giovedì 26 marzo 2026

LA SPEZIA - Velarìa a Molo Italia

by Rosaria Pannico


Cari amici di rosarydelsudArt news, si è concluso con grande successo lo scorso fine settimana “Velarìa – Scalo alla Spezia”: la manifestazione, durata da venerdì 20 a domenica 22 presso La Spezia, iniziata proprio nell'ultimo giorno dedicato alla festa della Fiera di San Giuseppe.

Io che ci sono stata vi mostro alcune foto scattate da me più dei video:
 





                                

 Ricordo che la "Velarìa" si inserisce nel più ampio progetto della Via Mediterranea, un’iniziativa che unisce La Spezia a importanti realtà europee, in particolare a Sète e Castellòn de la Plana, dove ora le imbarcazioni saranno dirette, e che guarda con ambizione a nuovi scenari di collaborazione internazionale. È la dimostrazione che la nostra città è sempre più capace di essere protagonista, attrattiva e competitiva, valorizzando le proprie radici e proiettandole verso il futuro.


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https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/03/si-chiude-velaria-molo-italia.html 

LA MUSICA DI ILVA PER ANNALISA



Si segnala il 27 marzo ore 10:00 - 19:00 presso il centro giovanile Annalisa Durante

 ( Spazio Comunale Piazza Forcella )

22°anniversario dalla scomparsa 

Tra i tanti partecipanti anche la bravissima cantante Ilva Primavera: "Lieta di partecipare con le canzoni, accompagnata dal pianista Raffaele Marzano, all'incontro del 27 marzo 2026- per il 22 anniversario dell'uccisione di Annalisa Durante e da allora il dolore per tale preziosa perdita si è trasformato in impegno sociale e la memoria è diventata vita. Nel suo nome continuano ad essere promosse, a Forcella come in tanti luoghi d'Italia, iniziative di educazione alla legalità e di lotta alla cultura mafiosa."

 

Ilva Primavera
(Cantante, organizzatrice di eventi culturali, mostre d’arte, poesie, danze, rappresentante dell’Associazione Primavera Arte)


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Coldiretti Campania: Stop agli allarmismi ingiustificati sull'ortofrutta della regione. L'Asl di Caserta conferma nessun riscontro positivo

Agricoltori Coldiretti con il dirgente Asl al Tg3



La Coldiretti chiede lo stop agli allarmismi che hanno frenato le vendite dell'ortofrutta in Campania in seguito alle notizie circolanti sui casi di Epatite A riscontrati negli ultimi tempi. 

Un aspetto evidenziato, nel corso di una serie di collegamenti in diretta con le testate giornalistiche della Rai dagli agricoltori di Napoli e Caserta alla presenza del dirigente sanitario dell’Asl di Caserta Alfonso Giannoni. Nel corso del collegamento con il Tg3 Campania, fra le altre cose, ha dichiarato: "Quello che dobbiamo evitare è proprio quello di distruggere una filiera produttiva che da queste parti è di eccellenza. Quindi i controlli che vengono fatti quotidianamente al momento non hanno dato alcun riscontro positivo né sulla frutta, né sulla verdura e nemmeno sui frutti di bosco”.
In rappresentanza degli agricoltori ha preso la parola il vice presidente di Coldiretti Napoli, Domenico Sabatino che ha spiegato: "Noi denunciamo il terrorismo psicologico dovuto a una cattiva informazione derivante su canali non ufficiali come quelli dei social media, che hanno influito sul calo delle vendite. Il consiglio è quello di attenersi alle fonti ufficiali come quella sanitaria, invece di dare credito a notizie infondate”.

 
Presente il direttore di Coldiretti Caserta, Giuseppe Miselli: "È importante avere le idee chiare per evitare il perdurare di ripercussioni negative che mettono in discussione il reddito degli agricoltori”. 

Sollecitato sul resto della regione aggiunge: "In zone come Sala Consilina, nel salernitano, è stato addirittura vietato il consumo di frutta e verdura a scuola, creando allarmismi ingiustificati nelle famiglie".

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

FEDERAZIONE ITALIANA SUPERCAR, GRANDE SUCCESSO PER IL RADUNO A MAIORI

PROSSIMO APPUNTAMENTO

DOMENICA 12 APRILE A POMPEI

 




Grande successo per il raduno promosso dalla Federazione italiana supercar che ha visto sfilare in Costiera amalfitana, dal porto di Maiori al lungomare di Minori, oltre 70 vetture tra Ferrari, Lamborghini e Porsche,


"Un evento di questa portata è il risultato di un grande lavoro di squadra – spiega Luigi Iossa, presidente della Federazione Italiana supercar – e io desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per la riuscita di questo straordinario raduno. I miei ringraziamenti speciali vanno a Franco Picarone, consigliere regionale, per avermi consegnato la Targa del Consiglio Regionale della Campania; al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per la pergamena e la medaglia ufficiale "Città di Napoli"; al Consigliere Comunale Luigi Musto per la consegna della targa celebrativa del Comune di Napoli; e ancora ai sindaci di Maiori e Minori che hanno garantito l'ospitalità e il supporto fondamentale per la realizzazione di questo evento in una delle location più belle del mondo; al Supporto Tecnico e Sanitario nella persona di Angelo Giordano per la sua professionalità e assistenza; e alla Fondazione AdAstra con Stefania Celentano e Sandro Cardano in particolare per il significativo supporto dato. Ringrazio infine eccellenze del territorio come il ristorante Lumos e Sal De Riso e Alessandro De Riso, che con la loro capacità di accoglienza e le proprie eccellenze gastronomiche hanno deliziato i partecipanti”.

 


 



Il prossimo raduno organizzato dalla Federazione italiana supercar è in programma domenica 12 aprile nell’incanto e nella suggestione di una città storica come Pompei. Altri due raduni sono previsti il 10 maggio, con un open day presso l’Aeronautica Militare - Scuola Specialisti di Caserta, e il 20 settembre a Sorrento sempre con il il patrocinio del Comune.


A giugno, dal 4 al 7 alla Mostra d’Oltremare, tocca poi alla seconda edizione di Auto Moto Napoli Expo 2026, l’evento motoristico che rende Napoli capitale dell’automotive organizzato da Cesare Barra e Luigi Iossa. L’obiettivo è ambizioso: superare il grande successo di pubblico dello scorso anno. 

 


 

Auto Moto Napoli Expo nel 2025 ha fatto registrare numeri record con circa 40.000 spettatori. Con il raddoppio dei padiglioni e l’area espositiva esterna la speranza è raggiungere fra le 80.000 e le 100.000 presenze. La fiera si distinguerà anche per un’area espositiva senza precedenti dedicata al settore Luxury con Ferrari e Lamborghini, orologi di lusso, alta sartoria, gioielleria e yacht. 




 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


Cartoline per la Pace, di Ciriaco Campus | Metro A, Roma (linea Anagnina – Battistini) | 26 marzo – fine giugno 2026

Ciriaco Campus
Cartoline per la Pace



Un progetto realizzato grazie alla collaborazione di Roma Capitale e ATAC con Nomas Foundation per riflettere sul tempo presente attraverso un’installazione pubblica realizzata dall’artista all’interno dei vagoni di un treno della Metropolitana A di Roma
 

Giovedì 26 marzo alle 11:00 inaugura Cartoline per la Pace, di Ciriaco Campus, presso la fermata Anagnina della Metropolitana A di Roma (linea Agnanina – Battistini), alla presenza dell'artista, di Eugenio Patanè – Assessore alla Mobilità, Massimiliano Smeriglio – Assessore alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sabrina Alfonsi – Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Paolo Aielli – Direttore Generale ATAC e Raffaella Frascarelli – curatrice del progetto.

L'iniziativa è organizzata in collaborazione con ATAC, Roma Capitale (Assessorato alla Mobilità | Assessorato alla Cultura | Assessorato all’Ambiente), e Nomas Foundation.

Il progetto vuole stimolare una riflessione sul tempo presente attraverso la realizzazione di un’installazione pubblica all’interno di un treno della Metropolitana A di Roma che percorrerà quotidianamente, fino a fine giugno 2026, la linea Anagnina – Battistini.

Si tratta di una serie di immagini di città del mondo realizzate dall’artista, stampate su pellicola adesiva, in cui affiorano sagome di missili come parte naturale del paesaggio, che rivestiranno quasi totalmente i vagoni del treno, creando un ambiente immersivo di grande impatto.

Il progetto ha l’obiettivo di sensibilizzare chi viaggia a riflettere sulla pace come diritto e bene comune più prezioso.

Le immagini realizzate da Campus nascono dall’omonimo ciclo pittorico su cartone del 2023, Cartoline, che ritrae alcune delle più iconiche città mondiali “colonizzate” al loro interno: presenze che percepiamo estranee, silenti e intrusive, e nel contempo inglobate nello skyline urbano.

La riflessione generale muove dal fatto che viviamo in un tempo in cui la pace - conquistata con fatica dopo due guerre mondiali - torna a mostrarsi fragile, condizionata, reversibile.

In molte parti del mondo il riarmo è tornato a occupare il centro del discorso politico, mentre la diplomazia arretra e la minaccia nucleare viene normalizzata come se fosse un male necessario all’equilibrio globale. Ma la pace non è un’idea astratta. La pace appartiene a ciascuno di noi.

Cartoline per la Pace mette quindi in scena un futuro quotidiano in cui scuole, palazzi, monumenti, stazioni e piazze - simbolo della vita collettiva - appaiono trasformate da spazi di vita a scenari di minaccia. 

Il “giallo” che caratterizza le immagini è un colore che identifica lo stato di allarme. È il segno inquietante di un’assuefazione costruita attraverso la continua somministrazione di immaginari tossici diffusi da mass media, social media, videogiochi, internet, che finiscono per far percepire la guerra come finzione, spettacolo, normalità. 

Il progetto invita infine a considerare il riarmo non come un destino inevitabile, ma a immaginare una nuova stagione pubblica fondata sulla cooperazione, sul dialogo e su un impegno concreto per il disarmo globale.


La pace è un diritto politico dell’umanità. È un dovere verso le generazioni presenti e future.

Ogni giorno è un’occasione per difendere la pace come responsabilità condivisa.

È il nostro bene comune più prezioso.

 

Durante il periodo espositivo verranno realizzati momenti di incontro sui temi del riarmo, delle guerre e della pace, rivolti in particolar modo alle scuole.



Biografia


Ciriaco Campus nasce a Bitti (Nuoro). Ha insegnato scultura nelle Accademie di Belle Arti di L’Aquila, Milano, Sassari, Napoli, Roma. Vive e lavora a Roma. La ricerca di Ciriaco Campus si concentra sulla rappresentazione dei temi sociali nei media, sul mondo del consumo e il suo immaginario, sulla dimensione conflittuale del presente. Il suo lavoro percorre strade poco battute, che si incrociano continuamente con l’obiettivo comune di comprendere la realtà nel suo continuo modificarsi. Tra le mostre più significative realizzate in spazi pubblici: Roma – Galleria Comunale, Castel Sant’Angelo, Palazzo Venezia, Auditorium Parco della Musica e Galleria Nazionale di Arte Moderna. Palazzo Reale di Napoli, LIV Biennale di Venezia. Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche come la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea e la Collezione Farnesina.

INFO

Ciriaco Campus
Cartoline per la Pace 

Treno della Metropolitana A di Roma
Linea Anagnina – Battistini

Inaugurazione
Fermata Anagnina (Metropolitana A)
26 marzo 2026, ore 11.00 

Un’iniziativa di
Roma Capitale, ATAC e Nomas Foundation

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA



CINEMA ODEON – LA PROGRAMMAZIONE DI APRILE


La Spezia, 26 marzo 2026 – Il Cinema Odeon del Comune della Spezia, nella Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” in via Firenze 37, svela tutta la programmazione cinematografica del mese di aprile confermandosi come un luogo privilegiato di incontro culturale. Si inaugura così una stagione primaverile di altissimo profilo, pensata per un pubblico che ricerca un cinema capace di graffiare, emozionare e indurre alla riflessione, una selezione eclettica che attraversa i generi: dal dramma esistenziale alla satira sociale, fino ai grandi restauri che hanno fatto la storia del cinema italiano.

A grande richiesta del pubblico si continua con la proiezione de “Il Dio dell’amore” con cui il regista Francesco Lagi affresca un’atmosfera tra reale e surreale, firmando una commedia esistenziale che gioca con il paradosso e l’assurdo per interrogarsi sulle grandi domande della vita. “Lo straniero” è la prima novità primaverile, un film che trascina lo spettatore nelle atmosfere assolate e inquiete del capolavoro di Camus, sfidando la morale comune attraverso un viaggio nell’assurdità dell’esistenza. Segue poi un “ritorno” necessario al cinema di Marco Bellocchio con il restauro a cura della Cineteca di Bologna “I pugni in tasca”, pellicola folgorante e rabbiosa che, a distanza di anni, conserva una modernità sconcertante. Il programma prosegue con la delicatezza di “La mattina scrivo”, un’esplorazione profonda del rito della creazione attraverso la parola, ideale per chi crede nel potere salvifico dell’arte. Spazio poi ad un evento-musicale con “Epic – Elvis in Concert”: molto più di un semplice film, è un’occasione imperdibile per lasciarsi trasportare dall’energia pura del Re del Rock grazie a una qualità audio e video senza precedenti che restituisce tutto il carisma di Elvis Presley nei suoi concerti più iconici. Il cartellone prosegue vantandosi di presenze di vere e proprie icone mondiali: da una parte Isabelle Huppert domina la scena in “La donna più ricca del mondo”, un’interpretazione intensa per un film raffinato e spietato che scava nelle solitudini del potere finanziario, dall’altra Laetitia Casta, protagonista de “Il delitto del 3° piano”, un thriller elegante e ricco di suspence che trasforma un normale condominio in un labirinto di sospetti. Non mancano gli appuntamenti con la memoria storica e la rassegna civile: “Porte aperte” di Gianni Amelio ritorna sullo schermo per la rassegna “100Luce” offrendo un omaggio al cinema di impegno sui temi della giustizia. Mentre l’esordio cult di Carlo Verdone, “Un sacco bello”, splende di nuova luce grazie al restauro curato dal laboratorio L’immagine ritrovata con la supervisione dello stesso Verdone e la promozione della Cineteca di Bologna. La chiusura del mese è affidata al sentimento con “Nel tepore del ballo”, il ritorno del grande maestro Pupi Avati con un cast d’eccezione che vede protagonisti Massimo Ghini e Raoul Bova, celebra l’incanto del passato in una storia di caduta e rinascita, affrontando con poetica sensibilità il tema delle seconde possibilità e degli amori mai dimenticati.



La programmazione

IL DIO DELL'AMORE

    Martedì 31 Marzo : 17.00 - 21.00
    Mercoledì 1 Aprile : 17.00 - 21.00

LO STRANIERO

    Giovedì 2 Aprile: 17:00, 21:00
    Venerdì 3 Aprile: 16:30, 19:00, 21:15
    Sabato 4 Aprile: 16:30, 19:00, 21:15
    Domenica 5 Aprile: 15:30, 18:00, 21:00
    Lunedì 6 Aprile: 15:30, 18:00, 21:00
    Venerdì 10 Aprile: 17:15, 21:00
    Sabato 11 Aprile: 21:00
    Domenica 12 Aprile: 15:00 ; 21:00 (versione originale con sottotitoli in italiano) 

 I PUGNI IN TASCA

    Martedì 7 Aprile: 17:00, 21:00
    Mercoledì 8 Aprile: 17:00, 21:00 

LA MATTINA SCRIVO

    Giovedì 9 Aprile: 21:00
    Venerdì 10 Aprile: 15:30
    Sabato 11 Aprile: 19:15
    Domenica 12 Aprile: 17:15 ; 19:00 (versione originale con sottotitoli in italiano) 

EPIC – ELVIS IN CONCERT

    Martedì 14 Aprile: 17:00, 21:00
    Mercoledì 15 Aprile: 17:00, 21:00 

LA DONNA PIÙ RICCA DEL MONDO

    Giovedì 16 Aprile: 21:00
    Venerdì 17 Aprile: 16:30, 19:00, 21:15
    Sabato 18 Aprile: 16:30, 19:00, 21:15
    Domenica 19 Aprile: 15:30 ; 17:45 ; 20:00 (versione originale con sottotitoli in italiano) 

PORTE APERTE

    Martedì 21 Aprile: 17:00, 21:00
    Mercoledì 22 Aprile: 17:00, 21:00 



IL DELITTO DEL TERZO PIANO

    Giovedì 23 Aprile: 17:00, 21:00
    Venerdì 24 Aprile: 15:15, 17:15, 19:15, 21:15
    Sabato 25 Aprile: 15:15, 17:15, 19:15, 21:15
    Domenica 26 Aprile: 15:15, 17:15, 19:15, 21:15 

 UN SACCO BELLO

    Martedì 28 Aprile: 17:00, 21:00
    Mercoledì 29 Aprile: 17:00, 21:00 

NEL TEPORE DEL BALLO

    Giovedì 30 Aprile: 21:00
    Venerdì 1 Maggio: 15:15, 17:15, 19:15, 21:15
    Sabato 2 Maggio: 15:15, 17:15, 19:15, 21:15
    Domenica 3 Maggio: 15:15, 17:15, 19:15, 21:15 



Le sinossi dei film

IL DIO DELL’AMORE Dopo il successo di Il Pataffio, Francesco Lagi torna con un’opera singolare che esplora il sentimento amoroso con uno sguardo surreale e profondamente umano. Il Dio dell’Amore è un viaggio, o un’esplorazione, nelle relazioni amorose. Una storia sui destini sentimentali di alcune persone, sui loro modi di amarsi, di sfiorarsi, di entrare in contatto uno con l’altro. È un racconto corale dal tono ironico, sorridente ma anche amaro, che disegna una umanità impelagata nel caos dei sentimenti che da sempre ci agitano e ci meravigliano. I personaggi sono tutti collegati da relazioni amorose e, se visti tutti insieme, tutti parte di un fitto disegno, una tessitura dove ognuno è un nodo, un inizio e una fine. Il loro destino è in mano al Dio dell’Amore, una creatura capricciosa e imprevedibile, a volte benevolo e mite e a volte invece agguerrito e battagliero. A condurci in questo viaggio è il poeta Ovidio, l’eterno cantore dell’amore che, al di là di ogni sentimentalismo e di ogni morale, torna dalla Roma Imperiale direttamente nella nostra contemporaneità per raccontarci questa storia.

LO STRANIERO Giunto al ventiquattresimo lungometraggio in ventisette anni di attività, François Ozon sceglie di confrontarsi con uno dei testi letterari più rilevanti del Ventesimo secolo, Lo straniero di Albert Camus. Algeri, 1938. Meursault, un tranquillo e modesto impiegato sulla trentina, partecipa al funerale della madre senza versare una lacrima. Il giorno dopo inizia una relazione occasionale con Marie, una collega, e torna rapidamente alla solita routine. Ben presto, però, la sua vita quotidiana è sconvolta dal vicino, Raymond Sintès, che lo trascina nei suoi loschi affari, finché su una spiaggia, in una giornata torrida, si abbatte la tragedia

PUGNI IN TASCA Torna in sala dal 23 marzo 2026, restaurato dai laboratori della Cineteca di Bologna, I pugni in tasca, film del 1965, scritto e diretto da Marco Bellocchio, allora ventiseienne, al suo debutto alla regia. Opera d'esordio dirompente, il film racconta la claustrofobia di una famiglia borghese di provincia segnata da malattie e tensioni latenti. Il protagonista, Alessandro, decide di liberare la famiglia dai propri "pesi" attraverso una serie di omicidi. Una pellicola rabbiosa e modernissima che ha segnato la storia del cinema italiano.

LA MATTINA SCRIVO “Finire un testo non significa essere pubblicati, essere pubblicati non significa essere letti, essere letti non significa essere amati, essere amati non significa avere successo, e il successo non garantisce la ricchezza”. Accolto trionfalmente all’ultima Mostra di Venezia, dove ha ottenuto il premio per la Miglior sceneggiatura, La mattina scrivo è il nuovo film di Valérie Donzelli, con uno straordinario Bastien Bouillon. Tratto dal libro di Franck Courtès, racconta la storia vera di un uomo che abbandona tutto per dedicarsi alla scrittura, scoprendo la precarietà e la povertà e pagando il prezzo più alto per essere libero.

EPIC – ELVIS IN CONCERT Elvis canta e racconta la sua storia come mai fatto prima in una nuova esperienza cinematografica dal visionario regista Baz Luhrmann. Non una semplice proiezione, ma un’esperienza sensoriale. Grazie a tecnologie audio e video di ultima generazione, questo film-concerto celebra il Re del Rock, restituendo tutta la potenza vocale e la presenza scenica di Elvis Presley nei suoi live più leggendari.

LA DONNA PIù RICCA DEL MONDO Interpretato da una magistrale Isabelle Huppert, il film è un'analisi spietata del potere e del denaro. Bellissima, potente e ironica, vive circondata dal lusso ed è invidiata da tutti. Ma quando incontra Pierre-Alain, un affascinante scrittore e fotografo parigino, carismatico e ambiguo, con il talento di dire sempre la cosa giusta al momento giusto, tutto cambia radicalmente. Il loro primo incontro, durante un servizio fotografico, si trasforma molto presto in un’amicizia intensa, affettuosa, a tratti scandalosa, che attira pettegolezzi e turba l’equilibrio della cerchia di Marianne. La figlia della donna, ereditiera diffidente e maniaca del controllo, osserva con inquietudine la complicità tra sua madre e quest’uomo brillante e affamato di denaro. Quando Marianne inizia a fare donazioni milionarie a Pierre-Alain, il sospetto si trasforma in ossessione. Determinata a scoprire la verità, la giovane donna si addentra in un labirinto di segreti familiari, lotte di potere e scandali politici che risalgono fino a un ex presidente. In questa storia, ogni personaggio ha qualcosa da nascondere. Tra amore, interesse e manipolazione, si gioca una partita sottile in cui la verità non è mai dove sembra.

PORTE APERTE Inserito nella rassegna 100Luce, il film è un dramma giudiziario ambientato nella Palermo fascista del 1937. Un assassino, arrabbiato, reo confesso di tre delitti brutali, che aspira alla pena di morte. E un giudice, onesto, pacato, rigoroso, deciso a salvargli la vita e farlo condannare all’ergastolo perché non crede nell’efficacia dell’esecuzione capitale. Negli anni ’30, in Italia, dove sotto il trionfalismo fascista non dovevano esistere né malfattori né assassini. Tratto dal romanzo del 1987 di Leonardo Sciascia, sceneggiato da Gianni Amelio con Vincenzo Cerami e Alessandro Sermoneta, un film teso e oscuro, dove il pamphlet civile incrocia il thriller giudiziario, capace di aprirsi all’improvviso alla luce, sul mare e sul sorriso di una bambina. Grande prova misuratissima di Gian Maria Volonté nella parte del giudice e di Ennio Fantastichini in quella dell’assassino. Una candidatura all’Oscar, quattro David, tre Nastri d’argento e molti altri riconoscimenti.

IL DELITTO DEL 3° PIANO Laetitia Casta è la protagonista di questo thriller sofisticato che è allo stesso tempo una commedia poliziesca. Quello che sembra un normale condominio si trasforma lentamente in un labirinto psicologico. Un'opera elegante che gioca con il sospetto, dove ogni vicino potrebbe nascondere un segreto inquietante.

UN SACCO BELLO Il cult che ha lanciato la carriera di Carlo Verdone torna in una versione restaurata d'eccellenza dalla Cineteca di Bologna. Attraverso tre personaggi iconici che si muovono in una Roma agostana e deserta, il film dipinge un ritratto malinconico e comicissimo dell'Italia di fine anni '70.

NEL TEPORE DEL BALLO Con il suo inconfondibile tocco nostalgico e sentimentale, Pupi Avati ci riporta nelle atmosfere della provincia italiana, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Gianni Riccio, celebre conduttore televisivo, viene travolto da uno scandalo finanziario proprio all’apice della carriera. Tra Roma e Jesolo, il film racconta la caduta pubblica e il confronto privato con un passato segnato dalla perdita precoce dei genitori ma anche dal suo primo grande amore sacrificato alla carriera, mettendo al centro il tema delle grandi scelte della vita, della reputazione e della possibilità di rinascita.

Info e prenotazioni CINEMA ODEON alla MEDIATECA REGIONALE LIGURE “S. FREGOSO” 

Tel. 0187.745630

cinema.odeon@comune.sp.it

Via Firenze, 37 - La Spezia

FB / IG @mediateca.laspezia

www.cinemaodeonlaspezia.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Successo per il tenore napoletano VINCENZO COSTANZO al premio Gigli ora sarà Chenier

Successo del tenore napoletano
Vincenzo Costanzo

al concerto

Del Premio Beniamino Gigli

III edizione

Teatro Ghione - Roma

Quell’ asse Beniamino Gigli-Vincenzo Costanzo

 


 


Successo annunciato per il tenore napoletano, sul palcoscenico del teatro Ghione, al quale è stato assegnato premio dedicato al grande maestro, nel corso di una gran concerto in cui sono state consegnate anche quattro borse di studio ai giovani studenti della Fabbrica dell’Opera di Roma

 

E’ la voce tenorile che raccoglie l’eredità di un grande asse che parte da Enrico Caruso e passa per Beniamino Gigli, Pippo Di Stefano, giungendo a Luciano Pavarotti, quella di Vincenzo Costanzo, che ha ricevuto nel corso di uno splendido concerto, al teatro Ghione di Roma, il premio dedicato al grande tenore marchigiano. Asia Beniamina Gigli, pianista e cantautrice, la quale ha promesso per la prossima edizione di superare la timidezza incussa da tal cognome, e di far ascoltare qualcosa e il critico musicale e regista Enrico Stinchelli sono stati maestri d’accoglienza e voci di una serata voluta dall’Associazione Beniamino Gigli Jr. che ha salutato, in palcoscenico, oltre l’ospite d’onore Vincenzo Costanzo, quattro allievi dell’Accademia dell’Opera di Roma “Fabbrica”, che hanno ricevuto delle borse di studio per continuare il loro percorso di perfezionamento.

 

 


 

Il saluto del Comune di Recanati, luogo natìo di Beniamino Gigli, è stato portato dal giovane Assessore Ettore Pelati, il quale ha elogiato l’abnegazione con cui l’Associazione divulga l’opera del tenore e la musica nella sua interezza, custodendo nastri, incisioni, partiture e tanti cimeli del Maestro, recuperati in tutto il mondo. Sul palco, infatti, un angolo a lui dedicato, con un busto di bronzo, la boccia personale del maestro, che abbiamo visto anche in foto giocare da campione e la sua borsa porta-spartiti, e al centro la medaglia d’argento che è stata, poi, consegnata a Vincenzo Costanzo. Il concerto è iniziato con l’esibizione dei quattro studenti di Fabbrica, introdotti dal loro Coordinatore didattico Massimiliano Fiorini, un programma attivo dal 2016 presso il Teatro dell'Opera di Roma, di formazione d'eccellenza per giovani talenti italiani e internazionali, che offre formazione a cantanti, maestri collaboratori, registi, scenografi, costumisti e lighting designer, che nel decennale, pare abbia lanciato nel derby d’Italia con il Teatro alla Scala, più voci sui palcoscenici mondiali, annunciando anche la VI Edizione di “Fabbrica” Young Artist Program. Ha aperto il soprano Sofia Barbashova, con l’aria di Medora “Egli non riede ancora… Non so le tetre immagini” da “Il Corsaro” di Giuseppe Verdi, la quale è riuscita a risolvere l’ardua aria con equilibrate intenzioni. Il tenore Jiacheng Fan si è trasformato in Macduff per elevare "Ah, la paterna mano", che esprime il dolore straziante di Macduff dopo aver appreso che la moglie e i figli sono stati trucidati per ordine di Macbeth, alla ricerca dello scavo della parola, del cesello del fraseggio, cosa non semplice per gli stranieri, ma che Beniamino Gigli, attraverso un nastro ha ben spiegato, da grande e generoso didatta quale è stato. Il mezzosoprano Maria Elena Pepi, invece, si è trasformata in Dalila “Mon coeur s’ouvre à ta voix”, sostenuta anche dal tenore, scena “madre” dell’opera di Camille Saint-Saens, l’esotismo e l’erotismo del canto hanno da assumere un fascino quasi ipnotico, diabolico, culminante nell’esclamazione di Samson “Dalila! Je t’aime!”. Finale col baritono Alejo Alvarez Castillo che ha dato voce al Dandini rossiniano in “Come un’ape nei giorni d’aprile”, elegante nella voce e nel gesto. Quindi, tutti insieme per il quartetto verdiano più famoso, quello del Rigoletto, “Bella figlia dell’amore”, che i ragazzi hanno dignitosamente eseguito. Perfetto nel sostenere al meglio i giovani il Maestro Mirco Roverelli, attento e riprendendo ogni infinitesima indecisione di ritmo. 

 

 

Applausi, e sul palco anche lo sponsor, Alessandro Tamburlani, patron della Palestra Omega, che ha contribuito a offrire le borse di studio e ancora splendidi filmati di Beniamino Gigli, uno spettacolare Des Grieux in Manon, Canio, col piccolo Beniamino Jr. pagliaccetto in palcoscenico e, ancora, la folla, alla quale dette appuntamento a piazza Colonna, dopo uno spettacolo all’Opera di Roma e per la quale cantò fino a notte inoltrata. Ed ecco il premio Gigli, presentato da Enrico Stinchelli: “Ricordare Beniamino Gigli è molto importante, non soltanto per la memoria storica legata ad uno dei più grandi tenori che siano esistiti, facente parte di quello che io definisco la linea d’oro del canto italiano, cioè Caruso Gigli Di Stefano Pavarotti. E’ proprio una linea comune fatta di bel canto, di impegno sulla vocalità rotonda, chiara nella dizione e, soprattutto, duttile, poiché Gigli poteva cantare qualunque tipo di opera, non aveva degli ostacoli vocali, il cosiddetto repertorio, che tra l’altro limita moltissimo le vocalità. Gigli aveva un possibilità interpretativa grandiosa, dovuta allo studio, alla sua tecnica, una ricerca continua ed attentissima. Il tenore marchigiano, non aveva nulla di così istintivo, una natura eccezionale, supportata da pari studio durato tutta la vita. Quindi, il ricordo di Gigli è un dovere per ognuno di noi, al quale si lega quello di promuovere giovani che siano su quel solco e questo è fondamentale, dal vincitore di questa edizione, il nostro Vincenzo Costanzo, una vocalità schietta, fatta di “anima e core”, ma anche di voce e tecnica, un talento unico, come lo è anche il premio Gigli 2025, Luciano Ganci, uno dei tenori più lanciati del momento, due grandi voci all’italiana. Preziose le voci anche dei giovani della Fabbrica del Teatro dell’Opera di Roma, nazionalità ai quali è stata concessa un’opportunità economica per affacciarsi ad un mondo difficile e continuare nella propria ricerca e passione”. Vincenzo Costanzo ha la generosità nell’ animo e nella voce, si è prima uomini, il Maestro Gigli lo insegna, poi pari musicisti. Il tenore napoletano erede pieno dell’asse indicato da Enrico Stinchelli, ha lasciato il teatro Bellini di Catania e le susseguentisi prove musicali per il suo debutto nell’ Andrea Chénier, allo scopo di raggiungere in un solo giorno Roma e quindi, ripartire. Vincenzo ha inteso omaggiare la sua città, dove tutto è cominciato, e non solo per lui, Napoli, che ha compiuto 2500 anni, cantando “Core ‘ngrato”, una canzone scritta in America da Riccardo Cordiferro, pseudonimo di Alessandro Sisca, un emigrato calabrese, giornalista e scrittore e da Salvatore Cardillo, compositore di colonne sonore, indispettito per il grande successo della canzone, dovuto anche ad Enrico Caruso, melodia che Vincenzo ha inteso liberare da ogni manierismo esecutivo, per ridonarla alla platea filologicamente pura, con lo sguardo rivolto ad un futuro che mai tradirà quell’asse, quel passato luminosissimo e indimenticabile. Quindi, con la nobile calma che lo contraddistingue e una teatralità che ha pochi pari, il tenore napoletano ha interpetrato due cavalli di battaglia di Beniamino Gigli “Non ti scordar di me”, celebre romanza della coppia De Curtis-Furnò e “Mamma” di  Bixio-Cherubini, che gli ha dato spunto di rivelare tutta la sua mediterraneità, attraverso il senso del ritorno, il nòstos, quel “ti voglio bene”, amore massimo nel dire nostro, che prevede anche il rifiuto da parte dell’altro, purchè sia felice, e l’abbandono “fisico” nell’abbraccio, della donna, della madre, di colei che sa “accogliere”, a braccia aperte, come i veri Maestri. Ancora applausi, il brindisi de’ La Traviata e l’appuntamento al prossimo anno, che segnerà le celebrazioni del settantesimo dalla scomparsa di Beniamino Gigli, con l’appello della Signora Cinzia Capitani Gigli, in particolare al Teatro dell’Opera di Roma, ad organizzare concerti e soprattutto mostre con l’infinito materiale che conserva, rendendo, così, l’intero pubblico ambasciatore dell’opera del tenore marchigiano.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Domenica 29 marzo al CAMeC un laboratorio didattico dedicato alla Pasqua

Divertiamoci imparando nei Musei e nelle Biblioteche


La Spezia, 25 marzo 2026 – Al via i laboratori di “Divertiamoci imparando nei Musei e nelle Biblioteche”, il programma di attività educative e creative promosso dai Musei Civici della Spezia e dal Sistema Bibliotecario Urbano, dedicato alla libera utenza e pensato per avvicinare bambini e famiglie al patrimonio culturale della città in modo coinvolgente e divertente.

Il prossimo appuntamento è previsto per domenica 29 marzo alle ore 11.00 al CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea con un laboratorio dal tema pasquale, “Uovo d’artista”. L’uovo simbolo potente e complesso di perfezione e rinascita ha stimolato da sempre la creatività degli artisti. In occasione della Pasqua, realizzeremo il nostro Uovo d’artista prendendo spunto dalle tecniche e i colori utilizzati da maestri in mostra come Keith Haring, Andy Warhol e Joan Mirò e altri.

 

Il laboratorio, con prenotazione fino ad esaurimento posti, è consigliato per bambini dai 8 agli 11 anni. L a durata è di circa 1 ora e 30 minuti.

Info CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea

piazza C. Battisti, 1 - La Spezia - Tel. 0187.727530

didattica@camec.sp.it - camec.museilaspezia.it- camec.sp.it