mercoledì 16 settembre 2026

San Roberto Bellarmino - PREGHIERA TRADIZIONALE

Vescovo e dottore della Chiesa

Ricorrenza: 17 settembre

Protettore di: avvocati canonisti, catechisti
 


 

 PREGHIERA TRADIZIONALE

O glorioso San Roberto che con mirabile fedeltà spendeste tutta la vostra vita, e tutti gli esimi doni di mente e di cuore largitivi dal Signore consacraste al trionfo della Chiesa Cattolica e a difesa della Fede da essa insegnata, otteneteci da Dio che rimaniamo anche noi sempre saldi nella Fede e sempre fedeli agli insegnamenti della Santa Madre Chiesa, come voi mirabilmente li compendiaste nel vostro Catechismo e ancor più splendidamente li mostraste attuati nei vostri luminosissimi esempi. Così sia.

 

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Gonzalo Borondo. Sull'imbrunire a cura di Cesare Biasini Selvaggi

21Art Treviso
18 settembre 2026 - 22 gennaio 2027

Dal 18 settembre 2026 al 22 gennaio 2027, 21Art Treviso presenta Sull'imbrunire, mostra personale di Gonzalo Borondo a cura di Cesare Biasini Selvaggi

 



L'artista, rappresentato da 21Art e già protagonista di una personale nella sede di Padova, espone negli spazi di Treviso (viale della Repubblica 3, Villorba) la sua produzione più recente. Qui il buio e la notte si fanno specchio della condizione umana, in un'intensa tensione tra forma e dissoluzione.

«Nel panorama odierno di un'arte troppo spesso ridotta a intrattenimento o a mero esercizio concettuale, il nuovo ciclo pittorico di Borondo si impone come una meditazione esigente sulla natura stessa della pittura», dichiara il curatore Cesare Biasini Selvaggi. «Nata nell'ombra interiore e dal rifiuto della distrazione mondana, questa serie rappresenta una discesa negli abissi della figura e della materia, laddove l'atto di dipingere torna a farsi rito, catarsi e memento mori: una soglia su cui il gesto visivo si fa testimone del tempo e dell'umana nostalgia d'eterno».

Avvalendosi di una tecnica ormai consolidata, che prevede l'uso di lastre di vetro come superficie pittorica e la stesura del colore sul verso dell'opera, Borondo accoglie l'incidente e l'imprevisto, rinunciando al controllo assoluto sull'immagine finale. Gli strati di materia - stesi direttamente con le mani o con panni di stoffa - sono solcati da laceranti bagliori in foglia d'oro e d'argento.

Nei grandi agglomerati figurativi come Trittico della Discesa, Frangia e Babel, le anatomie umane si stipano e si sfaldano: a uno sguardo ravvicinato il corpo si disintegra nell'astrazione, richiamando le visioni crepuscolari della carne. Altrove, in composizioni di più cruda essenzialità come Cavallo, Eclisse o Uomo Luce, l'immagine riaffiora con la solennità di una lastra fotografica di inizio Novecento o di una reliquia dimenticata.

In continuità con la lezione dei grandi maestri - da Goya a Rembrandt, dalle icone bizantine alle opacità del Barocco -, Borondo restituisce alla pittura il suo ruolo di ponte tra il quotidiano e l'inconoscibile, mettendo in scena le crisi e i conflitti del nostro presente.

21Art Treviso è aperta al pubblico nei seguenti giorni e orari: da lunedì a venerdì 10.00-13.30 e 14.30-18.30; chiuso per le festività dal 21 dicembre 2026 all'11 gennaio 2027. 

Ingresso gratuito. 

Per informazioni: T. +39 393 1830983, treviso@21art.it.


Il programma completo delle mostre e delle attività promosse da 21Art, società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell'imprenditore Davide Vanin, è disponibile sul sito https://twentyoneart.com/.


Gonzalo Borondo (Valladolid, Spagna, 1989) è un artista multimediale che vive tra Spagna e Italia. Si concentra sull'esplorazione del valore della memoria, enfatizzando le caratteristiche storiche e relazionali degli spazi. Dal 2010 collabora con diverse istituzioni e spazi in tutto il mondo, presentando le proprie installazioni in vari musei, come l'Urban Nation Museum (Berlino), il MACRO (Roma) e il Museo de Arte Contemporáneo Esteban Vicente (Segovia). Ha tenuto mostre personali a Londra, Parigi, Madrid e Milano. L'opera Merci fa parte della collezione permanente del Museo CAPC (Bordeaux). Dal 2023 è membro effettivo della Reale Accademia di Storia e Arte di San Quirce. Nel 2025-2026, 21Art ha presentato la mostra Porta l'acqua un fuoco fermo, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, presso la sede di Padova. Nel mese di ottobre 2026 si inaugurerà la grande mostra personale site-specific dal titolo Mater al Museo Villa Stuck di Monaco di Baviera.

21Art è una società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell'imprenditore Davide Vanin. Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente cinque e hanno sede a Treviso, Padova, Roma, Jesolo e Montecarlo; nel 2027 sono previste le aperture di Milano e Cortina d'Ampezzo. Ogni galleria crea la propria identità attraverso un intenso programma espositivo che prevede approfondimenti dedicati ad artisti emergenti e ad autori consolidati apprezzati a livello internazionale. Ad ogni sede di 21Art è affiancato un Club - 21Art Club - ovvero un'innovativa community di collezionisti, artisti e operatori di settore. La diffusione delle gallerie di 21Art sul territorio, unita alla presenza di una solida e fidelizzata community di collezionisti, consente di condividere un sostegno strutturato e duraturo agli artisti. Questo modello favorisce un dialogo virtuoso tra artista, collezionista e territorio, rafforzando nel tempo un ecosistema culturale dinamico e condiviso. Le sedi di 21Art sono state oggetto di interventi di ristrutturazione o riallestimento da parte del collettivo Fosbury Architecture, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


CARLO CRIVELLI e FELICE LEVINI. Archeologie Eclettiche - testo di Massimo Belli

Castello Orsini Colonna, Avezzano (AQ)
19 settembre - 25 ottobre 2026


Inaugurazione: 

sabato 19 settembre, ore 17.00
A seguire, concerto con composizioni originali di Carlo Crivelli
Mostra presentata da Fondazione No Man's Land 

 



La Fondazione No Man's Land presenta, dal 19 settembre al 25 ottobre 2026, presso il Castello Orsini Colonna di Avezzano (AQ), la mostra Archeologie Eclettiche dell'artista Felice Levini (Roma, 1956) e del compositore Carlo Crivelli (Roma, 1953).

Realizzata con il patrocinio del Comune di Avezzano e il sostegno della Fondazione Carispaq e accompagnata da un testo di Massimo Belli, l'esposizione sarà inaugurata sabato 19 settembre alle ore 17.00. Seguirà, alle ore 18.00, una performance musicale ideata per l'occasione dal Maestro Carlo Crivelli.

«Onorati e orgogliosi, come amministrazione comunale, di poter accogliere all'interno del nostro Castello Orsini, simbolo della storia territoriale, una mostra di altissimo livello», commenta il vicesindaco Fabrizio Ridolfi. «Avezzano ha dimostrato in più occasioni di tenere fortemente al vettore culturale, come è già avvenuto con l'esperienza del Premio Avezzano, risorto dopo 25 anni di assenza dalle scene».

«Ad agosto 2025, è stato rinnovato e riaperto al pubblico ufficialmente il polo museale cittadino, al piano nobile del Castello Orsini. La contemporaneità artistica della mostra-concerto si intreccerà e si amalgamerà, quindi, con l'antichità del nostro Castello», afferma l'assessore alla valorizzazione dei siti culturali della città Alessandro Pierleoni. Grazie alla fondazione Carispaq per essere al nostro fianco anche in questo ulteriore viaggio. L'arte cura, accresce e accomuna: la Marsica è pronta anche per questa nuova esperienza multisensoriale».

«La Fondazione Carispaq considera la cultura uno dei principali motori di crescita civile, sociale ed economica del territorio. Per questo ha scelto di finanziare interamente e promuovere Archeologie Eclettiche, riconoscendone il valore strategico per la crescita culturale della Marsica e per la valorizzazione delle sue straordinarie potenzialità. L'obiettivo è contribuire a costruire nel tempo un appuntamento culturale annuale di grande respiro nazionale, capace di portare attenzione, pubblico e nuove opportunità sul territorio e di rafforzarne il ruolo nel panorama culturale italiano», dichiara Fabrizio Marinelli, Presidente di Fondazione Carispaq.

La mostra-concerto nasce dall'idea di rileggere le forme del passato attraverso un doppio registro, visivo e musicale, pensato e realizzato a quattro mani da due maestri dell'ultimo mezzo secolo, già avvezzi alla crossmedialità: se da un lato le musiche di Crivelli presentano un'ormai quarantennale sodalizio con l'immagine e, nello specifico, con il cinema, dall'altro lato l'arte di Levini ha spesso incontrato l'elemento sonoro come parte fondante di numerosi lavori.

Viaggia di fondo l'idea di rendere la storia un display continuo, che dall'antichità raggiunge il giorno d'oggi lasciandosi alle spalle dei reperti la cui natura è maggiormente legata all'occhio e all'orecchio; da questa premessa muove la ricerca di entrambi, l'uno attraverso l'utilizzo di strumenti e di suoni provenienti da diversi luoghi ed epoche, aggiornati e rivisitati in chiave contemporanea, l'altro proponendo l'ironico incontro tra immagini e forme di epoche diverse, raccolte in un'enciclopedia visiva in cui tutto può mischiarsi e partecipare al racconto del mondo.

Questa stratificazione del tempo e dello spazio, sedimentata sia attraverso i brani che all'interno delle opere d'arte diventa, così, un pretesto per raccontare la storia incredibilmente contemporanea dell'antichità.

Il titolo dell'esposizione - Archeologie Eclettiche - allude al percorso di ricerca intrapreso da Felice Levini all'interno del Castello Orsini Colonna, la cui storia tardo-medievale viene riletta e ricondotta al presente.

Il confronto con l'imponente architettura del salone d'ingresso, oggi adibito a teatro, si traduce in tre lavori di grandi dimensioni, parte della serie Progettare il Caos. Oltre trenta metri di figure tracciate a punta di pennarello su carta ripercorrono le vicende della contemporaneità, dal primo Novecento a oggi, dispiegandosi come un fregio lungo la sommità del salone e prolungando idealmente la storia stessa dell'edificio.

Al piano nobile emerge il senso profondo di Archeologie Eclettiche attraverso un florilegio di opere su supporti diversi, che mettono in relazione epoche e civiltà, con riferimenti alla storia dell'arte, alla cultura materiale e al presente. Tra i lavori esposti si segnalano, in particolare, alcune grandi tele dipinte nel tipico stile puntinato dell'artista, le maschere in ceramica con i grandi teli dell'Ottavo Giorno che si avvicendano come arazzi, disegni e opere scultoree che emergono nelle sale come reperti archeologici o objets trouvés.

La narrazione è anticipata nel cortile dalla ciclopica freccia del ciclo Dal Giorno alla Notte, "piovuta dal cielo" davanti alle mura fortificate da Marcantonio Colonna nel XVI secolo: un segnale di ascendenza mitologica che conferisce al luogo una dimensione simbolica e quasi sacrale.

Felice Levini inscena, così, un personale - e allo stesso tempo globale - vocabolario del mondo, fatto di opere capaci di attivare narrazioni sovrapposte, dove tempi, culture e immaginari si incontrano e si trasformano.

Un ruolo centrale nella mostra è affidato all'intervento musicale di Carlo Crivelli, concepito in dialogo con le opere di Felice Levini. Diffuse da postazioni audio distribuite nelle sale del Castello, le composizioni preregistrate di Crivelli, con innesti di musica elettronica, entrano in relazione con i lavori esposti e con l'architettura degli spazi, diventando parte integrante del percorso espositivo.

La serata inaugurale (sabato 19 settembre, ore 18.00) e il finissage (domenica 25 ottobre, ore 17.00) saranno inoltre arricchiti da due performance musicali dal vivo, che assumeranno la forma di veri e propri concerti circolari e diffusi. Superando la tradizionale separazione tra palco e pubblico, i musicisti si succederanno in differenti postazioni sonore collocate sia all'interno della zona espositiva sia nell'auditorium.

I concerti vedranno protagonisti Marco Crivelli alle percussioni, Pasquale Evangelista al pianoforte e il Trio Cardoso (chitarre), composto da Massimo De Foglio, Alessandro Giancola e Guido Ottombrino. Il programma sarà interamente costruito intorno alle composizioni originali di Carlo Crivelli, comprendendo anche brani provenienti da alcune delle sue più note colonne sonore, ripensati per l'occasione in relazione alle opere e agli ambienti della mostra.

L'esposizione sarà aperta al pubblico da martedì a domenica con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, chiuso il lunedì. Ingresso gratuito. Durante il finissage sarà presentata una pubblicazione in italiano e in inglese edita da Zerynthia Associazione per l'Arte Contemporanea OdV con il testo critico di Massimo Belli e le immagini della mostra. 

Per informazioni:

 T. +39 06 44704249, fondazionenomansland@gmail.com, 

https://nomanslandfoundation.com/home/.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

MANNight, straordinarie aperture

Giovedì 17 settembre, superstar la Statua Magica della Collezione Egizia 

Bodypainting di Weronique Art con il modello e il pubblico 

Nel giardino della Vanella Dj set con le composizioni eclettiche di Giuseppe Fava 

 


 

15 settembre 2026. Sarà la Statua Magica della Collezione Egizia la protagonista, giovedì 17 settembre, della performance di Bodypainting di Weronique Art, l’artista che realizza le sue opere vive in dialogo con i tesori delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

E non solo: lungo i corridoi e le sale del Museo, durante MANNight la visita si arricchirà di emozioni con una serie di performance site specific, in un format di valorizzazione che sta riscuotendo un crescente apprezzamento da parte del pubblico (con 550 accessi per la prima serata e quasi 1200 nella seconda. 

“Siamo pronti ad accogliere il nostro pubblico per una nuova serata di scoperte e sorprese con performance e con la straordinaria atmosfera che solo le sale del MANN possono offrire. Ogni intervento mette in evidenza singole opere o intere sezioni del Museo come, per esempio, le tammorre e i ritmi con cui gli artisti Enzo Tammurriello e Marta Peperna catturano l’attenzione del pubblico conducendolo al ritmo di suoni ancestrali attraverso le sale della Sezione Preistorica, dove sono letteralmente le nostre radici, fino agli spazi dedicati alla Piana Campana dove di fronte a due delle più importanti tombe principesche del Museo (la tomba 104 di Cuma e la tomba della Principessa di Cales) i visitatori sono invitati a danzare in cerchio, quasi riproducendo quelle danze rituali che caratterizzavano le cerimonie funebri”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano

Durante tutta la serata più di venti artisti per un programma ricco di eventi: oltre alla welcome session della dj Angelica Barrella, che accoglierà gli ospiti sul terrapieno del Museo, nel giardino della Vanella giovedì prossimo porterà la sua musica Giuseppe Fava, resident del collettivo Soul Express Collective, che farà vivere un'atmosfera di voci calde, percussioni vibranti, suoni psichedelici e ritmi house, in un set all'insegna di eclettismo ed empatia. 

 “MANNight. Straordinarie aperture” è un progetto nell’ambito del Piano di Valorizzazione del MiC, grazie al quale il biglietto al costo speciale di 10 euro). Prodotto per conto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli da Casa del Contemporaneo, in collaborazione con La Santissima Community Hub, il progetto MANNight mira soprattutto a valorizzare l’esperienza di visita, senza distogliere il pubblico dalla bellezza delle opere, ma aggiungendo in alcuni momenti uno spunto di riflessione o uno spazio di interazione. 

Tutte le info su: 

www.museoarcheologiconapoli.it/event/mannight-straordinarie-aperture-il-futuro-incontra-il-passato/

(Il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Sorrento Classica: Festa per i novant’anni di Bruno Canino


 

S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento

Patrocinio Città di Sorrento e Regione Campania

SORRENTO CLASSICA

The International Summer Music Festival of Sorrento

Personaggi, interpreti e protagonisti della grande musica classica a Sorrento

XIX Edizione

Presenta

BRUNO CANINO

 

XC Birthday Celebration Concert

 

Info: Sorrento, Venerdì 18 settembre - Chiostro di San Francesco, ore 20,45 biglietti: euro 20+commissioni  Infoline/Box office: (+39) 339 442 9217. www.societaconcertisorrento.it Online Presale: www.ticketgate.it Info.: www.comune.sorrento.na.it, www.surrentum.com e www.agopress.it


 

Evento clou per il cartellone della XIX edizione organizzata dalla S.C.S, Società Concerti Sorrento, per la direzione artistica del Maestro Paolo Scibilia, che venerdì 18 settembre nell’incantevole cornice del Chiostro di San Francesco, ospiterà il grande pianista, per celebrarne insieme i novant’anni


 
Nell'ambito della programmazione culturale autunnale del Mezzogiorno, la XIX edizione del Festival Internazionale di Musica Sorrento Classica, sotto la direzione artistica del Maestro Paolo Scibilia e promossa dalla Società dei Concerti di Sorrento, si attesta come uno spazio privilegiato di formazione e dialogo interculturale. L'iniziativa, realizzata in sinergia con il Comune di Sorrento, la Regione Campania e il Museo Correale di Terranova, riafferma la propria funzione di presidio culturale volto alla valorizzazione e rifunzionalizzazione del patrimonio storico-artistico locale. Dal 6 al 20 settembre 2026, l'architettura monumentale del Chiostro di San Francesco farà da cornice acustica e scenografica a un ciclo di sei concerti serali. Il programma esplora una pluralità di linguaggi musicali, spaziando dalla grande tradizione canonica europea alle avanguardie del Novecento, fino alle espressioni dell'etnomusicologia contemporanea. Il penultimo appuntamento della rassegna si terrà venerdì 18 settembre, alle ore 20,45, nella suggestiva cornice del Chiostro di San Francesco che ospiterà uno dei momenti clou del festival, sotto il profilo storico e interpretativo, con il XC Birthday Celebration Concert, una serata d'onore dedicata a Bruno Canino. Il concerto intende celebrare il novantesimo compleanno di uno dei più autorevoli e longevi rappresentanti del pianismo italiano nel mondo, figura chiave per la musica da camera e per la diffusione del repertorio contemporaneo. La serata principierà con tre Sonate di Domenico Scarlatti: la Sonata in Do maggiore K. 420, che si distingue per il suo carattere solare e brillante, dal tessuto musicale intessuto di rapidi arpeggi, scale pirotecniche e repentini sbalzi di registro, dove il virtuosismo della mano destra dialoga costantemente con il sostegno ritmico e percussivo del basso, richiamando quasi l'effetto di una fanfare o di un'orchestrina da festa popolare; quindi, la Sonata in Do minore K. 11, in forte contrasto con la precedente, per il clima drammatico ed energico, pur mantenendo un'indicazione di tempo rapida (Allegro), con la tonalità di Do minore conferisce al brano una tensione palpabile, anche attraverso un uso sapiente delle dissonanze e delle acciaccature, creando strappi armonici improvvisi e un denso dialogo polifonico che richiede una straordinaria precisione articolatoria e un forte senso del dramma, e per ultima la Sonata in Fa diesis minore K. 25, tra le pagine più intime e liriche del catalogo scarlattiano, sfrutta una tonalità insolita ed estremamente espressiva per l'epoca. Il carattere Malinconico e contemplativo del Fa diesis minore viene stemperato da una scrittura fluida, ricca di arpeggi ad ampia gittata e sospensioni armoniche, mentre l'intreccio tra eleganza melodica e sottile inquietudine mostra la capacità dell'autore di condensare in pochi minuti una profonda introspezione emotiva. Seguirà di Ludwig van Beethoven il Rondò a capriccio in Sol maggiore op. 129 “Die Wut über den verlorenen Groschen”, datato 1795. A dispetto dell'alto numero d'opus, che suggerirebbe una produzione della maturità, il Rondò a capriccio op. 129 risale agli anni giovanili del soggiorno viennese di Beethoven. L'opera rimase inedita durante la vita del compositore; il manoscritto fu ritrovato tra le sue carte dopo la morte e pubblicato nel 1828 dall'editore Anton Diabelli. Sebbene la titolazione umoristica si debba probabilmente all'editore o all'amico Anton Schindler, essa descrive alla perfezione il carattere teatrale, irruento e palesemente ironico della pagina. Il pezzo mostra un lato insolito di Beethoven: non il gigante eroico e drammatico, bensì il musicista brillante, spensierato e propenso al sarcasmo virtuosistico. La composizione si apre immediatamente con un tema scattante, leggero ed quasi infantile nella sua semplicità. Il ritmo martellante e le repentine acciaccature evocano una concitazione grottesca, quasi la rappresentazione mimica di una frenetica e infruttuosa ricerca. Ogni ritorno del ritornello viene arricchito da figurazioni sempre più complesse: arpeggi rapidi, salti di registro, ottave spezzate e serrati passaggi di semitoni. La sezione finale amplifica il dinamismo attraverso un crescendo di tensione virtuosistica. Le mani si rincorrono sulla tastiera con un'energia travolgente finché la “collera” si scioglie in un finale brillante e perentorio, in cui la padronanza della forma classica e la verve improvvisativa si fondono in un perfetto equilibrio. Si proseguirà poi con le Variations sérieuses op. 54 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, composte nel 1841 per contribuire alla raccolta fondi per l'erezione di un monumento a Ludwig van Beethoven a Bonn. Il titolo stesso, "sérieuses", fu scelto dall'autore per distinguere nettamente l'opera dalle tante variazioni virtuosistiche e disimpegnate che dominavano il panorama musicale del tempo. Mendelssohn sceglie la strada del rigore contrappuntistico, della profondità espressiva e dell'unita formale, guardando alla grande tradizione bachiana e alla lezione beethoveniana, in particolare alle 32 Variazioni in do minore. Il brano si snoda attraverso un tema seguito da 17 variazioni e da una travolgente coda finale: il tema, un Andante sostenuto, in re minore, presenta una struttura corale mesta, sobria e intrisa di cromatismi, dal carattere intimo e meditativo. Le prime 13 variazioni costruiscono un crescendo di complessità. Dapprima le variazioni si articolano il tema in arpeggi fluidi e ritmi serrati, la decima introduce un contrappunto fugato di rigore quasi bachiano, mentre la tredicesima lascia emergere un melos lirico e struggente sopra un accompagnamento in staccato. C’è poi un cambio di atmosfera, una parentesi lirica nella luminosa tonalità di re maggiore, pura ed eterea, per poi ripreparare la spinta drammatica. La Coda è una tumultuosa e virtuosistica sezione finale che condensa la tensione accumulata, chiudendosi con un declino dinamico che si spegne nel silenzio con due accordi pianissimo. Impegnativo il programma di Bruno Canino, che continuerà con le Quattro Ballate op. 10 di un Brahms appena ventunenne.  Composte nell'estate del 1854 l’opera rappresenta uno dei momenti più intimi ed enigmatici della sua produzione pianistica giovanile. Il 1854 è un anno decisivo e drammatico, infatti, Robert Schumann, mentore e protettore del giovane compositore, è stato da poco ricoverato nel manicomio di Endenich dopo il tentativo di suicidio nel Reno, e Brahms si trova a Düsseldorf per sostenere la famiglia e la moglie di lui, Clara. La prima in Re minore un Andante è l'unica ballata con una fonte letteraria esplicita: la celebre poesia scozzese Edward, tratta dalla raccolta Stimmen der Völker in Liedern di Herder, che descrive il dialogo drammatico tra un madre e il figlio macchiatosi di patricidio. Il tema iniziale, spoglio e arcaico, evoca il canto dei bardi, la sezione centrale, un crescendo di accordi marziali dà vita all'angoscia della confessione prima di spegnersi in un desolato sussurro; la seconda in Re maggiore sostituisce la tensione tragica con una dimensione lirica e contemplativa, strutturata in forma di rondò cantabile, alterna una melodia serena e avvolgente a due episodi centrali più agitati e ritmicamente incalzanti, caratterizzati da serrati staccati e sincopi. La terza ballata è in Fa diesis minore ed è intitolata espressamente Intermezzo, caratterizzata per il suo carattere demoniaco e grottesco, con ritmi sbalzati e sonorità scure che dominano le sezioni esterne, mentre il Trio centrale offre una parentesi lirica e luminosa, sospesa in un'atmosfera quasi fantastica. La quarta ballata è in Si maggiore ed è un Andante con moto, il brano più lungo e introspettivo, caratterizzato da un lungo canto legato della mano destra accompagnato da arpeggi fluenti, la quarta ballata abbandona ogni velleità virtuostica per rifugiarsi in un'assorta e sognante meditazione, precorrendo il clima nostalgico degli ultimi Klavierstücke della maturità. Finale con il suo Debussy con Tre Préludes dal Secondo Libro (1913), uno spaccato ideale della varietà timbrica e drammaturgica del Deuxième Livre dei Préludes di Debussy. Il Maestro, inizierà Ondine, ispirato alla figura mitologica della ninfa d'acqua resa celebre dal romanticismo, da Friedrich de la Motte Fouqué ad Aloysius Bertrand, questo preludio evita la drammaticità cupa per concentrarsi sulla natura mutevole, seduttiva e sfuggente dell'elemento liquido, con un'oscillazione di terze e seste in tempo di 6/8 che evoca il continuo rifrangersi dell'acqua, attraverso scale pentatoniche ed esatonali per dipingere i riflessi di luce sulla superficie, chiudendo il pezzo con un dissolvimento quasi impercettibile. Seguirà Canope, riferito ai canopi, i vasi funerari dell'antico Egitto destinati a custodire le viscere dei defunti. È uno dei preludi più essenziali, intimi ed enigmatici di Debussy, retto da una serie di accordi paralleli di sapore arcaico e modale, che richiamano l'aurea staticità dell'antichità classica e la solennità di un rituale dimenticato, mantenuto quasi interamente su sonorità soffuse esplorante il concetto di tempo sospeso. Il Feux d'artifice chiuderà il concerto con virtuosismo pirotecnico attraverso glissandi, arpeggi velocissimi, trilli e tremoli che riproducono visivamente e acusticamente il lancio, l'esplosione e la caduta dei fuochi d'artificio.
 
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Tornano le visite guidate alle Terme Suburbane di Ercolano

CONTO ALLA ROVESCIA · BIGLIETTI IN VENDITA DA MARTEDÌ 29 SETTEMBRE

 


 


Tornano le visite guidate alle Terme Suburbane di Ercolano

 
Da ottobre a dicembre 2026, turni settimanali del sabato alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano. Biglietti in vendita da martedì 29 settembre.
Conclusa con successo l’edizione 2026 de Gli Ozi di Ercole, la rassegna che tra il 10 e il 12 settembre ha animato l’Antica Spiaggia del Parco Archeologico di Ercolano con reading scenici e incontri musicali, con la direzione artistica di Gennaro Carillo e la partecipazione, tra gli altri, di Lucia Mascino, Laura Pepe, Isabella Ragonese, Carmen Gallo, Silvia Romani, Federica Fracassi, Ambrogio Sparagna, Raffaello Simeoni e Carlo Boccadoro, oltre al concerto di Francesco Di Bella. Anche quest’anno un ampio pubblico ha seguito l’evento in tutte e tre le serate, per un totale di oltre 700 spettatori. Il Parco si prepara ora ad accogliere il pubblico con un nuovo ciclo di visite guidate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane.

 

 

Riprendono al Parco Archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Non si tratta ancora della riapertura permanente del monumento, ma di un nuovo ciclo di visite guidate che, in attesa del completamento dei lavori, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni, il progetto torna offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite si svolgeranno ogni sabato, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi, composti da un massimo di 15 partecipanti, saranno accompagnati dal personale del Parco, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code. Trattandosi di un cantiere attivo, per l’intera durata del percorso, di circa un’ora, i visitatori indosseranno un casco protettivo.

 



«Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti, in attesa della loro riapertura permanente, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo»,
dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.
 
 

 
 
Le Terme Suburbane: il complesso termale meglio conservato del mondo romano
Individuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua.
Incastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium), con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali, eccezionalmente conservate, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.
Rimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, attivo a Ercolano dal 2001, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano, insieme a Pompei e Oplontis, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita.
 
 


Calendario e turni di visita
Ottobre: sabato 10, 24 e 31 ottobre 2026
Novembre: sabato 7, 14, 21 e 28 novembre 2026
Dicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026
Mattina: 9:30 (visita in italiano) · 10:30 (visita in inglese) · 11:30 (visita in italiano)
Pomeriggio: 14:30 (visita in italiano) · 15:30 (visita in inglese) · 16:30 (visita in italiano — turno straordinario attivo solo il 10 ottobre, poi sospeso con l’entrata in vigore dell’orario invernale)
I gruppi, di massimo 15 partecipanti, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora.


Biglietti e prenotazioni

 
I biglietti saranno in vendita da martedì 29 settembre 2026, online e in biglietteria.


Biglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21,00 euro


Cittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7,00 euro


Gratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge


Prenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano.



Parco Archeologico di Ercolano
Corso Resina

 Ercolano 

Napoli

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Ercolano di notte: sabato 26 settembre il Parco apre al buio, tra teatro, danza e musica


 

Per le Giornate Europee del Patrimonio 2026, un’unica apertura serale a numero chiuso: biglietti già in vendita, posti limitati a 600 per turno.


Il Parco Archeologico di Ercolano aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP), la più grande manifestazione culturale d’Europa promossa in Italia dal Ministero della Cultura, in programma il 26 e 27 settembre 2026 sul tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. 

L’appuntamento più atteso è l’apertura straordinaria serale di sabato 26 settembre, quando l’area archeologica si trasformerà, al calar del sole, in un palcoscenico a cielo aperto.


BIGLIETTI GIÀ IN VENDITA 

 POSTI LIMITATI

I biglietti per l’apertura serale del 26 settembre sono già acquistabili online su ercolano.coopculture.it o telefonando al numero +39 081 0106490. Il costo è simbolico — 1 euro, salvo le gratuità di legge — ma i posti sono contingentati: massimo 600 visitatori per turno, per un totale di 1.200 nell’intera serata. La prenotazione è obbligatoria anche per chi ha diritto all’ingresso gratuito, e la vendita si chiude alle 23:00 del giorno stesso o prima, se i biglietti disponibili per ciascun turno si esauriscono.
Chi vuole vivere questa notte a Ercolano farebbe bene a non aspettare l’ultimo momento.

 


 


Due turni, un’esperienza unica
L’ingresso, da Corso Resina 187 e da via dei Papiri Ercolanesi 19, sarà organizzato su due turni: il primo dalle 20:00 alle 21:30 (deflusso completo entro le 22:00), il secondo dalle 22:00 alle 23:30 (deflusso completo entro le 24:00). Tra le domus e le strade dell’antica Herculaneum, illuminate da un suggestivo allestimento artistico, il pubblico incontrerà lungo il percorso sette performance — tre di danza, due musicali e due teatrali — ripetute ciclicamente per l’intera serata, in un dialogo originale tra arte e patrimonio.


«Vogliamo che il pubblico viva la città antica in una veste diversa, sospesa tra memoria e meraviglia, in cui l’arte contemporanea dialoga con le rovine illuminate. Per questo invitiamo tutti a prenotare per tempo: è una serata a numero chiuso, pensata per essere vissuta senza affollamento, con calma e in sicurezza», dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.


Anche di giorno: “Resistere al tempo. La scrittura a Ercolano
Sabato 26 e domenica 27 settembre, il Parco propone anche visite tematiche diurne dedicate alle fonti scritte di età romana — tavolette cerate, papiri carbonizzati, graffiti e iscrizioni — con il contributo di restauratori, archeologi e di una storica del diritto ed epigrafista, e un laboratorio per famiglie dal titolo “Cera una volta”. Le attività sono gratuite con il biglietto ordinario del sito, previa prenotazione.


Come prenotare
Online: ercolano.coopculture.it
Telefono: +39 081 0106490 

(lun-sab, esclusi festivi, 9:00-17:00)
Accessibilità: pa-erco@cultura.gov.it, richiesta almeno 3 giorni prima indicando data, orario e recapito telefonico

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

 

MAIL ART IN ACTION / FOR RUGGERO MAGGI

 MAIL ART IN ACTION
FOR RUGGERO MAGGI

Mostra Internazionale di Mail Art
dedicata a RUGGERO MAGGI

INAUGURAZIONE
SABATO 19 SETTEMBRE ORE 15.00

 


 


Dal 19 settembre al 29 ottobre 2026 il Museo dei Tasso e della Storia Postale (Cornello dei Tasso, Camerata Cornello, BG) ospita la mostra internazionale di Mail Art “MAIL ART IN ACTION / FOR RUGGERO MAGGI”.
Artista, curatore e figura eclettica della scena d’avanguardia internazionale Ruggero Maggi ha fatto della ricerca sociale, etica ed ecologica uno dei fulcri del proprio percorso artistico. Tra i protagonisti della Mail Art dagli anni Settanta, nel 1979 fonda AMAZON Archive of artistic works and projects about the Amazonic World, un archivio artistico dedicato alla salvaguardia della foresta pluviale, all’Ecologia e alla Natura.

Il progetto espositivo, curato da Kappa (performer e storica collaboratrice di Ruggero Maggi, con la quale l'artista ha realizzato numerosi progetti, allestito mostre e promosso eventi) e dal Museo, prende forma dalle opere pervenute al Museo attraverso una call rivolta a mailartisti italiani e internazionali invitati a realizzare una cartolina promemoria (in formato cartolina e tecnica libera) per ricordare Ruggero Maggi recentemente “ritornato al mittente” e il suo percorso artistico e poetico.
La mostra è inoltre un’occasione per poter parlare di Arte Postale con i visitatori e i mailartisti che negli anni hanno condiviso la sua progettualità. All’inaugurazione interverranno: Stefano Schiavoni (Direttore del MAM Museo della Mail Art di Montecarotto, AN), Giovanni Fontana (poliartista) e Franco Ballabeni (musicista, artista visivo).

Nel Novecento, alcuni artisti iniziarono a guardare agli oggetti quotidiani in modo nuovo. Seguendo le sperimentazioni delle avanguardie, anche lettere, cartoline, timbri, francobolli e buste diventarono strumenti creativi. Fu in questo clima che si affermò la Mail Art o Arte Postale: una rete internazionale di networkers che usano e trasformano gli oggetti postali e il sistema postale in strumenti di libertà creativa, dove le idee viaggiano fuori dai circuiti tradizionali dell’arte e del mercato.

 




«[…] L’Arte Postale può essere uno straordinario mezzo di comunicazione di massa se concepita come operazione articolabile in due momenti ben definiti:
- come rapporto da individuo a individuo oppure ad un gruppo più o meno ristretto di individui.
- l’esposizione al pubblico di un’operazione di Arte Postale può diventare di massa poiché si presenta molto stimolante e didattica anche ad un pubblico non qualificato.
Stimolante perché è un incitamento alla comunicazione interpersonale e formativa per il valore esemplificativo delle sue svariate metodologie tecniche, semplici ed immediate […]”.
(estratto di un testo sulla Mail Art di R. Maggi)

Per chi desidera lasciarsi coinvolgere in questa fantastica rete di comunicazione interpersonale, può partecipare alla call “LETTERA APERTA a Ruggero Maggi” per l’edizione 2026 di “M.A.D. Mail Art Day | 16 ottobre | Giornata Internazionale dell’Arte Postale”, ideata da Ruggero Maggi alla fine del 2022 - da quest’anno a cura di Kappa e Stefano Schiavoni ai quali Maggi ha affidato la continuità del progetto - utilizzando i materiali messi a disposizione, nell’apposito spazio all’interno della mostra, per realizzare una cartolina da affidare al servizio postale indirizzata al MAM Museo della Mail Art c/o Palazzo Comunale, 60036 Montecarotto AN.

Il 29 ottobre 2026, giorno di chiusura della mostra e primo anniversario della scomparsa di Ruggero Maggi, sarà previsto uno speciale collegamento proprio con il MAM Museo della Mail Art di Montecarotto (AN) che ospiterà dal 16 ottobre 2026 M.A.D. Mail Art Day, per rafforzare e promuovere la sinergia tra Enti interessati alla salvaguardia della Mail Art, con l’intento di completare il percorso già avviato da Maggi per la creazione di un “Archivio degli Archivi”. 

A seguire l’elenco provvisorio degli artisti le cui opere sono pervenute entro il 4 settembre.
L'elenco completo sarà pubblicato al termine della ricezione di tutti i materiali.


 



ARTISTI PARTECIPANTI:

ANDORRA Julien Rochedreux ARGENTINA Maria Castillo, Floki Gauvry AUSTRIA Monika Lederbauer BELGIO Ria Bauwens (Frips), Thomas Karz/AYNITL, Merlyn Paridaen, Sjoerd Paridaen, Laurent Wilmet BRASILE Hugo Pontes, Marcia Rosenberger CANADA Susan Gold, Karl Jirgens, Mailarta, Snappy, Spike Spence, Ed Varney, La Toan Vinh COLOMBIA Tulio Restrepo DANIMARCA Marina Salmaso FINLANDIA Anja Mattila-Tolvanen FRANCIA Virginie Amat, Christian Burgaud, Michel Della Vedova, Pierre-Yves Freund, Helena Gath, Virginie Loreau, Cristophe Masse, Lyza Sahertian GERMANIA Thomas Behling, Stefan Brand, Brandstifter, Hans Braumüller, Hans Castrup, Dadanautik (Walter Bachmann), Mask Dannecker, Daughter Fidels, Wolfgang Faller, Thomas Glatz, Klaus Groh, Annegret Heinl, Stefan Heuer, Uwe Höfig, Stephan J. Mitterwieser, Susanne Mitterwieser, Andreas Niederau-Kaiser, PtrziaTicTac, Peter Schubert, Lars Schumacher, Susanne Schumacher, Horst Tress, Lutz Wohlrab GIAPPONE Shuzo Azuchi Gulliver, Tohei Mano, Keiichi Nakamura, Jack Seiei GRAN BRETAGNA Keith Bates, Michael Leigh GRECIA Nicolas Malevitsis INDIA Renuka Kesaramadu IRAN Neda Mehrjoo ITALIA Walter Accigliaro, Dino Aloi, Franco Altobelli, Antonio Amato, Erika Baggini, Franco Barbato, Vittore Baroni, Pier Roberto Bassi, Elisa Battistella, Nicola Bertoglio, Giuseppe Bertolino, Rovena Bocci, Mariella Bogliacino, Maria Bonaduce, Giovanni Bonanno, Adriano Bonari, Elisabetta Bosisio, Marzia Maria Braglia, Viviana Buttarelli, Mariangela Cacace, Mirta Caccaro, Alfonso Caccavale, Loredana Cacucciolo, Carla Cantore, Angela Caporaso, Bruno Cassaglia, Francesca Cenciarini, Giuliana Ceretta, Renato Cerisola, Claudio Cignatta, Tiziana Colangelo, Nellì Cordioli, Carmela Corsitto, Carla Crosio, Gianni Cudin, Crescenzio D'Ambrosio, Diana Danelli, Maria Grazia Dapuzzo, Caterina Davinio, Gian Carlo De Leo, Rino De Michele, Fabio De Poli, Albina Dealessi, Domenico "Mimmo" Di Caterino, Annitta Di Mineo, Franco Di Pede, Giovanna Donnarumma, Graziano Dovichi, Cinzia Farina, Lara Favaro, Gretel Fehr, Ilaria Feoli, Mavi Ferrando, Domenico Ferrara Foria, Marino Ficotto, Mimicha Finazzi (Skinaz), Anna Finetti, Giovanni Fontana, Roberto Formigoni, Nicola Frangione, Giglio Frigerio, Mario Furia, Antonella Gandini, Ornella Garbin, Claudio Gavina, Guido Gelatti, Annamaria Gelmi, Massimiliano Ghidini, Gianni, Lodovico Gierut, Sergio Gioielli, Robert James Hanrahan, I Miradebora, Luigina Iacuzzi, Gennaro Ippolito, Benedetta Jandolo, Evgenia Kaika, Alfonso Lentini, Silvia Lepore, Pino Lia, Oronzo Liuzzi, Maya López Muro, Gian Paolo Lucato, Yves Malbos (M), Paola Marcucci, Max Marra, Maria Grazia Martina, Anna Mascheretti, Anna Maria Matone, Massimo Medola, Alessia Meglio, Moreno Menarin, Luca Miti & Timmy, Fernando Montà, Riccarda Montenero, Giovanni Morgese, Giancarlo Nucci, Paolo Nutarelli, Cristiano Pallara, Linda Paoli, Stefano W. Pasquini, Fabrizio Pavolucci, Giuseppe Pellegrino, Salvatore Pepe, Salvatore Perchinelli, Silvano Pertone, Peter Hide 311065, Marisa Pezzoli, Riccardo Pezzoli, Bruno Pierozzi, Marzia Pollini, Veronique Pozzi Painé, Alessandra Pucci, Rosella Quintini, Gaetano Ricci, Sabina Romanin, Claudio Romeo, Serena Rossi, Fiorenzo Rosso, Lucia Sapienza, Carmela Sarcina, Antonio Sassu, Roberto Scala, Paolo Seghizzi, Elena Sellerio, Luigino Solamito, Alberto Sordi, Cristina Sosio, Lucia Spagnuolo, Antonio Spanedda, Oliana Spazzoli, Celina Spelta, Giovanni e Renata Strada, Camilla Testori, Elsa Testori, Roberto Testori, Larisa Tinta, Elisa Traverso, Ilia Tufano, Emilio Vance, Silvia Venuti, Ada Eva Verbena, Alberto Vitacchio & Carla Bertola, Maria Grazia Zanmarchi, Rolando Zucchini MALESIA Iszuan Ismail, Luqman Rosnan MESSICO Diana Magallon, José Luis Alcalde Soberanes OLANDA Ever Arts, Ed Hanssen, Rob Komen, Hans Overvliet, Bert Vanden Berghe POLONIA Andrej Dudek-Durer, Raphael Nadolny PORTOGALLO Fernando Aguiar, Cecelia Chapman, Paulo Teles (BroTTas) ROMANIA Ovidiu Petca SERBIA Nenad Vučkvić SINGAPORE Gloria  Khe SPAGNA Sabela Baña, Pedro Bericat, Corporation Semiotica Galega, Francisco Gálvez (Deadwax), Rafael Gonzàlez, Cesar Reglero, Jaume Rocamora, Valdor, Manuel Xio Blanco SVEZIA Henry Grahn Hermunen and Coleagues SVIZZERA Ueli Sager TURCHIA Derya Avci UNGHERIA Peter Abajkovics, Tibor Vass USA Roberta Bartel, Boog (@RtH*Le), Joel Cohen (The Sticker Dude), John Held Jr., GX Jupitter-Larsen, Willie Marlowe, Catherine Mehrl Bennett, Nonlocal Variable, Joey Patrickt, Josh Ronsen, Adam Roussopoulos, Judith Skolnick, Lauryn Welch, Karen Wood, Reid Wood (State of Being).

I lavori pervenuti saranno donati al Museo dei Tasso e della Storia Postale come Fondo Ruggero Maggi “MAIL ART IN ACTION / FOR RUGGERO MAGGI”.


INFORMAZIONI

Titolo: MAIL ART IN ACTION / FOR RUGGERO MAGGI
A cura di: Kappa e del Museo dei Tasso e della Storia postale
Sede: Museo dei Tasso e della Storia Postale, Via Cornello 13, Camerata Cornello (BG)
Inaugurazione: 19 settembre 2026, ore 15:00
Date: 19 settembre – 29 ottobre 2026
Giorni e orari di apertura: da mercoledì a domenica, dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18:00
Note: 
Dal 21 al 23 ottobre 2026: la mostra sarà visitabile solo su prenotazione;
24 e 25 ottobre 2026: la mostra sarà chiusa per lavori di riallestimento della collezione permanente del Museo.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA