mercoledì 25 marzo 2026

Paulo Nazareth. Algebra

Punta della Dogana
29 marzo - 22 novembre 2026

 A cura di Fernanda Brenner

 

Paulo Nazareth, Cadernos de Africa, 2014, Pinault Collection. (wall) Paulo Nazareth, Southern África, 2017, Pinault Collection. Installation view, “Paulo Nazareth. Algebra”, 2026, Punta della Dogana, Venezia. Ph. Jacopo Salvi © Palazzo Grassi, Pinault Collection


La Pinault Collection presenta Algebra, una grande mostra personale dell’artista brasiliano Paulo Nazareth al piano superiore di Punta della Dogana. Il progetto espositivo nasce a partire dell’ampia presenza delle opere di Nazareth nella Pinault Collection e include un nucleo di opere inedite, riunendo oltre vent’anni di pratica artistica e trasformando lo spazio espositivo dell’ex dogana.

La mostra a cura di Fernanda Brenner, curatrice indipendente, trae il suo titolo, Algebra, dall’arabo al-jabr, il rimettere insieme le ossa rotte, evocando l’essenza dell’algebra come arte del risolvere gli incogniti e ricomporre ciò che è stato fratturato. Per Paulo Nazareth, questo diventa una metodologia per affrontare le fratture irrisolte della storia attraverso camminate epiche nelle Americhe, nei Caraibi e nel continente africano.

La sua pratica del camminare svela la violenza strutturale — razziale e coloniale — che ha modellato i confini contemporanei, proponendo forme di conoscenza radicate nella relazione invece che nell’estrazione, nella saggezza ancestrale invece che nella mappatura coloniale.

Una spessa linea di sale attraversa ogni sala, segnando una soglia tra ciò che è visibile e ciò che resta sommerso. Per i visitatori più attenti, questa linea rivela lentamente la geometria di una nave fantasma — un tumbeiro, il termine portoghese per le navi negriere che attraversavano l’Atlantico. La sua architettura della sofferenza riaffiora in frammenti all’interno delle stanze, una presenza spettrale che sottende l’intera mostra. Il sale funziona sia come metafora sia come agente materiale: guarisce, corrode, si accumula.

La mostra non presenta né un approccio cronologico né tematico, ma stazioni in un continuum, una distillazione lungo il percorso espositivo di una performance arte-vita in corso. Centrale tra queste è Notícias de América della Pinault Collection, che condensa i dieci mesi di cammino di Nazareth dal Brasile a New York. Fotografie, testi e Havaianas consumate tracciano momenti in cui identità e confini si scontrano, offrendo una testimonianza diretta della migrazione come esperienza vissuta e come finzione costruita.

Quando fu invitato alla Biennale di Venezia del 2013, Nazareth creò un evento parallelo a Veneza, nello stato di Minas Gerais: una piccola città brasiliana che condivide il nome con la capitale marittima italiana. Per questa mostra, attiva nuovamente entrambi i siti in simultanea, creando un dialogo tra emisferi: la città galleggiante costruita sul commercio incontra la sua omonima senza sbocco sul mare nell’interno brasiliano. Due geografie, una pratica.

Occupando un edificio dove le merci venivano contate, tassate e registrate in registri meticolosi — Algebra chiede cosa quei sistemi contabili si rifiutassero di registrare. Nel divario tra misurazione e cancellazione, la mostra di Nazareth risolve per l’innominato, occupandosi di ciò che persiste oltre la documentazione, delle equazioni che i documenti ufficiali non riuscivano a contenere.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato in collaborazione con Marsilio Arte (Venezia) con testi di Fernanda Brenner, Gabriela de Matos, Johny Pitts, Philippe Rekacewicz.

Programma culturale
La mostra sarà inoltre arricchita da una serie di eventi culturali aperti al pubblico, tra cui una performance prevista l’8 maggio al Teatrino di Palazzo Grassi.

 

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FAMM' AFFACCIA' ANNALI'

𝟮𝟮° 𝗔𝗡𝗡𝗜𝗩𝗘𝗥𝗦𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟'𝗨𝗖𝗖𝗜𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗔𝗟𝗜𝗦𝗔 𝗗𝗨𝗥𝗔𝗡𝗧𝗘

 𝟮𝟳 𝗠𝗔𝗥𝗭𝗢

 





Il 27 MARZO non sarà un momento di dolore, ma una giornata intera di condivisione autentica di quel richiamo vivo che Annalisa Durante lancia ogni giorno, da 22 anni, attraverso l'impegno attivo della MEMORIA.


In tanti parteciperanno per testimoniarlo con monologhi, poesie, musiche, canzoni, filmati, opere artistiche, favole animate, ritmi inclusivi ed una MOSTRA FOTOGRAFICA SULLA VECCHIA FORCELLA, assemblata con tanto amore dal papà di Annalisa, Giannino Durante: un uomo che sarebbe potuto andare via dal quartiere, e che invece, nonostante il dolore che vive quotidianamente, lo ama profondamente e ne desidera il bene, insieme alla comunità.

In locandina, l'immagine di Giulia Vinagro, giovane attrice del monologo "Io sono Annalisa Durante", scritto e diretto da Vincenzo Russo, presidente dell'associazione artistica 30Allora.

UN RINGRAZIAMENTO ANTICIPATO A QUANTI HANNO DATO LA LORO ADESIONE E SONO RIPORTATI IN LOCANDINA.


Un ringraziamento particolare alla Fondazione Polis, al Presidio Libera Napoli - Centro storico e a 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗔 𝗠𝗔𝗥𝗖𝗜𝗔𝗡𝗜, che guida l'Assessorato alle Politiche Sociali e l' Assessorato ai Giovani e Lavoro del Comune di Napoli, la quale sarà presente per i saluti istituzionali e per la delega ai Centri Giovanili della città, nella cui Rete dall'anno scorso è incardinata la nostra Biblioteca insieme ai partner dello Spazio Comunale Piazza Forcella.

 

"Lieta di partecipare con le canzoni, accompagnata dal pianista Raffaele Marzano, all'incontro del 27 marzo 2026 per il 22 anniversario dell'uccisione di Annalisa Durante e da allora il dolore per tale preziosa perdita si è trasformato in impegno sociale e la memoria è diventata vita.

Nel suo nome continuano ad essere promosse, a Forcella come in tanti luoghi d'Italia, iniziative di educazione alla legalità e di lotta alla cultura mafiosa."

 Ilva Primavera (Cantante, organizzatrice di eventi culturali, mostre d’arte, poesie, danze, rappresentante dell’Associazione Primavera Arte)

  

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Pasqua e Pasquetta al Parco Archeologico di Ercolano

 



Il Parco Archeologico di Ercolano è lieto di annunciare l’apertura del sito in occasione delle festività pasquali, offrendo al pubblico l’opportunità di vivere un’esperienza unica tra storia, cultura e suggestioni senza tempo, in uno dei luoghi più straordinari al mondo, patrimonio UNESCO.
Domenica 5 aprile, in concomitanza con la prima domenica del mese, l’ingresso al Parco sarà gratuito, come previsto dall’iniziativa del MiC Domenica al Museo. Lunedì 6 aprile, in occasione della Pasquetta, il sito sarà regolarmente aperto secondo le consuete modalità di accesso.
Durante entrambe le giornate sarà inoltre possibile visitare, presso Villa Campolieto, la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” dedicata agli usi alimentari degli antichi ercolanesi, che accompagna i visitatori alla scoperta delle abitudini quotidiane, dei rituali conviviali e delle testimonianze materiali legate alla cultura del cibo nel mondo romano

La mostra è a pagamento ed è regolarmente aperta nei giorni di Pasqua e Pasquetta, 

per ulteriori dettagli e per acquistare online 

https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/dalluovo-alle-mele.-la-civilta-del-cibo-e-i-piaceri-della-tavola-ad-ercolano/

 


 


Nella giornata di lunedì 6 aprile i visitatori potranno inoltre vivere un’esperienza immersiva grazie a “VENI, VIDI, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience”, un progetto sperimentale che, ancora prima dell’accesso al sito archeologico, consente di intraprendere un viaggio nel tempo attraverso l’utilizzo di visori di realtà virtuale.
La partecipazione all’attività è gratuita, previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito, con riduzioni e gratuità secondo la normativa vigente.

È richiesta la prenotazione obbligatoria:


    online: ercolano.coopculture.it
    call center: +39 081 0106490 (dal lunedì al sabato, ore 9:00–17:00)


Un invito a trascorrere le festività pasquali all’insegna della scoperta, tra le meraviglie di Ercolano, dove il passato continua a vivere e a raccontarsi con linguaggi sempre nuovi.
 

Parco Archeologico di Ercolano
Corso Resina  
Ercolano 
Napoli

 

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Thaddaeus Ropac - Fondazione Giorgio Cini - Georg Baselitz. Eroi d'Oro

 Georg Baselitz
Eroi d’Oro
Fondazione Giorgio Cini, Venezia
5 maggio — 27 settembre 2026


Georg Baselitz, Die goldene Kittelschürze, 2025

 

"Ho una lunga biografia alle spalle. Intendo dire che ho dipinto un numero incredibile di quadri nel corso di oltre 60 anni. Ora che sono più o meno alla fine della mia attività di pittore, ho pensato che fosse il momento di trarre una sorta di conclusione. In altre parole, una sintesi dei quadri che ho realizzato nel corso degli anni." (Georg Baselitz)

La Fondazione Giorgio Cini presenta una mostra di nuove opere di Georg Baselitz, a cura di Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, in partnership con la galleria Thaddaeus Ropac. La mostra coincide con la 61ª Biennale di Venezia e presenta la più recente serie di dipinti di grandi dimensioni dell’artista tedesco, che esplora l’interazione tra fondi dorati luminosi e figure delicatamente rese, sovrapposte in alcune composizioni con esplosioni di colore a impasto. Come osserva l’artista a proposito delle sue nuove opere: «L’oro assorbe lo spazio, assorbe le ombre, assorbe la spazialità [...]. E sopra tutto questo, solo un disegno, come su un foglio di carta, un disegno di nudo [...] il più raffinato che sono riuscito a realizzare».

I piani dorati che costituiscono lo sfondo delle opere esposte, grazie alla loro riflessività, non offrono alcuna illusione di profondità, creando una piattezza che ricorda le icone medievali o gli sfondi dorati delle opere del pittore rinascimentale nordico Stefan Lochner. I corpi dipinti da Georg Baselitz, eseguiti con linee nette, giacciono nudi su questi sfondi come se fluttuassero sulle loro superfici, resi attraverso un approccio che eredita il disegno al tratto. Essi includono autoritratti più grandi del naturale, nonché numerose rappresentazioni della moglie dell’artista, Elke, sua compagna di vita e modella ricorrente nelle sue opere. Realizzati con vernice nera diluita che ricorda l’inchiostro, questi ritratti spettrali richiamano i ritratti di Hokusai e la calligrafia giapponese. Diverse tele incorporano pennellate spesse e viscose che si concentrano sulle figure, associando più colori per ottenere un effetto marmorizzato e variegato: «Piccole citazioni, che mi piace chiamare “de Kooning” e “de Kooning-nel-posto-sbagliato”: un’azione arbitraria e improvvisa con un pennello e una spatola nei colori di de Kooning da qualche parte all’interno o accanto alla figura», spiega Baselitz. Facendo emergere i corpi delicati dalle tele, le pennellate vivaci sembrano richiamare l’affermazione di Willem de Kooning secondo cui «la carne è la ragione per cui è stata inventata la pittura a olio».

Accompagna l’esposizione un catalogo illustrato, e un testo di Luca Massimo Barbero.

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Quattro documentari per raccontare “La Spezia Forte”

Nel cuore della memoria spezzina: un viaggio nella storia con il primo documentario sul Rifugio Antiaereo Quintino Sella

 


 

 
La Spezia, 25 marzo 2026 – È stato presentato questa mattina a Palazzo Civico il primo dei quattro minidocumentari dedicati al progetto “La Spezia Forte”. Un importante progetto dell’Amministrazione che prevede la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico, militare e architettonico della città, grazie al quale sono state recuperate e riportate all’antica bellezza le antiche mura della città, la Batteria Valdilocchi, il Rifugio Antiaereo Quintino Sella, il Parco della Rimembranza e il Parco delle Clarisse.


L’iniziativa, presentata dal Sindaco Pierluigi Peracchini, dal giornalista Vimal Carlo Gabbiani, dallo storico Stefano Danese e dalla social media manager Alice Fregosi, prevede la realizzazione di quattro minidocumentari pensati come un viaggio narrativo attraverso questi spazi simbolici.


Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Questo progetto rappresenta una bellissima iniziativa che come Amministrazione sosteniamo con convinzione ed è un’ulteriore prova concreta di come stiamo continuando a valorizzare il percorso di ‘La Spezia Forte’, rendendo sempre più accessibili e conosciuti luoghi simbolo della nostra città.

Attraverso strumenti moderni e un linguaggio capace di coinvolgere anche i più giovani, raccontiamo la nostra storia in modo nuovo e partecipato. La diffusione sui canali digitali e sui social ci permette di raggiungere un pubblico sempre più ampio, promuovendo il nostro patrimonio anche oltre i confini locali. Investire nella memoria significa costruire identità e consapevolezza, ed è su questa strada che intendiamo proseguire”.


Le puntate, dedicate rispettivamente alla Batteria Valdilocchi, al Ricovero Antiaereo Quintino Sella, al Parco delle Mura e della Rimembranza e al Parco delle Clarisse, raccontano storia, memoria e identità dei luoghi attraverso interviste, materiali d’archivio e riprese suggestive. Obiettivo del progetto è rendere questo patrimonio più accessibile, soprattutto alle nuove generazioni, e costruire nel tempo una piattaforma editoriale dedicata al racconto del territorio.


Ogni episodio, della durata di circa dodici minuti, segue una struttura narrativa costruita come un viaggio nei luoghi, arricchito da approfondimenti e interviste ai protagonisti, tra cui storici, direttori di musei, figure militari e il Sindaco, da riprese suggestive, anche tramite l’utilizzo del drone, da materiali d’archivio relativi ai periodi storici trattati e da performance artistiche.


Il video sarà diffuso online e sui canali social del Comune e verrà proiettato anche all’interno del rifugio, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e coerente con il racconto audiovisivo.


Tutto il materiale prodotto, comprese immagini, riprese e fotografie, andrà ad arricchire il patrimonio video del Comune della Spezia e potrà essere utilizzato per le attività istituzionali, rendendo il progetto non solo un prodotto divulgativo, ma anche un archivio visivo a servizio della città.


Il progetto “La Spezia Forte” si inserisce in un percorso più ampio volto a rafforzare la conoscenza e la consapevolezza della storia locale, ponendo le basi per una progettualità editoriale strutturata dedicata al racconto del territorio e pensata per essere accessibile alle nuove generazioni.


 


I documentari saranno divulgati attraverso i canali social del Comune della Spezia 

e attraverso la piattaforma Youtube 

sul canale del Comune della Spezia:

 https://www.youtube.com/@ComunedellaSpezia

Le mostre dell’edizione 2026 di do ut do sono prorogate fino al 6 aprile

Proseguono fino al 6 aprile 2026 le mostre dell’edizione 2026 di do ut do aperte durante la settimana di ART CITY Bologna e Arte Fiera a inizio febbraio


A Palazzo Pepoli è inoltre visibile la mostra del Premio FotoGrafia promosso da do ut do, dedicata alle nuove ricerche fotografiche degli studenti dell’Accademia di Belle Arti: uno sguardo sul tema dell’identità tra memoria, tecnologia e racconto generazionale

 

A Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna continua la collettiva Identità, l’Io plurale con le opere degli artisti Geraldina Khatchikian, Fiorenza Pancino, Stefano W. Pasquini, Giorgia Severi.

La rassegna è focalizzata sul tema dell’identità indagato in modi diversi e da differenti prospettive e linguaggi: scultura, pittura, scritti, disegni e interventi multimediali.

