venerdì 18 settembre 2026

San Gennaro

Titolo: Vescovo e martire

Protettore:
donatori di sangue, degli orafi






PREGHIERA TRADIZIONALE

O Glorioso San Gennaro, che sempre ardente del desiderio di accrescere la gloria di Dio e della Sua sposa Chiesa, instancabilmente attendeste alla santificazione dell'anima vostra ed alla edificazione dell'altrui coll'esercizio cotinuo dell'orazione, della penitenza e di tutte le cristiane virtù; quindi, divenuto nella Chiesa un vero modello di santità, diveniste finalmente nel cielo protettore di tutti quelli che a voi ricorrono fiducialmente, gettate benigno uno sguardo sopra di noi che invochiamo la potenza del vostro patrocinio. Accrescete in noi quella soda pietà che forma il vero carattere dei figlioli di Dio. Fate che, a vostra imitazione, noi viviamo come servi fedeli aspettando coi lombi precinti e colle mani munite di fiaccole ardenti, cioè con una vita penitente ed edificante, l'arrivo dell'eterno Padrone, affinchè trovandoci sempre disposti alla partenza da questo esiglio, meritiamo di essere con Voi introdotti in quei tabernacoli eterni ove solo ci sarà dato di vedere ciò che adesso crediamo, di ottenere ciò che adesso speriamo, di godere ciò che adesso amiamo. Amen. Pater, Ave, Gloria

OMAGGIO A PAOLO BERTINI


 


C'è un lutto cittadino per Spezia e per il centro anziani di piazza Brin: un suo illustre ospite, il professor Paolo Bertini del Liceo classico Lorenzo Costa, è mancato ieri all'ospedale San Martino di Genova dove era stato trasportato a causa di un malore. 

 

 Il funerale sarà alla

 Chiesa di Nostra Signora della Neve 

in viale Garibaldi alla Spezia, 

lunedì 21 settembre 2026 alle ore 11:00

La salma sarà esposta 

dalle 18:00 di sabato 

alle 10:00 di lunedì all'obitorio. 

 

Aveva 67 anni ed era vicino alla pensione dopo moltissimi anni d'insegnamento delle lettere greche e latine

Lo ricordano tutti per la sua preparazione profonda dei classici greci e latini, come scrittore, studioso, anche bravo musicista. Noi lo ricordiamo per questa sua conferenza che farà piacere riascoltare. 


https://youtu.be/QJOPbXfxV08?is=XYU4C3b-ZejBN83S

(Il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)


È un video amatoriale in cui la sua voce si sente appena, perché garbata e rispettosa, pur dall'autorevolezza della profondità dei suoi studi. Un grazie a lui per essere stato quel momento con noi a parlarci dell'Odissea. In quell'incontro, come gli dissi, ci sembrava di essere tutti dei re, come in quella notte di Alcinoo, privilegiati del suo ascolto. Chi racconta le storie, chi scrive, persino chi legge, dà un senso alla propria vita e a quella degli altri. Condoglianze alla famiglia, agli alunni, ai colleghi e a quanti hanno avuto la fortuna di averlo conosciuto, a quanti ne ricordano il sorriso, sempre uguale da quando, nel Settantasette, partecipava alle lotte studentesche. Ogni suo saluto, ogni incontro, era una pioggia di serenità amabile.  

 

https://incontridilettura.blogspot.com/2026/09/un-lutto-del-centro-anziani-paolo.html

(Il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)


 

 
Amici morti

Amici morti
Che mi tornate davanti
La mattina
Ogni mattina
Muti
Che volete dirmi?
Il vostro ricordo
È per me fugace
Fisso il volto
In un momento neutro
Senza sorriso
Mi dite che la morte
Non è bella
Se non vi ricordo nel riso?

Roberto, più di tutti
Vieni spesso a trovarmi, tu
Così distante in vita
Così intenso il nostro conversare
Un rimpianto mi dà pena
Non averti rivisto un’ultima volta
Aver mancato un appuntamento
Per colpa del destino.
Tu, buono, mi perdonasti.
Soffristi, solo, tra stranieri amici.
Ci regalasti, amico, un mattino autunnale,
una gita in mare al largo del Tino.
Noi, sani, malati di vita,
a noi, sopravvissuti, assale il ricordo,
di momenti comuni anche allegri, sereni.
Ricordi, maestri di armonia e felicità.
Noi, alunni impreparati colti da interrogazioni a sorpresa
Facciamo scena muta
A chi, muto, ci chiede lezioni insapute.
Le prove della vita, sempre nuove
- il programma va avanti.
Noi dormiamo di giorno mentre vegliamo di notte, giocandoci la vita
Sprecando i minuti che diventano giorni, anni perduti.

