lunedì 14 marzo 2011

Le opere di Spinello Aretino

Capolona (Arezzo), 1350 circa – 14 marzo 1410.
Spinello di Luca Spinelli, noto come Spinello Aretino,  è stato un pittore italiano tra i più attivi in Toscana nella seconda metà del Trecento.

Le sue opere:
  • Annunciazione, all'esterno della chiesa della Santissima Annunziata, Arezzo
  • Annunciazione, cappella destra della Chiesa di San Domenico ad Arezzo
  • Santi Filippo e Giacomo Minore e storie della loro vita e di Santa Caterina, affresco sulla parete interna della facciata della Chiesa di San Domenico ad Arezzo.
  • Polittico con la Madonna col Bambino e santi, Museo Diocesano di Arezzo
  • Storie di san Benedetto, 1387-1388, sagrestia di San Miniato al Monte, Firenze
    • Commiato di Benedetto dai genitori
    • Riparazione miracolosa di uno staio spezzato dalla nutrice
    • Benedetto riceve l'abito monacale a Subiaco e un diavolo che rompe la campanella con cui Benedetto chiedeva cibo dal suo romitorio
    • Cena pasquale con un monaco mandato da Dio ad alimentare Benedetto nel romitorio
    • San Benedetto vince la tentazione carnale buttandosi tra i rovi
    • Elezione di san Benedetto come abate a Vicovaro e distruzione del bicchiere con cui i frati tentavano di avvelenarlo
    • Partenza da Vicovaro
    • Incontro con Mauro e Placido
    • Fondazione di Montecassino e miracolo del frate risorto
    • Liberazione di un novizio dal demonio
    • San Benedetto fa sgorgare l'acqua e tornare a galla un ferro da lavoro disperso
    • Mauro, inviato da Benedetto, salva Palcido dall'annegamento
    • Esorcismo di una pietra da costruzione resa insollevabile dal diavolo
    • San Benedetto riconosce uno scudiero che, inviato da Totila, si fingeva il re
    • San Benedetto rimprovera Totila
    • Morte del santo
  • Matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria tra santi, 1390, affresco staccato, basilica di Santa Trinita, Firenze
  • Trittico della Madonna in trono e santi, 1391, tempera e oro su tavola, Galleria dell'Accademia, Firenze
  • Santo Stefano, 1400-1405 circa, tempera e oro su tavola, Galleria dell'Accademia, Firenze
  • Storie di papa Alessandro III (col figlio), 1407-1408, Palazzo comunale, Siena
    • Incoronazione del papa
    • Dissidio con federico Barbarossa
    • Fuga del papa, vestito da monaco, da Roma assalita da Federico Barbarossa
    • Luigi VII di Francia riceve gli ambasciatori del Barbarossa
    • Elezione dell'antipapa Pasquale III alla presenza del Barbarossa e del re di Francia
    • Il papa è riconosciuto dai pellegrini nella chiesa della Carità a Venezia
    • Il papa consegna la spada al doge Ziani di Venezia
    • Battaglia navale di punta San Salvatore in Istra tra veneziani e imperiali
    • Il doge consegna Ottone, figlio dell'imperatore, prigioniero al papa
    • Ottone chiede la grazia e negozia la pace col papa
    • Sottomissione del Barbnarossa al papa
    • Rientro trionfale del papa a Roma
    • Canonizzazione di Canuto di Danimarca e Tommaso di Canterbury
    • Fondazione di Alessandria
    • Sinodo Lateranense
    • Prigionia e rogo degli antipapi

martedì 8 marzo 2011

Niccolò dell'Arca o Niccolò da Bari

1435 circa – Bologna, 1494, è stato uno scultore italiano attivo a Bologna, tra i protagonisti della scultura dell'Italia settentrionale nel XV secolo.

Nei primi documenti venne citato come de Apulia, il che farebbe pensare ad una sua provenienza meridionale (il termine "Apulia" all'epoca, infatti, indicava tutto il Regno di Napoli). Probabilmente di Bari forse visitò Napoli dove avrebbe potuto conoscere Guillem Sagrera prima di stabilirsi a Bologna verso il 1460.

A Bologna ebbe alcune commissioni, tra cui alcune formelle dei finestroni del lato est della Basilica di San Petronio, ma l'opera grazie alla quale Niccolò da Bari ebbe fortuna fu la risistemazione dell'Arca di San Domenico, che gli valse il soprannome dell'Arca.



Le altre opere sono: la Madonna di Piazza con bambino (1478) per palazzo d'Accursio (dove si notano influenze di Jacopo della Quercia e Verrocchio) e due busti di San Domenico in terracotta (1475-1476), uno dei quali è nella basilica di San Domenico e l'altro in una collezione privata.