domenica 12 luglio 2026

Santa Maria Maddalena - Novena a Santa Maria Maddalena

 Ricorrenza

 22 luglio


 

Guido Reni (1635) "Maddalena Penitente" - Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini, Roma



Patrona di:
Castiglione del Lago, Artena, Pieve di Soligo, Volpago del Montello, Volvera, Casamicciola Terme, Volta Mantovana, Borgetto, Galliera Veneta, Cappella Maggiore


Protettrice:
delle prostitute pentite, parrucchieri, penitenti
Luogo reliquie: Basilica di Santa Maria Maddalena


Novena a Santa Maria Maddalena
periodo:
dal 13 al 21 luglio


I. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, tocca appena dalla grazia, rinunciaste subitamente a tutti i piaceri del mondo per consacrarvi all’amore di Gesù Cristo, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di corrispondere anche noi fedelmente a tutte le divine ispirazioni.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

II. O modello calpestando generosamente tutti i riguardi del mondo, compariste nell’abito il più dimesso in quelle stesse contrade nelle quali avevate condotto in trionfo il vostro lusso, la vostra vanità, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di superare tutti gli ostacoli che si incontrano nella via della salute, e specialmente gli umani rispetti, con cui tanto volte abbiamo traditi i nostri più sacri doveri e i nostri più grandi interessi.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

III. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, piangendo con le lacrime le più amare, con la contrizione la più viva i vostri errori, meritaste di essere da Gesù Cristo medesimo assicurata di un assoluto perdono, ottoneteci, vi preghiamo, la grazia di detestare e piangere incessantemente tutti i nostri falli, onde assidurarcene la remissione al tribunale di Dio.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

IV. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, convertita sinceramente a Gesù Cristo, vi faceste un dovere ed una gloria di costantemente accompagnarlo nei viaggi, ascoltarlo nei discorsi, servino nei bisogni, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di mettere tutta la nostra consolazione nell’assistere ai divini misteri, ricevere i ss. Sacramenti, ascoltare la divina parola, soccorrere i poveri, che sono le immagini più vive del nostro Signor Gesù Cristo.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

V. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena non abbandonaste nostro Signor Gesù Cristo nemmeno allora che, spontanea vittima del furor dei suoi nemici agonizzava sul patibolo della croce, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di perseverare fedelmente nel divino servizio anche fra le desolazioni, le malattie, le avversità e le persecuzioni con cui piacerà al Signore di provarci.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

VI. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che in premio della vostra fede e del vostro amore, foste consolata dalla visita di nostro Signor Gesù Cristo risorto, che vi onorò della sua prima apparizione, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di menar sempre una vita così illibata e così santa, da meritarci dopo morte la visione beatifica del sommo Bene nella casa della sua gloria.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

VII. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che quantunque accertata del perdono delle vostre colpe, pure non lasciaste di piangerle in tutto il tempo di vostra vita con continui digiuni ed incessanti austerità, per cui meritaste d’essere tante volte visitata dagli Angeli, e da loro assistita nell’estremo passaggio, e accompagnata al Paradiso, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di non rallentarci giammai nell’esercizio della penitenza così necessaria alla salute, onde assicurarci la tranquillità dei giusti alla morte, o la beatitudine dei Santi nell’eternità.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. 

 

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sabato 11 luglio 2026

Addio a Peppino di Capri


Oggi la musica piange un grande autore: Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, aveva 86 anni ed era malato da tempo, si è spento questa mattina nella sua amata isola di Capri.

Ricordato per i suoi brani cult come ‘Champagne’, è stato uno dei più celebri cantanti, pianisti e attori italiani, vinse due Festival di Sanremo.

Nato a Capri il 27 luglio 1939, ha segnato la storia della musica leggera italiana unendo la tradizione napoletana con il rock'n'roll e il twist americano.

I funerali si svolgeranno domani pomeriggio presso l'ex cattedrale di Santo Stefano in piazzetta, a Capri.
 

 

La Notte dei Festival il 12 luglio ad Atrani e i premi “speciali” del Menotti Art Festival Spoleto il 13 luglio a Cetara per festeggiare i gemellaggi di ..incostieraamalfitana.it




“La ventesima edizione di ..incostieraamalfitana .it è un momento che vuole aiutarci a riflettere sull’importanza del leggere oggi e sullo stato di salute della Cultura nel nostro Paese, anche attraverso eventi gemellati con la Festa del Libro in Mediterraneo”, sottolinea il direttore organizzativo del festival Alfonso Bottone nel presentare i due appuntamenti de La Notte dei Festival domenica 12 luglio ad Atrani, e della serata “speciale” di lunedì 13 luglio a Cetara con il Menotti Art Festival Spoleto.

 

 

Il 12 luglio allo Scoglio a Pizzo di Atrani dalle ore 20.00 si avvicenderanno il Festival Internazionale del Cinema di Salerno con il direttore artistico Paola De Cesare per lanciare l’edizione numero 80 della prestigiosa kermesse campana, che ne fa, dopo la Mostra del Cinema di Venezia, il festival di genere più longevo in Italia; il Concorso letterario "Raccontami in 25 parole" Rimini, ideato dalla scrittrice Maggie van der Toorn, di origini olandesi, che domenica presenta il suo libro “Crescita. Una piccola vita, una grande cura”; il Festival del Nuovo Rinascimento Milano con la scrittrice Stefania Romito, tra le figure centrali dell’evento, che ad Atrani presenta i volumi “Boccaccio. Viaggio nella VI giornata del Decameron” ed “Eugenio Montale. Tra il mal di vivere e il mare”, pubblicati entrambi da Passerino; il Premio letterario nazionale "Città di Taranto" ideato dalla scrittrice Lucrezia Maggi, con un salotto letterario che ospiterà gli autori vincitori dell’edizione 2025 del premio tarantino: per la sezione “narrativa edita” la scrittrice pugliese Lucy Oliva con “E i corvi stanno a guardare”, e per la sezione “poesia edita” la poetessa siciliana Virna Chessari con “Di Argilla e Infinito” (Danaus). Ai 46 eventi culturali già gemellati con ..incostieraamalfitana .it si aggiungeranno nel corso della manifestazione atranese il Premio Letterario “Città di Siena” promosso dal Gruppo Scrittori Senesi, che sarà presente con il presidente Sarita Massai e la segretaria Marinella Milanese. Con loro anche Donatella Pollini, direttrice e organizzatrice di “Notte di Poesia” a Sovicille, comune del senese. Terzo evento a gemellarsi il 12 luglio il Premio Letterario Nazionale (letteratura sociale) “Sororanze”, promosso dal Coordinamento World Women Talent System Abruzzo, con l’intervento della coordinatrice Margherita Bonfilio. Ne “La Notte dei Festival” anche la Costiera delle Arti attraverso i corti cinematografici della regista Biancamaria Savo, i monologhi ed i versi di Rosaria Zizzo da “Amore Dolore Follia”, le “arie” immortali sul mare di Atrani del soprano Laura De Vita, alle quali il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana .it Alfonso Bottone, che condurrà la serata, consegnerà i Premi MarediCosta promozione culturale.

 


 


Tra  gli eventi gemellati con la Festa del Libro in Mediterraneo il Menotti Art Festival Spoleto che lunedì 13 luglio a Cetara consegnerà, anche quest’anno, dei riconoscimenti “speciali” a protagonisti dell’arte e della cultura campana. La serata in Piazza San Francesco sarà aperta, alle ore 20.00, dalla presentazione di “Alfred Nobel, la sfida da un milione di dollari” (Graus) di Luca Filipponi, presidente del festival spoletino, e “L’isola di Ventotene. L’Europa e lo Stato” (Solfanelli) del giurista Francesco Petrillo. A seguire i Premi Menotti Art Festival Spoleto a Pietro Gatto, pianista e concertista; Alfonso Tortora, docente universitario, saggista, storico; Anna D’Elia, artista; Francesco Terrone e Giuseppe Petrarca, scrittori; Mario Colonna, proprietario dell’Art Hotel “Gran Paradiso” Sorrento.


L’evento del 13 luglio apre di fatto l’ultima settimana della 20a edizione di ..incostieraamalfitana .it che porta alle serate finali del 16 e 17 luglio a Cetara, con la proclamazione del vincitore del Premio Costadamalfilibri.


Per saperne di più consultare la pagina facebook @incostieraamalfitana.it 

o su Instagram incostieraamalfitana.it.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Il Sindaco Peracchini e l’assessore Giarelli hanno premiato gli atleti spezzini della Pallanuoto Venere Azzurra per la promozione in Serie B

 




La Spezia, 11 luglio 2026 - Il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e l’assessore allo Sport Alberto Giarelli hanno consegnato a Palazzo Civico una targa agli atleti spezzini della Pallanuoto Venere Azzurra per la promozione in Serie B, conquistata al termine della stagione sportiva 2025/2026 con la vittoria del campionato di Serie C.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “La conquista della Serie B da parte degli atleti spezzini della Pallanuoto Venere Azzurra rappresenta un motivo di grande orgoglio per l'intera città. La Spezia continua a distinguersi grazie a donne e uomini che, con impegno e passione, portano in alto il nome del nostro territorio nelle competizioni nazionali. A tutti gli atleti, all'allenatore Carlo Foti, allo staff tecnico, alla società e a chi ha sostenuto questo percorso rivolgo le più sentite congratulazioni. Questo traguardo è il meritato riconoscimento di un lavoro costruito giorno dopo giorno e dimostra come lo sport, con i suoi valori di dedizione, disciplina e spirito di squadra, sia una straordinaria scuola di vita e un patrimonio prezioso per la nostra comunità”.

 




Un riconoscimento che l’Amministrazione ha voluto tributare agli atleti, allo staff tecnico guidato da Carlo Foti e alla società per un risultato di grande valore per lo sport spezzino.

La promozione è arrivata dopo il successo nella finale playoff contro Azzurra Nuoto Prato, vinta 13-11 a Firenze, al termine di una gara combattuta e decisa da una grande rimonta nell’ultimo quarto.

Con questo traguardo, la Pallanuoto Venere Azzurra raggiunge la Serie B e porta ancora una volta il nome della Spezia nel panorama sportivo nazionale, confermando la crescita di una realtà importante per il movimento pallanuotistico cittadino.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

venerdì 10 luglio 2026

“Rinascere con le pietre. Manuale illustrato di cristalloterapia, chakra ed energia consapevole” - Edizioni “Il Saggio”




Rinascere con le pietre. Manuale illustrato di cristalloterapia, chakra ed energia consapevole


di Franca Rispoli


Edizioni “Il Saggio”

Castellabate 2026, pp. 60, Euro 15,00

 


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“Anime fragili. I tre racconti di Lucia Salicone”, Edizioni “Il Saggio”



“Anime fragili. I tre racconti di Lucia Salicone

di Lucia Salicone,


Edizioni “Il Saggio”

Castellabate 2026, pp. 144, Euro 15,00

 


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Marco Turati è il nuovo allenatore dello Spezia calcio, il sindaco Peracchini: “Bentornato mister”

La Spezia, 10 luglio 2026 – Il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini rivolge il proprio benvenuto a Marco Turati, scelto come nuovo allenatore dello Spezia Calcio.

“Bentornato alla Spezia, mister Turati. Ritrova una città che conosce bene, dopo l’esperienza vissuta dal 2019 al 2021 come collaboratore tecnico nello staff di Vincenzo Italiano, contribuendo alla storica promozione in Serie A e alla successiva stagione nella massima serie.  

Desidero rivolgere a lui e allo staff tecnico un sincero in bocca al lupo per questa nuova avventura, con l’auspicio che possa riportare entusiasmo, compattezza e soddisfazioni ai tanti tifosi aquilotti.

Un ringraziamento al direttore sportivo Guido Angelozzi, a tutta la dirigenza e alla proprietà, ovvero Thomas Roberts e il Presidente Charlie Stillitano, per il lavoro che stanno portando avanti nella costruzione del nuovo percorso dello Spezia Calcio. Siamo certi che, con impegno, serietà e spirito di squadra, potranno essere poste le basi per una stagione all’altezza della storia e dell’orgoglio aquilotto. Sempre Forza Aquile e Forza Spezia”.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

 

L’ENIGMA DEL SORRISO

Presentazione della mostra nazionale d’arte antica

L’ENIGMA DEL SORRISO


Antonello da Messina tra Cefalù e Torino: la trasformazione del ritratto come luogo di costruzione dell’identità moderna e della scoperta dell’Io

Cefalù, Museo Mandralisca | 11 luglio – 04 novembre 2026

Torino, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica | 12 novembre 2026 – 22 febbraio 2027

Un dialogo unico tra due capolavori assoluti del Rinascimento europeo

 

 


A Cefalù il 10 luglio 2026 si inaugura un progetto espositivo di eccezionale rilievo nazionale, dal titolo: “L’enigma del sorriso, Antonello da Messina tra Cefalù e Torino”. Un evento costruito attorno al confronto diretto di due tra i più celebri e misteriosi ritratti del Quattrocento europeo e che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni del 160° anniversario della nascita della Fondazione Culturale Mandralisca, istituita con Regio Decreto del 21 luglio 1866, sotto il Regno di Vittorio Emanuele II. L’appuntamento culturale si svolge anche nell’anno in cui ricorre il cinquantennale dall’uscita del romanzo “Il sorriso dell’ignoto marinaio” dello scrittore siciliano Vincenzo Consolo, il quale contribuì ad accrescere la fama internazionale del capolavoro antonelliano, custodito presso il Museo Mandralisca, e a far conoscere la figura dello studioso, politico e mecenate Enrico Pirajno di Mandralisca. L’iniziativa, che offre l’occasione di ammirare per la prima volta in Sicilia il ritratto “Trivulzio”, è stata organizzata grazie alla collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca E.T.S. e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, istituzioni tra le più importanti del panorama culturale italiano, sulla base di un progetto scientifico che accosta i due capolavori del maestro messinese che segnarono la nascita della ritrattistica moderna e la scoperta psicologica dell’Io.

 La mostra, della quale è stato pubblicato un pregevole catalogo, mette in relazione il Ritratto d’uomo del Museo Mandralisca di Cefalù e il Ritratto d’uomo di Palazzo Madama a Torino (conosciuto anche come Ritratto Trivulzio), opere considerate come vertici assoluti della ritrattistica rinascimentale, entrambe realizzate da Antonello da Messina, definito dai contemporanei, Non humani pictoris.

Il progetto espositivo non nasce da una logica comparativa tradizionale, ma da una precisa ipotesi critica: rendere visibile la trasformazione del ritratto come luogo di costruzione dell’identità moderna, in cui il volto diventa spazio della coscienza, della relazione e del pensiero.

 




Antonello da Messina e la nascita del volto moderno


Antonello da Messina, nato tra il 1425 e il 1430, occupa una posizione centrale nella storia dell’arte europea del XV secolo. La sua formazione nel Mediterraneo – tra Messina, Napoli e la cultura della corte aragonese – si intreccia con la lezione fiamminga e con la successiva esperienza veneziana, che segna il compimento della sua ricerca. La sua pittura non si limita alla rappresentazione del reale, ma lo interroga. Nei suoi ritratti il volto non è mai semplice fisionomia: è presenza, tensione interiore, costruzione mentale. La luce diventa strumento di pensiero, la forma diventa struttura psicologica.


Il Ritratto d’uomo di Cefalù: identità e ambiguità


Il dipinto del Museo Mandralisca è universalmente noto per l’intensità del suo sguardo e per l’ambiguità del sorriso che lo caratterizza. La tradizionale denominazione di “Ignoto marinaio”, pur radicata nella fortuna letteraria dell’opera di Vincenzo Consolo, non restituisce la complessità del personaggio, la cui identità rimane volutamente sospesa.

Il sorriso non è un semplice dettaglio espressivo: è un dispositivo relazionale. Esso crea una tensione con lo spettatore, oscillando tra ironia, complicità e distanza. Il volto, costruito con saldo impianto volumetrico, conserva una vibrazione narrativa: sembra alludere a un pensiero in atto, a una coscienza che si manifesta nell’istante.

In quest’opera il ritratto è ancora evento psicologico. Il soggetto appare colto in una dimensione dinamica, in cui la luce modella la superficie ma lascia emergere una sottile instabilità interiore. Il sorriso apre una storia senza raccontarla, invita lo spettatore a colmare un vuoto di senso.

Il Ritratto d’uomo di Torino: il volto come spazio


Nel ritratto torinese la ricerca antonelliana raggiunge un grado ulteriore di concentrazione e sintesi. L’immagine è costruita con estrema economia formale: lo spazio ambientale si ritrae, gli elementi accessori sono ridotti al minimo, la figura si concentra nella monumentalità del volto.

Qui il volto non è soltanto superficie espressiva, ma struttura spaziale. La luce non proviene da un contesto esterno percepibile, ma sembra irradiarsi dall’interno, modellando la pelle con una compattezza silente e una coerenza volumetrica assoluta. Il sorriso è trattenuto, quasi impercettibile: non invita, ma raccoglie; non destabilizza, ma concentra.

Se nel dipinto di Cefalù il soggetto appare in dialogo implicito con l’osservatore, nel Trivulzio l’individuo coincide con la propria presenza. Il ritratto non racconta, ma afferma. Non suggerisce una storia, ma istituisce una condizione.

 

Luce, tecnica e maturazione linguistica


Il confronto diretto tra le due opere consente di percepire con immediatezza l’evoluzione tecnica e linguistica di Antonello. La progressiva riduzione del disegno sottostante e la costruzione per piani tonali evidenziano una ricerca volta a sciogliere la linea di contorno nella luce, facendo emergere la forma come valore plastico e atmosferico insieme.

Nel Mandralisca la materia pittorica conserva una vibrazione epidermica più narrativa; nel Trivulzio la luce assume funzione architettonica, organizzando il volto secondo un principio di sintesi e di equilibrio interno. Si passa così dalla descrizione psicologica dinamica a una formulazione quasi assoluta dell’identità.


Il tema del sorriso: due modalità dell’enigma


Il fulcro interpretativo del progetto risiede nel confronto tra due sorrisi, diversi e complementari.

Nel ritratto di Cefalù il sorriso destabilizza. È ironico, allusivo, attraversato da una tensione che suggerisce movimento e pensiero. La relazione con lo spettatore è attiva, quasi provocatoria.

Nel ritratto di Torino il sorriso è minimo, concentrato, interiorizzato. Non si offre come segno di complicità, ma come traccia di una coscienza raccolta in sé. L’enigma non è più narrativo, ma ontologico.

Il dialogo tra le due opere consente di leggere la trasformazione del soggetto quattrocentesco: dall’individuo come carattere sociale all’individuo come presenza interiore.

 

La doppia sede espositiva: Cefalù e Torino


La struttura del progetto, articolata in due tappe – prima Cefalù, poi Torino – assume un valore simbolico oltre che scientifico.

A Cefalù, nel contesto mediterraneo che ha generato la sensibilità luminosa e psicologica di Antonello, il confronto consente di rileggere il capolavoro del Mandralisca alla luce della maturità veneziana. È il momento del ritorno all’origine.

A Torino, nel luogo che custodisce uno degli esiti più compiuti della stagione lagunare, il dialogo si rovescia: il volto mediterraneo incontra la forma universale. È il momento del compimento.

Il percorso espositivo ripercorre idealmente il cammino dell’artista: dal crocevia meridionale alla dimensione europea, dal dato individuale alla sintesi assoluta.

 

L’accostamento tra il Ritratto d’uomo di Cefalù e il Ritratto d’uomo di Torino rappresenta un’occasione unica per indagare uno dei momenti più alti della pittura rinascimentale: la nascita dello spazio interiore nel ritratto.

Attraverso il confronto tra due espressioni diverse di uno stesso enigma – un sorriso ironico e mobile, un sorriso trattenuto e concentrato – si rende visibile la trasformazione del volto in luogo della coscienza.

 




La mostra in due sedi: Cefalù e Torino


Il progetto si sviluppa in due momenti complementari:

·        Cefalù, Museo Mandralisca (11 luglio – 04 novembre 2026);

·        Torino, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica (12 novembre 2026 – 22 febbraio 2027


A Cefalù, il ritratto torna nel contesto che ne ha alimentato la fortuna moderna, generando un confronto ravvicinato e originario tra le due opere. A Torino, il dialogo si apre a una dimensione più ampia, storica e istituzionale, in cui il Ritratto Trivulzio si inserisce nel sistema delle collezioni pubbliche e nella riflessione sulla costruzione del patrimonio.

Il passaggio tra le due sedi non è soltanto logistico, ma concettuale: dal radicamento territoriale alla dimensione pubblica e condivisa del patrimonio culturale.

Patrimonio, comunità e Convenzione di Faro

Il progetto si colloca in piena coerenza con i principi della Convenzione di Faro, che definisce il patrimonio culturale come insieme di risorse condivise riconosciute dalle comunità.

La collaborazione tra la Fondazione Mandralisca ETS e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica dà forma a un modello virtuoso di cooperazione tra istituzioni culturali, territori ed Enti pubblici.

Il patrimonio non è inteso come oggetto statico, ma come processo vivo: si rafforza nella relazione, si trasforma nella condivisione, si amplia nella circolazione critica delle opere.

Sulla iniziativa interviene Presidente della Fondazione Mandralisca, Prof. Vincenzo Garbo: “Il presente progetto costituisce, per la Fondazione Mandralisca, un passaggio di grande responsabilità culturale, oltre che un momento di eccezionale valore scientifico. Il ‘Ritratto d’uomo’ del Museo Mandralisca di Cefalù è un capolavoro assoluto che dettò i parametri di una nuova arte, grazie alla quale fu possibile la nascita dello spazio interiore nel ritratto e, allo stesso tempo, costituisce una presenza identitaria che ha contribuito a definire la tradizione culturale siciliana e il suo rapporto fecondo con il contesto artistico europeo.

Porre il capolavoro del Mandralisca in dialogo con il Ritratto Trivulzio di Palazzo Madama significa compiere un gesto che non riduce, ma amplifica il suo significato. L’opera non viene sottratta al suo contesto originario, ma resa più consapevole della propria forza storica e simbolica attraverso il confronto.

Il valore di questa iniziativa non risiede soltanto nell’esposizione, ma nella costruzione di un sistema di relazioni tra istituzioni, territori e comunità. È proprio in questa rete che il patrimonio culturale rivela la sua natura più autentica: non quella della conservazione statica, ma quella della conoscenza condivisa.

Cefalù non perde nulla di sé in questo dialogo; al contrario, riafferma il proprio ruolo centrale nella storia della ricezione di Antonello da Messina e nella costruzione della sua fortuna critica moderna. È un progetto che unisce radicamento e apertura, memoria e futuro, nel solco ideale tracciato dal nostro fondatore, il Barone Enrico Pirajno di Mandralisca”.

Per il Direttore di Palazzo Madama, Prof. Giovanni Carlo Federico Villa “Questa mostra nasce da un’idea tanto semplice quanto radicale: mettere in relazione due soli volti per comprendere una trasformazione decisiva nella storia dell’arte europea. Il Ritratto Trivulzio di Antonello da Messina è una delle espressioni più alte della cultura figurativa del Rinascimento, non soltanto per la sua qualità pittorica, ma per la sua capacità di definire un nuovo statuto dell’immagine dell’uomo.

Il confronto con il Ritratto di Cefalù permette di leggere con maggiore profondità questo passaggio: dalla vibrazione psicologica e relazionale del volto alla sua piena autonomia formale e concettuale. Tra queste due opere non c’è opposizione, ma continuità trasformativa.

 




Palazzo Madama accoglie questo dialogo come parte della propria missione istituzionale: non solo conservare le opere, ma attivare relazioni di senso, generare nuove letture, aprire prospettive critiche. Il Ritratto Trivulzio, inserito in questo contesto, non viene isolato, ma restituito alla sua dimensione storica e culturale più ampia.

È in questo spazio di confronto che il patrimonio diventa conoscenza. E che il museo si conferma luogo vivo di interpretazione del passato e di costruzione del presente”.

Il volto come spazio della coscienza

Il sorriso dell’enigma non è soltanto una mostra, ma un dispositivo critico che indaga uno dei momenti fondativi della pittura europea: la nascita del volto come luogo della coscienza.

Nel dialogo tra due ritratti straordinari si manifesta una delle conquiste più alte del Rinascimento: la possibilità di rappresentare non solo l’uomo, ma la sua interiorità.

Tra Cefalù e Torino, tra due musei e due comunità, il percorso di Antonello da Messina continua a interrogare il presente.

Nel silenzio dei suoi volti, lo sguardo non smette di essere rivolto a chi osserva.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA