mercoledì 12 agosto 2026

PRESENTAZIONE LIBRO SU ANTONIO LA PENNA - PARTE DA OSCATA IL TOUR DI PRESENTAZIONE


 

Parte da Oscata, il borgo natio dell’intellettuale irpino, il tour di presentazione del libro su Antonio La Penna, l’illustre professore del mondo classico, influente intellettuale del ‘900 al quale Paolo Saggese e Giuseppe Iuliano hanno dedicato una raccolta di saggi, ricordi e testimonianze dal titolo “Antonio La Penna, l’uomo, l’intellettuale e lo studioso del mondo classico”, edito da Terebinto Edizioni di Ettore Barra.

 


 

 L’incontro di Oscata vedrà la partecipazioni di molti intellettuali (tra i quali Paolo Saggese, Franco Arminio, Gianfranco Imperiale, Michele Miscia, Domenico Cipriano, Nino Gallicchio, Pasquale Gallicchio),  che l’hanno conosciuto e raccontato. A ricordarlo ci saranno proprio alcuni degli autori delle testimonianze presenti nel libro, un insieme di scritti per celebrare e ricordare una delle figure più autorevoli del territorio irpino, un volume che ricostruisce i ricordi di familiari, allievi, studiosi ed intellettuali e ripercorre il percorso culturale e politico del professore oscatese.

 


 

 


 

La presentazione del libro avverrà nei luoghi irpini più significativi dell’insigne professore, ovvero il 13 agosto ad Oscata, la frazione del Comune di Bisaccia in cui è nato (ore 18:00, modera Generoso Picone); il 20 agosto ad Avellino, ovvero la città in cui ha frequentato il Liceo Classico P. Colletta, presso il Mondadori Bookstore (ore 18:30 modera Gianluca Amatucci); il 22 agosto a Sant’Angelo dei Lombardi, paese in cui La Penna ha frequentato il Ginnasio, l’incontro è alle 17:30 presso la sede della Pro Loco.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

UN BORGO DI LIBRI, VENERDI’ 14 AGOSTO I «CONCERTI DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE» NEL BORGO MEDIEVALE DI CASERTAVECCHIA

Dodici concerti, quattro location, una premiere, 

e tanta musica: dalla barocca a quella jazz alle colonne sonore dei kolossal cinematografici o dei balletti a quella popolare. 

Alla vigilia di ferragosto, nel borgo medievale, dalle 19 a notte fonda





CASERTAVECCHIA (CASERTA) – Dodici concerti in quattro diversi luoghi del borgo medievale di Casertavecchia: la Cattedrale, la chiesa dell’Annunziata, il Palazzo della Valle, dove si trova il b&b Conte Spencer e Palazzo Giaquinto, tutti di grande fascino. L’overture è con il Wind Trio: flauto, clarinetto e fagotto; ma poi si prosegue con i colori delle percussioni; e con un viaggio da Vivaldi a Bartok. Un ruolo importante avrà quest’anno un progetto realizzato con il conservatorio di Campobasso: «Molise Contemporaneo: …rielaborazione di materiale etnico molisano, attraverso il linguaggio di compositori autoctoni…», ma ci sarà anche un salotto viennese e una session dedicata all’anima latina, tra il colto e il popolare. Un tourbillon di suoni e ritmi che per una notte trasformerà il borgo medievale dell’antica Casa Hirta sui colli in un simbolo del ferragosto italiano. Perciò la notte della vigilia di ferragosto, domani 14 agosto, abbandonate il tran tran dei falò sulle spiagge, la comodità dei condizionatori di città, la noia del non saper che fare: vi aspettiamo tutti a Casertavecchia per «Concerti di una notte di mezza estate».

Una iniziativa rivoluzionaria per trascorrere la vigilia delle feriae augusti nel fresco naturale del Borgo medievale cullati da una musica celestiale sparsa tra le antiche mura della cattedrale e di giardini e palazzi antichi o nascosta nei vicoli. «Concerti di una notte di mezza estate» è una manifestazione cardine di «Un Borgo di Libri»: fino allo scorso anno ne è stato sempre il prologo. La notte di concerti è promossa da Un Borgo di Libri insieme con l’associazione musicale «Anna Iervolino» e «L’Orchestra da Camera di Caserta», nata da un’idea del festival letterario; e con il sostegno della Parrocchia di San Michele Arcangelo, della locale Confraternita e della Pro Loco.
 

 


 

«Dalle 19 alle 00.15 (ora d’inizio dell’ultimo concerto, dunque già a ferragosto) del 14 agosto, infatti, l’antica cittadella medievale, che domina Caserta e la sua Reggia, l’unica in Italia monumento nazionale nella sua interezza – spiega Luigi Ferraiuolo, direttore di «Un Borgo di Libri» - risuonerà delle note dei più grandi capolavori della classica internazionale, declinate nelle maniere più raffinate; o in maniera popolare come colonne sonore dei grandi kolossal del cinema o di arie di concerti o balletti». 

«Si tratterà di musica colta che guarda alla musica popolare; e di musica raffinata – spiega Antonino Cascio, direttore artistico della Notte con Luigi Ferraiuolo – ma ci saranno anche anteprime appositamente composte per l’occasione. La rassegna è affidata a giovani musicisti, di cui alcuni selezionati tramite una call pubblica. E’ la nostra strada per coinvolgere e promuovere i migliori giovani musicisti del Sud: Concerti per una notte di mezza estate – aggiunge il maestro Cascio, una colonna della musica concertistica nel nostro Paese - ha proprio l’obiettivo di cerare non solo opportunità ma anche percorsi lavorativi e creativi. Da segnalare è il progetto che realizziamo con il Conservatorio del Molise di altissima qualità».



 A dare una mano anche la parrocchia di San Michele Arcangelo, retta da don Franco Catrame; la Confraternita e la Pro Loco di Casertantica insieme alle famiglie Della Valle e Giaquinto. L’iniziativa è realizzata solo con le forze delle associazioni e punta a essere un modo diverso per declinare il turismo culturale nel Casertano ma anche in tutto il Sud Italia. Una scommessa dell’associazionismo culturale di qualità di Terra di Lavoro

 



«Costruire iniziative culturali a Casertavecchia, come sta facendo da tempo “Un Borgo di Libri”, ora insieme con l’Associazione Jervolino e l’Orchestra da Camera di Caserta, in altri casi da solo, incentrate sulla musica – spiega don Franco Catrame, nuovo parroco della cattedrale di Casertavecchia – è un grande merito. E noi come parrocchia cerchiamo di dare una mano». Per tutte le informazioni consultare la pagina facebook e i siti di un Borgo di Libri e Autunno Musicale.
 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

martedì 11 agosto 2026

A Kainua (Marzabotto), l’eccezionale scoperta di un pozzo rituale con manufatti integri e resti umani

Presto i reperti saranno visibili all’interno del percorso espositivo del MNEMA – Museo nazionale etrusco di Marzabotto, da poco rinnovato

  

Courtesy Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna

Si è conclusa, con risultati di eccezionale rilevanza scientifica, la XXXIX campagna di scavo archeologico condotta dall’Università di Bologna nella città etrusca di Kainua (Marzabotto).

 

Le indagini, finanziate dalla Direzione generale Musei, e dirette dalla Prof.ssa Elisabetta Govi dell’Università di Bologna – Alma Mater Studiorum, hanno portato alla luce un pozzo rituale dalle caratteristiche uniche, situato presso l’area sacra urbana dedicata alla dea Uni, restituendo reperti di straordinaria fattura in ottimo stato di conservazione.


 

Courtesy Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna




Il riempimento del pozzo, scavato con la preziosa collaborazione sul campo del G.R.A. (Gruppo Ravennate Archeologico), ha rivelato sul fondo due statuette femminili in bronzo e un rarissimo piatto bronzeo che conservano ancora l’originario colore lucente del metallo. Si tratta di offerte votive deposte durante un solenne rito di fondazione del pozzo, inquadrabile cronologicamente tra la fine del VI e i primi decenni del V sec. a.C., in concomitanza con la nascita stessa della città di Kainua. Riferibili invece a un atto rituale di chiusura del pozzo sono due scheletri umani di adulti che segnarono la fine dell’utilizzo della struttura.

