A cura di Alice Motard
Con opere di Fantine Andrès, Maria Loboda, Marianne Marić, Vibeke Mascini, Lionel Sabatté, Adrianna Wallis e Yuyan Wang.
9 ottobre 2026 – 26 gennaio 2027
via Gregoriana 40, Roma
Opening:
venerdì 9 ottobre 2026, dalle 18.00 alle 20.00

Chiara Camoni, La Cenere di Montelupo #6, 2017, Terracotta bianca,
smalto di cenere, vegetazione secca, Photo credit: Camilla Maria Santini
Società delle Api presenta, dal 9 ottobre 2026 al 26 gennaio 2027, I fiori del male, progetto dedicato al lavoro di Chiara Camoni, a cura di Alice Motard. Seconda esposizione organizzata in via Gregoriana 40 dopo l’apertura al pubblico dello spazio nel febbraio 2026, la mostra prende avvio da un nucleo significativo di opere della collezione di Silvia Fiorucci, che segue il lavoro dell’artista fin dagli esordi.
Il progetto isola uno degli elementi ricorrenti nella pratica di Camoni – il fiore, insieme motivo e materia – per interrogarne la natura meno pacificata. Che cosa accade quando smettiamo di considerarlo esclusivamente come simbolo condiviso di vita, delicatezza e bellezza? I fiori del male ne porta alla luce un altro volto: ctonio, criptico, distruttivo, artificiale, spirituale.
La mostra non intende negare la dimensione fondamentalmente positiva ed ecofemminista del lavoro di Camoni, radicata nel rispetto per la natura, nei processi manuali e nel fare collettivo, quanto piuttosto complicarla, facendo emergere il suo lato più oscuro, le zone d’ombra e ciò che rimane oltre la cornice. Il riferimento è all’omonima raccolta poetica di Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal, e a un’idea di bellezza che, per usare le parole del poeta, «è sempre bizzarra»: attraversata anche dal sordido, dal desiderio e dalla violenza, da ciò che abitualmente viene rimosso, celato o tenuto a distanza.
Il percorso espositivo riunisce una selezione di opere di Chiara Camoni, affiancate da nuove produzioni site-specific. Ad aprire la mostra sono due disegni a matita di gigli, fiori noti per le loro proprietà tossiche, appartenenti a una serie più ampia realizzata dall’artista durante la pandemia. Nel corso del primo lockdown, Camoni inviava ogni giorno l’immagine di uno dei suoi disegni a una cerchia di amici, tra cui Silvia Fiorucci. Di foglio in foglio, il fiore compie una metamorfosi per cui abbandona sempre di più la sua forma originaria, assumendo sembianze di corpi lascivi, organi sessuali, animali, volti e altri segni mimetici, in immagini quasi allucinatorie che riecheggiano i fiori “malati” di Baudelaire.
Le diverse sale esplorano altrettante manifestazioni di questa forza sovversiva: il fiore come veleno, come linguaggio, come gioiello, come minaccia o come apparizione. A scandire il percorso sono i versi di Baudelaire, che accompagnano le opere e ne orientano la lettura.
In linea con l’attitudine di Camoni ad accogliere altre voci all’interno della propria pratica, la mostra riunisce anche opere di Fantine Andrès, Maria Loboda, Marianne Marić, Vibeke Mascini, Lionel Sabatté, Adrianna Wallis e Yuyan Wang. Pensate come contrappunti, queste presenze ampliano e acuiscono le riflessioni avviate dai lavori di Camoni.
Le opere entrano infine in dialogo con gli ambienti storici di via Gregoriana 40: le grottesche rinascimentali che ornano i compartimenti voltati, i soffitti a cassettoni, gli intarsi dei pavimenti in parquet e i marmi presenti nell’edificio.
Tra vegetale, animale e architettonico, I fiori del male costruisce così una lettura non manichea, inquieta e ambigua del lavoro di Chiara Camoni.
La mostra sarà accompagnata da una serie di appuntamenti del Public Program, offrendo ulteriori occasioni di approfondimento sui temi e sulle ricerche affrontati dal progetto espositivo.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
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