venerdì 12 giugno 2026

Eravamo notte, ora siamo giorno


 

Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta Eravamo notte, ora siamo giorno, mostra personale di Ambrosia Fortuna, a cura di Sabato De Sarno.
 
Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC con Wunderplace Studio, in collaborazione con Orgoglio Porta Venezia Milano, la mostra riunisce per la prima volta un corpus di fotografie, video e materiali d’archivio realizzati dall’artista nell’arco di oltre dieci anni tra Milano, Napoli e Roma. Un progetto che attraversa esperienza personale, memoria collettiva e costruzione dell’identità, restituendo uno sguardo interno e vissuto sulla scena queer e drag italiana contemporanea.
 
Inserita nel programma culturale di Orgoglio Porta Venezia Milano – spazio culturale e simbolico che valorizza un quartiere libero ed inclusivo per vocazione, giunto alla quarta edizione – la mostra si configura come uno spazio di presenza, relazione, complessità e visibilità.
 
Eravamo notte, ora siamo giorno nasce da un archivio personale costruito nel tempo, composto da immagini custodite, recuperate, salvate, perdute e ritrovate. Non un racconto lineare né una semplice documentazione autobiografica, ma un insieme di presenze, relazioni e frammenti che continuano a esistere nel presente.
 
Scrive il curatore Sabato De Sarno: “La mostra non interpreta. Espone”.
Le immagini vengono sottratte a una lettura nostalgica o retrospettiva e si presentano come elementi vivi, capaci di instaurare una relazione diretta con chi guarda. Il tempo che le attraversa non è memoria chiusa, ma permanenza attiva: ciò che emerge è la continuità di esistenze, corpi e legami che continuano a trasformarsi.
 
Ambrosia Fortuna costruisce un archivio emotivo e politico composto da ritratti, frammenti quotidiani, attese, camerini, confessioni e relazioni intime maturate all’interno della scena queer italiana. Non si tratta di una documentazione esterna, ma di testimonianze condivise, nate all’interno di
una comunità vissuta in prima persona. I soggetti ritratti – performer, amiche, amanti, sorelle – abitano l’immagine con la naturalezza di chi si sente riconosciuto e al sicuro.
 
L’intervento curatoriale di Sabato De Sarno si concentra sulla definizione di un contesto più che sull’elaborazione di una lettura interpretativa. La mostra non impone direzioni, non costruisce gerarchie, non traduce le immagini
in un racconto univoco. Stabilisce piuttosto una condizione di visibilità, lasciando che le opere mantengano la propria autonomia e complessità.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso nuclei differenti, che corrispondono ad altrettante modalità dello sguardo e dell’esperienza.

Belle di notte
La prima sezione della mostra raccoglie le immagini realizzate nei primi anni milanesi dell’artista. Sono fotografie nate all’interno della notte: camerini, bagni di locali, appartamenti condivisi, ritorni all’alba, preparazioni e momenti sospesi.
In questi lavori la fotografia diventa un gesto urgente, quasi necessario, per trattenere ciò che rischiava continuamente di scomparire. La notte appare come spazio di possibilità, di costruzione e sperimentazione dell’identità, ma anche luogo di protezione e appartenenza. I corpi ritratti non sono semplicemente messi in scena: cercano una forma, un linguaggio, un diritto di esistere.
Le immagini restituiscono l’intimità di una comunità costruita attraverso relazioni profonde, spesso fragili, ma attraversate da una forte tensione vitale. Non raccontano soltanto una scena culturale, ma una geografia emotiva condivisa.
 
Casa delle bambole
Con Casa delle bambole lo sguardo si sposta negli spazi domestici e nella dimensione del presente. La ricerca fotografica rallenta e si fa più silenziosa, più vicina ai corpi e alle relazioni.
I ritratti sono realizzati all’interno di case e stanze private che diventano luoghi di ascolto, vulnerabilità e permanenza. Le persone fotografate appartengono alla vita quotidiana dell’artista: non performer osservate dall’esterno, ma presenze intime, attraversate da rapporti di fiducia e prossimità.
Il titolo richiama una parola storicamente associata alla cultura trans e queer, trasformandola in uno spazio di riconoscimento e affetto. Qui l’identità non è più soltanto ricerca o costruzione performativa: diventa presenza, possibilità di restare.
 
Momenti ritrovati
La terza sezione raccoglie screenshot, immagini digitali, materiali recuperati, tracce di conversazioni e frammenti visivi originariamente non concepiti come archivio.
Il gesto artistico non coincide più con lo scatto fotografico, ma con la selezione e la rilettura. Immagini imperfette, a bassa risoluzione, talvolta incomplete, diventano testimonianze di relazioni e memorie che resistono al tempo.
In un’epoca segnata dalla continua produzione e condivisione di immagini, questi frammenti assumono il valore di un archivio involontario dell’intimità: piccole sopravvivenze capaci di custodire affetti, trasformazioni e assenze.
 
Attraverso l’intero progetto emerge una riflessione sulla possibilità di autorappresentarsi e di restituire complessità a vite troppo spesso raccontate dall’esterno o ridotte a stereotipo.

Le fotografie e i video di Ambrosia Fortuna non cercano l’eccezionalità o la spettacolarizzazione, ma si soffermano sui dettagli minimi dell’esistenza: un gesto, un’attesa, un volto stanco, un abbraccio, un silenzio condiviso.
 
La mostra si configura così come uno spazio attraversato da molteplici temporalità: la notte e il giorno evocati dal titolo non indicano una trasformazione lineare o definitiva, ma una soglia continua tra visibilità e invisibilità, esposizione e protezione, fragilità e affermazione.
 
In questo senso Eravamo notte, ora siamo giorno costruisce una narrazione collettiva che parla di identità, amicizia, desiderio, vulnerabilità e resistenza, restituendo dignità e profondità a esperienze spesso marginalizzate.
  
La mostra è promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea con Wunderplace Studio, in collaborazione con Orgoglio Porta Venezia Milano.
La mostra è realizzata con il supporto di Levi’s®, che attraverso questo progetto rinnova il proprio storico impegno a sostegno della comunità LGBTQIA+ ed è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. Levi’s® collabora a questo progetto perché crede nel potere della self-expression come forma di identità, libertà e appartenenza. Da sempre
il brand attraversa i territori della cultura come spazio di presa di posizione, scegliendo di stare dove le identità si ridefiniscono e i linguaggi si trasformano, sostenendo comunità e movimenti che hanno fatto
dell’autenticità un linguaggio condiviso. Con questa mostra il PAC partecipa a Milano Pride 2026, inserendosi nel ricco calendario di proposte culturali che interesseranno la città in occasione del Pride Month.

 BIOGRAFIE
 
Ambrosia Fortuna
Ambrosia Fortuna (Napoli, 1993) è artista visiva e fotografa. La sua pratica nasce da un’esperienza diretta all’interno di contesti performativi e comunità marginali, in particolare legate alla scena queer e trans italiana.
Il suo lavoro si sviluppa tra Milano, Napoli e Roma, intrecciando fotografia, performance e ricerca visiva in una riflessione sui temi dell’identità, della trasformazione, del corpo e dell’appartenenza. Attraverso immagini intime e stratificate, costruisce archivi personali e collettivi in cui la fotografia diventa strumento di memoria, affermazione e cura.
Programma completo su pacmilano.it
 
Sabato De Sarno
Sabato De Sarno è un direttore creativo e curatore che lavora tra moda, arte e progetto editoriale. Dopo oltre vent’anni nel sistema moda, con un percorso sviluppato all’interno di realtà come Prada, Dolce & Gabbana e Valentino, è stato Direttore Creativo di Gucci fino a febbraio 2025. Il suo lavoro si è progressivamente ampliato verso una dimensione più trasversale. Oggi il suo approccio mette al centro processo, tempo e presenza umana. Tra i progetti recenti, Napoli Infinita e INSIEME, mostra curata presso Piscina Cozzi durante la Milano Design Week 2026, incentrata sul processo e sul lavoro degli artigiani. Vive e lavora tra Milano e Bruxelles. È collezionista di arte contemporanea e di pezzi di moda d’archivio.
 
ABOUT
 
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
Il PAC è lo spazio pubblico per l’arte contemporanea a Milano, un luogo aperto a tutti dove vivere e condividere la cultura contemporanea attraverso l’arte. Leggere il proprio tempo è una sfida: richiede curiosità, apertura, confronto e assenza di pregiudizi. L’arte contemporanea allena a scardinare gli stereotipi e uscire dalla nostra zona di comfort per guardare la realtà con nuovi occhi e costruire nuove interpretazioni. Con questo obiettivo il PAC ha consolidato la sua reputazione come istituzione che indaga la scena artistica italiana e internazionale sulle tracce della sperimentazione e della ricerca. Progettato da Ignazio Gardella nel 1954, il PAC è uno dei primi esempi in Italia di spazio espositivo pensato per l’arte contemporanea, ispirato alle Kunsthalle europee. I suoi ampi e luminosi spazi hanno ospitato i grandi nomi del panorama artistico internazionale, insieme ad artisti già affermati, ma ancora poco noti al pubblico italiano, dialogando anche con il tessuto culturale della città per realizzare progetti di fotografia che interrogano le complessità della nostra società.
 
Orgoglio Porta Venezia Milano
ORGOGLIO PORTA VENEZIA MILANO è il progetto culturale diffuso ideato da Paolo Sassi, Carlo Barbarossa, Elena Di Marco e Silvia Beretta e promosso dall’Associazione Commercianti Porta Venezia Milano Rainbow District, nato per valorizzare il quartiere simbolo della comunità LGBTQIA+ milanese attraverso arte, cultura, inclusione e partecipazione. Durante il Pride Month, il progetto anima il distretto con un palinsesto di mostre, talk, performance, iniziative sociali e appuntamenti aperti alla cittadinanza, con l’obiettivo di promuovere libertà d’espressione, diritti, diversity e coesione sociale. Realizzato con il patrocinio del Comune di Milano e in collaborazione con istituzioni culturali, associazioni, media partner e realtà del territorio, Orgoglio Porta Venezia Milano si conferma un osservatorio contemporaneo sui temi dell’identità, dell’inclusione e della trasformazione urbana.
 
Levi’s®
Levi’s® collabora a questo progetto perché crede nel potere della self expression come forma di identità, libertà e appartenenza. Da sempre il brand attraversa i territori della cultura come spazio di presa di posizione, scegliendo di stare dove le identità si ridefiniscono e i linguaggi si trasformano, sostenendo comunità e movimenti che hanno fatto dell’autenticità un linguaggio condiviso.
 



INFORMAZIONI

pacmilano.it
via Palestro 14 – Milano

Orari:
Sabato – lunedì 
10.00 – 19.30

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

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