A cura di
Luca Cerizza
Sala Morone – Convento di San Bernardino, Verona
9 – 22 ottobre 2026
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Luca Trevisani, Rosa (Daniel Day Lewis, 2021, Pane stabilizzato, legno, 25 x 31 x 25 cm) Sala Morone, Convento di San Bernardino, 2026
Nell’ambito della 21^ edizione di ArtVerona, la Sala Morone del Convento di San Bernardino ospita Rosa, una mostra personale di Luca Trevisani, a cura di Luca Cerizza.
Il progetto riunisce più di venti opere realizzate negli ultimi vent’anni circa di produzione dell’artista, all’interno di un contesto caratterizzato dalla presenza degli affreschi realizzati dal pittore rinascimentale Domenico Morone con il figlio Francesco (tra il 1494 e il 1503).
Il progetto espositivo si concentra su un lungo plinto dipinto di rosa che attraversa la stanza. Quasi un campionario di diversi materiali, tecniche e forme, le opere selezionate si concentrano su alcuni dei temi ricorrenti del lavoro di Trevisani: “il mondo sensibile come organismo vivo, la storia come stratificazione di gesti e la fragilità come forma di conoscenza”, come sostiene lo stesso artista.
Senza relazionarsi fisicamente, la mostra si confronta con la parata dei corpi dei santi che occupano tutto il perimetro della stanza. In un dialogo immaginario e ideale, le opere di Trevisani interrogano laicamente il rapporto tra umano e materia, tra presenza e metamorfosi. Un nuovo lavoro sonoro funzionerà inoltre come un ritratto astratto di questo luogo, attraverso una restituzione acustica della geolocalizzazione.
Mentre sembra assumere una varietà di ruoli (l’antropologo, l’archeologo, il chimico, il cuoco), la pratica di Trevisani conduce quelli che appaiono come esperimenti di laboratorio. Adottando tecniche e “artifici” come calchi, impronte, manipolazioni, dissezioni, l’artista vuole rimettere in scena una serie di processi naturali. Attraverso queste esperienze sempre diverse, mira a una nuova conoscenza dei rapporti cultura e natura, tra umano e non umano.
Fedele a un’idea di arte – e in particolare di scultura – come processo, le sue opere mettono in scena materiali instabili e sensibili al contesto – urina, piante, pane, ruggine, ossa animali – che registrano il tempo sulla propria superficie tramite dei passaggi di stato della materia. In questo “gabinetto di curiosità” di forme metamorfiche, di curiosi ibridi, la mostra celebra l’arte non come un oggetto definitivo, ma come una forma aperta, in continuo divenire.
Biografia
Luca Trevisani (1979, Verona), è un artista visivo. La sua ricerca spazia tra scultura e video, e attraversa discipline di confine come le arti performative, la grafica, il design, il cinema sperimentale e l'architettura, in una perpetua condizione magnetica e mutante. Nelle sue opere le caratteristiche storiche della scultura sono messe in discussione o addirittura sovvertite, in un'incessante indagine sulla materia e sulle sue narrazioni. La pratica di Luca Trevisani si muove attraverso la metamorfosi. Ciò che appare come una disintegrazione può essere solo un cambiamento di percezione, la formazione di un nuovo modello, uno spazio per una connessione inaspettata.
Le sue opere sono state esposte a livello internazionale in musei e istituzioni, tra questi: Biennale di Sydney, Manifesta 7, Biennale di Architettura di Venezia, Museum of Contemporary Art Tokyo, Kunsthalle Wien, Kunstverein Braunschweig, ZKM Karlsruhe, Magasin, Grenoble, MAXXI Roma, Museo del Novecento, Milano, GAM, Torino.
Orari mostra: venerdì 9 ottobre, 9:00 – 12:00 e 18:00 – 22; sabato 10 e domenica 11 ottobre, 9:00 – 12:00 e 18:00 – 21:00. Dal 12 al 22 ottobre, 10:00 – 12:00 e 15:30 – 18:00.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
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