rosarydelsudArt News
Arte e cultura italiana
martedì 28 luglio 2026
TIV' Arte
“Il trombettista solitario Saverio Prota di Agropoli” - Edizioni “Il Saggio”
“Il trombettista solitario Saverio Prota di Agropoli”
di Lino Mosca,
Edizioni “Il Saggio”
Castellabate 2026,
pp. 46, Euro 16,00
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A “Notti al Castello 2026” la presentazione del libro “Esclusione”
Giovedì 30 luglio alle ore 21:15 il Castello San Giorgio ospiterà la presentazione del libro “Esclusione” di Kurt Lanthaler, Elvira Mujčić, Sebastiano Mondadori e Marlene Streeruwitz.
L’incontro sarà dedicato al volume presentato da Sebastiano Mondadori e Stefano Zangrando. L’appuntamento è promosso dal Sistema Bibliotecario Urbano e dalla Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” nell’ambito di “Notti al Castello 2026”.
Il libro affronta una domanda centrale del nostro tempo: che cosa significa essere esclusi? E quando, senza accorgercene, diventiamo parte del meccanismo che esclude?
I quattro racconti che compongono il volume indagano l’esclusione come fenomeno privato e collettivo, mettendo in luce le sue molteplici forme e implicazioni. La pubblicazione fa parte della collana bilingue “Parole del tempo/Zeitworte”, progetto editoriale che attraversa il contemporaneo attraverso la narrazione, partendo dal confine geografico, linguistico e culturale come spazio di dialogo.
La serata offrirà un’occasione di riflessione letteraria e civile su uno dei temi più urgenti della società contemporanea.
L’appuntamento è a ingresso libero.
Informazioni
Museo del Castello San Giorgio
via XXVII Marzo 36,
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
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Soul: la Pizza Nerano, il Provolone del Monaco dop e un sogno che prosegue a Sant’Anastasia
Serata speciale al Soul Pizza & Burger di Sant’Anastasia. La splendida realtà dei fratelli Maurizio e Massimo Cacace è stata insignita del certificato di fedeltà del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop.
Il burger del Monaco e la pizza Nerano sono stati gli elementi che hanno convinto i partecipanti alla serata organizzata dall’Avvocato Gourmet Sergio Sbarra in collaborazione con Cesare Cilivini, nella veste di sommelier, che spazia dallo champagne alle birre artigianali e ai selezionatissimi vini scelti uno per uno.
Al forno comanda il pizzaiolo Nunzio Esposito. E la sua pizza che fa innamorare è la Nerano. Zucchine fritte a rondelle sottilissime, provolone che fila, profumo che ti entra nelle ossa. È la Campania che diventa pizza. È il mare che arriva a tavola. È una delle ragioni per cui la gente fa la fila la sera.
IL GIORNO DEL DIPLOMA E DELL’ORGOGLIO
Ma la notizia più bella è arrivata al termine della degustazione con l’ingresso in scena di Vincenzo Peretti, Direttore del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco DOP, ha consegnato a Maurizio e Massimo il diploma di fedeltà per l’uso del formaggio: "I locali che puntano sulla materia prima di qualità del territorio vanno incoraggiati, siamo qui per testimoniare l'ottimo lavoro dei fratelli Cacace e di tutti lo staff" spiega.
Non è “solo” un pezzo di carta. È la certificazione che al Soul si lavora bene, con prodotti veri, del territorio. È il Provolone del Monaco DOP, quello dei Monti Lattari e della Penisola Sorrentina, che finisce sulla pizza e racconta la nostra terra.
“Per noi è tutto – dicono i fratelli Cacace – È la dimostrazione che vale la pena crederci. Che la qualità paga. Che Sant’Anastasia è il posto giusto per raccontarlo”. Nato nel 2012 a Piazza Mercato a Pomigliano, il Soul era il locale dei ragazzi, delle serate lunghe, della pizza fatta con le mani e col cuore. Poi la ZTL ha spento quella piazza. E loro hanno deciso di non spegnersi. Da inizio 2026 il Soul è ripartito. Nuova casa, stessa anima: di fronte al Santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia. Tre sale, oltre 70 coperti, e la voglia di fare ancora meglio.
DOVE TROVARLI
Soul Pizza & Burger
Via Madonna dell’Arco, 257,
Sant’Anastasia
Napoli
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
Dalle rovine antiche alle icone pop: a Pompei dal 27 luglio
Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology
a cura di Cesare Biasini Selvaggi
Dal 27 luglio al 30 novembre
Al Parco Archeologico di Pompei, una mostra diffusa di astici di Philip Colbert, in una rilettura della storia dell’arte firmata dall’artista britannico “erede” di Andy Warhol
Un'opera a Longola, il sito incendiato poche settimane fa
Dalle rovine dell'antichità alle icone della cultura pop, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology, la più grande installazione artistica mai realizzata dall'artista britannico, considerato dalla critica l'erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego, The Lobster, popoleranno Pompei e i siti del territorio, tra cui il sito protostorico di Longola, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l'area poche settimane fa.
«Pompei è, per me, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente».
Ispirata all’arte antica di Pompei, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno, oggi al Museo archeologico di Napoli, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione, conservazione e memoria collettiva.
Mentre
i visitatori attraversano il sito, le sculture emergono in modo
inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere
con patina bronzea appariranno tra colonne, archi e rovine antiche.
Accanto a queste, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio
nero, concepite come “reperti mitologici del futuro”, tra cui
guerrieri-astice robotici, si presenterà come rovina speculativa
proveniente da un futuro immaginario.
Oltre a Pompei, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola, Boscoreale, Oplontis, Villa San Marco, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico.
«L'allestimento di un'opera a Longola assume un significato particolare», sottolinea il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l'incendio che ha colpito il sito, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L'arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l'attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un'occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi, tra Boscoreale, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino".
Fondendo
mitologia classica e immaginario futuristico, Pop Mythology presenta
Pompei non solo come un luogo archeologico storico, ma come uno spazio
culturale vivo, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva
moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità, la civiltà e il
rapporto dell’umanità con la tecnologia, la mostra crea un dialogo tra
rovine antiche e futuri immaginati, invitando un nuovo pubblico a
scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a
un’esperienza immersiva, ludica e sorprendente.
«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche, che non rappresentano una fuga dalla realtà, ma una satira spietata – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale, incapace di imparare dalla storia, che continua a consumare guerre nel mondo, sopraffazioni, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva, e spesso ferita, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino), la Pompei prima di Pompei. Qui, lo scorso 19 giugno, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue, fino a Boscoreale, Torre Annunziata, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia, dello stupore, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità, degrado, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
Luigi Zeno dà vita a Leonardo, uno dei personaggi più intensi della serie Netflix Minerva – La Scuola
Tra gli attori della serie spicca Luigi Zeno, pluripremiato come Miglior Giovane Attore Italiano, volto emergente del panorama audiovisivo nazionale. La sua interpretazione ha attirato l’attenzione della critica e del pubblico, confermandosi come uno dei talenti più promettenti della nuova generazione. La sua formazione artistica è avvenuta presso il Cinema Fiction, dove ha costruito le basi tecniche e interpretative che oggi caratterizzano il suo lavoro.
In questi giorni l’attore è impegnato su un nuovo set Rai, motivo per cui non ha potuto essere presente alla presentazione di Minerva – La Scuola al Giffoni Film Festival.
Dichiarazione ufficiale di Luigi Zeno
“Sono felice che Minerva sia arrivata al Giffoni, anche se non ho potuto partecipare alla presentazione per impegni sul set. Non vedo l’ora che il pubblico scopra il mio personaggio.”
Il personaggio di Leonardo: un enigma che cattura Tra le storie che attraversano la serie, una in particolare promette di lasciare il segno: Leonardo, il personaggio interpretato da Luigi Zeno.
La sua presenza nel racconto è avvolta da una complessità che non viene svelata subito. Leonardo è uno di quei ragazzi che arrivano all’Accademia con un bagaglio di convinzioni che sembrano granitiche, ma che nascondono molto più di ciò che appare. Un episodio, un gesto, uno sguardo: qualcosa incrina le sue certezze.
Da quel momento, Leonardo diventa uno dei personaggi più enigmatici della serie, attraversando un percorso che lo porterà a confrontarsi con ciò che credeva di sapere su se stesso e sugli altri.
Un’evoluzione che non viene raccontata apertamente, ma che si percepisce scena dopo scena, lasciando allo spettatore il piacere di scoprire chi è davvero questo ragazzo e cosa lo ha portato a cambiare.
Un personaggio che non si limita a essere “interpretato”: viene vissuto.
La serie
Minerva – La Scuola è ambientata in un liceo militare di Napoli, un mondo rigoroso e affascinante scandito da sveglia all’alba, alzabandiera, divieto di cellulari, lezioni di tattica militare, scherma, storie d’amore proibite e una disciplina ferrea che accompagna ogni momento della giornata.
La serie racconta anche gli adulti: ufficiali e insegnanti civili impegnati a formare i ragazzi mentre affrontano le proprie fragilità, responsabilità e conflitti interiori.
Il suo contributo a Minerva – La Scuola è centrale: il pubblico potrà apprezzare la profondità e l’intensità attraverso il personaggio di Leonardo, uno dei più complessi e affascinanti dell’intera serie.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
Galleria Visioni Altre ospita Teresa Ricco e Claudio Jaccarino
in campo del Ghetto novo in Cannaregio
Inaugurazione sabato 1 agosto ore 18:00
Con l'accompagnamento musicale
Teresa Ricco ( La Spezia 1950) e Claudio Jaccarino (Spezia 1952) sono due artisti spezzini che sono andati via dalla città a vent'anni ma vi ritornano ogni anno a causa dei forti legami familiari e per la bellezza del golfo dei poeti.
Il primo di agosto 2026 inaugurano entrambi una esposizione a Venezia dal titolo" Le latitudini del cuore" insieme ad altri artisti dell'associazione laboratorio di cromografia di cui sono i fondatori. Teresa Ricco gestisce uno studio per la scultura e la modellazione dell'argilla a Milano ove insegna nella bottega artistica "Officina delle Impronte "nel quartiere della Barona.
Espone in situazioni scelte ( e in luoghi particolari) per l'ascolto attento riservato ad opere estranee ad ogni logica commerciale. Senza timore si può affermare che le opere di Teresa Ricco toccano lo spazio invisibile che si è soliti chiamare "sacro". Sono opere in dialogo con la terra e le mani, con la storia la cronaca la vita.
Claudio Jaccarino ha scelto l'acquarello come strumento privilegiato di espressione ma a Venezia esporrà dipinti su tela di varie stagioni del suo percorso pittorico. Vi ritornerà a Novembre con una personale di 365 acquarelli dal titolo "Un acquarello lungo un anno" ( da la Spezia a Venezia passando per gli incontri nell'atelier del Giambellino).
Ingresso libero
Tutti i giorni
dal 1 al 15 agosto 2026
Orario 10-13 e 17-22
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
Sguardi sul paesaggio
Un nuovo percorso di visita per la Fortezza di San Leo
Presentazione
venerdì 31 luglio, ore 17:30
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| Fortezza di San Leo. Nuovi pannelli in esterno. Foto Ornella De Carlo |
a seguire
inaugurazione della mostra
Sguardi sul paesaggio
promossa dal Ministero della Cultura e dalla Regione Emilia-Romagna
Venerdì 31 luglio 2026 alle 17:30 vengono ufficialmente presentati i nuovi apparati comunicativi che, a partire da una nuova identità visiva, riformulano il percorso di visita della Fortezza di San Leo, orientato a una piena accessibilità cognitiva e pensato per invitare il visitatore ad esplorare la complessità del monumento.
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| Fortezza di San Leo, interni. Foto Ornella De Carlo |
«Con il nuovo progetto museografico la Fortezza di San Leo compie un importante passo nel proprio percorso di valorizzazione - commenta Luigi Gallo, Direttore dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. L’obiettivo è trasformare la visita in un’esperienza capace di accompagnare il pubblico attraverso i momenti più significativi della storia del monumento e del territorio, offrendo strumenti di orientamento e di lettura che rendano più accessibile, dal punto di vista cultuale e cognitivo, un patrimonio di straordinaria ricchezza. La Fortezza è uno dei complessi monumentali più visitati dell’Emilia-Romagna, con oltre 66 mila ingressi nel 2025, ma la sua storia si è stratificata nel tempo senza un sistema unitario di racconto. Questo progetto nasce proprio dalla volontà di restituire ai visitatori una narrazione organica, capace di valorizzare il monumento nella sua complessità e di accompagnarli alla scoperta delle storie che custodisce».
I nuovi pannelli sono il primo tassello di una strategia di valorizzazione di più ampio respiro, che accompagnerà nei prossimi anni l’evoluzione del museo. L’obiettivo è costruire un sistema integrato di comunicazione, orientamento e fruizione capace di coniugare rigore scientifico, innovazione tecnologica e accessibilità, restituendo pienamente la complessità storica del monumento e rafforzandone il ruolo all'interno della rete dei Musei Nazionali e del patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna.
Per rendere ancora più accessibile la visita, l’intero percorso è stato organizzato attraverso un sistema cromatico che consente di strutturare le informazioni nei pannelli in tre grandi ambiti tematici: Paesaggio e territorio, Storia e architettura e Personaggi.
I cromatismi, i disegni e i box di sintesi previsti in ogni pannello consentono ai visitatori di orientarsi con immediatezza all’interno del complesso monumentale, composto da una straordinaria varietà di temi, storici, architettonici, militari, sociali e di cogliere i principali snodi della complessiva storia del monumento nelle sue diverse fasi: dalla prima realtà altomedievale di castello-fortificazione, a quella di Rocca fino alla inaccessibile Fortezza rinascimentale e quindi di prigione pontificia.
Il racconto della monumentale e stratigrafica rete di tradizioni, informazioni e memorie culturali si articola attraverso le tre piazze d’armi e il conseguente passaggio ai piani superiori. Dal paesaggio visibile dalla prima piazza d’armi - primo dei cinque punti di osservazione in cui, attraverso il paesaggio la geografia diventa occasione di conoscenza storica - si passa alla seconda piazza da cui si accede ai due torrioni, l’uno dedicato a Federico da Montefeltro e alle novità introdotte da Francesco di Giorgio Martini nell’architettura e nell’arte della guerra, il secondo alla fragilità della rupe e alla ricostruzione della parte di fortezza crollata grazie all’intervento di Giuseppe Valadier a fine Settecento. Il passaggio alla terza piazza, conduce al grande edificio su più livelli, il palatium che, trasformandosi nel tempo, ha ospitato vescovi e imperatori, i signori delle corti dal ‘300 al ‘500, e infine i castellani e i prigionieri dello stato pontificio. Al suo interno, al primo livello, si ritrova il breve percorso, realizzato negli anni Novanta del secolo scorso, dedicato a streghe, torture e inquisizioni, rivisitato nei contenuti in questa occasione. A seguire, si sale ai livelli superiori accedendo al MusLeo dove, con contenuti multimediali, si ripercorrono le vicende del monumento e dei personaggi che lo hanno abitato. Passando per le celle papaline, si arriva all’ultimo piano, dove è possibile vedere la collezione di armi antiche e la restituzione storica e iconografica della presa di San Leo da parte dello Stato Pontificio con un esercito guidato dalla famiglia de’ Medici. Al medesimo piano si trova la sezione dedicata a Cagliostro - il più celebre tra i detenuti della Fortezza - e un’ultima sala con installazioni sonore dedicata ai “Suoni e voci di San Leo”. Si ridiscende infine sino alla cella di Cagliostro e a quella di Felice Orsini, accendendo così un focus sul Risorgimento.
Il nuovo percorso è integrato da strumenti di comunicazione progettati secondo criteri di accessibilità e inclusione. A partire dal nuovo sito web della Fortezza (disponibile per il giorno dell’inaugurazione) che per la prima volta offrirà un’identità autonoma e riconoscibile all’interno del circuito dei Musei Nazionali, diventando il punto di riferimento per informazioni, approfondimenti e contenuti digitali. Inoltre, una volta giunti in Fortezza, i visitatori potranno orientarsi grazie a un pieghevole bilingue, disponibile all'ingresso che, attraverso mappe e infografiche, illustrerà i diversi itinerari di visita e le sezioni del museo, permettendo di cogliere fin dall'inizio la complessità e la ricchezza storica del monumento.
Afferma Elena Rossoni, Direttrice della Fortezza di San Leo: «Il progetto, di cui si presenta in questa occasione la prima importante fase, ha visto collaborare in maniera stretta i tre enti coinvolti, nella finalità comune di rendere sempre più evidente il ruolo di questo straordinaria emergenza architettonica, ricca di una storia ormai millenaria. Compiuto in sé nella totale revisione degli apparati museografici e degli strumenti di supporto alla visita, il progetto proseguirà con l’inserimento di approfondimenti scientifici da realizzarsi anche con l’utilizzo del digitale, con strumenti dedicati all’accessibilità visiva e con sostituti di presenza per coloro che, per problemi motori, non possono muoversi nei complessi percorsi di un luogo, di fatto, nato per essere inaccessibile.
Il progetto, inoltre, si inserisce in una serie di importanti interventi, anche strutturali, che hanno interessato la Fortezza per iniziativa del Ministero della Cultura negli ultimi anni, tra i principali dei quali possiamo ricordare i lavori per il miglioramento antisismico, la revisione dei coperti, i programmati interventi per il conseguimento del CPI, sino al rifacimento delle strade di accesso, sia quella pedonale che quella carrabile, realizzate grazie alla collaborazione con il Comune di San Leo. Un risultato importante per far diventare la Fortezza un’eccellenza nel territorio, un punto di riferimento per le comunità locali, e per affermarla come sito di rilevo all’interno del Sistema Museale Nazionale».
Due sale della Fortezza sono destinate a ospitare mostre temporanee dedicate all’arte contemporanea e ai temi legati al territorio, rendendo il museo uno spazio dinamico e aperto a nuove progettualità. La prima di queste esposizioni, che coincide felicemente con la presentazione del nuovo percorso, sarà la mostra Sguardi sul paesaggio, che verrà presentata lo stesso 31 luglio.
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| Fortezza di San Leo, interni. Foto Ornella De Carlo |
LA MOSTRA SGUARDI SUL PAESAGGIO
Sguardi sul paesaggio è la mostra fotografica itinerante promossa dal Comitato Tecnico Scientifico per l’adeguamento del piano paesaggistico al Codice dei Beni Culturali, composto pariteticamente dal Ministero della Cultura e dalla Regione Emilia-Romagna e dedicata ai paesaggi tutelati dell’Emilia-Romagna. Dopo la prima tappa alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’esposizione approda alla Fortezza di San Leo, altro istituto afferente ai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, proseguendo il suo percorso attraverso alcuni dei più significativi luoghi della cultura della regione. La mostra nasce dall’omonimo contest fotografico promosso nell’ambito delle attività per l’adeguamento del Piano Paesaggistico Regionale e raccoglie una selezione di sessanta immagini, scelte tra le oltre 2000 partecipanti, che raccontano la straordinaria varietà dei paesaggi tutelati emiliano-romagnoli, dalle montagne appenniniche alle aree costiere, dai borghi storici ai luoghi modellati nei secoli dall'interazione tra uomo e natura. Attraverso gli scatti di fotografi, appassionati e cittadini, il percorso espositivo invita a riscoprire un patrimonio paesaggistico di eccezionale valore, spesso poco conosciuto, valorizzando il suo significato storico, culturale e identitario. Ogni paesaggio rappresentato nelle foto è, infatti, collegato, tramite un QR code presente sui pannelli esposti, alla mappa interattiva di Tourer.it, che fornisce tutte le informazioni per conoscerne le caratteristiche ed esplorarlo di persona tramite itinerari e sentieri. L’allestimento, che inaugura con questa mostra le sale dedicate alle esposizioni temporanee, trova nella Fortezza di San Leo, essa stessa paesaggio tutelato tra i più fotografati nel contest, una sede particolarmente significativa, dove il rapporto tra monumento e paesaggio costituisce uno dei temi centrali del nuovo progetto di visita e di valorizzazione del complesso monumentale.
INFO
Fortezza di San Leo
Via Giacomo Leopardi,
San Leo (RN)
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA




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