lunedì 12 gennaio 2026

LA SPEZIA: Sold Out per "Indovina chi viene a cena"

  Teatro Civico La Spezia
Tutto esaurito per le due serate di 

Indovina chi viene a cena” 

del 9 e il 10 gennaio, 

spettacoli nell’ambito della Stagione di Prosa 2025/2026 
“La Sostanza dei Sogni”


La Spezia, 12 gennaio 2026 – Il 2026 inizia con due serate di sold out per la Stagione di Prosa al Teatro Civico della Spezia. Lo spettacolo “Indovina chi viene a cena” (protagonisti Cesare Bocci e Vittoria Belvedere con la regia di Guglielmo Ferro e l’adattamento di Mario Scaletta) ha fatto il pienone di spettatori in entrambe le serate di programmazione di venerdì 9 e sabato 10 gennaio. Un grande classico sul tema delle differenze culturali, tratto dall’omonimo film del 1967 interpretato da Katharine Hepburn e Spencer Tracy.
 
Il Teatro Civico si conferma così luogo centrale della vita culturale cittadina, capace di attrarre e coinvolgere un pubblico sempre numeroso e partecipe.

 

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 Si ringrazia per l'organizzazione sempre molto attenta la professoressa Maria Falbo (presidente della PRO LOCO e vicepresidete della CASA DI MASSIMO TROISI).

 

  

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La Spezia - Cinema Odeon – programmazione da giovedì 8 a domenica 25 gennaio




 

La Spezia, 5 gennaio 2026 – Dopo lo straordinario successo della programmazione durante il periodo natalizio, continua al Cinema Odeon del Comune della Spezia in via Firenze 37 una programmazione pensata per emozionare e unire un pubblico diverso con sensibilità differenti, nel segno della qualità della visione e dell’amore per il cinema.Dall’8 al 25 gennaio è previsto un calendario articolato che coniuga il cinema contemporaneo, grandi classici, rassegne culturali e proposte per il pubblico più giovane.

“Song Sung Blue. Una melodia d’amore”, il nuovo film con Hugh Jackman e Kate Hudson, è la musica che si fa racconto, quando le emozioni trovano una voce. Ispirato a una storia vera, il film, drammatico-musicale, racconta il potere della musica di unire, guarire e dare una seconda possibilità. La vicenda segue due musicisti segnati da delusioni personali e sogni messi da parte, che trovano un inaspettato punto di incontro grazie alla loro passione per le canzoni di Neil Diamond. Uniti dal desiderio di riscatto, decidono di formare una tribute band, intraprendendo un percorso fatto di sacrifici, emozioni e rinascita. Tra difficoltà quotidiane, legami umani e momenti di autentica condivisione, la musica diventa un mezzo per ritrovare se stessi e riscoprire la bellezza di credere ancora nei propri sogni. Al cinema Odeon in versione doppiata per una fruizione più immediata sia nella versione originale sottotitolata, per chi ama ascoltare le voci autentiche degli interpreti.

Continua la rassegna “10 e Luce”: ci sono film che non invecchiano, ma diventano più necessari come “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi. Un capolavoro assoluto del cinema italiano che, visto in sala, ritrova tutta la sua potenza poetica. Ambientato nella campagna lombarda di fine Ottocento, L’albero degli zoccoli racconta la vita quotidiana di alcune famiglie contadine che vivono e lavorano in una cascina, soggette alle dure regole della mezzadria. Attraverso un racconto corale e uno sguardo profondamente umano, il film segue i piccoli gesti, le fatiche del lavoro nei campi, la povertà dignitosa e la solidarietà tra i contadini, scandite dal ritmo delle stagioni e della natura. Al centro della narrazione emerge la vicenda di un padre che, per permettere al figlio di andare a scuola, abbatte di nascosto un albero del padrone per ricavarne un paio di zoccoli, gesto semplice ma carico di conseguenze. Con uno stile essenziale e realistico, Olmi restituisce un affresco poetico e rigoroso di un mondo arcaico, in cui la fede, la famiglia e il senso della comunità diventano strumenti di resistenza e speranza.

A seguire, al Cinema Odeon saranno protagoniste due importanti pellicole: prima “Norimberga”, di James Vanderbilt con uno straordinario Russel Crowe che interpreta Hermann Göring e Rami Malek, nel ruolo dello psichiatra Douglas Kelley. Il film racconta del tribunale internazionale pronto a giudicare i crimini nazisti a Norimberga, mettendo a confronto giustizia, responsabilità morale e memoria dopo l’orrore della Seconda Guerra Mondiale. Un film necessario.

Successivamente saranno proiettati, a grande richiesta, sia “Una battaglia dopo l’altra” anche in versione originale, un racconto potente e attuale che indaga il conflitto, la resistenza e la possibilità di riscatto, diretto da Paul Thomas Anderson con protagonisti straordinari quali Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Benicio del Toro; sia “2 cuori e 2 capanne”, una commedia tutta italiana con Edoardo Leo e Claudia Pandolfi, che racconta la storia di un’insegnante femminista e di un preside tradizionalista, costretti a vivere e a fare i conti con una passione inaspettata.

Il programma

Song Sung Blue – versione doppiata: giovedì 8 gennaio ore 16.30 ; venerdì 9 gennaio ore 16.30; 21.00 ; sabato 10 gennaio ore 16.00 ; 18.30 ; 21.00 ; domenica 11 gennaio ore 15.00 ; 17.30; venerdì 16 gennaio ore 15.00 ; sabato 17 gennaio ore 17.30 ; domenica 18 gennaio ore 15.00 ;

Song Sung Blue – versione originale con sottotitoli: giovedì 8 gennaio ore 21.00 ; domenica 11 gennaio ore 20.00 ;

L’albero degli zoccoli: martedì 13 gennaio ore 16.00; 20.30 ; mercoledì 14 gennaio ore 16.00; 20.30

Norimberga – versione doppiata in italiano: giovedì 15 gennaio ore 16.30 ; venerdì 16 gennaio ore 17.30 ; sabato 17 gennaio ore 15.00 e ore 21.00 ; domenica 18 gennaio ore 17.30;

Norimberga – versione originale con sottotitoli: giovedì 15 gennaio ore 21.00 ; venerdì 16 gennaio ore 21.00 ; domenica 18 gennaio ore 20.00 ;

Una battaglia dopo l’altra – versione doppiata in italiano: martedì 20 gennaio ore 17.00 ; mercoledì 21 gennaio ore 17.00 ;

Una battaglia dopo l’altra – versione originale con sottotitoli: martedì 20 gennaio ore 20.30 ; mercoledì 21 gennaio ore 20.30

2 cuori e 2 capanne: giovedì 22 gennaio ore 17.00 e ore 21.00 ; venerdì 23 gennaio ore 17.00 , 19.00 , 21.00 ; sabato 24 gennaio ore 15.00 ; ore 17.00 ; ore 19.00 ; ore 21.00 ; domenica 25 gennaio ore 15.00 ; ore 17.00 ; ore 19.00 ; ore 21.00

 

Sinossi

Song Sung Blue

Song Sung Blue è un intenso ritratto cinematografico di Neil Diamond, figura centrale della musica americana, interpretato da Hugh Jackman, affiancato da Kate Hudson in un ruolo chiave che accompagna il percorso umano e artistico del protagonista. Il film attraversa la vita dell’artista seguendo il filo emotivo delle sue canzoni, trasformando il racconto biografico in un viaggio intimo tra creatività, fragilità e bisogno di connessione. Lontano dalla celebrazione convenzionale, Song Sung Blue indaga il rapporto tra identità e successo, tra l’esposizione pubblica e la solitudine privata di un uomo che ha saputo dare voce a sentimenti universali. La musica diventa linguaggio narrativo e spazio emotivo, capace di unire palcoscenici affollati e momenti di profonda introspezione. Con uno sguardo sobrio e coinvolgente, il film celebra il potere della canzone come atto di condivisione e memoria collettiva, offrendo al pubblico un’esperienza che parla non solo di un’icona, ma di ciò che significa trasformare la propria voce in un luogo d’incontro.

L’albero degli zoccoli

Vincitore della Palma d’Oro a Cannes, L’albero degli zoccoli è uno dei capolavori del cinema italiano. Ermanno Olmi racconta la vita contadina della Lombardia di fine Ottocento attraverso un affresco corale fatto di gesti quotidiani, silenzi e lavoro condiviso. Girato in dialetto bergamasco e interpretato da attori non professionisti, il film trasforma la luce naturale e il tempo reale in strumenti narrativi, dando forma a un cinema essenziale e profondamente umano. Al centro, un semplice atto d’amore paterno diventa simbolo di necessità, sacrificio e dignità. All’interno della rassegna “10 e luce”, il film si propone come un’esperienza di visione che invita alla contemplazione e alla riscoperta del cinema come spazio di memoria e verità.

Norimberga

All’indomani della Seconda guerra mondiale, mentre il mondo è ancora sconvolto dagli orrori dell’Olocausto, al tenente colonnello Douglas Kelley (il premio Oscar Rami Malek), psichiatra dell’esercito americano, viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring (il premio Oscar Russell Crowe), il famigerato ex braccio destro di Hitler, e di altri alti gerarchi nazisti.Allo stesso tempo, gli Alleati — guidati dal giudice Robert H. Jackson (Michael Shannon), affrontano l’impresa titanica di istituire un tribunale internazionale, per far sì che il regime nazista risponda dei propri crimini di fronte alla storia.Nel silenzio delle celle, Kelley ingaggia un intenso duello psicologico con Göring, uomo carismatico e manipolatore.Da quello scontro emerge una domanda che ancora oggi tormenta la coscienza del mondo: stavano eseguendo ordini, erano pazzi… o semplicemente malvagi?Sul palcoscenico della storia si apre così il processo di Norimberga, un evento che ha cambiato per sempre la storia e l’umanità.

Una battaglia dopo l’altra

Una battaglia dopo l’altra è un film intenso e contemporaneo che racconta un percorso umano fatto di conflitti, resistenze e scelte difficili. La storia segue personaggi chiamati a confrontarsi con un presente complesso, in cui le battaglie non sono solo esteriori, ma soprattutto interiori, legate alla responsabilità personale, alla memoria e alla necessità di prendere posizione.  Il film costruisce una narrazione stratificata, in cui il confronto tra passato e presente diventa centrale in :ogni decisione porta con sé conseguenze morali e relazionali, e ogni sconfitta apre la possibilità di una nuova consapevolezza. Attraverso uno stile sobrio e realistico, l’opera riflette sulla fatica del cambiamento e sulla persistenza della speranza anche nei contesti più difficili. Una battaglia dopo l’altra è un racconto civile e umano che invita lo spettatore a interrogarsi sul significato dell’impegno, della resistenza quotidiana e della capacità di non arrendersi di fronte alle contraddizioni del mondo contemporaneo.

2 cuori e 2 capanne

Alessandra e Valerio non potrebbero essere più diversi.Lei è una splendida quarantenne libera e indipendente, anticonformista e impegnata nel sociale, femminista convinta e allergica alla convivenza e alle lunghe relazioni.Lui è un coetaneo attraente, sportivo, ma rigido e attento alle convenzioni con una vita semplice, rigorosa e forse abbastanza banale.Un mattino, le loro strade si incrociano: la chimica è innegabile, la passione travolgente.Poi la sorpresa: lavorano nella stessa scuola. Peccato che lei sia l’idolo dei suoi alunni e lui il preside inflessibile con i ragazzi. Due mondi agli antipodi.Costretti a convivere tra corridoi scolastici e aule piene di adolescenti, saranno pronti a rimettere in discussione tutto ciò in cui credono?

Info e prenotazioni CINEMA ODEON

Tel. 0187.745630

cinema.odeon@comune.sp.it

Via Firenze, 37 - La Spezia

FB / IG @mediateca.laspezia

www.cinemaodeonlaspezia.it

 

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Appuntamenti gennaio Ineffabile Lea - Ciclo di conferenze Donne, lavoro, cultura: tra ieri e oggi

 


 



 Ricordiamo i prossimi due appuntamenti di gennaio del ciclo di conferenze Donne, lavoro, cultura: tra ieri e oggi, organizzato nell’ambito della mostra Ineffabile Lea. Lea Colliva (1901–1975) a 50 anni dalla morte che si terranno: 

- Giovedì 15 gennaio alle ore 16.30, Donne nel commercio tra ieri e oggi con Trilli Zambonelli

- Giovedì 22 gennaio alle ore 16:30, Donne e professioniste nella Bologna dell’Ottocento con Ilaria Chia 

presso ASCOM Confcommercio – Sala Carracci, Strada Maggiore 23, Bologna. 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

“La devozione in Liguria e alla Spezia”


Al via al Museo Civico “Etnografico “Giovanni Podenzana” un ciclo di conferenze gratuite in collaborazione con il Centro Culturale Il Porticciolo
La Spezia, 7 gennaio 2026 – Il Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” della Spezia presenta “La devozione in Liguria e alla Spezia”, un ciclo di incontri gratuiti dedicati alla storia, all’arte e alle tradizioni della devozione religiosa nel territorio ligure e spezzino fortemente voluto dall’Amministrazione Peracchini.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Centro Culturale Il Porticciolo e si propone di valorizzare un patrimonio spirituale e culturale di grande rilievo, attraverso il contributo di studiosi ed esperti.
Il programma si articola in otto appuntamenti, da gennaio a dicembre, con cadenza mensile e pausa estiva. Ogni incontro approfondirà temi specifici legati a luoghi di culto, reliquie, tradizioni musicali, ordini religiosi ed opere d’arte, offrendo al pubblico uno sguardo ampio ed approfondito sulla devozione locale.
Il ciclo di incontri rappresenta un’importante occasione di approfondimento e confronto, aperta a studiosi, appassionati e a tutti coloro che desiderano conoscere più da vicino le radici spirituali e culturali del territorio spezzino e ligure.
Calendario degli incontri – tutti alle ore 17.00:

    16 gennaio – Gli eburnei cofanetti arabo-siculi del XII secolo da San Lorenzo di Portovenere al Museo Diocesano della Spezia
    Pia Spagiari
    13 febbraio – I Salesiani alla Spezia
    Egidio Di Spigna
    13 marzo – La tradizione organistica nel territorio spezzino
    Mauro Lubatti
    17 aprile – Il culto di San Rocco in Liguria e nello spezzino
    Rina Gambini
    8 maggio – Zacchia da Vezzano dal Golfo a Lucca
    Nicola Barattini
    18 settembre – Le pievi della Spezia: Marinasco e San Venerio
    Giampaolo Chiappini Carpena
    16 ottobre – Le pievi del territorio spezzino: Santa Margherita di Baccano, Santa Maria Assunta di Bolano, San Martino di Follo, Sant’Andrea di Sarzana e altre
    Rina Gambini
    13 novembre – I tesori nascosti negli edifici religiosi del territorio spezzino
    Pia Spagiari
    11 dicembre – Il tesoro del Museo Diocesano della Spezia: reliquiari, ex voto, arredi sacri
    Giacomo Paolicchi

Tutti gli incontri si svolgeranno alle ore 17.00 e saranno a ingresso libero fino a esaurimento posti.
 

Info e prenotazioni Museo Civico Etnografico Giovanni Podenzana
via del Prione 156 - La Spezia

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

PROROGATA fino al 1° marzo 2026 | VER SACRUM e la grafica della Secessione viennese

 VER SACRUM

e la grafica della Secessione viennese
a cura di Giovanni Biancardi, Edoardo Fontana e Silvia Scaravaggi

PROROGA DELLA MOSTRA FINO AL 1° MARZO 2026

Museo Civico di Crema e del Cremasco 


 




Il Museo Civico di Crema e del Cremasco e la mostra Ver Sacrum e la grafica della Secessione viennese continuano ad attrarre visitatori e suscitare un largo interesse. In vista dei Giochi Olimpici invernali 2026, Milano-Cortina, e dell’importante afflusso di pubblico previsto in occasione del Carnevale Cremasco 2026, si è convenuto – con la complicità dei collezionisti e degli enti che hanno collaborato all’esposizione – di prorogare la mostra fino a domenica 1° marzo 2026. Per l’occasione, il percorso di visita sarà arricchito da alcune nuove opere.


La mostra promossa e prodotta dal Museo Civico di Crema e del Cremasco, in collaborazione con il Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi di Coccaglio e l’Associazione Culturale Mnemosyne di Dello, con il patrocinio di Forum Austriaco di Cultura di Milano, Aldus Club – Associazione Internazionale di Bibliofilia e A.L.A.I. – Associazione Librai Antiquari d’Italia, prorogata fino al 1° marzo 2026, a cura di Giovanni Biancardi, Edoardo Fontana e Silvia Scaravaggi, nasce attorno alla raccolta della rivista «Ver Sacrum», proveniente dalla collezione milanese di Giovanni Biancardi, di cui sono esposte le grafiche originali in essa pubblicate, le pagine e le copertine più significative e iconiche. Inoltre, accompagneranno la rivista, libri illustrati e cataloghi di esposizioni organizzate dalla Vereinigung bildender Künstler Österreichs Secession, nome ufficiale del movimento austriaco della Secessione viennese. Fu sotto la sua egida che il periodico, dapprima mensile e quindi bisettimanale, vide la luce. A questo compatto, sebbene eterogeneo, gruppo di opere saranno affiancati fogli sciolti realizzati dagli aderenti alla Secessione, da artisti cosiddetti “corrispondenti”, nonché incisioni e disegni di personalità internazionali che furono presentati nelle mostre realizzate nella sede della Secessione, allo scopo progettata da Joseph Maria Olbrich, e in altri luoghi, o pubblicati sulla rivista.

 

A Crema saranno esposte, tra le altre, opere di Gustav Klimt, Koloman Moser, Alfred Roller, Josef Maria Auchentaller, Carl Moll, Adolf Böhm, Ernst Stöhr, Egon Schiele, Alphonse Mucha, Carl Otto Czeschka, Jan Toorop, Max Kurzweil, Emil Orlik, Giovanni Segantini, George Minne, Marcus Behmer, Franz Wacik, Fernand Khnopff, Franz von Stuck, Heinrich Lefler, Armand Rassenfosse, Rudolf Jettmar, Irma von Duczynska, Wilhelm List, Walter Crane, Edmond Aman-Jean, Félix Vallotton, Ferdinand Andri, Frank Brangwyn, Eugène Grasset, Julius Klinger, Friedrich König, Oskar Laske, Anders Zorn, Maximilian Lenz, Marianne Hitschmann-Steinberger, Charles Rennie Mackintosh, Margaret McNair, Jessie King, Józef Mehoffer, Alfredo Müller, Joseph Maria Olbrich, Josef Hoffmann.

 

Con loro in mostra tutti i maestri che ne ispirarono e influenzarono il lavoro, da Arnold Böcklin a Max Klinger, da James McNeill Whistler a Edward Burne-Jones, da Pierre-Cécile Puvis de Chavannes a Katsushika Hokusai.

 

«Ver Sacrum» prende il suo nome da un rito italico, poi in parte assorbito nei culti dell’antica Roma, basato sull’usanza di allontanare dal villaggio tutti i giovani nati in primavera, al raggiungimento della maggiore età, come offerta alla divinità a cui erano stati promessi. Per scongiurare un evento nefasto con la loro partenza – simbolico sacrificio che sostituiva quello più tragico della vita – i prescelti si allontanavano dal conosciuto per andare verso l’ignoto, le nuove terre dove si sarebbero insediati. L’evento si ammantava di una forte connotazione etica poiché permetteva alla popolazione di rinnovarsi e di mescolarsi con altre genti.

 

La rivista della Secessione viennese si proponeva, quindi, come il manifesto di un allontanamento e insieme auspicio di rinascita e di emancipazione − il motto del Sezessionstil era, non a caso, proprio «Al tempo la sua arte. All’arte la sua libertà». Essa fu il principale organo di diffusione sia dell’idea che sottende i principi dell’arte totale, Gesamtkunstwerk, sia della promozione degli artisti che la fondarono e, via via numerosi, vi aderirono, avendo suo nucleo attivatore a Vienna ma espandendosi da subito in tutti i paesi europei coinvolti nei movimenti modernisti e simbolisti. Si impose per la sua capacità di rileggere correnti del passato e tradizioni arcaiche in una spinta verso la reinterpretazione dell’arte cosiddetta maggiore, così come delle arti minori, poste sullo stesso piano a imitazione dell’Arts and Crafts inglese di William Morris, che sarà germinale per la ben nota Wiener Werkstätte, e delle correnti preraffaelite.

 

La novità di «Ver Sacrum» deve essere interpretata anche nella sua impostazione tipografica che integra, e supera, l’Aesthetic Movement inglese per generare una compatta struttura capace di fondere coerentemente l’architettura della pagina, i testi e infine l’apparato illustrativo, valorizzando lo stile e la poetica dei vari artisti − la cui importanza è palese – mantenendo però il principio sostanziale di preferire la regia al talento dei singoli attori. Come nella nuova architettura di Olbrich, il decoro − il confronto tra decorazione e illustrazione era già stato punto saliente nella discussione nata intorno al Simbolismo −, diventa strutturale, la pagina di «Ver Sacrum» pare reggersi proprio su questo ornamento, il quale si fa soggetto stesso della ricerca grafica. La pagina della rivista talvolta fa uso della purezza di campiture vuote e ascetiche, talaltra si innalza sui capilettera, sulle cornici, affollata dai decori giapponisti, da forme che sembrano germinare dalla natura o reinterpretare la tradizione dell’arte popolare, riscoprendo i gioielli egizi, i vasi ellenistici e le semplici geometrie della pittura romana.

 

Seminale fu la scoperta della grafica e dell’artigianato giapponese, in grado di condensare sintetismo e perfezione estetica a partire dalle più semplici forme di oggetti di uso quotidiano, fino alla xilografia policroma: per sottolineare questo forte legame, in mostra saranno esposti lacche, suppellettili, volumi e incisioni sciolte provenienti da collezioni private e, soprattutto, dall’importante patrimonio posseduto dal Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi di Coccaglio.

 

Senza dimenticare la derivazione dalla ricerca di normalità del gusto Biedermeier e dalla solidità metafisica della cultura austro-ungarica, «Ver Sacrum» si ingentilisce con le influenze neobizantine, tratte dai mosaici ravennati che affascinarono Gustav Klimt, si arricchisce con la rilettura del mito di Arnold Böcklin, il misticismo solitario delle figure femminili e delle montagne di Giovanni Segantini, con la revisione klingeriana del mediterraneo.

 

Nulla meglio che sfogliare le pagine della rivista permette di comprendere quale fu l’impatto che la Secessione ebbe sull’arte a lei contemporanea: a un primitivo nucleo di artisti viennesi e di area mitteleuropea si unirono, via via, numerose personalità provenienti da paesi, culture e correnti diversissime tra loro, avvicinate solamente dal desiderio di proporre un’arte nuova che non negasse però la tradizione, che ne facesse tesoro attraverso la formulazione di una moderata avanguardia.

 

La rivista, che aveva una forte connotazione letteraria, non dimentica le arti performative: Vienna fin de siècle è un continuo caleidoscopio, una eterna rappresentazione. In questa geniale rivisitazione che la Secessione propone, il teatro ha un ruolo importante: ambito che scardina le convenzioni borghesi, ma anche luogo delle sperimentazioni delle forme. Gli artisti di «Ver Sacrum» lavorano per spettacoli, cabaret, balli in maschera, si ispirano al Burgtheater e alle canzonettiste, disegnano manifesti e progettano sale e scene, creando un universo di segni complesso.

 

La Secessione viennese, e di conseguenza «Ver Sacrum», sono l’elemento aggregatore capace di demolire non solo la differenza tra le arti maggiori e le arti minori, ma anche i pregiudizi, le differenze sociali e la distanza tra le correnti artistiche. Non è difficile comprendere come la rivista, in un primo tempo chiaramente influenzata da un tardo Art Nouveau, raccolse, come una valanga che travolge tutto, il Simbolismo belga, il Divisionismo di marca segantiniana, il decorativismo giapponista, l’impressionismo, il tardo preraffaelismo inglese, e non ultimo il dirompente modernismo scozzese della Scuola di Glasgow.

 

Questa fuga verso il futuro – che non disconosce il valore fondante della Mitteleuropa e della prossima cultura slava e neppure dimentica l’apporto delle forme mediterranee spesso presenti nei disegni e nei progetti degli architetti e dei designer coinvolti nella redazione – fece di «Ver Sacrum» il più influente periodico, da un punto di vista visuale, della sua epoca, risultando esempio da copiare anche in altri contesti − si ricordino solo «L’Eroica» e «Novissima» per l’Italia −, e punto di partenza, molti anni dopo, per l’olandese «Wendingen» e per la rivista razionalista «Campo Grafico».

 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Museo Civico Crema con testi critici e schede di Emanuele Bardazzi, Giovanni Biancardi, Livia Fasolo, Mario Finazzi, Edoardo Fontana, Elena Guerra, Laura Inzoli, Paolo Linetti, Maurizio Lo Giudice, Roberto Lunelio, Silvia Scaravaggi, Luca Scarlini.

 

 

Informazioni

Ver Sacrum e la grafica della Secessione viennese

a cura di Giovanni Biancardi, Edoardo Fontana e Silvia Scaravaggi

Museo Civico di Crema e del Cremasco
18 ottobre 2025-1 marzo 2026

Mostra prodotta e promossa da

Comune di Crema, Assessorato alla Cultura, Assessore Giorgio Cardile

Dirigente Area Servizi al cittadino, Francesca Moruzzi

Responsabile dei servizi culturali del Comune di Crema, Silvia Scaravaggi

in collaborazione con

Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi di Coccaglio, Presidente Cristina Capitanio, Direttore Paolo Linetti

Associazione Culturale Mnemosyne di Dello, Presidente Cristina Faelli, Segretario Maurizio Lo Giudice

con il patrocinio di

Forum Austriaco di Cultura di Milano

Aldus Club, Associazione Internazionale di Bibliofilia

A.L.A.I., Associazione Librai Antiquari d’Italia

Mostra e catalogo a cura di

a cura di Giovanni Biancardi, Edoardo Fontana e Silvia Scaravaggi


Testi critici e schede di

Emanuele Bardazzi, Giovanni Biancardi, Livia Fasolo, Mario Finazzi, Edoardo Fontana, Elena Guerra, Laura Inzoli, Paolo Linetti, Maurizio Lo Giudice, Roberto Lunelio, Silvia Scaravaggi, Luca Scarlini.

Consulenza linguistica e traduzioni

Gabriele Elisabeth Bauer


Comitato scientifico

Simone Bandirali, Alessandro Barbieri, Emanuele Bardazzi, Giovanni Biancardi, Mauro Chiabrando, Cristina Chiesura, Livia Fasolo, Mario Finazzi, Edoardo Fontana, Paolo Linetti, Maurizio Lo Giudice, Giorgio Marini, Francesca Nepori, Giancarlo Petrella, Ferruccio Proverbio, Silvia Scaravaggi.

 
Prestatori pubblici
Biblioteca Comunale Clara Gallini, Crema; Biblioteca Museo Civico Crema.

 
Prestatori privati
Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi (Coccaglio), Associazione Culturale Mnemosyne (Castello di Dello), Collezione AB (Roma), Collezione Simone Bandirali (Crema), Collezione Emanuele Bardazzi (Firenze), Collezione Giovanni Biancardi (Milano), Collezione Franco Bianchessi (Crema), Collezione Mauro Chiabrando (Milano), Collezione Marcella Dattoli (Milano), Collezione Garlaschi (Milano), Collezione Simona Manetti (Montevettolini), Collezione Ferruccio Proverbio (Milano-Lisbona), Collezione Letizia Villatora (Sesto Fiorentino), e altri prestatori che hanno preferito rimanere anonimi.

Coordinamento generale, grafica e cura allestimenti

Beggars Studio

Segreteria organizzativa e di redazione

Laura Inzoli

Sede
Museo Civico di Crema e del Cremasco

piazzetta Winifred Terni de’ Gregorj 5, Crema

Periodo e orari di apertura
18 ottobre 2025-1° marzo 2026
lunedì chiuso
martedì 14.30-17.30
da mercoledì a venerdì 10.00-12.00 e 14.30-17.30
sabato, domenica e festivi 10.00-12.00 e 15.30-18.30

Ingresso
Gratuito, senza prenotazione 

Catalogo
Edizioni Museo Civico Crema


Informazioni generali
Museo Civico di Crema e del Cremasco
Piazzetta Winifred Terni de’ Gregorj, 5 26103 Crema

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

La Spezia - Modifiche alla viabilità e alla sosta per i lavori del secondo lotto di via Diaz

Si segnala  che, per consentire l’esecuzione dei lavori relativi al secondo lotto di via Diaz, sono stati adottati i seguenti provvedimenti alla viabilità e alla sosta:

Sosta autorizzata in Viale Italia

I veicoli muniti di autorizzazione per l’ingresso nella ZTL di via Diaz potranno parcheggiare in Viale Italia, lato giardini, nel tratto compreso tra via Diaz e via Persio.

Modifiche in Viale Mazzini

È abrogato il divieto di transito in Viale Mazzini, nel tratto compreso tra via Diaz e via Cadorna.  In tale tratto è consentita anche la sosta

I provvedimenti avranno vigore da lunedì 12 gennaio e resteranno attivi fino al termine dei lavori.

 

COME DA COMUNICAZIONE PERVENUTA