giovedì 10 settembre 2026

Project Room del CAMeC - Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia

 Marcela Gutiérrez

SOGLIA

11 settembre – 8 novembre 2026

Inaugurazione 11 settembre ore 19.00



La Spezia, 8 settembre 2026 – Il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia presenta “Soglia”, progetto di Marcela Gutiérrez ospitato nella Project Room, spazio del museo dedicato a focus sugli artisti contemporanei.

Marcela Gutiérrez, artista guatemalteca di rilievo internazionale, è stata ospitata quest’estate presso il Santuario di Soviore nell’ambito del progetto promosso dal CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia e il Parco Nazionale delle Cinque Terre ed ora espone “Soglia” nella Project Room del CAMeC, che sarà inaugurata alla presenza del Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, dal Presidente di Fondazione Carispezia Andrea Corradino, dal Presidente del Comitato Tecnico e di Gestione del CAMeC Giacomo Bei e Presidente del Parco delle Cinque Terre Lorenzo Viviani venerdì 11 settembre ore 19.00.

Ogni anno il CAMeC invita due artisti a partecipare a un periodo di residenza di quattro settimane, dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e alla realizzazione di nuovi progetti in dialogo con il territorio. Una delle due residenze si svolge nel territorio del Parco Nazionale delle Cinque Terre, partner istituzionale del CAMeC. Durante la permanenza, gli artisti possono approfondire la conoscenza del contesto locale e delle sue comunità, sviluppando un percorso che può tradursi in nuove opere, incontri, laboratori o momenti di condivisione con il pubblico.

“Soglia” è proprio il frutto dell’esperienza di lavoro che Marcela Gutierriéz ha appena concluso in occasione della residenza presso il Santuario di Soviore. L’incontro con un paesaggio e un ambiente straordinariamente suggestivi ha generato un’abbondante messe di opere, il cui linguaggio formale appare nettamente divergente rispetto ai pronunciamenti passati, noti, apprezzati e precisamente riconoscibili.
Durante il soggiorno a Soviore, quotidianamente accompagnato dalla pace e dall’isolamento che contraddistinguono l’antico luogo di preghiera e di rifugio, Marcela ha amplificato la sua visione. Nel contempo ha intercettato alcune persone, che, parimenti al paesaggio, la hanno colpita e le hanno offerto precisi suggerimenti visuali, puntualmente trasferiti nelle sue composizioni cromatiche.

Come spiega la stessa artista, Marcela Gutierriéz, “Soglia è nata come un’esplorazione dell’atto del vedere. È nata dal profondo fascino che l’orizzonte ha sempre esercitato su di me e da una curiosità autentica sul perché tutti noi sembriamo essere così profondamente attratti da quella linea. È quasi banale: tutti abbiamo innumerevoli fotografie dell’orizzonte, eppure continuiamo a fermarci, a osservarlo, a dipingerlo e a tornarci. Il mio soggetto è diventato una linea immaginaria, una linea che non esiste realmente ma che definisce l’incontro illusorio tra il mare e il cielo, la soglia in cui un’atmosfera diventa un’altra. Questo lavoro nasce dal sollievo, dalla coerenza visiva e da una forma estremamente semplice e umile. È quasi niente. È una linea. Dipingendo, ho iniziato a riflettere sui diversi modi in cui vediamo, percepiamo e interpretiamo la realtà. L’orizzonte è stato soltanto il punto di partenza. Mi sono accorta che un colore, da solo, significa molto poco; è la relazione con un altro colore a farlo vivere. Alcuni colori rendono altri inevitabili. Ho scoperto che l’armonia cromatica può generare la stessa sensazione di sollievo del silenzio visivo di un orizzonte aperto e ininterrotto. Entrambi sembrano sciogliere una tensione. I dipinti catturano il momento in cui la pittura si asciuga mentre è ancora in movimento. Acqua, gravità e tempo diventano collaboratori del processo. Con il tempo questa ricerca sul vedere si è ampliata. Alcuni dipinti contengono un altro dipinto al loro interno, perché anche quello è un modo di vedere. Guardiamo il mondo direttamente con i nostri occhi, ma anche attraverso il telefono, una finestra, una cornice, la memoria o un’altra immagine. Anche la pittura è un modo di vedere e di interpretare la realtà. A un certo punto mi sono resa conto che il lavoro non esisteva più soltanto sulla superficie della tela. Ha cominciato a esistere nelle relazioni tra i dipinti e nello spazio che essi definiscono. Ogni punto di vista genera una composizione diversa. Primo piano, piano intermedio e sfondo si trasformano continuamente. L’atmosfera stessa diventa l’opera. Quella che era iniziata come un’esplorazione del mio paesaggio interiore è diventata un’esplorazione fisica. Per me quella linea è diventata la metafora di un passaggio profondamente personale. Venivo dal caos e qui ho ritrovato la serenità. I dipinti catturano il passaggio dalla sofferenza al sollievo. Quello che prima avevo dentro ora mi circonda”.

“La nuova mostra di Marcela Gutiérrez, che trae origine dalla residenza artistica presso il Santuario di Soviore, si lega profondamente a un pezzo della nostra storia: il Premio di pittura del Golfo della Spezia, che nel tempo ha permesso di ospitare alcuni tra i più grandi artisti del Novecento italiano, come Renato Guttuso, Emilio Vedova e Gian Carozzi” commenta il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. “Nato nel 1933, il Premio ha coinvolto talenti di spicco del panorama artistico nazionale e internazionale, che soggiornando nel nostro Golfo si sono lasciati ispirare dai suggestivi scorci e scenari paesaggistici, realizzando opere in cui la natura e il mare del Golfo spezzino si intrecciano in un connubio perfetto. In continuità con questa visione, Marcela Gutiérrez, ispirata dall’incantevole paesaggio di Soviore, è riuscita a catturare l’orizzonte, filtrandolo attraverso lo sguardo contemporaneo e originale che da sempre contraddistingue la sua produzione artistica. Le residenze artistiche del CAMeC diventano così un punto d’incontro fra la storia del nostro Golfo e la valorizzazione di artisti internazionali, che trovano nella Project Room lo spazio ideale per creare percorsi espositivi innovativi e ricercati.” conclude il Sindaco.

 

La Project Room del CAMeC

La Project Room del CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia è uno spazio dedicato a progetti espositivi innovativi e autonomi rispetto alle mostre temporanee e alla collezione permanente.

Pensata per approfondire ricerche artistiche specifiche, attivare dialoghi con le opere del museo e promuovere collaborazioni con istituzioni culturali, artisti e curatori locali e internazionali, la Project Room segue una programmazione a cadenza bimestrale, contribuendo al costante rinnovamento dell’offerta culturale del museo.

Accessibile direttamente dal piano terra, è il primo ambiente espositivo che il visitatore incontra entrando al CAMeC: uno spazio di accoglienza, sperimentazione e ricerca, a ingresso gratuito.

BIO Marcela Gutiérrez

Nata negli Stati Uniti ma cresciuta in Guatemala, ha successivamente vissuto in diversi luoghi, tra cui Messico, Florida, Barcellona, Londra (dove ha conseguito il diploma in arte presso il Central Saint Martins), Parigi, New York e Ibiza.

Marcela è conosciuta soprattutto come artista che dipinge principalmente ad acquerello e gouache, utilizzando tecniche che spaziano dall'espressivo all'iperrealistico. Oltre alla sua attività artistica, il suo lavoro le ha offerto l'opportunità di collaborare con marchi come Alexander McQueen e Prada, nonché di realizzare opere utilizzate come copertine di album per artisti tra cui Beyoncé.

Le sue opere, esposte e pubblicate a livello internazionale, si distinguono per una combinazione di precisione figurativa e libertà gestuale che genera immagini sospese tra realtà e immaginazione.

Marcela Gutiérrez sviluppa una ricerca che intreccia figura umana, memoria, paesaggio e trasformazione. È  stata un’artista in residenza nel Parco Nazionale delle Cinque Terre che le ha offerto l’opportunità di confrontarsi con uno dei più significativi paesaggi culturali del Mediterraneo, modellato nei secoli dall’interazione tra uomo e natura. I terrazzamenti vitati affacciati sul mare, esempio emblematico di viticoltura eroica, hanno costituito un contesto di particolare interesse per un’artista attenta ai processi di costruzione dell’identità, della memoria e della relazione tra corpo e territorio. Molte sue opere mostrano una fusione tra elementi naturali, acqua, vegetazione, e corpo umano, come ricerca di continuità tra essere umano e ambiente.

PROJECT ROOM – Soglia

Date: 11 Settembre - 8 Novembre
Opening: 11 Settembre ore 19:00 - in presenza dell'artista

 

INFORMAZIONI E CONTATTI

CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea

Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia

https://camec.sp.it/

https://camec.museilaspezia.it/

FB/IG @camec.laspezia

Biglietti:

Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia

Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia

Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre

Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea). L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.

Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.

Orari:

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 ; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00

Chiuso lunedì e 25 dicembre

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

mercoledì 9 settembre 2026

“Promessa all'arcobaleno” di Beatrice Daneri



 

Martedì 15 settembre 2026 alle ore 18:00, al centro anziani di piazza Brin alla Spezia, in via Filippo Corridoni 7 nel quartiere umbertino, Gabriella Crovara presenterà l’ultimo libro di Beatrice Daneri, dal titolo “Promessa all'arcobaleno”. Il libro racconta la storia di Ginevra e Marco, una giovane coppia che sembra inizialmente condividere i medesimi progetti di vita. Tuttavia, con il passare del tempo, Marco inizia a manifestare crescenti scatti d'ira, rivelando un amore tossico. All'ennesima promessa tradita, Ginevra sceglie di troncare definitivamente la relazione, intraprendendo un percorso di rinascita e cambiamento.

 




L’opera affronta il delicato tema della violenza di genere, sul lato femminile.


All'interno della narrazione gioca un ruolo significativo anche il personaggio di Argo, un cane border collie che diventa un compagno di vita per Ginevra e suo figlio Simone, rappresentando una figura positiva capace di contrastare i modelli comportamentali violenti.

Riconoscimenti: Il romanzo è stato candidato al Premio Campiello 2026.

 


 


Beatrice Daneri, nata alla Spezia nel 1995, è una scrittrice attiva nel panorama letterario contemporaneo. La sua produzione è spesso caratterizzata da una forte impronta emotiva e dall'uso della scrittura come strumento di riflessione sociale. Nelle sue opere ricorre spesso la figura del cane Argo, che funge da fil rouge narrativo in diversi suoi progetti editoriali.

Alla fine dell’evento sarà possibile avere il firmacopie dell’autrice.

 
Riferirsi, per una tempestiva comunicazione, all'indirizzo 

 
https://incontridilettura.blogspot.com

(Il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web) 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Discorso di Paolo Luporini all'inaugurazione del V anno degli Incontri di lettura

Ph. Ercole Buoso

 

 Benvenuto, V anno!!!


«Ecco il testo del mio benvenuto e l’introduzione della prima scrittrice nostra ospite:

Buonasera a tutte e a tutti, benvenuti! Benvenute! È un ritorno ancora estivo a un ciclo annuale che si ripete per la quinta volta, ormai!

È questo un punto di vanto e di nuovo impegno che implica gioia e senso di responsabilità per fare del nostro meglio per rendere la cultura e pure lo svago dell’ascolto della musica o delle forme di teatro come stimoli per un impegno sociale, come indicavano Albert Camus e il ligure Don Antonio Gallo

Albert Camus scriveva:

«La cultura non si eredita, si conquista. E si conquista solo attraverso il dono di sé.»

E don Gallo aggiungeva, sul concetto dell’aiuto circolare: 

«Io vedo che, quando allargo le braccia, i muri cadono. Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri».

Il primo indicava la cultura come dono, un DONO SOSPESO donato a tutti, e don Gallo faceva, dei gesti accoglienti, dei ponti reciproci e circolari di doni agli altri che, per le strade degli aiuti a tutti, in qualche modo ritornano, perché se io aiuto te e tu aiuti un altro, che aiuta un altro ancora, un aiuto necessario ritorna a me. 

Eugenio Montale scrisse: 

«Un immenso invisibile fragile legame / pulsa tra i vivi».

Difatti, la letteratura, la musica, il teatro, sono “nutrimento saporito” che, alimentato dalle letture o dal lavoro dell’estate, ritornano con l’autunno. Come per un quartiere di una città o le stagioni che si rinnovano e maturano frutti diversi, occasioni d’incontro, una città si riammoderna e si riempie di vita grazie allo scambio di idee, proprio come accade quando le persone si riuniscono intorno ai libri. 

Giorgio Caproni disse: 

«Non c'è altro orientamento che l'altro uomo».

Martin Luther King, che anche lui “aveva un sogno”, diceva: 

"Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli."

Trovo che l’aiuto circolare, che per Albert Camus era molto necessario persino nella tragedia della guerra simboleggiata nella Peste di Orano, quando, perduta ogni speranza, aiutarsi è l’unica speranza. E perciò rendiamoci consapevoli che ogni autore nostro ospite porta una voce diversa, ma il fine ultimo e comune è abbattere le distanze e promuovere l'uguaglianza nel rispetto delle specificità di ognuno. La cultura non è un monologo, ma un circuito in cui chi riceve un'idea o un'emozione è stimolato a donare a sua volta qualcosa alla comunità.

Maurizio Maggiani, scrittore di Castelnuovo Magra, ha scritto: 

«La solidarietà non si misura a metri o a chili, si misura a cuori; e quando un cuore si apre, si apre per il mondo intero». 

Bruno Lauzi, inoltre: 

«Il tempo che doni agli altri è l'unico che non andrà mai perduto».

Uno scrittore, un musicista, un attore, un regista, non lavorano alle proprie opere solo per sé, ma principalmente per gli altri e per averne un ritorno, consapevoli di avere attinto dai tanti autori che li hanno preceduti. Una circolarità che ritorna. Come IL DONO SOSPESO, un gruppo facebook che da sei anni fa sì che un dono immateriale e culturale (come una poesia, un pensiero o un testo condiviso online) possa trasformarsi in un aiuto materiale e concreto nella rete della solidarietà locale e globale: a livello locale con il sostegno all'Associazione Buonmercato che si occupa delle mense e dei poveri della nostra città (La Spezia). 

A livello globale il supporto a Gocce di Sorriso e a Emergency, per portare aiuto concreto in Africa e alle vittime delle guerre. Il messaggio chiave di questa rete è che chi lancia un libro o un'iniziativa culturale non sta solo parlando di pagine scritte, ma sta attivando una rete invisibile che sfama chi ha bisogno e cura chi soffre.

La chiamata al volontariato: 

Invito i presenti a non essere semplici spettatori. 

Esorto ognuno a fare la propria parte attraverso il volontariato culturale, perché la cultura ha valore solo se si traduce in empatia e aiuto vicendevole. Lascio dunque la parola al primo autore di questo nuovo quinto ciclo di Incontri di lettura con una frase ad effetto: 

"Iniziamo questo viaggio nutrendoci delle parole della nostra prima ospite, per rimettere in circolo la bellezza e la solidarietà. Paola Russo tratta infatti nel suo secondo libro un tema iniziato già con il primo: la difesa contro le moderne truffe, che si avvalgono molto pure delle nuove tecnologie." 

Per favore, accogliamo con un applauso di gratitudine Paola Russo che condivide le sue esperienze con noi…»

La foto che accompagna il testo del discorso è di Ercole Buoso Ph.

Le notizie degli Incontri di lettura compaiono nel blog

 https://incontridilettura.blogspot.com/

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Ascensore pubblico verticale tra Via Indipendenza e Via XX Settembre: chiusura temporanea il 10 e 11 settembre per interventi di manutenzione

 La Spezia, 9 settembre 2026 - Il Comune della Spezia informa che nelle giornate di giovedì 10 e venerdì 11 settembre 2026, per l'intera giornata, sarà temporaneamente chiuso al pubblico l'ascensore verticale di collegamento tra  Via Indipendenza e Via XX Settembre.

La chiusura si rende necessaria per consentire alla ditta Schindler di eseguire i programmati e periodici  interventi tecnici e lavorazioni sull'impianto finalizzati a garantirne il corretto funzionamento e la sicurezza.

Il servizio sarà regolarmente ripristinato a partire da sabato 12 settembre 2026.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

MANNight, straordinarie aperture - Continuano con successo i giovedì sera al Museo

Nuove performance artistiche con bodypainting e ricamo in ferro
Il dj Bassolino nel Giardino della Vanella 

 

grafica dj


 

Decine di performances durante tutta la serata e più di venti artisti coinvolti per il secondo appuntamento di MANNight: giovedì 10 settembre sarà in programma la seconda apertura speciale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che sarà visitabile dalle 19 alle 23.30 con biglietto al costo speciale di 10 euro. Brevi esibizioni site - specific (dal quartetto d’archi alle sonorità ancestrali delle tammorre, dalla musica di crossover ai dj set d’ambiente, dalla danza contemporanea al body painting artistico fino al ricamo artistico del ferro) consentiranno al pubblico di vivere il Museo in modo diverso, creativo e coinvolgente.


    “Buona la prima: il coinvolgimento del pubblico nella serata inaugurale di MANNight ci incoraggia nel proseguire in un percorso di ricerca partecipata in cui crediamo molto. Il futuro incontra il passato non è solo uno slogan efficace che connoterà la rassegna di aperture serali sino al prossimo 22 ottobre, ma è piuttosto un filo conduttore capace di mescolare tempi diversi in una prospettiva molto chiara: l’arte antica non smette e non smetterà di parlarci”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano.

 

mannight foto

 


    Tanti gli artisti che si esibiranno al MANN il prossimo 10 settembre: Manuela Albano, Weronique Art, Giosuè Carbone, Gaetano Coccia, Stefania Contocalakis, Carlo Coppola, Tancredi D’Alò, Francesco Ottavio De Santis, Cosa del Futuro, Club Tasso, Alessandra Gallo, Luca Iovine, Giusy Lo Sapio, Sara Lupoli, Ida Marino, Veronica Menditto, Ledia Nikolla, Antonella Parrella, Marta Peperna, Ciro Riccardi, Antonella Romano, Giovanni Sanarico, Francesco Scelzo, Soul Express Collective, Enzo Tammurriello, Enrico Valanzuolo.


    Per le proposte selezionate da Soul Express Collective ci sarà, dopo il tedesco Niklas Wandt, un altro nome molto conosciuto e apprezzato del panorama dei Dj, il napoletano  Bassolino. 
    La rassegna MANNight è prodotta per conto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli da Casa del Contemporaneo, in collaborazione con la Santissima Community Hub.

mannight foto

 


Tutte le info su: 
www.museoarcheologiconapoli.it/event/mannight-straordinarie-aperture-il-futuro-incontra-il-passato/

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Sorrento Classica presenta Smetana Duo Sounds of Bohemia Giovedì 10 settembre


 

S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento

Patrocinio Città di Sorrento e Regione Campania

SORRENTO CLASSICA

The International Summer Music Festival of Sorrento

Personaggi, interpreti e protagonisti della grande musica classica a Sorrento

XIX Edizione

Presenta

Smetana Duo

Sounds of Bohemia

violoncellista Jan Páleníček pianista Jitka Čechová


 

Info: Sorrento, giovedì 10 settembre Chiostro di San Francesco, ore 20,45 biglietti: euro 20+commissioni  Infoline/Box office: (+39) 339 442 9217. www.societaconcertisorrento.it Online Presale: www.ticketgate.it Info.: www.comune.sorrento.na.it, www.surrentum.com e www.agopress.it

 

Atmosfera mitteleuropea con Sounds of Bohemia a Sorrento Classica

 

Terzo appuntamento, giovedì 10 settembre, con lo Smetana duo, nella cornice del Chiostro di San Francesco, alle ore 20,45, ospite della XIX edizione del Festival Internazionale Sorrento Classica, organizzato dalla S.C.S, Società Concerti Sorrento, per la direzione artistica del Maestro Paolo Scibilia

 

Nell'ambito della programmazione culturale estiva e autunnale dell'Italia meridionale, la diciannovesima edizione del Festival Internazionale di Musica Sorrento Classica, The International Music Festival of Sorrento, curata dal Maestro Paolo Scibilia, si propone come un significativo punto di intersezione acustica dedicato all'esecuzione e al confronto interculturale; la manifestazione, promossa e strutturata dalla Società dei Concerti di Sorrento, si avvale del sostegno istituzionale del Comune di Sorrento, della Regione Campania e del Museo Correale di Terranova, a conferma della propria funzione di presidio intellettuale volto alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio. Nel mese di settembre, l'architettura monumentale del Chiostro di San Francesco, ubicata nel centro storico della città costiera, assume la funzione di palcoscenico principale, accogliendo una serie di sei appuntamenti concertistici serali caratterizzati da un'articolata pluralità di linguaggi musicali che spaziano dal repertorio canonico europeo alle contaminazioni stilistiche dell'avanguardia del Novecento e della tradizione etnomusicale. La terza tappa di questo interessante viaggio ci porterà domani, giovedì 10 settembre, nella cornice del Chiostro di San Francesco, alle ore 20,45,  nell’atmosfera mitteleuropea con Sounds of Bohemia, una performance dello Smetana duo, composto dal violoncellista Jan Páleníček e dalla pianista Jitka Čechová. L'esecuzione si propone come un'indagine rigorosa nell' identità musicale ceca, portando alla luce il ricco retaggio espressivo della Bohemia e le sue peculiarità timbriche ed evocative. La serata principierà con la trascrizione per violoncello e pianoforte del Valse Sentimentale in fa minore, Op. 51 n. 6 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, composto nel settembre del 1882 nell’amena residenza estiva di Kamenka, in Ucraina, quale ultimo pezzo della raccolta Six Morceaux per pianoforte solo, dedicata a varie figure dell’entourage affettivo e sociale dell'autore. Il n. 6 fu intitolato a Marija Kondrat’eva, giovanissima figlia di Nikolaj Kondrat’ev, uno dei più cari amici d’infanzia di Čajkovskij. Sebbene concepita per la dimensione intima e privata del salotto borghese, la pagina ha presto valicato i confini della letteratura pianistica, diventando uno dei brani lirici più amati del compositore russo, soprattutto grazie alle fortunate trascrizioni per strumento ad arco e pianoforte. Il valzer, si spoglia qui di ogni sfarzo orchestrale o mondanità da ballo per ripiegarsi in un’elegia trasparente, velata di discreta melanconia. Si proseguirà con l’ Enrique Granados Danza Spagnola n. 5 “Andaluza”, dalla raccolta delle 12 Danzas Españolas, Op. 37, nella trascrizione per violoncello e pianoforte. Nata originariamente per pianoforte solo, la composizione ha conosciuto innumerevoli trascrizioni, per chitarra, violino e, per violoncello e pianoforte, proprio in virtù della straordinaria vocalità della sua linea melodica.  Il brano si articola secondo una classica struttura tripartita, caratterizzata da un ritmo ostinato ed energico del pianoforte che evoca in modo inequivocabile il "punteo" e lo "rasgueado", della chitarra flamenco. Su questo ordito ritmico, denso e vibrante, si innesta la voce del violoncello con una melodia fiera, sinuosa e dai contorni tipicamente andalusi. Quindi, il tempo rallenta e il clima si trasforma radicalmente. L'impeto ritmico lascia il posto a una parentesi lirica e intimista. Qui il violoncello sfrutta appieno il suo timbro caldo e profondo nel registro medio-grave, intonando un canto malinconico che richiama la tradizione del cante jondo andaluso, sospeso tra nostalgia ed estasi espressiva. Quindi, il tema iniziale riaffiora con rinnovato vigore, conducendo l'ascoltatore verso una conclusione rapida e rigorosa, che sfuma con un'improvvisa ed elegante perentorietà. Ascolteremo, poi, la Sonatine di Maurice Ravel, per pianoforte solo, composta tra il 1903 e il 1905, che rappresenta un perfetto equilibrio tra il rigore formale di stampo neoclassico e la raffinata ricerca timbrica dell'impressionismo francese. Il primo movimento nacque in risposta a un concorso indetto dalla rivista Weekly Critical Review, che richiedeva l'elaborazione del primo tempo di una sonatina non superiore alle 75 battute. Nonostante la squalifica di Ravel — la cui composizione superava di sole due battute il limite imposto —, l'autore completò nei mesi successivi gli altri due movimenti, dando vita a uno dei suoi capolavori pianistici più amati. L'intera opera si fonda su una straordinaria economia di mezzi: un nucleo tematico di quarta discendente, presentato fin dalle prime battute, si trasforma e si ripercuote attraverso tutti e tre i movimenti, garantendo una coesione ciclica impeccabile, con il Modéré: In forma-sonata tradizionale, si apre con una linea melodica trasparente e malinconica in Fa diesis minore, accompagnata da fluenti arpeggi, il Mouvement de menuet che sostituisce il consueto tempo lento con una danza d'ispirazione settecentesca, e l’ Animé, un finale virtuosisitico e di grande impatto drammatico. Si continua con l’impressionismo francese e il Claude Debussy di Beau soir per cello and pianoforte, composta intorno al 1880, quando Debussy era ancora un diciottenne allievo del Conservatorio di Parigi, una delle melodie più celebri del suo catalogo giovanile, basata sulle terzine liriche del poeta simbolista Paul Bourget, racchiudente in nuce quell'estetica dell'evocazione e dell'impalpabilità che definirà la rivoluzione impressionista di Debussy negli anni a venire. All'apertura del brano, il pianoforte schizza un disegno fluttuante di terzine in movimento perpetuo, creando un’atmosfera sospesa e liquida su cui si innesta il canto del violoncello. Man mano che il brano progredisce, l'armonia si fa più densa e l'intensità espressiva cresce gradualmente, raggiungendo il suo culmine riflessivo nella sezione centrale, dove la consapevolezza della caducità umane trova voce in modulazioni espressive più intense. Verrà, indi, proposto, Après un rêve un celebre brano di Gabriel Fauré, pubblicato come primo pezzo delle Trois mélodies, Op. 7, No. 1, originariamente composto per voce e pianoforte su testo anonimo toscano adattato da Romain Bussine, diventato celebre nel repertorio per violoncello e pianoforte grazie alla celebre trascrizione di Pablo Casals. Il brano trasfigura in musica una lirica anonima d'origine italiana, tradotta in francese dal poeta Romain Bussine, che descrive un sogno d'amore sublime e la dolorosa disillusione al risveglio alla realtà. Il violoncello rileva la linea vocale originaria, sfruttando il suo timbro caldo nel registro medio-acuto per dare voce al tono nostalgico ed elegiaco della melodia, mentre il pianoforte si apre con un pulsare continuo e fluido di crome, mantenendo una scansione ipnotica su un basso calmo e misurato. Su questo tappeto armonico si innesta la voce, sommessa ed espressiva, del cello, che canta l'illusione di una notte d'amore pura e luminosa.

 E siamo al teatro interiore di Bedřich Smetana, con Macbeth e le streghe, composto nel 1859 durante il periodo trascorso come direttore d'orchestra a Göteborg, in Svezia, questo brano rappresenta un punto d'arrivo straordinario nella letteratura pianistica di Smetana. Ispirato alla tragedia di Shakespeare, il pezzo supera i confini del semplice brano virtuosistico per trasformarsi in un vero e proprio “poema sinfonico per pianoforte”. L'opera si apre Allegro moderato in una tonalità cupa di sol minore. Il pianoforte evoca il mondo irreale e demoniaco delle streghe attraverso figurazioni rapide, trilli nei registri gravi e bruschi scarti dinamici. Gran finale con le Variations on a Slovak Theme, H. 378 composte da Bohuslav Martinů nel marzo del 1959 mentre si trovava in Svizzera, ultimate pochi mesi prima della sua scomparsa, un commovente testamento spirituale e un nostalgico omaggio alle proprie radici mitteleuropee. In esilio permanente a causa degli sconvolgimenti politici della Seconda guerra mondiale e dell'ascesa del regime comunista in Cecoslovacchia, Martinů mantenne sempre un forte legame affettivo con la propria terra d'origine. Il tema utilizzato per l'opera proviene dal canto popolare slovacco A ja taká dzivočka (“E io sono un'intrepida ragazza”), caratterizzato da una struttura metrica vivace e da un'impronta lirica tipicamente ceca e slovacca, al quale seguono cinque variazioni.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

GINEVRA DESIDERIO, PIERO CATZOLA, IGNAZIO INGRAO, GIOVANNI GRASSO, DON ROBERTO FACCENDA, SUSANNA CAMUSSO, PIERO DE LUCA, LORENZO MARONE, PIERO MASTROBERARDINO, CARLO PONTECORVO E LELLO MARANGIO SONO ALCUNI DEGLI OSPITI DELLA EDIZIONE 2026 DI UN BORGO DI LIBRI A CASERTAVECCHIA SI COMINCIA L’11 SETTEMBRE E FINO AL 20 SETTEMBRE

 Gli appuntamenti si terranno tutti nel Borgo medievale dalle 17 alle 23 ogni giorno, tra la cattedrale e i cortili di antichi stupendi palazzi. Le date precise sono 11/12/13/19 e 20. Ci saranno anche le «Interviste Impossibili» degli allievi del Laboratorio di teatro del Liceo Classico Giannone, incontri per bambini e laboratori di disegno


 

CASERTAVECCHIA (Caserta) - Ginevra Desiderio, Piero Catzola, Ignazio Ingrao, Giovanni Grasso, Don Roberto Faccenda, Susanna Camusso, Piero De Luca, Lorenzo Marone, Piero Mastroberardino, Carlo Pontecorvo e Lello Marangio sono alcuni degli ospiti della edizione 2026 di Un Borgo di Libri a Casertavecchia dall’11 al 20 settembre: quattro giorni a settembre, oltre i tre di luglio e agosto, con trentatré incontri. Gli appuntamenti si terranno tutti nel Borgo medievale dalle 17 alle 23 ogni giorno, tra la cattedrale e i cortili di antichi stupendi palazzi. Le date precise sono 11/12/13/19 e 20. Ci saranno anche le «Interviste Impossibili» degli allievi del Laboratorio di teatro del Liceo Classico Giannone, incontri per bambini e laboratori di disegno. «Il nostro obiettivo quando abbiamo scelto il tema Cammini – spiega il direttore di Un Borgo di Libri, Luigi Ferraiuolo – era proprio quello di promuovere non solo un viaggio fisico e geografico attraverso i nostri luoghi e la letteratura, ma anche dell’anima. Vogliamo man mano, come abbiamo fatto anche con la prima edizione della Compagnia del festival, costruire una rassegna condivisa con le migliori energie della città, del borgo e del territorio. Vi aspettiamo a Casertavecchia per cominciare un discorso e una riflessione intellettuale che non si interromperà più». Le attività di Un Borgo di Libri sono tutte gratuite, in linea con la nostra missione di far crescere il territorio e di essere aperti a tutti, per alcune è prevista la prenotazione. «Cerchiamo volontari, non solo braccia anche teste – aggiunge Ferraiuolo - per partecipare basta scriverci».

 

IL CARTELLONE
Un Borgo di Libri Cammini


4 SETTEMBRE | 20 SETTEMBRE 2026 E SORPRESE

 

12 LUGLIO UN BORGO DI LIBRI «MATILDE SERAO» | VENTAROLI DI CARINOLA

 

2 AGOSTO UN BORGO DI LIBRI LETINO «ALLA RICERCA DEL LETE»

 

4 SETTEMBRE

PIAZZA SANT’ANNA CASERTA | 18.30

PER GLI INVISIBILI, CONTRO L’INDIFFERENZA INTERVISTE IMPOSSIBILI: CIRCE E POLIFEMO

CON SARA STELLATO, FRANCESCO RACIOPPOLI, ANNASTELLA CARRINO E CRISTINA SANTORO | REGIA E COORDINAMENTO DANIELA BORRELLI E GRAZIA FALCO | DA UNAIDEA DI LUIGI FERRAIUOLO

5 SETTEMBRE SABATO

ORE 06.18 CONCERTO ALL’ALBA PALAZZO GIAQUINTO SU PRENOTAZIONE

IN COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONE MUSICALE ANNA JERVOLINO GRATUITO, SU PRENOTAZIONE ALLAMAIL UNBORGODILIBRI@GMAIL.COM

 

ORE 07.00

PASSEGGIATA ALL’ALBA

FABULAE, TRADIZIONI, LEGGENDE SACRE E NON SOLO

In cammino Luigi Ferraiuolo, Lorenzo Casella, Raffaella Alois, Gianrolando Scaringi, Antonino Cascio, Angelo Cavallari, Giuseppe De Nitto, Lidia Luberto, Pierluigi Cicia, Claudio Petrone e tutti coloro che vorranno unirsi

PARTENZA DA PALAZZO GIAQUINTO

Gratuito, su prenotazione alla mail unborgodilibri@gmail.com

 

 

11 SETTEMBRE VENERDI

ORE 17/19 DESIDERIO DI FUMETTI B&B CONTE SPENCER

LABORATORIO DI DISEGNO PER BAMBINI CON GINEVRA DESIDERIO

GRATUITO, SU PRENOTAZIONE ALLA MAIL UNBORGODILIBRI@GMAIL.COM

 

 

 

CATTEDRALE

ORE 19 L’ARCA DEL DESIDERIO | AUTORI A CONFRONTO

CON GINEVRA DESIDERIO, GRAZIA COPPOLA, PEPPE FERRARO E GIUSEPPE COPPOLA, MARILENA LUCENTE

ORE 20 L’IDEA DI EUROPA E IL SUO DESTINO

CON PIERO DE LUCA, FRANCESCO MARIA D’IPPOLITO, STEFANO GRAZIANO, DANIELA VOLPECINA

INTERVENTI DEGLI ALLIEVI DI POLITY DESIGN

 

 

ORE 21 CHI DITE CHE IO SIA? UN FIGLIO DI AGOSTINO

Ignazio Ingrao dialoga con Raffaele Sardo, La Repubblica, e don Domenico Pezzella. Saluti di don Franco Catrame. Sarà presente Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta

12 SETTEMBRE SABATO

B&B CONTE SPENCER

ORE 17 SAN LEUCIO ECONOMIA E SOCIETA’

Con Ferdinando Ghidelli, Giovanna Paolino, Giuseppe De Nitto, Raffaele Cutillo

ORE 18 ORDITO. IL PAESE DEI MESTIERI MAI VISTI

Con don Battista Marello, Enzo Battarra, Patrizia Papa, Simona Pelliccia

 

 

CATTEDRALE

ORE 19 SCHIAVI MODERNI: IL METODO INVISIBILE DELLO SFRUTTAMENTO

Con Susanna Camusso, Raffaella Alois, autrice del libro, Giovanna Barca, Gianmarco Carozza e Stefania Lanni

 

 

ORE 20 MONTALE&FOSSATI | VARCHI DA DECIFRARE CON GIANNI AVERSANO, TOM TEA, MATTEO DE LUCA

 

ORE 21 FINCHE’ DURERA’ LA TERRA

Con Giovanni Grasso, Lidia Luberto, Antonella Serpico, Tiziana Petrillo, Clelia Crisci

 

ORE 22 A(R)MARSI CON CINQUE CIOTTOLI Con Don Roberto Faccenda, Gianrolando Scaringi, Federica Gambardella e Gianluca Feola

 

ORE 23 | INTERVISTE IMPOSSIBILI 

13 SETTEMBRE DOMENICA B&B CONTE SPENCER

ORE 10.30 LABORATORIO DI LETTERATURA PER BAMBINI

 

 

BOUTIQUE HOTEL PALAZZO DEI VESCOVI

ORE 11.00 IL GELATO ITALIANO: DEGUSTAZIONE E PRATICAARTIGIANALE

Con Antonella D’Avanzo, giornalista enogastronomica; Pina Molitierno, La Fenice Gelateria; Valeria Fusco, Gerbera Gelateria.

Al termine degustazione delle due gelaterie

 

 

B&B CONTE SPENCER

ORE 17 STORIE CHE NON SONO LE NOSTRE

con Francesco Neri, Anna Ida Capone, Michele Di Fraia, Vittorio Pisanti

 

 

ORE 18 CHE STORIA | Letture per ragazzi

CON CINZIA CRISCI

 

CATTEDRALE

ORE 19 ANTEPRIMA | FRANCOIS MORLUPI E MICHELE NAVARRA CON ALDA DELLA SELVA, ANTONIO GOLINO E ORNELLA MINCIONE

ORE 20 RADICI, STORIA DI UNA IMPRESA FAMILIARE

CON PIERO MASTROBERARDINO, CARLO PONTECORVO E NANDO SANTONASTASO

BRINDISI FINALE 

 

 

ORE 21 MANUALE PRATICO DI SMARRIMENTO

CON LORENZO MARONE E DANIELA BORRELLI LETTURERAGAZZI LICEO CLASSICO GIANNONE

 

ORE 22 INTERVISTE IMPOSSIBILI

19 SETTEMBRE SABATO

 

MONUMENTO AI CADUTI CASERTA | CORSO TRIESTE

 

ORE 11 | PER GLI INVISIBILI CONTRO L’INDIFFERENZA

INTERVISTE IMPOSSIBILI

CON GLI ALLIEVI DEL LABORATORIO DI TEATRO DEL LICEO CLASSICO GIANNONE

Regia e coordinamento Daniela Borrelli e Grazia Falco

da una idea di Luigi Ferraiuolo

 

ORE 18.30 | CAMMINO NEI BOSCHI NARRATIVI DI PIETRA ANTICA DI CASERTAVECCHIA

CON ANGELO CAVALLARI APPUNTAMENTO IN PIAZZADEL DUOMO

GRATUITO, SU PRENOTAZIONE ALLA MAIL UNBORGODILIBRI@GMAIL.COM

20 SETTEMBRE DOMENICA ORE 10.00BAMBINI IN FESTA CORTILE PALAZZO CICIA

 

BOUTIQUE HOTEL PALAZZO DEI VESCOVI ORE 11.00 CAMERA CON VIGNA

CON VINCENZO D’ANTONIO, ALFONSO VOCCIA, RAFFAELE AUSIELLO, 

 

 

PALAZZO CICIA

ORE 17 LA PANCHINA DEL TEMPO SOSPESO E DELLA COSCIENZA

CON GIANPIERO LISI E GIOVANNI RIZZI, MARIA CARMEN MASI, ALESSIA GUERRIERO, PAOLO CALABRO’

ORE 18 POESIA IN CAMPANIA

CON MONIA GAITA, STELLA EISEMBERG, ALESSANDRO SCOTTO DI MINICO, RENATO NATALE

 

CATTEDRALE

ORE 19 IL CUOCO DEL PRESIDENTE CON PIETROCATZOLA, ROBERTO PAPA, 

 

ORE 20 AL MIO SEGNALE SCATENATE L’INFERNO CON LELLO MARANGIO, LIA PANNITTI, BIAGIO NARCISO, GIANNI MAGGIO

 

ORE 21 FRANCESCO VISTO DA VICINO: DA DANTE E GIOTTO

CON MASSIMO SANTORO E GIULIO BREVETTI

 

PIAZZA DEL DUOMO

ORE 22 INTERVISTE IMPOSSIBILI

ORE 23 SALUTI E ARRIVEDERCI AL 2027

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Successo del Maestro abruzzese Jacopo Sipari di Pescasseroli in Israele domani 9 settembre Carmina Burana a Plovdiv

 

 Successo per il Maestro Jacopo Sipari di pescasseroli alla testa dell’

Haifa Symphony Orchestra

Con

Giuseppe Albanese al pianoforte

per il concerto di Maurice Ravel

 

Mercoledì 9 settembre ore 20

Jacopo Sipari chiude Opera Open 2026

con

Carmina Burana

al Teatro Antico di Plovdiv in Bulgaria

 

Albanese e Sipari: oltre il virtuosismo

 

Successo di critica e pubblico per il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli alla testa dell’ Haifa Symphony Orchestra per l’esecuzione della V sinfonia di Dmitrij  Šostakovič e del concerto di Maurice Ravel con il pianista Giuseppe Albanese. Domani 9 settembre, alle ore 20, il direttore abruzzese chiuderà la Opera Open a Plovdiv con i Carmina Burana 

 

Trionfo assoluto per il Maestro abruzzese Jacopo Sipari di Pescasseroli e per il pianista Giuseppe Albanese i quali hanno inaugurato la stagione sinfonica dell’ Haifa Symphony Orchestra in Israele, ospiti del direttore artistico Amos Talmon. Il concerto ha avuto un momento verdiano, con l’interpretazione della sinfonia de’ “La Forza del Destino” in occasione dei 125 anni dalla morte di Giuseppe Verdi, quale  autentico dramma in miniatura, presagio inesorabile del destino tragico che travolgerà i protagonisti. I celebri tre Mi all'inizio quali fendenti orchestrali secchi, perentori, privi di retorica o indulgenze. Quindi, la gestione del fraseggio e del contrasto tra l'impetuosa concitazione degli archi e le oasi liriche in cui non ha mai a facili rallentando, mantenendo una tensione sotterranea costante, sino all’emozionale finale. L'interpretazione del Concerto in Sol maggiore di Maurice Ravel è stata firmata da Giuseppe Albanese: un'esecuzione in cui il virtuosismo trascendentale non si è mai esaurito nel mero esibizionismo, ma si è reso veicolo primario di un'indagine formale e timbrica di non comune profondità. Sin dal celebre colpo di frusta che apre l'Allegramente, il pianista ha dimostrato una padronanza millimetrica del fraseggio e delle inflessioni jazzistiche mutuate dall'estetica raveliana degli anni '20, articolando le rapide volate di semitoni e i passaggi in arpeggio, con un tocco percussivo, ma incredibilmente sgranato, capace di evidenziare le sottili poliritmie e i mutamenti di colore armonico celati nella partitura. È tuttavia nell'Adagio assai che la lettura di Giuseppe Albanese ha raggiunto il suo apice. La sconfinata melodia di trentadue battute a solo è stata sbalzata con un legato di matrice, vocale, dove il controllo del pedale di risonanza ha creato un'illusione di sospensione temporale, evitando qualsiasi cedimento al sentimentalismo tardo-romantico, a favore di un rigore classico pienamente fedele alla scrittura di Ravel. La dialettica con l'orchestra, in particolare nel dialogo con i legni, come il corno inglese nell'Adagio, ha rivelato una sensibilità cameristica fuori dal comune, capaci di alternarsi con naturalezza tra il ruolo di solista e quello di raffinato contrappunto timbrico. Nel rovente Presto conclusivo, Albanese ha scatenato una carica dionisiaca sorretta da una precisione metronomica infallibile, dove le martellanti figurazioni a mani alternate e i glissando sono stati eseguiti con una brillantezza e una velocità di attacco che hanno restituito intatta la componente ludica, meccanica e modernista dell'opera raveliana, consacrando questa performance a un perfetto equilibrio tra lucida analisi strutturale e vulcanica istintività esecutiva, capolavoro di equilibrio sintetico tra il rigore formale neoclassico e la deflagrazione dell'impeto virtuosistico. Il gesto direttoriale del Maestro Jacopo Sipari si è distinto per una concertazione analitica e trasparente, capace di far emergere le raffinatezze timbriche della partitura raveliana attraverso un fraseggio terso e dinamico, privo di qualsiasi edonismo fine a se stesso; la sua è risultata una direzione che ha restituito intatta l'architettura formale dell'opera, fornendo al contempo un'impalcatura orchestrale elastica e reattiva al vulcanico pianismo del solista. Il Presto ha posto, infine, in luce la sinergia dialettica tra solista e compagine orchestrale, traducendosi in un meccanismo ritmico serrato e travolgente, dove il funambolismo di Albanese e la precisione degli archi e dei fiati dell’eccellente orchestra israeliana, si sono fusi in un'esplosione di colore e virtuosismo di rara efficacia. L’esecuzione ha testimoniato la perfetta convergenza tra la lucidità analitica della direzione di un attento Jacopo Sipari e la viscerale, istintiva genialità di Giuseppe Albanese, il quale si è confermato uno dei massimi interpreti della tastiera contemporanea, rispondendo poi, al calorosissimo applauso del pubblico, celebrando il venticinquennale dell’apparizione di Harry Potter sugli schermi, con il tema della sua civetta immacolata Edwige. Seconda parte interamente dedicata all’ esecuzione della Sinfonia n. 5 in re minore, op. 47 di Dmitrij  Šostakovič. Nel contesto di un’opera segnata dall'incubo della censura staliniana e dal celebre epiteto di "risposta pratica di un artista sovietico a una giusta critica", la bacchetta di Jacopo Sipari, ha adottato una lettura che ha rigettato le semplificazioni ideologiche per concentrarsi sulla teatralità della materia sonora e sulla tensione drammaturgica ed emozionale. Nel primo movimento Moderato, il Maestro ha rivelato una gestione meticolosa delle micro-dinamiche: l'esordio canonico in canone degli archi, dal carattere desolato e contrappuntisticamente rigido, è stato interpretato da Jacopo Sipari con un suono prosciugato, privo di vibrato ridondante, in modo da trasformare il tema in una meditazione. Il crescendo centrale non ha ceduto alla tentazione del mero turgore fonico, ma è stato strutturato attraverso una scansione inesorabile, dove l'ostinato del pianoforte e delle percussioni ha assunto i connotati di una marcia meccanica e totalizzante, cifra stilistica dell'alienazione staliniana. Nel successivo Allegretto, il direttore ha accentuato le venature grottesche e la matrice mahleriana del Ländler, spingendo i legni a timbri acidi e quasi caricaturali; gli interventi del KonzertMeister hanno evidenziato l'ironia amara insita nella pagina, tracciando un netto parallelo con la parodia drammatica tipica della tradizione operistica russa. Il vertice concettuale risiede indubbiamente nel Largo, vero cuore metafisico della sinfonia: la scelta di staccare un tempo trattenuto ha permesso all'orchestra di esplorare la gamma espressiva dei pianissimi, con una sezione d'archi dal colore scuro, tipicamente pietroburghese, capace di sostenere la lunghissima campata melodica senza mai perdere la tensione strutturale. In questo movimento, la direzione di Jacopo Sipari ha evita il patetismo di maniera, per concentrarsi sulla trasparenza polifonica, lasciando emergere i tragici assoli del flauto e del clarinetto, come voci isolate in un vuoto senza luce. Infine, con l’Allegro non troppo conclusivo, il Maestro italiano ha affrontato il nodo critico cruciale dell'opera, ovvero la natura della vittoria celebrata nel finale. Sipari ha puntato la sua lettura su di una potenza timbrica impressionante e un'agogica serrata che ha lasciato convergere nel pedale di re maggiore finale, con violenza, quasi un’imposizione: i colpi staccati dei timpani e della gran cassa, infatti, non celebrano la gioia, ma scandiscono la costrizione, rendendo tangibile il concetto di "gioia forzata" di volkoviana memoria. L'orchestra dell’ Haifa ha risposto con una virtuosistica reattività esecutiva, offrendo una tavolozza timbrica d'impatto viscerale sostenuta da un'architettura formale di encomiabile rigore analitico. Applausi per tutti e il Maestro Sipari è già pronto per una nuova performance. Un palcoscenico millenario pronto a trasformarsi nel teatro di una grandiosa festa artistica. Mercoledì 9 settembre, alle ore 20, nel suggestivo Teatro Antico di Plovdiv, si chiuderà con un imponente allestimento dei Carmina Burana di Carl Orff, la Opera Open 2026. Eseguiti per la prima volta a Francoforte nel 1937, i Carmina prenderanno vita in una chiave spettacolare grazie alla coreografia di Boryana Sechanova e alla scenografia multimediale di Petko Tanchev. Si tratta di una produzione imponente che vedrà schierate tutte le forze dell' Opera di Plovdiv: orchestra, solisti, coro, corpo di ballo e coro di voci bianche. Un approccio fedele al pensiero dello stesso Orff, convinto che la rigenerazione della musica dovesse partire dal movimento e dalla danza; una visione che la transcodificazione visiva della Sechanova promette di restituire con immediata forza comunicativa. Sul podio di questo organico monumentale, salirà il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli. Un appuntamento che assume per il direttore italiano un profondo valore simbolico. Ad affiancare il Maestro Sipari sul palco ci sarà un cast di primo piano: il soprano Lucía Abad, il baritono Ivo Yordanov e il tenore Alexander Baranov, insieme ai due cori curati da Atanaska Popova e Tsvetan Tsvetkov, al corpo di ballo e all'Orchestra dell'Opera di Plovdiv.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA