martedì 9 giugno 2026

Reggia di Portici, restituita al suo splendore la Galleria del Piano Nobile

Completato il restauro conservativo, un passo decisivo verso la completa valorizzazione museale del sito


La Città Metropolitana di Napoli ha completato il restauro conservativo della Galleria del piano nobile della Reggia di Portici, il magnifico complesso borbonico di sua proprietà nella città di Portici. L'intervento, del valore complessivo di € 638.994,54 — ottenuto dopo ribasso sulla base d'asta di 750.000 euro — è stato interamente condotto dalla Direzione Tecnica Patrimonio della Città Metropolitana di Napoli, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli.
L'operazione si inserisce nel quadro della convenzione stipulata con l'Università degli Studi di Napoli Federico II, che prevede la progressiva liberazione delle sale del primo piano — il celebre Piano Nobile — dalle attività didattiche del Dipartimento di Agraria, per restituirle a un uso integralmente museale, degno della straordinaria storia del palazzo, affidate a MUSA- Musei delle Scienze Agrarie della stessa Università. Per far ciò, la convenzione ha previsto l’autofinanziamento dei lavori che la Città Metropolitana deve realizzare sul sito, grazie al vincolo posto sui 750mila di euro di canone che l’Università versa ogni triennio all’ente di piazza Matteotti.
Da sala di corte a corridoio universitario: una storia lunga quasi tre secoli
Costruita per volere del Re di Napoli a partire dal 1738, la Reggia di Portici fu progettata da grandi architetti — Giovanni Antonio Medrano, Antonio Canevari, Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga — e arricchita nel corso di oltre un secolo con pregevoli decorazioni, dipinti di artisti illustri e arredi di raffinata fattura, per iniziativa tanto della dinastia borbonica quanto di Gioacchino Murat. La Galleria, cuore di collegamento tra lo scalone monumentale e il Teatrino di corte, era in quell'epoca un ambiente di grande rappresentanza: soffitti ornati, lampadari di cristallo, pareti rivestite di preziosi decori, mobili e dipinti testimoniavano la magnificenza della corte borbonica.
Il cambio nella seconda metà dell'Ottocento: nel 1873, con l'acquisto del Sito Reale da parte dell'Amministrazione Provinciale di Napoli e la nascita della Real Scuola Superiore di Agricoltura, le collezioni d'arte vennero trasferite altrove e i locali della Galleria furono gradualmente convertiti ad aule e spazi didattici.
In epoca più recente, gli stessi ambienti erano adibiti ad uffici amministrativi dell'Università Federico II: scrivanie, computer e soffittature in cartongesso avevano completamente occultato l'architettura originale della sala.
I lavori di restauro: recuperare senza cancellare la storia
La Galleria si sviluppa su un unico livello del corpo centrale della Reggia, a cavallo della via Università — l'antica via Regia per le Calabrie — con una superficie di circa 250 mq, un'altezza di 7 metri, una lunghezza di oltre 35 metri e una larghezza di circa 6 metri. Nel tempo, numerose tramezzature avevano suddiviso lo spazio in compartimenti minori, snaturandone completamente la fisionomia originale.
Il progetto di restauro, redatto dai tecnici della Direzione Patrimonio della Città Metropolitana, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, ha affrontato questa complessità con un approccio rigorosamente conservativo: ogni scelta è stata guidata dal rispetto delle stratificazioni storiche accumulate nei secoli, senza imporre trasformazioni che potessero alterare il carattere monumentale del luogo. La prima fase ha riguardato la demolizione dei tramezzi divisori aggiunti negli ultimi decenni, che avevano frammentato lo spazio: una volta rimossi questi elementi, la Galleria ha riacquistato la sua imponente prospettiva originale. La rimozione del controsoffitto ha inoltre riportato alla luce la realizzazione di un intervento strutturale effettuato attraverso la realizzazione di un solaio in putrelle di ferro al posto dell’originaria struttura del soffitto storico realizzato mediante una volta a botte con la cd. “tecnica ad incannucciata”, ormai persa.
Particolare attenzione è stata dedicata al recupero di quegli infissi originali ancora conservati: le grandi ante in legno, smontate e trattate in un apposito laboratorio allestito in loco, sono state oggetto di accurate operazioni di pulitura, consolidamento, reintegrazione delle parti mancanti e riverniciatura secondo le tonalità originarie rinvenute mediante apposite indagini stratigrafiche, per poi essere ricollocate nelle loro sedi originali.
Sulle pareti, un'équipe di restauratori ha operato per il descialbo, il consolidamento e la pulitura degli intonaci storici, recuperando il più possibile l’apparato pittorico originario caratterizzato dalla presenza di cicli di affreschi con motivi ornamentali di tipo floreale e architettonico che decenni di tamponature e ridipinture avevano celato.
Con la rimozione della controsoffittatura di epoca recente, alla sommità delle pareti perimetrali, sono stati rinvenuti anche gli inviti in cui alloggiavano gli arcarecci che costituivano il sostegno strutturale “a modo di carena di una nave” dell’originaria volta ad incannucciata ormai persa, di cui resta di un’unica testimonianza nell’angolo a destra del tramezzo divisorio con l’antisala, realizzato in epoche successive secondo la cd. tecnica “alla beneventana” come si evince dalla porzione di intonaco persa e volutamente non ripristinata. Prima di ogni intervento sono state condotte indagini preliminari — saggi e sondaggi — per orientare le scelte tecniche nel modo più rispettoso possibile. Nessuna modifica strutturale è stata apportata all'edificio.
È stato recuperato anche una parte del pavimento originario, conservato nella grande nicchia posta nella parete in fondo alla Galleria che era celata dietro a un tompagno. Alcune delle riggiole originarie rinvenute, debitamente restaurate e trattate, sono state inserite nella nuova pavimentazione in cotto napoletano, a testimonianza dell’impianto originario. Altre porzioni sono state conservate per futuri interventi di restauro. Al di sotto del primo finestrone, posto a destra dell’ingresso principale alla sala, è stata rinvenuta, celata anch’essa da un tompagno, una ulteriore porzione di pavimento originario realizzato con un differente disegno di posa, anch’esso recuperato e restaurato. Dietro il medesimo tompagno era celato anche un lambrino affrescato perfettamente conservato, anch’esso oggetto di recupero.  
Gli impianti elettrici e d'illuminazione sono stati interamente rinnovati: il nuovo sistema di illuminotecnica, con faretti orientabili su binario, è stato progettato per valorizzare le qualità architettoniche degli ambienti senza alterarne la percezione complessiva.
La Galleria dopo il restauro: la prospettiva verso il fondo della sala con le nicchie ad arco, il pavimento in cotto e il sistema di illuminazione su binario
Il risultato finale è uno spazio che ha ritrovato la sua identità architettonica: la prospettiva lunga e luminosa, le decorazioni pittoriche che emergono dalle pareti, il pavimento in cotto, le persiane originali restaurate e il cornicione dentellato che corre lungo il perimetro restituiscono alla Galleria la dignità di un ambiente di rappresentanza borbonico, ora pronto ad accogliere i visitatori. La Galleria, infatti, sarà restituita alla fruizione pubblica e farà inserita nel percorso museale esistente.
Verso il polo museale: un percorso condiviso
Il restauro della Galleria non è un episodio isolato, ma un tassello di un più ampio progetto di valorizzazione del Piano Nobile della Reggia, avviato dalla Città Metropolitana di Napoli in sinergia con l'Università Federico II di Napoli e la Sovrintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli.
Negli ultimi decenni sono già stati restaurati, - sempre grazie al sistema di vincolo delle somme che consente un ‘autofinanziamento dei lavori’ - tra gli altri, la peschiera e il laghetto, la torre dell'orologio, la facciata lato mare, le sale dell'appartamento del Re, il Museo Ercolanense, le sale della Reggia ‘lato monte’ destinate ad accogliere i Musei delle Scienze Agrarie.
Il recupero della Galleria è inoltre funzionale al futuro restauro dei complessi adiacenti: lo Scalone monumentale, il Teatrino di corte, e gli Appartamenti della Regina.
L'obiettivo finale è la creazione di un percorso museale unitario e continuo, che consenta ai visitatori di attraversare l'intero piano nobile godendo della sua straordinaria architettura e delle sue decorazioni.

Le dichiarazioni
Gaetano Manfredi, Sindaco Metropolitano di Napoli
"Il restauro della Galleria della Reggia di Portici rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale. Grazie alla convenzione stipulata con l'Università degli Studi di Napoli Federico II, siamo riusciti a vincolare risorse concrete e qualificate a un intervento di grande complessità e valore. Questo percorso condiviso ci consente di affrontare il restauro con il rigore scientifico che un bene di tale importanza merita. Altrettanto fondamentale è il costante confronto con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Napoli, un dialogo continuo e proficuo che ci guida verso l'obiettivo che più ci sta a cuore: restituire pienamente questo straordinario patrimonio alla fruizione della comunità".
Antonio Sabino, Consigliere Delegato al Patrimonio della Città Metropolitana di Napoli"
La Galleria della Reggia di Portici è una vera perla del patrimonio della Città Metropolitana di Napoli. Stiamo parlando di un monumento di straordinaria rilevanza storica e artistica, testimonianza preziosa di una stagione irripetibile della cultura borbonica e del rapporto tra architettura, natura e potere. Investire nel suo restauro non è solo un dovere istituzionale, ma un atto di responsabilità verso le generazioni future. Ogni intervento su questo bene è un tassello che restituisce identità e bellezza a un territorio che ha nella sua eredità culturale una delle risorse più autentiche e inesauribili".
Paola Ricciardi, Sovrintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli
"Il completamento del restauro della Galleria del Piano Nobile della Reggia di Portici rappresenta un intervento di grande rilevanza per la tutela e la valorizzazione di uno dei complessi monumentali più significativi del patrimonio storico e architettonico dell’area vesuviana. Questo lungo ambiente di rappresentanza, concepito nel Settecento come spazio di collegamento tra lo Scalone monumentale e il Teatrino di Corte, ha finalmente recuperato la propria identità originaria grazie a un restauro condotto con rigore scientifico e con un approccio pienamente rispettoso delle stratificazioni storiche che caratterizzano il monumento. Il lavoro svolto costituisce un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale tra la Città Metropolitana di Napoli, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e la Soprintendenza, impegnate in un obiettivo comune: restituire progressivamente alla pubblica fruizione gli straordinari ambienti del Piano Nobile e ricomporre l’unità di un luogo che testimonia in modo esemplare la storia della Reggia e del territorio. La tutela del patrimonio culturale trova il suo significato più autentico quando si traduce nella possibilità di restituire ai cittadini e ai visitatori spazi di così alto valore storico, artistico e identitario".
Angela Zampella, Prorettrice dell’Università degli Studi di Napoli Federico II
“Il restauro conservativo della Galleria del Piano Nobile della Reggia è la dimostrazione concreta di quanto si possa ottenere quando le istituzioni lavorano insieme con un obiettivo comune, affrontando un intervento complesso con la serietà e la competenza che un luogo così straordinario merita. La presenza dell'Università ha rappresentato, nel corso di oltre centocinquant'anni, un fattore decisivo per la salvaguardia della Reggia di Portici. La continuità d'uso ha sottratto il complesso al rischio concreto di abbandono e degrado, garantendo la manutenzione degli spazi monumentali, delle corti e delle coperture, e impedendo la dispersione di un patrimonio immobiliare di straordinario valore. Ma la missione dell'Ateneo non si è limitata alla tutela fisica: la Reggia è diventata un centro attivo di ricerca e cultura aperto al pubblico. Il progetto di restauro rientra nella convenzione tra la Federico II e Città Metropolitana, che punta alla progressiva musealizzazione dell'intero Piano Nobile, affidato al Centro MUSA”.
Danilo Ercolini, Direttore del Dipartimento di Agraria
“Il restauro della galleria è sicuramente una pietra miliare che va ad arricchire il percorso, ormai giunto a buon punto, della ristrutturazione dell’intero Piano Nobile. Il Dipartimento di Agraria non può che essere felice del raggiungimento di questo ulteriore obiettivo. Stiamo già lavorando, di concerto con la Città metropolitana, la Soprintendenza e con il MUSA, per pianificare le prossime tappe della ristrutturazione per giungere alla completa riqualificazione dell’interno Piano Nobile. È uno spazio importante da destinare a esposizioni, mostre ed eventi e che arricchisce ancora di più il patrimonio della Reggia di Portici, incrementando così le bellezze di cui possono fruire i nostri visitatori”.
Stefano Mazzoleni – Direttore “Centro MUSA – Reggia di Portici”
“Aprono due aree importanti della Reggia di Portici: la Galleria e i Musei delle Scienze Agrarie. Continua il percorso di riqualificazione del piano nobile della Reggia, consistente nel restauro architettonico e nella sua apertura al pubblico. Il restauro della Galleria, a cavallo della strada Regia delle Calabrie, svela un nuovo spazio espositivo con affreschi settecenteschi, da dedicare a mostre, eventi e future esposizioni di reperti statuari. I Musei delle Scienze Agrarie si collocano, invece, nelle splendide sale stuccate dell’ala nord della Reggia, recentemente restaurate dalla Soprintendenza. L’allestimento museale ripropone in chiave moderna le collezioni scientifiche accumulate dalla storica Scuola Agraria di Portici, un caleidoscopio di reperti botanici, entomologici, mineralogici, zoologici e agronomici. Una rivisitazione in chiave moderna delle camere delle meraviglie: una nuova Wunderkammer”.

