domenica 27 marzo 2022

RINASCE ATIPOGRAFIA, PROGETTO PER IL CONTEMPORANEO AD ARZIGNANO (Vicenza)



Atipografia, ph. Luca Peruzzi, Courtesy Atipografia

Con le attività di una Associazione Cultura e di una Galleria, una sede di 800 mq interamente rinnovati, proporrà una progettualità inedita dando vita a una nuova stagione d’arte nel cuore del Nord Est.

A inaugurare gli spazi espositivi il prossimo 21 maggio sarà Arcangelo Sassolino con la mostra Il vuoto senza misura, promossa dall’Associazione.

Atipografia, progetto per l’arte contemporanea fondato da Elena Dal Molin, si accinge a riaprire le porte al pubblico negli spazi interamente rinnovati dopo un importante lavoro di restauro e ridisegno funzionale.

L’antica tipografia arzignanese dà vita a un progetto culturale inedito, che coniuga la dimensione commerciale alla vocazione culturale, attraverso la duplice azione di una associazione culturale e di una galleria commerciale. Questa dimensione ibrida integra e completa il lavoro che Elena Dal Molin ha condotto per anni a sostegno e sviluppo delle arti e degli artisti, dando vita a un crocevia del contemporaneo nel cuore del Nord-Est.

La nuova identità si colloca nel segno della prosecuzione di luogo per gli artisti, per le persone e per le idee che da sempre Atipografia ha voluto disegnare.

Se da una parte infatti prosegue l’attività storica dell’Associazione, iniziata nel 2014 come no-profit per residenze d’artista e progetti site-specific, dall’altra in questa nuova configurazione l’apertura della galleria d’arte contemporanea proporrà una nuova stagione di progetti espositivi e una propria scuderia di artisti di diverse generazioni e provenienza geografica.

    

Atipografia, ph. Davide Faedo, Courtesy Atipografia



Il progetto di Atipografia riprende così il suo corso con una rinnovata energia, scandita anche dagli ingenti lavori di restyling e adeguamento funzionale iniziati alla vigilia della pandemia, realizzati dallo studio AMAA che si è occupato del progetto di restauro, realizzando ambienti di grande fascino, dove fare ricerca, esporre, incontrarsi e persino abitarci.

A inaugurare la nuova stagione di Atipografia – in una logica di continuità con la sua stessa storia - sarà una mostra voluta e prodotta dall’Associazione con un intervento d’arte appositamente pensato di Arcangelo Sassolino, intitolato “Il vuoto oltre misura”. La mostra avrà un testo in catalogo di Ilaria Bernardi.

Con la partecipazione di Arcangelo Sassolino, Atipografia conferma il proprio speciale legame con il territorio e la volontà di dare concretezza a una proiezione internazionale. Le macchine immaginifiche di Sassolino potranno riverberarsi negli spazi che per un lungo tempo hanno ospitato una riconosciuta tipografia (da qui il nome) avviata dal trisnonno di Elena Dal Molin. Una storia dalle radici antiche, industriali e culturali assieme.

Come spiega Elena Dal Molin, «tipografia richiama il mondo della stampa, della parola scritta. L'aggiunta dell'alfa privativo - oltre al fatto che non è più una tipografia - rappresenta anche qualcosa che si racconta, qualcosa che deve essere ancora scritto. Qualcosa che si sta compiendo, che è fluido, che sta avvenendo ora. Per questo lo spazio si pone come un luogo dove venire e anche restare».

Le attività della Galleria prenderanno avvio da settembre.


                                                      Arcangelo Sassolino, ph. Agostino Osio


ARCANGELO SASSOLINO
IL VUOTO SENZA MISURA
Mostra promossa dall’Associazione culturale Atipografia per inaugurare gli spazi rinnovati
Testo in catalogo di Ilaria Bernardi
21 maggio – 24 luglio 2022
Il primo appuntamento espositivo della nuova Atipografia è un assolo eccezionale: la mostra Il vuoto senza misura di Arcangelo Sassolino. Una grande installazione site-specific che accoglierà dal 21 maggio 2022 il pubblico in mostra. La mostra avrà un testo in catalogo di Ilaria Bernardi.

ARCANGELO SASSOLINO
(1967) vicentino, è nato a Trissino dove tuttora vive e ha il suo studio. La sua formazione è eccentrica rispetto a qualunque altro artista. Ventenne, ha ideato un gioco tridimensionale ed è andato negli Stati Uniti per cercare un compratore. A New York ha fatto uno stage alla Casio: il prototipo non è mai stato realizzato, ma è rimasto cinque anni a progettare giocattoli per la multinazionale. Poi ha incontrato l’arte. Si definisce “scultore” e crea installazioni con macchine, materiali e congegni con cui mette a prova le leggi della fisica. Ha portato la sua poetica della tensione in decine di gallerie e spazi espositivi. Tra le mostre personali: «Arcangelo Sassolino, fragilissimo», Galleria dello Scudo, Verona, Italia 2019; «Arcangelo Sassolino», Villa Medici, Roma, Italia 2019; «Arcangelo Sassolino: Warped Matter, Curved Time», Pearl Lam Galleries H Queen’s, Hong Kong 2018; «The Way We Were», Galleria Continua / Le Moulin, Boissy-le-Châtel, Francia 2018. 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA



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