lunedì 14 settembre 2026

San Giorgio a Cremano, inaugurato il terzo asilo nido comunale: 60 nuovi posti per l’infanzia, per un totale di 290. Carbone: "Supereremo a breve, la soglia del 45% imposta dall'Europa nel 2030"


 

San Giorgio a Cremano, 14 settembre 2026 –Inaugurato questa mattina il terzo asilo nido comunale di San Giorgio a Cremano, in via Brodolini, realizzato grazie ai fondi del PNRR. Una struttura moderna e funzionale di circa 900 metri quadrati, organizzata su un unico livello e dotata anche di un’ampia area verde, che può accogliere fino a 60 bambini da 0 a 3 anni nelle sezioni dedicate a lattanti, semidivezzi e divezzi

Alla cerimonia hanno preso parte il Sindaco Michele Carbone, la Giunta e i consiglieri comunali, le famiglie, gli educatori, l’assessore alle Politiche sociali Ciro Di Giacomo e il consigliere regionale e già Sindaco Giorgio Zinno, che nel 2024, durante il suo mandato, aveva avviato il percorso che ha portato alla realizzazione della struttura.

Con l’apertura del nuovo nido, i posti complessivamente disponibili per i bambini da 0 a 3 anni sul territorio cittadino, considerando anche i servizi accreditati, salgono a 290. Un numero destinato a crescere ulteriormente con la realizzazione del quarto asilo nido comunale, in via Cavalli di Bronzo, che consentirà a San Giorgio a Cremano di superare con largo anticipo il 45% di copertura dei posti previsto dagli obiettivi europei per il 2030.

 




“L’inaugurazione di oggi non rappresenta soltanto l’apertura di una nuova struttura, ma il risultato concreto di una scelta amministrativa precisa: investire sui bambini significa investire sul futuro della città e sostenere concretamente le famiglie nella loro quotidianità – ha detto il sindaco Michele Carbone. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto e, in particolare, il consigliere regionale Giorgio Zinno, che da sindaco avviò il percorso nel 2024. Oggi, insieme all’assessore Ciro Di Giacomo e a tutta l’Amministrazione, continuiamo su quella strada, lavorando per rafforzare i servizi per l’infanzia. Il nostro obiettivo è chiaro: aumentare i posti disponibili, migliorare la qualità dei servizi e rendere San Giorgio a Cremano sempre più una città a misura di famiglie. E con il quarto nido di via Cavalli di Bronzo siamo già proiettati verso il prossimo traguardo”.

“Quello di oggi è un risultato che mi fa particolarmente piacere perché nasce da un percorso che avevamo avviato nel 2024, con l'obiettivo di utilizzare le risorse del PNRR per creare un nuovo servizio a disposizione delle famiglie – ha aggiunto il consigliere regionale Giorgio Zinno. Vedere oggi questa struttura pienamente realizzata e pronta ad accogliere i bambini dimostra quanto sia importante programmare gli investimenti e dare continuità alle scelte amministrative. San Giorgio a Cremano sta costruendo una rete di servizi per la prima infanzia significativa e il prossimo obiettivo, con il quarto nido, è ancora più ambizioso. Come Regione Campania continueremo a sostenere i Comuni che investono nei servizi per l’infanzia e, in Consiglio regionale, continueremo a lavorare perché arrivino maggiori risorse alle famiglie e ai territori. Gli asili nido non sono una spesa, ma un investimento sul futuro, sulla crescita dei bambini e sulla possibilità per tante famiglie di conciliare vita e lavoro.

L’Amministrazione comunale sottolinea inoltre l’importanza della collaborazione istituzionale con la Regione Campania per rafforzare le politiche dedicate all’infanzia e alle famiglie. Una direzione che proseguirà nei prossimi mesi con la realizzazione del quarto nido comunale di via Cavalli di Bronzo, confermando la volontà di programmare nuovi servizi e di aumentare progressivamente la capacità di accoglienza della città.

“Una città che si prende cura – ha concluso Carbone – è una città che non si limita a rispondere alle necessità del presente, ma programma ciò che servirà alle famiglie negli anni a venire. È questa la direzione che abbiamo scelto per San Giorgio a Cremano.