Sandra Moretti presenta il romanzo “Quello che il tempo non cancella”

  



 Martedì 16 giugno 2026 alle ore 18:00, presso il Centro Anziani di Piazza Brin in via Filippo Corridoni 7, Quartiere Umbertino – La Spezia, si terrà la presentazione del romanzo fantasy “Quello che il tempo non cancella” di Sandra Moretti, edito da Tomolo Fantasy.
 
L’incontro sarà un’occasione per conoscere da vicino l’autrice, dialogare sui temi del romanzo e immergersi nell’universo narrativo dell’opera, tra memoria, tempo e mistero. Durante l’evento Sandra Moretti racconterà la nascita del libro, il percorso creativo e le suggestioni che hanno dato vita alla storia.
  

 
“Quello che il tempo non cancella” è un romanzo fantasy che intreccia emozione, mistero e dimensioni sospese tra passato e futuro.
 
Nel 2221 la Terra è morta.
 
L’umanità vive tra Marte, Venere ed Encelado, ma la nostalgia per il pianeta perduto ha generato una nuova e insidiosa malattia: la terralgia.
 
Per combatterla nacque l’archeologia temporale. I Viaggiatori, guidati da un misterioso Cronografo Temporale, tornavano sulla Terra del passato per recuperare antichi tesori e così le radici dell’umanità perduta.

 



Clara Baham è una giovane archeologa con un dono raro: sa seguire le scie, trovare oggetti nel passato partendo da minime tracce. Insieme al gemello Pietro, è nota come una dei Gemelli del Tempo. Tuttavia, quando Pietro scompare, Clara viene trascinata in una guerra segreta per il controllo del tempo e dell’intera esistenza. L’unico disposto ad aiutarla è Nero Vanmoor, un giovane affascinante e pericoloso, ossessionato da un cimelio capace di riscrivere il destino dell’universo.

 



 
Tra viaggi nel tempo, amore e scelte impossibili, Clara dovrà decidere una sola cosa: credere nell’amore e salvare il passato… o proteggere il futuro dell’universo.
 
Ingresso libero.
 
Si coglie l'occasione per ringraziare la presidentessa Lorenza Rocca, gli organizzatori, il Comune della Spezia proprietario dei locali, gli spettatori che verranno ad ascoltare e potranno avere la firma dell'Autrice sulla propria copia.



Riferirsi, per informazioni aggiornate, al sito https:

//incontridilettura.blogspot.com

 (il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

 

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Uniti per la legalità - 9° Edizione


 Scadenza invio mercoledì 30 settembre 2026 

Premiazione sabato 28 novembre 2026
Perché questo concorso


Questo concorso letterario nasce con l’intento di divulgare la cultura della legalità attraverso l’arte della scrittura, per dare soprattutto un senso morale alla nostra società. Per questo motivo l’impegno non sarà quello di vincere un premio per poi postarlo sui social e ricevere solo like. Vogliamo essere una testimonianza positiva per chi ha perso una persona cara o per chi è stato vittima di una violenza e abuso. Perciò ci teniamo a precisare che i finalisti di questa edizione hanno l’obbligo di partecipare alla serata di premiazione. Lo devono fare soprattutto per il rispetto dei familiari delle vittime innocenti della criminalità che nel giorno della premiazione saranno presenti per raccontare la loro storia. Si ricorda ai partecipanti che per nessun motivo i premi non ritirati saranno spediti, il premio sarà annullato a favore del partecipante con miglior punteggio nella graduatoria, questo sempre nell’ottica di omaggiare le vittime e la partecipazione dei loro familiari alla serata conclusiva.
Vi invitiamo, quindi, a partecipare con uno spirito libero, sapendo che questo concorso va onorato per il rispetto dei familiari delle vittime innocenti delle mafie.

Tematiche di questo concorso

 

Si partecipa con opere ispirate a storie di: bullismo, femminicidio, mafie, mobbing, stalking, droghe, prostituzioni, racket, pedofilia, usura, razzismo, discriminazione, disastri ambientali, corruzione, omertà e alle conseguenti vittime innocenti. Si possono inviare anche elaborati che abbiano come tema l’abbandono di cani e gatti o di malattie derivanti da inquinamento ambientale. Insomma storie in grado di evidenziare come l’illegalità distrugga la vita di chi la subisce e anche di chi la adotta.

Buona partecipazione a tutti.


Regolamento
Il concorso è suddiviso in quattro (4) sezioni.


Possono accedere al Concorso poeti e scrittori senza limiti di età. Il concorso è aperto anche agli studenti delle scuole superiori, che saranno premiati in una categoria a parte. Le opere possono essere inedite o edite, anche premiate in altri concorsi.
 

(A) Racconto inedito
Si partecipa con un racconto, massimo 4 fogli A4. Formato word o pdf - Inviare in duplice copia
– la prima in forma anonima, l’altra con tutti i dati dell’autore, compreso indirizzo e-mail e
telefono.
 

(B) Poesia in lingua italiana
Si partecipa con una poesia scritta in lingua italiana, massimo 50 versi. Formato word o pdf.
Inviare in duplice copia – la prima in forma anonima, l’altra con tutti i dati dell’autore, compreso
indirizzo e-mail e telefono.

(C) Poesia in lingua dialettale – allegare traduzione a fronte.
Si partecipa con una poesia scritta in qualsiasi dialetto nazionale. Massimo 50 versi. Formato word o pdf. Inviare in duplice copia – la prima in forma anonima, l’altra con tutti i dati dell’autore, compreso indirizzo email e telefono.

(D) Poesia sul tema animali di ogni razza - In lingua italiana e dialettale (allegare traduzione a fronte).


Si partecipa con una poesia scritta in lingua italiana, massimo 50 versi e con opere ispirate alla brutta pratica dell’abbandono degli animali, in particolare dei cani. Formato word o pdf.
 

Inviare in duplice copia – la prima in forma anonima, l’altra con tutti i dati dell’autore, compreso
indirizzo email e tel.

Le opere vanno inviate a: unitiperlalegalita@outlook.com - È possibile partecipare a tutte le sezioni, ma si vince in una sola sezione con il voto più alto.


La partecipazione è gratuita

I finalisti saranno avvisati telefonicamente entro il 20 ottobre e per correttezza dovranno comunicare - tramite mail - la loro adesione alla partecipazione nella serata di premiazione; coloro che non daranno la propria adesione si vedranno automaticamente annullare il premio. Si accettano deroghe solo per motivi di salute attestati da certificato medico. Solo in questo caso il premio può essere ritirato da persona delegata le cui generalità andranno indicate sempre tramite mail.

Saranno premiati i primi cinque (5) finalisti di ogni sezione a cui andranno targhe, medaglioni e la motivazione scritta della giuria.
 

La premiazione è già fissata per sabato 28 novembre 2026 – ore 16:00, in una location della
provincia del comune di Afragola (NA).
 

Presidente Giuria : Dott.ssa Cristina Adragna – Scrittrice-poetessa
Giurato – Professoressa Marina Villani – poetessa-scrittrice
Giurato – Antonio Covino – poeta- scrittore – attore - operatore culturale
Giurato – Stefania Siani – poetessa – scrittrice - operatore culturale
Giurato – Docente Francesca Citrano – poetessa-scrittrice
Giurato – Dott.ssa
 Rosaria Pannico – giornalista-scrittrice
Giurato – Dott.ssa Monica Aquino – poetessa-scrittrice
 

I dati saranno trattati a norma di legge
 

Nessun rimborso spese è previsto per i vincitori
 

Durante la serata di premiazione saranno inoltre assegnati riconoscimenti a giornalisti, scrittori, medici, forze dell’ordine, attori, dirigenti scolastici, animalisti e saranno ricordate vittime innocenti della criminalità attraverso le testimonianze dei lori familiari.

Per informazioni contattare il referente e organizzatore Francesco Gemito
Cell. 389 1285065 (ore serali)
francescogemito@pec.it
unitiperlalegalita@outlook.com

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

PREMIO ARTISTICO E LETTERARIO “PAROLE DAL MEDIOEVO E…” – V EDIZIONE 2026




L’Associazione Storico Culturale Artisti e Mercanti del Conte Ruggero, composta da rievocatori e appassionati di Medioevo in ogni sua forma, con il patrocinio
morale di:
- Comune di Rocca San Felice - Ordine Templare Gran Priorato del Tempio di Maria Santissima – Poveri Cavalieri di Cristo - Casa Editrice Il Saggio (Eboli) - I
Cavalieri del Giglio - ACIPEA - Premio Culturale Il Canto delle Muse - Associazione Culturale Artemi - Bene Biennale - Premio Internazionale ASSTEASS -
Premio Internazionale Iside - Il Cenacolo Letterario di Cefalù - La Tavola di Smeraldo APS - Ordo Cavalieri Termole -Premio letterario Incontri di Versi-Premio
Aquila d’oro- Premio Liriche e Storie da Capri - Premio Talenti Vesuviani
indice la V Edizione 2026 del
Premio Artistico e Letterario PAROLE DAL MEDIOEVO E…

SEZIONI DI PARTECIPAZIONE

A – Poesia a tema medievale
In lingua italiana o in vernacolo (con traduzione obbligatoria).

B – Poesia a tema libero
In lingua italiana.

C – Poesia in vernacolo a tema libero con traduzione obbligatoria.

D – Racconto a tema medievale
E- Racconto a tema libero.
F-Lettere dal Medioevo
​La sezione dedicata alla scrittura epistolare si rinnova quest’anno con una prestigiosa collaborazione interregionale.
​I partecipanti di questa sezione saranno valutati da due giurie distinte, raddoppiando le possibilità di riconoscimento:
1. ​Giuria Storica di "Artisti e Mercanti del Conte Ruggero": I vincitori designati da questa commissione saranno premiati a Rocca San Felice, durante
la cerimonia ufficiale del concorso letterario "PAROLE DAL MEDIOEVO E… 2026".
2. ​Giuria "La Tavola di Smeraldo APS": Grazie alla nuova sinergia con l’Associazione di Volpiano (TO), tutti gli iscritti alla sezione F parteciperanno
automaticamente anche a questa seconda valutazione. I selezionati saranno premiati a Volpiano in occasione della cerimonia del Concorso FURLINI.
La sezione F-
LETTERE DAL MEDIOEVO è suddivisa in due categorie tematiche:
Testi in forma epistolare di ambientazione medievale La lettera, pur nella libertà creativa, deve calarsi in un contesto storico reale o verosimile.
Può essere:

○ ​Indirizzata a un personaggio realmente esistito o di fantasia.
○ ​Scritta da una figura storica o da un personaggio inventato.
○ ​Ambientata in un momento o luogo specifico del Medioevo.

Lettera a San Francesco D’Assisi Un componimento in forma di lettera rivolto al Poverello d'Assisi, per esplorarne il messaggio, l'eredità spirituale o il legame
con la storia, la natura e la pace.
G – Pittura a tema libero
Qualsiasi stile, tecnica, supporto e misura.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Poesia (Sezioni A – B – C)
- Si partecipa con due poesie per sezione
- Ammesse opere edite, inedite e già premiate
- Escluse solo quelle presentate nelle precedenti edizioni del premio

Narrativa e Lettere (Sezioni D – E – F)
- Si partecipa con due elaborati per sezione
- Nessun limite di lunghezza (consigliata misura contenuta)
- Ammesse opere edite, inedite e già premiate
- Escluse solo quelle già presentate nelle precedenti edizioni

Pittura (Sezione G)
- Si partecipa con due opere
- Ammesse opere già premiate
- Escluse solo quelle già presentate nelle precedenti edizioni
- Invio solo tramite foto, non dell’opera fisica

Specifiche tecniche per le opere pittoriche
- Foto in alta risoluzione
- Inquadratura frontale, ben illuminata

INVIO DEL MATERIALE

Inviare a: paroledalmedioevo@gmail.com
Allegare:
- Opere in formato Word, NO PDF, PENA ESCLUSIONE prive di segni di riconoscimento
- Foto delle opere pittoriche
- Scheda di partecipazione compilata
- Copia del versamento della quota


CONTRIBUTO DI PARTECIPAZIONE
- 15 € per una sezione
- + 5 € per ogni sezione aggiuntiva
Bonifico bancario intestato alla presidente del premio :
STEFANIA SIANI

IBAN:IT05Q3608105138219189419205 Oppure postepay 5333175043281242 CF:SNISFN71T66C361A
Causale: Donazione volontaria per spese di segreteria – Premio Parole dal Medioevo – Edizione 2026

CRITERI DI VALUTAZIONE
La giuria valuterà le opere secondo:
- Originalità - Qualità stilistica - Coerenza con il tema (per le sezioni tematiche) - Impatto emotivo - Ricerca storica e verosimiglianza (per le sezioni medievali)
- Tecnica e composizione (per la pittura)


GIURIA
La giuria, composta da esperti in ambito letterario, artistico e storico, sarà resa nota durante la cerimonia di premiazione.
Il giudizio è insindacabile.


PREMI
Premio Stupor Mundi
Assegnato dalla giuria ARTISTI E MERCANTI tra i partecipanti alle sezioni medioevali, prevede
Pernotto gratuito per due persone, la sera della premiazione, in un B&B selezionato dall’Associazione a Rocca San Felice.
Podi e Premi Speciali
Manufatti artigianali personalizzati realizzati dagli Artisti del Conte Ruggero

DIRITTI D’AUTORE E UTILIZZO DELLE OPERE
- La proprietà delle opere resta dell’autore
- L’autore autorizza l’Associazione a:
- lettura pubblica durante la premiazione
- pubblicazione sui social del premio
- eventuale esposizione delle opere pittoriche in forma fotografica
- Nessuna opera sarà restituita


SCADENZE
- Invio opere: entro il 30 giugno 2026
- Premiazione: sabato 7 novembre 2026 a Rocca San Felice (AV)
Eventuali variazioni saranno comunicate tempestivamente.

È gradita la presenza dei vincitori.
In caso di impossibilità, è ammessa delega o spedizione del premio (spese a carico del destinatario).


CONTATTI
Email: paroledalmedioevo@gmail.com
Facebook:
- www.facebook.com/artistiemercantidelconteruggero/
- www.facebook.com/paroledalmedioevo/


RISULTATI
Le classifiche saranno pubblicate sulle pagine social dell’associazione e del premio, saranno avvisati telefonicamente, solo i primi tre posti per ogni sezione.

 

 COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Ad ..incostieraamalfitana .it 10 e 11 giugno

 Ad ..incostieraamalfitana .it il 10 giugno a Minori da messaggi dall’Africa a Spiriti di casa. L’11 giugno al Giardino Segreto dell’Anima di Tramonti l’Europa dei secoli XVII e XVIII

Al musicista jazz Gaspare Di Lieto nella sua Minori il Premio Cartesar “Carlo De Iuliis”

 

 

Dopo l’appuntamento nello splendore degli affreschi di epoca longobarda della Chiesa salernitana di Santa Maria de’ Lama, la quinta settimana della 20a edizione di ..incostieraamalfitana .it Festa del Libro in Mediterraneo prosegue in Costa d’Amalfi il 10 e 11 giugno prossimi. Mercoledì 10 giugno a Minori in Largo Solaio dei Pastai alle ore 20.00 protagonisti lo scrittore laziale Alberto Scafella con "’Nsango ya Afrika. Messaggi dall’Africa" edito da Il Pennino, e lo scrittore amalfitano Gabriele Cavaliere con "’O munaciello. Farfarielli, Aurie, Mazzamurielli…e Spiriti delle case" pubblicato da Officine Zephiro. 

 



Attraverso le pagine di “Nsango ya Afrika. Messaggi dall’Africa” Alberto Scafella, generale e pilota di elicotteri, ci guida in un viaggio profondo e crudo, dove la morte e la vita si sfiorano, dove la sofferenza si mescola alla felicità più pura. È un racconto di contrasti, di atrocità spietate che si scontrano con la bontà più disarmante delle persone, di corruzione e crudeltà che trovano il loro opposto nella sincerità e nell’amicizia autentica. Questo libro vuole testimoniare un periodo di vita eccezionale e irripetibile. Un’esperienza che tocca argomenti di ogni genere ma soprattutto che cerca di descrivere le sensazioni uniche di una esistenza reale dove la morte, la vita, la sofferenza, la felicità, le atrocità più crude e la bontà delle persone, si intrecciano e creano delle contraddizioni continue che rivelano la reale verità dell’essenza della vita in luoghi dove la vita è vissuta giorno per giorno e dove non ci si preoccupa di quello che succederà domani perchè “bisogna sopravvivere oggi”. Una grande storia Africana dove ogni minuto del giorno ha un significato, dove le piccole cose, che possono sembrare per noi insignificanti, acquistano un valore immenso. Dove l’amicizia, la sincerità e il rispetto per gli altri si contrappone alla crudeltà, all’invidia, alla corruzione e alla morte.

 



Munacielli, Janare, Sirene, Lupcani, Aurie e Volpi pescatrici. Figure sospese tra folklore e mistero, tramandate nei racconti delle nonne e nei lunghi conversari invernali accanto al camino, tornano protagoniste grazie a “Ombre sulla Costa”, il nuovo progetto editoriale di Gabriele Cavaliere. Un progetto che rappresenta molto più di una semplice raccolta di storie popolari: è un viaggio nella memoria ancestrale della Costiera Amalfitana, un tentativo di salvare dall’oblìo un patrimonio immateriale che per troppo tempo è stato relegato ai margini della cultura ufficiale. Un lavoro che recupera antiche narrazioni, le trascrive e le restituisce sotto forma di libri, podcast e contenuti audiovisivi, riaprendo uno spazio per il simbolo, l’ambiguità e tutto ciò che sfugge a una definizione razionale. Il progetto editoriale nasce infatti dalla collaborazione tra Costa d’Amalfi TV e Officine Zephiro Editore e si sviluppa in un articolato format culturale disponibile anche online e sui canali social dell’emittente. Tra i primi volumi già pubblicati “‘O Munaciello”, dedicato agli spiriti delle case, ai fantasmi e alle figure misteriose della tradizione meridionale, arricchito da fotografie e contenuti podcast, che racconta il Munaciello nelle sue infinite sfaccettature: spirito dispettoso, protettore domestico, figura seduttrice e creatura inquietante.
Con gli autori si intratterrà il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana .it Alfonso Bottone. Nel corso della serata, arricchita dagli interventi di Dario Ferrigno e dalle immagini di Giuseppe Proto, sarà consegnato il Premio Cartesar “Carlo De Iuliis”. Il riconoscimento, dedicato ad uno dei “pionieri” dell’imprenditoria nella provincia di Salerno, sarà assegnato al musicista jazz Gaspare Di Lieto. 

 


 

Minorese doc, ha collaborato con alcuni fra i migliori musicisti italiani ed internazionali con i quali ha inciso diversi cd. Dal 1995 al 2012 è stato il direttore artistico del prestigioso festival internazionale “Jazz on the Coast” che ha annoverato fra i suoi ospiti musicisti come Joe Zawinul, Herbie Hancock, Randy Weston, Wayne Shorter, Amhad Jamal, Hank Jones, Roy Hargrove, Joe Lovano, Dave Holland, Chucho Valdés, Johnny Griffin, fra i tanti. Un anno fa ha pubblicato il suo ultimo album “The Songs i Like To Play”.

 




Giovedì 11 giugno la Festa del Libro in Mediterraneo si sposta nel fascinoso Giardino Segreto dell’Anima della famiglia Telese-De Marco, nella frazione Campinola di Tramonti. Con inizio alle ore 19.30 protagonista sarà il professor Alfonso Tortora con "Dal Mare Baltico al Mediterraneo. Aspetti di storia europea tra i secoli XVII-XVIII" edito da Laveglia & Carlone). Nei ritratti del pittore di corte del principe di Orange, Anselmus van Hulle, disegnati tra il 1645 o il 1646, vengono raffigurati i convenuti alle trattative di Münster e di Osnabrück che avrebbero portato alla pace di Westfalia del 1648. A partire da tale momento storico, questo libro si muove tra fatti, temi, testi e contesti storici, che pure appartengono allo sviluppo dell'Europa moderna dei secoli XVII e XVIII. Con l’autore dialogheranno il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana .it Alfonso Bottone e Roberta Tramonti dell’Università degli Studi di Salerno. 

Per saperne di più consultare la pagina facebook @incostieraamalfitana.it o su Instagram incostieraamalfitana.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Il tenore napoletano VINCENZO COSTANZO debutta al Teatro Regio di Torino Tosca il 13 giugno

 Teatro Regio di Torino
Giacomo Puccini

TOSCA

Il tenore Vincenzo Costanzo

E’

MARIO CAVARADOSSI

Direttore: Andrea Battistoni

Regista: STEFANO PODA



 
Info.: Teatro Regio piazza Castello, 215  TORINO Tel:+39 011 8815241  info@teatroregio.torino.it www.teatroregio.torino.it biglietteria@teatroregio.torino.it

Vincenzo Costanzo un Cavaradossi in difesa della bellezza

 


 

Il tenore napoletano debutta il 13 giugno al Teatro Regio di Torino in Tosca di Giacomo Puccini per la regia di Stefano Poda e la direzione di Andrea Battistoni, nuova coproduzione con l’Abay Kazakh National Opera, in uno spettacolare allestimento tra simbolismo e inconfondibile estetica visionaria.


Sarà una Tosca in difesa della bellezza, liberata da ogni stereotipo, da ogni incrostazione, di quella cosiddetta tradizione, che andrà in scena sul palcoscenico del Teatro Regio di Torino, dal 12 al 21 giugno, nuova coproduzione con l’Abay Kazakh National Opera, guidata da Stefano Poda, autore di una messinscena di straordinario impatto visivo, che si impone per il rigore simbolico e per una cifra estetica marcatamente visionaria. Il regista adotta una prospettiva esegetica radicale, svincolando il capolavoro pucciniano dalle stratificazioni della tradizione e dalle convenzioni, l'opera viene ricondotta alla sua matrice più autentica di dramma universale e di celebrazione rituale collettiva. Nella visione di Poda, Tosca si configura come un'imponente installazione formale incentrata sul mito di Roma: l'impianto scenico è dominato dalla monumentalità materica del marmo e da un fitto apparato allegorico, all'interno del quale frammenti dell'antico vengono trasposti in simulacri olografici, istituendo un fitto e continuo sinedrio dialettico tra la memoria archeologica e l'orizzonte contemporaneo. “Il mondo visivo dello spettacolo si fonda su un forte dualismo storico e simbolico – ha rivelato il regista -  Da un lato il Settecento, l’universo dell’Ancien Régime, con le sue gerarchie e il suo splendore ormai corroso, rappresentato da Scarpia, figura di potere assoluto e decadente, un mondo destinato a dissolversi. Dall’altro lato c’è l’Ottocento nascente, portatore di nuove idee politiche, di modernità e cambiamento, incarnato simbolicamente da Cavaradossi. 

 


 

Per restituire Tosca alla sua vera universalità, il regista dal palcoscenico non deve insegnare, ma imparare a disimparare, così come lo spettatore non deve solo ascoltare e vedere, ma grazie al palcoscenico ascoltarsi e vedersi”. Atteso il debutto al Teatro Regio del tenore napoletano Vincenzo Costanzo sabato 13 giugno alle ore 20, in uno dei suoi ruoli più rappresentativi, quale è il Cavaliere Mario Cavaradossi, con al suo fianco Ekaterina Sannikova nel ruolo del titolo, Claudio Sgura, in quello del Barone Scarpia, mentre Matteo Torcaso sarà il sagrestano, Igor Durlovski, Cesare Angelotti, Daniel Umbelino Spoletta ed Eduardo Martínez darà voce a Sciarrone, mentre sul podio alla testa dell’Orchestra e del coro preparato da Gea Garatti Ansini e delle voci bianche di Claudio Fenoglio ci sarà

Andrea Battistoni “Sono felice di essere qui – ha affermato Vincenzo Costanzo – e non è la solita frase di circostanza. Ho trascorso un mese di prove in teatro e riavvolto un po’ la bobina della mia vita, ritrovando il direttore artistico, Cristiano Sandri, il quale ha sempre creduto in me sin da giovanissimo e lavora al fianco del Sovrintendente Mathieu Jouvin, l’altro Cavaradossi, Martin Muehle, Chiara Isotton che ho avuto quale Tosca al Maggio Musicale Fiorentino e ancora Claudio Sgura e Roberto Frontali, tutti musicisti con i quali si è creato un clima di grande serenità e collaborazione. Questo debutto mi ha permesso di lavorare con Stefano Poda, per il quale il termine regista sta veramente stretto. Lui è un grande uomo di teatro, ha un suo codice e lavora tantissimo sull’arricchimento introspettivo e psicologico del personaggio, attraverso idee innovative e rivoluzionarie, che supportate da un senso realmente consapevole. Con il Maestro Poda si lavora con tranquillità, e ci si scende a compromessi, risolve ogni problema che possa ostacolare la perfetta esecuzione musicale. 

 


 

Riguardo il mio personaggio, Mario Cavaradossi, in questo allestimento, il suo animo rivoluzionario,  si vede è fisico, il Cavaliere vive realmente tutto ciò che fa, e questa idea permette di esprimermi al meglio, unitamente alla caratterizzazione del Maestro Andrea Battistoni, che è di farmi cantare ponendo in luce tutte le mie potenzialità e con quello sguardo al passato che è, poi, la giusta angolazione per interpretare la partitura pucciniana, ovvero ricercando il suono bello, senza mai stravolgere la pagina, ma in difesa di essa e della voce, permettendomi di cantare con la massima naturalezza, senza alcuna costrizione, quindi, consentendomi di essere me stesso. Il tratto distintivo del Maestro Battistoni è poi quello di capire il cantante che ha di fronte, grande istinto per il fraseggio, fiati, rallentandi e una direzione attraverso cui tutto viene semplice, per mezzo di un giusto rigore, allo scopo di tendere alla Bellezza di ogni nota. Poche volte sono contento del lavoro che ho svolto, invito il pubblico a venire, anche se tutte le repliche sono sold out, nonostante l’opera venga rappresentata al chiuso”.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Serata di premiazione di "Nuove Sensibilità 2026", al Teatro Nuovo di Napoli

Martedì 9 giugno 2026, alle ore 18.30 

Teatro Nuovo di Napoli, Via Montecalvario 16

Il Teatro Pubblico Campano è lieta di invitarLa
alla serata di premiazione di 

Nuove Sensibilità 2026


 

Nel corso della cerimonia, il Presidente di giuria Claudio Di Palma 

e la Commissione Artistica costituita da

Anna Ashton, Gianpiero Borgia, Paolo Coletta, Marzia D’Alesio, Linda Dalisi,

Emanuele D’Errico, Michele Mele, Valeria Parrella, Settimio Pisano, Paola Rota proclameranno i cinque testi vincitori, esporranno le motivazioni e consegneranno i rispettivi premi al miglior testo in lingua italiana, miglior testo in lingua dialettale e tre menzioni speciali ai testi selezionati per originalità di linguaggi e specificità tematiche

 

A seguire, il Direttore Junior del Teatro di Napoli - Teatro Nazionale, Pierlorenzo Pisano annuncerà il testo selezionato e concordato con il Direttore Artistico Roberto Andò per l’assegnazione del Premio Leo De Berardinis

 

Il Premio Nuove Sensibilità è un riconoscimento con cadenza biennale dedicato alla scena del teatro contemporaneo, istituito per valorizzare le nuove voci e le innovative proposte artistiche, sostenere progetti che sperimentano anche nuovi approcci a livello di scenografia, tecnologie e modalità di fruizione del teatro.  

Il Teatro Pubblico Campano attraverso il Premio di drammaturgia Nuove Sensibilità ha istituito un Fondo di Garanzia per le Idee che motivi e protegga la produzione e la permanenza delle idee, valorizzando le nuove creatività emergenti.

Il Premio si caratterizza per la sua capacità di esplorare e stimolare la ricerca e la sperimentazione, in un contesto in cui la scena teatrale evolve rapidamente e si arricchisce di nuove forme espressive, che spesso rompono con le convenzioni.

Preziosa è la sinergia tra il Premio Nuove Sensibilità 2.0 e il Premio Leo De Berardinis del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, grazie al protocollo d’intesa siglato tra i due enti, grazie alla quale il Teatro di Napoli produce e mette in scena uno dei testi vincitori del Premio Nuove Sensibilità e il Teatro Pubblico Campano inserisce nella propria circuitazione uno degli spettacoli vincitori del Premio Leo De Berardinis.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Biblioteche Civiche della Spezia: gli orari di apertura estivi

 




 

La Spezia, 9 giugno 2026 –  Il Comune della Spezia informa la cittadinanza sugli orari di apertura estivi delle biblioteche del Sistema Bibliotecario Urbano, confermando un’articolata offerta di servizi durante i mesi estivi e prevedendo, rispetto agli scorsi anni, l’apertura della Biblioteca Civica “U. Mazzini” con orario continuato anche nella giornata di sabato.

“Molti ragazzi ci hanno chiesto di ampliare gli orari di apertura delle nostre biblioteche e, condividendo pienamente questa esigenza, come Amministrazione abbiamo deciso di compiere un ulteriore passo per rispondere alle loro esigenze che, sempre in numero maggiore, le frequentano quotidianamente. La novità di questa estate è l'apertura con orario continuato, anche nella giornata di sabato, della Biblioteca Civica “U. Mazzini”, una scelta che va proprio nella direzione di rendere il servizio ancora più fruibile. – dichiara il Sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini – Nel corso di questi anni abbiamo lavorato costantemente per ampliare e migliorare l’offerta dei servizi per studenti, famiglie, professionisti e lettori di tutte le età che scelgono le nostre biblioteche come luoghi di studio, lettura e approfondimento. Il nostro obiettivo è continuare a garantire presìdi culturali vivi, accessibili e vicini alla comunità, affinché sia possibile usufruire durante tutto l'anno di spazi accoglienti e qualificati, offrendo sempre nuove opportunità di crescita personale e culturale.”

  




Biblioteca Civica “P. M. Beghi” 

– via del Canaletto 100


Dal 15 giugno al 25 luglio e dal 24 agosto all’11 settembre la Biblioteca “P. M. Beghi” sarà aperta:

    dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 21.00;
    sabato e domenica dalle 8.15 alle 19.00.

Negli altri periodi la biblioteca sarà aperta tutti i giorni dalle 8.15 alle 19.00, compreso venerdì 15 agosto. La Biblioteca “P. M. Beghi” resterà chiusa per revisione dal 27 luglio al 9 agosto.


Biblioteca Civica “U. Mazzini” 

 corso Cavour 251


La Biblioteca “U. Mazzini” sarà aperta dal lunedì al sabato, con orario continuato, dalle 8.15 alle 19.00 fino al 1° settembre. La biblioteca resterà chiusa per revisione dal 13 al 25 luglio.

Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso”


La Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” sarà aperta fino al 1° settembre:

    dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 13.30;
    il sabato dalle 8.15 alle 12.00.

La Mediateca resterà chiusa per revisione dal 24 al 29 agosto.

Biblioteca di Storia dell’Arte e Archeologia “G. Marmori”

La Biblioteca di Storia dell’Arte e Archeologia “G. Marmori” 

sarà aperta fino al 1° settembre:


    martedì e giovedì dalle 14.00 alle 18.00;
    sabato dalle 8.00 alle 12.00.

La biblioteca resterà chiusa per revisione dal 6 all’11 luglio.

Il Sistema Bibliotecario Urbano prosegue così la propria attività anche nel periodo estivo, garantendo spazi di studio, consultazione, lettura e accesso ai servizi culturali della città.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA