Associazione GESTIONE MUSICA
SALERNO CLASSICA
IncontriAMO la Musica
PIANOSALERNO
FORTE
Salerno 11- 24 aprile 2026
Salerno Teatro Pasolini
Presenta
Salerno, sabato 11 aprile Teatro Pier Paolo Pasolini ore 20 – biglietto PostoRiservato euro 13 + Diritti. Abbonamento ai 4 concerti a euro 39 Info.: cell.:+39 3928435584 - salernoclassica@gmail.com www.agmusica.it
Benedetto Lupo: Nel mondo della Fantasia
Al via domani sera, sabato 11 aprile, alle ore 20, presso il teatro Pier Paolo Pasolini, il festival pianistico ideato da Costantino Catena e organizzato dall’Associazione Gestione Musica di Francesco D’Arcangelo. Apre il cartellone il pianista barese con un concerto dedicato a Robert Schumann e Johannes Brahms
Ritorna PianoSalernoForte, il festival pianistico che, dopo alcuni anni di pausa, riprende il suo percorso con rinnovata energia, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento dedicati al pianoforte nel panorama musicale nazionale, ideato e diretto dal pianista Costantino Catena e realizzato dall’ Associazione Gestione Musica, presieduta da Francesco D’Arcangelo, grazie al sostegno del Ministero MIC, della Regione Campania, patrocinato del comune di Salerno, in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano e la Yamaha con Santarpino pianoforti quale sponsor tecnico. che per questa edizione mette a disposizione un pianoforte da concerto CFX di nuova generazione. Il concerto inaugurale è fissato per domani sera al Teatro Pasolini di Salerno, alle ore 20, con Benedetto Lupo, il quale dedicherà il suo récital a due autori, Robert Schumann e Johannes Brahms, sul filo della fantasia, in ogni sua accezione.
Fantasia forma, fantasia nella creazione di scene, fantasia in ogni accezione del termine è il trait union con cui Benedetto Lupo ha costruito per intero il suo programma. Apertura con le Kinderszenen op.15, datate 1838, di Robert Schumann, tredici pagine brevissime e trasparenti. Il primo brano ha carattere evocatore (Da paesi e uomini stranieri), una sorta di fiabesco incipit, poi, ecco i bambini che ridono, si rincorrono, pregano, si sentono felici e, infine, sono turbati da un “grave”, avvenimento. Allora, il poeta si abbandona a fantastiche visioni, il traumerei, in cui coglie la nostalgia (Sehnsucht), quindi, presso il camino, si cavalca un cavallino di legno; un’ombra malinconica si affaccia nell’ampia melodia di “Troppo serio”, ma è fugata dal Bau-bau, ed il bambino si addormenta. E’ sera ed il dire del poeta esprime un senso di quiete notturna. L’intera opera di Hoffmann, e in particolare i racconti imperniati su Kreisler, è contrassegnata dalla coscienza della connessione fra l’arte e l’elemento demonico, fra la poesia e la sfera del negativo. La Kreisleriana, è stata trasformata da Schumann, in una suite di otto fantasie, in cui ripropone l’antitesi tra Florestano ed Eusebio. Il chiasso del carnevale sembra ora lontano, il discorso è diretto e bastano le prime due stupende fantasie a dirlo, ovvero l’irrompere furioso di Florestano e il ripiegamento dolce e cantabile di Eusebio. Ovunque risuona il tema di Clara, gli accenti drammatici svaniscono e Schumann traccia un cammino verso il silenzio e l’oscurità. Vagamente inquieta risulta la terza fantasia, poi, dalla lenta meditazione della quarta, scaturisce la gioia saltellante della quinta, che unisce la vitalità di Arlecchino e l’andamento vivace del secondo movimento della Fantasia. L’oblio cala sul travaglio terreno e nella sesta è ancora una voce lontana a parlarci con una linea melodica. Allegri festeggiamenti si percepiscono nel movimento incessante della settima, che sfocia nel finale. Seconda parte della serata dedicata a Johannes Brahms con gli Intermezzi op.117, datati 1892, la sua confessione più sincera. Brahms stava scrivendo il suo diario; ma, nonostante i tentativi consolatori, non erano pagine serene, e l’inquietudine emerge nei due altri due Intermezzi, che scavano nei meandri ombrosi della tonalità minore. Di tutt’altra genesi le 7 Fantasien op. 116 composte fra il 1891 e il 1892, pezzi dal carattere elegiaco e malinconico, concepiti come un insieme organico. Il Capriccio conclusivo, dallo “strano, carattere pieno di allegria diabolica” ravvisa l’ombra di Schumann.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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