martedì 10 febbraio 2026

"Il domani che ci appartiene" di Ambra Serpieri e Ida Esposito



 

Fin dove si spinge il fato e dove inizia il nostro libero arbitrio? Quanto nella vita di ognuno di noi pesano i dettami familiari e quanto può esprimersi la nostra individualità? Accomunati dalla speranza e dal desiderio di un'esistenza in cui riuscire a sentirsi genuinamente se stesse, quattro anime - Maddalena, Matteo, Bianca e Luca - lottano contro i fantasmi del passato e le sfide del presente ritrovandosi a scegliere che direzione prendere. 

Le storie dei protagonisti, apparentemente separate, si intrecciano in un viaggio di dolore, ricerca e speranza. Maddalena affronta i traumi dell'abbandono; Matteo, prigioniero del narcisismo familiare, si scontra con il proprio destino; Bianca rimpiange la spensieratezza mai avuta e i sogni che ha dovuto sacrificare; Luca è un uomo tormentato e irrisolto nonostante una vita familiare e professionale di successo. Sullo sfondo una Napoli pulsante, pervasiva ma mai invadente. Un romanzo che esplora le complesse dinamiche familiari, i traumi e la resilienza umana, invitando il lettore a rompere gli specchi deformanti e a trovare la propria verità.

 


 

 

COME DA COMUNICAZIONE UFFICIALMENTE RESA PUBBLICA

 

Pop Wave - COMICON for Palestine: in occasione di COMICON Napoli (30 aprile - 3 maggio)

Eventi e iniziative per una Palestina che disegna, crea, si racconta e soprattutto vive e resiste attraverso il fumetto, il gioco, il cinema


 



COMICON presenta Pop Wave - COMICON for Palestine: un "programma nel programma" di COMICON Napoli (30 aprile - 3 maggio) con ospiti arabi e dalla Palestina, mostre, incontri e dibattiti, proiezioni, laboratori, eventi. Una vera e propria ondata di attività che attraverso il fumetto, il gioco e il cinema accenderanno i riflettori di COMICON sulla causa palestinese, raccontandone alcune straordinarie energie creative, per ribadire un messaggio importante: la forza dell'arte come strumento di espressione e persino di resistenza da parte di un popolo che vive il tragico rischio della cancellazione globale.

  

Tra le iniziative principali: gli incontri con l’artista di origini palestinesi Gina Nakhle Koller; il talk in collegamento con Safaa Odah, unica fumettista attualmente ancora a Gaza; le mostre “Falastin Hurra 2.0” e “Art for Palestine”; l’arrivo di  Dima Nassar (product designer e fumettista di Jenin) e Dania Omari (architetta e fumettista di Gerusalemme), giovani creatrici di “Haki w Hitan”,  gioco da tavolo ambientato tra i vicoli di Ramallah, i villaggi, gli insediamenti e i checkpoint che la circondano, dove ogni singolo movimento può andare incontro a un raid improvviso o a un'escalation militare; la partecipazione Dana Durr del collettivo Palestina Animada, che riunisce registi palestinesi e internazionali per raccontare la realtà della Palestina attraverso l'animazione.

E ancora, laboratori e workshop come quello con Tatreez Napoli, gruppo costituito da donne (e non solo), dai 9 agli 83 anni, che si riunisce nel quartiere Montesanto di Napoli per praticare e diffondere il ricamo palestinese.

Il programma completo di Pop Wave - COMICON for Palestine sarà inoltre arricchito da altre attività, che verranno annunciate nelle prossime settimane.

 

COME DA  COMUNICAZIONE RICEVUTA

IL PREMIO BUONE NOTIZIE BOOK PRESENTA: «PAPA LEONE VISTO DA VICINO» LUNEDÌ 16 FEBBRAIO PROSSIMO A CASERTA

 


Racconteranno il nuovo Pontefice Alessandro Gisotti; Vincenzo Varagona; Ottavio Lucarelli; e don Nicola Lombardi. Interverrà l’arcivescovo Pietro Lagnese. Sarà anche presentata la medaglia Raffaele Nogaro del Premio Buone Notizie e premiata la migliore edicola di Caserta per una nuova campagna di sostegno alla lettura.


 



CASERTA – Sarà una serata di parole inedite e non, oltre che di immagini mai viste, per raccontare e conoscere meglio Papa Leone XIV la prima edizione del «Premio Buone Notizie Book» a Caserta, in collaborazione con la Lev, la Libreria editrice vaticana; il Dicastero della comunicazione della Santa Sede; l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Ucsi Caserta. L’appuntamento è per lunedì sedici febbraio alle 18, nella Biblioteca del seminario di piazza Duomo a Caserta. Un evento tutto da vivere per approfondire meglio la conoscenza della persona, del carattere, del pensiero e della biografia del Papa venuto dagli Stati Uniti. Relatori d’eccezione, insieme all’arcivescovo Pietro Lagnese, saranno Alessandro Gisotti, vicedirettore editoriale del Dicastero per la Comunicazione vaticano, in passato direttore della Sala Stampa della Santa Sede, durante il pontificato di Francesco; e il presidente nazionale dell’Ucsi Vincenzo Varagona, insieme con il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli; e don Nicola Lombardi della Fondazione Raffaele Nogaro. La figura di Leone XIV sarà approfondita attraverso un libro e un documentario. Il nuovo libro del Pontefice «La forza del Vangelo. La fede cristiana in 10 parole» (Libreria Editrice Vaticana), antologia di testi di Papa Leone che presenta 10 parole-chiave del cristianesimo per il nostro tempo e già disponibile in libreria. Un testo curato da Lorenzo Fazzini, responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana, e che Papa Leone XIV ha voluto introdurre con un suo contributo inedito, scritto per l’occasione. Inoltre, saranno proiettati due ampi stralci dei documentari León de Perú e Leo from Chicago, prodotti dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, e che raccontano la vicenda biografica e spirituale di Papa Prevost nella natia Chicago e nel periodo missionario in Perù. «Questo libro e questi documentari sono occasioni preziose per accostare meglio la figura di Papa Leone, che stiamo iniziando a conoscere sempre meglio in questi suoi primi mesi di pontificato – spiega Alessandro Gisotti - Ed è significativo che nel libro La forza del Vangelo Papa Leone parta, nel suo scritto inedito, da Cristo, dalla centralità della sua figura e della relazione con Lui, che Prevost definisce “la nostra stella polare”». «Papa Leone visto da vicino» è il primo appuntamento del «Premio Buone Notizie Book», che punta a diventare il riferimento in Italia per la scelta dei libri di qualità. «La nuova manifestazione o sezione del Premio Buone Notizie – spiegano Luigi Ferraiuolo e Michele De Simone, anime del Premio – è il tentativo di sistematizzare il nostro lavoro di incubatori culturali e di buone pratiche in tutta la comunità culturale nazionale. Il modo più efficace per far crescere anche il nostro mezzogiorno». Nell’occasione sarà presentata per la prima volta la medaglia Raffaele Nogaro del Premio Buone Notizie e sarà ricordato Luca Fasano, collaboratore e amico dell’Eco di Caserta/Avvenire e del Premio Buone Notizie. Sarà anche premiata l’edicola delle buone notizie della città, prima iniziativa di una campagna del Premio Buone Notizie per incentivare la lettura: l’edicola di Daniela Rea, storico punto vendita appartenuto ai fratelli Croce.

 


 

 Il «Premio Buone Notizie» è organizzato da sempre dall’Ucsi Caserta Aps. La «Buona Notizia dell'Anno» è scelta insieme con il «Corriere Buone Notizie» del «Corriere della Sera». Gode inoltre del patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti nazionale e della Campania; della Fisc, Federazione italiana settimanali cattolici italiani; del Sindacato dei giornalisti casertani, con l’Assostampa; dell'Ucsi, Unione stampa cattolica italiana. Media partner «Il Mattino», «Famiglia Cristiana», Avvenire, «Tutto il bello che c'è-Tg2 Rai», «Tv2000», «Inblu2000» Radio e Agensir. Le manifestazioni sono realizzate in partnership con Bcc Terra di Lavoro San Vincenzo de’ Paoli; il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop; l’Acqua Lete; la Camera di Commercio di Caserta; ed è sostenuto anche da Confindustria Caserta; «Esagono»; Studio Legale Iaselli; Studio Luberto; Reale Mutua Assicurazioni-Agenzia Generale di Caserta; Istituto Mattei Caserta; Anna Maria Alois San Leucio e Tenuta Fontana. Il Premio Buone Notizie è accreditato per la formazione giornalistica.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Il Maestro abruzzese Jacopo Sipari di Pescasseroli dirige a Sgezed in Ungheria il 10 febbraio

 Sgezed National Theatre

Ungheria

presenta

GRANDIOSO

Concerto Sinfonico
         

Orchestra Sinfonica di Sgezed

Direttore: Jacopo Sipari di Pescasseroli
Organista: Simon Bàlint       
        



 

Teatro di Sgezed, Martedì 10 febbraio ore 19,30  Vaszy Viktor tér 1, 6720 Ungheria

          Info.:

+36 62 479 279

 TICKET SALES+36 62/541-205  jegyrendeles@szegediszabadteri.hu


 

  




Jacopo Sipari tra gli echi tardo-romantici

Il Maestro torna in Ungheria, martedì 10 febbraio, al teatro nazionale di Sgezed, per dirigere alcune pagine di compositori italiani e la Sinfonia n. 3 in do minore, Op. 78, "con organo" di Camille Saint-Saëns, ammirata per la sua maestosa fusione di orchestra, organo e pianoforte a quattro mani

“Grandioso” titola la serata che, martedì 10 febbraio, il Teatro Nazionale d’Ungheria di Sgezed, offrirà, alle ore 19,30, al proprio pubblico. Ospite del cartellone è il direttore abruzzese Jacopo Sipari di Pescasseroli, il quale sarà alla testa dell’Orchestra Sinfonica del teatro. “La denominazione della serata, “Grandioso” – ha dichiarato il Maestro Sipari – proviene da questo particolare confronto tra i nostri operisti e una pagina di raro ascolto che è la terza sinfonia con organo di Camille Saint Saens, il cui messaggio è di riflettere su di un sinfonismo emotivo. Infatti, questa sinfonia ha citazioni quasi operistiche, disegnano uno spazio sonoro, come ad esempio i due intermezzi pucciniani, o l’inizio de’ “La forza del destino” le cui prime battute, come quelle di Nabucco già dicono tutto. Il dialogo tra violini e legni in Saint-Saens, ricorda tanto il segno verdiano che cedono il passo al solismo di timbri unici quali l’organo, con le sue diverse “voci” e registri, e il pianoforte, e il finale rapportato al “crescendo” e al grandioso iniziale di Cenerentola. Uno spettro, quindi, che rimanda ad un sinfonismo quasi “vocale”, prerogativa della scuola italiana che sposa il gusto francese. Sono veramente felice di ritornare sul podio di questa orchestra, con cui, per la loro elevata competenza tecnico-interpretativa, posso permettermi di costruire programmi particolari  da Bruckner a Shostakovich, da Rachmaninov a Richard Strauss”.

Il concerto sarà inaugurato dalla sinfonia del “Nabucco” di Giuseppe Verdi. La pagina inizia con un tema simile ad un corale, presentato dagli ottoni, poi, di colpo l’orchestra si anima ed esplode con violenza. Udiamo, poi, il tema di “Maledetto”, il coro che verrà cantato dagli Ebrei per maledire Ismaele, e da questo motivo teso e vibrante sfocia la celeberrima melodia del “Va’ pensiero”. Il ritorno del tema della maledizione permette la citazione di altri tre temi dei quali uno, quello del duetto tra Nabucco e Abigaille, verrà poi sviluppato con estetica donizettiana. Compositore al quale è dedita maggiormente la ricerca del Maestro Sipari è Giacomo Puccini. Ascolteremo il Puccini giovanile, quello dell’ Intermezzo sinfonico della “Manon Lescaut”, ispirato dalle parole del romanzo di Prévost, con le sue eccitazioni e i suoi sconforti, per poi, passare alla sinfonia della “Cenerentola” di Gioachino Rossini, una pagina che accanto a passaggi brillanti presenta momenti più raccolti, velati quasi da una fuggevole malinconia. E siamo ad una delle composizioni cult del Maestro, l’intermezzo da “Suor Angelica” di Giacomo Puccini, secondo elemento del Trittico, pagina orchestrale di intensa commozione, spesso definita il fulcro emotivo prima della tragedia finale. E’ un momento di delicata malinconia che prepara alla trasfigurazione, l'intermezzo usa impasti timbrici soffusi per evocare un'atmosfera sospesa. Chiusura della prima parte della serata affidata ancora a Giuseppe Verdi, con la sinfonia de’ “La forza del destino”, caratterizzata dai suoi tre accordi iniziali, secchi, che ribadiscono la tonica, simbolo del destino funesto che si abbatterà su Leonora, il tema sinistro e inquieto della maledizione, intrecciato con la melodia del duetto tenore-baritono dell’ultimo atto, sino alla conclusione non drammatica, con il tema di Leonora riproposto nel contesto di una scrittura orchestrale brillante. Seconda parte del programma nel segno di Camille Saint-Saëns con una delle sue massime opere, la Sinfonia n. 3 in do minore, Op. 78, "con organo", ammirata per la sua maestosa fusione di orchestra, organo e pianoforte a quattro mani, con solista, l’organista Simon Bàlint. Completata nel 1886, rappresenta una sintesi del virtuosismo orchestrale del compositore e della sua capacità di combinare il linguaggio sinfonico con timbri unici, in particolare l'organo e il pianoforte. Questa sinfonia è un omaggio alla memoria di Franz Liszt, amico e mentore di Saint-Saëns, scomparso nello stesso anno. Il primo movimento, un Adagio, molto “sentimentale” che ben si attaglia al sentire del Maestro Sipari, si apre con un’introduzione raccolta e meditativa, caratterizzata da due brevi motivi tematici che fungono da anticipazioni delle successive invenzioni della Sinfonia. Questi motivi, uno cromatico discendente, eseguito dai violini e l’altro melodico ascendente affidato all’oboe e ai flauti, costituiscono un presagio timbrico e melodico delle linee che si svilupperanno nel complesso della composizione. L’atmosfera iniziale si presenta come un’attesa silenziosa, quasi sospesa. Tuttavia, questa quiete viene subito interrotta dall’Allegro moderato, in cui i brividi prodotti dalle note pianissimo dei violini e delle viole dissipano l’intimità e introducono una sensazione di inquietudine crescente, che si trasforma progressivamente in toni drammatici. Il movimento incessante degli archi si espande attraverso l’intera orchestra, mentre i legni e i corni rievocano i motivi introduttivi dell’Adagio, creando un collegamento tematico e timbrico tra le sezioni. A questa tensione si aggiunge un terzo motivo, in ritmo ternario e sincopato, che intensifica la drammaticità e la tensione narrativa, sviluppandosi in una forma sinfonica articolata e complessa, ma al tempo stesso chiaramente intellegibile. Successivamente, la forza emotiva e la varietà timbrica si attenuano in una transizione tranquilla verso il Poco adagio, pagina intrisa di alto lirismo. In questa sezione, gli archi, seguiti dai legni e dagli ottoni, eseguono una melodia struggente, che si ripete con continuità, sostenuta delicatamente dall’organo, creando un’atmosfera notturna e riflessiva in cui la musica si rifrange, si innalza e, infine, svanisce. Nel secondo movimento, la contrapposizione tra l’Allegro moderato e Presto, che in questo contesto assumono la funzione tipica dello Scherzo classico, si oppone radicalmente al lirismo dell’Adagio del primo movimento. Infatti, il compito di concludere solennemente la sinfonia viene affidato a un brillante e “grandioso” Allegro e Maestoso. Questa sezione si apre con due vivaci invenzioni ritmiche, composte da poco più di due cellule ripetute insistentemente (con strumenti come timpani, flauti, oboi e clarinetti), che introducono il secondo movimento. Nel Presto, i motivi principali, ripetuti o frammentati, si susseguono in alternanza e sovrapposizione contrappuntistica, con il pianoforte impegnato in un’attività vigorosa, che schizza uno sfondo sonoro brillante. L’intensità musicale, controllata dall’abilità sinfonica del compositore ma protratta oltre ogni limite immaginabile, culmina in un’esplosione di energia che si disperde in frammenti distribuiti nell’orchestra, creando un’atmosfera di attesa e meraviglia. Questa tensione viene poi spezzata da un potente accordo di do maggiore, suonato dall’organo, che annienta la scena, seguito dall’esultanza collettiva di tutti i settori orchestrali, dai contrabbassi a un bagliore di flauti. La sinfonia si chiude con una grandiosa e sonora evocazione di una festa barocca, una parodia, intesa nel senso di un’imitazione manieristica senza intento caricaturale, di una cerimonia di corte. Nel Finale, la rigorosa severità accademica cela l’ironia e il sorriso dell’autore, che conclude la sua romantica e francese Sinfonia con un’ode antiromantica al Seicento francese.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Un nuovo ambiente restituisce decorazioni di alta qualità, apparati pittorici e tracce di un cantiere in attività al momento dell’eruzione del 79 d.C.


 

A distanza di oltre trent’anni dalle ultime indagini sistematiche Villa Sora, nel Comune di Torre del Greco, torna a raccontare la propria storia. Le nuove ricerche archeologiche avviate nel novembre 2025 stanno restituendo dati di grande interesse su una tra le più significative ville marittime del Golfo di Napoli, offrendo nuove chiavi di lettura su un complesso di straordinaria ricchezza, ancora in larga parte da esplorare.

Il nuovo intervento, condotto dal Parco archeologico di Ercolano, consente di ampliare in modo significativo il quadro conoscitivo della villa, portando all’individuazione di contesti finora non esplorati e a una ricostruzione più puntuale delle fasi di vita della residenza, bruscamente interrotte dall’eruzione del 79 d.C. Le indagini si sono concentrate sul fronte nord-orientale della villa, dove è stato documentato un ambiente di dimensioni contenute, circa 10 mq, ma di eccezionale qualità decorativa.

“I risultati dello scavo di Villa Sora confermano l’importanza della ricerca archeologica come strumento essenziale di conoscenza. Le nuove evidenze consentono non solo di acquisire dati inediti, ma di restituire aspetti concreti della vita quotidiana di una grande villa marittima, improvvisamente interrotta dall’eruzione del 79 d.C. Questo avanzamento della conoscenza offre basi più solide per rafforzare i percorsi di valorizzazione del sito e per rendere più consapevole e articolato il suo racconto al pubblico”, ha commentato il Direttore generale Musei Massimo Osanna.

Il progetto di scavo si inserisce nella Campagna nazionale di scavi archeologici promossa dalla Direzione generale Musei, avviata nel 2024 con l’obiettivo di sostenere una ricerca programmata e continuativa sull’intero territorio nazionale. La campagna, rafforzata nel 2025 da uno stanziamento complessivo di 4,8 milioni di euro, consente di dare continuità agli interventi avviati e di ampliare l’azione su scala nazionale. A Villa Sora, il finanziamento di 150.000 euro ha permesso di riattivare un percorso di conoscenza già avviato, ponendo le basi per un più ampio e strutturato programma di studio e valorizzazione dell’area archeologica.

I frammenti pittorici rinvenuti, riferibili alle pareti e al soffitto, restituiscono un programma decorativo di grande raffinatezza. Le pareti, impostate su un fondo scuro scandito da fasce in rosso cinabro, erano animate da elementi figurativi, tra cui aironi disposti attorno a un candelabro dorato. Il soffitto, a fondo chiaro, era ornato da ghirlande, fregi e figure mitologiche: tra queste emergono grifi inseriti in un ricco repertorio ornamentale e la figura di un centauro in movimento, di notevole qualità pittorica.

 




Di particolare significato è il contesto in cui questi apparati decorativi sono stati rinvenuti. All’interno dell’ambiente erano presenti tre ciste in piombo finemente decorate, riconducibili alla medesima officina, insieme a elementi architettonici in marmo bianco di elevata qualità, tra cui un capitello conservato in eccellenti condizioni. La qualità della lavorazione, realizzata esclusivamente a scalpello, e la presenza di ulteriori frammenti marmorei – tra cui un secondo frammento di capitello – indicano con chiarezza uno stoccaggio intenzionale di elementi destinati a un intervento architettonico in corso. L’insieme di questi dati restituisce l’immagine di un ambiente utilizzato come deposito o spazio di cantiere, confermando l’ipotesi che la villa fosse interessata da lavori edilizi al momento dell’eruzione.

La lettura stratigrafica ha consentito di ricostruire con chiarezza la sequenza degli eventi distruttivi, mettendo in evidenza l’impatto delle colate piroclastiche che investirono le strutture edilizie e provocarono il collasso delle coperture, del soffitto e il successivo cedimento delle pareti. Un quadro che restituisce con forza la violenza della catastrofe.

Edificata intorno alla metà del I secolo a.C. e oggetto di successivi rifacimenti fino al momento della distruzione, Villa Sora si sviluppava lungo la linea di costa con un impianto scenografico, articolato su terrazze digradanti verso il mare. L’estensione stimata del complesso, pari a circa 150 metri lungo il litorale, restituisce l’immagine di una dimora di alto livello, dotata di ambienti residenziali e di rappresentanza di grande raffinatezza.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


"Punizione a due in area" di Giuseppe Farese

Sabato 14 febbraio alle 11:00 nella sede del Maschio Angioino Sala Litza Cittanova Valenzi

presentazione del libro di Giuseppe Farese "Punizione a due in area"

un giallo con due storie diverse che trovano un punto comune nella passione per Maradona



A cento anni dalla creazione della Società Napoli Calcio, mentre è visitabile la mostra fotografica sul suo fondatore Giorgio Ascarelli, la Fondazione Valenzi presenta il giallo edito da Homo Scrivens "Punizione a due in area" di Giuseppe Farese.


Dopo i saluti di Lucia Valenzi e con la moderazione del direttore della casa editrice Aldo Putignano, intervengono con l'autore i giornalisti Rai Fabrizio Cappella e Antonello Perillo. Lo scrittore Armando Guarino leggerà alcuni brani.

Nel giorno, il 3 novembre del 1985, del famoso gol di Diego Armando Maradona nella partita Napoli-Juventus, l’ispettore della Digos Franco Lorusso, impegnato nei servizi di sicurezza per la partita, si trova a risolvere due casi misteriosi, uno dei quali interseca la sua vita privata. Sullo sfondo la città di Napoli a metà degli anni Ottanta, tra le paure del post-terremoto e le nuove speranze di riscatto e di rinascita. Ma c’è un filo conduttore, come ricorda lo stesso Farese, che più di ogni altro attraversa e caratterizza tutto il racconto: «Il vero movente dei due casi che l’ispettore Lorusso si trova ad affrontare è la passione, che, nel bene e nel male, conduce e indirizza tutti i comportamenti umani. E proprio indagando sulle passioni, che talvolta si trasformano in debolezze, che Lorusso concluderà con successo le sue indagini».


L'autore Giuseppe Farese lavora nell’ufficio stampa di una Compagnia di navigazione internazionale. Giornalista pubblicista, ha curato vari volumi e ha esordito nel noir con Rovesci (Absolutely Free Libri, 2024)

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COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Il MANN al National Museum di Pechino nella mostra "Le forme dell'Impero. Nuove scoperte da Pompei ed Ercolano" 88 reperti provenienti dai depositi del Museo



Ottantotto reperti dai depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono in mostra al National Museum di Pechino: l'allestimento "Le forme dell’Impero. Nuove scoperte da Pompei ed Ercolano", inaugurato dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli e in programma sino ad ottobre 2026, si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il 55º anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina e rappresenta uno dei principali progetti di cooperazione culturale tra i due Paesi."Il MANN promuove questa esposizione non soltanto prestando numerosi reperti, ma anche cooperando, dal punto di vista scientifico, a un percorso suggestivo sulla perenne attualità del mito di Pompei ed Ercolano. Il viaggio culturale intrapreso non finisce qui: è allo studio un nuovo progetto espositivo che, presso il nostro Museo, sarà ancora una volta dedicato ai rapporti culturali tra Oriente e Occidente", commenta il Direttore Generale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Francesco Sirano

 


 

L’esposizione propone una selezione significativa di opere provenienti da Pompei ed Ercolano, con particolare attenzione alle più recenti scoperte archeologiche e ai risultati degli studi condotti negli ultimi anni. Attraverso affreschi, sculture, elementi decorativi e materiali della vita quotidiana, la mostra offre una lettura articolata del mondo romano, soffermandosi sull’organizzazione degli spazi urbani e sulle dinamiche sociali, economiche e culturali delle città vesuviane. Il percorso è promosso dalla Direzione Generale Musei Italiani anche in collaborazione con Treccani.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

“Sorsi diVino”, dal 13 al 16 marzo torna a Cava de’ Tirreni l’evento dedicato alla cultura del vino


 

Dopo il successo della prima edizione, “Sorsi diVino” torna protagonista a Cava de’ Tirreni (Sa) con un nuovo appuntamento dedicato al vino, alla cultura e al territorio. La seconda edizione della manifestazione, organizzata da Confesercenti Cava de’ Tirreni in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno e con il patrocinio della Città di Cava de’ Tirreni, si svolgerà dal 13 al 16 marzo 2026 nella suggestiva cornice del Complesso Monumentale del Monastero di San Giovanni (sito al Corso Umberto I 167), un luogo di grande valore storico e architettonico che si conferma palcoscenico ideale per un evento capace di rafforzare la vocazione di Cava de’ Tirreni come centro di iniziative culturali di qualità per l’intero territorio salernitano.

“Sorsi diVino” è una manifestazione culturale dedicata alla valorizzazione delle eccellenze vinicole del territorio, alla diffusione della cultura del vino attraverso esperienze di degustazione guidata e momenti formativi, e alla creazione di concrete opportunità di visibilità e networking per produttori e operatori del settore.

Anche per questa seconda edizione, il programma si articolerà in percorsi degustativi, che vedranno la partecipazione di oltre 60 cantine campane, masterclass di approfondimento e incontri B2B. In particolare, lunedì 16 marzo è in programma un importante momento di confronto tra cantine, ristoratori e Italgrob, con la partecipazione del Direttore Nazionale Dino Di Marino e di qualificati player della distribuzione regionale.

Confermato, infine, il forte valore sociale dell’iniziativa: il ricavato della vendita dei ticket degustazione sarà devoluto in beneficenza all’Associazione cavese “Il Grillo e la Coccinella A.GE.C. APS”, impegnata nella sensibilizzazione sull’autismo e nel supporto al riconoscimento precoce dei segnali dello spettro autistico, promuovendo una maggiore consapevolezza sociale e medica.

Un evento che unisce vino, cultura, impresa e solidarietà, e che si prepara a diventare un appuntamento sempre più centrale nel calendario enogastronomico campano. Per aggiornamenti, è possibile seguire la pagina Facebook News Cava https://www.facebook.com/newscava e il sito ufficiale www.sorsidivino.com

I giornalisti possono accreditarsi all’evento inviando una specifica email all’indirizzo ufficiostampa@mtncompany.it indicando nell’oggetto “Partecipazione evento Sorsi diVino”, e nel corpo della mail “Nome, cognome e testata giornalistica”.

Seguiranno aggiornamenti sull'intero programma dell'iniziativa.

Per info e contatti:
Segreteria Organizzativa Sorsi diVino. Tel. 089 3122124 - Email: ufficiostampa@mtncompany.it, Web: www.sorsidivino.com, Facebook 

https://www.facebook.com/newscava

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