 

La scoperta dimostra che il pozzo non assolveva solo a una mera funzione di approvvigionamento idrico, ma rivestiva una profonda e complessa valenza sacra e rituale legata alla fondazione stessa della città e al culto dell’acqua.


 

Courtesy Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna



 

Il pozzo si colloca nell’area sacra urbana a Kainua. In questo luogo sono stati rinvenuti due imponenti templi monumentali che le iscrizioni etrusche attribuiscono alla coppia divina suprema del pantheon: Tinia (corrispondente a Zeus/Giove greco-romano) e la sua consorte Uni (Hera/Giunone). Nell’area dedicata a Uni è documentato inoltre il culto di Vei (Demetra/Cerere), protettrice della fertilità agraria e umana. Proprio all’interno di questa cornice cultuale si inserisce il ritrovamento, arricchendo di nuovi, preziosi dettagli la conoscenza sulla religiosità e sui riti di fondazione delle città etrusche.

 

Lo scavo - che l’Università di Bologna conduce presso il Parco archeologico di Kainua dal 1988- si basa su un modello di cooperazione virtuoso incentrato sul sostegno reciproco tra istituzioni, realizzato attraverso un finanziamento di 140.000 € da parte della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, sostenuto dal DiVA - Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale. Il finanziamento si inserisce all’interno dell’accordo quadro sottoscritto nel 2023 tra il MNEMA – Museo nazionale etrusco di Marzabotto e l’Università di Bologna che prevede anche l’erogazione di contributi finanziari. Proprio la possibilità di prolungare le regolari attività di scavo (per ulteriori due settimane nel corso del 2026), ha reso possibile il ritrovamento del pozzo.

 

Questo traguardo corona una collaborazione proficua e consolidata tra la Musei Nazionali di Bologna-Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna diretti da Luigi Gallo, il MNEMA – Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto diretto da Denise Tamborrino e l’Università di Bologna. Una sinergia virtuosa che unisce in un unico flusso continuo la ricerca scientifica sul campo, la tutela ministeriale e la valorizzazione museale.

 

Courtesy Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna


La portata culturale di questa scoperta trova subito spazio nell’innovativa visione museologica del MNEMA, di cui è stato presentato il nuovo allestimento lo scorso giugno. Recentemente riaperto al pubblico, dopo un profondo intervento e un ripensamento delle sue funzioni e della sua identità, il museo si rivolge al presente, non limitando la sua funzione all’idea di contenitore statico della “collezione storica”.

 

Grazie a questo nuovo concept, il museo è già pronto ad accogliere i nuovi reperti appena rinvenuti negli scavi a Kainua, non appena gli approfondimenti scientifici lo consentiranno. Visitando il museo, il pubblico non assisterà più a un’esposizione immutabile nel tempo, ma potrà ammirare in tempo reale i risultati delle ricerche in corso, stabilendo un contatto diretto e pulsante con lo scavo archeologico.


Informazioni
musei.emiliaromagna.beniculturali.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Mercati per hobbisti e creatori: approvati i calendari di settembre

  



 

La Spezia, 10 agosto 2026 – Questa mattina la Giunta Peracchini, su proposta dell’assessore al Commercio Alberto Giarelli, ha approvato i calendari dei mercati riservati agli hobbisti e ai creatori di opere dell’ingegno e artistiche, per il mese di settembre.


Gli appuntamenti, inseriti nell’ambito del servizio di organizzazione e gestione dei mercati dedicati agli operatori muniti di apposito tesserino rilasciato da un Comune della Regione Liguria, si terranno nelle principali aree del centro cittadino: via Chiodo, via Veneto, piazza Garibaldi e piazza Saint Bon.


I calendari approvati prevedono quattro giornate dedicate ai mercati degli hobbisti, mentre per i creatori di opere dell’ingegno e artistiche sono previste tre giornate.


Le date e le sedi potranno essere modificate in relazione a esigenze organizzative o alla concomitanza con altri eventi cittadini; potranno inoltre essere inserite ulteriori giornate.
 
L’istituzione di apposite giornate di mercato, riservate agli operatori non professionali qualificati quali hobbisti e creatori di opere dell’ingegno a carattere artistico, è finalizzata alla promozione e alla qualificazione della creatività locale, nonché alla valorizzazione degli spazi urbani.
 
Calendario mercati riservati ad operatori in possesso del tesserino per Hobbista rilasciato da un Comune della Regione Liguria

martedì 08/09 via Chiodo - portici
sabato 19/09 via Vittorio Veneto – di fronte a piazza Europa
martedì 22/09 via Chiodo - portici
mercoledì 23/09 piazza Garibaldi e piazza Saint Bon

 
Calendario mercati riservati ad operatori in possesso del tesserino per Creatore di opere dell’ingegno e artistiche rilasciato da un Comune della Regione Liguria

giovedì 10/09 piazza Garibaldi e via Chiodo - portici
sabato 26/09 piazza Garibaldi e via Chiodo - portici 
mercoledì 30/09 piazza Garibaldi e via Chiodo - portici 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

IL COMUNE DELLA SPEZIA PREMIA ROBERTO E RENZO DI SOMMA, STORICI GESTORI DEL DISTRIBUTORE DI VIALE ITALIA: DUE TARGHE PER I LORO 39 ANNI DI ATTIVITÀ

   


La Spezia, 10 agosto 2026 – Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, insieme all’assessore Daniela Carli e all’assessore Alberto Giarelli, ha ricevuto a Palazzo Civico Roberto e Renzo Di Somma, storici gestori del distributore IP di viale Italia, che dopo 39 anni di attività si apprestano ad andare in pensione.

 



Nel corso dell’incontro, che si è svolto nell’ufficio del Sindaco, l’Amministrazione comunale ha consegnato a Roberto e Renzo Di Somma due targhe quale segno di riconoscenza per il lungo percorso professionale svolto al servizio della comunità spezzina.


La loro attività ha avuto inizio il 16 giugno 1987, quando presero in gestione un impianto Esso Italiana situato in viale Italia, nell'area dove oggi sorge il Centro Commerciale Kennedy. A seguito della dismissione dell'impianto per consentire la realizzazione del nuovo centro commerciale, il 2 dicembre 1992 l'attività venne trasferita nella zona di fronte alla Capitaneria di Porto, dove Roberto e Renzo Di Somma hanno continuato a lavorare per oltre trent'anni.

 


 


Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Trentanove anni di attività rappresentano un traguardo straordinario, che racconta una vita dedicata al lavoro e alla nostra città. Roberto e Renzo sono diventati nel tempo un punto di riferimento per tantissimi spezzini, soprattutto per il rapporto umano, la disponibilità e la serietà con cui hanno sempre svolto la propria professione. A nome dell'Amministrazione comunale e della città della Spezia vogliamo quindi ringraziarli e augurare loro di vivere serenamente questa nuova fase della vita”.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Storia&storie

Programma radiofonico 

settimanale di Antonella Giordano

 


 


Chi tra voi attraverso il nome nella sua forma “vezzeggiata” riesce ad individuare la persona di cui oggi racconto la storia?

Ho motivo di pensare che non ci sarebbe nessuno. Nessuno ad eccezione dei lettori e lettrici di origine napoletana per i quali soli basta evocare Vincenzino per ricordarlo attraverso la memoria di lui ancora viva nella loro città con una nota di legittimo orgoglio partenopeo.

Vincenzino, l’avrete intuito, non è un uomo qualunque seppure le sue origini sono quelle di uno dei tanti miserabili predestinati a condurre una vita indigente ghettizzata in un quartiere tra i più malfamati, dimenticati “da Dio e dagli inimici sui”, in cui si consumano i sospiri delle molte anime affamate da secoli di malgoverno. Allora come ora.

 




Racconterò la vita di Vincenzino nel programma Storia&storie in onda sulle frequenze di Radio Regional il prossimo martedì alle ore 12,15 (in replica  giovedì alle ore 17.32) al link: https://www.radio-italiane.it/regional-radio e in podcast al link: Storia & Storie: https://www.regionalradio.eu/onair/podcast/storiaestorie/

 

(i link non hanno accesso diretto ma sono da copiare e incollare sul web)

Vi aspetto Antonella Giordano

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Potrebbe interessarti anche:

https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/08/storia-e-storie.html 


Tributo alle Leggende del Pop-Rock al Festival Internazionale di Mezza Estate il 10 agosto

 Festival Internazionale

di Mezza Estate

XLII edizione

31/07 - 29/08/2026

Stars a Pop Rock Celebration

Regia: Melina Pellicano

Direttore: Silvano Borgatta


 

Info: Tagliacozzo, Lunedì 10 agosto Chiostro di San Francesco  ore 21, 15 –   www.festivaldimezzaestate.it  info@festivaldimezzaestate.it  Info point: 0863 610750 – cell.: +39 3459474641 – 

I biglietti sono in vendita su www.i-ticket.it Tel.: 0863/25842 – 0863/411830

 

L'Esplosivo tributo alle Leggende del Pop-Rock


 




Notte di stelle, lunedì 10 agosto alle ore 21.15 nel chiostro di San Francesco con Stars a Pop Rock Celebration, musica live e le più famose canzoni dei più grandi artisti mondiali Nel pomeriggio appuntamento alle ore 18, con la presentazione del libro, nel Cortile di Palazzo Ducale, “Maria Capitanio. La vera storia di una brigantessa” di Fernando Riccardi

 

Riflettori accesi, per due giornate, alla XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, sulla tradizione musicale e teatrale partenopea, appuntamenti di un cartellone di larga visione firmato dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi. Il Festival di Mezza Estate diventa così un crocevia sonoro, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci. L’ undicesima giornata del Festival inizierà come d’abitudine alle ore 18, nel Cortile d’arme del Palazzo Ducale con la presentazione del volume “Maria Capitanio. La vera storia di una brigantessa” di Fernando Riccardi, in libreria per le edizioni D’Amico. A dialogare con l’autore sarà Giovanni Martini, per andare a schizzare la figura di Maria Capitanio e il fenomeno dell’insorgenza postunitaria al femminile. La sua parabola brigantesca si consumò nella primavera del 1868, quando la rivolta antiunitaria e antipiemontese stava già avviandosi irreversibilmente verso il tramonto. Il volume cerca di aprire una significativa finestra su di un mondo che è ancora in gran parte avviluppato nel misterioso da un lato e nell’irreale dall’altro. Alle 21,15 l’appuntamento per la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle e dei desideri, sarà ancora una volta nel Chiostro del convento di San Francesco, arriva lo spettacolo “Stars a Pop Rock Celebration”, con musica live e le più famose canzoni dei più grandi artisti mondiali. Da Michael Jackson ai Beatles, dai Queen ai Pink Floyd, David Bowie passando per gli U2, Madonna, Elton John, Cindy Lauper e i Led Zeppelin, l’Olimpo del Pop e del Rock viene celebrato durante uno spettacolo di musica e luci, divertente, coinvolgente e adrenalinico. Sul palco un cast d’eccezione composto da cantanti e musicisti accompagnati da un imponente coro, un vero e proprio muro di suono a fare da cornice ad uno spettacolo dirompente, per la regia di Melina Pellicano, la direzione artistica di Alex Negro e Marco Caselle e la direzione musicale di Silvano Borgatta. I tre decenni che vanno dal 1960 al 1989 rappresentano, senza alcun dubbio, il periodo più entusiasmante e creativo della storia della musica moderna. In questo trentennio d'oro sono nate e si sono affermate le stelle indiscusse del pop-rock mondiale: giganti del calibro dei Beatles, Rolling Stones, Queen, U2, David Bowie, Elton John, Joe Cocker, Madonna e Cyndi Lauper, rappresentati da capolavori ed evergreen che, a distanza di decenni dalla loro prima incisione, continuano a entusiasmare intere generazioni con una freschezza e un'attualità disarmanti. Per celebrare questa eredità inestimabile, la produzione Palco 5 di Torino ha portato in scena Stars – A Pop-Rock Celebration, uno spettacolo imponente e unico nel suo genere, ideato per far rivivere i brani che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva. Un'imponente architettura sonora, creata da undici cantanti solisti di grande talento, quali Michela Nardò, Silvia Vaglini, Roberto Coen, Riccardo Guidotti, Joe Nicolosi, Maurizio Misceo, Noemi Garbo, Giulia Dascoli, Francesco Patella, Corinne Marchini e Rosanna Russo, una rock band composta da Luca Borgatta, Paolo Gambino, Michele Bornengo, Mario Bracco, Federico Memme, Carlo Bellotti diretta dal maestro Silvano Borgatta, un poderoso coro gospel, composto dal Sunshine Gospel Choir di Torino e dal coro della Cluster Scuola di musica di Milano, capace di amplificare il sound e avvolgere la sala in un'atmosfera calda e vibrante. A guidare il pubblico in questo incredibile viaggio tra le costellazioni della musica è la voce narrante di Mauro Gurlino (in arte Mao). Partendo dalle note immortali di Bohemian Rhapsody dei Queen, Mao accompagnerà gli spettatori per mano in un crescendo continuo di emozioni. Ad arricchire la dimensione visiva dello show, si alternano anche le coreografie di due affiatati ballerini, Gloria Lazzarini e Antonello Montalbano, capaci di sottolineare il ritmo dei brani più iconici fin dalle prime battute. Sarebbe impossibile ripercorrere l'intera e ricchissima scaletta, ma alcune esibizioni resteranno scolpite nella memoria per il loro impatto visivo ed emotivo, come Another Brick in the Wall dei Pink Floyd, una performance dalla scenografia potente, con alcuni ragazzi del coro in grembiule nero e maschera bianca che entreranno in scena marciando a ritmo di musica direttamente dalle prime file della platea. La magia sospesa di Purple Rain di Prince, momento di pura poesia e sensualità, e ancora, la bomba soul di Think di Aretha Franklin, il celebre brano tratto dal cult movie The Blues Brothers con il pubblico, che sarà invitato a ballare e cantare sulle straordinarie doti canore della solista. E ancora, l'emozione di Stairway to Heaven, un omaggio ai Led Zeppelin, una delle ballate più struggenti e complesse della storia del rock. Dopo quasi tre ore di grande musica ed energia ininterrotta, il gran finale avverrà sulle note di We Are the World. Un finale trionfale per uno show che non è solo un concerto, ma una vera e propria festa per l'anima e per la grande musica di ieri, oggi e sempre.


Prossimo appuntamento: l’11 agosto, sempre nel Chiostro di San Francesco alle 21,15, il pubblico sarà catapultato in  un vero e proprio viaggio nella musica del Cinema, un percorso attraverso le colonne sonore dei film firmati dai più grandi registi della storia del cinema che diventano così protagoniste, restituendo atmosfere, dal titolo Cinema Paradise, emozioni e visioni che hanno segnato intere generazioni di spettatori in tutto il mondo: da Nino Rota a Ennio Morricone, da John Williams a Michel Legrand, da Armando Trovajoli a Piero Piccioni fino ai grandi maestri contemporanei, con il violino dalla KonzertMeister Laura Marzadori e le percussioni del teatro alla Scala di Milano, Igor Caiazza, il pianoforte eclettico di Danilo Rea e l’orchestra dell’Isa diretta da Rafal Janiak.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


lunedì 10 agosto 2026

Fondazione Schola medica Salerno Solidale presentano IL CONCERTO ALL'ALBA 12 agosto ore 5:00

Il Concerto all’Alba

Dalla Notte al Risveglio


Flauto Giuseppe Nese

Orchestra d’Archi Salerno Classica

Direttore Francesco D’Arcangelo

Salerno, Quadriportico Santa Maria delle Grazie, Largo Luciani - mercoledì 12 agosto ore 5 – biglietto PostoRiservato  euro 25 settore A euro 20 settore B   Info.: cell.:+39 3928435584 - salernoclassica@gmail.com

Dalla Notte al risveglio in Musica


 




Grande attesa per il Concerto all’alba, promosso da Fondazione Schola Medica Salernitana, Salerno Solidale, Salerno Classica, in collaborazione con i Giardini della Minerva e, previsto per mercoledì 12 agosto alle ore 5 nel Quadriportico Santa Maria delle Grazie. Musiche di Vivaldi, Elgar, Mozart e Grieg

 

La Fondazione Schola Medica Salernitana, Salerno Solidale, Salerno Classica, con il patrocinio del comune di Salerno, il sostegno del Ministero Beni Culturali (FNSV) e Regione Campania Legge 6/2007, in collaborazione con i Giardini della Minerva, la direzione artistica di Costantino Catena, presentano il Concerto all’Alba, previsto per mercoledì 12 agosto, alle ore 5, ospite del Quadriportico di Santa Maria delle Grazie, in Largo Luciani (entrata 20-25 euro). Sarà il flauto di Giuseppe Nese a condurci dalla Notte al Risveglio, attraverso due pagine amatissime di Antonio Vivaldi, La Notte e il Gardellino, sostenuto dall’Orchestra d’archi Salerno Classica, diretta da Francesco D’Arcangelo. L’attesa dell’alba inizierà sulle note del Concerto per flauto, archi e basso continuo, “La Notte” di  Antonio Vivaldi, in Sol minore RV 439 uno dei capolavori più suggestivi del Prete Rosso. Pubblicato originariamente nel 1728 ad Amsterdam come parte dell'Opera 10 secondo della raccolta, questo lavoro è un perfetto esempio di musica a programma, in cui la melodia descrive una narrazione o una serie di atmosfere. A differenza della classica struttura vivaldiana in tre movimenti, questo concerto si articola in sei movimenti brevi e contrastanti, pensati per evocare i diversi stadi del sonno, degli incubi e del riposo notturno. Apre un Largo di introduzione cupo e misterioso che evoca l'inizio della notte. Giungono i fantasmi, un movimento Presto, agitato e virtuosistico che rappresenta le visioni e i fantasmi notturni, quindi, ancora una breve transizione calma ma tesa, prima di un altro frammento rapido e inquieto. Ed ecco Il sonno, il cuore espressivo del concerto, uno splendido Largo, in cui gli archi suonano con sordina e creano un'atmosfera sospesa e ipnotica, che descrive il sonno profondo. Quindi Il risveglio o la fine degli incubi, caratterizzato da un ritmo brillante e liberatorio. Seguirà la Serenata per archi in mi minore Op. 20 di Edward Elgar, una breve composizione in tre movimenti, che trae origine da una suite scritta da Elgar nel 1888; una delle opere più apprezzate dal suo autore, e una delle sue composizioni più spesso eseguite. Completata nella primavera del 1892, è dedicata al reverendo Walter H. Whinfield, direttore di una società di costruzione di organi e vicepresidente della Worcester Musical Society. Il primo movimento, Allegro piacevole, si apre con un tema che richiama una melodia del West-Country, probabilmente ascoltata da Elgar in gioventù; segue un secondo motivo, altrettanto equilibrato e sereno. Anche il secondo tempo, Larghetto, non presenta temi contrastanti; è un momento di pacata meditazione basato sul continuo evolversi della melodia. Il terzo movimento, “Allegretto”, propone un tema chiaro e suadente derivato dalla rielaborazione del motivo iniziale d’apertura. Si risvegliano con le prime luci gli uccelli ed ecco “Il Gardellino” concerto op.6 n°3 in re Maggiore di Antonio Vivaldi. Il razionalismo filosofico e letterario del primo Settecento francese riconosceva senso alla musica a condizione che fosse accompagnata da un testo verbale, riservando al solo melodramma uno spazio di dignità. In questa prospettiva cartesiana, la musica strumentale non poteva avere speculazione estetica perché le era negata qualsiasi potenzialità di mimesi. Per giungere a tale possibilità, ci doveva essere un testo con il quale realizzare il connubio. Se non c’è un testo, che cosa imita l’arte della musica? E’ il quesito che si posero i teorici del razionalismo. Queste linee di tendenza passarono dalla Francia all’Italia e per risolvere il problema, certo non di poco conto, i musicisti ricorsero a una formulazione che potesse recuperare il concetto di mimesi: la natura può essere imitata con i suoni. Nacque così la musica “a programma”. Alle composizioni musicali si prese a dar titoli descrittivi e si correlarono musica e soggetti da rappresentare. Alla poliedrica fenomenologia del Gardellino, corrisponde comunque, ed è ciò che più conta, un valore artistico in genere assai elevato e un magnetismo illusionistico non di rado eccezionale. Il concerto segue la classica struttura vivaldiana in tre movimenti: l’ Allegro, con il flauto che si lancia in rapidi virtuosismi e trilli che riproducono fedelmente il cinguettio e il volo leggero del cardellino, il Cantabile, un tempo lento e sognante in cui il flauto distende una melodia bucolica sopra un accompagnamento essenziale degli archi e l’Allegro finale vivace e danzante che conclude l'opera con energia e brillantezza tecnica, in una sorta di teatrino dell’immaginazione sorretto dalla pura espressione strumentale dove il pubblico è guidato nell’ascolto ora da indicazioni di percorso,  che ne stimolano la fantasia, seguendo quel Vivaldi che riesce a mettere in scena la vita umana e la natura con un’arte drammatica e narrativa e con una vividezza di rappresentazione, che conferma il precetto della retorica barocca ut pictura musica. Quindi, l’orchestra eseguirà il Divertimento per archi n. 3 in fa maggiore, K1 138, composto da Wolfgang Amadeus Mozart, tra gennaio e marzo del 1772, testimone dell’influenza stilistica sia dei maestri italiani che di Michael Haydn, privilegiando un discorso melodico chiaro e scorrevole. Il primo Allegro si apre con un tema unìsono che richiama i modi dell’opera buffa, caratterizzato da freschezza e spontaneità nell’impianto armonico. Sono presenti due temi principali che si sviluppano e si intrecciano, creando una struttura musicale brillante e piacevole, con uno sviluppo che gioca tra le linee melodiche e le modulazioni. L’Andante si distingue per una frase cantabile affidata al primo violino, da cui si diramano le altre parti attraverso eleganti figurazioni. A un certo punto, il violoncello introduce il suo tema su un accompagnamento sincopato degli altri archi, creando un momento di grande espressività. Un ritorno, leggermente variato, alla seconda frase musicale con alcuni cambi armonici conferisce un gusto italiano riconoscibile e vivace. Il finale, un rondò allegro e spensierato, presenta un tema gaio che viene esposto attraverso un’imitazione tra viola e violoncello, ripetuto cinque volte secondo i moduli ad incastri tipici della scuola tedesca. Le ultime battute, di carattere fresco e gioioso, sottolineano la leggerezza e la vivacità dell’intera composizione.

 




Finale con la suite n.1 Peer Gynt di Edvard Grieg “Il Mattino”. Nel 1876 Grieg scrive su richiesta di Ibsen, le musiche di scena per il Peer Gynt, l’opera teatrale più famosa del commediografo norvegese. In quest’opera viene narrata la storia di un giovane scapestrato, Peer Gynt, il quale, alla continua ricerca di nuove esperienze e nuove emozioni, trascura i valori fondamentali dimenticando famiglia, amici e la donna che tanto lo amava. In questo scellerato percorso Peer si macchia di colpe che lo porteranno continuamente a fuggire dagli altri e, soprattutto, da sé stesso. In un monologo della rappresentazione teatrale, Peer paragona la vita ad una cipolla: come la cipolla è fatta di tanti strati che non racchiudono nulla e proprio per questo rappresentano l’essenza della cipolla stessa, così la vita altro non è che l’insieme di quei momenti, mai veramente vissuti e subito dimenticati, che in realtà danno senso all’esistenza intera. In uno dei brani musicali inseriti nell’opera teatrale, Grieg descrive uno dei tanti viaggi di Peer Gynt: una mattina, in Marocco, Peer assiste stupefatto al risveglio della natura in una magnifica alba africana. Il crescendo delicato e nel contempo deciso della musica rappresenta magnificamente la natura e il moto di rotazione del sole nascente, una serie di passaggi affidati ai legni, anche nell’originale, descrive ancor più fedelmente i suoni e i colori dell’ambiente naturale africano.

A fine concerto al pubblico verrà offerta una colazione da parte degli enti organizzatori.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA