Festival Internazionale
di Mezza Estate
XLII edizione
31/07 - 29/08/2026
Ludwig Van Beethoven
Preludio all’anno beethoveniano
Costantino Catena Pianoforte
Orchestra dell’ Istituzione Sinfonica Abruzzese
Direttore Marcin Nalecz Niesiolowski
Celebrazioni ‘800 dalla morte di San Francesco d’Assisi
Luca Fialdini: cantata per Soprano e Orchestra
Soprano Licia Piermatteo
Info: Tagliacozzo, mercoledì 5 agosto Chiostro di San Francesco ore 21, 15 – www.festivaldimezzaestate.it info@festivaldimezzaestate.it Info point: 0863 610750 – cell.: +39 3459474641 – I biglietti sono in vendita su www.i-ticket.it Tel.: 0863/25842 – 0863/411830
Preludio all’anno beethoveniano con l’Imperatore di Costantino Catena
Il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli ha inserito nella XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, il progetto europeo dedicato al genio tedesco. Alle ore 21,15 nel Chiostro di San Francesco in Tagliacozzo, con il direttore Marcin Nalecz Niesiolowski sul podio dell’ Isa e ospite il pianista Costantino Catena verranno eseguiti il Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra in Mi bemolle maggiore op. 73 "Imperatore" e la quinta sinfonia. Prima assoluta in occasione degli ottocento anni dalla scomparsa di San Francesco della cantata di Luca Fialdini. Nel pomeriggio la presentazione del volume “Storia di Tagliacozzo: dalla crescita economica al cambio del quadro politico” per le edizioni Master print di Nino Motta e il IV concorso Voci d’Oro DaltroCanto
Sesto appuntamento, per la XLII edizione del Festival di Mezza Estate, con una serata particolare dedicata a Ludwig van Beethoven per il progetto europeo voluto dal direttore artistico. Un cartellone di larga visione firmato dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi. Il Festival di Mezza Estate diventa così un format vincente, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci. La quinta giornata del Festival inizierà come d’abitudine alle ore 18, nel Cortile d’arme del Palazzo Ducale, con la presentazione del volume “Storia di Tagliacozzo: dalla crescita economica al cambio del quadro politico” per le edizioni Master print di Nino Motta. “Il libro abbraccia il periodo che va dal 1970 al 1995 — spiega l’autore — non sono potuto andare oltre perché i documenti, per avere una valenza storica, devono avere almeno 30 anni. La documentazione del Comune di Tagliacozzo è stata ordinata negli anni ’60, e quella successiva al 1966 fa parte dell’archivio di deposito che dal 2004, per finalità storiche, si può finalmente consultare”. Interverranno, moderati da Bruno Rossi, Antonino Attili, Franco Salvatori e Dino Rossi. In contemporanea, nel Chiostro di San Francesco, alle ore 18, si svolgerà il IV concorso degli allievi dell’Accademia Adalo, del soprano Donata D’Annunzio Lombardi, per assegnare le borse di studio e scegliere “Le voci d’oro Daltrocanto”. Alle 21,15 preludio al bicentenario della morte di Ludwig Van Beethoven con il direttore Marcin Nalecz Niesiolowski sul podio dell’ Isa e ospite il pianista Costantino Catena per proporre il Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra in Mi bemolle maggiore op. 73 "Imperatore". La natura improvvisativa costituisce un tratto costante del primo movimento (Allegro) di questo concerto. Nei momenti chiave della struttura musicale, come l'introduzione o la ripresa dell'esposizione, questa caratteristica mette in risalto lo stile libero e quasi fantastico del solista. Il paradosso evidente risiede nel fatto che l'improvvisazione pianistica è scritta minuziosamente in ogni dettaglio: è come se Beethoven, non potendo eseguire il pezzo di persona, volesse imprimere con forza la propria impronta personale, negando all'interprete ampi margini di autonomia espressiva. Non è un caso che, a fronte di questa finta spontaneità del pianoforte, il compositore elimini espressamente la cadenza (l'unico momento in cui tradizionalmente il solista poteva improvvisare), inserendo in partitura l'indicazione: “Non si fa una Cadenza, ma s’attacca subito il seguente”. Il secondo movimento, un Adagio poco mosso, è ambientato nell'inconsueta ed estranea tonalità di Si maggiore, si apre con un'introduzione malinconica degli archi con sordine. Il pianoforte entra con una melodia cantabile e prolungata, mettendo in luce non l'improvvisazione, ma il virtuosismo di Beethoven nel legato e nei trilli, per poi collegarsi al finale tramite una transizione che anticipa il tema successivo. Il Rondò finale esplode con energia. Unisce l'andamento di una giga danzante al carattere di uno Scherzo (per dinamiche e accenti), conferendo all'opera una dimensione più sinfonica. Il movimento si distingue per il continuo dialogo tra il pianoforte e i singoli strumenti (come i timpani nella coda), ma spetta all'orchestra il compito di chiudere definitivamente il concerto.mIl concerto sarà inaugurato da una Cantata per Soprano e Orchestra in prima esecuzione assoluta di Luca Fialdini, con ospite la voce di Licia Piermatteo. Composta in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, questa cantata utilizza frammenti estratti dalla Vita prima e dalla Vita secunda del beato Tommaso da Celano, primo biografo di Francesco, integrati con il Salmo 141 e l’Oratio ante Crucifixum scritta dal santo stesso: più che uno schema narrativo, la successione degli eventi vuole evocare una serie di episodi legati all’ultimo periodo della sua vita restituendone la dimensione interiore, come un piccolo ciclo di affreschi, interpretando le suggestioni del testo in un cammino di contemplazione e luce: partendo dal drammatico interludio dell’orchestra – Saeclum, in richiamo tanto a Tommaso quanto alla vita mondana – la presenza divina si manifesta nella vita dell’uomo modificandola radicalmente, fino alla trasfigurazione finale, che qui coincide con l’episodio in cui Francesco abbraccia la morte cantando. Sei gli episodi introdotti da un interludio dell’Orchestra Nuntius, Saeclum, Somnium Heliae, Psalmus CXLI, Carmen mortis, Abyssus claritatis, per chiudere con l’ Oratio ante Crucifixum. Finale carismatico con la Sinfonia n. 5 in do minore Op. 67. È un Beethoven titanico, quello della Quinta. Ma è anche un Beethoven più asciutto e meno enfatico rispetto a quello dell’Eroica. La forma stessa è essenziale, senza espansioni retoriche, la coerenza interna rigorosa. I temi sono netti e concisi, come lo scarno inciso d’apertura, un motto di sole quattro note. Così si apre il primo movimento, l’Allegro con brio. Ancora sull’inciso “del destino” è fondato il primo tema, che percorre interamente la Sinfonia rendendola ulteriormente più solida ed unitaria. Proprio a questa estrema concentrazione tematica, a questa sobrietà di caratteri va ricondotta la grande efficacia espressiva che la Sinfonia in do minore esprime. Il primo tempo è forse la più perfetta applicazione della valenza tragica della tonalità di do minore, e della dialettica beethoveniana, basata sul contrasto di due idee, una veemente e una implorante; ma questa perfezione è dovuta innanzitutto alla configurazione icastica del tema – i celebri “tre più uno” colpi iniziali, esposti all’unisono – poi a una tecnica di elaborazione che fa percepire ogni dettaglio come logicamente consequenziale, necessario e imprescindibile; la seconda idea è solo un diversivo, nel fitto reticolato dell’elaborazione, che viene tuttavia interrotta da improvvisi silenzi e singole voci strumentali, dalla valenza angosciante ed interrogativa. In questo contesto l’Andante con moto, in la bemolle maggiore, non ha la semplice funzione di stemperare la tensione, ma piuttosto di mantenerla sempre sottesa. Con lo Scherzo si torna non solo alla tonalità minore iniziale, ma anche al medesimo inciso tematico, solo variato ritmicamente: da una parte, infatti, il “motto” iniziale acquista, nella riproposizione, una valenza fatalistica, dall’altra parte il movimento sembra spegnersi nel nulla, con il “motto” sussurrato dai timpani, e sfocia invece in un episodio di transizione, che congiunge direttamente i due ultimi tempi, attraverso un calibratissimo ed entusiasmante crescendo. Si approda dunque, col Finale, alla risoluzione di tutti i conflitti esposti, con una trionfale fanfara che è in realtà la conversione ottimistica dell’idea iniziale.
Prossimo appuntamento: Concerto celebrativo in onore di Duke Ellington, giovedì 6 agosto, nel chiostro di San Francesco, alle 21, 15, pianista, band-leader, musicista che in sessant’anni di attività ha prodotto circa 1200 composizioni, consistenti in centocinquanta ore di musica personalissima, riconoscibile alle prime battute, spesso toccata dal soffio della poesia, aristocratica e popolare, colta e disimpegnata, lirica ed effervescente, impossibile da definire in tutte le sue sfaccettature, certamente la più fulgida testimonianza dell’arte nero-americana del nostro Millennio. L’evocazione della famosa “Duke’s Legacy è stato affidato al Dino Plasmati Quintet con il leader alla chitarra, Franco Schepisi al pianoforte, Giuseppe Bassi al basso e Marcello Nisi alla batteria, con ospite la voce di Sara Rotunno.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA