C'è un lutto cittadino per Spezia e per il centro anziani di piazza Brin: un suo illustre ospite, il professor Paolo Bertini del Liceo classico Lorenzo Costa, è mancato ieri all'ospedale San Martino di Genova dove era stato trasportato a causa di un malore.
Il funerale sarà alla
Chiesa di Nostra Signora della Neve
in viale Garibaldi alla Spezia,
lunedì 21 settembre 2026 alle ore 11:00
La salma sarà esposta
dalle 18:00 di sabato
alle 10:00 di lunedì all'obitorio.
Aveva 67 anni ed era vicino alla pensione dopo moltissimi anni d'insegnamento delle lettere greche e latine.
Lo ricordano tutti per la sua preparazione profonda dei classici greci e latini, come scrittore, studioso, anche bravo musicista. Noi lo ricordiamo per questa sua conferenza che farà piacere riascoltare.
https://youtu.be/QJOPbXfxV08?is=XYU4C3b-ZejBN83S
(Il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)
È un video amatoriale in cui la sua voce si sente appena, perché garbata e rispettosa, pur dall'autorevolezza della profondità dei suoi studi. Un grazie a lui per essere stato quel momento con noi a parlarci dell'Odissea. In quell'incontro, come gli dissi, ci sembrava di essere tutti dei re, come in quella notte di Alcinoo, privilegiati del suo ascolto. Chi racconta le storie, chi scrive, persino chi legge, dà un senso alla propria vita e a quella degli altri. Condoglianze alla famiglia, agli alunni, ai colleghi e a quanti hanno avuto la fortuna di averlo conosciuto, a quanti ne ricordano il sorriso, sempre uguale da quando, nel Settantasette, partecipava alle lotte studentesche. Ogni suo saluto, ogni incontro, era una pioggia di serenità amabile.
https://incontridilettura.blogspot.com/2026/09/un-lutto-del-centro-anziani-paolo.html
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Amici morti
Amici morti
Che mi tornate davanti
La mattina
Ogni mattina
Muti
Che volete dirmi?
Il vostro ricordo
È per me fugace
Fisso il volto
In un momento neutro
Senza sorriso
Mi dite che la morte
Non è bella
Se non vi ricordo nel riso?
Roberto, più di tutti
Vieni spesso a trovarmi, tu
Così distante in vita
Così intenso il nostro conversare
Un rimpianto mi dà pena
Non averti rivisto un’ultima volta
Aver mancato un appuntamento
Per colpa del destino.
Tu, buono, mi perdonasti.
Soffristi, solo, tra stranieri amici.
Ci regalasti, amico, un mattino autunnale,
una gita in mare al largo del Tino.
Noi, sani, malati di vita,
a noi, sopravvissuti, assale il ricordo,
di momenti comuni anche allegri, sereni.
Ricordi, maestri di armonia e felicità.
Noi, alunni impreparati colti da interrogazioni a sorpresa
Facciamo scena muta
A chi, muto, ci chiede lezioni insapute.
Le prove della vita, sempre nuove
- il programma va avanti.
Noi dormiamo di giorno mentre vegliamo di notte, giocandoci la vita
Sprecando i minuti che diventano giorni, anni perduti.
Andrea, piccolo amico,
grande persona,
fedele e coerente,
sempre stretto al mio fianco come in un cordone
di una manifestazione.
Ti rivedo con in mano il bastone,
con una piccola bandiera
rossa.
Così più grande di te
Troppo piccolo per essere un’asta.
Un piccolo virus ti ha invaso
Tu che alzavi barriere per salvare malati
Che ti erano affidati
Infermiere
Eroe da sempre, gli eroi non ti hanno salvato.
La Morte, nell’Arte,
non ha mai il volto di una persona,
di un amico, di un mito popolare.
O è un teschio, o un fantasma con la falce
Ammantato di nero, femmina mai donna
Un volto oscuro o col cerone bianco
Di un attore smunto
Che gioca a scacchi una partita troppo corta
Per chi non sa giocare.
Solo la morte mi porterà in collina
Un corpo tra i tanti a dar fosforo all’aria.
Un altro morto ci parla di morte, a noi vivi
Caro amico fedele che ci torni a trovare.
Paolo Luporini
P.S. Ho scritto questa poesia dedicandola, in un dialogo senza risposta, a due amici, Roberto Bertoni, professore emerito del Trinity College di Dublino, e a Andrea Gianella, entrambi del gruppuscolo extraparlamentare di cui facevo parte, mancati l'uno nel 2019 e l'altro verso la fine del lockdown del 2020. Invece Paolo Bertini era un simpatizzante dell'area rivoluzionaria del '77. Lui lo ricorderò con il suo sorriso.


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