Sempre a Palazzo Pepoli sono contestualmente visibili le opere vincitrici del Premio FotoGrafia promosso da do ut do in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

La mostra presenta le opere premiate nell’ambito della prima edizione del Premio, dedicata al tema Identità. Attraverso linguaggi e approcci differenti, i lavori selezionati riflettono sulla costruzione dell’io, sulla memoria culturale e sulle trasformazioni sociali che attraversano il presente. Il primo premio è andato ad Alessandro Para per la fotografia Tombarolo al lavoro, parte del progetto So Far. L’immagine documenta la regione del Maramureș, nel nord-ovest della Romania al confine con l’Ucraina, indagandone la ruralità e le tradizioni. Il lavoro restituisce con intensità un contesto culturale che, pur resistendo con tenacia, appare progressivamente attraversato dalle trasformazioni della contemporaneità. La fotografia si distingue per rigore formale e forza narrativa, mettendo in relazione memoria, identità e mutamento sociale. Il secondo premio è stato attribuito alla studentessa Federica Benati, autrice di una fotografia intitolata Loro, per gli interrogativi che l’immagine pone nei confronti del tema dell’intelligenza artificiale. Attraverso il sito “This Person Doesn’t Exist” l’artista ha generato volti di uomini, donne e bambini di differenti etnie: persone che non sono mai esistite. Successivamente trasformati in fototessere, foto normalmente destinate a certificare un’identità reale, qui diventano veicolo di finzione. Il terzo premio, ex-aequo, è stato vinto dagli studenti Paolo Saputo per Lucidi e Francesca Ciuffini per Intima superficie, due lavori che restituiscono con sensibilità narrativa e dimensione autobiografica frammenti dell’esperienza e dell’immaginario della loro generazione.

 

La mostra a Palazzo Pepoli rappresenta un ulteriore momento di valorizzazione del Premio FotoGrafia, nato per sostenere e promuovere la ricerca delle giovani artiste e dei giovani artisti, offrendo loro strumenti concreti per proseguire il proprio percorso nel campo dell’immagine.


Il Premio do ut do FotoGrafia 2026, realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna, nasce per sostenere e accompagnare la ricerca delle nuove generazioni di artisti che scelgono la fotografia come strumento di indagine sul reale. La prima edizione del premio si inserisce nel quadro di do ut do 2026, dedicato al tema Identità, intesa non come definizione stabile ma come processo aperto, attraversato da relazioni, memorie e trasformazioni. In questa prospettiva la fotografia diventa uno spazio di ricerca capace di interrogare la costruzione dell’io e il rapporto tra esperienza individuale e dimensione collettiva. Agli studenti è stato chiesto di confrontarsi con questa complessità attraverso progetti che unissero qualità formale, profondità di pensiero e consapevolezza del proprio posizionamento nel campo artistico. Le opere selezionate sono presentate a Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna, luogo profondamente legato alla memoria e alla costruzione dell’identità della città. Qui la ricerca fotografica delle nuove generazioni entra in dialogo con la stratificazione storica e culturale del contesto che la ospita, trasformando la mostra in uno spazio di riflessione condivisa su come l’identità si costruisca nel tempo, attraverso sguardi, relazioni e narrazioni. La giuria è stata presieduta da Nino Migliori, maestro della fotografia italiana e figura centrale nella storia della sperimentazione fotografica contemporanea. La sua presenza conferisce a questa prima edizione un valore simbolico particolare, riportando la ricerca fotografica delle nuove generazioni in dialogo con una tradizione sperimentale che proprio a Bologna ha trovato alcune delle sue espressioni più radicali. Un ringraziamento all’Accademia di Belle Arti di Bologna, al direttore Enrico Fornaroli, ai professori Stefano Pasquini e Davide Tranchina, alla giuria e a tutti gli studenti che hanno partecipato con generosità e rigore a questo percorso. Un ringraziamento particolare a Roberto Sollevanti con PwC, sponsor del Premio do ut do FotoGrafia 2026, per il sostegno che ha reso possibile questa iniziativa. Dentro do ut do, la ricerca artistica è sempre anche restituzione: la crescita delle nuove generazioni diventa parte di un circolo virtuoso in cui la cultura si trasforma in responsabilità e sostegno concreto all’Hospice Seràgnoli.

 

Presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, continua la mostra ideata da Alessandra D’Innocenzo e curata da Enrico Fornaroli: “I 100 anni di Nino Migliori.” I Manichini. Identità. Il progetto presenta una serie inedita di fotografie a colori del Maestro della fotografia che raffigurano dei manichini di legno e stoffa, scelti per introdurre il tema Identità che ha contraddistinto l’edizione 2026 della rassegna. In questa serie del 1972, l’artista è attratto dalle stratificazioni della materia, dai ritagli di tessuto di diverse cromie e tipologie, che, come lembi di pelle, tracciano una successione nel tempo, di differenti abiti, storie e identità. Il lavoro, completamente inedito e mai esposto al pubblico, si concentra sul tema della trasformazione e del corpo, inteso come territorio in divenire, aperto al cambiamento.

 

Al Teatro Arena del Sole sono visibili le opere della mostra L’identità invisibile: la grande tela di Oliver D’Auria montata su Quadruslight (telaio a Led), immaginata come un “Body Scan emozionale” in grado di identificare attraverso i segni e il disegno, valorizzati dalla luce, la reale conformazione dell’essere umano in base alle sue esperienze, vissuto, sensibilità, traumi e il dipinto della serie Fragile Empire di Fabio La Fauci, artista che indaga il corpo e l’identità come sistemi mutevoli, soggetti a tensioni culturali e strutturali.

 

Informazioni
www.doutdo.it

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"Aequa Spont Art": al via da Vico Equense il censimento per mappare i talenti dell'arte istintiva

L’arte spontanea sfida la perfezione digitale:

 al via il censimento degli artisti spontanei per il progetto che unisce tradizione e tecnologie immersive

È stato presentato ufficialmente sabato 21 marzo, presso il Cinema Teatro Aequa, il progetto “Aequa Spont Art - L’imperfezione come risorsa: tra arti spontanee e frontiere digitali”. L’iniziativa, promossa dal Nuovo Cinema Aequa, mira a trasformare il territorio in un hub internazionale per l’arte spontanea, celebrando la bellezza dell’istinto contro l’estetica patinata degli algoritmi.




Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte figure di rilievo del panorama culturale e istituzionale:

    Giuseppe Aiello, Sindaco di Vico Equense, per i saluti istituzionali;
    Bruno Alvino, Presidente della Soc. Coop. Cineteatro Aequa;
    Derrick de Kerkhove, Accademico e Direttore Scientifico della rivista Media Duemila;
    Rosanna Romano, Direttore Generale della Direzione Cultura della Regione Campania;
    Maria Pia Rossignaud, Giornalista e Vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia;
    Pier Paolo Provenzano, Presidente dell’Associazione La Terza Classe.

L’incontro ha visto la partecipazione del Gruppo Folk “La Terza Classe”. Il coordinamento del progetto è a cura dell’Associazione Opera aps.

 

IL PROGETTO E LA FILOSOFIA

“Aequa Spont Art” nasce per dare voce all’arte spontanea nell'era digitale, creando un ponte tra l'anziano custode di tecniche antiche e il giovane artista digitale. Il percorso si articola in tre fasi: una “Chiamata alle Arti” per mappare i talenti nascosti (dalla poesia alla Glitch Art), la creazione di un’Area Museale Digitale con certificazione NFT e, infine, la realizzazione di un Villaggio dell’Istinto e un Festival Open Air ispirati ai principi del New Bauhaus Europeo.

 





PARTNER E SOSTEGNI ISTITUZIONALI

L’iniziativa gode del patrocinio morale del Comune di Vico Equense ed è un'attività finanziata con risorse del PR CAMPANIA FESR 2021-2027 (Asse Prioritario 1, RSO1.3, Azione 1.3.1).

Il progetto si avvale inoltre del contributo dei seguenti partner tecnici e culturali: Cantine Torre Ferano, Aerma Polani, AI Ecosystem Lab, Libreria Ubik Vico Equense.

 

COME PARTECIPARE
La "Chiamata alle Arti" è aperta a tutti. Per partecipare al censimento e consultare il regolamento, è possibile visitare il sito ufficiale: http://www.aequa.it/spontart.html

 

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Eventi CAMeC - presentazione del volume “Pietraia” di Jacopo Benassi e Giulia Cenci

Eventi CAMeC - Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia
Venerdì 27 marzo ore 18:00 

presentazione del volume 

Pietraia” di Jacopo Benassi e Giulia Cenci

 


 


La Spezia, 23 marzo 2026 – Continuano gli appuntamenti al CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia promossi dall’Associazione “Amici del CAMeC”, un'organizzazione no-profit dedicata alla promozione e al sostegno del museo.


Venerdì 27 marzo 2026 alle ore 18.00, presso l’ex Auditorium al primo piano del CAMeC, si terrà un incontro editoriale dedicato alla presentazione del volume Pietraia di Jacopo Benassi e Giulia Cenci, pubblicato da Produzioni Nero (2025).


L’incontro vedrà gli artisti in dialogo con Antonio Grulli, in un confronto aperto sui temi e sui processi che hanno dato origine al libro.


Pietraia nasce dall’incontro tra le pratiche di Jacopo Benassi e Giulia Cenci, in un progetto in cui fotografia e scultura si intrecciano dando vita a un nuovo corpo di lavori. Le forme ibride e organiche delle opere di Cenci si confrontano con lo sguardo viscerale e diretto di Benassi, costruendo un linguaggio condiviso fondato sulla trasformazione, sulla materia e su una tensione espressiva intensa e contemporanea. Pietraia è il risultato dell’incontro tra la scultrice Giulia Cenci e il fotografo Jacopo Benassi: le loro pratiche si fondono dando vita a un nuovo corpo di lavori, in cui le forme ibride delle opere di lei e lo sguardo viscerale di lui generano un linguaggio condiviso della trasformazione.


Introdotti dal curatore Antonio Grulli, gli artisti si sono incontrati a Milano per poi riunirsi a Pietraia, un borgo rurale dove Cenci ha allestito il proprio studio nelle ex stalle della fattoria di famiglia. Qui lavora il metallo per creare calchi di corpi organici e meccanici — rami e tubi, ossa e pistoni, volti umani e animali — che assembla e disassembla per dare forma a nuove figure visionarie.


Benassi ha fotografato queste creazioni sia all’interno, nello studio, sia all’esterno, nel bosco. Rifiutando le modalità convenzionali della documentazione, ha lavorato nel buio, utilizzando flash e lunghe esposizioni, frammentando e moltiplicando le forme, trasformando il metallo pesante in scie di pura luce.


Riorganizzando le opere di Cenci in costellazioni inattese — mettendole in relazione e in contrasto tra loro e con la vegetazione circostante — i suoi scatti ne rivelano la natura spettrale e ne amplificano la presenza fantasmagorica.


Jacopo Benassi, attivo dagli anni Ottanta, ha sviluppato una ricerca che attraversa fotografia, performance, pittura e installazione, mantenendo nel tempo un’estetica cruda, diretta e fortemente materica, cifra distintiva del suo lavoro.


Giulia Cenci, formatasi tra Bologna e i Paesi Bassi, è protagonista di una carriera internazionale che l’ha portata a partecipare a importanti istituzioni e manifestazioni, tra cui la Biennale di Venezia, High Line (New York), MUDAM (Lussemburgo), MAXXI (Roma) e Centro Pecci (Prato).


L’incontro rappresenta un’occasione per approfondire un dialogo artistico che mette in relazione linguaggi differenti e generazioni diverse, offrendo al pubblico uno sguardo privilegiato sui processi creativi e sulle dinamiche collaborative alla base del progetto editoriale.


L’evento è libero fino ad esaurimento posti.


Info e prenotazioni per l’evento: amicidelcamec@camec.sp.it
 

INFORMAZIONI E CONTATTI
CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia
https://camec.sp.it/
https://camec.museilaspezia.it/
FB/IG @camec.laspezia
 

Biglietti:
Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia
Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia
Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre
Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea).

 L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.


Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.
 

Orari:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00; 

primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00
Chiuso lunedì e 25 dicembre

 

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