venerdì 31 gennaio 2020

Eav, stazione Circum intitolata a Troisi - "San Giorgio a Cremano, Casa Troisi"

Da oggi la stazione della Circumvesuviana in piazza Trieste e Trento si chiama "San Giorgio a Cremano. Casa Troisi". 


Una denominazione che l'Eav ha voluto conferire come riconoscimento dell'identità cittadina che si è consolidata ormai, nel nome e nel ricordo del grande Massimo Troisi. Dopo il maestoso murale con i ritratti di Troisi e Noschese, che ha già reso la stazione sangiorgese un luogo d'arte, chiamare la fermata "Casa Troisi" conferisce un ulteriore elemento di identificazione alla città. In questo modo inoltre, risulterà ancora più chiaro a tutti i viaggiatori, quale è la fermata a cui scendere per visitare Casa Massimo Troisi in Villa Bruno, il Centro Teatro Spazio in via San Giorgio Vecchio, ammirare le panchine con le scene dei film dell'indimenticato attore e regista, in via De Lauzieres e il murale sempre a lui dedicato, firmato da Jorit, in via Galdieri. 

"E' un orgoglio per noi che anche la stazione Eav porti il nome di Troisi - spiega il sindaco Giorgio Zinno. Tutta la città di San Giorgio a Cremano è la casa di Massimo, non a caso abbiamo creato una sorta di museo a cielo aperto per far respirare la sua presenza in diversi luoghi del territorio e non dimenticare mai la sua inestimabile arte e il suo legame con la città e con i suoi cittadini. Ringrazio il presidente Eav Umberto De Gregorio per aver puntato ancora una volta sulla nostra città, scegliendo questo nome per la stazione e  conferendo così un ulteriore tassello al nostro percorso".


"La collaborazione con gli enti territoriali è vitale per Eav - dichiara il Presidente di Eav Umberto De Gregorio. La nuova denominazione della stazione di San Giorgio da un senso di familiarità ed appartenenza al territorio, di cui la circumvesuviana è parte integrante. Il murale di Troisi nella galleria della stazione è diventato un segno identitario irrinunciabile". 


http://www.rosarydelsudartnews.com/2017/10/stazione-circumvesuviana-di-san-giorgio.html

Continuano i numerosi eventi collaterali alla mostra "STARDUST Bowie by Sukita", in corso a Palazzo Fruscione (Vicolo Adelberga 24, Salerno), organizzata dall’associazione culturale Tempi Moderni - con il supporto della Regione Campania e Scabec - e da ONO arte contemporanea, con patrocinio del Comune di Salerno e del Dipartimento degli studi politici e sociali dell'Università di Salerno. La rassegna i Racconti del Contemporaneo – IV edizione, Lights on Mars, curata dell’associazione Tempi Moderni con il contributo della Regione Campania-Scabec, Fondazione Carisal e di sponsor privati, sta riscuotendo grande successo di pubblico. Venerdì 31 gennaio 2020, alle h. 20:00, si apriranno ancora una volta le stanze dei ricordi con l’incontro pensato per la sezione "Alla corte del duca", per l'appuntamento "Doodah in love with Disclan" con il giornalista Carlo Pecoraro. Per la prima volta, Elisabetta e Mario Maysse, Gianfranco Marmoro e Massimo Russo, proprietari dei due storici store di musica - Disclan e Doodah - s’incontreranno per parlare di loro, facendo parlare soprattutto le loro playlist. Sarà poi Carlo Pecoraro, attraverso aneddoti musicali e variazioni sul tema, ad intrecciare la storia dei generi e dei loro interpreti con i racconti di vita dei protagonisti della serata. Domenica sera (2 febbraio), sarà il cinema il protagonista assoluto. Alle h. 19:00 dialogo a più voci con Barbara Cangiano e Barbara Waschimps per introdurre gli ospiti di "Stardust Memories" alla visione di Furyo, film del 1983 diretto da Nagisa Oshima, tratto dal romanzo "The Seed and the sower" di Laurens van der Post. Inoltre domenica 2 febbraio per visitare la mostra "Stardust Bowie by Sukita" il costo del biglietto sarà di 5 euro per tutti.


Il programma completo su https://www.bowiebysukitasalerno.it/

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Oli esausti, raccolta straordinaria sabato 1 febbraio L'amministrazione interviene sul disservizio di sabato scorso

Oli esausti

In seguito al mancato ritiro da parte della Buttol, lo scorso 25 gennaio, (ultimo sabato del mese come previsto dal capitolato), l'amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Zinno, ha contestato il disservizio, ed ha chiesto di recuperare la mancata raccolta, in via straordinaria sabato 1 febbraio, dalle ore 8.00 alle 13.00 in piazza Massimo Troisi.

Successivamente, dal mese di febbraio, gli oli esausti potranno essere conferiti "sempre" ogni ultimo sabato del mese e "sempre" in piazza Troisi (e non più in Piazza Carlo di Borbone), dove vi sarà una postazione temporanea, allestita appositamente per il ritiro di questo tipo di rifiuti. I contenitori con gli oli e i grassi raccolti potranno essere consegnati direttamente ai dipendenti Buttol presenti in loco.

"D'accordo con l'assessore Ciro Sarno e attraverso il settore Ambiente, abbiamo immediatamente provveduto a contestare il disservizio - spiega il sindaco Giorgio Zinno - in quanto i cittadini non devono pagare mancanze da parte della società. Il nostro plauso va proprio a tutti coloro che diligentemente provvedono a raccogliere gli oli esausti e a smaltirli ogni mese, con grande senso civico e rispetto per l'ambiente. Per questo abbiamo immediatamente chiesto alla ditta di recuperare la mancata raccolta di gennaio, prevedendo una postazione straordinaria nel primo giorno utile, che sarà il 1 febbraio".

"Non possiamo permettere che situazioni interne alla società creino disagi e disservizi ai cittadini - conclude Sarno. San Giorgio a Cremano non può farne le spese. E noi dobbiamo fare di tutto per tenere la città pulita, garantire la raccolta rifiuti e aumentare la differenziata".

Sul sito www.e-cremano.it nella sezione Servizi al Cittadino - Igiene Urbana, è pubblicato il manifesto con le modalità di smaltimento, luogo e date. Ogni variazione sarà tempestivamente comunicata in homepage nella sezione Notizie.

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L'INFINITO AMARE di SANDRO SPALLINO

L'INFINITO AMARE

Ho un cappello d'incantesimi
circonfuso di topazi,pulsa
la redingote sciami perlati
colti nelle aiuole fiorite delle Pleiadi,
mondo di farfalle in aria.
Vado con monete d'oro ciondolanti
da un gilè e lettere di versi
che mi volano sul capo,
mi piace quando i soffi gelidi invernali
ammucchiano erba secca
sui muri scalcinati.

Andromeda e Cassiopea mie spose
con mani inanellate
spandono limpido pulviscolo nei cieli,
sentieri cui passeggio
con scarpe verniciate degne dei Poeti.
Io figlio di una Stella a te giungo,
intenso screziare dal passato fino
a te con mite inchino
il tuo cuore chiedo,bevo per amare
il tuo abbondante miele
dalle torri dei tuoi gonfi seni
dolci grappoli di folle uva,
colline immense cui erede fiondai
avido raggio di fuoco al meriggio
che divampa sui granai.

Ho visto il sole in te,un luccicare
di occhi che la bocca spinge alle
tue labbra,sei tutta cristallo, amore,
e il cuore mio trasformi in fiero
palpito sfrenato al suono
raro dell'ontano.

Ottobre si spacca e io
non ho più le foglie che
mi adornarono, macchiato
di manzo giro attorno
un evanescente formicaio, mercurio.
Sono la stessa polvere delle mie
ossa e tu mi hai visto
trasfigurato su una cometa,
cerchio su un’acqua gelida,
luna su un pozzo,
luce giovane, il tempo e il mese, cera.

Nessun bacio ti sarà dato
come quello che io ti darò,
nessuna di quelle eroine
resurrezione per le rose sfinite di ieri,
porto le mie dita alla
verginità dei tuoi piedi,sublime e terribile,
ai convolvoli petalosi
sacro ventre per succhiarlo,
non saremo mai la cenere, ma
l’amore di queste labbra che
all’ultimo estremo bacio frangono,
mai vetro che si sgretola, stelo
sanguinante spezzato dalla neve.

Più di quest’ultimo addio
che somiglia ad un solo
albero in mezzo la distesa
solitaria della terra,
chinero' la testa in giù
da sopra il Ponte delle
due vite e vedrò quello
che ho visto, l’Uno oltre il
Diaframma sottile.

SANDRO SPALLINO
Tutti i diritti riservati


Tratto dal libro
LE LABBRA DELL’ANIMA

giovedì 30 gennaio 2020

L'AMORE OLTRE IL TALAMO di PASQUALE ESPOSITO

L'AMORE OLTRE IL TALAMO



Più mi annullo in te,
più ti annulli in me.
Vita mia, mi dai quello che volevo:
quiete, movimento, sussurri
e non grida.
I tuoi occhi riescono a passare
nella mia cruna .
Senza se e senza ma, siamo
tre metri sopra le nuvole.
Non più rari e fugaci incontri,
ma un amore oltre il talamo.
Tu mi devi essere simile,
perché io lo sono con te.



Pasquale Esposito
diritti riservati. 

Ai sensi della legge
22 aprile 1941 n 633 




Torre di Pisa

by Rosaria Pannico




Cari amici di rosarydelsudArt news benvenuti al secondo http://www.rosarydelsudartnews.com/2020/01/pisa-piazza-duomo-o-piazza-dei-miracoli.html appuntamento con Pisa, Piazza Duomo (o Piazza dei Miracoli) oggi vi propongo la Torre di Pisa, la famosa Torre Pendente che attira centinaia di migliaia di turisti all'anno, al mese, al giorno... in mezza giornata che ho trascorso in questa piazza sabato 18 gennaio, posso confermare che sono veramente tantissime le persone disposte a pagare un biglietto per entrarci (un biglietto singolo di 5 euro oppure sette se cumulativo con altri due monumenti) in realtà a parte il panorama la torre è vuota.

Per meglio ammirare la torre e scattare delle belle foto come quella che vi propongo io questa sede, vi consiglio di recarvi al primo piano del museo dell'Opera del Duomo in prossimità dei tavolini del bar.

La Torre di Pisa è chiamata semplicemente torre pendente ed a Pisa è detta "la Torre". Si tratta del campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta, nella piazza del Duomo di cui è il monumento più famoso per via della caratteristica pendenza, è sicuramente il simbolo della città di Pisa ed e uno dei simboli d'Italia. E' alta circa 56 metri fuori terra (58,36 metri considerando il piano di fondazione), costruita tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo. Ha una massa di 14.453 tonnellate. L'inclinazione dell'edificio misura 4,8° rispetto all'asse verticale. Vi aspetto domani ancora con Pisa e le sue meraviglie.



Presentata la X edizione di ATELIERspazioperformativo

E' stata presentata al Comune di Salerno la X edizione di ATELIERspazioperformativo, realizzata a cura di ARTESTUDIO & TEATRO GRIMALDELLO, in collaborazione con il TEATRO NUOVO. 


La manifestazione - spazio aperto dedicato alla performance, al lavoro di ricerca e sperimentazione sul corpo e con il corpo per individuare e definire possibilità espressive nella dimensione dell’arte del movimento - ha il sostegno del Comune di Salerno e si propone a danzatori, attori, studenti come spazio alternativo, ma non esclusivo, all’interno del quale approcciare o approfondire l’arte performativa, o meglio la forma rappresentativa risalente agli anni Sessanta, legata alla riscoperta del corpo dell’attore da parte del teatro novecentesco. All'incontro erano presenti l'assessore alla Cultura del Comune di Salerno, Antonia Willburger,  Loredana Mutalipassi di Artestudio e Antonio Grimaldi del Teatro Grimaldello. Mutalipassi è responsabile del concept e del coordinamento della rassegna, oltre a condividere la direzione artistica della stessa con Grimaldi. Gli appuntamenti di Atelier 2020 saranno tutti di venerdì alle ore 21, eccetto quello del 20 marzo, alle ore 20,00. Quest'anno la rassegna si arricchisce della prima edizione del concorso "NUOVO ATELIER" - Assoli performativi, riservato ad artisti che possono proporre produzioni compiute o estratti, della durata di massimo 15 minuti, con una giuria tecnica composta da Emma Cianchi, coreografa; Pasquale De Cristofaro, regista; Alfonso Amendola esperto comunicazione e teatro; Antonio  Dura, esponente stampa di settore, è prevista inoltre la giuria del pubblico. Ospite d’onore della serata finale sarà Luna Cenere con NATURAL GRAVITATION (premio Leonide Massine per l'Arte della danza 2019). La sezione laboratorio, che da sempre ha caratterizzato ATELIER, ha un rilievo di livello internazionale e si terrà presso il Liceo Coreutico Alfano I di Salerno. Infatti il comparto formazione vedrà a Salerno il Maestro Milton Myers, direttore della sezione contemporaneo dello Jacob's Pillow, docente presso Alvin Ailey American Dance Theatre; Max Luna III, direttore del Reale Balletto delle Filippine, docente ospite della The Ailey School, già primo ballerino dell'Alvin Ailey American Dance Theatre, con una full immersion nella tecnica di danza contemporanea fondata da Lester Horton; Caterina Rago da New York che terrà lezioni di tecnica e repertorio Graham e, per la prima volta, Macia Del Prete, per le lezioni di contemporary. Il tutto arricchito dalla presenza di maestri accompagnatori alle percussioni quali Paula Jeanine Bennett, dalla Juilliard di New York. In palio anche delle borse di studio per i migliori danzatori che si saranno distinti nel corso della formazione. "Ringrazio gli organizzatori di Atelier che sono riusciti a portare avanti da 10 anni il progetto ATELIERspazioperformativo. E' evidente che si tratta di una squadra che lavora con grande impegno della quale sono contenta di fare parte come rappresentante di questo Ente. Il progetto dà grande spazio alla parte formativa di altissimo livello, alla quale teniamo moltissimo in vista di possibili sbocchi professionali per i giovani della nostra città e anche in considerazione anche del fatto che la città di Salerno in futuro si candida ad essere un punto di incontro importante per la danza internazionale", ha detto la Willburger.

PROGRAMMA

Venerdì 7 Febbraio 2020
Teatro Nuovo, Salerno
Inizio ore 21:00
IO SONO UNA FARFALLA

Venerdì 28 Febbraio 2020
Teatro Nuovo, Salerno
Inizio ore 21:00
THE PROMETHEUS GIFT

Venerdì 20 marzo 2020
Teatro Nuovo, Salerno
Inizio ore 20:00
NATURAL GRAVITATION tributo a Isadora Duncan
con Luna Cenere Ospite d’onore della serata finale di NUOVO ATELIER, concorso per assoli performativi

Venerdì 3 aprile 2020
Teatro Nuovo, Salerno
Inizio ore 21:00
I BROKE THE ICE AND SAW THE ECLIPSE

8-11 aprile 2020
Liceo Coreutico “Alfano I” di Salerno
Workshop internazionale Dancing Easter - Speciale Horton Experience, in partnership con Jacob’s Pillow e compreso nel Recruitment Tour. La formazione sarà tenuta da Milton Myers, Max Luna III, Paula Jeanine Bennett, Caterina Rago e Macia Del Prete.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

mercoledì 29 gennaio 2020

Pisa - Piazza Duomo o Piazza dei Miracoli

by Rosaria Pannico

Cari amici di rosarydelsudArt news oggi vi propongo un bel luogo da visitare si tratta di Piazza Duomo in Pisa, meglio conosciuta come Piazza dei Miracoli perché in questa piazza si possono ammirare i monumenti che formano il centro della vita religiosa cittadina, detti miracoli (così nominati da Gabriele d'Annunzio nel 1910) per la loro bellezza e originalità: la Cattedrale, il Battistero, il Campo Santo e il Campanile (Proprio da ciò deriva il nome popolare ed improprio di piazza dei Miracoli.


Si tratta del centro artistico e turistico più importante di Pisa ed è Annoverato fra i Patrimoni dell'Umanità dall'UNESCO dal 1987. Di questo si è ben consapevoli a Pisa ed io che ci sono stata da pochi giorni mi permetto di dare qualche consiglio utile per visitare la piazza nel migliore dei modi: anzitutto vi consiglio, per chi fosse interessato, di fare un unico biglietto per più monumenti in modo tale che con sette euro riuscite a vedere tre monumenti (cifra per quantità di cose da visitare abbastanza equa), notizia poco piacevole per chi spera in qualche sconto che non ci sono sconti per particolari categorie.

Io personalmente, se amate l'arte e la cultura e avete voglia di imparare, vi consiglio di visitare il museo dell'Opera del Duomo ricco si reperti e storia. Al cui secondo piano è possibile poi sostare su un terrazzo dal quale ammirare la torre e la cattedrale e magari approfittare del bar e dei bagni (che sono ad ingresso gratuito, perché nella piazza per accedere al bagno occorre obbligatoriamente consumare poiché lo scontrino genera un codice da digitare su di un apparecchio posto vicino la porta del bagno che serve chiave di accesso).


La torre non offre nulla all'interno da vedere e bisogna rispettare un orario di accesso, quindi, nel caso avete fatto un biglietto cumulativo e visitate prima ad esempio il museo dell'Opera del Duomo occhio all'orologio per rispettare i tempi di prenotazione. 

Altro monumento che vi consiglio di visitare è la Cattedrale, bellissima e ricca di opere pittoriche, quando ci sono andata io (sabato 18 gennaio) l'ingresso era gratuito, ma obbligatoriamente per accedere dovevo avere in mano il biglietto.

Se non avete molto tempo a disposizione io vi consiglio di visitare per primi: museo dell'Opera del Duomo e la Cattedrale. Altrettanto interessante è poi il Battistero per il famoso “Eco” che ad orari stabiliti è posto in essere da un addetto preposto a farlo, mi raccomando a non imitarlo poiché è vietato.

Date queste, spero interessanti informazioni vi saluto e vi propongo un altro appuntamento con Pisa per domani.

Leticia Burgos e la materia significante


"Sei vele nere e oro, sostenute da sottili giunchi, come alberi di imbarcazioni leggere e veloci, si stagliano su un fondo cartaceo denso e spugnoso, dove una serie confusa di lettere d’oro si compone talvolta a formare parole - viento, movimiento, espacio, amor, sinfonia de passion - che tutte hanno a che fare con l’idea di vitalità totale. Le barche forse solcano le acque calme di un lago sacro per compiere il cerimoniale di iniziazione in uso nelle antiche culture meso e sud americane che avevano il sole al centro della loro visione cosmogonica e metafisica: l’iniziato dovrà tuffarsi al centro dello specchio d’acqua per detergere il suo corpo cosparso in precedenza di polvere d’oro.

L’oro da sempre, e in tutte le culture, ha avuto una forte valenza simbolica. Gli Egiziani lo associavano a Ra il dio del sole, per i Greci procedeva direttamente da Zeus ed era simbolo di vitalità e immortalità. D’oro era il vello conquistato da Giasone alla guida degli Argonauti, d’oro i pomi del Giardino delle Esperidi, d’oro la verga che permise ad Enea il suo viaggio nel regno dei morti. Sono valenze che trasmigrano intatte dall’antichità all’epoca cristiana. Come una città “d’oro puro come limpido vetro” è descritta, infatti, nell’Apocalisse di San Giovanni la Gerusalemme Celeste, intessuti d’oro erano i paramenti dei sacerdoti e cesellati in oro gli arredi per le liturgie.

L’oro in definitiva è luce ed energia, è portatore di fecondità e abbondanza ma pure simbolo di spiritualità e trascendenza, anche ovviamente nelle culture dell’America centrale pre e post colombiana, Tolteca, Mixteca, di Teotihuacan, Azteca o Maya, della regione andina in generale e dell’Impero Inca. Culture che non possono non essere punto di riferimento imprescindibile per Leticia Burgos, nata a Buenos Aires ma vissuta a Mendoza ai piedi della Cordigliera delle Ande.Culture per noi europei poco comprensibili dal momento che l’oro non venne mai considerato, a differenza che in Europa, quale merce di scambio ma solo e soltanto per le sue valenze simboliche.

Da sempre quindi l’umanità è stata affascinata dall’oro , tanto da essere tentata di esperire metodologie in grado di crearlo ex novo. Una nutrita schiera di alchimisti e di aspiranti tali (tra cui annoveriamo personaggi di tutto rilievo da Paracelso a Bacone, da San Tommaso d’Aquino a Raimondo Lullo) era convinta di potere conquistare autonomamente ciò che Mida, mitico re della Frigia,aveva ottenuto per dono. Se Mida poteva trasmutare in oro tutto ciò che toccava, anche loro potevano riuscire a mutare i metalli vili in quelli nobili , ed il più nobile di tutti era appunto l’oro .Tutto ciò attraverso un processo creativo e metamorfico reso possibile dalla mitica pietra filosofale, la quale viene descritta dagli alchimisti come lucida, vetrosa, fragile ma sempre diversa per quel che attiene al suo colore: rossa, rubino scuro, gialla, del colore dello zafferano in polvere o del papavero selvaggio, ed infine - a detta di Raimondo Lullo- nera come il carbone . Poteva ben rassomigliare ad una pietra di ossidiana, lucida,vetrosa,tagliente e nerissima, deflagrata dalle viscere infuocate di un vulcano,come quella che campeggia all’ingresso della mostra.

Una dimensione di totale creatività contraddistingue le opere della Burgos: l’artista crea la forma ma anche la materia di cui è costituita la sua opera. E non è cosa consueta . La materia dunque non è in questo caso semplicemente “quanto serve all’epifania dell’immagine”, a dirla con Cesare Brandi(Teoria del Restauro, Torino Einaudi 1963) è essa stessa opera d’arte, è struttura e aspetto allo stesso tempo, è materia significante. Così il supporto dell’immaginario della Burgos, la carta, si presenta sempre diverso, sempre nuovo, ora sottilissimo come un velo, ora grosso e liscio o spugnoso e al suo interno è inserita una notevole varietà di elementi materici. I procedimenti utilizzati sono quindi complicatissimi, degni della bottega di un alchimista. Processi mutuati da antiche culture, da quella dell’estremo oriente,veicolata in occidente dai conquistatori arabi, a quella egizia dei papiri che data addirittura dalla I dinastia. A quest’ultima rimandano anche le criptiche lettere - moderni geroglifici - che talvolta appaiono in calce alle opere come nel caso delle Vele e di altre opere presenti in mostra.

La tessitura fitta di trame in metamorfosi, segni, fili, parole, lettere e criptogrammi, di girali e campiture dorate - che può far pensare alle composizioni geometrico fiorite dei corpi abiti di Gustav Klimt, dove l’uso dell’oro è collegato alla pulsione di trasfigurare la realtà e fissare l’immagine in una eterna sublime trascendenza congelata nella perfezione e nel fulgore delle lamine del più nobile dei metalli- le complesse simbologie che appaiono nelle sue opere, le insistite geometrizzazioni, le sfere ricorrenti, gli intrecci parossistici di linee ed alcune strane figure di uccelli condor, sono chiari riferimenti ad una cultura ancestrale latino americana, seppure decostruita.

Una simile decostruzione, ovviamente declinata in forme e materiali diversi, caratterizza anche le opere di un’altra artista da pochi anni scomparsa, sarda questa volta, non argentina. “Tenendo per mano il sole” è il titolo della grande retrospettiva su Maria Lai curata da Bartolomeo Pietromarchi e Luigia Lonardelli allestita nel 2019 al Maxxi di Roma: la Lai tesse e ritesse, tira ed intreccia fili di lana su vari supporti, spesso libri o pagine scritte, inserta ricami artigianali o semplici brandelli di stoffa, addirittura talvolta pezzi di telai,elementi della sua cultura ancestrale. Egualmente i segni grafici della Burgos, che si esprime essenzialmente con la tecnica della xilografia, la collegano al filone artistico impostosi in America latina tra il 1960 e il 1980 che, in netta contrapposizione al Pop statunitense, è per una piena riscoperta dell’artigianato, della manualità, delle materie naturali e per un’ampissima diffusione dell’arte a livello popolare che appunto le tecniche grafiche in generale consentono". (Vega de Martini). 

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Il 31 gennaio alla Libreria Imagine’s Book di Salerno omaggio a Lucio Battisti. Con Marcello Napoli e Alfonso Bottone “Emozioni private” di Amalia Mancini

Un omaggio a Lucio Battisti è il leit motiv dell’appuntamento letterario di venerdì 31 gennaio, inizio ore 18.30, presso la Libreria Imagine’s Book di Salerno.

Marcello Napoli giornalista de “Il Mattino” e Alfonso Bottone direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana.it si intratterranno, infatti, con Amalia Mancini autrice di “Emozioni private. Lucio Battisti, una biografia psicologica” edito da Arcana.

“Emozioni private” è un testo prezioso nella sterminata bibliografia battistiana. La vita e le opere del grande artista scomparso vent’anni fa sono oggetto di un’accuratissima ricerca di informazioni condotta da Amalia Mancini attraverso i giudizi di chi lo ha frequentato più da vicino, a cominciare da Mogol, che in una lunga conversazione con l’autrice svela molti segreti della sua amicizia e della sua fertile collaborazione con Lucio. La ricerca effettuata dall’autrice, reatina come Battisti, mette in luce una personalità che nei suoi tratti esteriori e nei suoi discreti comportamenti di uomo di spettacolo non manifestava a tutti la sua intima essenza, così bene trasmessa invece nella sua musica. Già nella prima parte del volume sono posti in rilievo quei temi che verranno poi ripercorsi nella seconda parte, che analizza le singole opere: il tema dell’amore, della malinconia, della libertà, della natura, dell’ecologia, della paura, dell’alienazione, della solitudine, del timore di una catastrofe naturale e umana. «Ascoltare significa qualcosa» dice Lucio, e riascoltare può essere un’operazione stimolante e coinvolgente. Questo libro, perciò, stimola e coinvolge trascinando a sua volta il lettore che viene sospinto a risentire parole e musica dell’opera di Lucio Battisti, immortale nel suono e nel ricordo.

Recensioni di “Emozioni private” sono pubblicate da riviste internazionali.
Scrittrice, poetessa, sceneggiatrice, biografa, Amalia Mancini svolge attività giornalistiche interessandosi dei vari fenomeni culturali che riguardano la musica, il teatro, il cinema, la letteratura, l'arte e le problematiche giovanili. Reatina, come Lucio Battisti, è componente del Comitato di redazione del periodico di Informazione culturale “Cultura e Dintorni”. Autrice di “Lucio Battisti l’enigma dell’esilio”, “L’amore piace a tutti”, “La Tata dei Divi”, e di 20 sillogi poetiche; coautrice di “Giovani e Droga. Perché?”; curatrice di “Le mie Prime vere Scarpe”; ha conseguito numerosi premi a carattere nazionale.

Con la collaborazione della Pro Loco Salerno “Città Visibile”, la serata evento sarà aperta dai saluti di Antonia Willburger Assessore alla Cultura del Comune di Salerno.

Maggiori informazioni sul sito www.incostieraamalfitana.it
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«Prossima fermata: Supereroi» - I superpoteri viaggiano sui treni di Pietrarsa per unire generazioni

Una nuova esilarante avventura tra i vagoni storici di Pietrarsa, dove la storia si incontra con il mito dei supereroi al cui fascino non potranno sfuggire né grandi né piccini. «Prossima fermata: Supereroi» che si terrà sabato 1 e domenica 2 febbraio al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa è la nuova originale sfida di «Animazione in corso srl» di Aurora Manuele con direzione artistica di Francesco Chiaiese, nell’ambito del progetto sociale «Ma dove vivono i cartoni?». Un’avventura mozzafiato, tra teatralità, action e giochi interattivi, tesa a stimolare la creatività dei più piccoli, a coinvolgere gli adulti che li accompagnano e a divertire tutti. Da Batman a Spiderman, da Catwoman all’Incredibile Hulk: tutti gli eroi dei fumetti si aggireranno tra i vagoni della prima Ferrovia d’Italia, dove il fascino della storia si fonderà con un’atmosfera fantascientifica. E i Supereroi, tra l’altro, rappresentano la storia: se si tiene conto che Supeman è nato nel 1938 dalla coppia di amici Jerry Siegel e Joe Shuster e i Fantastici Quattro hanno visto la luce nel 1961dall’ingegno di Stan Lee (morto nel 2018 a 95 anni) autore tra l’altro di Spider Man, Hulk, Iron Man e X Men. Quindi, storia e mito a Pietrarsa: si incontreranno proprio tutti gli eroi, anche i più improbabili come un simpatico Mario Bros che spunta fuori dallo schermo del Nintendo per stupire tutti. Ci sarà il “Meet and Greet”, con l’incontro a tu per tu con i supereroi preferiti; “La palestra dei supereroi”, dove i piccoli aspiranti «Superboys e Supergirls» potranno allenarsi per diventare come i loro beniamini. Non mancheranno sfide tra supereroi e il “Superheroes Lab”, un laboratorio creativo in cui i piccoli visitatori realizzeranno il «braccialetto del potere». Dopo la particolare avventura potranno portarlo a casa e tenerlo al polso, per poi attivare il loro «superpotere» all’occorrenza. Special guest della giornata Mario Bros che insieme ai partecipanti darà vita ad una speciale «Caccia al tesoro» mettendo tutti al tappeto.

«Torniamo alla grande nel meraviglioso sito di Pietrarsa – ha detto la dottoressa Aurora Manuele – il cui scenario è perfetto per le nostre rappresentazioni fantastico-formative. Con i padiglioni che parlano di storia ed il grande giardino, il Museo è un luogo in cui riusciamo nel nostro primario scopo: quello di unire le famiglie in attività ludiche, creative, sane e in cui ci sia la possibilità di visitare e vivere siti storici e culturali della nostra straordinaria terra».

«I supereroi restano il mito assoluto di diverse generazioni – ha detto il direttore artistico Francesco Chiaiese – sia degli adulti legati alle avventure della loro giovinezza o alle rappresentazioni cinematografiche, sia dei bambini che ci si avvicinano tramite fumetti, serie Tv, film e cartoon. Un supereroe è transgenerazionale, non solo per bambini o per adulti, ma per tutti. Per questo teniamo a proporre le loro avventure, con le nostre rivisitazioni, in modo da unire tutti. E farlo sempre in posti che vale la pena visitare e conoscere».


I percorsi, nell’ambito della due giorni, sono previsti alle ore 10, 11, 12, 15, 16, 17, 18

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Meeting the Future - Città e Imprese nella società del futuro 11 febbraio

Data evento: 11 febbraio 2020 Orario: 09:00 - 14:00 Location: Polo Universitario di San Giovanni a Teduccio (Napoli) - corso Nicolangelo Protopisani, 70.
 

Il Gruppo Tecnico Innovazione e Trasformazione Digitale dell’Unione Industriali Napoli, coordinato dall’ AD di Hitachi Rail Italy Maurizio Manfellotto, ha dato avvio al Progetto Città e Imprese nella Società digitale che prevede una giornata di lancio che intende essere un momento di analisi ed approfondimento delle principali innovazioni digitali che stanno trasformando le città e l’industria- manifatturiera e dei servizi. L'evento si articolerà nelle tre sessioni tematiche: 1. E-Health, 2. Sicurezza, Cultura e Turismo e 3. Smart Mobility.


In occasione dell’evento, STMicroelectronics e l’ Università Federico II di Napoli presenteranno, rispettivamente, 3 progetti innovativi Scuola-Impresa e 3 progetti universitari distintisi nelle tre tematiche. Evento sponsorizzato da SMS Engineering, Gematica, Protom e Hitachi.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

LETICIA BURGOS E LA MATERIA SIGNIFICANTE

Andrea Nuovo Home Gallery è lieta di invitarla alla mostra

LETICIA BURGOS E LA MATERIA SIGNIFICANTE

a cura di Vega de Martini e Fernanda Garcia Marino

Opening - 07/02 h 18:00 - 21:00

via Monte di Dio, 61, Napoli


Venerdì 07 febbraio alle ore 18:00, la Andrea Nuovo Home Gallery presenta la mostra "Leticia Burgos e la materia significante", a cura di Vega de Martini e María Fernanda García Marino. Autodidatta e consapevole della propria passione per il disegno e le diverse tecniche di stampa, l'artista argentina Leticia Burgos (1958) incentra la sua produzione su fogli di carta che produce in maniera artigianale, definendo così ogni volta un pezzo unico e originale, irripetibile. In ciascuna opera emergono forme e contenuti visuali e tattili, che Leticia Burgos definisce a metà, tra il contemporaneo e le tecniche tradizionali della stampa. L'artista espone per la prima volta a Napoli, in via Monte di Dio 61, fino al 17 aprile 2020.http://www.rosarydelsudartnews.com/2020/01/leticia-burgos-e-la-materia-significante_29.html

Evento Facebook

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

La grande retrospettiva dedicata a Marcello Rumma

Sabato 1 febbraio, alle ore 10:30, il Madre propone un itinerario guidato a partecipazione gratuita per esplorare la grande retrospettiva dedicata a Marcello Rumma, figura centrale nel dibattito culturale italiano e internazionale fra gli anni Sessanta e Settanta, imprenditore culturale, collezionista e promotore di progetti espositivi e editoriali diffusamente riconosciuti come esperienze centrali nella storia dell’arte e della cultura contemporanee.

Attraverso dipinti, sculture e installazioni, ma anche grazie a documenti spesso inediti (lettere, fotografie, ritagli di giornale, riviste e volumi), la mostra I sei anni di Marcello Rumma, 1965-1970 traccia un ritratto indiretto di Rumma, restituendone, come in un teatro della memoria, la complessa e pionieristica progettualità sullo sfondo di un clima culturale esteso e connesso, e mettendo in luce al contempo gli stimoli da essa forniti alla ricerca artistica e alla riflessione intellettuale a venire.

COME DA COMUNICAZIONE ORIGINALE

Giorni della Merla

Secondo la tradizione i cosiddetti “Giorni della Merla (o Merla)” sono gli ultimi tre giorni di gennaio oppure gli ultimi due giorni di gennaio e il primo di febbraio. 

I TRE GIORNI DELLA MERLA:
SE SONO FREDDI
LA PRIMAVERA SARA' BELLA,
SE SONO CALDI LA PRIMAVERA
ARRIVERA' TARDI

Si tratta dei tre giorni più freddi dell'anno. L'origine di questo detto popolare chiara, ad esempio Sebastiano Pauli pubblica nel 1740 due ipotesi di spiegazione: «"I giorni della Merla" in significazione di giorni freddissimi. L'origine del quel dettato dicon esser questo: dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nominato la Merla, s'aspettò l'occasione di questi giorni: ne' quali, essendo il Fiume tutto gelato, poté quella macchina esser tratta sopra di quello, che sostenendola diè il comodo di farla giungere all'altra riva. Altri altrimenti contano: esservi stato, cioè un tempo fa, una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a Marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne' quali passò sopra il fiume gelato.»

Secondo altre fonti: la locuzione deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine neri come i maschi della stessa specie, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti grigi a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli femmina e i piccoli furono grigi. La leggenda, infatti, vuole giustificare in maniera favolistica il forte dimorfismo sessuale che si osserva nella livrea del merlo (turdus merula), che è bruna/grigia (becco incluso) nelle femmine, mentre è nera brillante (con becco giallo-arancione) nel maschio.

Secondo un'altra fonte: una merla era regolarmente strapazzata da gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era ingrigito a causa della fuliggine del camino, e così essa rimase per sempre con le piume grigie. Sempre secondo la leggenda, se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo.


Le statistiche meteorologiche disponibili per gli ultimi decenni, tuttavia, contrastano con il detto popolare per cui non ci sono elementi scientifici a supporto della credenza.

San Costanzo da Perugia

Ricorrenza 29 gennaio


Era un giovane cristiano che visse nel II secolo. Nella Chiesa perugina si distinse subito per zelo e generosità verso i poveri unita ad una grande severità verso se stesso.


Eletto Vescovo quando aveva trent'anni: saggio nell'apostolato, si dimostrò un Vescovo provvidenziale, specialmente negli anni difficili della persecuzione di Marco Aurelio. L'imperatore, infatti, non tardò ad arrestarlo e processarlo con l'accusa di aver abbracciato la fede nel Signore e se era trovato colpevole, cioè se confermava la propria fede rifiutando di sacrificare, doveva essere condannato alla pena capitale. Venne rinchiuso nel calidarium delle Terme romane (dove i cittadini rispettabili e raffinati facevano il bagno di vapore). Quella volta però il calidarium venne scaldato alla temperatura di un forno, ma San Costanzo uscì incolume dal bagno mortale.


Ebbe la grazia di convertire i suoi guardiani e scappò una prima volta. Chiamato di nuovo in giudizio, venne condannato a camminare sui carboni ardenti. Ma né questo né altri supplizi ebbero potere su di lui. Liberato miracolosamente e arrestato una terza volta fu decapitato con la spada, verso l'anno 178.

A Perugia san Costanzo, Vescovo e Martire, il quale, insieme con i Compagni, sotto l'Imperatore Marco Aurélio, per la difesa della fede ricevette la corona del martirio.

martedì 28 gennaio 2020

DON PASQUALE PRETE ATTORE

Rassegna teatrale - PORTICI IN SCENA
Sabato 1 e domenica 2 febbraio


Tornano “Le Stagioni Cavote” seconda edizione dedicata all’INVERNO

Tornano “Le Stagioni Cavote” a firma del gruppo GUARDA con la seconda edizione dedicata all’INVERNO. I fotografi, artisti e cultori di storia locale attraverso racconti in sospensione fra parole ed immagini uniscono le loro energie con quelle di esponenti di varie arti aggiuntive: mastri presepiali, pittori, ceramisti/collezionisti. In aggiunta anche i lavori dei ragazzi delle classi V delle scuole primarie del territorio cavese e dei ragazzi dell’associazione Cava Felix. Le immagini esposte hanno lo scopo di promuovere la crescita culturale ed artistica del nostro territorio, di tenere vivo il contatto con il passato sottolineando i valori dell’arte, della cultura e dell’artigianato locale.

La mostra prevede:
Sala 1: Lettura della poesia “’Na sera ‘e vierno… a vrasera”, recitata e dell’autore e poeta urbano Alessandro Bruno; questa interpretata e rappresentata dalle fotografie di Vittorio Fasano.
Sala 2: Inedita traduzione e testo completo della Canzone V di Vincenzo BRACA relativa all’Inverno cavese del ‘600. La canzone curata da Aniello Ragone (che aggiunge una parte storica con diversi inediti relativi alle neviere cavesi) è presentata attraverso gli scatti del fotografo Michele Massa.
Sala 3: Racconto di Barbara Mauro e detti napoletani interpretati dagli scatti di Vincenzo Giaccoli.
Sala 4: Video proiezioni sul tema dell’inverno locale e non a cura di Ferdinando Giordano
Sala 5: Opere a tema esposte da figure di varie arti e dalle classi V (scuola primaria) presenti sul territorio cavese.
Sala 6: allestimento afferente all’argomento.

Altra novità di questa seconda edizione la collaborazione con l’Associazione Socio-Culturale AGORA’, presieduta dalla Pres. Dott.ssa Filomena Avagliano e l’Associazione ANNOVA del pres. Pasquale Mazzotta.

La mostra si terrà presso le Sale del Complesso Monumentale di San Giovanni a partire dal giorno 1 febbraio alle ore 18:30 (termine rassegna il giorno 5, ore 20:30) con il taglio del nastro ed interventi istituzionali nella Sala Convegni; seguirà l’introduzione alla mostra stessa con il percorso itinerante nelle sale espositive accompagnato da accenni storici utili al visitatore per la giusta immersione nella realtà realizzata tra scatti e testi.

 date e orari della mostra:

Sabato 01.02.2020 INAUGURAZIONE ore 18:30-20:30;
Domenica 02.02.2020 mattina 09:30-12:30 / pomeriggio 18:00-20:30;
Lunedì 03.02.2020 mattina 09:30-12:30 / pomeriggio 18:00-20:30;
Martedì 04.02.2020 mattina 09:30-12:30 / pomeriggio. 18:00-20:30;
Mercoledì 05.02.2020 mattina 09:30-12:30 / pomeriggio 18:00-20:30.


L’evento è patrocinato dal comune di Cava de’ Tirreni.

Il gruppo GUARDA

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X edizione di ATELIERspazioperformativo

Giovedì 30 gennaio h 10:00, conferenza stampa di presentazione della X edizione di ATELIERspazioperformativo nella - Sala del Gonfalone del Comune di Salerno

Giovedì 30 gennaio alle ore 10:00, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, si terrà la conferenza stampa di presentazione della X edizione di ATELIERspazioperformativo, organizzata da Artestudio & Teatro Grimaldello - che ne curano anche la direzione artistica - in collaborazione con il Teatro Nuovo. Alla conferenza stampa prenderanno parte l'assessore alla Cultura del comune di Salerno, Antonia Willburger, Loredana Mutalipassi (Artestudio) e Antonio Grimaldi (Teatro Grimaldello).

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"L'uomo elettromagnetico"

L’inaugurazione è annunciata per il 30 gennaio al Pan, in via dei Mille, presso la Sala Di Stefano, con la presentazione del libro del geniale medico omotossicologo Vincenzo D. Esposito “L’uomo elettromagnetico”, di recente pubblicato dalla Marlin, la casa editrice di Sante e Tommaso Avagliano.
 
Giovedì 30 gennaio, alle ore 17:00, accanto all’Assessore Menna e al medico-autore Esposito, ci saranno Alfonso Tramontana, fisiatra, medico di medicina integrata, P.H.D Università di Madrid, Barbara Luise, titolare della Farmacia Istituto Omeopatico di Piazza Dante, e, a coordinare, la giornalista scrittrice Tjuna Notarbartolo che ha, tra l’altro, curato il Libro di Esposito.
 
“L’uomo elettromagnetico” è un breve saggio che rivela i segreti dello stare in salute raccontati da un carismatico, grande medico.

Una narrazione affascinante, che unisce teoria e medicina, terapie omeopatiche e rivelazioni sulla struttura dell’essere umano, le sue capacità biopsicosomatiche, il sé e gli altri, l’uno e il rapporto con il tutto. L’autore indaga i motivi per cui ci ammaliamo, si chiede perché non guariamo e ci insegna come imparare a guarire studiando il rapporto complesso tra malattia e salute. Il corpo è energia, fonte e recettore di flussi elettromagnetici, il cui benessere viene spesso barattato con gli interessi delle grandi case farmaceutiche. L’omotossicologia come scelta terapeutica è spiegata nei suoi meccanismi, che portano le migliaia di persone che ci si affidano a risultati inaspettati, spesso, diremmo, miracolosi. In realtà essa opera in profondo sul ripristino di un equilibrio dinamico che
parte da articolate conoscenze e geniali intuizioni. 

Questo libro si avvale di una trattazione coinvolgente, capace di offrire una visione nuova del nostro corpo nella sua interezza. Entriamo in contatto con scienza, ricerca e medicina, ma anche fisica quantistica, esoterismo e filosofia, in pagine illuminanti che pongono al centro di un universo interrelato ogni persona e la sua particolare biochimica, composta e modificata da fattori nutrizionali, fattori tossici (virus, batteri, radiazioni ionizzanti e non), fattori storici personali, e così via.

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MANN e Napoli portano alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea la Doppia Erma Erodoto/Tucidide

E' partita questa mattina, alla volta del Palazzo della Corte di Giustizia dell'Unione Europea in Lussemburgo, la Doppia Erma di Erodoto/Tucidide (II sec. d.C.) del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: l'opera, che da domani sarà esposta al Palais per 18 mesi, è la terza “ambasciatrice” del MANN presso la prestigiosa istituzione lussemburghese. 

Grazie al progetto“Obvia-out of boudaries viral art dissemination”, realizzato in rete con l'Università degli Studi di Napoli “Federico II”, la Doppia Erma di Erodoto/Tucidide è il nuovo prestito che unisce il MANN e la Corte di Giustizia dell'UE: la scultura è stata preceduta dall'Erma di Socrate (nel 2017, prima opera italiana in assoluto “ospitata” nel Palazzo lussemburghese) e dallo Pseudo Seneca.

"Per la terza volta il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è orgoglioso di prestare alla Corte di Giustizia un capolavoro archeologico estremamente significativo,- ricorda il direttore del MANN, Paolo Giulierini - Si tratta infatti di un'erma di età imperiale romana con due titani della storiografia a confronto: Erodoto e Tucidide. Entrambi non scrivono in un comodo studiolo. Erodoto è un profugo cacciato dalla patria per motivi politici, e si arricchisce con viaggi e permanenze che lo vedono collegare, idealmente, almeno l'Anatolia, Babilonia, l'Egitto, Atene e la Magna Grecia.Tucidide ad un certo punto pare che sia stato esiliato da Atene in Macedonia per aver fallito un incarico militare contro gli Spartani ed abbia appoggiato, dopo il primitivo sogno di Pericle, il regime oligarchico ateniese controllato da Sparta. E tuttavia, pur nella imperfezione e difficoltà delle vite dei due personaggi, nell'opera si coglie la potenza delle idee, che acquisiscono un valore eterno e la volontà di conservare la memoria, patrimonio fondante dell'identità dei popoli. Non c'è giustizia senza storia, e non ci può essere giustizia senza memoria. Questo è il messaggio che il MANN e Napoli portano alla Corte in questa nuova occasione. Grazie al Presidente di averci dato nuovamente voce''.

È un onore per la Corte di Giustizia dell’Unione europea continuare la proficua collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed accogliere presso la propria sede la Doppia Erma di Erodoto/Tucidide – dichiara la prof.ssa Lucia Serena Rossi, giudice italiano presso la Corte di Giustizia dell’Unione europea – Questa nuova opera, preceduta dall'Erma di Socrate e dallo Pseudo Seneca, si distinguerà tra i capolavori, provenienti da tutto il mondo, esposti presso il Palais della Corte di Giustizia e testimonierà la ricchezza dei nostri Musei nonché la grande sensibilità per la divulgazione del nostro patrimonio culturale in una delle più autorevoli sedi istituzionali europee. La Corte di Giustizia, pertanto, non può che essere lieta ed orgogliosa di ricevere questa nuova e prestigiosa testimonianza della cultura italiana.”

Una scelta densa di significato, dunque, per la nuova esposizione temporanea di un capolavoro del Museo Archeologico alla Corte di Giustizia dell'UE: replica di modelli statuari bronzei risalenti al IV sec. a.C., di cui è attestato un esiguo numero di copie di età romana, l'opera doveva far parte di un'antica galleria di erme bicipiti in un'edificio pubblico nell'area degli Horti Maecenatis all'Esquilino. 


Le teste dei due storici sono legate, eppure guardano in diverse direzioni, confermando i concetti di continuità e differenza, tipici della Doppia Erma: da una parte vi è Erodoto, definito da Cicerone "il padre della storiografia", fondatore di un metodo rigoroso di analisi dei fatti, grazie a cui sono esaminate non soltanto le ragioni degli avvenimenti, ma anche le connessioni multidisciplinari del discorso; dall'altra Tucidide, "lo storico della ragione", lucidissimo narratore ed implacabile testimone della Guerra del Peloponneso, raccontata con rigore ed attenzione alla matrice economica del conflitto.

Il pensiero di Erodoto e Tucidide è alla base della cultura occidentale ed è stato riferimento imprescindibile, per gli studiosi di qualsiasi epoca, nel dibattito sui concetti di città, democrazia, giustizia.

“OBVIA, OUT OF BOUNDARIES VIRAL ART DISSEMINATION è un progetto universitario adottato del MANN che nasce da un Protocollo d’intesa– dichiara la dott.ssa Daniela Savy, ricercatrice di Diritto dell'Unione europea e docente di Diritto europeo dei beni culturali – tra l'Università Federico II ed il Museo Archeologico, per la promozione dell'immagine del Museo sul piano nazionale ed internazionale ai fini dell’audience development inteso quale aumento della partecipazione dei pubblici. Arte senza confini, quindi, per coinvolgere anche altre Istituzioni pubbliche di rilievo internazionale nell'attività di disseminazione della conoscenza delle opere custodite nel Museo”.

Il prestito della Doppia Erma alla Corte di Giustizia dell'UE in Lussemburgo inaugura una nuova stagione di prestigiose relazioni internazionali, nell'ottica della valorizzazione del patrimonio museale. 

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Aula Voliera - romanzo di Floriana Coppola

Napoli, giovedì 30 gennaio, h. 18:00 PAN-Palazzo delle Arti di Napoli, Via dei Mille, 60 - Marco Rossi Doria discute di Aula Voliera, romanzo di Floriana Coppola (Oèdipus, 2020). Francesco G. Forte introduce, Claudia Neri conversa con l’autrice - Letture a cura dell’Ass. teatrale Cantieristupore.

Inizia il 31 gennaio al Teatro comunale Diana di Nocera Inferiore la VI edizione di L’ESSERE & L’UMANO

Inizia venerdì 31 gennaio, alle ore 21:00, al Teatro comunale Diana di Nocera Inferiore la VI edizione di L’ESSERE & L’UMANO - rassegna teatrale a cura di Artenauta Teatro, con la direzione artistica di Simona Tortora, in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano, e organizzata a cura di Giuseppe Citarella, con il patrocinio del Comune di Nocera Inferiore.

Il primo dei sette spettacoli in cartellone è "Ad esempio questo cielo", una prima regionale, per la regia di Elisa Canessa, prodotta dalla Compagnia Dimitri/Canessa e Theaterwerkstatt Gleis 5 (CH), con il sostegno di fondazione culturale del Canton Turgovia, dipartimento culturale città di Frauenfeld e Kulturpool Regio Frauenfeld (CH). In scen Federico Dimitri e Andrea Noce Noseda; costumi di Joachim Steiner-Oberndörfer, disegno luci di Marco Oliani. "La necessità che ci ha mosso è stata quella di ritrovare, all'interno di questo grigio/ovunque, segmenti di luce. Piccole epifanie. Spazi poetici. Chiarito questo, un autore si è riaffacciato con forza alla nostra memoria. Raymond Carver", spiega la compagnia che con questa pièce cerca un altrove poetico, per riconciliarsi con il mondo contemporaneo. Carver si occupa di tutti gli infiniti segmenti che restano fuori e usa la scrittura per avere a che fare direttamente con l'esistenza. Dopo l'ultima pagina dell'ultimo racconto, dopo l'ultima poesia, l'ultimo frammento, quello che resta è una voglia commossa e potente di far parte del mondo, di stare insieme agli altri. La sua vita non è stata facile: è riuscito a stento ad evitare una morte per alcolismo, continuando a scrivere anche con un tumore al cervello e due terzi di un polmone divorati dal cancro. Eppure, consapevole di non avere più molti giorni da vivere, dichiara imbarazzato in un'intervista che ogni sua poesia dovrebbe intitolarsi "Felicità". "Immagina, che ti resti soltanto un minuto da vivere? Che fai?", chiede l’attore. Non molti saprebbero rispondere a questa domanda. Soprattutto perché mentre ci stai pensando il minuto è ormai passato. Ma Raymond Carver - scrittore, poeta e saggista statunitense scomparso nel 1988 - sulle cui parole poetiche è costruito lo spettacolo, invece sapeva cosa fare. L'ultimo periodo della sua vita è una frenetica corsa alla registrazione, alla conservazione: lavora incessantemente alla stesura del volume che raccoglierà tutte le poesie di una vita. Prima che sia tropo tardi. Info e prenotazioni: Teatro Comunale Diana, piazza Guerritore 1, Nocera Inferiore. Orario botteghino lun/sab ore 18:00/21:00. Info: 320 5591797.

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"Gli irriducibili. I giovani ribelli che sfidarono Mussolini"di Mirella Serri

Martedì 4 febbraio dalle 16:30 nella sede del Maschio Angioino presentazione del libro di Mirella Serri "Gli irriducibili. I giovani ribelli che sfidarono Mussolini"


Il gruppo degli «irriducibili», che dà il titolo al libro di Mirella Serri, edito da Longanesi, è quello dei giovani costretti all’esilio e che non vollero rassegnarsi al fascismo trionfante in Italia. Giovani che si organizzarono e cercarono di colpire una dittatura apparentemente invincibile. Avviarono atti armati e iniziative di propaganda con l’obbiettivo di dare un segnale forte: nonostante il massiccio consenso tributato al Duce nella Penisola, vi erano anche italiani che avevano scelto di schierarsi sul fronte dell’antifascismo. Sono le storie di Giorgio Amendola, Enzo ed Emilio Sereni, Ada Sereni, Giuseppe Di Vittorio. Sono le storie anche di Maurizio Valenzi e degli altri antifascisti italiani in Tunisia. Tutti utopisti, cosmopoliti e ribelli che, rifiutando il compromesso, divennero il volto internazionale della prima opposizione al fascismo e che ancora oggi sono importanti esempi di coraggio e dedizione.

Ne discuteranno, dopo i saluti di Lucia Valenzi, il giornalista editorialista de “L’Espresso” Bruno Manfellotto, il Presidente della Fondazione Sudd Antonio Bassolino, il Presidente dell'Associazione culturale Massimo Gorki Luigi Marino.
Sarà presente l'autrice.

Mirella Serri

È docente di Letteratura e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha dedicato numerosi saggi ai maggiori scrittori contemporanei. Ha pubblicato tra l'altro "Carlo Dossi e il racconto", "Storie di spie. Saggi sul Novecento in letteratura". Ha curato il "Doppio diario.1936-1943" di Giaime Pintor. Ha scritto anche "Il breve viaggio. Giaime Pintor nella Weimar nazista", "I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte. 1938-1948", "Un amore partigiano. Storia di Gianna e Neri, eroi scomodi della Resistenza" Ha realizzato trasmissioni culturali per la tv. Collabora a L’Espresso, La Stampa, Ttl, Corriere della Sera-Magazine.

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lunedì 27 gennaio 2020

Il Giorno della Memoria

Si tratta di una ricorrenza istituita per ricordare gli atroci fatti avvenuti durante il periodo nazista e le persone a cui è stata negata vita e dignità durante la Shoah.

Oggi si ricorda  il 27 gennaio del 1945, quando, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono nella città polacca Oświęcim, oggi conosciuta con il nome tedesco di Auschwitz. Varcati i cancelli del lager, i militari si ritrovarono di fronte l'orrore, la morte, lo sterminio: liberati i pochi superstiti, le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono al mondo la brutalità di un vero e proprio genocidio.
 
Non è un caso, infatti, che il termine Shoah indichi una “catastrofe” e sia utilizzato per riferirsi allo sterminio nazista. Shoah, una parola ebraica che richiama un sacrificio biblico: con esso si voleva dare un senso alla morte, un senso ad un'incontenibile tragedia.

La legge italiana
definisce così le finalità del Giorno della Memoria: “Data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz… al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

ITALIAN ART MEETING IN BUCAREST rassegna d'arte contemporanea a cura di Mario Napoli

Palazzo del Parlamento
Museo Nazionale d’Arte Contemporanea

BUCAREST 2 – 26 aprile 2020
deadline: 15 febbraio 2019
 

Stiamo selezionando gli Artisti che avranno l’onore di rappresentare l’arte italiana contemporanea nella prestigiosa esposizione che organizzeremo nell’aprile 2020 presso il Palazzo del Parlamento di Bucarest - Museo Nazionale d’Arte Contemporanea.

La mostra ITALIAN ART MEETING IN BUCAREST è indirizzata ad ARTISTI interessati a incrementare la visibilità delle proprie opere a livello internazionale e proporsi sul mercato collezionistico europeo.

Farà da cornice a questo importante evento il Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Bucarest, ospitato all’interno dell’enorme Palazzo del Parlamento, il secondo edificio amministrativo più grande al mondo per estensione e il terzo per volume, realizzato nei primi anni Ottanta, partner da diversi anni dei principali musei d'Arte Contemporanea in Europa (Parigi, Venezia, Milano, Vienna, per citarne solo alcuni).

Gli interessati dovranno candidarsi telefonando ai numeri 010 2468284 / 338 2916243 / 366 5928175 o inviando un’e-mail a info@satura.it entro il 15 dicembre 2019.

L’iniziativa è rivolta ad artisti italiani nelle discipline di pittura, scultura e fotografia. Sono ammesse opere, in piena libertà stilistica e tecnica. Le dimensioni massime consentite per la pittura sono di cm. 120hx100, per la scultura 60x60x150h e in ogni caso non superiore ai 25 kg. Il tema è libero.

Restiamo a sua disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento: dal martedì al sabato dalle ore 15:00 alle 19:00
— con Italia Advisory, Mario Napoli, Mario Napoli e Mario Napoli

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