lunedì 20 aprile 2026

Alla Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” un laboratorio di fotografia

  “Divertiamoci imparando nei Musei e nelle Biblioteche”
 
Alla Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” un laboratorio didattico sulla fotografia


 

 
La Spezia, 20 aprile 2026 – Al via i laboratori di “Divertiamoci imparando nei Musei e nelle Biblioteche”, il programma di attività educative e creative promosso dai Musei Civici della Spezia e dal Sistema Bibliotecario Urbano dedicato alla libera utenza e pensato per avvicinare bambini e famiglie al patrimonio culturale della città in modo coinvolgente e divertente.
Il prossimo laboratorio è previsto per venerdì 24 aprile ore 16.30 alla Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” dal titolo “La mia polaroid di primavera”: i bambini scoprono come un’immagine può raccontare una storia, proprio come nel cinema e nella fotografia. Dopo aver osservato alcune foto primaverili ogni partecipante realizzerà una finta polaroid di primavera riproducendo la forma della fotografia istantanea
 
Il laboratorio è gratuito con prenotazione obbligatoria, è rivolto ai bambini dai 5 agli 11 anni. La durata è di circa 1 ora.
 

Info Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso”
 
Via Firenze, 37 - La Spezia - Tel. 0187.745630
mediateca@comune.sp.it
FB/IG @biblioteche.laspezia
www.bibliotechelaspezia.it


 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Giovedì 23 aprile la scrittrice Gaja Cenciarelli alla Biblioteca Civica “P. M. Beghi” con Il rivoluzionario e la maestra per la rassegna “Storie. Incontri d’autore alla Spezia”

Due vite che si intrecciano in un’unica storia che racconta il desiderio di rivoluzione personale e di libertà


 


La Spezia, 20 aprile 2026 – Proseguono gli appuntamenti di Storie. Incontri d’autore alla Spezia, la rassegna letteraria promossa e organizzata da Fondazione Carispezia e dal Comune della Spezia, con il supporto del Sistema Bibliotecario Urbano e la cura della giornalista Benedetta Marietti. Giovedì 23 aprile, alle ore 18.00, presso la Biblioteca Civica “P. M. Beghi”, la scrittrice e traduttrice Gaja Cenciarelli presenterà il suo ultimo romanzo dal titolo Il rivoluzionario e la maestra (Marsilio, 2026), in dialogo con Gabriella Tartarini.


Dalla dittatura uruguaiana degli anni Settanta a una casa alla periferia di Roma, due storie si incontrano nel nome della libertà. In questo romanzo, Gaja Cenciarelli mette in dialogo la vicenda di Adolfo Wasem, militante dei Tupamaros torturato e detenuto in condizioni estreme durante la dittatura uruguaiana, con quella di una giovane insegnante precaria nella Roma contemporanea. La storia di Wasem – sequestrato e tenuto prigioniero sottoterra insieme ad altri oppositori del regime – riemerge quarant’anni dopo attraverso un libro ritrovato durante un trasloco in una casa della periferia romana. Due esistenze lontane per tempo e contesto si intrecciano così in una narrazione che mette in luce come il desiderio di libertà possa esprimersi tanto nella lotta politica quanto nelle scelte quotidiane.


Attraverso una scrittura capace di illuminare i passaggi più intimi con misura e precisione, mantenendo un equilibrio tra partecipazione e rigore narrativo, l’autrice mette in luce come il desiderio di libertà possa esprimersi tanto nella lotta politica quanto nelle scelte quotidiane, mostrando la continuità tra dimensione personale e responsabilità civile.


Scrittrice e traduttrice, Gaja Cenciarelli ha scritto romanzi, racconti, interventi critici ed è docente di lingua e letteratura inglese a Roma. Per Marsilio ha pubblicato La nuda verità (2018), Domani interrogo (premio Alvaro Bigiaretti 2023), da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Umberto Carteni, con Anna Farzetti, uscito a febbraio 2026, e A scuola non si muore (2024).


L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

I finalisti del 8° edizione premio letterario "Uniti per la legalità"


 

Ecco i finalisti del 8° edizione premio letterario "Uniti per la legalità"


Maria Red Portici NA
Gennaro Iannuzzi – Volla
Cristina Borro Marabitti – Roma
Giovanna Santangelo Poetessa – Maddaloni CE
Klaudio Findiku - San Donà di Piave (Venezia)
Stefania Siani – Cava De’ Tirreni
Fausto Marseglia – Marano di Napoli NA
Luisa Di Francesco – Taranto
Vito Introna Ter - Francesca Panzacchi (TA)
Antonio Covino – Napoli
Domenico Giordano Cercola NA
Alba Contino - Squinzano (LE)
Nina De Leo - Joppolo (VV)
Monica Aquino – Napoli
Matilde D'amore – Avezzano AQ

Sezione racconti inediti
1° Class. Ali per volare
Luisa Di Francesco – Taranto
2° Class. Ciro disse
Vito Introna Ter – Francesca Panzacchi
(Taranto)
3° Class. Gemme
Nina Di Nina De Leo - Joppolo (VV)
4° Class. Ombre nel deserto
Aquino Monica Aquino – Napoli
5° Class. Dalla parte giusta
Matilde D'Matilde D'amore – Avezzano AQ

Classifica della sezione poesia in lingua
Sezione poesia dialettale
1° Classificata - ‘A parole fine
Stefania Siani – Cava De’ Tirreni
2° Classificata ’E capuzzelle ‘e sant’Eligio
Fausto Marseglia – Marano di Napoli NA
3° ° Classificata terre d’’e fuochi
Giovanna Santangelo Poetessa – Maddaloni NA
4° Classificata Petali russi te lu cielu
Alba Contino - Squinzano (LE)
5° Classificata Ce vulesse Gesù Cristo
Gennaro Iannuzzi – Volla NA
Due premi speciali, memorial Don Peppe Diana
Conferiti a:
Antonio Covino
Domenico Giordano


Classifica della sezione poesia in lingua
Sezione poesia in lingua
1° Class. I principi del sagrato
Maria Red – Portici NA
2° Class. Dov’è l’umanità
Cristina Borro Marabitti – Roma
3° Class. L' indifferenza
Gennaro Iannuzzi – Volla NA
4° Class. Occhi neri come la pece
Giovanna Santangelo Poetessa – Maddaloni CE
5° Class. Amore non è dolore
Klaudio Findiku - San Donà di Piave (Venezia)


I finalisti riceveranno comunicazione della classifica e data di premiazione, nei prossimi giorni tramite email.
Grazie a tutti i partecipanti di questa edizione, si comunica che nel mese di giugno partirà la 9° edizione. 



Per info: scrivere a francesco.gemito@live.it

 

COME DA COMUNICAZIONE UFFICIALMENTE RESA PUBBLICA 

STORIA&STORIE

Programma radiofonico settimanale 

di Antonella Giordano



 
Tutta l’educazione si svolge nel senso di una progressiva partecipazione dell’individuo alla coscienza sociale della comunità . Queste  parole sacrosante di John Dewey , il filosofo che esercitò una profonda influenza pedagogica, filosofica, sociale, culturale e politica nel proprio Paese, influenza che lo consacrò come  figura fondante i cambiamenti avvenuti negli Stati Uniti nel corso del XX secolo. Queste parole esprimono il senso di tutto l’impegno speso da Danilo Dolci, uomo di immensa cultura dell’umano, meno noto se comparato con Dewey, ma  concretamente  impegnato alla stessa stregua per una scuola interessata al sociale, alla condivisione, per una politica fatta di slancio ideale, formazione alla democrazia e non ideologismo. Anche la pedagogia di Dolci si oppone, infatti,  radicalmente alla visione tradizionale dell’insegnamento come mera trasmissione di nozioni.

Dolci non era solo un educatore, ma un attivista, un uomo impegnato nella lotta per il cambiamento sociale. Il suo lavoro in Sicilia, nelle comunità più povere e marginalizzate, non si limitava alla scuola: il suo obiettivo era costruire una società più democratica, più consapevole, più partecipativa.

Credeva che la democrazia non fosse solo una questione di istituzioni, ma prima di tutto una questione culturale. Senza una cultura della partecipazione, senza una consapevolezza diffusa dei propri diritti e delle proprie responsabilità, le istituzioni democratiche rischiano di restare solo forme vuote.

Nel suo impegno contro la mafia, per esempio, Dolci non invocava una soluzione repressiva, ma cercava di erodere il potere mafioso alla radice, attraverso l’educazione, attraverso la presa di coscienza delle persone. Il vero antidoto alla mafia non è solo la repressione, ma la costruzione di una cultura alternativa, di una comunità che rifiuta la logica della paura e della sottomissione.

In questo senso, il suo lavoro educativo era profondamente rivoluzionario. L’educazione non era per lui solo una questione di scuole e di studenti, ma un processo che coinvolgeva tutta la società: educare i ragazzi significava educare le famiglie, educare le comunità, cambiare il tessuto culturale e sociale nel suo insieme.

A Danilo Dolci filosofo, pedagogo, attivista non violento, persino missionario, e santo laico, detto anche il «Gandhi della Sicilia», «San Francesco senza aureola», se non «poeta e sociologo comunista» dedicherò la puntata del mio programma radiofonico settimanale “Le Vite che hanno fatto la Storia” in onda in diretta martedì alle 12.15 e, in replica, giovedì p.v. alle ore 17.30 su Radio Regional (AM – Onde Medie sulla frequenza 1440 kHz o al link:


https://www.regionalradio.eu/onair/shows/storia-storie/

In podcast al link:

https://www.regionalradio.eu/onair/podcast/storiaestorie/


(i link non hanno accesso diretto ma sono da copiare e incollare sul web)

Vi aspetto Antonella Giordano

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https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/04/storia.html 

Il Castello”, Corso I Ottobre, 54 – Maddaloni (CE)/Mostra curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello ”Around Overtourism”



Domenica 19 Aprile 2026, alle ore 18.00, sarà inaugurata nell’accogliente centro d’arte “Il Castello”, Corso I Ottobre, 54 – Maddaloni (CE), la mostra curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio VitielloAround Overtourism” con opere recenti di Maurizio Bonolis, Beatriz Cárdenas, Maria Pia Daidone, Annamaria De Vito, Datlas Erre, Carmela Infante, Franca Lanni, Emanuela Loscanna, Mauro Molinari, Viviana Pallotta, Maria Carmen Salis, Roberto Sanchez.
 

Interventi di Pino Cotarelli, Floria Bufano e Maurizio Vitiello.
 

Catalogo in distribuzione con contributi critici di Floria Bufano e Antonio Spagnuolo.
 

Nell’occasione sarà presentato anche il recente libro “Sguardi sul Contemporaneo 1” di Maurizio Vitiello, pubblicato da “la Valle del Tempo”.
 

Orario 10-12/17-20, tranne domenica e festivi; possibile visita anche per appuntamento telefonando al 339.216.57.35.
 

Resterà aperta sino a sabato 2 Maggio 2026.




Scheda della mostra, a cura di Maurizio Vitiello

 
Le opere di Maurizio Bonolis, Beatriz Cárdenas, Maria Pia Daidone, Annamaria De Vito, Datlas Erre, Carmela Infante, Franca Lanni, Emanuela Loscanna, Mauro Molinari, Viviana Pallotta, Maria Carmen Salis, Roberto Sanchez saranno fruibili nell’esposizione “Around Overtourism” al centro d’arte “Il Castello” di Maddaloni. Il turismo globale, ormai corrente, se non imperversante, ha avuto, da alcuni anni, una fortissima crescita, tranne durante il periodo nefasto del Covid, accompagnando nutriti benefici economici, ma serba anche variegate problematiche collegate a un’eccessiva affluenza in alcune zone ad alta sensibilità. L’overtourism ha impatti ragguardevoli e altamente rilevanti sia sulla qualità della vita dei residenti e sia sull’esperienza turistica dei viaggiatori. Località iconiche, come Venezia e Napoli, due esempi icastici in Italia, devono affrontare varie difficoltà legate al sovraffollamento turistico. Le infrastrutture vanno sotto pressione, si riscontra un aumento dei costi e viene “toccato” il patrimonio culturale. Viaggiare è senz’altro un diritto, ma richiede, oggi, anche giuste consapevolezze e sicure responsabilità. Gli artisti invitati hanno avuto motivi per riflettere attivando considerazioni estetiche e sociali, secondo i propri codici linguistici. Hanno sostanziato attenzioni sugli urti ambientali, su possibili miglioramenti della gestione dei flussi turistici che potrebbero servire per garantire un equilibrio tra sviluppo economico e conservazione dei beni culturali. Questa mostra intende raccogliere, da alcuni qualificati artisti, delle considerazioni sul fenomeno rilevante dell’overtourism, che a ogni inizio di stagione estiva viene a emergere come condizione topica. E’ importante muoversi, viaggiare, conoscere altri emisferi, lidi, locations, ma sarebbe il caso di muoversi da “viaggiatori” e non da turisti “mordi e fuggi”. Il tempo è necessario per comprendere e soppesare usi e costumi, abitudini e tempi degli altri popoli. “Metabolizzare” ciò diventa essenziale per entrare nell’”esprit” del luogo visitato, ma, anche, opportunamente, avveduti. Prendersi una pausa maggiore sarebbe più conveniente per poter elaborare un vissuto partecipe colla terra visitata. Certamente, bisogna rivedere i flussi turistici, specialmente per le isole – leggi, ad esempio: Capri, Ischia, Procida -, meta di esuberanti scie turistiche attirate da mete-top, ma anche per quelle città captative, tipo Venezia, Firenze, Roma, Napoli, quest’ultima, formidabilmente, quasi in testa alle mete preferite a livello mondiale, oggi “leader”, sicuramente, come città-mondo, per la sua svolta attrattiva che attira, sempre più, in senso esponenziale. L'overtourism o sovraturismo/iperturismo è un fenomeno attuale per cui il numero di turisti in una destinazione “di grido” supera la sua capacità di gestirli, compromettendo negativamente la qualità e la tranquillità della vita dei residenti e l'esperienza dei visitatori stessi, causando affollamento, degrado ambientale e sociale, nonché una tirata tensione tra turisti e locali, spesso inasprita dai social media e dall’indiscussa ed evidente crescita del turismo di massa. Verso l’estate non si fa altro che parlare di overtourism, dato che mettono in luce due contraddizioni fondamentali: da un lato, si suggerisce che molti turisti non traggano reale beneficio dal viaggiare, come se fossero spinti da un bisogno superficiale o da una moda, piuttosto che da un desiderio autentico di scoperta; dall’altro, si sottolinea l’impatto negativo che l’afflusso di visitatori può avere sui luoghi stessi, che perderebbero autenticità o equilibrio proprio a causa della presenza turistica, insistita e fastidiosa. In questo senso, la breve frase “Il turismo è un’industria che consiste nel trasportare delle persone che starebbero meglio a casa loro, in posti che sarebbero migliori senza di loro” sintetizza, efficacemente, tutte le critiche al turismo di massa, accusato di snaturare le mete e di non arricchire realmente chi vi partecipa. Certamente, bisognerebbe classificare e reggere il turismo attuale in sponde di contenute consistenze. Regolare i flussi globalisti da indicazioni utili e restringenti è necessario per alimentare concetti adesivi a una coscienza civile e per regolare anche quegli algoritmi, che ora tradiscono andamenti clamorosi di masse umane straripanti, ondivaghe e di torrentizia intensità.


 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

LA SPEZIA - 81° Anniversario della Liberazione (1945 – 2026)

Presentate oggi tutte le iniziative

Un ricco calendario di iniziative tra memoria, democrazia e partecipazione

 


Si è tenuta questa mattina, a Palazzo Civico, la conferenza stampa di presentazione delle iniziative organizzate in occasione del 25 aprile, 81° Anniversario della Liberazione,  promosse dall’Amministrazione Comunale della Spezia in collaborazione con il Comitato Provinciale Unitario della Resistenza, la Prefettura e la Provincia della Spezia. Hanno presentato il programma il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e i co-presidenti del Comitato Unitario Provinciale della Resistenza Giorgio Pagano ed Egidio Banti.

“Celebrare l’81° Anniversario della Liberazione significa non solo rendere omaggio a chi ha lottato per restituire al Paese dignità e futuro, ma anche rinnovare, soprattutto verso le giovani generazioni, l’impegno a custodire e difendere quei principi che sono alla base della nostra Costituzione. – dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini - Il programma che abbiamo promosso insieme alle istituzioni e alle associazioni del territorio vuole essere un’occasione di partecipazione e riflessione condivisa, capace di unire memoria e contemporaneità. La Spezia conferma così la propria identità di Città profondamente legata ai valori della Resistenza, guardando al futuro con senso di responsabilità e coesione”.

Un programma ampio e articolato, intitolato “Resistenza è Repubblica. Libertà, uguaglianza e democrazia”, che si sviluppa nell’arco di più giornate e che affianca ai tradizionali momenti istituzionali iniziative di approfondimento storico, culturale e civile, rivolte alla cittadinanza, alle scuole e al mondo associativo, per rinnovare la memoria della Resistenza e riaffermare i valori fondanti della Repubblica e della Costituzione.

Le celebrazioni prenderanno il via martedì 21 aprile, alle ore 10.30, presso la Sala Dante, con un incontro dedicato agli studenti e aperto alla cittadinanza. Dopo i saluti del Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, l’appuntamento sarà introdotto e presieduto dal professor Paolo Galantini, co-presidente del Comitato Provinciale Unitario della Resistenza. Seguirà la lectio magistralis dell’onorevole professor Valdo Spini, Presidente della Fondazione Rosselli di Firenze, dal titolo “Dal compimento della Guerra di Liberazione (1943-1945) alla nascita della Repubblica Italiana”.

Mercoledì 22 aprile, alle ore 17.00, alla Mediateca Regionale Ligure “Sergio Fregoso”, si terrà l’inaugurazione della mostra “Resistenza è Repubblica. Arte è Libertà”, un percorso espositivo che intreccia memoria storica ed espressione artistica come strumenti di libertà e consapevolezza civile. All’inaugurazione interverranno il Sindaco Pierluigi Peracchini e Giorgio Pagano, co-presidente del Comitato Provinciale Unitario della Resistenza.

La giornata di venerdì 24 aprile sarà dedicata ai luoghi del ricordo e al coinvolgimento diretto della comunità cittadina.

Alle ore 10.00, presso il Parco XXV Aprile, è prevista la deposizione di una corona al Monumento ai Martiri di Cefalonia e Corfù e delle isole del Mar Egeo, seguita dalla benedizione. Interverranno Veruska Lorè, Presidente della sezione ANPI Migliarina, Doriana Ferrato, Presidente provinciale ANED e componente del Comitato Provinciale Unitario della Resistenza, e Giulio Guerri, Assessore del Comune della Spezia.

In serata, alle ore 21.00, da Largo Marcantone partirà la tradizionale fiaccolata, accompagnata dalla Banda Musicale “G. Puccini”, che attraverserà alcuni dei luoghi simbolo della memoria cittadina.
Il corteo farà tappa in Piazza Concordia per la deposizione di una corona al Monumento al Migliarinese, proseguirà al Parco XXV Aprile per l’omaggio al Monumento “Fischia il Vento” e culminerà con il tributo al Parco della Memoria e alle lapidi presenti.

Durante la cerimonia è prevista l’esecuzione dell’Inno Nazionale da parte della Banda Musicale “G. Puccini”. Interverranno il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, Salvatore Balestrino, Coordinatore territoriale UIL La Spezia, ed Egidio Banti, co-presidente del Comitato Provinciale Unitario della Resistenza. Il Sindaco e le Autorità renderanno omaggio al Parco della Memoria e alle lapidi, in un momento di forte valore simbolico e civile.

Il momento centrale delle celebrazioni si terrà sabato 25 aprile, con il programma istituzionale della mattinata dedicato all’81° Anniversario della Liberazione.

Alle ore 10.30, presso il Piazzale del Marinaio, è in programma la deposizione delle corone da parte di Comune della Spezia, Provincia della Spezia, Marina Militare e Prefettura al Monumento ai Caduti di tutte le guerre “Vittoria Alata”.

Seguirà un articolato percorso commemorativo che toccherà alcuni dei luoghi più significativi della memoria resistenziale cittadina: in via Santorre di Santarosa sarà deposta una corona alla lapide dedicata ai Caduti Partigiani della Colonna Giustizia e Libertà, con l’accompagnamento della Banda Musicale “G. Puccini”; in via XX Settembre si renderà omaggio alla lapide in onore degli eroici funzionari e delle guardie di Pubblica Sicurezza caduti per la libertà; in Piazza Verdi sarà deposta una corona alle lapidi apposte sul Palazzo degli Studi; il percorso si concluderà ai Giardini Pubblici, con la deposizione di una corona al Monumento alla Resistenza.

Nel corso della cerimonia sono previsti gli interventi del Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e di Giorgio Pagano, co-presidente del Comitato Provinciale Unitario della Resistenza.

Le iniziative si concluderanno domenica 26 aprile con due momenti di riflessione e raccoglimento. Alle ore 17.15, presso il Giardino della Pace nel parco del 2 Giugno, si terrà un momento di silenzio interreligioso, a cura della Consulta delle Comunità delle religioni del Comune della Spezia.
Alle ore 18.00, nella Chiesa di Nostra Signora della Salute in Piazza Brin, il Vescovo Diocesano S.E. Mons. Luigi Ernesto Palletti celebrerà la Santa Messa per la pace e a suffragio dei caduti.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Cantine Federiciane: tradizione, territorio e innovazione celebrano Napoli tra Vinitaly e i 2500 anni della città



Le Cantine Federiciane si confermano protagoniste della scena enologica campana e nazionale, grazie a un perfetto equilibrio tra rispetto della tradizione e slancio innovativo. Oggi l’azienda rappresenta la quarta generazione della famiglia Palumbo, custode di un sapere tramandato nel tempo e capace di evolversi guardando al futuro senza perdere il legame con le proprie radici, con Antonio Palumbo direttore commerciale, Luca Palumbo enologo e Marco Palumbo addetto alla produzione dell’attività.

Cuore pulsante della produzione è la storica vigna di Cigliano, al centro del progetto “Vigna Cigliano Solfatara”, autentica espressione del terroir dei Campi Flegrei.
Situata in un contesto unico, tra il cratere della Solfatara e il Golfo di Pozzuoli, la vigna si sviluppa su suoli vulcanici composti da cenere, sabbie e tufo giallo, elementi che conferiscono ai vini una spiccata mineralità e una forte identità territoriale. Il microclima, caratterizzato dall’incontro tra brezze marine e vapori sulfurei, crea condizioni ideali per una viticoltura tanto complessa quanto straordinaria.

 




La coltivazione della vigna Cigliano rappresenta una vera sfida: i terreni, naturalmente drenanti e fragili, richiedono lavorazioni manuali attente e costanti. È proprio questa difficoltà a trasformarsi in valore, permettendo di ottenere uve di grande qualità, sane e concentrate, capaci di esprimere al meglio le caratteristiche del territorio. A circa 300 metri sul livello del mare, la collina di Cigliano è storicamente riconosciuta come una delle aree più vocate alla viticoltura flegrea, dando vita a vini complessi, freschi e sapidi, con evidenti note minerali.

Tra le etichette più rappresentative spicca il Gragnano, simbolo della convivialità napoletana, apprezzato per la sua freschezza e versatilità gastronomica, capace di raccontare una tradizione profondamente radicata nella cultura locale.

 




Il recente successo al Vinitaly ha ulteriormente consolidato il prestigio dell’azienda, che ha saputo distinguersi per qualità, identità territoriale e capacità di innovazione, attirando l’attenzione di operatori e appassionati da tutto il mondo.

In occasione delle celebrazioni per i 2500 anni della città di Napoli, Cantine Federiciane hanno inoltre realizzato un progetto speciale: una bottiglia Magnum del loro spumante flegreo, creata in collaborazione con l’artista Saggiomo di Vetrarte. L’opera, che unisce arte e vino in un connubio unico, è stata ufficialmente consegnata al sindaco Gaetano Manfredi come simbolo di identità, storia e orgoglio territoriale.

 




«Essere arrivati alla quarta generazione rappresenta per noi non solo un traguardo, ma una responsabilità: custodire la tradizione e allo stesso tempo innovare, portando i Campi Flegrei sempre più al centro del panorama enologico internazionale», dichiara Antonio Palumbo, direttore commerciale dell’azienda.

«La vigna Cigliano è la nostra identità più profonda: ogni bottiglia racconta un territorio unico, difficile ma straordinario, dove la mineralità e la sapidità diventano firma distintiva dei nostri vini», aggiunge Luca Palumbo, enologo delle Cantine Federiciane.

Un gesto che testimonia il forte legame tra l’azienda e la città, celebrando Napoli non solo come culla di cultura e tradizioni, ma anche come territorio d’eccellenza enologica.

Cantine Federiciane continuano così il loro percorso, portando avanti con passione una visione che valorizza il territorio, esalta la qualità e guarda con ambizione al futuro.

 

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Grande successo per la XIX edizione del Paleofestival: oltre 1200 partecipanti al Castello San Giorgio

  



La Spezia, 20 aprile 2026 – Si è conclusa con un grande successo di pubblico la XIX edizione del “Paleofestival. Archeologia divulgativa sperimentale sul Mondo Antico” a cura di Donatella Alessi che ha visto oltre 1200 partecipanti, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale spezzino e ligure.


Per due giorni il Castello San Giorgio si è trasformato in un grande laboratorio a cielo aperto, offrendo ad adulti e bambini la possibilità di vivere la storia in prima persona attraverso esperienze immersive, attività pratiche e momenti di scoperta. Un evento capace, ancora una volta, di unire ricerca scientifica e divulgazione, rendendo il passato accessibile in modo coinvolgente e partecipativo.


Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Il Paleofestival si conferma ancora una volta un appuntamento atteso e partecipato da bambini, famiglie e appassionati, capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. Il grande successo di questa XIX edizione, con oltre 1200 partecipanti, dimostra quanto sia importante proporre iniziative culturali che sappiano unire divulgazione scientifica e esperienza diretta. Un risultato che premia il lavoro degli organizzatori, che ringrazio, e contribuisce a valorizzare ulteriormente il Museo del Castello, sempre più punto di attrazione per visitatori e studiosi”.


Particolarmente significativa è stata la partecipazione al settimo incontro di studio di archeologia sperimentale, durante il quale sono stati presentati gli Atti del convegno dell’edizione precedente, con approfondimenti di alto livello scientifico che hanno richiamato studiosi e appassionati.


Tra le attività più apprezzate, il pubblico ha segnalato l’utilizzo dei visori 3D per l’esplorazione delle palafitte del Lago di Ledro; i laboratori di scrittura geroglifica; le dimostrazioni degli arcieri e le attività di tiro con l’arco e con il propulsore e i laboratori dedicati alla civiltà etrusca, protagonisti di questa edizione. Grande interesse anche per le numerose novità, tra cui il percorso sonoro “Trame di Storia – I suoni della Preistoria”, il laboratorio “La Fullonica” sulla tintoria romana, il modellismo preistorico e le attività creative ispirate all’arte etrusca.


Con oltre 40 attività tra laboratori, dimostrazioni e momenti ludici, il Paleofestival ha animato giardini, terrazze e spazi interni del Castello, confermandosi un evento capace di attrarre un pubblico ampio e trasversale, proveniente non solo dalla città ma anche da fuori provincia. Un risultato che rafforza il ruolo del festival come un unicum nel panorama culturale della Liguria.


Il successo dell’iniziativa si inserisce in un momento particolarmente positivo per il Castello San Giorgio, che si conferma museo dei record: nel primo trimestre del 2026 ha infatti già registrato oltre 4300 visitatori.

 


 


L’evento, curato da Donatella Alessi, conservatore del Museo del Castello, ed Edoardo Ratti, archeologo e archeotecnico, continua a crescere e a rinnovarsi, consolidando il proprio ruolo come esempio virtuoso di cultura condivisa e partecipata.


Lo sguardo è già rivolto al futuro: il Paleofestival 2027 segnerà un traguardo importante, celebrando la XX edizione con un programma speciale che promette di rendere ancora più significativa questa esperienza.


Il Paleofestival si conferma così non solo un evento, ma una vera e propria occasione per riscoprire le radici del passato e rafforzare il legame tra cultura, territorio e comunità.

 


COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA