venerdì 31 luglio 2026

NOTTURNI. LA MUSICA DELL’AYSO ORCHESTRA INCONTRA IL PATRIMONIO CULTURALE PUGLIESE

QUATTRO APPUNTAMENTI SERALI
IN PROGRAMMA DAL 3 AL 6 AGOSTO 2026
AL CASTELLO SVEVO DI BARI E AL PARCO ARCHEOLOGICO DI CANNE DELLA BATTAGLIA



La musica come strumento di narrazione del patrimonio culturale, i luoghi della cultura per ospitare e promuovere il talento giovanile: con questa visione il Castello Svevo di Bari-Direzione regionale Musei nazionali Puglia, in collaborazione con AYSO Orchestra, presenta Notturni, una rassegna musicale ospitata in due differenti luoghi della cultura pugliesi, il Castello Svevo di Bari e l’Antiquarium e Parco archeologico di Canne della Battaglia (Barletta).

Ideato da Teresa Satalino, direttrice artistica di AYSO Orchestra, e dall’Arch. Anita Guarnieri, Direttrice della DRMN Puglia, il progetto si articola in quattro appuntamenti serali, da lunedì 3 a giovedì 6 agosto 2026, che propongono una modalità di fruizione del patrimonio culturale e della musica classica in chiave contemporanea. La rassegna musicale ci invita a vivere i luoghi della cultura con un ritmo lento, lasciando che siano le architetture e il paesaggio a valorizzare l’esperienza di ascolto.

 

Le prime tre serate, dal titolo Dialoghi musicali al Castello, si svolgeranno nella sala conferenze del Castello Svevo di Bari, intrecciando narrazione e musica classica in uno dei luoghi più iconici della città. I tre appuntamenti prevedono il concerto di ensemble composti dai musicisti di AYSO Orchestra, con la presenza di ospiti di rilievo internazionale che racconteranno al pubblico storie e aneddoti della vita in orchestra.

 

Lunedì 3 agosto alle 20.30 si parte con la sezione degli ottoni guidata da David Bonet Piris (Barcelona Symphony Orchestra) insieme a Francesco Tamiati (prima tromba del Teatro alla Scala di Milano).

Martedì 4 agosto alle 20.30 sarà la volta della sezione legni dell’orchestra, con il racconto di Cristina Gómez Godoy (primo oboe della Staatskapelle Berlin).

Mercoledì 5 agosto alle 20.30 si esibirà la sezione degli archi con Dumitru Pocitari (primo violino dell’Orchestra tedesca di Hagen), Ivan Vukčević (prima viola dell’Orchestra della Svizzera Italiana) e un intervento solistico di Dumitru Pocitari insieme ai giovani musicisti dell’orchestra.

 

Il percorso si concluderà giovedì 6 agosto alle 20.00 all’Antiquarium e Parco Archeologico di Canne della Battaglia a Barletta, dove si svolgerà la serata conclusiva della rassegna intitolata Notturno a Canne. Una passeggiata serale nel Parco archeologico durante l’esibizione di sessanta giovani musicisti di AYSO Orchestra, provenienti da diversi Paesi europei, seguendo un suggestivo itinerario in cui musica e storia si fondono con archeologia e paesaggio. L’iniziativa si inserisce nel programma delle celebrazioni del 2 agosto, anniversario della Battaglia di Canne del 216 a.C.

 

«Notturni è un invito a vivere il patrimonio culturale in modo nuovo, facendo rete tra i vari luoghi della cultura e valorizzandoli grazie anche al supporto della musica - commenta la Direttrice del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia, arch. Anita Guarnieri – Inaugurare la rassegna musicale nel Castello Svevo di Bari e concluderla nel Parco archeologico di Canne della Battaglia ci permette di unire due importanti siti della cultura pugliesi grazie alla forza della musica, permettendo ai visitatori di intraprendere un viaggio suggestivo alla scoperta dell’archeologia e del paesaggio».

 

Per Teresa Satalino, Direttrice di AYSO Orchestra, «Notturni è pensato come un’esperienza di ascolto e di scoperta: un percorso in cui i luoghi del patrimonio si rivelano attraverso la presenza dei giovani musicisti di AYSO, veri portatori di bellezza. La loro energia e la loro sensibilità trasformano il paesaggio serale in un itinerario da vivere con passo lento, offrendo al pubblico un modo diverso di abitare questi spazi, in cui musica, storia e ambiente si intrecciano in una forma di turismo esperienziale autentico».

 

«Sono molto felice che l’offerta culturale della città si arricchisca sempre di più grazie alle collaborazioni tra istituzioni e privati – commenta Paola Romano, Assessore alle Culture, con deleghe Cultura, Tutela e Valorizzazione dei Beni Culturali, Gestione di Musei, Teatri e Biblioteche del Comune di Bari – AYSO è per noi motivo di grande orgoglio: non solo per la cura e la crescita dei tanti musicisti giovanissimi, ma anche per essere stata selezionata in rappresentanza dell’Italia per il Festival Young Euro Classic di Berlino, uno dei più prestigiosi al mondo. Queste giornate consentiranno alla città di respirare e di essere parte di questo bellissimo clima europeo».

 

«Canne della Battaglia rappresenta uno dei luoghi simbolo della nostra identità storica e culturale, un patrimonio che appartiene non solo alla città di Barletta, ma all'intera Puglia e al Paese – dichiara Oronzo Cilli, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Barletta – La scelta di inserire questo appuntamento nel calendario regionale degli eventi culturali conferma il ruolo strategico di Canne della Battaglia come polo di attrazione e di promozione del patrimonio archeologico pugliese. Il Comune di Barletta è orgoglioso di sostenere percorsi di collaborazione istituzionale che coniugano tutela, valorizzazione e fruizione culturale, nella convinzione che investire nella cultura significhi investire nello sviluppo e nell'identità del territorio».


Eventi al Castello Svevo di Bari - Tickets al costo di 5 euro al seguente link: https://ecommerce.apuliaticket.it/biglietteria/listaEventiPub.do

Ingresso gratuito per i ragazzi fino ai 12 anni


 

Evento al Parco archeologico di Canne della Battaglia (Barletta) - Ingresso gratuito su prenotazione al seguente indirizzo email:  marcoaugusto.pedico@comune.barletta.bt.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

UN BORGO DI LIBRI LETINO, IL DUE AGOSTO ALLA RICERCA DEI MITI DEL LETE SUI MONTI DEL MATESE. ULTIME ORE PER PRENOTARSI

Concentramento alle 10:00 

alla Fattoria Ferritto di Letino

 


 𝐃𝐨𝐩𝐨𝐜𝐡𝐞́ 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐢, 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐋𝐞𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐫𝐞𝐦𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐚𝐟𝐚. 𝐄𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝’𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚. 𝐀𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚, 𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐬𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐢𝐮𝐦𝐞 𝐀𝐦𝐞𝐥𝐞𝐭𝐞, 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐢𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐯𝐚𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨.

(𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐏𝐥𝐚𝐭𝐨𝐧𝐞, 𝐗 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨)

 

LETINO (Caserta) – Ultime ore per prenotarsi al trekking letterario ad alta quota di Un Borgo di Libri Letino «Alla ricerca del Lete» di domenica due agosto alle 10. Il Lete è una costante della letteratura universale, è un archetipo della società occidentale e in parte anche orientale, da origine al nome Letino, piccolo borgo sul Matese in provincia di Caserta, ma finora nessuno aveva mai provato a indagare gli archetipi dei simboli e della geografia. Ci prova il due agosto «Un Borgo di Libri». Dalle dieci saremo alla fattoria Ferritto, dove ci sarà il concentramento e anche un gazebo del reparto carabinieri biodiversità di Caserta, comandato dal tenente colonnello Marilena Scudieri, per indicare il grande valore ambientale che svolgerà anche il nostro trekking letterario. Alle 10.30 è prevista la partenza, che si articolerà per circa due ore, con tappe di circa 15 minuti per raccontare il Lete nella letteratura universale con la professoressa e linguista Raffaella Izzo; i miti e le leggende del Matese, con il dirigente scolastico e giornalista Gianfrancesco D’Andrea; la repubblica anarchica del Matese, con capitale Letino: un piccolo esperimento di brevissima durata ma di grande fascino internazionale, con lo storico locale Bruno Tommasiello. Il trekking (leggero, per principianti, abbigliamento semplice) sarà guidato da Franco Panella, socio del Cai. Al termine del trekking si potranno vedere anche i costumi tradizionali di Letino e assaggiare in una degustazione i prodotti tipici del Matese nella piazza principale di Letino. Il Lete è il fiume mitologico dell'oblio, ospitato dall’oltretomba, le sue acque cancellano il ricordo della vita passata. Il mito si evolve attraverso i secoli nella letteratura classica, medievale e moderna. L’iniziativa è promossa da «Un Borgo di Libri» in collaborazione con il Comune di Letino, la Pro Loco, il patrocinio del Touring Club italiano di Terra di Lavoro e la partecipazione dei carabinieri del raggruppamento biodiversità del comando provinciale di Caserta.

 




LETINO 

«Non sappiamo come è nato l’archetipo culturale e simbolico, ma lo scopriremo! – sorride il giovane e attivissimo sindaco di Letino, Pasquale Orsi - E' proprio questo il bello del nostro trekking: non solo natura ma il tuffo in un mito che non sappiamo nemmeno di avere! Quando Luigi Ferraiuolo mi ha proposto l’idea ne sono stato subito entusiasta, soprattutto perché può essere foriera di un nuovo modo di raccontare e far conoscere Letino. Sarebbe bellissimo costruire una sezione di “Un Borgo di Libri Letino” di più giorni il prossimo anno». Il raduno è alle 10, nei pressi della Fattoria Ferritto (Località Molito, Letino) per poi muoversi alla volta della Fontana Diagoni, sempre di Letino. La partenza vera e propria è alle ore 10.30. Rientreremo per le 13:00. 

 

È obbligatoria la prenotazione alla mail: unborgodilibri@gmail.com, 

indicando nome cognome e telefono 


 

PLATONE È STATO A LETINO?


Ci siamo chiesti se Platone è stato a Letino. Difficile! O forse Platone o Virgilio o Dante. Come hanno conosciuto il Lete? Il nome deriva dal greco Lantánō, che significa «essere nascosto» o «dimenticare». E proprio su un monte nasce il Lete, dalle parti di Letino, le cui caratteristiche sorgive carsiche hanno ispirato antiche leggende. La descrizione di Dante nel Paradiso è la più fedele alla realtà geografica. «Andremo alla ricerca del Lete – spiega il direttore di Un Borgo di Libri, Luigi Ferraiuolo – in onore al tema di quest’anno: Cammini, ma anche perché abbiamo pensato di valorizzare un luogo straordinario della nostra terra ma che pochi conoscono e di cui ancor meno è nota la valenza simbolica. Passeggeremo per un paio di ore ad alta quota, al fresco, alla ricerca disperata del Lete, non solo nel mondo reale ma anche in quello simbolico». Passeggeremo per un paio di ore lungo il fiume Lete, con tre pause con la letteratura - dalle 10.30 alle 13 circa - e poi al termine del nostro trekking letterario, ognuno proverà a conoscere Letino a modo suo

 



 

CASERTAVECCHIA 

Il 14 agosto, invece, saremo a Casertavecchia per «Concerti di una notte di mezza estate», come sempre, per fare del borgo medievale il Borgo della musica. Dalle 19 in poi. Veniteci ad ascoltare!

 

PHOTOWALK

La visita sarà anche una passeggiata fotografica e una gara: aperta a professionisti e amatori per individuare lo scatto di Letino e del Lete più affascinante. Per iscriversi, scrivere a: unbirgodilibri@gmail.com indicando nome cognome, telefono e categoria. Ogni partecipante invierà i migliori 5 scatti al festival. Il vincitore riceverà il «Un Borgo di libri Photo Award», a dispetto del nome altisonante, un piccolo diploma ma dal grande valore simbolico

 

PRENOTAZIONI


Per partecipare al «trekking letterario» a Letino è obbligatoria la prenotazione. Scrivere, fin da ora, elencando nome e cognome e numero di telefono, a: unborgodilibri@gmail.com

 

«UN BORGO DI LIBRI»

Un Borgo di Libri è il festival letterario e culturale di Casertavecchia, nato con Settembre al Borgo, ideato e diretto da Luigi Ferraiuolo, ma con attenzione a tutte le cose belle del nostro Sud: lo scorso anno a esempio c’è stato Un Borgo di Libri Goleto. Il tema di quest’anno è «Cammini» e il festival lo svolge andando in giro per la provincia e toccando i luoghi archetipici letterari del nostro territorio. Il due agosto siamo a Letino, il dodici luglio siamo stati a Carinola e Ventaroli per Matilde Serao. Un Borgo di Libri ha nove anni di vita e nel suo arco di attività ha organizzato, finora, circa quattrocento incontri letterari, teatrali, musicali, fumetti o di cultura varia. 

 

L'acqua che vedi non surge di vena

che ristori vapor che gel converta,

come fiume ch'acquista e perde lena;

 

ma esce di fontana salda e certa,

che tanto dal voler di Dio riprende,

quant' ella versa da due parti aperta.

 

Da questa parte con virtù discende

che toglie altrui memoria del peccato;

da l'altra d'ogne ben fatto la rende.

 

Quinci Letè; così da l'altro lato

Eünoè si chiama, e non adopra

se quinci e quindi pria non è gustato

(XXVIII  vv. 120-138, Purgatorio, Dante Alighieri)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Festival di Mezza Estate LA GRANDE DANZA Don Quixote e Biancaneve TAGLIACOZZO 1-2 agosto


 M.I.C   Regione Abruzzo   Città di Tagliacozzo      Banca del Fucino     Fondazione Carispaq

 

Festival Internazionale

di Mezza Estate

XLII edizione

31/07 - 29/08/2026

LA DANZA:

Don Quixote e Biancaneve

Corpo di ballo e Solisti

dell’Opera di Varna Bulgaria

Info: Tagliacozzo, Sabato 1 e Domenica 2 agosto Chiostro di San Francesco  ore 21,30


 www.festivaldimezzaestate.it  info@festivaldimezzaestate.it  Info point: 0863 610750 – cell.: +39 3459474641 –  I biglietti sono in vendita su www.i-ticket.it Tel.: 0863/25842 – 0863/411830

 


La grande danza del Festival di Mezza Estate


 


 

Torna il Balletto dell’Opera Nazionale Bulgara di Varna, alla XLII edizione del Festival di Mezza Estate, sabato 1 e domenica 2 agosto, nel Chiostro di San Francesco, in Tagliacozzo, alle ore 21,15. Due titoli amatissimi scelti dalla sovrintendente Daniela Dimova per la tournée europea, Don Quixote e Biancaneve. Inizia anche la rassegna dedicata ai libri nel Cortile d’Arme di Palazzo Ducale alle ore 18

 

Entra nel vivo la XLII edizione del Festival di Mezza Estate, con due appuntamenti di danza, dopo il successo dell’Oratorio Pop dedicato da Roberto Molinelli a San Francesco. Un cartellone, che con musica senza confini, con le arti che ormai, da oltre quarant’anni invadono gioiosamente l’incantevole e ospitale borgo di Tagliacozzo in agosto. Una magia reiterata, ancora una volta, sino al 29 agosto, grazie all’eterogeneo cartellone che apre anche al balletto e al teatro, ed eventi extra quali la mostra Contemporanea 2026 a Palazzo Ducale e la sezione libri, (curata personalmente dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio), firmato dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, che festeggia un decennale, impreziosito da all stars, di rilievo internazionale, tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi. Il Festival di Mezza Estate diventa così un “modus vivendi”, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci. Ritorna la Sovrintendente Daniela Dimova col Corpo di Ballo e i solisti del Teatro Nazionale dell’Opera di Varna. Il I agosto sarà in scena, nel Chiostro di San Francesco, alle ore 21,15, Don Quixote di Aloisius Minkus. “Si sale in palcoscenico solo provando dalle sei alle otto ore – ha rivelato il sovrintendente dell’ istituzione nazionale bulgara Daniela Dimova, che seguirà i suoi ballerini nei due spettacoli – perché quando si alza il sipario, sia esso uno spettacolo di prosa o un concerto, o un’opera lirica, o un balletto, tutto deve essere perfetto, che sia la prima o la centesima replica”. La visione superba di una passerella di grande abilità tecnica da parte dell’intera compagnia, poi i colori, la dinamicità, il virtuosismo, la magnificenza e la caratterizzazione, attraverso scene e abiti,   fanno di questo balletto uno dei più popolari e vivaci del repertorio tradizionale. Sergey Bobrov, ha adattato una coreografia straordinariamente ricca di virtuosismi di vivacità, con situazioni di carattere comico, sacrificando il ballet blanc e privilegiando l’aspetto folkloristico ed il colore che l’ambientazione suggeriva, trasformando in realtà  la storia, basata sul romanzo di Miguel de Cervantes, un pretesto per proporre, nell’ambito della tradizione russo-francese dell’epoca, un balletto spagnolo sul collaudato cliché dei due giovani Kitri e Basilio, il cui amore, osteggiato dal padre di lei, trionfava grazie all’intervento di don Chisciotte, che diviene, così una presenza comprimaria necessaria unicamente per conferire unità al racconto. Ne viene fuori, dunque, una storia di gente comune alle prese con le sue vicissitudini quotidiane in una Spagna solare e gioiosa, popolata dalla sua gente più genuina. Sarà Andrea Conforti ad impersonare Kitri, dove ogni passo, anche il più virtuosistico come i lift del passo a due, sarà colorito nel suo significato, fino alla sfida finale dove lo splendore accademico dell’adagio si stempererà nel solo in un fuoco d’artificio di brillante gaiezza, contrappuntato da sguardi, giochi di spalle e fulminanti passés e piqué. Di giovanile baldanza, insieme a notevole presenza scenica, si rivelerà il Basilio di Danylo Motkov, con i grand jeté en tournant e, naturalmente, i famigerati fouettes, oltre il manèges. Quindi i ruoli di carattere, il Don Chisciotte di Vladimir Mozgovoi, un po’ sognatore e un po’ svagato, ma di grande umanità, il rozzo e simpatico Sancho Panza di Nikolaos Somarakis, il buffo Gamache, di Timofei Fedotov, ancora Giovanni Pompei nel ruolo dell’ aitante Espada e la Mercedes di Teodora Galabova. Il 2 agosto, sempre nel Chiostro di San Francesco alle 21,15, la fiaba senza tempo prende vita sul palco con “Biancaneve e i sette nani”, balletto firmato dal celebre coreografo Sergei Bobrov. Tra eleganza, comicità e incanto, rivivrà la storia di Biancaneve, accompagnata dai sette nani e dalle musiche immortali di Čajkovskij, Rachmaninov e Cesare Pugni. Le fiabe hanno un filo rosso che le lega contengono tutte un percorso iniziatico, da Pinocchio, a Cappuccetto Rosso, dal Flauto Magico, al piccolo soldatino di stagno. Biancaneve come ogni inizianda, vaga nella foresta in cerca di se stessa, dimora del Signore degli Animali, degli Spiriti della Natura e degli Antenati. Stanca ed affamata, la fanciulla trova la casina dei Sette Nani, un luogo ctonio dove l’inizianda dovrà restare in isolamento per un lungo periodo, esattamente come Deirdre nella fortezza e le Arrefore nell’Acropoli di Atene. Per Biancaneve inizia il periodo di apprendistato nelle arti domestiche come futura moglie e donna nella casa dei nani. I Sette Nani lavorano tutto il giorno e tornano a casa solo al calar del Sole, e durante il giorno cercano metalli preziosi nelle gallerie del sottosuolo. I nani sono spiriti della Terra e rappresentazione degli Antenati del Clan. Esattamente come un’inizianda che si trova dentro ad una capanna, Biancaneve viene posta sotto la protezione degli Antenati che la guidano verso il suo percorso iniziatico. Infine, la fiaba narra della morte di Biancaneve a causa di una mela avvelenata donatale dalla madre / matrigna travestita da contadina: qui avviene un’altra morte rituale che segna un altro passaggio fondamentale nel cammino spirituale dell’inizianda. La mela avvelenata fa cadere l’inizianda in uno stato alterato di coscienza, un profondo sonno, poi la rinascita, l’inizianda Biancaneve è finalmente ammessa nella comunità come membro adulto, grazie al Principe azzurro, come donna capace di dare la vita. Danzeranno nei ruoli chiave Martina Prefeto, che sarà Biancaneve, il Principe Azzurro Danilo Motkov e la regina Matrigna Teodora Gabalova. Due i titoli in questa prima due giorni, il I agosto verrà presentato “Me se sbrijia lu core: Francesco oltre il mito”  di Claudio Falcone, con letture di Alessia Bianchi Grusvaldi. A ottocento anni esatti dalla sua morte, restituisce Francesco alla sua umanità più autentica: non l'icona devozionale che i secoli hanno levigato fino a renderla irriconoscibile, ma l'uomo che lottava contro sé stesso, contro il padre, contro Dio, e che in quella lotta trovò qualcosa di più grande di qualsiasi vittoria. Il giorno successivo, sarà protagonista Luca Palamara. Il giornalista Alessandro Sallusti torna a intervistare l'ex magistrato Luca Palamara nel libro "Il sistema colpisce ancora. Come salvare la magistratura italiana dal vizio delle correnti e dalle mani dei politici", edito da Rizzoli a gennaio 2026. Si tratta del seguito del fortunato e discusso "Il Sistema" del 2021 e verrà introdotto dall’Avvocato Donatella Amicucci, con gli interventi degli avvocati Franco Colucci e Roberto Verdecchia, moderati da Fabio Ciciotti.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

“Il Mercato Terra e Gusto” torna a Vietri sul Mare: sabato 1° agosto il terzo appuntamento a Marina di Vietri



L’iniziativa promossa dal Comune di Vietri sul Mare in collaborazione con COPAGRI Salerno rinnova l’appuntamento sul lungofiume di via Colombo per valorizzare le eccellenze filiera corta e i sapori tradizionali del territorio.

Prosegue “Il Mercato Terra e Gusto”, la manifestazione dedicata alle eccellenze enogastronomiche a km zero e alla valorizzazione dell’agricoltura locale.


Dopo i riscontri positivi dei primi due appuntamenti, la manifestazione si appresta a vivere il suo terzo appuntamento sabato 1° agosto, nella suggestiva cornice del lungofiume di via Colombo a Marina di Vietri sul Mare, con stand aperti al pubblico dalle ore 18.00 fino alle 24.00.


Promossa dal Comune di Vietri sul Mare con la preziosa e fattiva collaborazione della COPAGRI Salerno, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire ogni primo sabato del mese una vetrina d’eccellenza ai produttori locali, favorendo il contatto diretto tra chi produce e chi consuma, nel segno della genuinità, della sostenibilità e delle tradizioni culinarie del territorio.


«Con questo terzo appuntamento consolidiamo un progetto in cui crediamo fortemente per la promozione di Vietri sul Mare e delle sue risorse» dichiara il Sindaco di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone. «L’entusiasmo riscontrato nei primi mercati conferma che la strada intrapresa è quella giusta: offrire a cittadini e turisti la possibilità di scoprire i sapori autentici della nostra terra, animando la nostra Marina e sostenendo concretamente il comparto produttivo locale».


«La continuità di questa iniziativa dimostra quanto sia forte il legame tra il territorio e le sue radici agricole» aggiunge la Presidente di Copagri Salerno, Angela Pisacane. «Portare i prodotti d’eccellenza direttamente al consumatore non rappresenta solo una garanzia di qualità e tracciabilità, ma è anche un momento strategico di valorizzazione del lavoro dei nostri agricoltori. Ringraziamo l’amministrazione comunale per questa proficua collaborazione che valorizza l'intera filiera corta».


Gli stand del mercato proporranno una ricca selezione di eccellenze enogastronomiche, tipicità stagionali e prodotti agricoli freschi e trasformati, pronti ad accogliere cittadini, visitatori e turisti in una piacevole serata estiva tra gusto e tradizione.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Roberto Alessi firma "Alta portineria", nuova rubrica su "Il Giornale"


 


A partire da venerdì 31 luglio 2026, Roberto Alessi firma sulle pagine de Il Giornale la nuova rubrica «Alta portineria», un appuntamento a cadenza settimanale dedicato al mondo del gossip, dello spettacolo e del costume. La rubrica sarà pubblicata ogni venerdì e affronterà le vicende legate ai personaggi pubblici attraverso un racconto che, oltre alla cronaca delle singole storie, punta a osservare i cambiamenti nei comportamenti, nel linguaggio e nelle abitudini della società contemporanea.

L'impostazione della nuova rubrica non sarà infatti quella di una semplice raccolta di indiscrezioni o di episodi di gossip scandalistico. Le notizie provenienti dal mondo dello spettacolo potranno diventare il punto di partenza per una riflessione più ampia sui fenomeni sociali e culturali che accompagnano la vita pubblica. Il racconto delle vicende dei personaggi famosi sarà quindi affiancato da una lettura del contesto nel quale queste storie si sviluppano e vengono percepite dal pubblico.

Tra gli argomenti che potranno trovare spazio nella rubrica ci sono separazioni di personaggi noti, nuove amicizie, apparizioni pubbliche, defezioni, dichiarazioni e piccoli scandali. Episodi apparentemente legati soltanto alla cronaca rosa potranno essere utilizzati per affrontare questioni relative ai costumi e alle trasformazioni della società, ma anche al modo in cui oggi vengono raccontate le persone esposte all'attenzione dei media.

Un'attenzione particolare sarà rivolta anche al rapporto tra dimensione pubblica e vita privata. La crescente presenza dei social network e la diffusione di informazioni e immagini attraverso i canali digitali hanno modificato il confine tra ciò che appartiene alla sfera personale e ciò che diventa oggetto di interesse collettivo. In questo scenario, anche il gossip può rappresentare un osservatorio sui comportamenti e sulle dinamiche della comunicazione contemporanea.

La rubrica firmata da Alessi si propone inoltre di osservare l'evoluzione del linguaggio utilizzato per raccontare personaggi e vicende dello spettacolo. Le parole, le definizioni e i modi con cui vengono descritte separazioni, relazioni, apparizioni e controversie possono infatti riflettere cambiamenti più generali nel modo di interpretare il rapporto tra pubblico, celebrità e informazione.

L'approccio sarà caratterizzato da un tono leggero, ma con l'intenzione di cogliere anche gli aspetti sociali che si trovano dietro le singole vicende. Nell'articolo di presentazione della nuova rubrica, questa impostazione viene sintetizzata con l'espressione «storie con meno cravatta e più sorrisi», a indicare un racconto orientato all'intrattenimento, ma allo stesso tempo attento alle trasformazioni del costume.

«Alta portineria» sarà dunque un appuntamento fisso del venerdì sulle pagine de Il Giornale, con la firma di Roberto Alessi, a partire dal 31 luglio 2026. La rubrica seguirà le vicende del mondo dello spettacolo e del costume utilizzando il gossip come punto di osservazione sulla società, sui suoi cambiamenti e sul modo in cui il confine tra vita privata e dimensione pubblica continua a modificarsi.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

SALERNO SUMMER CONCERTS Eredità Rivoluzionarie il 31 luglio SALERNO

 SALERNO CLASSICA

IncontriAMO la Musica

In collaborazione con

Associazione Alessandro Scarlatti

 




Salerno Summer Concerts

Museo Diocesano 3 luglio-8 agosto

presenta

“Eredità rivoluzionarie:

Il Genio tra Settecento e Novecento”

i docenti e gli allievi di MusicAlburni 2026


Salerno, venerdì 31 luglio, ore 20,30 Chiostro del Museo Diocesano-biglietto PostoRiservato  euro 12+ Diritti.  Info.: cell.:+39 3928435584 - salernoclassica@gmail.com

 

 


Salerno Summer Concerts: Eredità Rivoluzionarie


Penultimo appuntamento con la grande musica nel chiostro del Museo diocesano di Salerno, promossi da Salerno Classica e dall’Associazione Alessandro Scarlatti. Venerdì 31 luglio alle ore 20,30 i docenti e gli allievi di MusicaAlburni 2026, Giuseppe Carotenuto Federica Paduano Leonora Pacitto Rosa Martinangelo, violini, Luca Improta e Michael Iadanza, Aurelio Bertucci e Michelangelo Carotenuto al violoncello, con Mario Paglietta al pianoforte.

 

Penultimo appuntamento dei Salerno Summer Concerts, una eterogenea rassegna di otto concerti, promossi dalla Associazione Gestione Musica, presieduta dal cellista Francesco D’Arcangelo e dall’ Associazione Alessandro Scarlatti, guidata da Oreste de Divitiis, con il sostegno del Fondo Nazionale dello Spettacolo dal vivo, Ministero dei Beni Culturali e Regione Campania Legge 6/2007.  Venerdì 31 luglio, alle ore 20,30 Salerno Classica presenta “Eredità rivoluzionarie: Il Genio tra Settecento e Novecento” con i docenti e gli allievi di MusicaAlburni 2026, Giuseppe Carotenuto Federica Paduano Leonora Pacitto Rosa Martinangelo, violini, Luca Improta e Michael Iadanza, Aurelio Bertucci e Michelangelo Carotenuto al violoncello, con Mario Paglietta al pianoforte. La serata principierà con il Quartetto con pianoforte K 478, n°1 in Sol minore di Wolfgang Amadeus Mozart, datato 1785, considerato il primo grande capolavoro scritto per questo tipo di organico (pianoforte, violino, viola e violoncello). Prima di quest'opera, il genere era inteso soprattutto come musica di intrattenimento in cui gli archi si limitavano ad accompagnare il pianoforte. Mozart, invece, creò un vero e proprio dialogo drammatico e paritario tra gli strumenti. L'editore di Vienna, Franz Anton Hoffmeister, aveva commissionato a Mozart una serie di tre quartetti con pianoforte. Tuttavia, dopo la pubblicazione di questo primo quartetto in Sol minore, l'opera si rivelò un fallimento commerciale. Il pubblico e i musicisti dilettanti dell'epoca trovarono la composizione troppo difficile da eseguire e lo stile troppo complesso e drammatico per i salotti privati. Hoffmeister decise quindi di sciogliere il contratto, liberando Mozart dall'obbligo di scrivere gli altri due quartetti (anche se il compositore ne scriverà comunque un secondo l'anno successivo, il K. 493 in Mi bemolle maggiore).

Il quartetto è diviso nei classici tre movimenti della forma sonata strumentale. L’opera è aperta da un Allegro intenso, cupo e drammatico. Il tema principale, severo e vigoroso, viene esposto subito da tutti gli strumenti all'unisono, in quella tonalità che è la stessa che Mozart userà per altre composizioni celebri e tormentate, come la Sinfonia n. 40, segue l’ Andante, un movimento lirico, sereno e disteso, che offre un momento di tregua e profonda espressività dopo la tensione del primo movimento, quindi, il Rondò, l’Allegro moderato  in Sol Maggiore, tonalità, tonalità luminosa e propositiva. È un movimento brillante, ricco di inventiva e di passaggi virtuosistici per il pianoforte, dal carattere decisamente più ottimista. L'editore di Vienna, Franz Anton Hoffmeister, aveva commissionato a Mozart una serie di tre quartetti con pianoforte. Tuttavia, dopo la pubblicazione di questo primo quartetto in Sol minore, l'opera si rivelò un fallimento commerciale. Il pubblico e i musicisti dilettanti dell'epoca trovarono la composizione troppo difficile da eseguire e lo stile troppo complesso e drammatico per i salotti privati. Hoffmeister decise quindi di sciogliere il contratto, liberando Mozart dall'obbligo di scrivere gli altri due quartetti (anche se il compositore ne scriverà comunque un secondo l'anno successivo, il K. 493 in Mi bemolle maggiore).

In chiusura, l’ Ottetto di George Enescu op. 7 in Do Maggiore, datato 1900, una combinazione tra il linguaggio musicale del periodo tardo-romantico e la scrittura polifonica che tanto affascinava il compositore rumeno, articolato in quattro sezioni distinte i cui temi ricorrenti creano un unico e complesso movimento sinfonico.  Intorno alla figura e al genio di George Enescu, «il più europeo dei musicisti rumeni» si è formata nel tempo una discreta contraddizione. Da un lato infatti ognuna delle sue composizioni è divenuta in patria il punto di riferimento per interpreti e pubblico. Dall’altro lato, invece, nel resto del continente e altrove ancora il suo nome non viene immediatamente ricondotto nel novero dei grandissimi compositori del Novecento musicale. In quale modo si spiega tale contraddizione? Mentre egli era vivo, molti suoi brani rimasero inediti, mentre altre sue pagine maggiori conobbero troppo spesso una certa dimenticanza subito dopo le prime esecuzioni. Senza dubbio poi la sua acclamata fama mondiale di violinista, ma anche di pianista, direttore e didatta, eclissò agli occhi del pubblico la sua attività di compositore. Inoltre, quando Enescu scomparve, il mondo musicale era ormai in profonda trasformazione e le forme in cui la sua creatività aveva trovato espressione stavano per essere completamente liquidate come incapaci di condurre linfa al progresso musicale. Giunto all’età di diciannove anni, Enescu ritenne che fosse giunto il momento di affrontare la composizione di vasto respiro e si accinse alla lavorazione dell’Ottetto. Il giovane compositore si rese immediatamente conto che l’impostazione in quattro movimenti di estese proporzioni avrebbe potuto causare seri problemi di gestione della forma. Egli ebbe in seguito a dichiarare: “Mi trovavo alle prese con un problema di costruzione, volendo scrivere questo Ottetto in quattro movimenti incatenati, rispettando l’autonomia di ciascuno di questi movimenti, in maniera che il tutto formasse un solo grande movimento di sonata, estremamente allargato. (...) Mi consumavo nel far stare in piedi un brano di musica articolato in quattro segmenti di una lunghezza tale che ciascuno di essi rischiava ad ogni momento di spezzarsi. Un ingegnere, lanciando su un fiume il suo primo ponte sospeso non prova maggiore angoscia di quanta ne sentissi io ad annerire la mia carta pentagrammata. Ma questa ricerca era appassionante”. Il primo movimento, Très modéré, principia con un  unisono cui partecipano sette degli otto, una campata dalla melodia ampia e magniloquente, che spazia dal grave all’acuto alternando frammenti di modo maggiore e modo minore. Segue un secondo tema sottoposto a un trattamento strettamente fugato.Il secondo tema cede il passo al ritorno del tema iniziale, in modo che il primo movimento si configura quindi secondo la più classica delle forme-sonata, con uno sviluppo caldo e espressivo in cui aleggiano insieme gli spiriti di Brahms e dello Dvorˇák più slavo, spingendo tuttavia le armonie verso lidi ben più arroventati e concludendosi infine sulla ripresa – con variazioni libere – del tema principale, a mezza voce, affidato al violino. Il secondo movimento, Très fougueux è un nuovo unisono, in questo caso impetuoso e sforzando. Le figurazioni ritmiche assumono una forma che ricorda in maniera lampante il primo tema. Enescu sperimenta in questo modo, oltre la forma-sonata servita da modello per il primo movimento, una forma ciclica che cementa tutto l’Ottetto: il tema principale del primo movimento, insieme ad altri spunti secondari germinati a mano a mano che il brano procede, ritorneranno più volte anche nel corso del terzo e del quarto movimento, secondo la lezione ereditata da César Franck. Si passa senza soluzione di continuità al terzo movimento, Lentement, basato sulla ripetizione di un modulo in cui i violini assumono un andamento e una melodia cullanti, quasi di ninna-nanna. Anche in questo movimento Enescu è fedele sia alla forma-sonata sia alla forma ciclica: la forma-sonata è visibile nell’impiego di un certo sviluppo e del ritorno della cellula iniziale, riproposta più volte, in un caso addirittura con accenti cadenzati e strazianti; la forma ciclica invece è garantita dall’inserto del tema principale del primo movimento. Il tutto sfocia nel quarto movimento, Moins vite. Mouvement de valse: in realtà il movimento non corrisponde tanto a un valzer, quanto a un tempo ternario rapido, in cui viene impostato un tema turbinante. Questo introduce un certo atteggiamento contrappuntistico, che viene combinato con il tema principale del primo movimento grazie a un magistero tecnico sorprendente. Dopo un sollievo relativo, lo sviluppo riprende un ritmo incalzante anche se discreto: riprende nuovamente il contrappunto fitto dei violini, sovrastato dalle linee melodiche dei violoncelli. Così, l’epilogo dell’Ottetto, con la ricongiunzione del contrappunto dei violini e della melodia dei violoncelli, non può che essere lirico: il lungo viaggio iniziato con un’audace campata in bilico sulla tonalità, sicuramente ossequiosa verso l’accademismo delle capitali europee, si conclude lasciando parlare il cuore, con le sue inflessioni modali e spontanee.

 

Finale l’ 8 agosto con l’ Orchestra Salerno Classica diretta da Francesco D’Arcangelo, in una serata monografica dal titolo “Chiaroscuri mozartiani”, che prevede in apertura l’esecuzione la Sinfonia in do magg. “Linz” K 425”, un omaggio allo stile di Haydn sin dal primo movimento che, per la prima volta in una sinfonia di Mozart, è un tempo lento. La tonalità in do maggiore e l’uso di trombe e timpani anche nei tempi lenti sono indicativi della destinazione a musica festosa e celebrativa, tuttavia non mancano momenti introspettivi caratterizzati da tratti contrapposti, oscillanti tra mestizia e serenità e tra delicatezza e baldanza. Sigillo con il Concerto per pianoforte e orchestra K466 in re minore, affidato a Costantino Catena. Travolta ogni corrente tipologia galante o militare, Mozart opta qui per un marcato dualismo fra pianoforte e orchestra, fino a investire di significati drammatici la stessa struttura formale. Dominante in tutto il primo tempo, fin dalle sincopi inquiete che sostengono il primo tema, questo carattere cede nella Romanza a una cantabilità di estrema carica espressiva, incorniciando la nuova esplosione drammatica della sezione centrale ancora in minore. Nel finale lo schematismo consueto alla forma del rondò è superato da un itinerario tonale che alterna maggiore e minore con sottile drammaturgia, fino alla chiusa, che sembra quasi accogliere un ruvido accenno umoristico.


Al via la vendita dei biglietti per "Gli Ozi di Ercole" 2026: tre serate tra amore e guerra a Ercolano

 GLI OZI DI ERCOLE
BIGLIETTI GIÀ IN VENDITA
Edizione 2026 · Amore e guerra, tra mito, poesia e filosofia
Parco Archeologico di Ercolano ·  10, 11 e 12 settembre 2026  ·  ore 20:00

 



Torna al Parco Archeologico di Ercolano “Gli Ozi di Ercole”, la rassegna estiva di lezioni-spettacolo, reading teatrali e concerti che per tre serate trasforma l’Antica Spiaggia in un palcoscenico a cielo aperto, tra le rovine restituite dall’eruzione del 79 d.C.


L’edizione 2026 — in programma il 10, l’11 e il 12 settembre — ha per titolo e filo conduttore il binomio amore e guerra: un legame che attraversa tutta la cultura classica, da Platone a Tucidide, da Lucrezio a Freud, e che richiama nel titolo anche il celebre film di Woody Allen. Un viaggio tra poesia e filosofia, in un continuo dialogo fra antico e moderno, in cui ogni conversazione trova il proprio contrappunto in una lettura scenica e ogni serata si chiude in musica, tra sonorità popolari, colte, rock e jazz, senza gerarchie.


IL PROGRAMMA

10 SETTEMBRE
Nella mischia. Tra amore e guerra
Lucia Mascino / Laura Pepe
 
Canti d’amore e di guerra
Ambrogio Sparagna / Raffaello Simeoni in concerto
11 SETTEMBRE
Furiose. Sulla follia d'amore
Carmen Gallo / Isabella Ragonese / Silvia Romani
 
Il panettiere e l’astronomo. Le due vite di Johann Sebastian Bach
Conversazione con Carlo Boccadoro
 
12 SETTEMBRE
Baci e morsi. Se l’amore ti fa a pezzi
Gennaro Carillo / Federica Fracassi
 
Acqua santa
Francesco Di Bella in concerto

 


 
INFORMAZIONI PRATICHE

Date e orari
Tre aperture serali, il 10, l’11 e il 12 settembre 2026. Il Parco Archeologico sarà accessibile al pubblico dalle ore 20:00 alle ore 24:00, con ingresso da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. L’accesso a ciascuna serata è consentito a un massimo di 400 persone.
Biglietti disponibili su Gli Ozi di Ercole | Amore e guerra | CoopCulture

    Intero: € 10,00
    Ridotto 18-25 anni non compiuti compresi i cittadini UE: € 5,00
    Abbonamento nominativo all’intera rassegna: € 15,00 (valido per l’ingresso alle serate dal 10 al 12 settembre)
    Gratuito per i minorenni, per i disabili e un loro accompagnatore, per i possessori di abbonamento al Parco Archeologico di Ercolano (acquistabile sia on line sul sito ercolano.coopculture.it, sia presso la biglietteria del Parco), previa prenotazione sul sito ercolano.coopculture.it

La biglietteria è attiva online e in loco fino all’orario di inizio dell’evento e fino a esaurimento dei posti disponibili.
 
Consigli utili


    Si raccomanda l’uso di scarpe basse e comode.
    Si consiglia di proteggere la pelle con repellenti per insetti, per un maggiore comfort durante gli spettacoli serali.

Parcheggi

    Parcheggio gratuito, fino a esaurimento posti, presso l’Istituto Comprensivo 1 “Giulio Rodinò” (Via IV Novembre, 43) e presso l’Istituto Comprensivo “Iovino Scotellaro” (Traversa I Via IV Novembre, 28).
    Parcheggio a pagamento presso il Parcheggio Comunale “Herculaneum Parking”, in Via dei Papiri Ercolanesi.

 




Parco Archeologico di Ercolano
Corso Resina

Ercolano

Napoli

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

LA SPEZIA - Gli ascensori pubblici tra via Indipendenza, via XX Settembre e via XXVII Marzo ampliano l’orario di apertura: saranno fruibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7

La Spezia, 30 luglio 2026 – A partire da sabato 1° agosto 2026, gli ascensori pubblici che collegano via Indipendenza, via XX Settembre e via XXVII Marzo saranno aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, garantendo un servizio continuo a cittadini e visitatori.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Continuiamo a investire per migliorare i servizi offerti ai cittadini e ai visitatori. L’estensione dell’orario di apertura degli ascensori a 24 ore su 24, 7 giorni su 7, rappresenta una risposta concreta alle esigenze di mobilità di una città sempre più dinamica e attrattiva. Un obiettivo perseguito con determinazione dall’Amministrazione, che dopo un complesso percorso è riuscita a reperire le risorse necessarie per rendere possibile questo importante potenziamento del servizio. Si tratta di un’infrastruttura strategica, utilizzata quotidianamente da residenti, lavoratori, studenti e turisti, che consente di collegare in modo rapido, sicuro e accessibile diverse zone della città. Dopo aver realizzato un impianto moderno, efficiente e tecnologicamente avanzato, oggi compiamo un ulteriore passo avanti, offrendo un servizio ancora più completo e continuando a investire per migliorare la qualità della vita urbana e valorizzare il nostro centro storico.”

L’ascensore “San Giorgio”, completamente rinnovato e riaperto lo scorso aprile, collega il centro storico con il Castello San Giorgio, l’Accademia Capellini, il Parco delle Clarisse e i principali musei cittadini, tra cui il Museo Etnografico “Giovanni Podenzana”, il Museo Civico “Amedeo Lia” e il CAMeC, rappresentando un’infrastruttura fondamentale per la mobilità verticale della città.

L’intero percorso meccanizzato, composto dall’ascensore verticale e dall’ascensore inclinato, è inoltre dotato di un sistema di videosorveglianza collegato alla Polizia Locale e alle altre Forze dell’Ordine, a garanzia della sicurezza degli utenti.

Con il nuovo orario continuativo, il servizio sarà disponibile senza interruzioni, offrendo un collegamento efficiente, sicuro e accessibile in ogni momento della giornata.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA