martedì 15 settembre 2026

STORIA&STORIE

Programma radiofonico settimanale di Antonella Giordano




Il Foster Parents Plan for War Children in Italia, la prima organizzazione umanitaria non governativa, che gestì la geniale soluzione delle adozioni a distanza aveva al suo vertice una donna di origini italiane.  

Nell’Italia devastata dalla distruzione bellica il Plan era la soluzione gli 11.500 bambini italiani, orfani o mutilati a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, che rischiavano morire di stenti o di finire chiusi in orfanotrofi di povertà. Il Plan con il proprio sistema di ‘adozioni a distanza’ (o ‘sostegno a distanza’), che faceva in modo che il bambino non venisse, se possibile, allontanato dalla propria famiglia, ma che venisse aiutato dal punto di vista economico, in modo che non corresse il rischio di venire abbandonato o di essere ricoverato in un istituto. Provvedere al sostentamento e all’educazione di un minore all’estero aveva, per un cittadino nordamericano un costo irrisorio che consentiva, però, al Plan il collegamento tra i fanciulli in difficoltà e i cosiddetti “foster parents”, ossia i ‘genitori adottivi virtuali’ che, da oltreoceano, si impegnavano a sostenere uno o più minori per un periodo di tempo prestabilito; i bambini venivano incoraggiati a sviluppare con loro relazioni personali, attraverso lo scambio di lettere, doni, disegni o fotografie, sperando di stabilire, così, vincoli tra singoli individui, intesi come simboli di una nuova comprensione tra popolazioni.

 La decisione di stabilire una sede operativa del Plan in Italia intervenne, nel maggio del 1947, quando il direttore per gli affari europei, Fred Mason, si recò nella capitale per trovare una sede ufficiale, discutere con le autorità italiane la situazione dell’infanzia in precarie condizioni di vita e nominare la persona cui affidare il difficile incarico di dirigerlo. La scelta cadde su Elma Baccanelli.

A Emma baccanelli dedicherò la puntata del mio programma radiofonico settimanale “Le Vite che hanno fatto la Storia” in onda in diretta martedì alle 12.15 e, in replica, giovedì p.v. alle ore 17.30 su Radio Regional (AM – Onde Medie sulla frequenza 1440 kHz o al link:



https://www.regionalradio.eu/onair/shows/storia-storie/

In podcast al link:

https://www.regionalradio.eu/onair/podcast/storiaestorie/ 

 

 

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Vi aspetto Antonella Giordano

 

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https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/09/storia-e-storie.html 

TEATRO AUGUSTEO | BENTORNATA PIEDIGROTTA - VI EDIZIONE

 


 Da venerdì 25 a domenica 27 settembre, al teatro Augusteo di Napoli, in Piazzetta duca d’Aosta 263, sarà in scena la VI Edizione di “Bentornata Piedigrotta”, una fantasia musicale tra storia, miti e canzoni, ideata e diretta da Leonardo Ippolito con organizzazione generale di Carmine Ippolito.


"Bentornata Piedigrotta" non è un semplice concerto, ma un rito collettivo che celebra l’anima più autentica di Napoli attraverso la sua Festa per eccellenza. Lo spettacolo è un vibrante viaggio nel tempo, che ferma l’orologio per restituire l’emozione, i colori e i suoni delle storiche kermesse canore che per decenni hanno rappresentato un punto di riferimento culturale e artistico per la città, contribuendo a rendere Napoli la capitale mondiale della melodia.


Con la direzione musicale del M° Giuseppe Schirone, l'opera si snoda come una fantasia musicale ininterrotta, interamente sorretta da un'orchestra dal vivo. Un viaggio poetico e ritmico diviso in grandi quadri tematici che abbracciano Napoli, le Serenate, l’amore, la tradizione popolare, le tammurriate, il cibo e la canzone macchiettistica.

Il palcoscenico si accende grazie alle coreografie di Margherita Veneruso, che guidano l'energia del corpo di ballo Partenopea attraverso un percorso scenico che unisce musica, danza e narrazione. Costumi di Adele Zaira Zigarelli. Allestimento scenico con le luminarie di LuminArt.


Il potente cast di voci soliste è composto da Adriano Di Domenico, Salvatore Meola, Enzo Esposito, Alessia Cacace, Teresa Rocco, Barbara Pipolo, Nunzia Masullo e Flavio Massimo, supportati dalle tammorre di Romeo Barbaro. A Natalia Cretella sono invece affidati i momenti di rottura comica, di ironia e le transizioni più brillanti dello show, incarnando lo spirito della sciantosa e della canzone macchiettistica, anch’essa un caposaldo della tradizione musicale napoletana. 


Lo spettacolo si propone come un evento culturale per tutte le generazioni, capace di coniugare memoria, intrattenimento e valorizzazione del patrimonio musicale della città, un'esplosione di gioia e memoria che porta il cuore di Napoli al centro del teatro. 


Si segnala che “Bentornata Piedigrotta” è in omaggio per gli abbonati del teatro Augusteo e in vendita per i non abbonati: Poltrona Euro 25, Galleria Euro 15. 

Biglietti al botteghino e online su Bigliettoveloce: https://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8438

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Si fa presto a dire poesia

 


 

Venerdì 18 settembre alle ore 18:00 alla libreria Liberi Tutti (via Nicolò Tommaseo, 49) l'incontro "Si fa presto a dire poesia" con i poeti Giorgio Ghiotti e Francesco Salvini

 

A partire dalle loro opere più recenti, gli autori si confronteranno col pubblico su temi e questioni della poesia contemporanea, dall'erotismo in letteratura alle nuove forme di scrittura in versi. Un'occasione per ascoltare due voci del recente panorama italiano già riconosciute e apprezzate da critica e mondo editoriale, complementari per visione e diverse per stile e originalità. Un pomeriggio di incontro tra due gloriose tradizioni poetiche: quella romana e quella ligure.



Libreria Liberi Tutti
via Tommaseo 49
19121 La Spezia

 

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MICHEL VERJUX - TOUT OU PARTIE

INAUGURAZIONE GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2026 ORE 18:00 



CATALOGO CON TESTI DI FRANCESCO TEDESCHI E MICHEL VERJUX
24 SETTEMBRE - 19 NOVEMBRE 2026


La galleria A arte Invernizzi inaugura giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18:00 una nuova mostra personale di Michel Verjux, artista francese con cui ha un rapporto consolidato, avviato nel 2001 in occasione della prima collaborazione.


Verjux dal 1983 sviluppa la sua ricerca attraverso gli éclairages, interventi luminosi costituiti da proiezioni di figure geometriche – quadrati, coni, cilindri e altre forme – concepiti in stretta relazione con l’architettura e con le specificità del luogo in cui vengono realizzati. Assumendo la luce come elemento primario del proprio linguaggio, l’artista lavora sull’atto del vedere come luogo dell’incontro con la realtà lasciando aperto lo spazio dell’azione, del pensare, del sentire: l’indagine sui limiti della percezione avviene generando un dialogo continuo tra spazio, visione e presenza che trasforma ogni intervento in un’esperienza capace di ridefinire il rapporto tra opera, ambiente e osservatore.

Come ha scritto Harald Szeemann, Michel Verjux appartiene a quella generazione di artisti, emersi a metà degli anni Ottanta che, “familiari” con “la funzione magica dell’oggetto di matrice beuysiana e con la libertà evocativa dell’arte concettuale” si sono interrogati sulla genesi dell’immagine a partire da un’analisi del luogo dell’esposizione.


La sua arte vuole educare l’occhio alla conoscenza, aggiungere indici, segni inediti al linguaggio visuale per arricchire la percezione della realtà: la proiezione luminosa diviene un gesto concreto nell’esperienza di una determinata situazione con la quale si è chiamati a interagire affinché si mostrino le relazioni che intercorrono tra i vari livelli di realtà. Lo stesso Verjux ha descritto in questi termini la propria modalità creativa: “Il mio fare artistico è ampiamente incentrato sul processo (o sul dispositivo) che mette in gioco l’energia, la materia e il dare forma a ciò che, immediatamente, ci sta di fronte e ci circonda. Un processo (o dispositivo) che, a mio avviso, deve permettere al destinatario di vivere un’esperienza”.

Gli éclairages appositamente realizzati per questa occasione portano in evidenza alcuni elementi architettonici specifici della galleria: dall’ampia scala centrale con il disegno essenziale della ringhiera, alla soglia che connette una sala espositiva all’altra, all’incrocio arrotondato tra due pareti perpendicolari.


“Può essere una semplice esposizione, una semplice illuminazione di ciò che si trova già lì in una cornice particolare; ma in realtà si tratta di un ‘già lì’ portato ironicamente all’attenzione del visitatore con insistenza”. (Michel Verjux, 2001).


Affiancano gli éclairages alcune opere realizzate con fogli di acciaio inox piegati e tagliati da fessure semicircolari che, attraverso la contrapposizione tra pieno e vuoto, evidenziano come lo spazio sia condizione necessaria per la loro esistenza.


Attraverso questa mostra Verjux attua una riflessione, oltre che sul processo e la relazione, anche su come l’opera venga recepita: tutto dipende da ciò che ci si aspetta o si desidera, da ciò che si vuole e, in particolare, da ciò che si cerca – e da ciò che la realtà è in grado di restituire. La visione mostra “tutto o solo una sua parte?”, lo scetticismo dell’artista francese resta sospeso nel seguente assunto di Ludwig Wittgenstein: “non esiste un unico metodo, ma molti metodi”.

In occasione della mostra verrà pubblicato un volume bilingue contenente un saggio di Francesco Tedeschi, un testo di Michel Verjux, la riproduzione delle opere in mostra e un aggiornato apparato bio-bibliografico.

 

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L’ISIS CASANOVA HA BRILLATO A#VENEZIA83 GRAZIE A DALILA MAGLIONE, COMPONENTE DELLA GIURIA DEL LEONCINO D’ORO


 

 Calato il sipario a #Venezia83 che si riconferma essere la più prestigiosa Mostra d’Arte Cinematografica dei nostri tempi. Venezia non è solo red carpet, glamour mondanità e riflettori puntati sui miti dello star system mondiale ma è anche una manifestazione che offre  visibilità e concrete opportunità a giovani talenti, desiderosi di realizzare il loro sogno: potersi esprimere a livello professionale nel comparto audiovisivo. E’ il caso di Dalila Maglione, brillante fresca diplomata all’ Isis Casanova di Napoli nel comparto “Servizi culturali e dello spettacolo”  che ha vissuto in Laguna un’indimenticabile esperienza quale membro della 38ª edizione del Leoncino d’Oro, dopo essere stata  giurata territoriale per l'assegnazione dei Premi David Giovani insieme ai suoi compagni di classe e vincitrice assoluta per la regione Campania con il suo  cortometraggio intitolato "Lo straniero", incentrato sul valore e sul ruolo del cinema nella formazione personale e sociale. Questa importante iniziativa è inserita all'interno del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, è ideata e organizzata da Agis-Agiscuola, ANEC e l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, con il patrocinio e il supporto del Ministero dell'Istruzione e del Merito insieme al Ministero della Cultura e permette agli studenti di sviluppare un profondo senso critico e di avvicinarsi concretamente alla filiera professionale della settima arte.




 Ospite ufficiale del Festival, la Maglione ha vissuto giornate intense e ricche di magia: dalla partecipazione alla cerimonia di inaugurazione di Casa Cinema Giovani  alle proiezioni ufficiali in concorso  che le hanno consentito di analizzare da vicino le opere, all’intervento attivo ai dibattiti istituzionali  attraverso i quali ha potuto confrontarsi direttamente con registi e delegazioni artistiche di fama internazionale, contribuendo infine all'assegnazione del prestigioso premio collaterale dell'AGIScuola. 
 
 

 
 
Particolarmente emozionante, la cerimonia di Premiazione del Leoncino d'Oro, in cui Dalila ha preso la parola davanti alla platea del festival, dando vita a un discorso intenso con il quale ha trasmesso all’intera platea il suo viscerale amore per il cinema, descrivendolo non solo come una forma d'arte o un percorso di studi, ma come una vera e propria “necessità dell'anima”, nel contempo esprimendo gratitudine e stima profonda alla Preside dell’Istituto Superiore “Isis A. Casanova”  Mira Masillo  ed alle professoresse Maria Rosaria Ciardiello e Monica Bruno presenti alla manifestazione che insieme all’intero corpo docente si adoperano quotidianamente per costruire un percorso didattico-formativo che permetta a tutti gli studenti  di realizzare le proprie ambizioni.
 
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lunedì 14 settembre 2026

San Giorgio a Cremano, inaugurato il terzo asilo nido comunale: 60 nuovi posti per l’infanzia, per un totale di 290. Carbone: "Supereremo a breve, la soglia del 45% imposta dall'Europa nel 2030"


 

San Giorgio a Cremano, 14 settembre 2026 –Inaugurato questa mattina il terzo asilo nido comunale di San Giorgio a Cremano, in via Brodolini, realizzato grazie ai fondi del PNRR. Una struttura moderna e funzionale di circa 900 metri quadrati, organizzata su un unico livello e dotata anche di un’ampia area verde, che può accogliere fino a 60 bambini da 0 a 3 anni nelle sezioni dedicate a lattanti, semidivezzi e divezzi

Alla cerimonia hanno preso parte il Sindaco Michele Carbone, la Giunta e i consiglieri comunali, le famiglie, gli educatori, l’assessore alle Politiche sociali Ciro Di Giacomo e il consigliere regionale e già Sindaco Giorgio Zinno, che nel 2024, durante il suo mandato, aveva avviato il percorso che ha portato alla realizzazione della struttura.

Con l’apertura del nuovo nido, i posti complessivamente disponibili per i bambini da 0 a 3 anni sul territorio cittadino, considerando anche i servizi accreditati, salgono a 290. Un numero destinato a crescere ulteriormente con la realizzazione del quarto asilo nido comunale, in via Cavalli di Bronzo, che consentirà a San Giorgio a Cremano di superare con largo anticipo il 45% di copertura dei posti previsto dagli obiettivi europei per il 2030.

 




“L’inaugurazione di oggi non rappresenta soltanto l’apertura di una nuova struttura, ma il risultato concreto di una scelta amministrativa precisa: investire sui bambini significa investire sul futuro della città e sostenere concretamente le famiglie nella loro quotidianità – ha detto il sindaco Michele Carbone. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto e, in particolare, il consigliere regionale Giorgio Zinno, che da sindaco avviò il percorso nel 2024. Oggi, insieme all’assessore Ciro Di Giacomo e a tutta l’Amministrazione, continuiamo su quella strada, lavorando per rafforzare i servizi per l’infanzia. Il nostro obiettivo è chiaro: aumentare i posti disponibili, migliorare la qualità dei servizi e rendere San Giorgio a Cremano sempre più una città a misura di famiglie. E con il quarto nido di via Cavalli di Bronzo siamo già proiettati verso il prossimo traguardo”.

“Quello di oggi è un risultato che mi fa particolarmente piacere perché nasce da un percorso che avevamo avviato nel 2024, con l'obiettivo di utilizzare le risorse del PNRR per creare un nuovo servizio a disposizione delle famiglie – ha aggiunto il consigliere regionale Giorgio Zinno. Vedere oggi questa struttura pienamente realizzata e pronta ad accogliere i bambini dimostra quanto sia importante programmare gli investimenti e dare continuità alle scelte amministrative. San Giorgio a Cremano sta costruendo una rete di servizi per la prima infanzia significativa e il prossimo obiettivo, con il quarto nido, è ancora più ambizioso. Come Regione Campania continueremo a sostenere i Comuni che investono nei servizi per l’infanzia e, in Consiglio regionale, continueremo a lavorare perché arrivino maggiori risorse alle famiglie e ai territori. Gli asili nido non sono una spesa, ma un investimento sul futuro, sulla crescita dei bambini e sulla possibilità per tante famiglie di conciliare vita e lavoro.

L’Amministrazione comunale sottolinea inoltre l’importanza della collaborazione istituzionale con la Regione Campania per rafforzare le politiche dedicate all’infanzia e alle famiglie. Una direzione che proseguirà nei prossimi mesi con la realizzazione del quarto nido comunale di via Cavalli di Bronzo, confermando la volontà di programmare nuovi servizi e di aumentare progressivamente la capacità di accoglienza della città.

“Una città che si prende cura – ha concluso Carbone – è una città che non si limita a rispondere alle necessità del presente, ma programma ciò che servirà alle famiglie negli anni a venire. È questa la direzione che abbiamo scelto per San Giorgio a Cremano.

 

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“Biblioincludiamo!”: alla Biblioteca Beghi un ciclo di seminari tematici su DSA, ADHD, infanzia e adolescenza

Tre incontri gratuiti per approfondire difficoltà e disturbi dell’apprendimento, il percorso verso la diagnosi e il ruolo di famiglia e scuola nel supporto a bambini e ragazzi


La Spezia, 14 settembre 2026 – Nell’ambito del progetto “Biblioincludiamo! Leggere nonostante le difficoltà”, promosso dal Comune della Spezia – Sistema Bibliotecario Urbano, finanziato dal Centro per il libro e la lettura (Cepell) nell’ambito del bando nazionale “Città che legge – 2024” e realizzato in collaborazione con Aiuto DSA La Spezia APS, la Biblioteca Civica “P. M. Beghi” ospita un ciclo di seminari tematici dedicato ai temi dell’apprendimento, dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) , del Deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD),  dell’infanzia e dell’adolescenza.

Gli incontri, a partecipazione gratuita, sono rivolti a cittadini, istituzioni scolastiche, associazioni culturali, strutture sociali pubbliche e private e intendono offrire strumenti di conoscenza e riflessione per comprendere, affrontare e sostenere le difficoltà che bambini e ragazzi possono incontrare nei percorsi scolastici e di crescita.

Il ciclo, dal titolo “Leggere oltre gli ostacoli: capire, affrontare e sostenere difficoltà e disturbi dell’apprendimento”, approfondirà in particolare il significato di DSA e ADHD, il passaggio dalle prime difficoltà alla diagnosi, l’importanza del potenziamento e del Piano Didattico Personalizzato, oltre al ruolo degli adulti di riferimento, della famiglia e della scuola.

Calendario degli incontri:

Sabato 26 settembre, ore 9.45 – 12.45
“Oltre l’apparenza: comprendere DSA e ADHD”
Relatrici: Dott.ssa Lucia Battiglia, psicologa, e Dott.ssa Diletta Amoroso, psicologa.
Un’introduzione specialistica per imparare a guardare oltre la fatica scolastica, comprendere cosa sono i DSA e l’ADHD e dare un nome corretto alle difficoltà.

Sabato 3 ottobre, ore 9.45 – 12.45
“Dalle prime difficoltà alla diagnosi: un viaggio completo attraverso le tappe del supporto”
Relatrici: Dott.ssa Sara Michi, psicologa, Dott.ssa Marica Settanni, logopedista, e Dott.ssa Giulia Bonsegna, psicologa psicoterapeuta.
L’incontro offrirà una panoramica sulle tappe del supporto: dall’osservazione dei prerequisiti al passaggio dalle prime fatiche alla valutazione clinica, fino all’importanza del potenziamento e alla lettura della diagnosi per tradurla in un Piano Didattico Personalizzato realmente utile e centrato sui bisogni dello studente.

Sabato 10 ottobre, ore 9.45 – 12.45
“L’adulto di fronte alle difficoltà: strategie e vissuti tra famiglia e scuola”
Relatrici: Dott.ssa Giulia Ricci, pedagogista, e Dott.ssa Lorenza Giacomazzi, pedagogista.
Un modulo dedicato all’impatto emotivo e relazionale che le difficoltà scolastiche generano sugli adulti di riferimento, con attenzione alle prospettive del genitore e dell’insegnante.

I seminari si terranno presso la Biblioteca Civica “P. M. Beghi”, in via del Canaletto 100 alla Spezia.

Con questa proposta, “Biblioincludiamo!” conferma l’impegno della Biblioteca Beghi come luogo aperto, accessibile e accogliente, capace di sostenere studenti, famiglie, scuole e comunità educante attraverso percorsi di informazione, consapevolezza e inclusione.


La partecipazione è gratuita. È necessaria la prenotazione, compilando il modulo che è possibile scaricare qui:


https://forms.gle/gwdKgADTD1pJkYCr8

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Informazioni e prenotazioni

Aiuto DSA La Spezia APS


Tel. 366 2743537
Email: aiutodsalaspezia.iscrizione@gmail.com
Sito: www.aiutodsalaspezia.it

Biblioteca Civica “P. M. Beghi”


Via del Canaletto, 100 – La Spezia
Tel. 0187 727885
Email: biblioteca.beghi@comune.sp.it
Sito: www.bibliotechelaspezia.it
Facebook / Instagram: @biblioteche.laspezia

 

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Sorrento Classica presenta I Giovani incontrano i Maestri martedì 15 settembre

 S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento

Patrocinio Città di Sorrento e Regione Campania

SORRENTO CLASSICA

The International Summer Music Festival of Sorrento

Personaggi, interpreti e protagonisti della grande musica classica a Sorrento

XIX Edizione

Presenta

I giovani incontrano

 i Maestri

Andrea Vio Violino Stefano Giavazzi pianoforte

Ensemble La Vittoria


Info: Sorrento, Martedì 15 settembre - Chiostro di San Francesco, ore 20,45 biglietti: euro 20+commissioni  Infoline/Box office: (+39) 339 442 9217. www.societaconcertisorrento.it Online Presale: www.ticketgate.it Info.: www.comune.sorrento.na.it, www.surrentum.com e www.agopress.it


Sorrento Classica: I giovani incontrano i Maestri


 


Quinto appuntamento per il cartellone della XIX edizione organizzata dalla S.C.S, Società Concerti Sorrento, per la direzione artistica del Maestro Paolo Scibilia, che martedì 15 settembre nell’incantevole cornice del Chiostro di San Francesco, ospiterà il violinista Andrea Vio in duo con il pianista Stefano Giavazzi, affiancati dalle giovani strumentiste dell’Ensemble La Vittoria

 

Nel quadro della programmazione culturale autunnale del Mezzogiorno, la XIX edizione del Festival Internazionale di Musica Sorrento Classica, firmata dal Maestro Paolo Scibilia e promossa dalla Società dei Concerti di Sorrento, si configura quale dispositivo laboratorio di formazione e dialogo interculturale. L'iniziativa, operando in regime di sinergia istituzionale con il Comune di Sorrento, la Regione Campania e il Museo Correale di Terranova, riafferma il proprio ruolo di presidio musicale orientato alla rifunzionalizzazione e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale. Dal 6 al 20 settembre 2026, l'architettura monumentale del Chiostro di San Francesco diviene la cornice logica e acustica della rassegna: un ciclo di sei concerti serali che declina un'articolata pluralità di codici musicali, muovendosi dialetticamente tra la tradizione canonica europea, le istanze di avanguardia del Novecento e le matrici dell'etnomusicologia contemporanea. La programmazione del quinto appuntamento della rassegna, martedì 15 settembre, nell’ormai abituale cornice del Chiostro di San Francesco, Paolo Scibilia, alle ore 20,45, assumerà una spiccata valenza didattico-pedagogica con la serata “I giovani incontrano i Maestri”. In questa occasione, il violinista Andrea Vio e il pianista Stefano Giavazzi si affiancano all' Ensemble La Vittoria, composto da Margherita Colombo, al violino, Novella Bianchi, alla viola e Valery Lopez al violoncello, in un programma monografico dedicato a Robert Schumann, concretizzando un momento di trasmissione intergenerazionale del sapere interpretativo e valorizzando il dialogo tra affermati solisti e giovani compagini orchestrali. Si inizierà con le Tre romanze per violino e pianoforte op.94, composte da Robert Schumann nel dicembre 1849 come intimo dono di Natale per la moglie Clara. Queste tre miniature trasfondono nella versione per violino e pianoforte una straordinaria vocazione cantabile e una lirica drammaturgia interiore che rifiuta qualsiasi forma di virtuosismo esibito per privilegiare un dialogo poetico e riservato, aperto dal malinconico Nicht schnell in la minore con la sua linea melodica fluttuante sostenuta da fluidi arpeggi, proseguito nel cuore dell'opera col celebre Einfach, innig in la maggiore dall'incedere di lied popolare increspato solo da un episodio centrale più agitato, e concluso dal cangiante Nicht schnell finale che intreccia delicatezze fiabesche e improvvisi slanci d'inquietudine in una perfetta fusione timbrica tra i due strumenti. Il fascino dell'op. 94, nata per il suono dell’oboe, risiede nella capacità di trasformare la forma breve della "romanza" in una confessione autobiografica: l'interazione tra violino e pianoforte non sfocia mai nella contrapposizione, bensì in una fusione timbrica e affettiva di rara intensità. La giovane violoncellista Valery Lopez, proporrà, quindi, le Fantasiestücke per violoncello e pianoforte Op. 73, composte nel corso di soli due giorni nel febbraio 1849. Le pagine rappresentano uno degli esempi più raffinati del collezionismo di "microgrammi musicali", tipico della sensibilità romantica. Originariamente concepite per clarinetto e pianoforte, l’ancia della rimembranza, con l'alternativa espressamente prevista dall'autore per violoncello o violino, le tre miniature costituiscono un unico grande arco poetico legate da sottili relazioni tonali e affettive. Il titolo Fantasiestücke, richiama l'universo letterario di E.T.A. Hoffmann, evocando una dimensione intima, sognante e mutevole: i tre brani non vanno intesi come movimenti separati di una sonata, ma come tre capitoli di un unico discorso emotivo da eseguire senza soluzione di continuità. Apre Zart und mit Ausdruck (Delicato e con espressione - La minore), ove il violoncello intona una melodia sinuosa e nostalgica sopra un fluido accompagnamento a terzine del pianoforte. La scrittura valorizza il registro medio-grave dello strumento ad arco, creando un'atmosfera sospesa ed elegiaca dove la melodia sfuma con delicatezza nell'attacco del brano successivo. Segue Lebhaft, leicht (Vivace, leggero - La maggiore) e qui il clima cambia radicalmente, traducendosi in un dialogo vivace e scherzoso dove i due strumenti si rincorrono con grazia e leggerezza. La sezione centrale offre un momento di lirica distensione pastorale prima della ripresa del tema principale, fungendo da perfetto intermezzo tra la malinconia iniziale e la foga finale. Finale con Rasch und mit Feuer (Rapido e con fuoco - La maggiore), che esplode con un'energia travolgente, incarnando l'anima più impetuosa di Schumann e l'archetipo del suo alter ego Florestano. Il dialogo tra violoncello e pianoforte si fa serrato e incalzante, culminando in una brillante Coda marcata "Schneller" (Più presto) che porta l'estasi romantica al suo punto di massima tensione. La serata verrà chiusa dal Quintetto per pianoforte e archi op. 44, in Mi Bemolle maggiore. Intere generazioni di musicisti si sono confrontate con quest’opera, uno dei vertici della letteratura musicale dell’Ottocento, e hanno provato a interpretarne variamente lo sviluppo. Il critico Hermann Abert vi ha riconosciuto la messa in scena di un dialogo, e quasi di una sfida, fra i due personaggi che rappresentavano i poli contrapposti dell’immaginario poetico schumanniano: l’impetuoso Florestan e l’analitico Eusebius. Il 1842 è ricordato nella biografia schumanniana come l’"anno della musica da camera". Dopo essersi dedicato quasi esclusivamente al repertorio pianistico negli anni Trenta e alla forma sinfonica nel 1841, Schumann si rivolse alla dimensione cameristica con una straordinaria concentrazione creativa. Il Quintetto op. 44 nasce in poche settimane nell'autunno del 1842 e rappresenta una vera e propria innovazione formale: Schumann fu il primo a combinare il pianoforte con un quartetto d'archi classico (due violini, viola e violoncello), fondando di fatto un nuovo genere che avrebbe influenzato profondamente autori come Brahms, Dvořák e Fauré. Dedicato alla moglie Clara, virtuosa di fama internazionale e prima interprete dell'opera, il quintetto fonde il rigore contrappuntistico con una scrittura di sfolgorante brillantezza concertistica.
 
 

 
Il primo movimento, Allegro, si apre senza introduzione con un tema sillabico, energico e perentorio, enunciato dall'intero organico. A questo slancio iniziale fa da contrappeso il secondo tema, un intimo e lirico dialogo tra il violoncello e la viola, su cui il pianoforte si inserisce con delicatezza. La sezione dello sviluppo mette in luce la padronanza contrappuntistica di Schumann, intrecciando i frammenti tematici in una dialettica serrata fino alla trionfale ripresa del tema principale. Segue una Marcia, dai tratti di una solenne marcia funebre. Il primo violino espone un tema cromatico ed eliaco sopra un passo cadenzato del pianoforte. La struttura si articola come un rondò: un primo episodio centrale (Agitato) spezza la gravità del brano con un'incalzante figurazione in terzine, mentre una seconda sezione (Espressivo) offre un'oasi di sereno lirismo prima del ritorno del tema iniziale, che si dissolve nel silenzio. Quindi, ascolteremo allo Scherzo, un'esplosione di pura energia virtuosistica. Lo Scherzo è costruito su una travolgente scala ascendente di Mi bemolle maggiore che sale e scende senza sosta, con due Trii: il primo, affidato al dialogo pastorale tra violino e viola su arpeggi del pianoforte; il secondo, è un turbine ritmico in 2/4 di impostazione perpetua che conduce direttamente alla brillante coda finale. Il Finale, un Allegro, ma non troppo, si apre inaspettatamente nella tonalità di Do minore con un tema marcato e ritmicamente incisivo. Il movimento procede alternando momenti di slancio rapsodico a sezioni di raffinata fattura polifonica. Il culmine dell'opera si raggiunge nella coda, ove Schumann costruisce una grandiosa doppia fuga in cui il tema del quarto movimento si intreccia magistralmente con il tema d'apertura del primo, chiudendo l'opera in un’apoteosi di solare ed eroica architettura sonora.
 
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