lunedì 22 giugno 2026

La Spezia Lirica Forum 2026

Rigoletto” di Giuseppe Verdi sabato 4 luglio in Piazza Europa


Una grande produzione lirica all’aperto con la regia di Henning Brockhaus, la direzione di Bruno Nicoli e i giovani interpreti selezionati dalla Masterclass

 

 

 

La Spezia, 22 giugno 2026 – È stato presentato in conferenza stampa questa mattina dal Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, dalla Dirigente ai Servizi Culturali Rosanna Ghirri, dagli Amici del Loggiato e dal direttore artistico Roberto Sèrvile il “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, evento centrale di “La Spezia Lirica Forum 2026”, che andrà in scena sabato 4 luglio 2026 alle ore 21.15 in Piazza Europa.
L’iniziativa porta nel cuore della Città uno dei capolavori assoluti del repertorio verdiano, trasformando Piazza Europa in un grande palcoscenico all’aperto e confermando la vocazione della Spezia a ospitare eventi culturali di alto profilo, capaci di coniugare qualità artistica, accessibilità e valorizzazione dei giovani talenti.
La messa in scena del Rigoletto si caratterizzerà per un’impostazione fortemente originale. La regia di Henning Brockhaus proporrà una lettura intensa e contemporanea dell’opera, sostenuta da un impianto scenografico costruito ad hoc. Gli specchi deformanti diventeranno elemento drammaturgico centrale, chiamato a rappresentare la duplicità, le contraddizioni e le deformazioni dell’animo umano.
Nella sua lettura, il regista Henning Brockhaus sottolinea “la sostanza dello spettacolo risiede nell’ossessiva riflessione che Rigoletto fa, nel corso di tutta la vicenda, della maledizione di cui è stato oggetto, e nella successione di scelte sbagliate che lo condurranno al suo tragico errore”. Mettendo così in evidenza la dimensione interiore del protagonista, il regista ritiene “necessario l’uso di un linguaggio scenico libero da connotazioni esterne alla vicenda. Il naturalismo o il realismo storicizzante non farebbero altro che seppellire la sostanza drammaturgica della musica di Verdi”.
L’opera sarà diretta dal Maestro Bruno Nicoli, con la regia di Henning Brockhaus, le scenografie e i costumi di Giancarlo Colis, le coreografie e i movimenti scenici di Valentina Escobar. Sul palco l’Orchestra Terre Verdiane e il Coro Genova Vocal Consort. Maestro collaboratore e docente sarà Cesare Goretta, mentre la direzione artistica è affidata a Roberto Sèrvile.
Gli interpreti saranno i giovani cantanti selezionati nell’ambito della Masterclass “La Spezia Lirica Forum”, progetto che conferma la propria missione formativa e artistica: individuare, accompagnare e valorizzare nuove voci della lirica, offrendo loro la possibilità di misurarsi con una produzione completa e con professionisti di altissimo livello.
Tra gli elementi più significativi dell’edizione 2026 vi è la presenza di molti interpreti italiani, dato particolarmente rilevante all’interno di un progetto dalla vocazione internazionale. Spicca inoltre la partecipazione del tenore Marco Mancuso, interprete del Duca di Mantova, che ha 17 anni e compirà 18 anni il 3 luglio, il giorno prima del debutto. Nel cast anche il baritono Guido Dazzini, originario di Lerici, nel ruolo di Marullo.
La produzione sarà arricchita da costumi moderni, ballerini, figuranti, un accurato lavoro sulle voci e una presenza scenica di forte impatto, con l’obiettivo di restituire al pubblico un Rigoletto potente, attuale e visivamente coinvolgente.
Sull’opera il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Il Rigoletto che verrà ospitato alla Spezia sarà un evento davvero unico, un viaggio nel tempo a cavallo tra passato e presente con scenografie d’avanguardia, coreografie straordinarie e costumi contemporanei che caleranno il melodramma verdiano direttamente ai giorni nostri: questo taglio contemporaneo permetterà ai giovani di avvicinarsi con curiosità al mondo della lirica, immedesimandosi nei personaggi e appassionandosi alla storia dell’omonimo protagonista. Restando fedele al melodramma originale e soprattutto ai temi complessi, ma al contempo universali, che lo rendono un capolavoro senza tempo, il Rigoletto di Piazza Europa si distingue anche per la collaborazione di grandissimi professionisti: dalla regia del visionario Henning Brockhaus alla direzione artistica del baritono di fama internazionale Roberto Sèrvile, sino alla direzione orchestrale del Maestro Bruno Nicoli e alle coreografie di Valentina Escobar, una produzione grandiosa che coinvolge anche artisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la preziosa collaborazione degli Amici del Loggiato, che ha permesso di accogliere qui alla Spezia spettacoli come Simon Boccanegra e Madama Butterfly, molto apprezzati e partecipati. Sono certo che anche il Rigoletto riuscirà ad attrarre e stupire il pubblico, offrendo un’esperienza artistica di altissimo livello e innovazione”.
Il progetto prevede anche un momento di avvicinamento all’opera: il 23 giugno alle ore 21.00 alla Sala Dante (via Ugo Bassi, 4 – La Spezia) si terrà il “Percorso storico musicale alla scoperta del Rigoletto”, una lettura dell’opera in forma di incontro-dibattito moderato dal musicologo Massimo Arduino, con la partecipazione di Roberto Sèrvile, del pianista Cesare Goretta e degli allievi della Masterclass, che eseguiranno alcuni brani tratti dall’opera.
Il Rigoletto di Giuseppe Verdi, ambientato alla corte del Duca di Mantova, racconta la storia del buffone di corte Rigoletto, figura amara e tormentata, divisa tra il cinismo del mondo in cui vive e l’amore protettivo per la figlia Gilda. Dopo aver deriso i nobili vittime delle avventure amorose del Duca, Rigoletto viene colpito dalla maledizione del conte di Monterone, che lo accusa di aver riso del dolore di un padre. La maledizione sembra compiersi quando Gilda, ingenua e innamorata del Duca, viene rapita dai cortigiani e condotta a palazzo. Rigoletto, sconvolto, medita vendetta e assolda il sicario Sparafucile per uccidere il Duca. Ma Gilda, ancora innamorata dell’uomo che l’ha tradita, sceglie di sacrificarsi al suo posto. Nel tragico finale, Rigoletto scopre troppo tardi che nel sacco consegnatogli non c’è il corpo del Duca, ma quello della figlia morente: la maledizione si è compiuta.
I protagonisti
Alla guida artistica del progetto c’è Roberto Sèrvile, baritono di fama internazionale, che ha cantato accanto ad artisti come Luciano Pavarotti, Mirella Freni e Samuel Ramey. Dopo una carriera di oltre trent’anni, con 84 ruoli nel repertorio italiano, francese e russo, Sèrvile si dedica oggi con passione all’insegnamento e dal 2024 è direttore artistico di Sarzana Lirica e La Spezia Lirica Forum.
Il Maestro Bruno Nicoli, direttore d’orchestra della produzione, vanta una lunga esperienza al Teatro alla Scala di Milano, dove è stato maestro di sala e palcoscenico, pianista, preparatore del coro, suggeritore, direttore delle prove di scena e, dal 2014, Direttore dei Complessi Musicali di Palcoscenico. Nel 2025 ha diretto al Teatro alla Scala il concerto straordinario per l’ottantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.
L’Orchestra Sinfonica Terre Verdiane, fondata nel 2003 dal Maestro Stefano Giaroli, è una delle realtà orchestrali italiane più dinamiche e ha maturato un ampio repertorio operistico, dalla quasi totalità delle opere verdiane a Puccini, Mozart, Carmen, Rossini e al verismo italiano. Il Genova Vocal Consort, diretto dal Maestro Pier Luigi Rosso, promuove la valorizzazione del repertorio sacro, sinfonico e lirico, collaborando negli anni con numerose realtà musicali liguri.
Il Genova Vocal Consort, diretto dal Maestro Pier Luigi Rosso, promuove la valorizzazione e la diffusione della musica sacra, sinfonica e lirica, con particolare attenzione al patrimonio musicale nazionale e internazionale. Nato con un repertorio prevalentemente sacro-sinfonico, il coro ha progressivamente ampliato la propria attività al repertorio lirico, collaborando con importanti realtà musicali e culturali liguri, tra cui filarmoniche, festival e associazioni del territorio.
La regia di Henning Brockhaus rappresenta uno degli elementi di maggiore rilievo della produzione. Dopo l’incontro nel 1975 con Giorgio Strehler, di cui diviene assistente e stretto collaboratore, Brockhaus avvia una lunga carriera internazionale firmando produzioni acclamate dalla critica, tra cui Traviata, Rigoletto, Lucia di Lammermoor, Attila, Madama Butterfly, Otello, Macbeth ed Elektra. Al lavoro registico affianca un forte interesse per la didattica, che lo rende particolarmente adatto a un progetto fondato sul dialogo tra alta professionalità e formazione dei giovani interpreti.
Le scenografie e i costumi sono firmati da Giancarlo Colis, che ha lavorato per cinema, televisione e teatro lirico in Italia e all’estero, collaborando alla progettazione di scene e costumi per numerose opere, tra cui La forza del destino, Carmen, Rigoletto, Traviata, Macbeth, Nabucco, Barbiere di Siviglia, Bohème, Madama Butterfly, Lucia di Lammermoor, Don Pasquale, L’elisir d’amore, Cavalleria Rusticana e Pagliacci.
Le coreografie e i movimenti scenici sono affidati a Valentina Escobar, professionista con una consolidata esperienza nella lirica e nella prosa, formatasi tra musica, danza, recitazione e mimo, e collaboratrice di importanti registi del panorama teatrale europeo.
Il cast dei giovani interpreti selezionati per la produzione comprende artisti provenienti dall’Italia e dall’estero: William Allione, Liu Tong, Jihje Kim, Marco Mancuso, Benedetta Mazzetto, Sergei Morozov, Franco Rios Castro, Aaròn Jimenez, Guido Dazzini, Arienne Fort Cannock, Antonio Palumbo e Carolina Medina.
La sartoria è affidata a Sartoria Arianna, mentre la realizzazione delle scene è a cura di V. Albino & A. Piscitelli.

Biglietti

I biglietti saranno disponibili a partire da martedì 23 giugno presso il Botteghino del Teatro Civico, in corso Cavour 20, dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle 12.30 e il mercoledì anche dalle 16.00 alle 19.00. ll 4 luglio, dalle ore 18.30, sarà attiva anche la biglietteria in Piazza Europa fino a esaurimento posti. L’ingresso è gratuito con bigliettazione – posto unico non riservato.

Botteghino Teatro Civico – Corso Cavour 20, La Spezia
lunedì - sabato ore 9.00-12.30
mercoledì anche ore 16.00-19.00
L’iniziativa è realizzata nell’ambito di “La Spezia Lirica Forum 2026”.


Si ringrazia Fincantieri per il sostegno al progetto e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara.

 Sponsor: The Brand Sitter; Officina Materassi; Accademia di Danza la Maison della Danse; Atelier Benassi Hair stylist; Mainoldi Autotrasporti.

 

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LA SPEZIA - aperture straordinarie serali musei civici

Musei civici aperti di sera: dal 26 giugno al 31 luglio aperture straordinarie serali ogni venerdì con visite guidate gratuite

 


 

 

La Spezia, 22 giugno 2026 – Dal 26 giugno al 31 luglio, tutti i Musei Civici della Spezia saranno interessati da un programma di aperture straordinarie serali, previste ogni venerdì dalle ore 20 alle ore 23, con visite guidate gratuite rivolte a cittadini, visitatori e turisti.

 
L’iniziativa rientra nel più ampio piano di valorizzazione della cultura promosso dall’Amministrazione Peracchini, con l’obiettivo di rendere il patrimonio museale cittadino sempre più accessibile, vivo e parte integrante dell’esperienza urbana. Non solo, si vuole offrire alla Città una nuova occasione per scoprire e vivere i musei, luoghi fondamentali della memoria, dell’identità e della crescita culturale della comunità. Questa iniziativa, infatti, si inserisce in una strategia più ampia che punta a rafforzare il ruolo della cultura come motore di attrattività, coesione e qualità della vita. I musei non sono soltanto spazi di conservazione, ma presìdi culturali aperti, capaci di dialogare con il territorio e con pubblici diversi.

 
“Con le aperture serali estive dei Musei Civici, la cultura cittadina diventa sempre più accessibile e, a tutti gli effetti, parte integrante della vita quotidiana della nostra comunità” dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. “Dopo l’iniziativa rivolta ai residenti della Provincia della Spezia, che sino a fine anno potranno visitare gratuitamente i Musei Civici della nostra Città, le nuove aperture straordinarie costituiscono un tassello importante nel percorso di valorizzazione del nostro patrimonio museale. Le serate dell’estate spezzina sono sempre molto vive e partecipate, e l’accesso ai musei offre a cittadini e turisti l’opportunità di vivere la cultura e la storia della Spezia in maniera diversa, più suggestiva e coinvolgente. Le collezioni, i beni e le raccolte dei musei diventano così sempre più fruibili, per un’esperienza unica alla scoperta delle bellezze artistiche della Spezia” conclude il Sindaco.

 
Ogni venerdì sera, dunque, il Museo Civico Amedeo Lia, il Museo Archeologico del Castello San Giorgio, il Museo Civico del Sigillo, la Palazzina delle Arti, il Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” e il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia in via straordinaria dalle 20 alle 23, offrendo al pubblico la possibilità di partecipare a visite guidate gratuite e di approfondire la conoscenza delle collezioni, dei percorsi espositivi e dei luoghi della cultura cittadini.

 
Le aperture straordinarie serali rappresentano un’occasione per vivere i Musei Civici in una dimensione diversa, più accessibile e suggestiva, contribuendo alla promozione dell’offerta culturale della città durante il periodo estivo.

 
In queste serate dedicate alla cultura, sono previste anche delle visite guidate gratuite con prenotazione: tutti i venerdì alle ore 20.00 visita guidata alla Palazzina delle Arti, comprensiva del Museo Civico del Sigillo e della mostra permanente di Agostino Fossati; alle ore 21.00 visita guidata al Museo Civico Amedeo Lia e alle ore 22.00 visita guidata al Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana”. Venerdì 26 giugno al CAMeC è prevista la visita guidata alle ore 19.00, per tutti gli altri venerdì alle ore 21.30.

 

Contatti sedi e informazioni per prenotazioni


    Museo Civico Castello San Giorgio – Tel. 0187 751142 – sangiorgio.segreteria@comune.sp.it
    Museo Civico “Amedeo Lia” – Tel. 0187 727220 – museolia.reception@comune.sp.it
    Museo Etnografico “G. Podenzana” – Tel. 0187 727781 – museoetnografico.segreteria@comune.sp.it
    CAMeC – Tel. 0187 727530 – info@camec.sp.it
    Museo del Sigillo / Palazzina delle Arti – Tel. 0187 727220 – museo.sigillo@comune.sp.it

 

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venerdì 19 giugno 2026

PIZZA E IA, I MAESTRI ARTIGIANI DEL COCA COLA PIZZAVILLAGE DICONO NO!

A Pozzuoli dal 7 al 12 luglio il villaggio dedicato alla regina della tavola

 
 




L'intelligenza artificiale potrà un giorno inventare la pizza del futuro?
 

L'abbiamo chiesto ai 22 pizzaioli che quest'anno faranno parte della squadra del Coca-Cola Pizza Village 2026 e le risposte raccontano un mondo decisamente compatto.

Se da un lato la tecnologia entra sempre più spesso nella vita quotidiana di imprese e professionisti, dall'altro il mondo della pizza continua a considerare creatività, esperienza e sensibilità umana elementi difficilmente sostituibili.
 

Secondo il 78% dei pizzaioli coinvolti, l'intelligenza artificiale resterà uno strumento utile ma distante dall'anima del mestiere. Per questa maggioranza la pizza nasce ancora dall'intuizione, dalla conoscenza delle materie prime, dall'esperienza maturata davanti al forno e dal rapporto diretto con il cliente.
 

Il 18% adotta invece una posizione più pragmatica. Per questi professionisti l'intelligenza artificiale potrà diventare un valido alleato nella gestione delle prenotazioni, nell'organizzazione del lavoro, nell'analisi delle preferenze dei clienti e nelle attività di comunicazione.
 

Solo il 4% immagina un ruolo più incisivo, ipotizzando che nei prossimi anni gli algoritmi possano contribuire concretamente alla nascita di nuove ricette e nuovi abbinamenti.
 

Su un punto, però, le opinioni convergono quasi completamente.
 

Per il 98% dei pizzaioli nessuna tecnologia potrà mai sostituire il ruolo del pizzaiolo.

L'intelligenza artificiale potrà aiutare a raccogliere dati, analizzare tendenze e supportare le attività quotidiane, ma difficilmente potrà replicare il patrimonio culturale, la sensibilità e la capacità di interpretare gusti e territori che caratterizzano il lavoro di chi prepara una pizza.
 
 

Più equilibrate le risposte alla domanda più curiosa: entro il 2035 i nostri clienti sceglieranno la pizza attraverso algoritmi personalizzati?
 

Il 42% ritiene che possa accadere, mentre il 58% continua a credere che il consiglio del pizzaiolo, il passaparola e il rapporto umano avranno ancora un peso maggiore rispetto alle indicazioni fornite dalle piattaforme digitali.
 

A partecipare alla consultazione sono stati i protagonisti dell'edizione 2026 del Coca-Cola Pizza Village
 

Ammaccamm, Antica Pizzeria da Gennaro, Donna Sofia ai Tribunali, Errico Porzio, Farinati Pizza and More, MaryRose, I Mascalzoni Latini, Pisani Pizzeria, Pizzaingrammi, Picea, Vesi, Vincenzo Capuano, Fermento, Lucignolo Bella Pizza, Da Mario, Zia Esterina Sorbillo, I Damiano Pizza Concept, Il Mio Viaggio a Napoli, Spicchi di Luna, Porzio...ni, Guappo Amoriello Senza Glutine e Pizzeria Roulette.

La domanda resta aperta.
 

Se il futuro della pizza sarà sempre più tecnologico, il suo cuore continua a battere nelle mani di chi ogni giorno impasta, sperimenta e accende il forno.
 

Dal 7 al 12 luglio, il Lungomare Sandro Pertini di Pozzuoli diventerà la capitale italiana della pizza con il ritorno del Coca-Cola Pizza Village. 22 pizzerie, 6 giorni di degustazioni, spettacoli, concerti, incontri e intrattenimento accompagneranno il pubblico in un viaggio attraverso le nuove tendenze della pizza italiana, le grandi famiglie della tradizione e i protagonisti che stanno cambiando il volto di uno dei prodotti simbolo del Made in Italy.

Un villaggio aperto a famiglie, appassionati e turisti che quest'anno torna sul mare con una nuova scenografia naturale affacciata sul Golfo di Pozzuoli.
 

Accanto alle pizzerie protagoniste, il programma ospiterà appuntamenti musicali, eventi speciali e una grande novità firmata Gianni Simioli. Un format completamente nuovo, costruito appositamente per il Coca-Cola Pizza Village 2026, che unirà musica, spettacolo e scoperta di nuovi talenti con una formula inedita destinata a sorprendere il pubblico. I dettagli saranno annunciati nei prossimi giorni.

 

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White Chill Out Lungomare Pozzuoli: il gusto incontra l’emozione

Pozzuoli protagonista del gusto: la Live Cooking Experience al White Chill Out Lungomare celebra l’eccellenza tra cucina, mare e grandi collaborazioni



Una serata esclusiva tra alta gastronomia, cooking experience e valorizzazione del territorio con chef, aziende e professionisti dei Campi Flegrei



 

Pozzuoli (NA) – Il fascino del mare, l’eleganza degli eventi e la ricerca gastronomica sono stati i protagonisti della Live Cooking Experience andata in scena il 17 giugno al White Chill Out Lungomare Pozzuoli.

 

Una serata riservata alla stampa e agli ospiti selezionati che ha raccontato una nuova idea di ospitalità: un’esperienza capace di unire cucina, atmosfera e cura dei dettagli, valorizzando le eccellenze del territorio attraverso un percorso sensoriale completo.

 

La brigata guidata dallo Chef Alessio Galati ha accompagnato gli ospiti in un viaggio tra sapori mediterranei e creatività contemporanea, partendo dall’omaggio al mare con le ostriche servite e aperte al momento fino alle diverse interpretazioni del pescato.

 

Nel menu hanno trovato spazio il Roll bun crostacei, il Baccalà fritto con pomodoro datterino e Parmigiano 24 mesi, il Fish & Chips di tonno, i Tagliolini al battuto di gamberi, burro e limone e lo Zito con pescato del giorno e datterini, fino al dessert Plateau Dolce Vita.

 

A rendere ancora più speciale la serata è stata la partnership con Nicola Pezzella Wedding Planner, una collaborazione nata per unire il mondo della ristorazione di qualità alla progettazione di eventi esclusivi. Una sinergia che ha contribuito a definire lo stile dell’appuntamento, curandone l’identità e trasformando la cena in una vera esperienza emozionale.

 

“Il White Chill Out Lungomare nasce con l’idea di creare momenti che restano nel tempo – racconta Nicola Scarmadella, proprietario del White Chill Out Lungomare –. La Live Cooking Experience è stata la dimostrazione di quanto sia importante fare rete con professionisti e realtà che condividono la stessa attenzione per qualità, bellezza e accoglienza. Vogliamo continuare a raccontare Pozzuoli attraverso eventi capaci di unire il territorio alle eccellenze che lo rappresentano.”

 

La serata ha visto anche protagonista il mondo del vino grazie agli abbinamenti curati dal Sommelier Guido Del Vecchio, con le etichette di Cantine Palazzo Marchesale, Carputo Vini e Cantine Federiciane, selezionate per accompagnare ogni portata e valorizzare il percorso gastronomico.

 

Fondamentale il contributo delle realtà legate al mare e alla qualità delle materie prime: Pastai Cacciapuoti,  Ittica Albi e Ittica D’Isanto Pozzuoli hanno supportato la valorizzazione del pescato, mentre Magno Food, MARR Home, Legami D’Amore hanno contribuito alla riuscita dell’organizzazione e alla cura dei dettagli.

 

L’esperienza è stata completata dalla proposta sushi dello Chef Romerson Cohelo che ha portato in tavola l’eleganza della tradizione giapponese, e dai Signature Cocktails di Luigi Scarmella Bartender, insieme alla selezione di Caffè Kremoso per il finale dedicato agli ospiti.

La serata ha visto anche la partecipazione di alcuni degli influencer campani più noti: Marica Ferrillo e Gabriele Massa di Campi__Flegrei.

L’evento è stato organizzato con la collaborazione e direzione artistica dell’agenzia di marketing Tipi social guidata da Tiziana Portanova.

La Live Cooking Experience conferma il ruolo del White Chill Out Lungomare Pozzuoli come luogo di riferimento per eventi, lifestyle e alta cucina nei Campi Flegrei, dove il mare diventa la cornice naturale di esperienze uniche.

 

 

 

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Ovazione per il tenore napoletano VINCENZO COSTANZO in TOSCA al Regio di Torino


 Successo del tenore napoletano

Vincenzo Costanzo

 

GiACOMO PUCCINI

TOSCA

Teatro Regio Torino

13 – 21 giugno 2026


 

Vincenzo Costanzo: “oltre” Cavaradossi

 


Successo personale per il tenore napoletano al Regio di Torino che non si pone limiti nella regia ultra fisica di Stefano Poda. Ultima recita di Tosca il 21 giugno, quindi Il 23 riceverà il premio “Giuseppe Lugo” a Custoza, a seguire il debutto in Turandot al Summer Theatre di Varna

Estate bollente per il tenore napoletano Vincenzo Costanzo, il quale ancora un volta ha raccolto l’ovazione del pubblico, per la sua  inconfondibile interpretazione del Cavalier Mario Cavaradossi sul palcoscenico del teatro Regio di Torino, sold out per tutte le recite. Colpo d’occhio non certo d’abitudine e scontato al principio di un rovente giugno, pur se il titolo è Tosca di Giacomo Puccini, opera diretta registicamente da Stefano Poda, con orchestra e cori affidati alla bacchetta di Andrea Battistoni. Regia di difficile interpretazione sia da parte del pubblico che degli artisti, giocata sul passaggio tra la fine del Settecento e l’avvento del Romanticismo, del secolo della rivoluzione e della libertà. Il codice Poda è facilmente svelato, a cominciare dai guanti rossi che ricoprono le mani lorde di sangue di Scarpia e i suoi sgherri, la polizia papalina. L’omaggio a Roma viene esclusivamente dagli ologrammi su marmo Portoro, che impreziosisce le basiliche romane, con le venature ad evocare quasi una tela di ragno, man mano che il barone ne stringe il cerchio, rappresentanti le sculture dal gruppo del Lacoonte all’Apollo e Dafne del Bernini, unitamente ai simboli della città eterna di cui Puccini fa uso in orchestra le campane e il cannone di Castel Sant’Angelo. Non si esce mai da questo palcoscenico claustrofobico, niente paesaggio romano, solo la luce scandisce il trascorrere delle ore, e assieme agli ologrammi, i luoghi. Poda ha schizzato  un palcoscenico pieno d’ombra e di mistero su cui i personaggi, questi prigionieri del melodramma che tentano di liberarsi, contorcendosi,  sono riusciti a compiere il proprio viaggio e ad attuare il proprio cambiamento. Poda conscio di ciò, ha giocato, con la luce, servendosene per le sue scene con un chiaro riferimento al richiamo di un immaginario specchio, veneziano (scena nera), quello della vita e quello della finzione, il pavimento, che è esso stesso specchio della vita, un gioco serio che ad essa ci sveglia. Sulla enorme scrivania di Scarpia si è giocato l’intero secondo atto: nello studio emozioni, passioni, decisioni, cambiamenti, con il merito da parte di Poda di aver sfruttato a pieno i 250 metri di palcoscenico con i suoi ponti mobili, che lo rende secondo solo a quello dell’Opera Bastille. Crude le sevizie durante l’interrogatorio del Roberti, nel sottopalco, già dall’entrata del Cavaliere Cavaradossi che, nella replica a cui abbiamo assistito, è stato un superbo Vincenzo Costanzo, il quale ha dovuto far di tutto mentre cantava, dalla sua entrata nel secondo atto, a “Vittoria, Vittoria!”, scalciare, divincolarsi, buttarsi in capriola giù dalla scrivania di Scarpia, ed eseguire “E lucevan le stelle” coricato su di un lato con le mani legate dietro la schiena, per contentare una regia che non avrebbe dovuto neanche pensare di proporre simili posizioni. Ancora sulla scrivania di Scarpia, Tosca canta il “Vissi d’arte” dopo lo stupro, una sottolineatura trita e ritrita, le cui dinamiche tradizionali subiscono una deformazione che le muta in una manifestazione isterica, caratterizzata da una debolezza intrinseca e da un andamento parossistico, evocante l'immagine violenta e stridente, quasi, quanto un'unghia che si spezza urtando una superficie. La categoria assoluta e metafisica del Male — che nel teatro del diciannovesimo secolo fungeva da motore del conflitto drammatico (si pensi alla contrapposizione etica e dialettica dei personaggi) — viene sostituita dalla dimensione psicologica e esistenziale del Malessere. Si tratta di quel disagio moderno che determina il progressivo esaurimento della monumentale e coesa struttura melodica, la quale si dissolve per lasciare spazio a una scrittura frammentaria, asfittica e dal ritmo spezzato. In questa rappresentazione è mancato il poverissimo popolo romano, finanche il sagrestano è vestito da cardinale ed elegantissimi i ragazzini delle voci bianche, ci hanno ricordato i pretini di Nino Caffè. Divise rinascimentali per la guardia papale in nero e rosso, che sono i colori di Tosca da sempre, i quali si aggirano tra i manichini delle varie Madonne Regina Coeli, Stella Maris, Consolatrix, Turris Eburnea, Mater Dolorosa, con la Maddalena l’unica viva, la donna vera, l’Attavanti evocata dal proprio tema in orchestra, quindi, la grandiosa processione dei papi, per il Te Deum, ognuno nella propria teca luminosa, come già le Madonne, segno del potere millenario della Chiesa, e con il papa che dirige il coro ossequioso e prono ad ogni motto. Finale a sorpresa senza tuffo profondissimo di cartesiana memoria, ma il crollo del muro, ovvero del Settecento a favore dell’Ottocento, l’età del viaggio ove travel,  travail, il travaglio del parto, hanno nelle diverse lingue la stessa radice. Taglio, sacrificio e vita nuova, nella medesima esperienza, scelta di libertà. Una tale sfida non si può ignorare, occorre rispondere: è necessario riattivare “il racconto”, nell’ostinato coraggio nel seguire e, perseguire, l’approdo ad un reale, attraverso la continua ricerca, il tempo, la metamorfosi, come quella del pastorello che si libera della pesante armatura e si rivela vestito di bianco, come la Maddalena, come il Cavaliere simbolo del nuovo secolo che sta per giungere, come Tosca che sta per liberarsi e mondarsi del suo corpo e di ogni peccato. La vince in palcoscenico Vincenzo Costanzo, dalla voce e dalla recitazione più che generosa, latore di un Cavaradossi più che fisico, testosteronico, tradito nel primo atto, non poco, da una direzione di Battistoni, dai tempi esageratamente comodi, che hanno messo da parte quel senso di concitazione, che sprizza da ogni battuta, tra il timore della Polizia, l’Angelotti nascosto, il timore che entri gente in chiesa e la gelosia di Tosca. Costanzo ha fatto da tempo, “suo”,  il Cavaliere e riesce ad esaltarne il canto anche con il dolce carco del ragazzino tra le braccia, raccogliendone finanche l’elmo per terra. Di un tenore in genere si lodano gli acuti che Costanzo ha sonori e scolpiti, ma, il registro grave è risultato una vera magia, da bari-tenore, retaggio di gioventù, che ben continua, impreziosito da emozionanti mezze voci. Applausi per Tosca, Ekaterina Sannikova, giovanissimo soprano ucraino, alla corte dello “Czar” Gergiev al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Una Tosca poco diva e molto donna, tanto da pronunciare distesa in terra quell’ “Avanti a lui tremava tutta Roma!”, dopo l’assassinio del barone, e aver pensato anche al suicidio nel momento in cui ha trovato il coltello. Dopo una convincente interpretazione del “Vissi d'arte”, l'esecuzione integrale del terzo atto si è rivelata ben centrata. Il soprano ha sfoggiato un registro acuto di rara efficacia, esibendo il Do acuto, il cosiddetto Do “della lama”, limpido, naturale nell'emissione e timbricamente penetrante. Di pari valore è stata l'esecuzione del passaggio “Trionfal di nova speme”, affrontato con eccellente controllo vocale e sostenuto da una spiccata sensibilità nel fraseggio e nell'articolazione della parola scenica. 

 


 

L’interpretazione del Barone Scarpia offerta da Claudio Sgura si è rivelata pienamente all’altezza del ruolo, distinguendosi per un profilo vocale di notevole volume e spessore, una rilevante autorevolezza scenica e l'abilità nel calibrare la dimensione minacciosa con quella ironica. L'artista è riuscito, in tal modo, a dare corpo all'essenza del Male, senza mai mettere da parte la dignità aristocratica insita nel personaggio, evitando qualsiasi deriva grossolana sul piano dell'emissione e della linea musicale, perfino nel brutale frangente del tentato stupro, sostenuta da un mezzo vocale caratterizzato da una pregevole e scura pasta timbrica e da un'impeccabile precisione nell'articolazione della parola scenica. L’ interpretazione di Andrea Battistoni si è articolata lungo molteplici direttrici, tra loro strettamente interconnesse, slancio passionale e ferocia primitiva, che in diversi momenti hanno coperto anche frasi importanti, come “Tosca, mi fai dimenticare Iddio”, il quasi raggiunto orgasmo del Barone, nel Te Deum o la scena della consegna del paniere all’Angelotti, un vero e proprio monumento acustico, il primo atto non edificato perfettamente, ma in ascesa nel secondo e nel terzo atto, che si è rivelato il migliore. Lo sviluppo drammaturgico solo a tratti si è dipanato attraverso repentine transizioni agogiche, a cui siamo abituati con una bacchetta quale, ad esempio, è quella del Maestro Daniel Oren, tali accelerazioni e rallentamenti ritmici amplificano la tensione e l'inquietante incedere della vicenda, mentre gli improvvisi sbalzi di volume, (i contrasti di forte e piano) si fanno metafora acustica del decadimento etico e psichico dei personaggi che animano l'azione scenica. Andrea Battistoni, ha, si penetrato il nucleo pulsante del dramma, privilegiandone, solo in determinati passaggi, la componente più patetica, operazione che avrebbe dovuto tratteggiare l'isolamento esistenziale della protagonista, una figura femminile che non soccombe alla meschinità e all'ipocrisia del consorzio sociale, mentre attenuati sono risultati i risvolti più grotteschi, come l’entrata della cantoria. I dettami espressivi e tecnici provenienti dal sono stati recepiti in modo impeccabile dalla compagine orchestrale del Teatro Regio, la quale ha dato prova di una flessibilità e di un virtuosismo timbrico straordinari, in particolare nelle pagine sinfoniche, sbalzate con vivido realismo. Dignitoso il contributo degli interpreti comprimari, tra i quali Matteo Torcaso nel ruolo del Sagrestano dalla recitazione fin troppo contenuta, lo Spoletta di Daniel Umbellino, Igor Durlovski, che ha dato voce a Cesare Angelotti, Eduardo Martínez, Sciarrone e Lorenzo Battagion, il Carceriere, fino a giungere alla voce bianca di Jacopo Gallo (il Pastorello), venuto fuori dal coro preparato da Claudio Fenoglio, autore di una prova magistrale. Al termine della rappresentazione, il pubblico ha tributato a tutti calorosi e scroscianti applausi, anche per il coro diretto in scena dalla sua stessa maestra Gea Garatti Ansini, e standing ovation per Vincenzo Costanzo, al quale, il 23 giugno verrà consegnato il premio “Giuseppe Lugo” a Custoza, prestigioso premio consegnato agli eredi artistici del grande tenore, nel corso di un rècital ove avrà al suo fianco il soprano Alessia Panza e il baritono Antonino Giacobbe. Quindi, trasferimento a Varna, al Summer Opera Festival, alla corte di Daniela Dimova, per le celebrazioni del centenario di Turandot, in cui sarà Calaf, a fianco di Anna Pirozzi, il 22 luglio e ritroverà la pura bacchetta pucciniana del Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli.

 


 

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IL BALLO DELLA ROSA ACCENDE LA SOLIDARIETÀ A NAPOLI

 


 


L’ottava edizione del prestigioso galà charity del Lions Club Capri unisce istituzioni, arte e alta cucina a Villa Lucrezio per abbattere le barriere e sostenere i più fragili.

Dall’amicizia, dalla stima reciproca e dalla sinergia tra le grandi forze del territorio nasce l’opportunità di fare del bene. Sono questi i sentimenti profondi che accompagnano l’atteso ritorno del “Gran Galà Ballo della Rosa”, la prestigiosa serata charity giunta al suo ottavo anno consecutivo, che prenderà vita martedì 23 giugno 2026, a partire dalle ore 19:00, nella straordinaria cornice di Villa Lucrezio, a Posillipo. L’evento si inserisce nel ricco programma dell'Anno Sociale 2025/2026 guidato dal Governatore del Distretto 108 Ya, Pino Naim, sotto il forte motto distrettuale “Uniti verso il futuro – Meritocrazia, Etica e Libertà”.
A guidare questa straordinaria macchina della solidarietà è il Lions Club Capri, presieduto da Rita Colazza Gori, coadiuvata da altri Lions Club del territorio, che quest'anno vede la partecipazione attiva e il pieno sostegno istituzionale di soci illustri del club isolano, come il Sindaco di Capri, Paolo Falco, e l’Assessore alle Politiche Sociali, Salvatore Ciuccio. Questa unione d'intenti si tradurrà in un aiuto concreto a favore di quattro importantissimi progetti sociali. I fondi raccolti durante la serata, che sarà presieduta dal Governatore in caming Professor Bruno Canetti, saranno infatti devoluti in prima battuta al Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) - Circolo di Capri, come seconda donazione che si aggiunge a un primo stanziamento già effettuato, per finanziare la complessa ristrutturazione di un Caravan appositamente attrezzato per il trasporto di persone con disabilità; un mezzo fondamentale per garantire la mobilità sociale tra le stradine più strette e impervie dell'isola, dove nessuna normale autovettura può accedere. La solidarietà toccherà da vicino anche la città di Napoli attraverso l’Associazione Orsa Maggiore, a cui verrà destinato un contributo tangibile per donare un futuro migliore, percorsi di autonomia e inclusione ai giovani diversamente abili. Un'altra parte significativa dei fondi sosterrà il Servizio Cani Guida dei Lions di Limbiate, un'eccellenza che alleva e forma i cani guida per i non vedenti, veri e propri angeli custodi a quattro zampe, e la Fondazione Internazionale LCIF per le emergenze globali.
Il concetto che la bellezza esprima il suo valore più autentico quando si mette al servizio degli altri sarà il filo conduttore dell'intera serata, che vedrà un eccezionale connubio tra etica ed estetica. Grazie alla sensibilità e all’impegno di Elena Di Gennaro, l’associazione “La Memoria dell’Arte” parteciperà con orgoglio all’iniziativa affidando una prestigiosa opera dell'artista Francesca Capitini a questo grande progetto di solidarietà. Il quadro, specificamente donato per sostenere la Scuola Cani Guida Lions di Limbiate, verrà ufficialmente ritirato dal Referente Distrettuale del Distretto 108Ya, il Dott. Giovanni Meo. Per l'occasione, l'evento assumerà un respiro nazionale grazie alla partecipazione straordinaria del Presidente della Scuola Cani Guida di Limbiate, Marco D’Auria, e della sua Vice, Barbara Benato, presenti a Napoli proprio per testimoniare l'importanza del progetto.
Il Gran Galà si svilupperà seguendo un impeccabile protocollo di eleganza, dove anche l'occhio vorrà la sua parte. Il codice d'abbigliamento richiesto prevede infatti l’Abito Scuro per i gentiluomini e l’Abito con Rosa per le dame; come vuole la tradizione del ballo, tutte le signore indosseranno sul vestito una caratteristica rosa di stoffa, simbolo floreale di grazia e condivisione. Il percorso enogastronomico accompagnerà gli ospiti in un viaggio nei sapori della tradizione, iniziando all'aperto sui terrazzi della Villa con un suggestivo aperitivo a base di frittura italiana, per poi proseguire nelle sale interne per la Cena di Gala Placée, che si snoderà attraverso un ricercato antipasto, due primi piatti d'autore, una raffinata selezione di dolci e la monumentale torta celebrativa.
L'atmosfera della serata sarà resa indimenticabile dalla colonna sonora affidata alla regia di Lumens Eventi, che culminerà nel momento centrale dello spettacolo con la straordinaria e potente esibizione dal vivo del celebre tenore Giuseppe Gambi. Al termine della cena, gli ospiti avranno a completa disposizione una grande sala dedicata interamente al ballo, per concludere la serata all'insegna della spensieratezza e della convivialità. Vi aspettiamo numerosi per vivere insieme una notte indimenticabile e fare del bene con il cuore, ricordando che la vostra presenza contribuirà a trasformare una serata di festa in un concreto e storico gesto di solidarietà.


CONTATTI E ADESIONI
Per informazioni e/o confermare la propria partecipazione all'evento è possibile contattare la Presidente Rita Colazza Gori, al numero di telefono 333 5753578.

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CASTELLO SVEVO DI TRANI, IL NUOVO PERCORSO MULTIMEDIALE ED ESPERIENZIALE

L’ARCHITETTURA, IL BESTIARIO NASCOSTO E IL RAPPORTO SPECIALE CON IL MARE


Castello Svevo di Trani - Dotdotdot - @Edoardo Delille


Si inaugura oggi venerdì 19 giugno 2026 alle ore 10.30 il nuovo percorso multimediale ed esperienziale del Castello Svevo di Trani, un importante progetto di valorizzazione culturale che segna una nuova fase nella fruizione e nella narrazione di uno dei monumenti più rappresentativi della Puglia.

 

Castello Svevo di Trani - Dotdotdot - @Edoardo Delille



L’intervento si inserisce in una più ampia e articolata strategia di conservazione, riordino, catalogazione, digitalizzazione e riqualificazione del patrimonio storico-artistico del sito, ideata e coordinata dall’arch. Anita Guarnieri, ed è incentrato prevalentemente su tre nuove soluzioni allestitive realizzate dallo studio di design milanese Dotdotdot.

All’evento di presentazione prendono parte il sindaco di Trani, Marco Galiano, il già primo cittadino del Comune della BAT, Amedeo Bottaro, e l’arch. Anita Guarnieri, Direttrice del Castello di Trani al momento della progettazione ed attuale Dirigente della Direzione regionale Musei nazionali della Puglia, nonché Soprintendente ad interim della Soprintendenza ABAP per le province di Foggia e BAT.
 
Castello Svevo di Trani - Dotdotdot - @Edoardo Delille
 

Il progetto, del valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro, è stato finanziato sulla linea di intervento PNRR “Miglioramento condizioni e standard di offerta e fruizione attraverso il patrimonio digitale”, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Cultura e Sviluppo” FESR 2014-2020, nonché mediante le risorse della Legge speciale 190/2014 dedicate agli “Interventi di manutenzione straordinaria, adeguamento normativo degli impianti e progettazione degli allestimenti” e ha consentito, anche attraverso calibrati interventi di restauro, di restituire profondità narrativa a un luogo già straordinario per architettura e collezioni.
 

 
Castello Svevo di Trani - Dotdotdot - @Edoardo Delille

 


In tale contesto si inserisce il lavoro dello studio Dotdotdot, specializzato nella progettazione di ambienti narrativi, esperienze interattive e storico-museali, incaricato di sviluppare le soluzioni multimediali e digitali sulla base del progetto scientifico e delle linee guida elaborate dall’arch. Guarnieri. In costante dialogo anche con la Soprintendenza ABAP BAT-FG, sono state realizzate in particolare tre installazioni permanenti, dedicate rispettivamente all’architettura millenaria del Castello, al bestiario medievale e al profondo rapporto che lega il monumento al mare.

Ciascuna installazione trova collocazione all’interno di una specifica sala espositiva ed è stata concepita per integrarsi armoniosamente con il contesto, valorizzandone le stratificazioni storico-architettoniche, la materia e il patrimonio custodito, nel pieno rispetto dell’identità dei luoghi.
 
 
Castello Svevo di Trani - Dotdotdot - @Edoardo Delille


 

Il Castello Svevo di Trani, una delle mete turistiche più visitate della Puglia che sorge direttamente sul mare, è custode di numerosi reperti medievali in parte esposti nelle sale, in parte ancora incastonati nelle pareti o conservati nei depositi. Le tre installazioni valorizzano tali peculiarità parlando linguaggi differenti e raggiungendo diverse profondità di coinvolgimento: la prima si configura come un archivio tattile, la seconda connette il patrimonio artistico del castello con il territorio circostante tramite la creatività dello spettatore, mentre la terza installazione attinge alle emozioni dei visitatori. In tutte e tre, la tecnologia non è protagonista ma strumento, progettata per essere accessibile a pubblici diversi per età e competenze.

 

I visitatori saranno accompagnati dal personale della DRMN Puglia, della SABAP BAT-FG e di Dotdotdot partendo dal bastione a nord-est, dove il pubblico può vivere un’esperienza accessibile attraverso il tatto, l’esplorazione visiva e l’ascolto, ispirata al modellino ligneo settecentesco del castello. Mentre una sua riproduzione tattile permette un contatto diretto con la morfologia del monumento, un tavolo interattivo touch consente una sua esplorazione tridimensionale che spazia attraverso le sale e le epoche storiche. Il visitatore può accedere, inoltre, a un archivio virtuale di 50 reperti e, interagendo con sei riproduzioni realizzate con stampante 3D, può attivare una proiezione sulla volta del torrione guidata dalla voce dell’attore e doppiatore Fabrizio Vidale.
 
Castello Svevo di Trani - Dotdotdot - @Edoardo Delille
  


La Sala Manfredi, invece, ospita il bestiario medievale: reperti zoomorfi in pietra – frammenti di drago, leone, felino, aquila, grifone e altri –, esposti su un sistema di supporti appositamente progettati, sono accompagnati da una proiezione sulla parete di fondo dedicata agli ‘animali fantastici’. L’installazione è pensata per offrire più livelli di coinvolgimento: narrativo e storico per un pubblico adulto, ludico e creativo per i più giovani, permettendo ai visitatori di progettare il proprio animale fantastico. Attraverso una filastrocca da comporre utilizzando parole che indicano caratteristiche fisiche o caratteriali degli animali, si può dar vita alla propria creatura, che viene illustrata, proiettata sulla parete e poi, se lo si desidera, scaricata con un QR code. Le illustrazioni originali realizzate per il progetto rimandano agli stessi animali lapidei presenti in altri contesti architettonici di Trani e del territorio pugliese, facendo dialogare il patrimonio iconografico del castello con la cattedrale, le altre chiese romaniche e i palazzi cittadini e connettendo, quindi, il monumento con il paesaggio che lo circonda.

 

La terza installazione, infine, ha sede nelle cosiddette ‘scuderie’, dove si possono ammirare vari reperti, tra cui palle di cannone, abbeveratoi e pozzi. Si tratta di uno spazio espositivo leggermente ipogeo in cui un ‘mare generativo’ si anima sulla parete introducendo un cambio di registro nel percorso espositivo. Le onde generate interamente con codice, ovvero senza l’utilizzo di riprese video, si animano sulla parete attraverso un loop di circa tre minuti, con sound design spazializzato appositamente composto. L’evoluzione narrativa si articola in un crescendo: la rappresentazione marina passa da una fase di quiete a una tempesta simulata, durante la quale il suono si intensifica e l’acqua sembra interagire con lo spazio architettonico circostante. Il ciclo si conclude con la ricostruzione digitale della facciata esterna del castello – con le sue arcate rivolte verso il Mediterraneo – che viene progressivamente avvolta dal mare prima di tornare alla calma iniziale.
 
  
Castello Svevo di Trani - Dotdotdot - @Edoardo Delille



L’opera si basa su contenuti visivi e audio parametrici, generati dal vivo da codice e algoritmi anziché essere preregistrati. Parallelamente, un video mapping a pavimento mette in evidenza i principali reperti presenti, inserendoli nel flusso narrativo senza ricorrere a didascalie tradizionali. L’ambiente offre così un’esperienza sensoriale capace di raccontare la relazione millenaria tra la fortezza e la linea di costa. Questo profondo legame è ulteriormente valorizzato da alcune novità allestitive: due progetti di design che ampliano la fruizione del monumento e delle sue collezioni.

 

Nella Sala Federico II, un sistema di rampe, che diventa elemento espositivo ospitando alcuni reperti della collezione, dialoga con lo spazio architettonico e consente nuovi affacci verso il mare.
 
Castello Svevo di Trani - Dotdotdot - @Edoardo Delille
 


La realizzazione di una nuova passerella metallica con accesso dal cortile centrale e l’apertura della Porta a mare consentono l’accesso all’inedito ballatoio sul fronte nord, creando un suggestivo cannocchiale visivo capace di evocare la memoria di antichi approdi e di godere un’ulteriore vista prospettica della famosa cattedrale di Trani.

Il nuovo percorso rappresenta dunque il risultato di una visione culturale complessiva che, sotto la direzione dell’arch. Anita Guarnieri, e grazie alle competenze progettuali di Dotdotdot, ha saputo integrare ricerca scientifica, tutela, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio, restituendo al Castello Svevo di Trani una narrazione contemporanea capace di rafforzarne il ruolo di riferimento nel panorama culturale nazionale.

 

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NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI | Festa della Musica al MANN con Dinko Fabris che racconta 'Parthenope' e il Concerto itinerante della Nuova Orchestra Scarlatti


Note e melodie nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Domenica 21 giugno il MANN celebrerà l’edizione 2026 della Festa della Musica, quest’anno dedicata alla “Voce dei luoghi”, con l’apertura straordinaria serale e due eventi speciali per i visitatori.


Il Museo sarà visitabile con orario prolungato sino alle 23.30. Dalle 19 alle 22.30 il biglietto di ingresso costerà 10 euro.


Alle 20.30, nelle sale della mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, il musicologo Dinko Fabris dedicherà un percorso guidato alle partiture ispirate al mito della sirena (da prenotare telefonicamente contattando i Servizi Educativi del MANN, tel. 081/4422336, sino a venerdì, dalle ore 10 alle 15, oppure in sede fino esaurimento posti).


 

foto allestimento mostra parthenope - credit Livia Pacera



Alle 21.30, con un concerto itinerante nelle collezioni del MANN, i solisti della Nuova Orchestra Scarlatti accompagneranno il pubblico in una suggestiva Promenade performance: si partirà dall’Atrio del Museo, per attraversare alcune sale della Sezione Campania Romana e il Giardino delle Camelie, giungendo poi nel Salone della Meridiana. Il repertorio dei solisti spazierà da Mesomede, cui si deve una delle rarissime espressioni musicali antiche giunte a noi, sino a Debussy, Britten e Morricone.


Durante tutta la serata, il MANNCaffé proporrà al pubblico un calice di vino o prosecco e taralli artigianali (costo della degustazione: 6 euro).


Al riguardo, Francesco Sirano, direttore generale del MANN, commenta: “La Festa della Musica è un'occasione unica per conoscere le meravigliose collezioni del MANN. Attraverso la suggestione dei suoni il Museo sperimenta approcci ed esperienze innovative alle esposizioni permanenti e temporanee, perché vogliamo un MANN che possa essere ancheluogo di intrattenimento informato e consapevole secondo i principi della Convenzione di Faro”.
 

 

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