 

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Sorrento Classica presenta I Giovani incontrano i Maestri martedì 15 settembre

 S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento

Patrocinio Città di Sorrento e Regione Campania

SORRENTO CLASSICA

The International Summer Music Festival of Sorrento

Personaggi, interpreti e protagonisti della grande musica classica a Sorrento

XIX Edizione

Presenta

I giovani incontrano

 i Maestri

Andrea Vio Violino Stefano Giavazzi pianoforte

Ensemble La Vittoria


Info: Sorrento, Martedì 15 settembre - Chiostro di San Francesco, ore 20,45 biglietti: euro 20+commissioni  Infoline/Box office: (+39) 339 442 9217. www.societaconcertisorrento.it Online Presale: www.ticketgate.it Info.: www.comune.sorrento.na.it, www.surrentum.com e www.agopress.it


Sorrento Classica: I giovani incontrano i Maestri


 


Quinto appuntamento per il cartellone della XIX edizione organizzata dalla S.C.S, Società Concerti Sorrento, per la direzione artistica del Maestro Paolo Scibilia, che martedì 15 settembre nell’incantevole cornice del Chiostro di San Francesco, ospiterà il violinista Andrea Vio in duo con il pianista Stefano Giavazzi, affiancati dalle giovani strumentiste dell’Ensemble La Vittoria

 

Nel quadro della programmazione culturale autunnale del Mezzogiorno, la XIX edizione del Festival Internazionale di Musica Sorrento Classica, firmata dal Maestro Paolo Scibilia e promossa dalla Società dei Concerti di Sorrento, si configura quale dispositivo laboratorio di formazione e dialogo interculturale. L'iniziativa, operando in regime di sinergia istituzionale con il Comune di Sorrento, la Regione Campania e il Museo Correale di Terranova, riafferma il proprio ruolo di presidio musicale orientato alla rifunzionalizzazione e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale. Dal 6 al 20 settembre 2026, l'architettura monumentale del Chiostro di San Francesco diviene la cornice logica e acustica della rassegna: un ciclo di sei concerti serali che declina un'articolata pluralità di codici musicali, muovendosi dialetticamente tra la tradizione canonica europea, le istanze di avanguardia del Novecento e le matrici dell'etnomusicologia contemporanea. La programmazione del quinto appuntamento della rassegna, martedì 15 settembre, nell’ormai abituale cornice del Chiostro di San Francesco, Paolo Scibilia, alle ore 20,45, assumerà una spiccata valenza didattico-pedagogica con la serata “I giovani incontrano i Maestri”. In questa occasione, il violinista Andrea Vio e il pianista Stefano Giavazzi si affiancano all' Ensemble La Vittoria, composto da Margherita Colombo, al violino, Novella Bianchi, alla viola e Valery Lopez al violoncello, in un programma monografico dedicato a Robert Schumann, concretizzando un momento di trasmissione intergenerazionale del sapere interpretativo e valorizzando il dialogo tra affermati solisti e giovani compagini orchestrali. Si inizierà con le Tre romanze per violino e pianoforte op.94, composte da Robert Schumann nel dicembre 1849 come intimo dono di Natale per la moglie Clara. Queste tre miniature trasfondono nella versione per violino e pianoforte una straordinaria vocazione cantabile e una lirica drammaturgia interiore che rifiuta qualsiasi forma di virtuosismo esibito per privilegiare un dialogo poetico e riservato, aperto dal malinconico Nicht schnell in la minore con la sua linea melodica fluttuante sostenuta da fluidi arpeggi, proseguito nel cuore dell'opera col celebre Einfach, innig in la maggiore dall'incedere di lied popolare increspato solo da un episodio centrale più agitato, e concluso dal cangiante Nicht schnell finale che intreccia delicatezze fiabesche e improvvisi slanci d'inquietudine in una perfetta fusione timbrica tra i due strumenti. Il fascino dell'op. 94, nata per il suono dell’oboe, risiede nella capacità di trasformare la forma breve della "romanza" in una confessione autobiografica: l'interazione tra violino e pianoforte non sfocia mai nella contrapposizione, bensì in una fusione timbrica e affettiva di rara intensità. La giovane violoncellista Valery Lopez, proporrà, quindi, le Fantasiestücke per violoncello e pianoforte Op. 73, composte nel corso di soli due giorni nel febbraio 1849. Le pagine rappresentano uno degli esempi più raffinati del collezionismo di "microgrammi musicali", tipico della sensibilità romantica. Originariamente concepite per clarinetto e pianoforte, l’ancia della rimembranza, con l'alternativa espressamente prevista dall'autore per violoncello o violino, le tre miniature costituiscono un unico grande arco poetico legate da sottili relazioni tonali e affettive. Il titolo Fantasiestücke, richiama l'universo letterario di E.T.A. Hoffmann, evocando una dimensione intima, sognante e mutevole: i tre brani non vanno intesi come movimenti separati di una sonata, ma come tre capitoli di un unico discorso emotivo da eseguire senza soluzione di continuità. Apre Zart und mit Ausdruck (Delicato e con espressione - La minore), ove il violoncello intona una melodia sinuosa e nostalgica sopra un fluido accompagnamento a terzine del pianoforte. La scrittura valorizza il registro medio-grave dello strumento ad arco, creando un'atmosfera sospesa ed elegiaca dove la melodia sfuma con delicatezza nell'attacco del brano successivo. Segue Lebhaft, leicht (Vivace, leggero - La maggiore) e qui il clima cambia radicalmente, traducendosi in un dialogo vivace e scherzoso dove i due strumenti si rincorrono con grazia e leggerezza. La sezione centrale offre un momento di lirica distensione pastorale prima della ripresa del tema principale, fungendo da perfetto intermezzo tra la malinconia iniziale e la foga finale. Finale con Rasch und mit Feuer (Rapido e con fuoco - La maggiore), che esplode con un'energia travolgente, incarnando l'anima più impetuosa di Schumann e l'archetipo del suo alter ego Florestano. Il dialogo tra violoncello e pianoforte si fa serrato e incalzante, culminando in una brillante Coda marcata "Schneller" (Più presto) che porta l'estasi romantica al suo punto di massima tensione. La serata verrà chiusa dal Quintetto per pianoforte e archi op. 44, in Mi Bemolle maggiore. Intere generazioni di musicisti si sono confrontate con quest’opera, uno dei vertici della letteratura musicale dell’Ottocento, e hanno provato a interpretarne variamente lo sviluppo. Il critico Hermann Abert vi ha riconosciuto la messa in scena di un dialogo, e quasi di una sfida, fra i due personaggi che rappresentavano i poli contrapposti dell’immaginario poetico schumanniano: l’impetuoso Florestan e l’analitico Eusebius. Il 1842 è ricordato nella biografia schumanniana come l’"anno della musica da camera". Dopo essersi dedicato quasi esclusivamente al repertorio pianistico negli anni Trenta e alla forma sinfonica nel 1841, Schumann si rivolse alla dimensione cameristica con una straordinaria concentrazione creativa. Il Quintetto op. 44 nasce in poche settimane nell'autunno del 1842 e rappresenta una vera e propria innovazione formale: Schumann fu il primo a combinare il pianoforte con un quartetto d'archi classico (due violini, viola e violoncello), fondando di fatto un nuovo genere che avrebbe influenzato profondamente autori come Brahms, Dvořák e Fauré. Dedicato alla moglie Clara, virtuosa di fama internazionale e prima interprete dell'opera, il quintetto fonde il rigore contrappuntistico con una scrittura di sfolgorante brillantezza concertistica.
 
