martedì 12 maggio 2026

Beata Vergine Maria di Fatima - PREGHIERA TRADIZIONALE

 



Ricorrenza: 13 maggio

PREGHIERA TRADIZIONALE

Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che s'irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina. Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi d'amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino. Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta. Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all'umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio. Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.

 

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«Palato della speranza»: la pizza solidale per sostenere la Tin del Policlinico Federico II

Una pizza speciale, prodotta dalla pizzeria Palato, il cui ricavato sarà totalmente devoluto all’associazione “Soccorso Rosa Azzurro Onlus” per la terapia intensiva neonatale del Policlinico

 


 


L’amore va oltre. E quando si tratta di bambini i cuori grandi sono sempre pronti a donare. In Campania la mortalità infantile è ancora elevata rispetto ad altre regioni, questo perché la mancanza di risorse economiche non garantisce un numero adeguato di posti letto nella Terapia infantile Neonatale (Tin) rispetto alla domanda.


L’associazione «Soccorso Rosa-Azzurro Onlus» dal 2004 si impegna a destinare tutte le risorse alla Tin del Policlinico di Napoli Federico II, proprio per salvare quante più vite possibili.

Per dare questa speranza a genitori e piccoli, la pizzeria Palato a Fuorigrotta, nata da un’idea del gruppo Balato, il brand hair style che ha 15 saloni tra l’Italia e la Spagna, ha prodotto la pizza «Palato della speranza», realizzata con ingredienti pensati apposta per lo scopo umanitario per cui è nata: devolvere l’intero ricavato della vendita delle pizze alla ricerca per la Tin.


«Noi siamo legati al reparto di Terapia intensiva neonatale del Policlinico - asserisce Mariano Balato-  per svariate motivi e quindi volevamo contribuire,  oltre che con la Fondazione Balato che ogni anno fa beneficenza prima di Natale, anche con Palato, però attraverso un’azione solidale che coinvolgesse il pubblico. Scegliendo questa pizza il cliente gusta serenamente un buon piatto, con la differenza che l’intero ricavato delle vendite Palato lo devolverà alla Tin del Policlinico. Chi sceglie “Palato della speranza”, quindi, mangia una buona pizza e si sente partecipe di una buona azione. Prosegue con Palato ciò che da sempre facciamo con Balato. Lo facciamo perché cerchiamo di aiutare qualcuno che in questo momento sta soffrendo o ha già sofferto». 

 




«Questa pizza si chiama “Palato della speranza” - aggiunge Niko Decaro, socio del gruppo Balato- e vuol fare la differenza nel mondo. È una pizza creata appositamente per la solidarietà e la beneficenza. È nata in collaborazione con il Policlinico Federico II di Napoli e l’associazione “Soccorso Rosa-Azzurro Onlus. La pizza si chiama così perché c’è il verde della speranza, i pomodorini gialli e rossi che vogliono portare luce e il fiordilatte che simboleggia la cura. Alla fine un mix di parmigiano croccante per dare un segnale di forza. Sono contento ed orgoglioso di far parte di questa iniziativa. Ogni volta che ordinerete questa pizza il ricavato sarà devoluto interamente in beneficenza. Ogni ingrediente ha un significato, ogni ordine un impatto reale. Vieni da Palato e scegli qualcosa sa che non è solo buono ma fa anche del bene». 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Il Maestro Jacopo Sipari & Jessica Pratt in un gala al TEATRO VERDI SALERNO 16 maggio

 JESSICA PRATT

&

Jacopo Sipari Di Pescasseroli

DELIRIO


Scene di Follia del Melodramma Italiano

Orchestra del Conservatorio “G.Martucci”

Salerno, sabato 16 maggio

Teatro Verdi ore 20,30

 

Info.: 

Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno https://www.consalerno.it/  protocollo@consalerno.it 

089241086 opp.089237713 

https://forms.gle/M8g9bJxKPr6g5xe19

 Ingresso Gratuito


 


Jessica Pratt, Jacopo Sipari nel “Delirio”


Il Conservatorio Statale di Musica di Salerno, sabato 16 maggio, alle ore 20,30, sul palcoscenico del massimo cittadino, offrirà un gala di assoluta caratura, con protagonista il soprano australiano che presenterà, insieme all’orchestra e al coro dell’istituzione cittadina, il suo ultimo progetto discografico, dedicato alle scene di follia del melodramma italiano

 

Delirio: personaggi travolti da vicende sentimentali e di passioni, tra amori ostacolati e situazioni politiche aggrovigliate che compromettono amori liberamente scelti e per questo osteggiati e contrastati, che mettono in crisi il rapporto di amore. E’ questo l’ultimo progetto discografico del soprano australiano Jessica Pratt, distribuito dalla casa discografica Tancredi, che verrà presentato sabato 16 maggio, alle ore 20,30, al teatro Verdi di Salerno, in un gran gala a corollario del Congresso che 15 al 17 maggio si svolgerà presso il Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno dal titolo Human After Code. Pratiche e teorie della creatività aumentata, primo appuntamento delle iniziative scientifiche promosse nell’ambito del PRIN Etica sociale e creatività aumentata: indagine sul ruolo dell’intelligenza artificiale e delle forme algoritmiche nella musica, nelle arti visive e nel design, del quale la massima istituzione musicale cittadina è capofila del progetto, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli e con l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Roma. Il concerto saluterà assoluti protagonisti il soprano Jessica Pratt, che ritorna a Salerno, dopo aver illuminato nel ruolo di Gilda, il Rigoletto verdiano, ri-trovando la bacchetta del Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, che sarà sul podio dell’ Orchestra e del Coro, preparato dal Maestro Francesco Aliberti, del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno, dopo il successo della Lucia di Lammermoor, andata in scena al teatro dell’Opera Nazionale di Tirana. Un gala questo, voluto dal Direttore Fulvio Artiano e dal C.d.A. del Martucci, presieduto da Vittorio Acocella, e affidato al Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, letteralmente all’indomani del suo riacquisito insediamento sulla cattedra di Esercitazioni Orchestrali. “Sono molto contento di essere ritornato qui a Salerno – ha dichiarato il Maestro Jacopo Sipari – il conservatorio che mi ha accolto quando ho preso la decisione di voler intraprendere anche la carriera di docente di esercitazioni orchestrali. Mi è costato questo ritorno un ulteriore concorso al quale ho partecipato proprio per il grande amore che nutro per questa città, il suo teatro, gli allievi che ho lasciato al primo anno e ritrovo ulteriormente maturati, pronti ad affrontare programmi e cimenti importanti, come questo gala che vede protagonista una delle più grandi e acclamate belcantiste mondiali, quale è Jessica Pratt”.

La serata verrà inaugurata dalla Sinfonia del Don Pasquale di Gaetano Donizetti, che nel programma farà la parte del leone. Il tema della serenata di Ernesto "Com'è gentil" l'amore appassionato e sincero del nipote di Don Pasquale, e di contro la cabaletta di Norina "So anch'io la virtù magica" con cui si presenta manipolatrice ma dal bel carattere, per l’esordio dell’orchestra tra ritmi incalzanti e malinconici, nella tradizione tutta italiana della sinfonia avanti l’opera. Aria di sortita della Pratt sarà quella belliniana di Amina, una poesia di rara finezza e freschezza, un canto limpido e schietto tanto nello stile piano, quanto in quello fiorito, una scrittura armonica trasparente ma anche sottilmente inquieta. E’ la scena del sonnambulismo, in cui Amina, come nella prima apparizione da sonnambula nella camera di Rodolfo, ma stavolta dopo il trauma del distacco violento dall’amato, rivive la propria sofferenza interiore e immagina di essere di nuovo unita a Elvino, accompagnata in orchestra dalla ripresa di alcuni motivi di reminiscenza: “Prendi: l’anel ti dono” e “Ah! vorrei trovar parola” e altri richiami a quel tempo felice, ora così lontano e irraggiungibile. Frazioni d’incanto rubate alla realtà: quando la giovane si accorge con dolore che i fiori donatile dal fidanzato sono ormai morti, lo sconforto riprende il sopravvento e sfocia nella sublime aria “Ah! non credea mirarti”, culmine espressivo del commovente monologo della protagonista, delicatissima e percorsa da una vena d’intensa e al contempo trattenuta malinconia, la melodia – una di quelle “lunghe, lunghe, lunghe” come amava definirle Verdi – pare dilatarsi all’infinito muovendosi per piccoli intervalli intorno a frasi brevi e dai contorni poco netti, affidata solamente alla voce, senza alcun raddoppio strumentale, ma nel culmine spunta l’oboe ancia doppia della nostalgia e del delirio, fino a quell’esultanza, alla gioia del ritrovato anello e amore, con il pirotecnico “Ah non giunge uman pensiero!”, in un picco di belcanto che lambirà il Mi Bemolle sovracuto. Gemma rara sarà “Emilia di Liverpool”, datata 1824, primo incontro tra Donizetti e il tema della follia e per la declinazione ancora “leggera” del tema, in contrasto con il carattere patetico se non scopertamente drammatico degli altri brani. “Ecco, miratela….Madre! Deh placati…Ah di contento ripiena ho l’alma”, è la “cavatina di sortita”, subito dopo l’inizio del primo atto, di Emilia, ritirata in un eremitaggio alpestre per espiare la colpa di essersi lasciata sedurre dal giovane Federico, che dopo varie peripezie ritroverà e sposerà. Dapprima serena, poi preda di mesti pensieri e ossessionata dai rimorsi Emilia “par fuor di sé” ai poveri paesani che la vedono uscire all’alba per dispensar loro doni. Senza avvedersi di loro si rivolge alla madre morta di dolore per sua colpa; richiamata alla realtà, soccorre con elemosine i bisognosi, e da questo gesto ricava rassicurazione e felicità sufficienti a dar vita a una virtuosistica cabaletta, con un Maestoso ed un rondò nella versione del 1828, presa in prestito dall’ Alahor in Granata. L’orchestra proporrà, quindi, la Sinfonia dall’Anna Bolena, di Gaetano Donizetti, articolata in un Allegro iniziale che si conclude dopo un trillo del flauto su un accordo di la maggiore, in un drammatico e cupo Larghetto e in un Allegro in forma-sonata, il cui primo tema, tratto da quello di Alina regina di Golconda, contrasta con il secondo dalla struttura lirica, mentre quello del crescendo ritorna nel tempo di mezzo dell'aria di Giovanna “Per questa fiamma indomita del secondo atto”. Fine del primo tempo del concerto con la follia più conosciuta quella della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti “Oh giusto cielo… Il dolce suono...Ardon gl’incensi... Spargi d’amaro pianto...”. Ricordi del passato, lirismo affettuoso, frammentismo sconnesso di immagini che non reggono all’incombere della tragedia, e la gara col flauto, che sarà quello di Mario Pio Ferrante, dai riflessi dionisiaci, fino allo straniamento assoluto, sotto la spinta di un virtuosismo che ascolta se stesso, come in un gioco ormai slegato dalla realtà, sono altrettanti esempi di come si possa unire un grosso impegno vocale, quasi a sé stante, con la più alta vocazione tragica. La seconda parte della serata verrà inaugurata ancora da Gaetano Donizetti con il Preludio e il coro d’introduzione “Bel conforto al mietitore”, pagine che aprono l'opera, introducendo lo spettatore nell'atmosfera bucolica e sentimentale della vicenda. Breve e vivace, il Preludio sfuma direttamente nella prima scena dove sull’orchestra svetteranno incontrastati flauto e ottavino. A seguire la seconda meravigliosa pagina di Vincenzo Bellini da “I Puritani” “O rendetemi la speme... Qui la voce sua soave... Vien diletto”, ovvero ciò che è stata definita l’assolutizzazione dell’espressione lirica belliniana, la stessa che nel richiamo straziato di Elvira allo sposo ne sancisce il cantilenare di una sicilianità mai dismessa.

 




Gran finale con “Linda! A che pensate… Nel silenzio della sera... No non è ver mentirono...”, con il Donizetti dalla grande maturità, che compone Linda di Chamounix, che ascolteremo nell’ultima revisione Ricordi. Linda ha lasciato per la tumultuosa e corrotta Parigi il semplice e povero villaggio natio, sfondo degli altri due atti, scoprendo che a mantenerla fra gli agi è un giovane aristocratico, il padre la crede a torto perduta, e la maledice nel momento stesso nel quale Linda è definitivamente sconvolta dalla notizia che il suo amato Carlo si sta per sposare con un’altra. Inevitabile l’accesso di follia: con abbandono nel dolce cantabile “Nel silenzio della sera”, che Donizetti avrebbe tagliato nei mesi successivi nella revisione per il Théâtre Italien, Linda sogna di tornare fra i “pini ombrosi” della Savoia, finalmente unita a Carlo, la scuote il pensiero della rivale, ma torna a delirare in una cabaletta animata e ricca di sfumature psicologiche. Un sigillo aureo da parte della Pratt e del Maestro Jacopo Sipari Pescasseroli, che aprirà la sequela dei bis, che annunciamo già essere brillanti e moderni.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


"Lo spazio bianco - L’aria che attraversa Napoli"

 Da venerdì 15 maggio 2026, 

Museo Duca di Martina Napoli

Lo spazio bianco - L’aria che attraversa Napoli

Un percorso espositivo tra arte contemporanea, percezione e

paesaggio urbano, nell’ambito del Maggio dei Monumenti 2026


   




Il Museo Duca di Martina - Real Bosco della Floridiana di Napoli ospiterà, da venerdì 15 a domenica 31 maggio 2026, il progetto espositivo Lo spazio bianco - L’aria che attraversa Napoli, ideato da Il Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli in occasione del Maggio dei Monumenti 2026, il cui tema quest’anno, “Ebbra di luce, folle di colori”, è dedicato ai colori identitari della città e alle loro valenze simboliche, culturali e percettive.

Il progetto, in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Napoli e i Musei Nazionali del Vomero, interpreta il bianco non come vuoto o assenza, ma come spazio aperto di possibilità, superficie ricettiva, luogo di luce e sospensione, capace di accogliere relazioni, attraversamenti e trasformazioni.

L’aria, elemento invisibile e mutevole, diventa metafora di ciò che connette senza imporsi allo sguardo, attraversa luoghi, corpi e paesaggi, costruendo relazioni silenziose tra architettura, natura e presenza umana.

 




In questa prospettiva la mostra costruisce un dialogo ideale tra gli ambienti storici del museo, il parco della Floridiana e il panorama che si apre sul Golfo di Napoli, invitando il visitatore a una fruizione lenta e contemplativa dello spazio.

Il percorso espositivo riunisce opere realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli attraverso linguaggi differenti: pittura, fotografia, scultura, installazione e pratiche legate alle tecnologie contemporanee.

Le opere indagano il bianco come materia, luce, superficie, traccia, segno e ambiente, sviluppando una pluralità di approcci che restituiscono la complessità simbolica ed emotiva del tema.

Il contesto del Museo Duca di Martina rappresenta una cornice particolarmente coerente con questa ricerca. La relazione continua tra interno ed esterno, la presenza della luce naturale, le trasparenze architettoniche, la dimensione sospesa del parco e la stratificazione storica degli ambienti museali diventano parte integrante dell’esperienza espositiva.

Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra il quartiere Vomero-Arenella e la Floridiana, interpretata come “polmone” urbano e luogo di respiro collettivo, in cui natura, cittadinanza e produzione culturale contemporanea si incontrano.

Il bianco diventa così soglia, respiro e spazio di relazione: un luogo sospeso in cui arte, paesaggio e presenza umana si incontrano, restituendo al visitatore un’esperienza di ascolto e attraversamento della città di Napoli.




Lo spazio bianco - L’aria che attraversa Napoli

15 > 31 maggio 2026, 

Museo Duca di Martina 

Real Bosco della Floridiana, Napoli

 


 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 



Viale Italia: asfaltatura notturna della corsia lato mare tra via Malaspina e via Campanella

La Spezia, 12 maggio 2026 - Proseguono gli interventi di manutenzione straordinaria della rete viaria cittadina. A partire da questa notte e per le prossime notti della settimana, sarà effettuata l’asfaltatura della corsia lato mare di Viale Italia, nel tratto compreso tra via Malaspina e via Campanella.

I lavori si svolgeranno in orario notturno, indicativamente dalle ore 20.00 alle ore 06.00, e rientrano in un più ampio programma di messa in sicurezza e riasfaltatura delle strade cittadine, in corso in queste settimane prima della pausa estiva, che interessa alcune delle principali arterie della città con interventi strutturali e risolutivi.

La scelta di operare in notturna è stata possibile grazie alla distanza del tratto interessato dalle abitazioni, condizione che consente di limitare al minimo i disagi per i residenti legati ai rumori di cantiere.

Provvedimenti temporanei alla viabilità

Dalle ore 20.00 di oggi, martedì 12 maggio, alle ore 06.00 di lunedì 16 maggio 2026, per ciascuna notte di lavoro, saranno in vigore i seguenti provvedimenti:

    divieto di transito in Viale Italia lungo la corsia in direzione Migliarina, per tratti successivi di lunghezza massima di 200 metri,
    limite massimo di velocità di 30 km/h e divieto di sorpasso nel tratto precedente l’inizio del cantiere stradale, in entrambi i sensi di marcia.

Durante le ore diurne, il cantiere sarà chiuso e il tratto di strada regolarmente percorribile.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

CINEMA ODEON – LA PROGRAMMAZIONE DAL 12 AL 17 MAGGIO

  



La Spezia, 12 maggio 2026 – Il Cinema Odeon del Comune della Spezia, nella Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” in via Firenze 37, comunica la programmazione cinematografica dal 12 al 17 maggio.


La grande tradizione italiana sarà protagonista con “La balia” di Marco Bellocchio – all’interno della prestigiosa rassegna 100Luce – un’opera che scava nelle convenzioni sociali con precisione chirurgica: la nascita del figlio sconvolge i Mori, il neonato rifiuta il seno della madre e il marito decide di affidarlo a una balia, Annetta, che entra così nella casa dell’alta borghesia romana, portando una vitalità in contrasto con le tensioni della famiglia.


Segue poi la sensibilità unica di Francesca Archibugi in “Illusione”, un film che conferma la regista come una delle voci più intense del nostro cinema la cui storia racconta di una ragazza moldava che viene trovata priva di sensi vicino a Perugia. L’indagine, tra psicologia e giustizia, svela dinamiche di potere e il mondo della prostituzione dell’Est Europa.


La programmazione

 
LA BALIA – Rassegna 100Luce

    Martedì 12 maggio: 17.00 -  21.00
    Mercoledì 13 maggio: 17.00 -  21.00

ILLUSIONE

    Giovedì 14 maggio: 17.00 -  21.00
    Venerdì 15 maggio:  19.00 -  21.00
    Sabato 16 maggio: 19.00 -  21.00
    Domenica 17 maggio: 19.00 -  21.00  

 
Le sinossi dei film


LA BALIA (Rassegna 100Luce)
Un classico di Marco Bellocchio ispirato alla novella di Pirandello. Nella Roma di inizio Novecento, la crisi di una coppia dell'alta borghesia si intreccia con l'arrivo di una balia contadina, scardinando silenzi e convenzioni sociali. Un capolavoro di sguardi e tensioni sotterranee. Bellocchio filma l'invisibile con un'eleganza formale magistrale.


L'ILLUSIONE
La regista torna a scavare nelle pieghe dell'anima umana con la storia di Rosa, una giovane moldava ritrovata quasi per miracolo dopo un episodio misterioso. Il film diventa un'indagine doppia: poliziesca all'esterno e psicologica all'interno, guidata dalla sensibilità di una procuratrice e di uno psicologo. Archibugi si conferma la nostra più grande ritrattista di sentimenti; un film intenso senza mai diventare retorico.

Info e prenotazioni 

CINEMA ODEON 

alla MEDIATECA REGIONALE LIGURE “S. FREGOSO” 
Tel. 0187.745630
cinema.odeon@comune.sp.it
Via Firenze, 37 - La Spezia


 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Attivo da oggi il nuovo sistema di videosorveglianza a Cadimare: installate due telecamere di ultima generazione per sei punti di osservazione



La Spezia, 12 maggio 2026 – Prosegue il percorso di potenziamento del sistema di videosorveglianza cittadino. Dopo l’entrata in funzione, nei giorni scorsi, della telecamera installata presso il parcheggio di via XXI Fanteria, da oggi è operativo anche il nuovo sistema di videosorveglianza a servizio del paese di Cadimare.

L’intervento, basato tecnicamente sull’attivazione di un ponte radio, ha reso possibile l’estensione del sistema di videosorveglianza nell’area della marina di Cadimare, con l’installazione di due telecamere di ultimissima generazione per un totale di sei punti di osservazione.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Prosegue l’impegno per la sicurezza in tutti i borghi e quartieri della città e da oggi entrano in funzione due nuove telecamere a Cadimare, che garantiscono complessivamente sei punti di osservazione per monitorare l’area di via della Marina e della piazzetta. Questi nuovi dispositivi si aggiungono alla telecamera già attiva nei pressi del cimitero e ad altre tre che saranno presto collegate ed entreranno in funzione. La Spezia ha compiuto passi avanti straordinari sul fronte della sicurezza e dell’innovazione tecnologica, con una rete che oggi conta oltre 230 telecamere e più di 600 punti di osservazione. Un sistema che, in sinergia con le forze dell’ordine, consente di individuare tempestivamente gli autori di reati. Una politica che sta dando risultati importanti e che vogliamo estendere sempre di più su tutto il territorio”.

L’Assessore alla Polizia Locale Giulio Guerri dichiara: “Lo sviluppo della videosorveglianza è uno dei punti centrali della nostra politica per la sicurezza, perché le telecamere sono uno strumento fondamentale di vigilanza e prevenzione, un prezioso supporto alle attività d’indagine e in generale alla sinergia fra le diverse forze che costituiscono il dispositivo di sicurezza cittadino. Infatti, le immagini raccolte da queste telecamere sono a disposizione della Polizia Locale, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Considerando anche quella che abbiamo messo presso l’entrata del cimitero e le tre già posizionate presso il nuovo centro polifunzionale e che in questi giorni saranno inserite anch’esse nel sistema di videosorveglianza cittadino, sono sei in tutto le telecamere dell’amministrazione comunale installate per la tutela della sicurezza nella zona di Cadimare”.

L’attivazione del nuovo impianto rappresenta un ulteriore passo nel potenziamento della rete cittadina, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione, migliorare la capacità di intervento e garantire un supporto operativo alle Forze dell’Ordine attraverso la disponibilità delle immagini, nel rispetto delle norme vigenti.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

AUTISMO: "Ladri di salute" grande successo per il libro presentato a Napoli

 by Rosaria Pannico




Cari amici di rosarydelsudArt news eccoci in questo nuovo anno con Gaetano Marotta (Presidente dell'Associazione Oltre il Muro genitori soggetti autistici e fondatore e ideatore della CDU - Comitato Disabilità Unite e responsabile anildd Nazionale difesa dei diritti, disabili, disagio sociale) oggi Gaetano ci parla del grande successo avuto per la presentazione dello martedì 5 maggio del libro dal titolo "Ladri di salute" presso la libreria Mondadori di via degli  Acquari 2 (Napoli):

 

 

 









 

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