lunedì 2 marzo 2026

La Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” e l’ACIT, l’Associazione Culturale Italo Tedesca, presentano la mostra didattica “Thomas Mann e la democrazia”




La Spezia, 2 marzo 2026 – La Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” del Comune della Spezia, in collaborazione con l’Associazione Culturale Italo Tedesca, presenta la mostra didattica del Goethe InstitutThomas Mann e la democrazia”, che verrà inaugurata nella sede di Via Firenze 37 venerdì 6 marzo alle ore 17:00, alla presenza del Sindaco Pierluigi Peracchini.

“Un’esposizione che racconta non solo la storia di un grande scrittore, ma il coraggio di un intellettuale che seppe cambiare le proprie idee fino a diventare un fermo difensore della democrazia – dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini - portare alla Spezia questo percorso significa offrire ai cittadini, e in particolare ai giovani, un’occasione preziosa di riflessione sui principi democratici, soprattutto in un tempo come il nostro, segnato da scenari geopolitici complessi e delicati.  Un ringraziamento all’Associazione Culturale Italo Tedesca e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.”

La mostra, a ingresso libero e in esposizione fino al 24 marzo, è dedicata a un particolare aspetto della biografia di Mann: l’evoluzione delle sue riflessioni politiche, passando da una posizione conservatrice, di fedeltà alla Germania del Reich guglielmino, a un atteggiamento di appassionata difesa della democrazia weimariana e di netta opposizione al nazionalsocialismo. 

Inoltre, in occasione della mostra, lunedì 16 marzo alle ore 11:00 il Cinema Odeon della Mediateca ospiterà la conferenza dal titolo "Ripercorrendo Thomas Mann. La vita, i personaggi, la testimonianza politica, l’identità e la musica tra Eros e Thanatos" a cura di Emanuela Marcante dell’Associazione "Il Ruggiero" di Bologna. L’evento, destinato in primo luogo alle scuole, è a ingresso libero e aperto a tutti gli interessati. 

Il percorso espositivo, che ha il patrocinio del Comune della Spezia, è organizzato da ACIT La Spezia APS, la Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso”, dal Liceo “Mazzini” indirizzo linguistico e da Literaturhaus München, con il gentile contributo del Goethe Institut.

La mostra

Il progetto della mostra bilingue, la cui realizzazione alla Spezia vede coinvolti gli studenti dell’Indirizzo Linguistico del Liceo “Mazzini”, trae origine dal 150° anniversario della nascita di Thomas Mann (1875 – 2025).  In questa occasione, il Museo Buddenbrookhaus di Lubecca (e in precedenza la Literaturhaus di Monaco) ha scelto di mettere in evidenza la dimensione politica degli scritti di Mann: un intellettuale dalle opinioni contraddittorie e vicine al nazionalismo, espresse nel volume “Considerazioni di un impolitico” (un testo del 1918 dal quale l’autore prese poi le distanze), che a seguito dei tragici sviluppi storici e delle vicende travagliate della repubblica di Weimar diventerà uno dei più accesi e ferventi sostenitori della democrazia. Partendo dal complesso percorso politico del grande autore tedesco, il progetto mira a stimolare nelle giovani generazioni una riflessione sul tema dei valori democratici e dei rischi a cui sono esposti ancora oggi.

La svolta politica di Mann avviene nel giugno 1922, quando il Ministro degli Esteri Walther Rathenau, una delle grandi personalità della Germania weimariana, viene assassinato da alcuni estremisti di destra: proprio nell'ottobre dello stesso anno, Thomas Mann tenne a Berlino il famoso discorso “Von deutscher Republik” (“Sulla Repubblica tedesca”), in cui prese netta posizione in difesa della democrazia.

Negli anni ‘20 e nei primi anni ‘30, Mann comparve spesso in pubblico, anche all’estero: la sua notorietà andò crescendo nel 1924, a seguito della pubblicazione de “La montagna incantata”, e venne ulteriormente confermata dall’assegnazione del premio Nobel nel 1929. La nomina di Hitler a cancelliere del Reich il 30 gennaio 1933 non lo spinse immediatamente a optare per l’esilio, ma il precipitare degli eventi successivi (perquisizioni, sequestri di beni, denunce) lo costrinse a non rientrare dal giro di conferenze letterarie che aveva intrapreso in vari paesi europei. Fu esule con la sua famiglia in Svizzera e per un breve periodo nella Francia del Sud. Nel 1938 emigrò negli Stati Uniti, prima a Princeton, sulla costa orientale, e dal 1942 a Pacific Palisades, Los Angeles. La casa di Mann divenne simbolo del suo impegno per la democrazia e luogo d’incontro per molti emigrati di lingua tedesca: qui scrisse alcune opere fondamentali, come “Doktor Faustus”, e molti dei suoi discorsi politici, tra cui la maggior parte dei suoi interventi radiofonici alla BBC “Deutsche Hörer!” (“Ascoltatori tedeschi!”). Da ottobre 1940 a novembre 1945, Thomas Mann tenne 58 discorsi radiofonici per la BBC, che vennero trasmessi in contrapposizione alla propaganda nazista in Germania e nei territori occupati.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Thomas Mann non tornò definitivamente nel suo Paese natale, affermando che la stessa Germania e il popolo tedesco avessero una responsabilità politica e morale per i crimini del nazionalsocialismo.

La mostra presenta un utile apparato informativo sulla vita del grande scrittore e sulla sua famiglia: la moglie Katia Pringsheim, i sei figli e i suoi rapporti con il fratello Heinrich, anch’egli scrittore, fin dal 1914 schierato su posizioni socialdemocratiche e contrario alla guerra.

Info 

Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” 
Via Firenze 37

19126 La Spezia

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Dante e Giotto. Itinerari danteschi - Visita guidata al Museo Lia

 Dante e Giotto.  Itinerari danteschi

Visita guidata a cura di Elena Gerini

 al Museo Lia

Sabato 7 marzo ore 11:00

 




La Spezia, 2 marzo 2026 –  In occasione di “Dante e Giotto. Itinerari danteschi alla Biblioteca Mazzini e al Museo Lia”, un percorso promosso dai Servizi Culturali con l’obiettivo di offrire alla cittadinanza una riflessione più ampia e articolata sul contesto storico, culturale e figurativo dell’età dantesca, è prevista sabato 7 marzo ore 11.00 una visita guidata al Museo Civico “Amedeo Lia” a cura di Elena Gerini.

Il percorso proposto dal Museo Civico “Amedeo Lia” coinvolge i capolavori figurativi della Collezione Civica, offrendo un confronto visivo diretto con il contesto storico in cui Dante visse e operò. Il significativo nucleo di dipinti a fondo oro, databili agli anni della vicenda biografica dantesca, si apre con il Compianto di Lippo di Benivieni, realizzato a Firenze allo scadere del XIII secolo, in anticipo rispetto alla rivoluzione giottesca.

Cennino Cennini, nel suo Libro dell’Arte (fine XIV secolo), scrive di Giotto: “Rimutò l’arte di dipingere di greco in latino, e ridusse al moderno”. Un’affermazione che sottolinea il ruolo fondativo di Giotto nella cultura figurativa occidentale. Il progressivo superamento della maniera bizantina e il recupero della tradizione occidentale segnano l’affermarsi di un linguaggio nuovo, “moderno”, capace di parlare a un pubblico più ampio.

È lo stesso passaggio che, in ambito letterario, compie Dante scegliendo il volgare come lingua universale della Commedia. Il percorso museale – attraverso tavole, miniature e oggetti d’arte – restituisce così la temperie culturale dell’età di Dante e Giotto, mettendo in luce le profonde affinità tra rivoluzione linguistica e rinnovamento figurativo.

Tra le opere esposte spicca la piccola ancona devozionale, probabilmente ricomposta nel XVIII secolo utilizzando preziose tessere vitree della prima metà del Trecento. Le cinque lastre di vetro dorato e graffito, attribuite a un artista tedesco attivo in Umbria e nel cantiere della Basilica di Assisi, noto come Fra Teutonico, provengono dal Tesoro di San Fortunato di Todi. In origine facevano parte di un dittico reliquiario citato in un inventario del 1327, testimonianza preziosa della devozione e della cultura figurativa del tempo.

Un itinerario diffuso che, tra Archivio di Stato, Biblioteca Mazzini e Museo Lia, invita cittadini e visitatori a riscoprire Dante non solo come autore, ma come protagonista di una stagione culturale che ha trasformato profondamente il modo di scrivere, dipingere e rappresentare il mondo.

Info 

Museo Civico “Amedeo Lia”
via del Prione, 234 - La Spezia

 

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Castello di Rivoli - Inserzioni: Gabriel Chaile, Lonnie Holley, Huda Takriti

 Inserzioni
A cura di Francesco Manacorda
Gabriel Chaile, Lonnie Holley, Huda Takriti
Intervento di Huda Takriti a cura di Linda Fossati

27 marzo – 23 agosto 2026 
Edificio Castello, I e II piano

 

Gabriel Chaile (San Miguel de Tucumán, Argentina, 1985) Salir del surco al labrar la tierra (Uscire dal solco mentre si lavora la terra) 2014, (dettaglio) mattoni, uova, luce, metallo. Veduta dell’allestimento, Gabriel Chaile. Contemplating is How We Have Been Changing, Tabakalera. International Centre For Contemporary Culture, San Sebastián, 2024 Courtesy l’artista, Tabakalera. International Centre For Contemporary Culture, San Sebastián, ChertLüdde, Berlin e / and BARRO Arte Contemporáneo, Buenos Aires



Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta la seconda edizione di Inserzioni, il programma semestrale di commissioni che introduce nuove opere concepite in dialogo attivo con le sale barocche normalmente dedicate alla Collezione permanente, trasformandole in un dispositivo espositivo in continua evoluzione. Il progetto interviene nella narrazione museale invitando artisti contemporanei a misurarsi con l’architettura incompiuta del Castello e con la stratificazione storica e simbolica delle sue sale, attivando relazioni inedite tra opere, spazio e memoria.
 
A cura di Francesco Manacorda, con l’intervento di Huda Takriti curato da Linda Fossati, Inserzioni coinvolge per questa edizione Gabriel Chaile, Lonnie Holley e Huda Takriti, le cui pratiche affrontano temi legati alla memoria, alla genealogia e alla costruzione delle narrazioni collettive in contesti geografici e culturali differenti. Concepite usando le sale auliche come punto di partenza non neutrali, le opere si inseriscono nel percorso della Collezione, contribuendo a rinnovarne periodicamente l’allestimento e ad ampliarne la prospettiva culturale. Attraverso queste commissioni il Museo prosegue nel ripensamento dei canoni della storia dell’arte, aprendosi a tradizioni e visioni che interrogano criticamente le narrazioni occidentali dominanti.
 
Il progetto si radica nella vocazione originaria del Castello di Rivoli come luogo aperto all’intervento diretto degli artisti, in cui l’architettura diventa condizione generativa. Gli artisti sono così chiamati a partecipare attivamente alla scrittura della storia espositiva del Museo, contribuendo all’evoluzione del suo patrimonio culturale.

 

 Gabriel Chaile (San Miguel de Tucumán, Argentina, 1985) presenta un intervento in relazione al pozzo medievale del Castello, elemento che connette l’edificio alla collina su cui sorge. Lo spazio viene trasformato in un ambiente sospeso tra diorama storico e scenario fantascientifico, in cui una figura antropomorfa in creta interagisce con elementi scultorei evocativi di un accampamento precario, suggerendo una condizione di sopravvivenza post-apocalittica. La ricerca dell’artista si fonda sul concetto di “genealogia della forma”, secondo cui le forme custodiscono stratificazioni culturali e tracce di memorie individuali e collettive. Realizzate con argilla, terra e adobe, le sue sculture si ispirano alle tradizioni artigianali e alle cosmologie indigene del nord-ovest argentino, evocando narrazioni ancestrali e processi di trasmissione culturale. In dialogo con i frammenti di affreschi storici presenti nella sala, l’intervento intreccia memoria architettonica e immaginazione contemporanea, riflettendo su storia, identità e trasformazione.
 
Lonnie Holley (Birmingham, Alabama, Stati Uniti, 1950) presenta un gruppo di nuove sculture e dipinti concepiti per la Sala dei Continenti, decorata nel XVIII secolo con rappresentazioni allegoriche che riflettono la visione geopolitica dell’epoca. Estendendo la tradizione della Black Art del sud degli Stati Uniti, Holley trasforma materiali trovati e di recupero – legno bruciato, metallo, plastica e oggetti di uso quotidiano – in assemblaggi che attivano le narrazioni insite nei materiali stessi. Attraverso un processo intuitivo e improvvisativo, Holley affronta temi quali memoria collettiva, disuguaglianze sociali, violenza storica e possibilità di trasformazione spirituale e politica. Nel contesto del Castello, le opere instaurano una tensione critica con le rappresentazioni storiche della sala, proponendo nuove prospettive sul potere e sulla memoria. Sculture e dipinti su trapunta evocano presenze collettive e genealogie simboliche che ridefiniscono la percezione dello spazio espositivo.
 
La pratica artistica di Huda Takriti (Damasco, Siria, 1990; vive e lavora a Vienna) intreccia ricerca d’archivio, video e performance, dando vita a installazioni che mettono in relazione immagini in movimento e materiali storici con il contesto architettonico. Per Inserzioni, l’artista presenta un progetto che indaga il ruolo delle immagini, del cinema, delle istituzioni e dell’industria nella costruzione delle narrazioni storiche del secondo dopoguerra. Il progetto riunisce il video Clarity is the Closest Wound to the Sun (2023) e due nuove produzioni, tra cui It Is Always Midnight In Their Minds (2026), sviluppate a partire da ricerche condotte in archivi italiani. L’opera indaga il rapporto tra l’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), le ex colonie europee – comprese quelle italiane – e quelle ancora in lotta per la liberazione negli anni Cinquanta e Sessanta, esaminando le intersezioni tra sostegno politico, interessi economici e produzione cinematografica nel contesto dei processi di decolonizzazione. Accanto ai video, Takriti realizza un’installazione in vinile concepita come un affresco contemporaneo che si estende lungo le pareti della Sala 29, stabilendo un dialogo con gli affreschi storici della residenza. Il progetto riflette sulle modalità attraverso cui le narrazioni storiche vengono costruite e trasmesse, interrogando il ruolo delle immagini nella costruzione dell’immaginario collettivo.

 

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Il giardino dei fiori infelici di Nicola Lucchi

 


Venerdì 6 marzo alle ore 18:00 presentazione del libro Il giardino dei fiori infelici di Nicola Lucchi (NEO).

Romanzo Vincitore del “Premio Nazionale di Narrativa” Neo Edizioni – 2025.

Ha ventidue anni Lucas quando torna a casa in manette, scortato dai carabinieri. L’accusa è già nota, il verdetto già emesso, ma nessuno conosce ancora il movente. Il ragazzo spiegherà perché ha ucciso quei bambini, a una sola condizione: che gli sia concessa una camminata nel bosco insieme a don Raffaele. Il prete se n’è andato dal paese molto tempo prima, e non immagina perché Lucas voglia parlare proprio con lui, ma è un uomo di Dio e non può rifiutare. Ciò che lo aspetta è più di una confessione. È una via crucis. A raccontarla è Olga, la madre del ragazzo. “La strega del villaggio”, così la chiamano. Nelle parole della donna, la storia della sua famiglia si mescola a quella della comunità in cui vive – ed è una storia di povertà, esclusione e violenza. Ma è anche la storia dell’amore che lega un figlio e sua madre. Di cosa può diventare l’amore se affonda le radici nella solitudine e nel dolore.

Il giardino dei fiori infelici è un romanzo sulla colpa, sulle conseguenze del silenzio, sull’orrore che germoglia da altro orrore.
Un’opera gotica misteriosa. Il racconto di un mondo in cui la disperazione non risparmia nessuno: perché anche le vittime, in una
remota vallata alpina, possono diventare carnefici.


Libreria Liberi Tutti
via Tommaseo 49
La Spezia

 

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Al via la sesta edizione di "Bici in Asta”: un’iniziativa per la mobilità sostenibile e il decoro urbano


 

La Spezia, 2 marzo 2026 -   La Giunta Peracchini ha approvato l’organizzazione della sesta edizione di “Bici in Asta”, un’iniziativa finalizzata alla promozione della mobilità sostenibile e alla tutela del decoro urbano. Attraverso l’asta delle biciclette rinvenute sul territorio comunale, il progetto coniuga inoltre solidarietà e attenzione all’ambiente, destinando in beneficenza il ricavato delle vendite.

L’evento, previsto per sabato 9 maggio, in Piazza Europa, dalle ore 09.00 alle 13.00, prevede la vendita all’asta delle biciclette abbandonate e rimosse dalle strade pubbliche, nonché delle parti di esse qualora non più riparabili.

“Bici in asta è una manifestazione sempre molto partecipata a cui teniamo particolarmente, poiché consente alle biciclette abbandonate e rimosse dalle strade di essere riutilizzate, offrendo loro una nuova vita e una nuova funzione – dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini - L’iniziativa valorizza il tema della mobilità sostenibile e contribuisce ad avvicinare le persone all'uso della bicicletta come sano stile di vita, a cui uniamo anche la beneficenza, perché il ricavato sarà devoluto alla Mensa dei Frati di Gaggiola”.

L’iniziativa "Bici in Asta" nasce con l’obiettivo di dare una seconda vita ai velocipedi rinvenuti sul territorio comunale che si trovano in stato abbandono, sequestro o confisca amministrativa, riducendo così i costi di smaltimento e incentivando il riutilizzo. L’Amministrazione comunale, da sempre attenta alla promozione della mobilità urbana sostenibile, intende favorire l’utilizzo di mezzi non inquinanti e sensibilizzare i cittadini all’importanza del riciclo e alla riduzione degli sprechi.

Qualora necessario, prima dell’asta pubblica, le biciclette saranno sottoposte a piccoli interventi di manutenzione a cura delle officine di riparazione che si renderanno disponibili, per garantire ai nuovi proprietari mezzi in condizioni ottimali. Il ricavato della vendita sarà devoluto alla Mensa dei Frati Minori di Gaggiola. L’Assessorato alla Mobilità, Decoro Urbano e Ambiente Kristopher Casati coordinerà l’organizzazione dell’asta con il supporto degli uffici comunali competenti e della Polizia Locale, quest’ultima con attività di controllo e vigilanza durante lo svolgimento delle attività.

In caso di maltempo, l’asta sarà rinviata a successiva data utile che verrà comunicata attraverso il sito istituzionale del Comune della Spezia e i relativi canali informativi.

 

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Approvato il progetto per la riqualificazione della strada di accesso alla Batteria Valdilocchi, nell’ambito del progetto Interreg “Via Patrimonia Act”

  



La Spezia, 2 marzo 2026 - Il Comune della Spezia sarà soggetto attuatore del progetto europeo Interreg Italia–Francia MarittimoVia Patrimonia Act”, grazie al quale sarà riqualificata la strada di accesso alla Batteria Valdilocchi, con l’obiettivo di mettere in sicurezza quella infrastruttura e garantire un miglior collegamento con la città con il sito storico recuperato e riaperto al pubblico grazie al progetto “La Spezia Forte” voluto dall’Amministrazione.

  
Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Grazie a questo accordo di cui siamo Comune capofila, confermiamo una linea politica chiara: investire con visione e concretezza sulla valorizzazione del nostro patrimonio storico come leva di sviluppo culturale e turistico. La Batteria Valdilocchi non è soltanto un bene architettonico, ma un simbolo dell’identità spezzina e della nostra storia. Dopo averla restituita alla città con la riapertura al pubblico, oggi interveniamo per riqualificare la strada di accesso, con l’obiettivo di rendere la cultura davvero per tutti, senza barriere. Il progetto “Via Patrimonia Act”, realizzato in sinergia con Regione Liguria, rafforza il ruolo della Spezia in una rete internazionale di fortificazioni storiche, ed è un’opportunità che abbiamo colto per continuare a tutelare e valorizzare le nostre radici, promuovendo sempre di più il “La Spezia Forte” voluto dall’Amministrazione, che ha portato alla riapertura anche del Parco delle Mura, del Parco della Rimembranza, del Rifugio Antiaereo Quintino Sella, del Parco della Clarisse e proseguirà con il recupero del Rifugio Antiaereo Tommaseo e il Forte di Montalbano”.


Costruita nel 1880 e caratterizzata dalla rara pianta pentagonale, la Batteria Valdilocchi è già stata oggetto, negli anni recenti, di un primo intervento di messa in sicurezza che ne ha consentito la riapertura al pubblico. Oggi tuttavia l’accesso è possibile soltanto tramite una strada sterrata che presenta irregolarità e condizioni di transitabilità limitate, non idonee a garantire piena accessibilità a visitatori, persone con ridotta mobilità e mezzi di servizio.


L’intervento previsto
Il progetto prevede la riqualificazione della strada di accesso attraverso opere realizzate con tecniche di ingegneria naturalistica, mirate a contenere l’impatto sull’ambiente e valorizzare il contesto paesaggistico. Tra le principali lavorazioni:

    stabilizzazione delle scarpate mediante fascinate vive, palificate e graticciate integrate con vegetazione;
    gestione e regimentazione delle acque tramite trincee drenanti, fossati laterali e sistemi di smaltimento;
    rinforzo del fondo stradale con materiali naturali drenanti;
    rinverdimento e inserimento paesaggistico attraverso la piantumazione di specie autoctone;
    protezione dall’erosione mediante geotessili biodegradabili.

L’obiettivo è garantire la piena percorribilità e la carrabilità del tracciato, assicurando un accesso più agevole, sicuro e inclusivo, anche per persone con mobilità ridotta e gruppi organizzati.


La Batteria Valdilocchi sarà uno dei siti inseriti nella rete transfrontaliera degli itinerari culturali di Via Patrimonia Act, dedicata in particolare al tema delle fortificazioni storiche comuni ai territori dell’area di cooperazione Italia–Francia. Il potenziamento dell’accessibilità consentirà di incrementarne la fruizione turistica e culturale, contribuendo alla valorizzazione del progetto comunale “La Spezia Forte”, il programma avviato nel 2021 per il recupero del sistema difensivo cittadino.


Dal 2022 la Batteria è visitabile grazie alle aperture coordinate con la Pro Loco del Golfo, con oltre 6.400 visitatori accolti in 154 giornate di visita. Il miglioramento dell’accesso potrà favorire una crescita ulteriore delle presenze e l’organizzazione di attività didattiche, visite guidate, eventi culturali e iniziative di promozione del territorio.


Il progetto prevede una durata complessiva di 15 mesi. 

La proprietà del sito e delle opere resterà al Comune della Spezia, che garantirà la manutenzione tramite risorse comunali. 

L’accesso alla Batteria continuerà a essere gratuito.

 

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Archeologica 2026 - “Le diverse, possibili scoperte di Pompei” – conferenza a cura di Pietro Giovanni Guzzo

 



La Spezia, 2 marzo 2026 – Il Museo Civico Archeologico “Ubaldo Formentini” del Castello San Giorgio presenta una nuova edizione di “Archeologica” a cura di Donatella Alessi, la rassegna di appuntamenti dedicati all’Archeologia arrivata al 26°. Il ciclo di incontri è dedicato ad argomenti di ampio interesse e alle più recenti novità della ricerca sul territorio, offrendo al pubblico l’opportunità di ascoltare direttamente dai ricercatori e dagli studiosi i risultati degli scavi archeologici e approfondimenti su temi complessi e affascinanti del mondo antico.


Giovedì 5 marzo ore 17.30 è prevista la conferenza di Martino Tosi dal titolo “Etruschi di confine. Il caso studio del sito di San Rocchino” (Massarosa, Lu), una giornata in ricordo di Adriano Maggiani, Professore di Etruscologia nato alla Spezia.


La Toscana nord-occidentale, in epoca etrusca, era un territorio di particolare interesse dal punto di vista strategico e in relazione alle risorse minerarie e lapidee. Collocato nella porzione meridionale della piana versiliese ai margini dell’odierno Lago di Massaciuccoli, il sito di San Rocchino è stato oggetto di numerose campagne di scavo ad opera della Soprintendenza Archeologica della Toscana ed oggi i suoi materiali sono esposti in diversi musei della provincia di Lucca. Tra le pubblicazioni scientifiche del sito è ancora oggi di fondamentale importanza lo studio di Adriano Maggiani pubblicato nel 1990. Il sito ha una lunga frequentazione che va dalla fine dell’VIII-inizi del VII secolo a.C. sino al III-II secolo a.C., con una cesura nel V secolo. 

La sua fondazione sembra strettamente connessa al grande insediamento di Pisa, da cui desume, inoltre, il repertorio vascolare in bucchero. Oltre a tali aspetti di inquadramento generale, riceverà una specifica attenzione il bucchero decorato tramite stampigliatura rinvenuto nel sito di San Rocchino.
 

Martino Tosi, diplomato alla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Pisa con una tesi in Etruscologia, durante il suo percorso di studi ha partecipato in qualità di studente e poi di responsabile a numerose campagne di scavo archeologiche in Toscana. Oggi collabora alle ricerche della cattedra di Etruscologia del Dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa.


L’evento è gratuito e libero

 fino ad esaurimento posti.
 

Info Museo Civico Archeologico “Ubaldo Formentini” del Castello San Giorgio

via XXVII Marzo, 36 

La Spezia

 

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Festival ORLANDO - Save the Date

ORLANDO
Festival di arti performative e di cinema


Il Festival, alla sua 13° edizione, nato per stimolare il cambiamento
intorno ai temi dell’identità, delle relazioni e delle rappresentazioni del corpo, è in programma a Bergamo dal 5 al 10 maggio 2026




  
Bergamo, 2 marzo 2026 – Dal 5 al 10 maggio torna ORLANDO, Festival di arti performative e di cinema, alla sua 13° edizione. Promosso dall’associazione culturale Immaginare Orlando e Laboratorio 80, nato per stimolare un dibattito votato al cambiamento intorno ai temi dell’identità, delle relazioni e delle rappresentazioni del corpo, ORLANDO propone sei giorni di iniziative culturali che spaziano dalla performance alla danza, alle proiezioni cinematografiche e agli incontri pubblici e momenti di confronto che animeranno piazze e luoghi simbolici, coinvolgendo cittadine e cittadini in un dialogo vivo e partecipato, per promuovere le tematiche dell’universo queer con un approccio dinamico, aperto e inclusivo.

Il Festival conferma così la sua centralità nel tessuto culturale e sociale di Bergamo, attraverso un dialogo costruttivo su temi sensibili che coinvolge sia la città che le istituzioni. L’obiettivo è quello di esplorare la complessità delle relazioni immaginando una società libera di esprimersi, sensibile alle pari opportunità e ai diritti delle minoranze.

In attesa della 13° edizione, Festival ORLANDO rinnova il suo invito alla partecipazione attiva, aprendo spazi di incontro e creazione condivisa e propone due laboratori con artiste che intrecciano ricerca, pratica artistica e immaginazione: LOUD! di Collettivo Amigdala, che si svilupperà nei mesi di marzo e aprile e avrà un esito performativo all’interno del Festival (9 e 10 maggio) e il laboratorio Magia Lesbica di Carmen Pellegrinelli che si terrà durante il Festival, il 6 e 7 maggio. La partecipazione agli eventi è gratuita, previa iscrizione.


Laboratorio

LOUD!

con Collettivo Amigdala

 
Incontri:

21 marzo, ore 10.00 – 13.00

22 marzo, ore 10.00 – 13.00 e 14.00 – 17.00

16 aprile, ore 18.30 – 21.30

29 aprile, ore 18.30 – 21.30

9 maggio, ore 10.00 – 12.00


Luogo: Cooperativa Impresa Sociale Ruah, Sala Acquario, via S. Bernardino 77, Bergamo

 

LOUD! è un progetto artistico che coinvolge un gruppo di persone nell'esplorazione della voce, intesa non solo come canto ma anche come pratica corporea, azione politica e presa di parola nello spazio pubblico. Il laboratorio è rivolto a persone con qualsiasi abilità vocale: la voce non è intesa come talento, ma come diritto e pratica condivisa. A partire da prospettive femministe e di urbanistica di genere, il lavoro attiva cori temporanei composti da donne e persone queer.


Il progetto è sostenuto da Oxfam Italia e dall’Unione Europea attraverso il bando Connecting Spheres. Realizzato in collaborazione con Cooperativa Impresa Sociale Ruah.

 

INFO

Laboratorio per tutte le età, non sono necessarie competenze specifiche in canto. Il laboratorio culminerà in una restituzione pubblica all’interno di Festival ORLANDO in due repliche il 9 e il 10 maggio. Partecipazione gratuita con posti limitati previa prenotazione entro il 15 marzo scrivendo a prenotazioni@orlandofestival.it.




Laboratorio

Magia Lesbica

con Carmen Pellegrinelli


Date

6 maggio, ore 17:30 – 19:30

7 maggio, ore 17:30 – 19:30


Luogo: Bergamo


I mondi della stregoneria, quelli lesbici e queer, hanno da sempre avuto una connessione speciale. Sono culture creative che resistono al capitalismo etero- patriarcale e invitano a interpretare nuovi modi di essere e diventare. In questo laboratorio esploreremo la connessione tra stregoneria e lesbismo come pratica di trasformazione. Sperimenteremo la magia come atto performativo: fare che trasforma chi lo compie e riverbera nel mondo che ci circonda.

Attraverso le forme estetiche classiche dell’arte streghesca – come cerchi, incantesimi ed esercizi di prossimità – libereremo il nostro potenziale affettivo, lesbico e queer, affinché risuoni e produca tutte le trasformazioni del nostro desiderio. Sarà come stare in un giardino che fa fiorire meravigliose stranezze. Leonora Carrington, pittrice surrealista e strega queer, diceva: “Non ho mai creduto nella normalità. È superstizione. Come tutte le altre.”


INFO

Laboratorio per tutte le età. Il luogo verrà comunicato al momento dell’iscrizione. Partecipazione gratuita con posti limitati previa prenotazione entro il 28 marzo scrivendo prenotazioni@orlandofestival.it.



Oltre alle due iniziative sopra citate, ORLANDO è promotore di un terzo progetto commissionato all’artista Tea Andreoletti, Sottobanco. In risposta al tanto dibattuto decreto che ostacola l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e impone il consenso dei genitori, Sottobanco si configura come un percorso di educazione e confronto, che coinvolgerà gruppi di adolescenti a Clusone e a Romano di Lombardia, attraverso una serie di laboratori (marzo - aprile 2026). Il progetto è in collaborazione con Cooperativa Sociale Itaca di Romano di Lombardia, Cap24020 e ha il patrocinio del Comune di Clusone.

La restituzione dell’esperienza avverrà mediante un evento performativo, che si svolgerà all’interno del Festival, il 9 e il 10 maggio. Mentre le scuole faticano a restare spazi liberi e capaci di educare alle relazioni, l’azione artistica di Tea Andreoletti immagina che “sottobanco” possano circolare pratiche di cura: esercizi per l’empatia, strumenti di prevenzione e manuali per il consenso. Sottobanco trasforma la piazza in una scuola autogestita, dove un gruppo di adolescenti insegna e condivide le proprie destrezze, tecniche pratiche e strategie che hanno sviluppato per relazionarsi con l’emotività, la complessità, il piacere, l’identità di genere e gli orientamenti sessuali.

Il pProgetto sostenuto da Oxfam Italia e dall’Unione Europea attraverso il bando Connecting Spheres. Realizzato in collaborazione con Cooperativa Sociale Itaca, CAP24020 e con il patrocinio del Comune di Clusone.

Festival ORLANDO è un festival queer internazionale di cinema, danza, teatro e incontri, rivolto a un pubblico eterogeneo. Portando a Bergamo esperienze artistiche di valore il Festival trasforma la città in uno spazio di incontro in cui superare le frontiere degli stereotipi e allargare l’orizzonte delle possibilità. Film, spettacoli, esposizioni e laboratori compongono il ricco programma della manifestazione che si sviluppa su una rete di relazioni, scambi culturali e partnership nazionali e internazionali.

Il progetto prende il nome dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf ed è un esempio concreto di come le differenze (siano esse culturali, di genere, di provenienza geografica o di orientamento affettivo) siano indispensabili per la costituzione di una identità culturale, plurale, viva e in trasformazione costante.


INFORMAZIONI

www.orlandofestival.it
 
Associazione Culturale Immaginare Orlando APS

Via Ghezzi 12, Bergamo

 

 

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