 

 
Il primo movimento, Allegro, si apre senza introduzione con un tema sillabico, energico e perentorio, enunciato dall'intero organico. A questo slancio iniziale fa da contrappeso il secondo tema, un intimo e lirico dialogo tra il violoncello e la viola, su cui il pianoforte si inserisce con delicatezza. La sezione dello sviluppo mette in luce la padronanza contrappuntistica di Schumann, intrecciando i frammenti tematici in una dialettica serrata fino alla trionfale ripresa del tema principale. Segue una Marcia, dai tratti di una solenne marcia funebre. Il primo violino espone un tema cromatico ed eliaco sopra un passo cadenzato del pianoforte. La struttura si articola come un rondò: un primo episodio centrale (Agitato) spezza la gravità del brano con un'incalzante figurazione in terzine, mentre una seconda sezione (Espressivo) offre un'oasi di sereno lirismo prima del ritorno del tema iniziale, che si dissolve nel silenzio. Quindi, ascolteremo allo Scherzo, un'esplosione di pura energia virtuosistica. Lo Scherzo è costruito su una travolgente scala ascendente di Mi bemolle maggiore che sale e scende senza sosta, con due Trii: il primo, affidato al dialogo pastorale tra violino e viola su arpeggi del pianoforte; il secondo, è un turbine ritmico in 2/4 di impostazione perpetua che conduce direttamente alla brillante coda finale. Il Finale, un Allegro, ma non troppo, si apre inaspettatamente nella tonalità di Do minore con un tema marcato e ritmicamente incisivo. Il movimento procede alternando momenti di slancio rapsodico a sezioni di raffinata fattura polifonica. Il culmine dell'opera si raggiunge nella coda, ove Schumann costruisce una grandiosa doppia fuga in cui il tema del quarto movimento si intreccia magistralmente con il tema d'apertura del primo, chiudendo l'opera in un’apoteosi di solare ed eroica architettura sonora.
 
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

UN GRANDE RICONOSCIMENTO PER LUCA

 




La Maison de la Danse ssd di La Spezia, centro di riferimento per le arti coreutico artistiche in città, annuncia con grande orgoglio l’ammissione ufficiale di Luca Raffellini presso la storica Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato, Étoile internazionale.

 

Luca Raffellini
Il giovanissimo studente, 15 anni, è cresciuto e si è formato nella danza all’interno del centro spezzino.
Spronato e diretto dai suoi insegnanti, ha deciso di iscriversi alle selezioni presso alcune rinomate Accademie italiane, ma ha scelto Roma come sua prossima tappa.
Tutta la scuola, il team docenti, la segreteria, gli amici, colleghi di studi e in particolare la fondatrice e direttrice Emmanuelle Ricco ci tengono a inviare a Luca un sincero “in bocca al lupo” e i migliori auguri per il suo futuro, con la speranza di vederlo presto calcare le scene italiane ed estere come professionista.


Il centro riaprirà l’anno accademico il 17 settembre con molte novità: oltre alle materie fondamentali di
insegnamento come la danza classica, punte, repertorio, danza contemporanea, modern contemporaneo etc, quest’anno la LMD offrirà corsi per bambini e ragazzi improntati al jazz, hip hop, cheerleading in lingua inglese con madrelingua, corsi linguistici di inglese e francese per bambini e ragazzi (uno dei quali in collaborazione con l’ente internazionale Kids&Us), Teatro (tutte le fasce di età) e attività manuali e poi corsi di salsa e bachata così come Heels, Tai chi, danza contemporanea e jazz (anni ’80-musical) per un pubblico adulto... un anno ricchissimo e intenso.
 

Inoltre, la programmazione prevede stage mensili con il Maestro di chiara fama Massimo Perugini per la danza contemporanea, Annalisa Serpe per il teatrodanza, oltre a audizioni, masterclass in danza accademica, laboratori di Broadway style (musical), vacanze studio, lezioni teoriche di storia della danza e del teatro, concorsi e tanto altro.


Ricordiamo che il 26 settembre avranno luogo gli open days per i corsi tenuti da Kids&Us alle ore 16.00 e Tai chi adulti alle 17.30.


La segreteria sarà aperta 

dal 17 settembre pomeriggio 

Per informazioni:
Via Fontevivo 21

 la Spezia,

 maisondansestudio@gmail.com,

3494656392

 

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San Gregorio Armeno


 


DATA: 1990 
AUTORE: Don Giuseppe Cappellano
DIMENSIONI: 45x60cm
TECNICA: Tempera all'uovo su tavola

 

NOTE:
San Gregorio Armeno pezzo unico
Icona di scuola di ovse
Tecnica iconografica tradizionale

“Il Suono dell’Acqua” – La nuova creazione musicale di Daniela Del Prete, Narratrice d’Incanto

 


 

Il Suono dell’Acqua” – La nuova creazione musicale di Daniela Del Prete, Narratrice d’Incanto “Il Suono dell’Acqua”: nasce la nuova opera musicale e narrativa creata interamente da lei “Il Suono dell’Acqua” è il nuovo progetto artistico di Daniela Del Prete, narratrice d’incanto, giornalista, scrittrice e voce creativa tra le più riconoscibili del panorama culturale campano.


L’immagine ufficiale del brano – due figure immerse nell’acqua, illuminate da una luna piena che domina la scena – racconta già da sola l’essenza del progetto: un’opera che nasce dal contatto tra emozione, natura e intimità, trasformata in musica e narrazione da una sola persona, l’autrice stessa.


Una musica creata interamente da Daniela Del Prete
La canzone non nasce da un team, né da una produzione collettiva: è stata composta, ideata e strutturata interamente da Daniela Del Prete, che ha trasformato la sua sensibilità narrativa in linguaggio musicale. La melodia nasce dal concetto che attraversa tutta la sua opera:
l’acqua come memoria, come voce, come luogo dove le emozioni si riflettono e si
trasformano.
Il brano è costruito come un racconto sonoro, dove ogni nota è pensata per evocare
immagini, atmosfere e sensazioni che ritornano nel videoclip e nella copertina ufficiale.
La visione artistica: il racconto che diventa musica
Daniela Del Prete porta nel progetto la sua identità di narratrice:
la musica non descrive, fa vivere.
Il brano è concepito come un viaggio emotivo, dove la voce narrante diventa parte
integrante della composizione, guidando lo spettatore attraverso un percorso che unisce
acqua, luna, intimità e rinascita.
La copertina – con la luna che illumina l’acqua e due figure immerse nel loro mondo –
rappresenta perfettamente la poetica dell’autrice:
la luce che incontra il sentimento, il silenzio che incontra la voce, l’acqua che
incontra la storia.
Chi è Daniela Del Prete: la Narratrice d’Incanto
Giornalista pubblicista, scrittrice, autrice e direttrice della web tv Dagal Social, Daniela Del
Prete è una delle voci più apprezzate della comunicazione culturale campana.

La sua narrazione è stata definita come “una voce che accarezza le storie”, capace di
trasformare un testo, un’immagine o una musica in un’esperienza emotiva.
Negli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti ufficiali:
● Premio Special Award alla 76ª Biennale di Venezia, per la qualità del suo lavoro
giornalistico e culturale
Premio Internazionale a Barcellona, assegnato alla sua web tv Dagal Social
come realtà innovativa nella comunicazione digitale
Premio Eccellenze Istituzionali 2022, per il contributo alla valorizzazione del
territorio
Premio Vesuvio d’Oro 2025, come eccellenza della comunicazione e della cultura
partenopea
● Premio Speciale Award dalla FSP Polizia di Stato per la divulgazione e comunicazione.
La sua voce, intensa e immediatamente riconoscibile, è diventata negli anni un tratto
distintivo delle sue produzioni editoriali, dei suoi documentari e delle sue narrazioni
artistiche.
“Il Suono dell’Acqua”: un’opera che unisce musica, immagine e
racconto
Il progetto rappresenta una nuova tappa del percorso artistico di Daniela Del Prete:
una musica che nasce da lei, una narrazione che vive attraverso la sua voce, un’immagine
che diventa simbolo della sua poetica.
“Il Suono dell’Acqua” non è solo una canzone:
è un racconto emotivo, un’esperienza visiva e sonora, un’opera che parla di sentimenti,
di contatto, di rinascita e di quella magia che solo l’acqua – e la voce di una narratrice
d’incanto – può evocare.

 

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ZEFFIRELLI, LA GENEROSITÀ E L’AMORE PER LA COSTIERA: A VIETRI SUL MARE IL RICORDO DEL MAESTRO

 


 

Non soltanto il grande regista, l’uomo di teatro e d’opera conosciuto in tutto il mondo. Ma un Franco Zeffirelli privato, generoso, capace di gesti di grande umanità e profondamente legato alla Costiera Amalfitana, tanto da trasformare la sua casa di Positano in una delle espressioni più autentiche del proprio universo artistico.

È il ritratto emerso domenica 13 settembre a Palazzo Suriano, a Vietri sul Mare, in occasione della presentazione del libro “La vicina di Zeffirelli” di Gaia Zucchi, alla presenza dell’autrice e con la moderazione della giornalista Maria Consiglia Izzo.

Un incontro che, partendo dalle pagine del volume e dai ricordi personali legati al Maestro, ha permesso di guardare oltre il personaggio pubblico per raccontare soprattutto l’uomo.

 




«Di Franco mi ha sempre colpito la straordinaria generosità – ha raccontato Gaia Zucchi –. Era generoso non soltanto materialmente, ma nel modo di vivere i rapporti umani, di condividere quello che aveva, di aprire la propria casa e il proprio mondo alle persone alle quali voleva bene. Dietro un personaggio dalla personalità fortissima c’era un uomo capace di grandi attenzioni e di gesti che difficilmente si dimenticano».

Proprio la casa rappresenta una delle chiavi più affascinanti per comprendere il rapporto tra Zeffirelli e la Costiera Amalfitana. A Positano, nella sua amata Villa Treville, il regista non costruì semplicemente un rifugio lontano dagli impegni professionali. Quella dimora divenne progressivamente una sorta di opera di Zeffirelli, una creazione nella quale sembravano confluire tutte le componenti del suo immaginario: il gusto per la scenografia, la teatralità, il colore, l’amore per la bellezza, la natura mediterranea e la capacità di trasformare gli ambienti in luoghi capaci di raccontare una storia.

Terrazze affacciate sul mare, giardini e vegetazione mediterranea, tessuti, arredi, opere e oggetti raccolti nel corso di una vita contribuirono a creare un universo nel quale diventava difficile stabilire dove terminasse la casa e dove cominciasse la scenografia. In questa estetica profondamente mediterranea trovavano spazio anche le ceramiche vietresi, un particolare che ha assunto un significato ancora più suggestivo proprio in occasione della presentazione del libro a Vietri sul Mare.

 




Ad accogliere il racconto dedicato al Maestro è stato infatti Palazzo Suriano, una dimora storica che presenta singolari consonanze con la casa positanese di Zeffirelli. Due luoghi diversi per storia e identità, ma accomunati da un dialogo continuo tra architettura, arte, giardini e paesaggio mediterraneo. Anche Palazzo Suriano si apre al mare attraverso terrazze e balconi panoramici, è immerso nel verde degli agrumi e della vegetazione mediterranea e custodisce negli interni pavimenti e rivestimenti in ceramica vietrese, accanto ad affreschi e arredi d’epoca.

Quasi un gioco di rimandi tra Vietri e Positano, Palazzo Suriano e Villa Treville: due dimore della Costiera nelle quali il confine tra spazio costruito e paesaggio si assottiglia e dove il mare non rappresenta semplicemente il panorama, ma diventa parte integrante dell’esperienza estetica.

Zeffirelli aveva del resto un rapporto speciale con la Costiera. Non la considerava semplicemente uno dei luoghi più belli d’Italia, ma un paesaggio che possedeva naturalmente quella teatralità che caratterizzava il suo immaginario: i paesi arrampicati sulle montagne, il mare come fondale, le terrazze, le cupole, i colori e la vegetazione. Non sorprende, dunque, che proprio qui abbia scelto di costruire uno dei luoghi più personali della propria esistenza.

Ma Villa Treville fu anche molto altro. Grazie alla personalità di Zeffirelli e alla sua straordinaria rete di rapporti artistici e umani, la casa divenne negli anni un vero salotto internazionale della cultura e dello spettacolo, frequentato da alcuni dei più grandi protagonisti del Novecento.

 




«A Villa Treville poteva capitare di ritrovarsi a tavola accanto a Maria Callas, Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rudolf Nureyev o Liza Minnelli – ha ricordato Gaia Zucchi –. Io sedevo accanto a loro e la cosa sorprendente è che, in quella casa, tutto avveniva con una naturalezza incredibile. Non avevi la sensazione di trovarti davanti a personaggi irraggiungibili: erano gli amici di Franco, persone che arrivavano, si sedevano a tavola, parlavano, scherzavano. Villa Treville aveva anche questa magia: riusciva a rendere familiare e quotidiano un mondo che, visto dall’esterno, poteva sembrare straordinario».

Ed è anche attraverso questa capacità di accogliere che torna il tema della generosità ricordato da Gaia Zucchi. «La casa per Franco non era qualcosa da tenere gelosamente per sé – ha spiegato l’autrice –. Era un luogo da vivere e da condividere. Credo che anche questo racconti molto della sua generosità: gli piaceva avere intorno le persone, accoglierle e farle entrare in quel mondo che aveva costruito».

Dietro la magnificenza della dimora, le amicizie celebri e il successo internazionale, nel corso dell’incontro di Vietri è emerso così soprattutto lo Zeffirelli della dimensione privata. Il racconto di Gaia Zucchi riduce la distanza apparentemente incolmabile tra il Maestro celebrato il tutto il mondo e l’uomo della quotidianità. Il titolo stesso del libro, La vicina di Zeffirelli, ribalta la prospettiva: il grande regista diventa un vicino di casa, una presenza reale, con le proprie abitudini, il proprio carattere e i propri affetti.

La presentazione a Palazzo Suriano ha restituito così un’immagine di Zeffirelli nella quale arte e vita finiscono continuamente per incontrarsi. La casa diventa quasi un’estensione della sua personalità e la bellezza non qualcosa da contemplare in solitudine, ma un’esperienza da condividere.

 

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NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI | Al Cortile delle Statue con “Gershwin” e tutti i colori dell’Orchestra

 


 

Venerdì 18 settembre ore 19:30, nel Cortile delle Statue di Napoli in Via Paladino 39, si terrà il Concerto “Gershwin”, nuovo appuntamento di Unimusic 2026, la rassegna della Nuova Orchestra Scarlatti giunta alla VII edizione, realizzata in partnership con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, quest’anno promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026 e del progetto Napoli Città della Musica, in aggiunta agli ordinari sostegni del MIC e della Regione Campania.
 

 


 


Nonostante il titolo monografico, il concerto offrirà al pubblico varie emozioni, forti passioni tardo e neo romantiche e tutti i colori dell'orchestra, da Barber a Fauré, da Gershwin a Ravel. In programma l’avvolgente Adagio per archi di Samuel Barber: elaborazione, pare su suggerimento di Toscanini, del secondo movimento di un Quartetto composto dal giovane compositore americano nel 1936 durante il suo soggiorno a Roma, il cui disegno sinuoso a spirale evocherebbe il mormorio di acque che dissetano i campi descritto in un passo delle Georgiche di Virgilio. Si resta nell’elegia con la magia elegante, sospesa, neo arcaica della Pavane op. 50 di Gabriel Fauré (1887). Momento clou sarà la celebre e amata “Rhapsody in Blue” di George Gershwin (1924), capolavoro della vitalissima etnia musicale americana di primo '900, intreccio fra elettrizzanti ritmi metropolitani e grandi ondate melodiche da popular song, qui nella versione per pianoforte e orchestra di Ferde Grofé. Culmine del programma un'altra pagina dal fascino universale, il Boléro di Maurice Ravel (1928), fantasmagoria di sapienza orchestrale e calibratissima ossessione iterativa che costruisce un irresistibile crescendo sinfonico.

Solista al pianoforte nella “Rhapsody in Blue” di Gershwin un talento meridionale, Giuseppe Gullotta: finalista al prestigioso Premio Busoni di Bolzano e vincitore di numerosi concorsi internazionali, artista eclettico, svolge da anni un’intensa carriera che lo ha portato a esibirsi nelle più prestigiose istituzioni in Italia e nel mondo, dal Parco della Musica di Roma al Palau de la Música di Barcellona, dalla Salle Cortot di Parigi alla Carnegie Hall di New York. 


 



Dirige la Nuova Orchestra Scarlatti Alessandro Tirotta, che il pubblico ha avuto già modo di apprezzare in varie occasioni: non solo direttore d’orchestra, ma anche cantante lirico, violinista, musicologo. Tirotta svolge un’intensa attività concertistica e operistica in Italia e all’estero.


Biglietti € 10 online su azzurroservice o al botteghino da un'ora prima del concerto.


La sezione Musica ai Musei UNINA inoltre proporrà una vivace passeggiata musicale tra i tesori e le curiosità del Museo di Paleontologia: 17 settembre ore 16.


UNIMUSIC 2026 rientra tra i 55 progetti che, nel quadro della Linea d’azione 2 del bando Cultura Napoli 2026, animeranno tutte le Municipalità cittadine fino al mese di marzo del 2027. Si tratta di un programma diffuso e multidisciplinare fortemente voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, che conferma il ruolo della cultura come leva strategica di crescita, inclusione e valorizzazione del territorio. Con questo piano, che prevede un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro, l’Amministrazione comunale sostiene la qualità progettuale, rafforza il protagonismo degli operatori culturali e promuove una programmazione capace di coniugare patrimonio e innovazione, con particolare attenzione ai quartieri e ai luoghi meno conosciuti della città.
 
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50° Giro della Lunigiana

 


Amiche e amici di rosarydelsudArt news oggi vi propongo l'annullo della cartolina dedicata al 50° Giro della Lunigiana ed anche alcuni francobolli di alcuni ciclisti famosi emessi tra il 2020 e il 2024: Gino Bartali (2020), Vittorio Adorni (2024) e Felice Gimondi (2024).

 

          

 

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