giovedì 5 novembre 2026

Intervista a Giovanni Mangiacapra

LESIONI.TRACCE DI MEMORIA di Giovanni Mangiacapra - LA PRESENTAZIONE 

 


 

 

Amiche e amici di rosarydelsudArt news è ancora possibile visitare mostra di arte moderna e contemporanea di Giovanni Mangiacapra dal titolo "LESIONI.TRACCE DI MEMORIA".

 





L'esposizione sarà visitabile fino al 14 novembre presso le Antisale dei Baroni del MASCHIO ANGIOINO Napoli.

L'esposizione propone un percorso visuale intimo ed emotivo che mette al centro il concetto di ferita, temporale e interiore, facendone materia pittorica. L’invito di Mangiacapra è chiaro e viscerale: sfiorare le crepe e le lesioni. 


Per noi la splendida intervista con Giovanni Mangiacapra 

 

 

 


 

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Tibidabo For Winter: domenica 8 novembre tra cibo, musica e karaoke. Ce n'è per tutti i gusti!

 


 

Bacoli (Napoli), 04 novembre 2026 - Nonostante il maltempo, la domenica di Ognissanti ha registrato numerose adesioni per il pranzo all'interno del Tibidabo Eventi con menù alla carta.

Un appuntamento che, pur essendo stato annullato nella sua formula originaria, ha portato importanti riscontri positivi. I clienti si sono infatti mostrati soddisfatti e coinvolti, tanto da non scoraggiare né la proprietà né l'ideatore del format, Umberto Tramontano.

Il progetto continuerà a proporre un'ampia selezione di specialità gastronomiche pensate per la stagione. Il suggestivo panorama offerto dal Tibidabo con vista sulle isole e, naturalmente, un'accurata selezione musicale che accompagnerà gli ospiti per tutta la giornata.

 




Domenica 8 novembre il format tornerà con tre proposte gastronomiche, musica live e DJ set.

La formula Aperipranzo, al costo di 20 euro, comprende bruschette e zeppoline, polenta con salsicce al sugo, un primo piatto che per questa domenica sarà lo scarpariello, castagne arrosto e un calice di vino. L'evento si svolgerà sulla piattaforma esterna a pochi passi dal mare, dove sarà possibile usufruire gratuitamente di lettini, lettoni e tavoli, senza necessità di prenotazione.

Per chi desidera pranzare all'interno della struttura, è consigliata la prenotazione, così da consentire un'organizzazione ottimale del servizio.

Sono inoltre disponibili due menù dedicati, di terra e di mare, rispettivamente al costo di 30 e 40 euro.

Il menù di terra, oltre alle portate previste nell'Aperipranzo, comprende tagliatelle ai funghi porcini, polpette al sugo, friarielli e patate, dolce della casa e caldarroste.

Il menù di mare propone invece, oltre a bruschette e zeppoline, seppie con piselli e patate come antipasto. A seguire, mezzi paccheri con calamari e cozze al pomodoro fresco, alici fritte e paranza con insalata, dolce della casa e castagne arrosto.

Per entrambi i menù sarà inclusa una bottiglia di vino ogni quattro persone.

Ad accompagnare la giornata ci sarà nuovamente la DJ Alessandra Argentino, che si alternerà alle esibizioni live della cantante napoletana Giulia Panzeri.

Tra le novità dell'appuntamento, uno speciale karaoke all'interno della sala, pensato per rendere l'esperienza ancora più coinvolgente e divertente per tutti gli ospiti.



Luogo: Tibidabo, Via Miliscola 57, 80070, Monte di Procida (NA), località Miliscola


 



Quando: domenica 8° novembre dalle ore 12:00

Prezzo: Menù completo promozionale 20€ (incluso calice di vino), Menù Terra 30€, Menù Mare 40€ (con una bottiglia di vino ogni 4 persone)

Prenotazioni entra nel gruppo tramite QR CODE / Umberto Tramontano al numero +393894813447

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Fico Bianco del Cilento: ora la Dop abbraccia anche il frutto appena raccolto

Pisacane: «Un passo avanti decisivo per chi coltiva, per chi trasforma e per chi vive di questa terra»
 




C'è una svolta attesa da anni per una delle eccellenze più identitarie della Campania. Da oggi il Fico Bianco del Cilento potrà fregiarsi della Denominazione di Origine Protetta non soltanto quando arriva sulle tavole essiccato, ma anche nel momento in cui viene colto dalla pianta e portato al mercato ancora fresco.

Lo ha sancito la modifica al disciplinare apparsa sulla Gazzetta Ufficiale n. 255 del 2 novembre 2026. Un passaggio formale che, nella sostanza, cambia il destino di un'intera filiera.

Per Copagri Campania si tratta di un traguardo che va festeggiato, ma soprattutto da cogliere fino in fondo.

«Per troppo tempo il nostro fico, nella sua versione più genuina e immediata, è stato trattato come un prodotto qualsiasi, senza nome e senza storia – sottolinea Angela Pisacane, Presidente Regionale di Copagri Campania –. Eppure è proprio da lì che nasce tutto: da quel frutto della varietà Dottato, raccolto nei campi del Cilento, che poi diventa il celebre fico secco. Restituirgli la sua identità certificata significa restituire dignità a chi lo produce».

Con le nuove regole, la tutela si sdoppia ma resta unica: da un lato il fico da consumare fresco, dall'altro quello sottoposto alla tradizionale essiccazione.

Per la versione fresca sono stati fissati criteri ben definiti: buccia di un verde tenue, interno morbido e succoso, con sfumature che vanno dal beige al dorato, sapore dolce e pieno. Si parla di frutti di pezzatura contenuta, con un contenuto zuccherino compreso tra 20 e 25 gradi Brix, e con una piccola tolleranza per i segni lasciati dal contatto naturale tra i frutti.

Ma la vera rivoluzione è un'altra: sarà possibile proporre sul mercato anche il frutto congelato, intero, in confezioni destinate agli operatori professionali fino a 20 chili. In questo modo il Cilento non dovrà più concentrare tutto in poche settimane d'estate.

Per il secco farcito, infine, si potrà arrivare a una quota di ripieno pari al 20% del peso finale, utilizzando esclusivamente mandorle, noci, nocciole, semi di finocchietto e scorze di agrumi provenienti dal comprensorio.

Secondo Copagri Campania, gli effetti concreti per le imprese agricole saranno immediati e tangibili.

«In primo luogo – spiega Pisacane – le aziende potranno contare su un incasso più rapido. Non sarà più necessario attendere l'intero ciclo di lavorazione per vedere il frutto del proprio lavoro. La vendita del fresco porterà ossigeno alle casse in piena stagione».

«In secondo luogo, il prodotto certificato avrà una forza contrattuale completamente diversa. Non parliamo più di merce generica, ma di un alimento a marchio europeo, riconoscibile e ricercato. Questo si tradurrà in una remunerazione più equa per gli agricoltori».

«In terzo luogo – prosegue la Presidente – si aprono le porte a nuovi utilizzi. Gelaterie, pasticcerie, ristoranti e laboratori artigianali potranno contare su un ingrediente d'eccellenza disponibile dodici mesi all'anno, per preparazioni, dolci, confetture e liquori. E la distribuzione organizzata, in Italia e all'estero, avrà finalmente un riferimento chiaro anche per il fresco e il congelato».

«Infine – conclude – se coltivare il fico torna ad essere conveniente, tornerà anche la voglia di prendersi cura dei ficheti esistenti e di piantarne di nuovi. È così che si contrasta lo spopolamento delle aree interne e si dà un futuro ai giovani che vogliono restare».

Copagri Campania guarda con grande interesse anche al percorso avviato dal Consorzio di Tutela, che ha ottenuto dal Ministero dell'Agricoltura un sostegno di 90 mila euro per mettere a punto un sistema intelligente di controllo e selezione, capace di riconoscere pianta e frutto con maggiore precisione.

«Non abbiamo paura dell'innovazione – dice Pisacane –. Anzi, la vogliamo al servizio della tradizione. Se la tecnologia ci aiuta a garantire qualità e trasparenza, ben venga. L'importante è che gli operatori vengano formati e messi in condizione di usarla in autonomia».

Copagri Campania ribadisce il suo impegno: restare al fianco delle aziende cilentane in questa nuova stagione, dalla raccolta alla vendita, affinché questa DOP allargata non resti un titolo su un documento, ma diventi reddito, lavoro e orgoglio per il territorio.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


MARK FRANCIS. Sea of Sound

 
A cura di Luca Tommasi
Biennale Arte 2026: ultimi giorni per visitare il Padiglione di San Marino, che registra una crescita significativa dei visitatori rispetto alla precedente edizione.


 

Sea of Sound di Mark Francis prosegue a San Marino: dal 5 dicembre 2026 al 28 febbraio 2027 Palazzo SUMS ospita la mostra curata da Luca Tommasi e promossa da FR Istituto d'Arte Contemporanea con Segreteria di Stato Istruzione e Cultura e Istituti Culturali.

 

 Ultimi giorni per visitare il Padiglione della Repubblica di San Marino alla 61. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia, aperto al pubblico fino al 22 novembre 2026 negli spazi di Tana Art Space (Fondamenta de la Tana n. 2111), a pochi passi dall'ingresso dell'Arsenale.

Il progetto Sea of Sound dell'artista nordirlandese Mark Francis, a cura di Luca Tommasi, ha riscosso un significativo interesse da parte del pubblico registrando una media di oltre 100 visitatori al giorno e circa 20.000 accessi totali, raddoppiando quasi le presenze rispetto alla precedente edizione.

Conclusa l'esperienza veneziana, dal 5 dicembre 2026 al 28 febbraio 2027, la mostra sarà trasferita a San Marino: tutte le opere di Mark Francis presentate nel Padiglione Nazionale saranno infatti esposte a Palazzo SUMS (Via Piana 1, Città di San Marino) per consentire a cittadini e turisti di conoscere e apprezzare il lavoro dell'artista.

Il Padiglione della Repubblica di San Marino è stato progettato e realizzato da FR Istituto d'Arte Contemporanea S.p.a., che si conferma nel ruolo di organizzatore anche per la mostra sammarinese, con la collaborazione della Segreteria di Stato Istruzione e Cultura e il supporto degli Istituti Culturali.

«Dopo il successo riscontrato a Venezia da questa edizione della Biennale Arte, sia in termini di visibilità sia di apprezzamento per le opere di Mark Francis, è per noi fondamentale proseguire questo percorso anche a San Marino», dichiara il Segretario di Stato per l'Istruzione e la Cultura Teodoro Lonfernini. «Creare un legame diretto con il territorio è prioritario per la Segreteria di Stato: in questo modo, anche i cittadini sammarinesi che non hanno potuto recarsi a Venezia avranno l'opportunità di fruire di una mostra di altissimo livello. Al contempo, offriamo un estratto della Biennale a tutti i turisti che scelgono il Titano come meta di turismo culturale. La sinergia con tutti gli attori coinvolti si è dimostrata costruttiva e capace di generare eccellenti risultati in termini di visibilità».

«La Cultura ha una forma circolare, l'Arte anche. Se la Biennale di Venezia ha offerto alla Repubblica di San Marino una ribalta internazionale, permettendo a migliaia di visitatori, curatori e critici da tutto il mondo di entrare in contatto con la visione artistica presentata dal Padiglione sammarinese, grazie alle opere di Mark Francis, l'approdo di questo itinerario espositivo a Palazzo SUMS, oltre la chiusura della Biennale, permette di proseguire la circolarità di quell'esperienza e la trasforma in un'eredità concreta per il nostro Territorio, confermando la solidità concettuale del progetto. Palazzo SUMS, con la sua vocazione espositiva e la sua centralità, si conferma il luogo d'elezione per accogliere le cromie cangiati e in movimento delle opere di Francis, invitando la cittadinanza, i giovani e ogni visitatore che vorrà salire sul Titano, a vivere questa straordinaria esposizione che, circolare, fluisce nel tempo e nello spazio», dichiara il Commissario Valentina Garavini.

«Siamo particolarmente felici che il Padiglione di San Marino possa trasferirsi, per tre mesi, da Venezia alla Repubblica ed essere così presentato alla cittadinanza», dichiarano Roberto Felicetti, Vincenzo Rotondo e Alessandro Bianchini di FR Istituto d'Arte Contemporanea. «Si tratta di un'occasione importante per condividere il progetto con un pubblico ancora più ampio, rafforzare il dialogo tra arte contemporanea e territorio, e restituire il percorso di ricerca e produzione artistica sviluppato nel corso degli ultimi anni. Il risultato raggiunto a Venezia è il frutto di una collaborazione sinergica con le Istituzioni, che ha contribuito in modo determinante al successo dell'iniziativa. I dati relativi agli ingressi sono particolarmente significativi: il Padiglione di San Marino ha registrato un'affluenza quasi raddoppiata rispetto alla partecipazione sammarinese del 2024. È un risultato che ci incoraggia e conferma il valore di un percorso condiviso, fondato sulla collaborazione e sulla convinzione che l'arte debba essere sempre più accessibile, vicina alle persone e alla Repubblica».

«È stato un onore rappresentare la Repubblica di San Marino alla Biennale Arte 2026. L'occasione ha avuto per me un significato particolarmente profondo, considerando il legame che mi unisce a Venezia, dove ho trascorso tutte le estati della mia tarda adolescenza, quando il mio percorso artistico stava già iniziando a delinearsi. Sono lieto dei riscontri positivi che ho ricevuto finora e sono altrettanto felice che l'esposizione possa ora essere presentata a San Marino, offrendo ai cittadini di questo meraviglioso Paese l'opportunità di conoscere e vivere da vicino le opere. Presentare una mostra istituzionale nel cuore della Repubblica rappresenta per me un'opportunità importante, poiché mi consente di condividere il mio lavoro con un nuovo pubblico, in un contesto di grande rilevanza culturale. Quando ho visitato San Marino per la prima volta, poco più di un anno fa, sono rimasto affascinato dalla sua ricca storia, dalle sue tradizioni e dalle numerose avversità che ha affrontato nel corso dei secoli, riuscendo al contempo a preservare, in modo straordinario, la propria indipendenza», scrive Mark Francis.

Mark Francis ha sviluppato sin dagli anni '90 un lavoro prevalentemente incentrato sulla pittura astratta. Un'esperienza sonora ed emotiva che si traduce in opere che evocano sensazioni uditive attraverso la rappresentazione visiva, in una dimensione sinestetica e plurisensoriale.

Il titolo della mostra, Sea of Sound, allude alla vastità di suoni e frequenze in cui siamo immersi e alla capacità di intercettarle, selezionarle e declinarle in esperienze personali, anche attraverso il filtro dell'emotività.

«La pittura di Mark Francis stimola una simultanea esperienza visiva e sonora che si manifesta in elaborate opere in bilico fra astrazione e rappresentazione della memoria visiva. Le pennellate si organizzano sulla tela secondo un movimento ascensionale che riflette sia nel colore che nella dimensione delle singole bande l'intensità e l'energia delle frequenze acustiche. Nel fare ciò, l'artista non elabora passivamente una sorta di diagramma ispirato da dati scientifici ma, in una compiuta ottica post-modernista, mette al centro la propria soggettività, interpretando autonomamente gli stimoli sonori e visivi ai quali si ispira», scrive il curatore Luca Tommasi.

Ospitata negli spazi di Palazzo SUMS, caratterizzati dalla prevalenza di tonalità scure, la mostra propone un nuovo contesto di fruizione, in dialogo con la precedente installazione veneziana. Il percorso espositivo riunisce undici dipinti di medio e grande formato, realizzati a olio su tela e su alluminio, che restituiscono una chiara testimonianza del lavoro dell'artista, consentendo ai visitatori di approfondirne la ricerca.

L'inaugurazione su invito si terrà venerdì 4 dicembre 2026, alle ore 18.00, alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni, degli organizzatori, del curatore e dell'artista. Palazzo SUMS è visitabile tutti i giorni con orario 9.00-17.00. Maggiori informazioni relative a Sea of Sound sono disponibili all'indirizzo www.biennaleveneziasanmarino.com, Facebook @biennaleveneziasanmarino, Instagram @biennalevenezia_sanmarino. Hashtag ufficiali: #biennaleveneziasanmarino - #markfrancis - #seaofsoundasanmarino - #palazzosums.

Il Padiglione di San Marino è stato realizzato con il sostegno di Passepartout S.p.A. (main sponsor), Comac International A.M., D'Amico D&D Italia, Elenka, FR Art Gallery e M.G.M.

«Per un'azienda - dichiara Paolo Franceschini - Vice Presidente Passepartout S.p.A. - investire nella cultura significa assumersi una responsabilità più ampia rispetto alla propria attività quotidiana. Non è solamente "seminare" prestigio e visibilità, ma anche partecipare alla crescita complessiva del sistema Paese. San Marino ha un'identità forte, una storia importante e una capacità di esprimere eccellenze in ambiti diversi. Sostenere la sua presenza alla Biennale Arte significa contribuire a valorizzare questa identità in un contesto internazionale, accanto a Istituzioni, artisti, professionisti e realtà culturali. Il valore aggiunto consiste nel sostenere un progetto che va oltre l'azienda e riguarda la reputazione e la percezione del Paese».
 
Mark Francis è un pittore nordirlandese che vive e lavora a Londra. Nato nel 1962 a Newtownards, nella contea di Down, ha conseguito una laurea in Belle Arti presso la St. Martin's School of Art tra il 1981 e il 1985, seguita da una specializzazione in Belle Arti presso la Chelsea School of Art nel 1986. Mark Francis ha sviluppato una pratica prevalentemente incentrata sulla pittura astratta. Le sue influenze e i suoi interessi sono in continua evoluzione, focalizzando la propria indagine sul rapporto arte e scienza. Francis ha esposto in istituzioni e gallerie del Regno Unito e in tutto il mondo, tra cui alla Hugh Lane Municipal Gallery di Dublino, alla Milton Keynes Gallery, alla City Art Gallery di Manchester e alla Royal Academy nella celebre mostra di Saatchi, Sensation, nel 1997. Nel 2022 ha allestito la personale Re-Echo a Palazzo Collicola, una mostra curata da Marco Tonelli che ha rappresentato la sua prima esposizione personale in un museo pubblico italiano. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni, tra cui la Tate Gallery, l'IMMA Ireland e l'Arts Council England. Nel 2026 ha rappresentato la Repubblica di San Marino alla 61. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia con il progetto Sea of Sound, a cura di Luca Tommasi.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


In occasione di Fieracavalli Veronafiere espone una selezione delle opere del fondo A Disposizione

Tre opere della collezione che esplorano il tema del movimento e della velocità inaugurano un allestimento permanente

 





  Verona, 5 novembre 2026 – Veronafiere, in occasione della 128ª edizione di Fieracavalli, appuntamento di riferimento del panorama equestre internazionale che si svolge dal 5 all’8 novembre 2026, espone una selezione delle opere acquisite attraverso il fondo A Disposizione. Veronafiere per l’arte durante ArtVerona, manifestazione dedicata all’arte moderna e contemporanea.  

 

In occasione di Fieracavalli prende il via un ciclo espositivo destinato a mettere in dialogo le opere della collezione A Disposizione. Veronafiere per l’Arte con i diversi contesti fieristici del Gruppo. Allestito negli uffici di Veronafiere, è intitolato La forma della velocità e propone una lettura del movimento, del ritmo e dell’energia attraverso la selezione di tre opere simbolo che superano la staticità dell’immagine: Fuoco (1965) di Nanni Balestrini, Cromo Struttura n. 7 (1973) di Lucia Di Luciano, e Cose illuminate (2013) di Alfredo Pirri.

 

Protagonista della sperimentazione verbo-visiva, Nanni Balestrini, nell’opera Fuoco decontestualizza e ricompone parole e frammenti dalla stampa e dai media, trasformando il linguaggio stesso in un movimento dinamico capace di sovvertire i codici comunicativi convenzionali.  

 

In Cromo Struttura n. 7 (1973) di Lucia Di Luciano, esponente dell’arte programmata e delle ricerche ottico-percettive, viene invece costruita una sequenza dinamica basata su elementi geometrici e variazioni cromatiche che generano vibrazioni visive e tensione tra ordine e variazione.  

 

In Cose illuminate (2013) di Alfredo Pirri, dove attraverso una struttura radiale e materiali riflettenti, l’opera espande l’immagine nello spazio, le variazioni della luce, concepita dall’artista come materia in grado di costruire e dilatare gli ambienti, coinvolgono direttamente lo sguardo dello spettatore.  

 

Tre percorsi artistici e generazionali differenti si incontrano così in un dialogo che intreccia energia, linguaggio, ritmi geometrici e vibrazioni della luce, riflettendo lo spirito del progetto avviato nella scorsa edizione di ArtVerona.

 

 

Veronafiere Collection

A Disposizione è il fondo di acquisizione istituito da Veronafiere nel 2018, nell’ambito di ArtVerona, che afferma come l’arte sia espressione dell’identità di un’impresa.
La collezione di Veronafiere, che oggi conta 34 opere, è un racconto che attraversa il tempo e gli spazi, rendendo l’azienda un luogo di dialogo e di confronto, attraverso i linguaggi più storicizzati di artisti come Giorgio Griffa, Nanni Balestrini, Lucia Di Luciano, Alfredo Pirri e quelli più contemporanei, tra i quali Serena Vestrucci, Valerio Berruti, Regina José Galindo, Natália Trejbalová e molti altri.
Interessata da un processo di costante implementazione, la collezione viene valorizzata grazie ad un’esposizione tra gli spazi fieristici e quelli del circuito museale della città di Verona.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Luigi Zeno da Leonardo in Minerva su Netflix alle fiction Rai 1 -intervista-

Intervista di Daniela Del Prete al giovane attore di Ercolano tra Nemo – Chi ha ucciso Sofia, Trastevere Blues, formazione e nuovi obiettivi

 


 


Luigi Zeno interpreta Leonardo in Minerva – La Scuola su Netflix e prosegue il suo percorso nelle fiction Rai 1 con Nemo – Chi ha ucciso Sofia e Trastevere Blues. Il giovane attore di Ercolano racconta il lavoro sui personaggi, il rapporto con il pubblico e la scelta di affiancare alla recitazione gli studi universitari.

La serie Minerva – La Scuola, disponibile su Netflix dal 22 settembre 2026, rappresenta una tappa importante del suo percorso televisivo. Ai nuovi progetti si aggiunge La promessa di Patrizio Oliva, destinata a Rai 1. Esperienze diverse che gli consentono di ampliare il repertorio e confrontarsi con nuovi registi e interpreti.

Il 31 ottobre 2026, al Maschio Angioino di Napoli, Luigi Zeno ha ricevuto il riconoscimento come miglior giovane attore italiano nell’ambito della XIII edizione del Premio Internazionale Ambasciatore del Sorriso. Il premio si affianca ai riconoscimenti ottenuti in diversi festival nazionali e internazionali.
Leonardo in Minerva e il percorso da Netflix a Rai 1

Luigi Zeno, dal successo di Minerva su Netflix ai nuovi progetti Rai: come stai vivendo questo momento?

«Lo sto vivendo con entusiasmo, ma anche con grande senso di responsabilità. Quando inizi a vedere realizzarsi alcuni degli obiettivi per cui hai lavorato, capisci che non è il momento di fermarti. Ogni esperienza mi sta insegnando qualcosa e mi sta aiutando a crescere, non soltanto come attore, ma anche come persona. Sono felice di ciò che sta accadendo, però sento di essere ancora all’inizio del mio percorso.»

Il personaggio di Leonardo in Minerva – La Scuola ti ha fatto conoscere a un pubblico più ampio. Cosa ti ha lasciato?

«Leonardo è stato un personaggio importante per la mia crescita artistica. Mi ha permesso di confrontarmi con una realtà particolare, fatta di disciplina, regole e rapporti umani complessi. Ho cercato di comprenderne il carattere, le contraddizioni e le motivazioni. Penso che interpretare un personaggio significhi proprio questo: entrare nel suo mondo senza giudicarlo.»

Dopo Netflix sei arrivato a nuove produzioni Rai, tra cui Nemo e Trastevere Blues. Cosa rappresenta questa fase della tua carriera?

«Rappresenta un’opportunità per continuare a imparare. Non penso a Netflix e Rai come a due traguardi da confrontare. Per me conta soprattutto la possibilità di lavorare su storie interessanti, incontrare professionisti preparati e confrontarmi con personaggi diversi. Ogni set ha qualcosa da insegnarti, e io cerco sempre di arrivare preparato.»
Università e vita quotidiana lontano dal set

Il pubblico vede l’attore, ma spesso non conosce il ragazzo. Chi è Luigi Zeno lontano dal set?

«Sono un ragazzo che cerca di vivere la propria età, con i suoi impegni, le sue passioni e le sue giornate normali. Frequento l’università, mi piace allenarmi e trascorrere del tempo con le persone a cui voglio bene. La recitazione è una parte fondamentale della mia vita, ma non voglio che sia l’unica cosa che mi definisce.»

A diciannove anni hai già lavorato su set importanti. Ti senti diverso dai tuoi coetanei?

«In alcune situazioni mi capita di sentire una responsabilità maggiore, perché questo lavoro richiede disciplina e capacità di adattamento. Però non penso di essere diverso dagli altri ragazzi della mia età. Anche io ho dubbi, obiettivi, momenti di entusiasmo e giornate più difficili. Cerco semplicemente di trovare un equilibrio tra il lavoro e la mia vita personale.»
Il rapporto con i social e con il pubblico

Su TikTok condividi anche contenuti legati a Leonardo e Minerva. Che rapporto hai con i social?

«Mi piace condividere anche il lato spontaneo della mia vita. Non voglio mostrare soltanto il lavoro sul set, ma anche momenti quotidiani, l’università, gli allenamenti e situazioni divertenti. Credo che i social possano essere un modo per avvicinarsi al pubblico senza dover costruire necessariamente un’immagine perfetta.»

L’immagine conta molto nel mondo dello spettacolo. Quanto è importante per te?

«Penso che l’immagine abbia il suo peso, soprattutto oggi, ma non possa sostituire la preparazione. Un attore deve essere in grado di emozionare, comunicare e rendere credibile un personaggio. L’aspetto può attirare l’attenzione, ma è quello che riesci a trasmettere a fare davvero la differenza.»

Ti capita di leggere i commenti del pubblico dopo l’uscita di una serie?

«Sì, a volte mi incuriosisce sapere cosa pensano gli spettatori. È bello quando qualcuno si affeziona a un personaggio o apprezza il lavoro che hai fatto. Allo stesso tempo penso sia importante non dipendere completamente dai giudizi degli altri. Cerco di ascoltare, imparare e mantenere la mia autenticità.»
Premi e cinema sociale nel percorso di Luigi Zeno

Hai ricevuto il riconoscimento di miglior giovane attore italiano al Maschio Angioino. Che valore attribuisci ai premi?

«Ricevere un riconoscimento è sempre una grande emozione, soprattutto quando arriva nella mia terra. Sono momenti che ti fanno ripensare al percorso fatto e alle persone che ti hanno accompagnato. Ma considero i premi soprattutto uno stimolo a migliorare. Non vorrei mai pensare di essere arrivato.»

 




Il tuo percorso comprende presentazioni al Senato e al Parlamento Europeo e il Leone d’Oro Alato di San Marco conferito al Campidoglio. Quanto conta per te l’impegno sociale?

«Credo che il cinema e la recitazione possano essere strumenti importanti per affrontare temi che riguardano tutti, soprattutto i giovani. Ho avuto la possibilità di partecipare a progetti dedicati al bullismo e ad altre tematiche sociali. Se una storia riesce a far riflettere anche una sola persona, penso abbia già raggiunto qualcosa di importante.»
Formazione e obiettivi per il futuro

Quale personaggio sogni di interpretare in futuro?

«Mi piacerebbe confrontarmi con ruoli molto diversi da quelli che ho interpretato finora. Amo i personaggi complessi, quelli che hanno contraddizioni e aspetti da scoprire. Non vorrei essere associato sempre allo stesso tipo di ruolo. Mi interessa sorprendere il pubblico, ma soprattutto sorprendere me stesso.»

Ti consideri un ragazzo ambizioso?

«Sì, credo che l’ambizione sia importante quando è accompagnata dal lavoro. Ho tanti obiettivi, ma cerco di concentrarmi su quello che posso fare oggi. Mi piace studiare, osservare gli altri attori e imparare dai registi. Non penso che il successo possa sostituire la preparazione.»

Cosa ti spaventa maggiormente del futuro?

«Forse l’idea di smettere di crescere. Questo mestiere mi affascina proprio perché ogni volta devi ricominciare, affrontare qualcosa di nuovo e metterti in discussione. Non sapere esattamente cosa succederà può spaventare, ma è anche una delle cose più belle di questo lavoro.»

Se potessi dare un consiglio ai giovani che sognano di diventare attori, quale sarebbe?

«Direi di non cercare scorciatoie. Studiare, fare esperienza, accettare i rifiuti e continuare a credere in quello che si ama. È importante avere pazienza e non misurare tutto attraverso i risultati immediati. Ogni esperienza, anche quella più difficile, può insegnarti qualcosa.»

Luigi, come vorresti essere ricordato tra dieci anni?

«Vorrei essere ricordato per i personaggi che ho interpretato e per le emozioni che sono riuscito a trasmettere. Mi piacerebbe costruire una carriera fatta di ruoli diversi e storie importanti. Ma soprattutto vorrei continuare a riconoscermi nella persona che sono oggi, senza perdere la curiosità e la voglia di imparare.»
I progetti di Luigi Zeno dopo Minerva

Dopo Leonardo in Minerva – La Scuola, Luigi Zeno amplia il proprio percorso con Nemo – Chi ha ucciso Sofia, diretto da Carmine Elia, e Trastevere Blues, produzione Picomedia con la regia di Beniamino Catena e Marco Bocci. Nel suo percorso figura anche La promessa di Patrizio Oliva. Il passaggio tra piattaforme e televisione generalista offre occasioni per lavorare su storie e personaggi differenti.

Tra i giovani attori italiani emergenti, il suo profilo unisce produzioni televisive, cortometraggi a tematica sociale e formazione. Il riconoscimento come miglior giovane attore italiano ricevuto a Napoli accompagna questa fase del percorso, mentre l’obiettivo dichiarato resta costruire una carriera attraverso lo studio e la varietà dei ruoli.

 

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AL VIA ALLA SPEZIA IL “FESTIVAL DEL GIALLO & NOIR NEL GOLFO DEI POETI”: TRE GIORNATE DI INCONTRI CON GLI AUTORI, MISTERI E LETTERATURA ALLA MEDIATECA REGIONALE LIGURE “S. FREGOSO”

   

Dal 6 all’8 novembre incontri con Orso Tosco, Clara Negro, Cristina Origone, Gloria Griggio e Giampaolo Simi. Domenica la premiazione della VI edizione del Premio Nazionale di Narrativa “Giallo & Noir nel Golfo dei Poeti”. Ingresso libero a tutti gli appuntamenti.

La Spezia, 5 novembre 2026 – Prenderà il via domani, venerdì 6 novembre, alla Mediateca Regionale Ligure “Sergio Fregoso” della Spezia, il Festival del Giallo & Noir nel Golfo dei Poeti, tre giornate dedicate alla letteratura del mistero, alle storie investigative e alle molteplici sfumature del noir, con incontri con gli autori, approfondimenti letterari e la premiazione delle migliori opere del concorso nazionale.

La manifestazione, in programma da venerdì 6 a domenica 8 novembre, è organizzata dall'Associazione Culturale Studio 18, in collaborazione con il Comune della Spezia, con la direzione artistica di Catia Cidale.

Il Festival porterà alla Spezia alcuni tra i protagonisti della narrativa gialla e noir contemporanea, offrendo al pubblico l'opportunità di incontrare gli scrittori, conoscere le loro opere e approfondire il rapporto tra letteratura, società, psicologia e storia.

Il Festival inaugurerà domani, venerdì 6 novembre, alle ore 17.30, con l'incontro con Orso Tosco, vincitore del Premio Scerbanenco 2024, che presenterà il suo ultimo romanzo La malinconia del tartufo, in dialogo con Erika Pisacco. Alle ore 18.30 sarà la volta di Clara Negro, protagonista dell'incontro I segreti del noir e del romanzo storico, condotto da Sebastiano Mondadori.

Sabato 7 novembre il programma proseguirà alle ore 17.30 con Cristina Origone, che accompagnerà il pubblico tra delitti e misteri ambientati in Liguria, in dialogo con Erika Pisacco. Alle ore 18.30 spazio a Gloria Griggio, che insieme a Chiara Tenca approfondirà gli aspetti psicologici del noir e i temi del suo romanzo L'inganno del silenzio.

Domenica 8 novembre, alle ore 16.00, uno degli appuntamenti più attesi del Festival: la lectio magistralis “Le dinamiche dell'editoria” di Giampaolo Simi, tra i più apprezzati autori italiani di noir e thriller psicologico, intervistato da Gabriella Tartarini.

La manifestazione si concluderà domenica alle ore 17.30 con la cerimonia ufficiale di premiazione della VI edizione del Premio Nazionale di Narrativa “Giallo & Noir nel Golfo dei Poeti”, durante la quale saranno consegnati i riconoscimenti agli autori vincitori delle diverse sezioni del concorso, compresa quella dedicata agli Under 18, insieme ai premi speciali e alle menzioni.

L'iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione della cultura e della promozione della lettura sostenuto dall'Amministrazione Peracchini, confermando il ruolo della Spezia e del Golfo dei Poeti come luoghi di incontro e confronto tra autori, lettori e appassionati di letteratura.

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso la Mediateca Regionale Ligure “Sergio Fregoso”, in via Firenze 37 alla Spezia, con ingresso libero fino a esaurimento posti.

Informazioni:

www.bibliotechelaspezia.it

Social: @biblioteche.laspezia

 

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TRACCE DI MEMORIA| GRAHAM 100

  Museo archeologico nazionale di Eboli
Venerdì 6 novembre 2026, ore 10.00

 



Venerdì 6 novembre 2026, a partire dalle ore 10.00, il ManES - Museo Archeologico Nazionale di Eboli ospiterà il quinto appuntamento della rassegna Tracce di Memoria|Graham 100, un progetto artistico e culturale dedicato al centenario della Martha Graham Dance Company, che ha visto coinvolti numerosi musei e luoghi della cultura della provincia di Salerno.


La rassegna, il cui obiettivo è quello di instaurare un dialogo tra il patrimonio culturale e la memoria di una grande eredità artistica, come quella di Martha Graham, è ideata ed organizzata dall’Associazione Campania Danza, con la direzione artistica di Antonella Iannone, e si avvale del sostegno del Ministero della cultura nell’ambito dei progetti speciali Mic/FNSV 2026.


Nel corso della mattinata le sale del museo saranno animate dalle performance della compagnia Matrafisc Dance Company, diretta da Antonello Apicella e Lia Colizza, e della compagnia Campania Danza, diretta da Antonella Iannone, che trasformeranno gli spazi museali in luoghi di incontro, ricerca e partecipazione, dove il patrimonio del passato dialoga con i linguaggi del presente. L’evento è aperto ai giovani danzatori e al pubblico del territorio e avrà come ospiti speciali gli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “Giacinto Romano” di Eboli.


L’Associazione Campania Danza è stata costituita nel 1987 con lo scopo di promuovere l’arte in tutte le sue espressioni, con particolare attenzione a quella tersicorea. Nel 1989 al suo interno si sono formate due compagnie, una di danza contemporanea e una di danze folcloriche, che si sono esibite con successo sia in Italia che all’estero.


Matrafisc Dance Company nasce a Manchester nel 2015 dalla collaborazione artistica dei coreografi italiani Lia Colizza e Antonello Apicella. La loro ricerca condivisa esplora come psicologia, memoria, identità ed esperienza vissuta possano diventare linguaggio coreografico.


L’evento è incluso nel biglietto d’ingresso al Museo e non è richiesta la prenotazione.

Info
Museo Archeologico Nazionale di Eboli
Piazza San Francesco, 1 – Eboli (SA)
+39 0828 332684 | drm-cam.eboli@cultura.gov.it
Orari: dal martedì al sabato, ore 9.00-19.00 (ultimo ingresso alle 18.30), domenica ore 9.00-13.30 (ultimo
ingresso alle 13.00).
Biglietti: intero 5,00 €, ridotto 2,00 € (dai 18 ai 25 anni), gratuito (minori di 18 anni e aventi diritto).
WEB museicampania.cultura.gov.it | FB museoarcheologicoeboli | X Museo_Eboli

 

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