I Concerti d’Estate
di Villa Guariglia
Presentano
Flauti: Antonio Senatore e Mario Montani
Pianoforte: Laura Cozzolino
Info: Martedì 21 luglio ore 21:00 Villa Comunale di Vietri sul Mare
Ingresso euro 8.
The indispensable music flute
Martedì 21 luglio, nella Villa Comunale di Vietri sul Mare, alle ore 21, i flautisti Antonio Senatore e Mario Montani, con Laura Cozzolino al pianoforte, presenteranno pagine della letteratura flautistica, patrimonio “obbligato” del magistero salernitano di questo strumento. Preludio a cura dell’Associazione Salerno Legge, alle ore 19,30 con “L’amore cremisi” di Claudio Sestieri, in dialogo con Stefania Maffeo
Elogio del flauto alla IXXX edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia, in Villa Comunale, martedì 21 luglio, alle ore 21. La scelta di Antonia Willburger, direttrice artistica di questo Festival, promosso dal CTA Salerno APS, con il sostegno e il patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Vietri sul Mare, del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci”, Coldiretti Salerno - Campagna Amica con Camera di Commercio di Salerno, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, della Fondazione Saccone e con il patrocinio morale della Provincia di Salerno, del Comune di Salerno e delle ACLI Provinciali APS, che iniziò la sua rassegna proprio con il primo flauto dei Wiener Philarmoniker, Wolfgang Schulz, è caduta sul magistero salernitano di questo strumento, che saluterà protagonisti il Maestro Antonio Senatore e la generazione ultima della sua scuola, Mario Montani, i quali dialogheranno in musica col pianoforte di Laura Cozzolino. Della scuola salernitana di flauto è possibile quasi schizzare un albero genealogico, che affonda le sue radici nell’ Istituto Umberto I, per il quale citiamo doverosamente il Maestro cetarese Domenico Faliero, secondo flauto dell’Orchestra della Rai di Roma, allievo di Tassinari, come il suo “primo”, Severino Gazzelloni, il quale ha insegnato all’istituto Umberto I dagli anni del secondo dopoguerra, creando una vera e propria scuola che giunge fino ai giorni nostri e il cui seme è stato gettato anche nelle leve più giovani. Attraverso i suoi allievi Gaetano Schiavone, flauto dell’opera di Roma, quindi docente del conservatorio romano e a sua volta maestro di Paolo Taballione, oggi Primo Flauto Solista della “Bayerische Staatsoper”, Antonio Minella I flauto della Sinfonica di Palermo, poi docente a Bari, e ancora Franco Battimelli, con il quale ha poi studiato Antonio Senatore, già docente qui al Martucci e primo flauto nell’orchestra del Teatro Verdi, spesso affiancato dai suoi allievi, e ancora Domenico Giordano, già docente del nostro Conservatorio, allievo diretto di Faliero, Domenico Alfano primo flauto del Comunale di Bologna, e una miriade di eccellenti strumentisti, che portano nel mondo l’essenza del flautismo italiano e della nostra scuola di fiati, intrisa di melodia e virtuosismo spinto, si giunge al programma di questa serata vietrese. Dopo il Preludio, a cura dell’Associazione Salerno Legge, alle ore 19,30 con “L’amore cremisi”, in libreria per la Marlin editore di Claudio Sestieri, in dialogo con Stefania Maffeo, in cui si racconta di Luca Volpati, sceneggiatore di apparente successo, il quale osserva dalla sua terrazza arrampicata su una collina di Roma Nord il plastico della città e riannoda le fila di una stagione della sua vita, il concerto, presenterà quei pezzi che ogni flautista, prodotto dal magistero salernitano, ha studiato.

Il concerto verrà inaugurato in trio con l'Andante e Rondò Op. 25 di Franz Doppler per 2 flauti e pianoforte, un brillante brano virtuosistico composto nel 1874. L'Andante lirico ha una vivace sezione centrale in minore mentre il Rondò, che non è esattamente un tipico rondo, inizia con una vivace danza degli elfi e presenta una sezione centrale in minore prima di concludere con le abituali variazioni di bravura in maggiore. Si continuerà con Il Carnevale di Venezia Op.14 , di Paul-Agricole Génin, una delle pagine più celebri, brillanti e virtuosistiche del repertorio per flauto traverso e pianoforte, che vedrà Antonio Senatore in duo con Laura Cozzolino. Composta nel 1872 l'opera appartiene al genere della fantasia con variazioni. Si basa sulla celebre melodia popolare napoletana "Oh mamma, mamma cara", resa famosa in tutta Europa da Niccolò Paganini. Si apre con un'introduzione pianistica e flautistica, seguita dall'esposizione del tema principale in Fa maggiore (ritmo di canzonetta/barcarola in 6/8) e da una serie di variazioni di difficoltà progressiva, con passaggi rapidissimi in doppio e triplo staccato, arpeggi complessi, ampi salti di registro, note acute e variazioni ritmiche serrate. Mario Montani, incontrerà poi, il segno di Gian Marco Verdone, dal titolo “Lucida Follia”, un vocalise per flauto e pianoforte, di estrema cantabilità, che non disdegna, nella parte centrale, evocazioni impressioniste, una prima assoluta su commissione della rassegna dei Concerti. A seguire Gran Trio in Sol Maggiore, Op. 119 di Friedrich Kuhlau, datato 1831, l'ultima e più importante opera cameristica dedicata al flauto dal "Beethoven del flauto", un capolavoro del primo Romanticismo in cui pianoforte e flauti dialogano alla pari in uno stile brillante ed espressivo. Il lavoro è strutturato in tre movimenti che pongono in risalto sia la cantabilità dei due flauti sia l'importante tessitura del pianoforte. Il movimento di apertura, un Allegro Moderato, è di ampio respiro e si sviluppa in forma-sonata. È caratterizzato da una brillante scrittura concertante, in cui Kuhlau fa sfoggio di virtuosismi ed eleganza melodica, chiaramente influenzato dallo stile strutturale di Beethoven. Indi, un Adagio patetico che contrasta nettamente col primo movimento, in tonalità di Mi bemolle maggiore, ha un carattere intimo e cantabile, quasi operistico, in cui i due flauti si uniscono in melodie appassionate ed espressive sostenute da una ricca tessitura pianistico. Il finale, un Rondò, ritorna alla tonalità principale, vivace e gioioso, dal carattere leggero e danzante, che permette ai due flautisti di mostrare agilità e brillantezza coloristica. Brano cult del scuola flautistica salernitana è “Il pastore svizzero” di Pietro Morlacchi, che verrà eseguito da Mario Montani. Questo storico brano, universalmente apprezzato per la sua combinazione di cantabilità melodica e funambolico virtuosismo, fu composto dal compositore ticinese, durante il suo ultimo anno di studi, dedicandolo al Duca Antonio Litta Visconti Arese, nel 1850. Il brano si basa sulla classica struttura del tema con variazioni. Unisce le atmosfere tipiche della musica pastorale con le influenze liriche e drammatiche del melodramma italiano dell'Ottocento. L'opera si sviluppa in modo continuo e fluido attraverso tre momenti principali, un’introduzione seguita da un Andantino cantabile, il tema centrale, esposto e poi elaborato attraverso variazioni tecniche sempre più complesse ed uno Scherzo finale dal carattere brillante e giocoso, che chiude il brano in modo esplosivo. Il pezzo deve gran parte della sua enorme popolarità nel Novecento al leggendario flautista italiano Severino Gazzelloni, che lo inserì stabilmente nel proprio repertorio concertistico e ne realizzò storiche incisioni, ma è eseguito in numerose vesti alternative, in particolare negli arrangiamenti per flauto solista e banda musicale, come lo era all’epoca della celebrata banda dell’ Istituto Umberto I e vogliamo evocare anche la Banda di Vietri del Maestro Antonio Avallone, quando ad eseguire questa pagina era il Maestro Mario Giovagnoli Baldino, altro membro di quella scuola, con l’ottavino. Finale sulfureo con la Paraphrase de’ La Sonnambula Op.42 per 2 flauti e pianoforte di Franz Doppler, basato sui temi principali dell’opera, omaggio al famoso soprano ottocentesco Adelina Patti. Doppler seleziona i momenti clou del capolavoro di Bellini, intrecciando le melodie originali con fioriture, cadenze e variazioni mozzafiato, sulle arie "Prendi: l'anel ti dono", in cui il duetto d'amore tra Amina e Elvino viene riproposto con i due flauti che si imitano, si rincorrono e si fondono in terze e seste e come da tradizione, il brano si chiude sulla travolgente cabaletta "Ah! non giunge uman pensiero", con tutta l'artiglieria di fuochi pirotecnici tra scale veloci, arpeggi, note ribattute e trilli che imitano e talvolta superano quelle acrobazie vocali da cui la nostra scuola di fiati discende.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA