sul prezioso damasco il ricordo dell’antica civiltà, quella classica che unisce i nostri popoli, Virginia  Bernal , depone con sapiente delicatezza sul verde splendore della seta gli artefici di tanta bellezza: IL BACO E LA FARFALLA .
SOSTA IN DAMASCO : si compiace di un giuoco di parole Antonio Ciraci che evoca un paesaggio esotico, come fu sempre esotica la seta per gli europei. CARAVANSERRAGLIO di Carlo De Lucia allude al nostro tempo attraverso la parola araba che ricorda i viaggi delle carovane con le quali la seta viaggiava. In MATURARE CON LA SOFFERENZA  Xavi Ferragut infligge alla preziosa bellezza del damasco la traccia della violenza e della sofferenza: anche questo è la storia. Peppe Ferraro in STRATIFICACIONES pone l’accento sulla materia serica, di cui evidenzia colore e luce.  In VIDA di Kraser emerge dalle volute della seta un volto infantile privo di sguardo, ricorda forse un frammento di classica scultura, una storia tradita? Marcello Gallo in OMBRE disegna una folla di volti sul damasco blu: è l’umanità che passa nei secoli, evocata dalla seta e dal suo passato ? Nella PIOGGIA D’ORO  Mario Lanzione esalta la luce  blu del suo damasco cui aggiunge lo splendore dell’oro ed il turbamento dello specchio. Battista Marello nella sua  PESCA MIRACOLOSA ricama sulla seta. SENZA IDENTITA’ di Salvador Torres: le volute del damasco sottolineano l’assenza dei volti nelle due figure; è la vacuità, la disumanizzazione del nostro tempo. Enzo Trepiccione entra invece NEL GIARDINO DEL MAGO, e nella dimensione del sogno, traendone gli umili archetipi di autentico valore : cose di poco conto cui la seta dona splendore. Ilia Tufano, chi scrive, in FUOCO ALL’ORIZZONTE innesca fiamme a minacciare il damasco, preziosa testimonianza di storia, di civiltà. Brandelli di stoffa,  ferro rugginoso ospitano figurine ritagliate nella carta in SENZA TITOLO di Vittorio Vanacore e le preziose volute della seta sembrano memorie di un naufragio. LA PREGHIERA di Antonio Vidal Maiquez  evoca una notte stellata, forse fa appello al sentimento religioso: dovrebbero  sentirsi fratelli gli uomini che vivono lungo le coste del Mediterraneo. 

















Per la seta  - da Napoli a Valencia
Lungo ”Spaccanapoli”, sempre traboccante di turisti,  la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo  si presenta nel suo sfarzo di stucchi dorati e di marmi policromi a testimoniare la ricchezza dell’ Arte della seta dal XVI al XVIII secolo. Oggi questo importante passato è custodito dall’associazione “Respiriamo Arte”, che lo racconta ai visitatori. Napoli sembrava averlo dimenticato. La lavorazione della seta che è assai antica a Napoli, ricevette nuovo impulso nel sec XV per volontà del re Ferrante D’Aragona, successo al padre, Alfonso che aveva conquistato il Regno di Napoli, strappandolo agli Angioini. Nel 1477 fu istituita l’Arte della seta, la cui lavorazione fu concentrata a Napoli, dove furono attirati mercanti e maestranze dall’ Italia e dall’estero. La produzione di tessuti di gran pregio fece ricca la corporazione, costituendo  a lungo la più importante attività manifatturiera della città. Napoli e Valencia sono poste l’una di fronte all’altra sulle sponde del Mediterraneo,  una storia comune lega i popoli che lo hanno abitato. La Borsa della seta, nel cuore di Valencia, è l'edificio gotico civile più importante della città , nel quartiere dei vellutai il Museo della seta conserva tele e telai del XVIII secolo ed il più grande archivio europeo della corporazione della seta. La seta è  protagonista nelle “ Las Fallas di San José “ le feste più importanti della città : Valencia, come Napoli, è città della seta. Nel 1778 ebbe inizio la singolare utopia del Borgo di San Leucio , presso Caserta, ad opera del re Ferdinando I, figlio di Carlo di Borbone, che regnò prima a Napoli e poi in Spagna: intorno ad una manifattura di seta  una colonia di operai, un codice di leggi molto avanzato, quartieri modello, ospedale, coltivazioni, che ne consentivano l’autonomia alimentare e perfino una fabbrica di maccheroni. La manifattura ha continuato a produrre, sopravvivendo ai mutamenti politici ed istituzionali, produce anche oggi stoffe seriche di gran pregio nel gusto della tradizione. Sono proprio i damaschi di San Leucio, generosamente donati a costituire il filo di seta che unisce in questa mostra quindici artisti italiani e spagnoli, chiamati ad intervenire , ciascuno secondo il proprio linguaggio, su questo  tessuto ricco di storia. VENTUS TEXILES di Alberto Balaguer fa fiorire  sul prezioso damasco il ricordo dell’antica civiltà, quella classica che unisce i nostri popoli, Virginia  Bernal , depone con sapiente delicatezza sul verde splendore della seta gli artefici di tanta bellezza: IL BACO E LA FARFALLA .
SOSTA IN DAMASCO : si compiace di un giuoco di parole Antonio Ciraci che evoca un paesaggio esotico, come fu sempre esotica la seta per gli europei. CARAVANSERRAGLIO di Carlo De Lucia allude al nostro tempo attraverso la parola araba che ricorda i viaggi delle carovane con le quali la seta viaggiava. In MATURARE CON LA SOFFERENZA Xavi Ferragut infligge alla preziosa bellezza del damasco la traccia della violenza e della sofferenza: anche questo è la storia. Peppe Ferraro in STRATIFICACIONES pone l’accento sulla materia serica, di cui evidenzia colore e luce.  In VIDA di Kraser emerge dalle volute della seta un volto infantile privo di sguardo, ricorda forse un frammento di classica scultura, una storia tradita? Marcello Gallo in OMBRE disegna una folla di volti sul damasco blu: è l’umanità che passa nei secoli, evocata dalla seta e dal suo passato ? Nella PIOGGIA D’ORO  Mario Lanzione esalta la luce  blu del suo damasco cui aggiunge lo splendore dell’oro ed il turbamento dello specchio. Battista Marello nella sua  PESCA MIRACOLOSA ricama sulla seta. SENZA IDENTITA’ di Salvador Torres: le volute del damasco sottolineano l’assenza dei volti nelle due figure; è la vacuità, la disumanizzazione del nostro tempo. Enzo Trepiccione entra invece NEL GIARDINO DEL MAGO, e nella dimensione del sogno, traendone gli umili archetipi di autentico valore : cose di poco conto cui la seta dona splendore. Ilia Tufano, chi scrive, in FUOCO ALL’ORIZZONTE innesca fiamme a minacciare il damasco, preziosa testimonianza di storia, di civiltà. Brandelli di stoffa,  ferro rugginoso ospitano figurine ritagliate nella carta in SENZA TITOLO di Vittorio Vanacore e le preziose volute della seta sembrano memorie di un naufragio. LA PREGHIERA di Antonio Vidal Maiquez  evoca una notte stellata, forse fa appello al sentimento religioso: dovrebbero  sentirsi fratelli gli uomini che vivono lungo le coste del Mediterraneo. La mostra, con le opere dei quindici artisti sarà a Valencia dal 4  al 31 ottobre presso  il    MUSEO VALENCIA’ DE LA FESTA ALGEMESI (VALENCIA)          

                                                                                    Ilia Tufano

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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