Andrea, piccolo amico,
grande persona,
fedele e coerente,
sempre stretto al mio fianco come in un cordone
di una manifestazione.
Ti rivedo con in mano il bastone,
con una piccola bandiera
rossa.
Così più grande di te
Troppo piccolo per essere un’asta.
Un piccolo virus ti ha invaso
Tu che alzavi barriere per salvare malati
Che ti erano affidati
Infermiere
Eroe da sempre, gli eroi non ti hanno salvato.

La Morte, nell’Arte,
non ha mai il volto di una persona,
di un amico, di un mito popolare.
O è un teschio, o un fantasma con la falce
Ammantato di nero, femmina mai donna
Un volto oscuro o col cerone bianco
Di un attore smunto
Che gioca a scacchi una partita troppo corta
Per chi non sa giocare.
Solo la morte mi porterà in collina
Un corpo tra i tanti a dar fosforo all’aria.
Un altro morto ci parla di morte, a noi vivi
Caro amico fedele che ci torni a trovare.

Paolo Luporini


P.S. Ho scritto questa poesia dedicandola, in un dialogo senza risposta, a due amici, Roberto Bertoni, professore emerito del Trinity College di Dublino, e a Andrea Gianella, entrambi del gruppuscolo extraparlamentare di cui facevo parte, mancati l'uno nel 2019 e l'altro verso la fine del lockdown del 2020. Invece Paolo Bertini era un simpatizzante dell'area rivoluzionaria del '77. Lui lo ricorderò con il suo sorriso.

Chiara Camoni - I fiori del male

A cura di Alice Motard
Con opere di Fantine Andrès, Maria Loboda, Marianne Marić, Vibeke Mascini, Lionel Sabatté, Adrianna Wallis e Yuyan Wang.


9 ottobre 2026 – 26 gennaio 2027
via Gregoriana 40, Roma

Opening: 

venerdì 9 ottobre 2026, dalle 18.00 alle 20.00

 

Chiara Camoni, La Cenere di Montelupo #6, 2017, Terracotta bianca, smalto di cenere, vegetazione secca, Photo credit: Camilla Maria Santini

Società delle Api presenta, dal 9 ottobre 2026 al 26 gennaio 2027, I fiori del male, progetto dedicato al lavoro di Chiara Camoni, a cura di Alice Motard. Seconda esposizione organizzata in via Gregoriana 40 dopo l’apertura al pubblico dello spazio nel febbraio 2026, la mostra prende avvio da un nucleo significativo di opere della collezione di Silvia Fiorucci, che segue il lavoro dell’artista fin dagli esordi.
 
Il progetto isola uno degli elementi ricorrenti nella pratica di Camoni – il fiore, insieme motivo e materia – per interrogarne la natura meno pacificata. Che cosa accade quando smettiamo di considerarlo esclusivamente come simbolo condiviso di vita, delicatezza e bellezza? I fiori del male ne porta alla luce un altro volto: ctonio, criptico, distruttivo, artificiale, spirituale.
 
La mostra non intende negare la dimensione fondamentalmente positiva ed ecofemminista del lavoro di Camoni, radicata nel rispetto per la natura, nei processi manuali e nel fare collettivo, quanto piuttosto complicarla, facendo emergere il suo lato più oscuro, le zone d’ombra e ciò che rimane oltre la cornice. Il riferimento è all’omonima raccolta poetica di Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal, e a un’idea di bellezza che, per usare le parole del poeta, «è sempre bizzarra»: attraversata anche dal sordido, dal desiderio e dalla violenza, da ciò che abitualmente viene rimosso, celato o tenuto a distanza.
 
Il percorso espositivo riunisce una selezione di opere di Chiara Camoni, affiancate da nuove produzioni site-specific. Ad aprire la mostra sono due disegni a matita di gigli, fiori noti per le loro proprietà tossiche, appartenenti a una serie più ampia realizzata dall’artista durante la pandemia. Nel corso del primo lockdown, Camoni inviava ogni giorno l’immagine di uno dei suoi disegni a una cerchia di amici, tra cui Silvia Fiorucci. Di foglio in foglio, il fiore compie una metamorfosi per cui abbandona sempre di più la sua forma originaria, assumendo sembianze di corpi lascivi, organi sessuali, animali, volti e altri segni mimetici, in immagini quasi allucinatorie che riecheggiano i fiori “malati” di Baudelaire.
 
Le diverse sale esplorano altrettante manifestazioni di questa forza sovversiva: il fiore come veleno, come linguaggio, come gioiello, come minaccia o come apparizione. A scandire il percorso sono i versi di Baudelaire, che accompagnano le opere e ne orientano la lettura.
 
In linea con l’attitudine di Camoni ad accogliere altre voci all’interno della propria pratica, la mostra riunisce anche opere di Fantine Andrès, Maria Loboda, Marianne Marić, Vibeke Mascini, Lionel Sabatté, Adrianna Wallis e Yuyan Wang. Pensate come contrappunti, queste presenze ampliano e acuiscono le riflessioni avviate dai lavori di Camoni.
 
Le opere entrano infine in dialogo con gli ambienti storici di via Gregoriana 40: le grottesche rinascimentali che ornano i compartimenti voltati, i soffitti a cassettoni, gli intarsi dei pavimenti in parquet e i marmi presenti nell’edificio.
Tra vegetale, animale e architettonico, I fiori del male costruisce così una lettura non manichea, inquieta e ambigua del lavoro di Chiara Camoni.

La mostra sarà accompagnata da una serie di appuntamenti del Public Program, offrendo ulteriori occasioni di approfondimento sui temi e sulle ricerche affrontati dal progetto espositivo. 

 


 

 

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IX PREMIO FRATELLI DE FILIPPO: A TORRE DEL GRECO UNA GRANDE SERATA TRA TEATRO, CINEMA E NUOVE GENERAZIONI DELLO SPETTACOLO




Una serata dedicata al grande spettacolo, nel segno dell'arte, del talento e di una tradizione culturale che continua a rinnovarsi attraverso le nuove generazioni. Sabato 26 settembre, alle ore 17.30, il Lavela Beach Club di Torre del Greco ospiterà la IX edizione del Premio Fratelli De Filippo “Macte Virtute Esto”, sezione “Teatro e Cinema”.

È proprio in questa città, simbolo dell'arte del cammeo e del corallo, che la tradizione artigianale incontra quella dello spettacolo, in un dialogo ideale tra la maestria delle mani degli artigiani e il talento di chi, sul palcoscenico e sul grande schermo, trasforma l'arte in emozione. Un legame che trova espressione anche nel premio realizzato per l'occasione, ispirato proprio all'identità e alla tradizione artistica della città.

Un appuntamento che riunirà sullo stesso palcoscenico grandi interpreti del teatro e del cinema, artisti affermati e giovani promesse, in un ideale passaggio di testimone tra la storia dello spettacolo italiano e il suo futuro. Tra le personalità presenti alla serata anche Claudia Conte, attrice, conduttrice e produttrice culturale.

A condurre la cerimonia saranno Erennio De Vita e Maria Consiglia Izzo.
La serata si aprirà con un saluto di Salvatore De Chiara, ideatore della kermesse, seguito dagli interventi delle istituzioni e dei componenti del comitato d'onore, prima di entrare nel vivo della cerimonia con le premiazioni.

Il primo grande momento sarà dedicato alle Eccellenze Artistiche, con un riconoscimento alla carriera a Maria Grazia Cucinotta, attrice e produttrice che ha conquistato il pubblico internazionale e che rappresenta una delle immagini più riconoscibili del cinema italiano nel mondo. Un altro importante riconoscimento alla carriera andrà a Giacomo Rizzo, interprete che ha attraversato teatro e cinema, collaborando con grandi registi e lasciando il segno in alcune delle più amate produzioni italiane. Tra i premiati anche Marzio Honorato e Patrizio Rispo, interpreti che nel corso delle loro carriere hanno saputo esprimere il proprio talento attraverso differenti linguaggi artistici, con una significativa esperienza nel mondo del teatro.
Il Premio renderà inoltre omaggio a numerosi interpreti della scena teatrale e cinematografica, tra cui Vanessa Compagnucci, Adriano Falivene, Veronica D'Elia, Lidia Ferrara, Antonella Stefanucci, Anna Rita Vitolo, Imma Villa, Arduino Speranza e Francesco Paolantoni.
Nel corso della serata saranno assegnati anche due Premi speciali a Ermelinda Maturo e Angela Bellia, per il loro impegno e la loro attività nel campo dell'industria cinematografica, dell'innovazione culturale e del cineturismo.
Un momento centrale dell'evento sarà dedicato alle nuove generazioni dello spettacolo con la premiazione dei Giovani talenti. A ricevere il riconoscimento saranno Marika Costabile, Antonella Fulco, Marianna Liguori, Martina Galletta, Silvia Bruno, Mirko Lorusso, Ilaria Maren, Giulia Sangiorgi e Chiara Trombini.

 




Seguirà la premiazione delle Giovani eccellenze, con i riconoscimenti destinati a Vito Amato, Gloria Radulescu, Tiziana De Giacomo, Floriana De Martino, Rossella Di Lucca, Grace Kicaj, Dino Porzio, Raffaele Parisi, Roberta Procida, Renato De Simone e Giovanna Sannino.
Una parte significativa della cerimonia sarà quindi dedicata ai giovani interpreti che, con percorsi, linguaggi e sensibilità differenti, rappresentano le nuove energie del teatro e del cinema.

Ad accompagnare l'evento sarà un prestigioso tavolo d'onore, composto dal sindaco di Torre del Greco Luigi Mennella, dal presidente onorario Ernesto Mahieux e da numerose personalità del mondo dello spettacolo e della cultura, tra cui Miriam Candurro, Massimo Abbate, Maria Bolignano, Susy Del Giudice, Antonella Morea, Pia Lanciotti, Gina Perna, Raffaella Belfiore e Francesco Di Rosa.

Il Premio Fratelli De Filippo, giunto alla sua nona edizione, si conferma così un importante momento di incontro e di valorizzazione del talento artistico, capace di celebrare le grandi personalità dello spettacolo e, allo stesso tempo, di accendere i riflettori sulle nuove generazioni.
Una serata che unirà memoria e futuro, esperienza e nuove promesse, nel nome di una delle famiglie che più profondamente ha segnato la storia del teatro italiano.

Un particolare ringraziamento va ad Assocoral, Aucella e APA per il sostegno e la vicinanza alla manifestazione e per il contributo alla valorizzazione di un'iniziativa che lega il mondo dello spettacolo all'identità culturale e artistica del territorio. Un ringraziamento speciale va inoltre al maestro Marco Bottiglieri e a Carla Peluso per aver messo a disposizione le proprie opere artistiche, contribuendo con la loro creatività ad arricchire ulteriormente il Premio e il suo legame con l'arte.

 




L'appuntamento è per sabato 26 settembre 2026, alle ore 17.30, presso il Lavela Beach Club, in via Litoranea 3, a Torre del Greco.

 

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TI SPOSO: APPUNTAMENTO A POMPEI IL 3 - 4 – 9 – 10 – 11 OTTOBRE 2026

IL SALONE CAMPANO DELL’ALTA MODA SPOSI PRESSO IL CENTRO COMMERCIALE
LA CARTIERA (AREA PARCHEGGIO NORD)

 

OSPITI MANUELA ARCURI, GIUSY
ATTANASIO, MARCO CALONE, ERIKA MORGERA, I SOUL FOOD VOCALIST E UNA
SORPRESA

 

 

Dal 3 all’11 ottobre 2026, dopo il grande successo della passata edizione, torna “TI SPOSO”, il prestigioso salone campano dell’alta moda sposi, ideato e organizzato da “Luxury Rooms Mirosa”, giunto alla sua quindicesima edizione, che comprenderà sfilate, performance musicali e ospiti del mondo dello spettacolo e della comunicazione. 

La kermesse, considerata tra gli appuntamenti più attesi in Campania nel mondo dell’industria del matrimonio, si svolgerà nell’Area parcheggio lato Nord, zona pianterreno del Centro Commerciale La Cartiera di Pompei (via Macello, 22) con ingresso libero e parcheggio gratis, e sarà presentato dalla brava e spigliata Edda Cioffi. Un’occasione da non perdere per chi sta preparando il necessario per il proprio giorno speciale, ma anche per quelli che vogliono ammirare favolosi abiti da sposi e da cerimonie, che sfileranno in passerella, e conoscere tutto quello che ruota intorno al magico e favoloso mondo del wedding. Oltre 50 gli espositori, che avranno il proprio spazio allestito all’interno di una tendo-struttura di 3.500 mq, dove i futuri sposi potranno trovare tutto quello di cui hanno bisogno e godere dei fashion events in programma nel corso della manifestazione. La Fiera dedicata al Mondo Wedding e alle Aziende del Settore sarà così articolata: si inaugura il prossimo 3 ottobre 2026, alle ore 19.00, con la madrina Manuela Arcuri per l’hair stylist Domenico Visone, a seguire il Defilé Infinity by Rita Creazioni. Si prosegue il 4 ottobre con il Defilé Atelier La Venere, il live della star partenopea Giusy Attanasio, che proporrà i suoi maggiori successi e incontrerà i fan per foto e selfie. Il secondo week end prevede un percorso tra gli stand il venerdì 9 ottobre, mentre il sabato 10 ottobre sarà gradito ospite il big neomelodico Marco Calone con le sue hit e la sua professionalità. Gran finale domenica 11 ottobre con il Defilé Atelier Yamè, la wedding Erika Morgera come madrina, che dispenserà consigli preziosi per il giorno del sì, e il live de “I Soul Food Vocalist”. Nel corso della Fiera l’organizzazione ha previsto anche la presenza di un ospite a sorpresa, che animerà molto la kermesse nuziale. Pezzo forte anche di questa edizione il gradito format “Vinci un matrimonio”, un mega concorso che mette a disposizione delle future coppie di sposi, la possibilità di vincere fino a 25.000€ da spendere in servizi per il giorno del sì. La coppia vincitrice verrà estratta il giorno di chiusura di Ti Sposo, domenica 11 ottobre 2026. Per partecipare al concorso basta compilare l’apposito form presente sul sito di “Ti Sposo” ( tisposoeventi.it ). Tutti gli iscritti dovranno recarsi sul posto il 3 o il 4 ottobre per la convalida per, poi, poter assistere, in presenza, all’estrazione dell’11 ottobre, alle ore 20.00, nella sala delle sfilate. Durante i giorni della Fiera il pubblico potrà esplorare le nuove tendenze del mondo del wedding 2026/2027: organizzatori di matrimoni, decorazioni, catering, partecipazioni, ville per cerimonie, auto di lusso, bomboniere, confetti, dolci, make-up, acconciature, fotografi, arredamento, mete per il viaggio di nozze e consulenze gratuite. Saranno presenti giornalisti, telecamere, radio, televisioni, influencer, tiktoker, ospiti del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’informazione. Gli orari d’ingresso: il venerdì dalle 18.00 alle 22.30, mentre il sabato e la domenica
dalle 10.00 alle 22.00. L’ingresso per la fiera è gratuito come anche il parcheggio. L’evento è patrocinato dal Comune di Pompei. Sponsor ufficiali di Make-up e Hair Style: Make-Up Academy di Antonio & Riccardo, Make-Up Artist Nicola Acella e Domenico Visone – International Hair Stylist.

 

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Tavolo dei «postali»" - Livorno accoglie l'incontro 2026

 Livorno accoglie l’incontro 2026

 


 


“Tavolo dei «postali»” pronto per l’incontro annuale; si svolgerà nella città toscana dal 2 al 4 ottobre. Una ventina di specialisti leggeranno il settore come arte, conservazione, cultura, intrattenimento

Milano (18 settembre 2026) - Dall’archivio storico del Banco di Napoli a quello di Paolo Paschetto, dal maximofilo Amedeo Luigi Morera letto come progenitore della mail art al corriere dei confinati, dalle parodie dentellate all’esperienza infermieristica raccontata in modo inatteso. Sarà anche l’occasione per presentare due nuovi progetti gestiti direttamente dal “Tavolo”: il censimento delle piastre di impostazione e l’Italia raccontata attraverso gli uffici postali monumentali.

Il programma, che come sempre inizia il venerdì pomeriggio con le visite in tema sul territorio, comprende una ventina di relazioni capaci di affrontare il settore postale, non come servizio né come collezionismo, ma secondo le quattro linee che contraddistinguono l’esperienza: arte, conservazione, cultura, intrattenimento.

Relatori sono rappresentanti di musei, associazioni, studiosi indipendenti che esporranno un aspetto del proprio sapere condensato in quindici minuti.

Dopo Prato, Trieste, Palermo, Pescara e Alessandria, l’incontro si svolgerà a Livorno dal 2 al 4 ottobre.

Due le sedi: sabato 3 il Museo di storia naturale del Mediterraneo (sala Bianca), situato in via Roma 234; domenica 4 la Biblioteca bottini dell’olio in piazza del Luogo Pio. La partecipazione è libera.

 

Il “Tavolo dei «postali»” nasce come idea nel 2018 e trova quali proponenti l’Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” odv, l’Unione stampa filatelica italiana e il quotidiano on-line specializzato nel settore postale “Vaccari news”. In seguito si è aggiunto il Polo culturale di quello che adesso è il ministero delle Imprese e del made in Italy, partecipe attraverso il Museo storico della comunicazione.

Parte dalla constatazione che in Italia esistono diverse realtà, pubbliche (come musei e comuni) o private (associazioni e singoli), che fanno del comparto postale un vettore d’arte, conservazione, cultura, intrattenimento. L’idea era -ed è- metterle allo stesso tavolo (da qui il nome), farle conoscere e interagire fra loro e con gli interessati.

La pagina dedicata:

 www.issp.po.it/tavolo-dei-postali/

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

 

“Tavolo dei «postali»”

La posta come arte, conservazione, cultura, intrattenimento


 

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https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/08/in-vacanza-con-la-posta.html 

Premio Lissone Design 2026

 MAC – Museo d'Arte Contemporanea di Lissone

PREMIO LISSONE DESIGN 2026

HOW TO LIVE?

A cura di Stefano Raimondi

Bertrand Lavier, Blue Eames, 2017, Sedia dipinta in acrilico,  78.5 × 63.5 × 60 cm, base di legno 9 x 80 x 80 cm. Courtesy Galleria Massimo Minini

 


John Armleder, Lynda Benglis, Marco Cingolani, Wim Delvoye, Gelitin, John Giorno, Christian Holstad, Bryan Hunt, Bertrand Lavier, Ryan Mendoza, Jonathan Monk, Luigi Ontani, Jack Pierson, Paola Pivi, Riccardo Previdi, Wilfredo Prieto, Rob Pruitt, Erik Saglia, Sam Samore, John Torreano

Il MAC di Lissone dedica la nuova edizione del Premio Lissone Design al tema dell’abitare articolando una mostra con le opere di venti importanti artisti internazionali che riflettono sul futuro del vivere, degli oggetti e della vita quotidiana. 

Una giuria composta da Elsa Barbieri, Direttrice del Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese; Valentina Gervasoni, curatrice della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e dal Direttore del MAC, selezionerà le opere che entreranno nella collezione permanente del Museo di Lissone.

OPENING
sabato 10 ottobre 2026, ore 18.00

11 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027 

 

 Torna il Premio Lissone Design con una mostra dal titolo How to Live? – in programma dall’11 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027 – che affronta diversi quesiti sollevati dalla dimensione dell’abitare e del vivere contemporanei.

 

Il Premio nasce dalla volontà del MAC di riaffermare il ruolo della Città di Lissone come centro sensibile alle trasformazioni del contemporaneo. How to Live? è una domanda radicale, non retorica: un interrogativo che attraversa oggi la nostra relazione con il domestico. Le case in cui viviamo stanno cambiando più rapidamente delle abitudini che vi proiettiamo: fra automazione, precarietà abitativa, sovraccarico simbolico e continui aggiustamenti emozionali, l’atto dell’abitare è diventato un territorio instabile, da ripensare criticamente.

 

Con il Premio Lissone Design 2026 il MAC prosegue il percorso di ricerca avviato con la precedente edizione del Premio Design Abitare la città, che ha messo al centro dell’indagine la ridefinizione dello spazio urbano come un laboratorio di sperimentazione su un nuovo modo di vivere i luoghi pubblici.

 

Dichiara Laura Borella, Sindaco di Lissone – “Il Premio Lissone Design rappresenta per la nostra città un appuntamento di grande valore, capace di rinnovarsi nel tempo. La nuova edizione ci invita a guardare al design come strumento per comprendere meglio il nostro modo di vivere, gli spazi che abitiamo e le relazioni che costruiamo al loro interno. È una prospettiva particolarmente significativa per Lissone, città che possiede una straordinaria cultura dell’abitare. Attraverso il lavoro del MAC, il Premio si pone in dialogo con la scena artistica internazionale, confermando il ruolo di Lissone come luogo aperto alla ricerca, al confronto e all’innovazione culturale.”

 

“Con la mostra dal titolo “How to Live?” – aggiunge Elisa Belloni, Assessore alla Cultura del Comune di Lissone – il Premio indaga il design non come una disciplina chiusa e circoscritta alla progettazione dell’oggetto, ma come un campo di relazioni nel quale si incontrano saperi, pratiche e linguaggi differenti. In questa nuova edizione questo sguardo si concentra sull’abitare: gli oggetti, gli arredi e gli ambienti diventano dispositivi attraverso cui leggere i cambiamenti delle nostre identità, delle relazioni sociali e della quotidianità. È proprio nell’incontro tra arte e design che il Premio trova una delle sue chiavi di lettura più interessanti, proponendo una mostra che non vuole semplicemente raccontare come viviamo, ma stimolare una riflessione su come potremmo abitare il presente”.

 

La domanda How to Live? attraversa oggi il pensiero contemporaneo. Non riguarda soltanto la casa come spazio fisico, ma il modo in cui costruiamo la nostra quotidianità, le relazioni, la memoria e l'identità attraverso gli ambienti che viviamo.

 

In questa prospettiva, il Premio Lissone 2026 assume il design come una pratica culturale capace di interpretare il presente, superando una lettura esclusivamente legata alla produzione industriale dell'oggetto. La mostra riunisce le opere di alcuni dei principali artisti internazionali provenienti da differenti ambiti della ricerca contemporanea, chiamati a confrontarsi con il tema dell'abitare attraverso linguaggi diversi ma complementari. Arte e design non vengono presentati come discipline separate, bensì come strumenti attraverso i quali leggere le trasformazioni della società contemporanea.

 

Il percorso espositivo riunisce oltre quaranta opere di venti artisti internazionali: John Armleder, Lynda Benglis, Marco Cingolani, Wim Delvoye, Gelitin, John Giorno, Christian Holstad, Bryan Hunt, Bertrand Lavier, Ryan Mendoza, Jonathan Monk, Luigi Ontani, Jack Pierson, Paola Pivi, Riccardo Previdi, Wilfredo Prieto, Rob Pruitt, Erik Saglia Sam Samore, John Torreano.

 

Come afferma Stefano Raimondi, Direttore Artistico del MAC e curatore del Premio – “La mostra nasce da una domanda semplice solo in apparenza. Oggi abitare non significa più semplicemente occupare uno spazio, ma costruire relazioni, identità e immaginari attraverso gli oggetti e gli ambienti che ci circondano. Per questo abbiamo scelto di invitare artisti capaci di guardare criticamente al contemporaneo. Le loro opere non offrono soluzioni, ma aprono nuove prospettive sul nostro modo di vivere. Il Premio Lissone Design vuole essere un luogo di ricerca dove arte e design dialogano per interpretare le trasformazioni del presente e immaginare quelle del futuro”.

 

Nell’ambito della mostra, una giuria formata da Elsa Barbieri, Direttrice del Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese; Valentina Gervasoni, curatrice della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e dal Direttore del MAC, selezionerà le opere che entreranno nella collezione permanente del Museo di Lissone.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, arricchito da un approfondimento critico e dalla documentazione delle opere esposte.

 

Con questa edizione il MAC riafferma il ruolo storico del Premio Lissone come osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della cultura e conferma la vocazione internazionale di una manifestazione che, dalla Brianza ­– uno dei territori simbolo del design italiano – continua a promuovere una riflessione critica sul rapporto tra arte, società e contemporaneità.


INFO

Premio Lissone Design 2026

How to Live?

A cura di

Stefano Raimondi

Mostra promossa da

Comune di Lissone

Inaugurazione

sabato 10 ottobre, ore 18:00

 

Date
11 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027

 

Sede
MAC Museo d’Arte Contemporanea
viale Elisa Ancona 6, Lissone MB

 

Orari e ingressi

mercoledì, giovedì, venerdì: 16:00-19:00
sabato e domenica: 11:00-19:00

Ingresso gratuito

 

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Lorenza Longhi. Villa Delizia

 Lorenza Longhi
Villa Delizia
A cura di Michele Bertolino

19 settembre 2026 – 10 gennaio 2027
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci    
Prato, Viale della Repubblica 277

Opening a entrata gratuita per tutta la cittadinanza:
venerdì 18 settembre 2026, 18.00 - 21.00 + Dj Set fino a mezzanotte

 


Lorenza Longhi. Villa Delizia, Centro Pecci, Prato. Veduta della mostra. Foto: Alessandro Saletta, DSL Studio. Courtesy Centro Pecci, Prato.

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci presenta Lorenza Longhi. Villa Delizia, prima mostra personale di Lorenza Longhi (Lecco, 1991) in un’istituzione italiana. L’opera di Longhi esplora la costruzione del desiderio e la circolazione degli oggetti nella società contemporanea europea e statunitense. La mostra prosegue il focus che il Centro Pecci dedica all’arte italiana con mostre dedicate ad artiste e artisti prominenti nel contesto internazionale e nazionale.
 
L’artista osserva il quotidiano e attraverso beni di consumoarredi di design, tessuti, passamanerie – smaschera le modalità con cui gli oggetti vengono mostrati e consumati.


Le opere spesso giocano con l’ornamento, il kitsch, il glam, e mettono in scena i codici del gusto collettivo, con l’obiettivo di mostrare le forme del desiderio e, al contempo, renderle ambigue, aprendo uno spazio di consapevolezza. 


Nella sua pratica, Longhi ricorre al fai-da-te: giustappone materiali trovati o utilizza una serigrafia senza matrice, applicando stencil e frammenti di recupero direttamente sulla superficie di stampa. L’artista dà nuova vita ai materiali, includendo nel suo linguaggio errori, incidenti e variazioni impreviste. Il fallimento, così, diventa una presa di distanza dalla retorica dell’efficienza.

 

 Allestita nell’Ala Nio con il sostegno di Cellerese, Villa Delizia, trasforma lo spazio espositivo, intervenendo su alcuni elementi architettonici: Longhi opera sulle finestre circolari del soffitto, traveste i divani storici del Centro Pecci e cita alcune soluzioni allestitive pensate da Formafantasma per la collezione permanente dell’istituzione. Passamanerie, sedute, cuscini, un portale e alcune vetrofanie costruiscono uno spazio avvolgente che modella l’architettura per accogliere le opere, portando in primo piano le strategie di allestimento e il loro ruolo nel condizionare e orientare lo sguardo del pubblico. 
In alcune ampie tele, tutte prodotte per l’occasione, l’artista ha selezionato e accostato tessuti provenienti da manifatture e aziende del territorio pratese, come Cangioli 1859 e Tessilfibre, su cui è intervenuta con stampe serigrafiche e floccature, grazie alla collaborazione con Floccatura Balmar. Sottraendo i materiali alla loro funzione originaria, l’artista compone opere di grande raffinatezza formale, capaci di rendere visibili le dinamiche economiche, simboliche e culturali che attraversano la produzione contemporanea. In questo modo, la ricontestualizzazione diventa uno strumento critico in grado di mettere in luce ciò che normalmente rimane invisibile. 
 
La mostra è accompagnata da un volume, pubblicato da Mousse Publishing. Nel libro, la storica della moda e curatrice Marta Franceschini, la curatrice Alice Motard e lo storico dell’arte Giorgio Motisi, insieme al curatore Michele Bertolino, riflettono con contributi originali sull’opera di Longhi, arricchendone la lettura. Intitolata Opera d’arte nella Villa Delizia, la pubblicazione è pensata dall’artista come un catalogo delle opere esposte.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA