S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento
Patrocinio Città di Sorrento e Regione Campania
SORRENTO CLASSICA
The International Summer Music Festival of Sorrento
Personaggi, interpreti e protagonisti della grande musica classica a Sorrento
XIX Edizione
Presenta
Moni Ovadia
Raffaello Bellavista pianoforte
La Melodia del Cosmo-Polita – Esplorare i confini tra colto e popolare
Info: Sorrento, martedì 8 settembre Chiostro di San Francesco, ore 20,45 biglietti: euro 20+commissioni Infoline/Box office: (+39) 339 442 9217. www.societaconcertisorrento.it Online Presale: www.ticketgate.it Info.: www.comune.sorrento.na.it, www.surrentum.com e www.agopress.it
Il teatro musicale di Moni Ovadia:
riflessione sul confine
Secondo appuntamento, martedì 8 settembre, con Moni Ovadia, nella cornice del Chiostro di San Francesco, alle ore 20,45, ospite della XIX edizione del Festival Internazionale Sorrento Classica, organizzato dalla S.C.S, Società Concerti Sorrento, per la direzione artistica del Maestro Paolo Scibilia
Nell'ambito della programmazione culturale estiva e autunnale dell'Italia meridionale, la diciannovesima edizione del Festival Internazionale di Musica Sorrento Classica, The International Music Festival of Sorrento, curata dal Maestro Paolo Scibilia, si propone come un significativo punto di intersezione acustica dedicato all'esecuzione e al confronto interculturale; la manifestazione, promossa e strutturata dalla Società dei Concerti di Sorrento, si avvale del sostegno istituzionale del Comune di Sorrento, della Regione Campania e del Museo Correale di Terranova, a conferma della propria funzione di presidio intellettuale volto alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio. Nel mese di settembre, l'architettura monumentale del Chiostro di San Francesco, ubicata nel centro storico della città costiera, assume la funzione di palcoscenico principale, accogliendo una serie di sei appuntamenti concertistici serali caratterizzati da un'articolata pluralità di linguaggi musicali che spaziano dal repertorio canonico europeo alle contaminazioni stilistiche dell'avanguardia del Novecento e della tradizione etnomusicale. Dopo il grande successo di critica e pubblico riscosso dall’omaggio ad Astor Piazzolla del Blue Tango Quartet, formato da Fabio Furia al bandoneón, Giacomo Riggi al vibrafono, Giovanni Chiaramonte al contrabbasso e Marco Schirru al pianoforte, concerto che ha avuto il suo preludio al Museo Correale di Terranova nello splendido matinée del pianista Giacomo Franci, martedì 8 settembre, alle ore 20,45, la XIX edizione del Festival Internazionale Sorrento Classica ospiterà Moni Ovadia e il cantante e pianista Raffaello Bellavista.
L’orizzonte drammaturgico ed etnomusicologico del teatro contemporaneo trova una delle sue sintesi più felici nella loro nuova opera “La Melodia del Cosmo-Polita – Esplorare i confini tra colto e popolare”. L'opera si struttura come una complessa indagine ermeneutica sulle intersezioni tra l'erudizione musicale e l'espressività popolare, configurandosi al contempo come un rigoroso rito antropologico e una liturgia laica capaci di decostruire la presunta egemonia delle gerarchie estetiche tradizionali. Attraverso l'intreccio della parola teatrale, della prassi esecutiva dal vivo e di suggestive spazialità visive, la pièce mette in atto un continuo cortocircuito interpretativo in cui la matrice alta attinge linfa dalla creatività subalterna per rigenerarsi e superare i perimetri dei generi convenzionali. Il percorso narrativo si snoda lungo una campata storico-concettuale di ampio respiro: dalle risonanze mitiche e cosmologiche dell'umanità, evocate dal dialogo tra speculazione filosofica e la potenza ancestrale di strumenti quali le campane di cristallo alchemiche, fino alla rilettura dei grandi paradigmi letterari, tra cui il dramma esistenziale del Moby Dick melvilliano. In questa prospettiva, la nozione stessa di "cosmopolitismo" trascende la mera categoria sociologica per farsi metodo d'ascolto e d'azione civile, dove l'impegno etico si fonde con la memoria storica e la protesta contro l'indifferenza delle guerre, trovando espressione sia nelle dolenti sonorità dello yiddish e del klezmer, sia nell'impatto emotivo di brani di forte denuncia sociale come Miss Sarajevo, ricollegandosi al celebre concorso di bellezza organizzato sotto le bombe durante l'assedio della città bosniaca. Fenomeni identitari storicamente segnati dalla migrazione e dal meticciato culturale si rivelano così fucine di altissima dignità artistica: è il caso del tango argentino di Astor Piazzolla e Alberto Ginastera, in cui il dolore della sradicamento si trasfigura in forma colta, o ancora della nobilitazione della canzone classica napoletana e del recupero filologico di antichi canti. L'interpretazione di Moni Ovadia si conferma veicolo di una pedagogia civile e transculturale, capace di far dialogare le diverse geografie dello spirito in un’unica grande trama corale, dimostrando come i confini tra cultura colta e cultura popolare non siano barriere rigide, bensì membrane permeabili di un perenne e vitale scambio simbiotico.
Nell'ambito della programmazione culturale estiva e autunnale dell'Italia meridionale, la diciannovesima edizione del Festival Internazionale di Musica Sorrento Classica, The International Music Festival of Sorrento, curata dal Maestro Paolo Scibilia, si propone come un significativo punto di intersezione acustica dedicato all'esecuzione e al confronto interculturale; la manifestazione, promossa e strutturata dalla Società dei Concerti di Sorrento, si avvale del sostegno istituzionale del Comune di Sorrento, della Regione Campania e del Museo Correale di Terranova, a conferma della propria funzione di presidio intellettuale volto alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio. Nel mese di settembre, l'architettura monumentale del Chiostro di San Francesco, ubicata nel centro storico della città costiera, assume la funzione di palcoscenico principale, accogliendo una serie di sei appuntamenti concertistici serali caratterizzati da un'articolata pluralità di linguaggi musicali che spaziano dal repertorio canonico europeo alle contaminazioni stilistiche dell'avanguardia del Novecento e della tradizione etnomusicale. Dopo il grande successo di critica e pubblico riscosso dall’omaggio ad Astor Piazzolla del Blue Tango Quartet, formato da Fabio Furia al bandoneón, Giacomo Riggi al vibrafono, Giovanni Chiaramonte al contrabbasso e Marco Schirru al pianoforte, concerto che ha avuto il suo preludio al Museo Correale di Terranova nello splendido matinée del pianista Giacomo Franci, martedì 8 settembre, alle ore 20,45, la XIX edizione del Festival Internazionale Sorrento Classica ospiterà Moni Ovadia e il cantante e pianista Raffaello Bellavista.
L’orizzonte drammaturgico ed etnomusicologico del teatro contemporaneo trova una delle sue sintesi più felici nella loro nuova opera “La Melodia del Cosmo-Polita – Esplorare i confini tra colto e popolare”. L'opera si struttura come una complessa indagine ermeneutica sulle intersezioni tra l'erudizione musicale e l'espressività popolare, configurandosi al contempo come un rigoroso rito antropologico e una liturgia laica capaci di decostruire la presunta egemonia delle gerarchie estetiche tradizionali. Attraverso l'intreccio della parola teatrale, della prassi esecutiva dal vivo e di suggestive spazialità visive, la pièce mette in atto un continuo cortocircuito interpretativo in cui la matrice alta attinge linfa dalla creatività subalterna per rigenerarsi e superare i perimetri dei generi convenzionali. Il percorso narrativo si snoda lungo una campata storico-concettuale di ampio respiro: dalle risonanze mitiche e cosmologiche dell'umanità, evocate dal dialogo tra speculazione filosofica e la potenza ancestrale di strumenti quali le campane di cristallo alchemiche, fino alla rilettura dei grandi paradigmi letterari, tra cui il dramma esistenziale del Moby Dick melvilliano. In questa prospettiva, la nozione stessa di "cosmopolitismo" trascende la mera categoria sociologica per farsi metodo d'ascolto e d'azione civile, dove l'impegno etico si fonde con la memoria storica e la protesta contro l'indifferenza delle guerre, trovando espressione sia nelle dolenti sonorità dello yiddish e del klezmer, sia nell'impatto emotivo di brani di forte denuncia sociale come Miss Sarajevo, ricollegandosi al celebre concorso di bellezza organizzato sotto le bombe durante l'assedio della città bosniaca. Fenomeni identitari storicamente segnati dalla migrazione e dal meticciato culturale si rivelano così fucine di altissima dignità artistica: è il caso del tango argentino di Astor Piazzolla e Alberto Ginastera, in cui il dolore della sradicamento si trasfigura in forma colta, o ancora della nobilitazione della canzone classica napoletana e del recupero filologico di antichi canti. L'interpretazione di Moni Ovadia si conferma veicolo di una pedagogia civile e transculturale, capace di far dialogare le diverse geografie dello spirito in un’unica grande trama corale, dimostrando come i confini tra cultura colta e cultura popolare non siano barriere rigide, bensì membrane permeabili di un perenne e vitale scambio simbiotico.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA


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