S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento
Patrocinio Città di Sorrento e Regione Campania
SORRENTO CLASSICA
The International Summer Music Festival of Sorrento
Personaggi, interpreti e protagonisti della grande musica classica a Sorrento
XIX Edizione
Presenta
BRUNO CANINO
XC Birthday Celebration Concert
Info: Sorrento, Venerdì 18 settembre - Chiostro di San Francesco, ore 20,45 biglietti: euro 20+commissioni Infoline/Box office: (+39) 339 442 9217. www.societaconcertisorrento.it Online Presale: www.ticketgate.it Info.: www.comune.sorrento.na.it, www.surrentum.com e www.agopress.it
Evento clou per il cartellone della XIX edizione organizzata dalla S.C.S, Società Concerti Sorrento, per la direzione artistica del Maestro Paolo Scibilia, che venerdì 18 settembre nell’incantevole cornice del Chiostro di San Francesco, ospiterà il grande pianista, per celebrarne insieme i novant’anni

Nell'ambito
della programmazione culturale autunnale del Mezzogiorno, la XIX
edizione del Festival Internazionale di Musica Sorrento Classica, sotto
la direzione artistica del Maestro Paolo Scibilia e promossa dalla
Società dei Concerti di Sorrento, si attesta come uno spazio
privilegiato di formazione e dialogo interculturale. L'iniziativa,
realizzata in sinergia con il Comune di Sorrento, la Regione Campania e
il Museo Correale di Terranova, riafferma la propria funzione di
presidio culturale volto alla valorizzazione e rifunzionalizzazione del
patrimonio storico-artistico locale. Dal 6 al 20 settembre 2026,
l'architettura monumentale del Chiostro di San Francesco farà da cornice
acustica e scenografica a un ciclo di sei concerti serali. Il programma
esplora una pluralità di linguaggi musicali, spaziando dalla grande
tradizione canonica europea alle avanguardie del Novecento, fino alle
espressioni dell'etnomusicologia contemporanea. Il penultimo
appuntamento della rassegna si terrà venerdì 18 settembre, alle ore
20,45, nella suggestiva cornice del Chiostro di San Francesco che
ospiterà uno dei momenti clou del festival, sotto il profilo storico e
interpretativo, con il XC Birthday Celebration Concert, una serata
d'onore dedicata a Bruno Canino. Il concerto intende celebrare il
novantesimo compleanno di uno dei più autorevoli e longevi
rappresentanti del pianismo italiano nel mondo, figura chiave per la
musica da camera e per la diffusione del repertorio contemporaneo. La
serata principierà con tre Sonate di Domenico Scarlatti: la Sonata in Do maggiore K. 420,
che si distingue per il suo carattere solare e brillante, dal tessuto
musicale intessuto di rapidi arpeggi, scale pirotecniche e repentini
sbalzi di registro, dove il virtuosismo della mano destra dialoga
costantemente con il sostegno ritmico e percussivo del basso,
richiamando quasi l'effetto di una fanfare o di un'orchestrina da festa
popolare; quindi, la Sonata in Do minore K. 11, in forte contrasto con
la precedente, per il clima drammatico ed energico, pur mantenendo
un'indicazione di tempo rapida (Allegro), con la tonalità di Do minore
conferisce al brano una tensione palpabile, anche attraverso un uso
sapiente delle dissonanze e delle acciaccature, creando strappi armonici
improvvisi e un denso dialogo polifonico che richiede una straordinaria
precisione articolatoria e un forte senso del dramma, e per ultima la
Sonata in Fa diesis minore K. 25, tra le pagine più intime e liriche del
catalogo scarlattiano, sfrutta una tonalità insolita ed estremamente
espressiva per l'epoca. Il carattere Malinconico e contemplativo del Fa
diesis minore viene stemperato da una scrittura fluida, ricca di arpeggi
ad ampia gittata e sospensioni armoniche, mentre l'intreccio tra
eleganza melodica e sottile inquietudine mostra la capacità dell'autore
di condensare in pochi minuti una profonda introspezione emotiva.
Seguirà di Ludwig van Beethoven
il Rondò a capriccio in Sol maggiore op. 129 “Die Wut über den
verlorenen Groschen”, datato 1795. A dispetto dell'alto numero d'opus,
che suggerirebbe una produzione della maturità, il Rondò a capriccio op.
129 risale agli anni giovanili del soggiorno viennese di Beethoven.
L'opera rimase inedita durante la vita del compositore; il manoscritto
fu ritrovato tra le sue carte dopo la morte e pubblicato nel 1828
dall'editore Anton Diabelli. Sebbene la titolazione umoristica si debba
probabilmente all'editore o all'amico Anton Schindler, essa descrive
alla perfezione il carattere teatrale, irruento e palesemente ironico
della pagina. Il pezzo mostra un lato insolito di Beethoven: non il
gigante eroico e drammatico, bensì il musicista brillante, spensierato e
propenso al sarcasmo virtuosistico. La composizione si apre
immediatamente con un tema scattante, leggero ed quasi infantile nella
sua semplicità. Il ritmo martellante e le repentine acciaccature evocano
una concitazione grottesca, quasi la rappresentazione mimica di una
frenetica e infruttuosa ricerca. Ogni ritorno del ritornello viene
arricchito da figurazioni sempre più complesse: arpeggi rapidi, salti di
registro, ottave spezzate e serrati passaggi di semitoni. La sezione
finale amplifica il dinamismo attraverso un crescendo di tensione
virtuosistica. Le mani si rincorrono sulla tastiera con un'energia
travolgente finché la “collera” si scioglie in un finale brillante e
perentorio, in cui la padronanza della forma classica e la verve
improvvisativa si fondono in un perfetto equilibrio. Si proseguirà poi
con le Variations sérieuses op. 54 di Felix Mendelssohn-Bartholdy,
composte nel 1841 per contribuire alla raccolta fondi per l'erezione di
un monumento a Ludwig van Beethoven a Bonn. Il titolo stesso,
"sérieuses", fu scelto dall'autore per distinguere nettamente l'opera
dalle tante variazioni virtuosistiche e disimpegnate che dominavano il
panorama musicale del tempo. Mendelssohn sceglie la strada del rigore
contrappuntistico, della profondità espressiva e dell'unita formale,
guardando alla grande tradizione bachiana e alla lezione beethoveniana,
in particolare alle 32 Variazioni in do minore. Il brano si snoda
attraverso un tema seguito da 17 variazioni e da una travolgente coda
finale: il tema, un Andante sostenuto, in re minore, presenta una
struttura corale mesta, sobria e intrisa di cromatismi, dal carattere
intimo e meditativo. Le prime 13 variazioni costruiscono un crescendo di
complessità. Dapprima le variazioni si articolano il tema in arpeggi
fluidi e ritmi serrati, la decima introduce un contrappunto fugato di
rigore quasi bachiano, mentre la tredicesima lascia emergere un melos
lirico e struggente sopra un accompagnamento in staccato. C’è poi un
cambio di atmosfera, una parentesi lirica nella luminosa tonalità di re
maggiore, pura ed eterea, per poi ripreparare la spinta drammatica. La
Coda è una tumultuosa e virtuosistica sezione finale che condensa la
tensione accumulata, chiudendosi con un declino dinamico che si spegne
nel silenzio con due accordi pianissimo. Impegnativo il programma di
Bruno Canino, che continuerà con le Quattro Ballate op. 10 di un Brahms
appena ventunenne. Composte nell'estate del 1854 l’opera rappresenta
uno dei momenti più intimi ed enigmatici della sua produzione pianistica
giovanile. Il 1854 è un anno decisivo e drammatico, infatti, Robert
Schumann, mentore e protettore del giovane compositore, è stato da poco
ricoverato nel manicomio di Endenich dopo il tentativo di suicidio nel
Reno, e Brahms si trova a Düsseldorf per sostenere la famiglia e la
moglie di lui, Clara. La prima in Re minore un Andante è l'unica ballata
con una fonte letteraria esplicita: la celebre poesia scozzese Edward,
tratta dalla raccolta Stimmen der Völker in Liedern di Herder, che
descrive il dialogo drammatico tra un madre e il figlio macchiatosi di
patricidio. Il tema iniziale, spoglio e arcaico, evoca il canto dei
bardi, la sezione centrale, un crescendo di accordi marziali dà vita
all'angoscia della confessione prima di spegnersi in un desolato
sussurro; la seconda in Re maggiore sostituisce la tensione tragica con
una dimensione lirica e contemplativa, strutturata in forma di rondò
cantabile, alterna una melodia serena e avvolgente a due episodi
centrali più agitati e ritmicamente incalzanti, caratterizzati da
serrati staccati e sincopi. La terza ballata è in Fa diesis minore ed è
intitolata espressamente Intermezzo, caratterizzata per il suo carattere
demoniaco e grottesco, con ritmi sbalzati e sonorità scure che dominano
le sezioni esterne, mentre il Trio centrale offre una parentesi lirica e
luminosa, sospesa in un'atmosfera quasi fantastica. La quarta ballata è
in Si maggiore ed è un Andante con moto, il brano più lungo e
introspettivo, caratterizzato da un lungo canto legato della mano destra
accompagnato da arpeggi fluenti, la quarta ballata abbandona ogni
velleità virtuostica per rifugiarsi in un'assorta e sognante
meditazione, precorrendo il clima nostalgico degli ultimi Klavierstücke
della maturità. Finale con il suo Debussy
con Tre Préludes dal Secondo Libro (1913), uno spaccato ideale della
varietà timbrica e drammaturgica del Deuxième Livre dei Préludes di
Debussy. Il Maestro, inizierà Ondine,
ispirato alla figura mitologica della ninfa d'acqua resa celebre dal
romanticismo, da Friedrich de la Motte Fouqué ad Aloysius Bertrand,
questo preludio evita la drammaticità cupa per concentrarsi sulla natura
mutevole, seduttiva e sfuggente dell'elemento liquido, con
un'oscillazione di terze e seste in tempo di 6/8 che evoca il continuo
rifrangersi dell'acqua, attraverso scale pentatoniche ed esatonali per
dipingere i riflessi di luce sulla superficie, chiudendo il pezzo con un
dissolvimento quasi impercettibile. Seguirà Canope,
riferito ai canopi, i vasi funerari dell'antico Egitto destinati a
custodire le viscere dei defunti. È uno dei preludi più essenziali,
intimi ed enigmatici di Debussy, retto da una serie di accordi paralleli
di sapore arcaico e modale, che richiamano l'aurea staticità
dell'antichità classica e la solennità di un rituale dimenticato,
mantenuto quasi interamente su sonorità soffuse esplorante il concetto
di tempo sospeso. Il Feux d'artifice
chiuderà il concerto con virtuosismo pirotecnico attraverso glissandi,
arpeggi velocissimi, trilli e tremoli che riproducono visivamente e
acusticamente il lancio, l'esplosione e la caduta dei fuochi
d'artificio.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
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