sabato 13 giugno 2026

MARIO CEROLI, IL MARE E IL MITO

Un diario di bordo tra le rotte di Omero
a cura di Cesare Biasini Selv
21Art Jesolo
6 giugno - 10 settembre 2026


 

È Mario Ceroli, autore complesso e visionario, ininterrottamente protagonista della scena artistica dalla seconda metà del XX secolo, ad inaugurare la nuova sede di 21Art a Jesolo (VE), che si affianca agli spazi già operativi di Treviso, Padova e Roma, anticipando l'apertura di Montecarlo.

Curata da Cesare Biasini Selvaggi, la mostra Mario Ceroli, il mare e il mito. Un diario di bordo tra le rotte di Omero, è visitabile dal 6 giugno al 10 settembre 2026.

Con l'apertura di Jesolo, la società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell'imprenditore Davide Vanin rafforza la propria presenza in Veneto, ribadendo la centralità del radicamento territoriale nel modello 21Art. Una strategia che procede in parallelo con il percorso di internazionalizzazione, orientato anche alla valorizzazione degli artisti italiani rappresentati nei circuiti globali dell'arte contemporanea.

A Jesolo, la ricerca scultorea di Mario Ceroli trova un approdo naturale e trasforma lo spazio della galleria in un grande ecosistema installativo. Non una mostra antologica, ma un rinnovato diario di bordo che, attraverso la flotta riunita dall'artista, propone un viaggio epico nella classicità mediterranea.

Opere storiche e preesistenti (tra le altre, Bagnanti, 1984; Tuffatore, 1990; Senza titolo, 1997) tornano in scena e divengono presenze attive attraverso confronti inediti e accostamenti irripetibili, capaci di agire nello spazio e nella coscienza dello spettatore per guardare il mondo attraverso le lenti del gioco e della fantasia.

«La mostra offre la chiave d'accesso alla longeva ricerca di Ceroli che affonda le sue radici nell'Abruzzo dell'infanzia, matura nella Roma delle avanguardie, dà vita a un linguaggio che strega storici dell'arte e critici (da Cesare Brandi a Maurizio Calvesi, Maurizio Fagiolo dell'Arco, Palma Bucarelli, Germano Celant, Enrico Crispolti), conquista gallerie-tempio della sperimentazione come La Tartaruga di Plinio De Martiis e, infine, getta scompiglio da settant'anni con i suoi geniali quanto ironici sconfinamenti nella storia dell'arte e del mito», scrive Cesare Biasini Selvaggi.

La nuova sede veneta di 21Art si trova nel centro di Jesolo Lido, all'interno della Torre Aquileia (Via Aleardo Aleardi, 18), edificio iconico progettato nel 2009 da Carlos Ferrater. Come a Treviso, anche a Jesolo lo spazio di 21Art è adiacente a quello di Attico Interni, replicando il modello di incontro tra arte e design promosso con successo dal Treviso Art District.

E proprio nella sede di Treviso, fino al 31 luglio 2026, è allestita una ulteriore mostra di Mario Ceroli, dal titolo L'ultima Utopia. Ceneri e germogli, cronache dal Presente, a cura di Cesare Biasini Selvaggi. un'unica, grande installazioni site-specific in cui la materia smette di essere solo forma per farsi testimonianza storica e metafisica.

Parallelamente all'apertura delle nuove sedi di Jesolo e Montecarlo, 21Art amplia la propria attività oltre il contesto di galleria attraverso un programma di residenze d'artista sviluppato in collaborazione con importanti partner industriali.

Con l'obiettivo di coinvolgere nuovi pubblici e sostenere la scena contemporanea, 21Art partecipa, inoltre, all'inaugurazione di Ca' del Chiostro, prestigioso intervento residenziale nel centro di Padova che restituisce alla città un luogo di forte valore identitario. Il progetto è promosso dalla joint venture tra Covivio e Carron SpA, commercializzato da Metroquadro Home Advisor e firmato dallo Studio di Architettura Salmaso. In occasione dell'opening dell'11 giugno 2026, 21Art curerà l'allestimento degli spazi comuni e di alcuni interni con opere di artisti internazionali. Nel corso della serata sarà infine presentata Feet of Clay (Piedi d'argilla), performance installativa di Vanshika Agrawa (Jalaun, India, 1999), a cura di Cesare Biasini Selvaggi. La ricerca dell'artista, sviluppata attraverso pittura, fotografia, installazione, video e performance, indaga con un approccio multidisciplinare tematiche universali dell'esistenza umana.

Con l'apertura delle nuove sedi di Jesolo e Montecarlo, l'avvio del programma di residenze d'artista e la partecipazione a progetti di rigenerazione culturale come Ca' del Chiostro a Padova, 21Art consolida una visione che intreccia territorio e internazionalizzazione, impresa e cultura, spazio espositivo e ricerca contemporanea. Un percorso in continua espansione che guarda oltre i confini della galleria per costruire nuove connessioni tra artisti, luoghi e comunità.

21Art Jesolo è aperta al pubblico da giovedì a sabato con orario 15.00-19.00 oppure su appuntamento. Per informazioni: T. +39 352 0941252, jesolo@21art.it, https://twentyoneart.com/.

Mario Ceroli nasce a Castel Frentano (Chieti) nel 1938 e si forma all'Istituto d'Arte di Roma. Dopo le prime esperienze nella ceramica, nel 1956 adotta il legno come materiale d'elezione. A partire dal 1964 espone alla Galleria La Tartaruga di Roma, consolidando la propria presenza nel panorama nazionale. Nel 1966 vince il Premio Gollin alla Biennale di Venezia. Dopo un soggiorno a New York, rientra in Italia e partecipa con il gruppo dell'Arte Povera a importanti esposizioni tra Roma e Genova. Dal 1968 estende la propria attività alla scenografia teatrale, cinematografica e televisiva. Partecipa alle rassegne romane Teatro delle mostre (Galleria La Tartaruga, 1968) e Vitalità del negativo nell'arte italiana 1960/70 (Palazzo delle Esposizioni, 1970). Tra i progetti antologici a lui dedicati, si annoverano quelli al Salone delle Scuderie della Pilotta (Parma, 1969) e Forte Belvedere (Firenze, 1983). È invitato a sei Biennali di Venezia e a quattro Quadriennali d'arte di Roma. Nel 2007, in occasione della riapertura del Palazzo delle Esposizioni di Roma, gli viene dedicata una grande retrospettiva. Nel corso della carriera realizza importanti allestimenti sacri e monumentali in diverse città italiane. Nel 2024 Palazzo Citterio a Milano apre al pubblico la Grande Brera con la mostra Mario Ceroli. La forza di sognare ancora. Nel 2025 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma dedica a Mario Ceroli la grande retrospettiva Ceroli Totale. Presso la sede di 21Art Treviso è visitabile fino al 31 luglio 2026 la mostra Mario Ceroli: l'ultima Utopia. Ceneri e germogli, cronache dal Presente, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.

21Art è una società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell'imprenditore Davide Vanin. Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente cinque e hanno sede a Treviso, Padova, Roma, Jesolo e Montecarlo; nel 2027 sono previste le aperture di Milano e Cortina d'Ampezzo. Ogni galleria crea la propria identità attraverso un intenso programma espositivo che prevede approfondimenti dedicati ad artisti emergenti e ad autori consolidati apprezzati a livello internazionale. Ad ogni sede di 21Art è affiancato un Club - 21Art Club - ovvero un'innovativa community di collezionisti, artisti e operatori di settore. La diffusione delle gallerie di 21Art sul territorio, unita alla presenza di una solida e fidelizzata community di collezionisti, consente di condividere un sostegno strutturato e duraturo agli artisti. Questo modello favorisce un dialogo virtuoso tra artista, collezionista e territorio, rafforzando nel tempo un ecosistema culturale dinamico e condiviso. Le sedi di 21Art sono state oggetto di interventi ristrutturazione o riallestimento da parte del collettivo Fosbury Architecture, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023.

 

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EMERGENZA CINIPIDE: QUALE FUTURO PER LA CASTANICOLTURA DEI MONTI LATTARI?

 



Lunedì 15 giugno dibattito pubblico a Pimonte tra produttori, tecnici e istituzioni per salvare la castagna
Un nemico minuscolo che minaccia un’intera economia. È il cinipide del castagno, Dryocosmus kuriphilus, l’insetto che da anni sta mettendo in ginocchio i castagneti dei Monti Lattari. A rischio non ci sono solo gli alberi, ma le produzioni locali, i redditi delle famiglie e il futuro stesso della Castagna del Monte Faito I.G.P., eccellenza agroalimentare campana.


Per fare il punto e provare a tracciare una rotta comune, lunedì 15 giugno alle ore 18:30 nell’Aula Consiliare del Comune di Pimonte si terrà un dibattito pubblico: “EMERGENZA CINIPIDE – Strategie, interventi e prospettive per tutelare il futuro della castanicoltura dell’area I.G.P.” sarà l’occasione per fare il punto sulla diffusione del parassita Dryocosmus kuriphilus e definire azioni concrete a tutela dei castagneti e della Castagna del Monte Faito I.G.P.
 

Il programma. Saluti istituzionali: Dott. Francesco Somma Sindaco di Pimonte,  Carlo Sollo Presidente Comitato Promotore Castagna del Monte Faito IGP, Dott.ssa Flora della Valle Dirigente Regione Campania Competitività e Filiere Agroalimentari.
Relatore e moderatore:  Dott. Roberto Mazzei, Direttore del Distretto della Castagna e del Marrone della Campania.
 

Interventi istituzionali:  Prof. Antonio De Cristofaro Presidente del Distretto della Castagna e del Marrone della Campania;   Salvatore Loffreda, Direttore Coldiretti Campania;  Dott.ssa Valentina Stinga Presidente Coldiretti Napoli.
 

All’incontro sono chiamati a sedersi allo stesso tavolo produttori, tecnici agrari, rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, Coldiretti e cittadini. L’obiettivo è mettere nero su bianco le criticità attuali e confrontarsi sulle strategie di intervento possibili: dal lancio di antagonisti naturali come il Torymus sinensis, ai sostegni economici per le aziende colpite, fino a campagne di prevenzione e monitoraggio sul territorio.
 

“Non possiamo permetterci di perdere questo patrimonio”, spiegano gli organizzatori. La Castagna del Monte Faito I.G.P. non è solo un prodotto: è identità, paesaggio, tradizione. I castagneti dei Lattari disegnano le colline tra Napoli e Salerno e rappresentano un presidio ambientale fondamentale contro il dissesto idrogeologico. Il dibattito sarà aperto a tutta la cittadinanza. Un momento di confronto e partecipazione per costruire insieme una risposta concreta a difesa del comparto castanicolo e per garantire un futuro alla coltura simbolo dell’area.

 

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Diciotto edizioni di “Cenando sotto un Cielo Diverso”: la crescita naturale di un’intuizione diventata realtà

 




Cenando sotto un cielo diverso” raggiunge il traguardo della sua diciottesima edizione, confermandosi come uno dei progetti enogastronomici a sfondo sociale più significativi del panorama attuale. Nato da un’intuizione di Alfonsina Longobardi, l’evento si è evoluto negli anni in una realtà strutturata che mette al centro la solidarietà e l’attenzione verso le persone fragili. In attesa del nuovo appuntamento, fissato per il 7 luglio a Villa Tony, a Ercolano, Alfonsina racconta in questa intervista l’essenza di un percorso fatto di autenticità, legami profondi e nuovi impegni internazionali.

Siete arrivati alla diciottesima edizione. Che cosa rappresenta per te questo traguardo?
«Rappresenta un percorso, non solo un numero. Diciotto edizioni significano anni di lavoro, relazioni costruite e persone incontrate. È un crescendo naturale, fatto di autenticità».

Come è cambiato “Cenando sotto un cielo diverso” nel tempo?
«È cresciuto mantenendo la sua anima. All’inizio era un’intuizione, oggi è una realtà strutturata, ma il senso è rimasto lo stesso: creare connessioni vere».

In che modo la componente sociale si traduce concretamente oggi?
«Quest’anno torneremo in Africa. Inoltre, a Natale porteremo un momento di gioia ai bambini ricoverati negli ospedali e ospitati nelle case famiglia».

Perché proprio l’Africa? Qual è il legame speciale che unisce la tua idea di solidarietà a quella terra?
«L’Africa per me è sempre stata un richiamo interiore. Da bambina guardavo documentari sulla povertà e sognavo di poter fare qualcosa di concreto. Grazie a Live for Africa ho realizzato quel sogno, arrivando a Mombasa. Ho scoperto un’Africa sofferente ma piena di dignità, umanità e sorrisi sinceri.
L’obiettivo del prossimo viaggio sarà continuare a portare aiuti concreti a villaggi, scuole e orfanotrofi, soprattutto attraverso la distribuzione di cibo. In Africa mangiare non è una scelta o un piacere, ma una questione di sopravvivenza. Ho visto bambini e anziani abbandonati perché considerati “una bocca in più da sfamare”.
Da questa esperienza ho imparato a dare valore alle cose semplici, ai rapporti umani e ai sorrisi autentici».

Che cosa hai portato con te, a livello umano e professionale, da questa esperienza? E come si riflette nell’organizzazione dell’evento del 7 luglio?

«La più grande consapevolezza che ho portato a casa è che la povertà che esiste in Africa è molto diversa dalla nostra. Qui, anche nelle difficoltà, esistono aiuti, ospedali, associazioni e strutture che possono sostenerti. Lì, invece, se non hai soldi, spesso non puoi studiare, non puoi curarti e a volte non riesci nemmeno a mangiare.
Per questo credo che ogni persona dovrebbe vivere almeno una volta l’esperienza dell’Africa. Perché l’Africa non si può spiegare: l’Africa si vive. E quando la vivi, ti rendi conto di quanto siamo fortunati nella nostra realtà occidentale e di quanto spesso diamo valore alle cose sbagliate.
Ti insegna a dare importanza alle cose semplici, ai rapporti umani, ai sorrisi sinceri e non a tutto quell’apparire che oggi, in qualche modo, ci sta facendo perdere il senso autentico della vita.
Ed è proprio questa consapevolezza che voglio portare sempre di più dentro “Cenando sotto un cielo diverso”: coinvolgere più persone possibile, sensibilizzare, crescere come progetto umano oltre che come evento e riuscire, nel tempo, a realizzare aiuti e progetti sempre più concreti per chi vive queste realtà.
E chiudo sorridendo, come fanno loro, pronunciando una frase che porto nel cuore: “Hakuna Matata”».

 

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IN DISTRIBUZIONE SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI IL BRANO “FLY”, NUOVO SINGOLO DI VINCENZO SORRENTINO E DANIELE VITALE


 

Trascinante, solare, colorato. Disponibile su tutte le piattaforme digitali il singolo “Fly” che segna l’inizio di una collaborazione tra due eccellenze del mondo musicale il compositore e direttore d’orchestra Vincenzo Sorrentino e uno dei sassofonisti più talentuosi e seguiti al mondo Daniele Vitale. “Fly” è un brano pop scritto e arrangiato da Vincenzo Sorrentino, che coniuga sonorità mediterranee e l’energia del sax di Vitale, che ha conquistato il pubblico internazionale con numeri straordinari: oltre 2,3 milioni di follower su tik tok, circa 800.000 su instagram e oltre 4 milioni di iscritti al suo canale Youtube. Una bella sorpresa per l’estate 2026 che aspira a diventare una delle hit dell’anno. Dietro la nascita di “Fly” c’è anche un succulento retroscena. L’idea della collaborazione prende forma quando Vincenzo Sorrentino, colpito dal percorso artistico di Daniele Vitale e dalla sua straordinaria popolarità internazionale, chiede a Sal Da Vinci il contatto del sassofonista, scelto, quest’ultimo dai The Kolors, nella giornata delle cover, a Sanremo 2025, come ospite insieme a Sal Da Vinci per il brano “Rossetto e caffè”. Il cantante napoletano, con la consueta disponibilità, mette in comunicazione i due artisti. Da quel primo contatto nasce la collaborazione che si è poi concretizzata in “Fly”, un progetto che unisce due personalità musicali diverse ma perfettamente complementari. Ma anche la melodia principale di “Fly” nasce da una coincidenza fortunata, un sogno: quello di Sorrentino, in una vera e propria elaborazione emotiva notturna. Sorrentino ha letteralmente sognato questa melodia per sax tenore che poi ha immediatamente trasferito al pianoforte. Una serie di incroci e circostanze favorevoli che hanno poi portato a questo progetto. Per Daniele Vitale, “Fly” rappresenta un’importante tappa artistica. Dopo aver conquistato milioni di persone nel mondo attraverso il linguaggio universale del sax, l’artista sceglie di “sposare” una produzione originale e inedita, capace di valorizzarne ulteriormente il talento e l’identità musicale.
Per Vincenzo Sorrentino, invece, il singolo conferma un percorso artistico in continua evoluzione. Pianista, compositore, direttore d’orchestra e autore di colonne sonore per cinema e televisione, Sorrentino continua a distinguersi per la sua capacità di muoversi tra generi e linguaggi differenti, collaborando con artisti provenienti da mondi musicali diversi e sviluppando progetti che spaziano dalla musica sinfonica alla produzione contemporanea.
“Fly” rappresenta la sintesi perfetta di queste due anime artistiche: il pianoforte elegante e cinematografico di Sorrentino incontra il sax moderno e comunicativo di Vitale in una produzione dal respiro internazionale, caratterizzata da una melodia immediata, energia positiva e grande forza evocativa.
Il brano sarà accompagnato da un videoclip ufficiale e da una campagna promozionale internazionale che coinvolgerà i canali social dei due artisti, capaci di raggiungere complessivamente milioni di utenti in tutto il mondo.
Con “Fly”, Vincenzo Sorrentino e Daniele Vitale non presentano soltanto un nuovo singolo, ma inaugurano una collaborazione artistica che potrebbe riservare importanti sviluppi futuri.

 

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Apertura straordinaria - Museo archeologico nazionale di Eboli


 

Lunedì 15 giugno 2026, ore 9:00 - 19:00


Lunedì 15 giugno 2026, la città di Eboli festeggia il suo Santo Patrono, San Vito, con un intenso
programma di manifestazioni.
 

Per l’occasione il ManES – Museo archeologico nazionale di Eboli, osserverà un’apertura straordinaria, dalle ore 9.00 alle ore 19.00 (con ultimo ingresso alle ore 18.30).
 

Nelle suggestive sale del Museo, prenderanno vita le storie degli antichi abitanti della Valle del Sele, con racconti inediti sulla loro quotidianità, i loro riti e i loro misteri, che vi porteranno in un viaggio meraviglioso nella storia di Eboli e della Valle del Sele.


Le visite guidate a cura del personale dei Servizi Educativi sono comprese nel costo del biglietto ordinario e non richiedono la prenotazione.
 

La chiusura settimanale del Museo archeologico nazionale di Eboli è posticipata eccezionalmente a
martedì 16 giugno.
 


 

Info
Museo Archeologico Nazionale di Eboli
Piazza San Francesco, 1 – Eboli (SA)

Orari: dal martedì al sabato, ore 9.00-19.00 (ultimo ingresso alle 18.30), domenica ore 9.00-13.30 (ultimo
ingresso alle 13.00).
Biglietti: intero 5,00 €, ridotto 2,00 € (dai 18 ai 25 anni), gratuito (minori di 18 anni e aventi diritto).
WEB museicampania.cultura.gov.it | FB museoarcheologicoeboli | X Museo_Eboli

 

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Addio al professore Geremia Paraggio - Edizioni IL SAGGIO

 



Ieri, 13 giugno 2026, si è spento, a 91 anni,

il professore Geremia Paraggio

una delle figure “storiche” (dal 1997) 

del mensile 

Il Saggio” di Giuseppe Barra,

 
"Resterai per sempre nei nostri cuori. 
Alla famiglia sentite condoglianze."

 


 

Rothko. Pittura, luce, natura




Il 15 giugno la Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura e il Museo di San Marco presentano Rothko. Pittura, luce, natura, un incontro dedicato ai volumi Rothko. Viaggio a Firenze di Gregorio Botta e Rothko. Secondo natura di Riccardo Venturi (Electa, 2026). In occasione dell’incontro il museo resterà eccezionalmente aperto dalle ore 15.15 alle ore 18.50.

 
Ad accogliere il pubblico nel Chiostro di San Domenico saranno Carlotta Paola Brovadan, Direttrice regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, e Marco Mozzo, Direttore del Museo di San Marco.


Rothko. Pittura, luce, natura
di Gregorio Botta e Riccardo Venturi, modera Marco Cianchi

 Museo di San Marco

Lunedì 15 giugno, ore 17.30

Incontro gratuito con prenotazione obbligatoria

 


 

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venerdì 12 giugno 2026

Abbazia di Pomposa - Concluso il restauro degli affreschi

 Pomposa, concluso il restauro degli affreschi delle navate laterali


Prosegue il programma pluriennale di manutenzione avviato negli anni precedenti: interventi di restauro delle superfici pittoriche che restituiscono leggibilità e valore al complesso

 

 PRESENTAZIONE AL PUBBLICO

Abbazia di Pomposa, 18 giugno ore 12.00

 


Si sono conclusi da alcuni giorni i lavori di restauro agli affreschi della Chiesa di Santa Maria di Pomposa. Gli interventi si pongono in continuità con i lavori di restauro degli affreschi delle navate laterali avviati nel 2010 dalla ex Soprintendenza Architettura e Paesaggio di Ravenna, poi proseguiti tra il 2012 e il 2014 e con i restauri agli affreschi dell’ultima campata della navata sinistra della chiesa e del crocefisso ligneo eseguiti nel 2022 dai Musei nazionali di Bologna-Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna.

 

Già nel 2010 infatti, avviando un cantiere pilota ristretto ad una prima campata, si era cercato un diverso approccio all’intervento manutentivo degli affreschi: invece di “inseguire” il danno o il pericolo, si era valutato un programma manutentivo pluriennale, secondo un approccio metodologico coerente e adeguato alle diverse problematiche. Gli ultimi interventi hanno interessato le superfici pittoriche delle navate laterali, nello specifico l’ultima campata della navata destra e la penultima della navata sinistra chiudendo così il restauro di tutto il fianco sinistro, esposto a settentrione, che presentava un avanzato stato di degrado prima della campagna di restauri.

 

“Questo intervento, - commenta Luigi Gallo Direttore dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna - conferma la validità di una strategia fondata sulla manutenzione programmata e sulla continuità operativa, già avviata nei precedenti cantieri. A Pomposa non si è scelto di intervenire solo in emergenza, ma di costruire nel tempo un percorso metodologico capace di coniugare tutela, conoscenza e sostenibilità. I risultati raggiunti dimostrano come un approccio sistematico e pluriennale consenta non solo di arrestare i fenomeni di degrado, ma anche di restituire piena leggibilità agli affreschi, migliorandone al contempo le condizioni conservative e la trasmissione alle generazioni future.”

 

Impacco di pulitura


 

Secondo la metodologia già individuata nei precedenti cantieri condotti si è proceduto, in funzione delle casistiche di degrado riscontrate, con operazioni di pulitura, descialbatura, consolidamento della pellicola pittorica e se necessarie integrazioni e velature.

 

“Il cantiere rappresenta un ulteriore passo avanti nella cura complessiva del complesso di Pomposa, - afferma Serena Ciliani direttrice del sito Patrimonio Unesco, - un luogo di straordinario valore storico e artistico che richiede attenzione costante e interventi mirati. L’accurata analisi delle diverse forme di degrado e la qualità delle operazioni di pulitura e consolidamento hanno permesso di recuperare importanti porzioni della decorazione pittorica, rendendo oggi gli spazi più leggibili e accoglienti per il pubblico. Questo lavoro rafforza il legame tra il sito e la comunità, valorizzandone il patrimonio e promuovendone una fruizione sempre più consapevole.”
 
 
Ortomosaico parete nord post restauro


 

Come negli interventi passati, e vista l’importanza dei lavori da eseguirsi, il gruppo di lavoro era composto dall’arch. Maria Lucia Masciopinto, responsabile unica del procedimento; dall’arch. Serena Ciliani, progettista e direttore dei lavori; dall’arch. Keoma Ambrogio, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna in qualità di Direttore operativo per gli interventi di restauro delle superfici, e dai funzionari e gli assistenti dei Musei Nazionale di Bologna-Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna mentre il Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale, diretto dal restauratore Giovanni Giannelli, ha eseguito i lavori, la cui presentazione al pubblico è prevista per giovedì 18 giugno alle ore 12 presso la Chiesa di Santa Maria di Pomposa.

 

“Questi lavori, conclude la direttrice Ciliani, oltre ad assicurare la buona conservazione, ci hanno dato la possibilità di aumentare la nostra conoscenza e hanno portato allo svelamento di brani di palinsesto decorativo che erano da tempo celati sotto strati di finitura incongrua. Ogni intervento è l’occasione di riconettersi con il Patrimonio, con le varie fasi storiche delle trasformazioni della fabbrica e anche con gli interventi di restauro che si sono susseguiti negli anni”.

 

Gli interventi di restauro hanno previsto un corposo rilievo fotografico per documentare lo stato di conservazione delle superfici, ma anche la realizzazione di una campagna di fotogrammetria relativa alle due campate utile a comprendere e conservare tutte le informazioni relative alla stratigrafica del palinsesto decorativo da utilizzare in futuro come supporto per eventuali studi e approfondimenti.

 
Ortomosaico parete sud pre restauro

 


Al cantiere hanno lavorato fino a cinque operatrici specializzate in restauro, guidate dalla professionalità di Giovanni Giannelli che non solo dirige il Laboratorio di Restauro ma ne è la memoria storica e può annoverare nel suo incredibile curriculum anche i lavori di restauro della navata centrale della chiesa realizzati agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso.




INFORMAZIONI

Abbazia di Pomposa e Museo Pomposiano

Via Pomposa Centro, 12 Codigoro (FE)

 

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