lunedì 18 maggio 2026

TEATRO AUGUSTEO | 5 spettacoli a ingresso gratuito, tra il cinema teatro Pierrot di Ponticelli e il teatro Augusteo di Napoli, con protagonisti i talenti dell’Accademia Augusteo

 

Da domenica 24 a venerdì 29 maggio, con ingresso gratuito fino esaurimento posti presso il cinema teatro Pierrot di Ponticelli, a Napoli in Via Angelo Camillo De Meis 58, e il teatro Augusteo di Napoli, in Piazzetta duca d’Aosta 263, si terrà una rassegna di 5 spettacoli con protagonisti gli allievi dell’Accademia di performing arts del teatro Augusteo, che si cimenteranno nelle prove finali del percorso di recitazione, canto e danza dell’A.A. 2025//26.


Programma

 



Cinema teatro Pierrot di Ponticelli - Domenica 24 maggio ore 18.30


Quei magnifici anni ’60”, con Avallone Gabriele, Barbato Gabriele, Brontolone Irene, Capasso Andrea, Di Matola Serena, Giliberti Anna Antonia, Lanza Francesca, Noli Caterina, Petrone Gaetano, Scognamiglio Aurora, Serpini Viola.

Regia di Serena Stella. Maestro di recitazione: Manuel Stabile. Maestro di musica: Alessio Mancuso. Coreografie: Annarita Villacaro.

Lo spettacolo racconta uno dei periodi più significativi del Novecento, tra cambiamenti sociali, culturali e musicali che hanno segnato un’intera generazione. Attraverso un intreccio di racconti, scene recitate, canzoni e momenti musicali, accompagnati da preziosi filmati d’epoca, lo spettacolo ricostruisce atmosfere, abitudini e immagini di un decennio che ha trasformato il modo di vivere, di pensare e di comunicare.



Teatro Augusteo di Napoli - Martedì 26 maggio ore 20.30


Le fiabe rotte”, con Barbato Irene, Calafiore Jasmine, Canonico Sara, De Gregorio Giulia, Fariello Federica, Lanza Giulia, Niccoli Agata, La Matta Giovanna Rita, Parente Francesca.

Testo e regia di Carlo Caracciolo. Maestri di recitazione: Carlo Caracciolo e Ciro Villano. Maestri di musica: Luigi Nappi e Alfonsina Venosa. Coreografie: Maria Avolio e Fortuna Capasso.

Sette ragazze delle fiabe dei Fratelli Grimm si ritrovano intrappolate in una stanza sospesa tra il mondo reale e le storie da cui sono state espulse. Troppo consapevoli per restare nelle fiabe e troppo fragili per sopravvivere alla realtà, affrontano precarietà, invisibilità e il peso di un destino già scritto.



Teatro Augusteo di Napoli - Mercoledì 27 maggio ore 19.30


Le avventure di Pinocchio”, con Agovino Emma, Allodi Varriale Caterina, Arpaia Ginevra, Corrente Elisabetta, Corrente Francesca, Corvino Chiara, D’Abundo Giorgia, De Martino Raffaella Maria, Di Costanzo Madeleine, Gargiulo Emanuele, Giugliano Antonio Francesco, Grimaldi Antonia, Guarino Diletta, Maglione Antonio, Mottola Stefano Daniel, Polito Francesco, Venturini Sophia, Zarrella Antonino.

Regia di Serena Stella. Maestro di musica: Manù Squillante. Coreografie: Annarita Villacaro.

Ispirato al celebre romanzo di Carlo Collodi, lo spettacolo narra la storia del burattino più conosciuto al mondo. Pinocchio continua a parlare a un pubblico di ogni età grazie alla semplicità del linguaggio e ai temi universali della crescita, delle scelte e del rapporto tra genitori e figli. Lo spettacolo segue il suo percorso di crescita tra incontri, errori, tentazioni e scoperte, raccontando il difficile cammino verso la maturità. 



Teatro Augusteo di Napoli - Giovedì 28 maggio ore 20.30


“Chi è di scena?!”, con Caccavallo Carmen, D’Abundo Mariafrancesca, Daniele Andrea, De Chiara Sofia, Di Domenico Laura, Di Marzo Benedetta, Marino Antonio, Perna Francesca Nicole, Ruggiero Sophia, Salvia Nicole, Sorrentino Salvatore.

Regia di Serena Stella. Maestro di musica: Manù Squillante. Coreografie: Annarita Villacaro.

Lo spettacolo è un omaggio al teatro musicale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, autori che hanno segnato la storia della commedia musicale italiana. Un tributo artistico, ma anche un viaggio emozionale, divertente e coinvolgente per il pubblico di tutte le età.



Teatro Augusteo di Napoli - Venerdì 29 maggio ore 20.30


“Comica Napulitana Historia”, con Cola Francesco, Di Carluccio Benedetta, Esposito Roberta, Faticoso Rosanna, Grosso Giulia, Giangregorio Mariafrancesca, Izzo Emanuele, Larsson Greta Natasha, Riccio Annachiara, Russo Carlotta, Russo Fabio, Sorbo Giulia, Sorrentino Alessandro.

Testo e regia di Ciro Villano. Maestri di recitazione: Carlo Caracciolo e Ciro Villano. Maestri di musica: Luigi Nappi e Alfonsina Venosa. Coreografie: Maria Avolio e Fortuna Capasso.

Lo spettacolo porta in scena un excursus ironico e didattico sulla storia di Napoli, con le sue ricchezze e le mille contraddizioni. Con sarcasmo e autoironia si narra il percorso storico segnato dalle dominazioni straniere che l’hanno conquistata, e che da essa sono state conquistate. Un modo per raccontare e capire la meraviglia, ma anche il sopruso e l’eterna domanda di rinascita e di giustizia della nostra città.

 

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OSSOROSSO EDIZIONI AL SALONE DEL LIBRO: IL RESOCONTO FINALE DEGLI EVENTI

 



 

Torino _ Si è conclusa ieri con grande successo la partecipazione di Ossorosso Edizioni al Salone Internazionale del Libro di Torino, svoltosi dal 14 al 17 maggio presso il Lingotto Fiere.

Durante le tre intense giornate di presenza al Salone, Ossorosso Edizioni ha avuto l'opportunità di incontrare numerosi lettori e lettrici, organizzando tre eventi significativi.

Il primo appuntamento si è tenuto venerdì 15 maggio, con un evento dedicato all’editoria e al dialogo con il pubblico sul mestiere della scrittura. Tra i protagonisti, Christian Bergamo, Paula Boschi, Manuel Bova, Luca Esposito, Luca Pegoraro, Ilena Ragosta e Ugo Sandulli hanno condiviso riflessioni e spunti creativi.

 




La giornata di sabato 16 maggio ha visto la casa editrice partecipare alla presentazione del libro La congiura dei lupi di John Edward Jones. Ad accompagnarlo in questo affascinante viaggio nella Romania letteraria sono stati Dave Given e Diego Di Dio.

Infine, domenica 17 maggio è stato approfondito il tema dell’artificio letterario della menzogna con Deborah D’Addetta e Antonio Esposito, curatori dell’antologia di racconti L’abitudine di mentire.


 

Gianluca Venturi, uno dei fondatori della Ossorosso Edizioni, dichiara a tal proposito: «Questo Salone del Libro di Torino ci ha dato un sacco di conferme. Siamo contenti del lavoro che abbiamo fatto e del fatto che ci stiamo accreditando come una realtà emergente tra le più interessanti».


La partecipazione di Ossorosso Edizioni al Salone del Libro ha rappresentato quindi un passo importante verso il consolidamento del legame tra autori, editori e pubblico, confermando il ruolo fondamentale di un dialogo diretto e arricchente nel mondo dell’editoria.

 

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Prime Video presenta “Shakespeare’s Road”

 




C’è un’Europa che continua a raccontarsi attraverso le pagine di William Shakespeare. Vive nei canali di Venezia attraversati da ombre e desideri, nei vicoli di Verona dove l’amore conserva ancora il volto ostinato di Giulietta, nei teatri londinesi che custodiscono la memoria di un autore capace di attraversare i secoli restando sorprendentemente contemporaneo.

Da questo immaginario nasce “Shakespeare’s Road”, nuovo format pensato per Prime Video, che unisce viaggio, intrattenimento e racconto culturale in un itinerario televisivo costruito attorno ai luoghi simbolo delle opere del Bardo.

Il progetto trasforma l’Europa in una grande mappa narrativa. Un gruppo di viaggiatori attraversa città come Venezia, Padova, Stratford-upon-Avon, Londra, Parigi, Praga e Messina, prendendo parte a prove, giochi urbani ed esperienze ispirate ai grandi temi shakespeariani.

Amore, ambizione, mistero e identità diventano così il filo conduttore di un racconto in movimento che prova ad avvicinare il pubblico alla cultura attraverso un linguaggio più immersivo e coinvolgente.

“Shakespeare’s Road” sceglie infatti di allontanarsi dalla formula del documentario tradizionale per costruire un’esperienza dal ritmo contemporaneo, dove il viaggio assume un valore centrale e il patrimonio culturale europeo diventa parte integrante della narrazione. Le città attraversate dal format entrano in scena con la loro atmosfera, la loro storia e il loro carattere, trasformandosi nei veri protagonisti del racconto.

La finale sarà ambientata a Messina, in una cornice ispirata a Molto rumore per nulla, a suggellare un percorso che vuole fondere scoperta, emozione e spettacolo.

Il progetto, prodotto da Association & Production d.o.o. insieme a Genius Viaggi, guarda a un pubblico ampio e internazionale, attento a contenuti eleganti, curati e capaci di restituire al viaggio una dimensione narrativa autentica.
 
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Riapre la sezione Numismatica del MANN

In allestimento oltre seimila monete cui si aggiungono centotrenta gioielli

e quattro rarissimi tessuti aurei
Il Direttore Generale Francesco Sirano:

“Un ulteriore tassello per incrementare la nostra offerta culturale”

 



La moneta rappresenta per tutti unità di valore, status symbol e mezzo di scambio per acquistare beni di prima necessità o durevoli e di lusso, fare investimenti e sognare acquistando un biglietto di lotteria o compilando una schedina. Benché oggi sia sempre più smaterializzata, la moneta ricopre ancora un ruolo che va ben oltre la sfera economica: si pensi all’Euro e al suo valore simbolico nella prospettiva dell’UE. La moneta ha una lunghissima storia fatta di tecnologia, controlli da parte di un’autorità, sistemi di cambio, scale di valore, simboli e immagini che diventano in alcuni casi capolavori d’arte. La moneta è sempre stata, inoltre, un vero e proprio mass medium ante litteram, di enorme importanza già prima dell’affermarsi dei moderni sistemi di comunicazione. 

Dal 25 maggio il luogo dove andare per conoscere il mondo della moneta dall’antichità greca fino alle collezioni rinascimentali e agli studi dell’età moderna è la sezione Numismatica del MANN.

 
Quasi un museo nel museo: oltre seimila monete, medaglie, coni e punzoni, insieme a tanti altri materiali archeologici conducono il visitatore alla scoperta dell’economia nel mondo greco, romano, medievale, rinascimentale e moderno, aprendo uno spaccato su temi ancora attuali, come gli interessi sui prestiti e l’inflazione. Grazie a un finanziamento straordinario del Ministero della Cultura (PON Cultura e Sviluppo 2014-2020, integrato da fondi ordinari 2024 e 2025), la sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli riapre con tante novità per i visitatori.

 
L’ampliamento più significativo della sezione riguarda centotrenta gioielli in oro, metalli preziosi
e gemme, esposti nuovamente dopo cinquant’anni: i raffinati esemplari (greci, italici, magno-greci, etruschi, romani e tardo-antichi), sono presentati in un percorso diacronico e, ove possibile, per contesti di ritrovamento; i gioielli testimoniano manifatture dall’alto valore artistico e socioculturale. 

Di eccezionale rilevanza i rarissimi tessuti aurei provenienti dagli scavi nell’area seppellita dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: si ripresentano al pubblico dopo un meticoloso restauro, realizzato in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze

Gli studi effettuati hanno messo in evidenza l’altissimo livello delle lavorazioni, con trame che intrecciano fili d’oro e seta selvatica; sono innovative anche le modalità di conservazione e presentazione al pubblico di queste testimonianze uniche di stoffe preziose di età imperiale.

“La riapertura della sezione Numismatica corona le rigorose attività di studio e ricerca nel ricchissimo Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, collezione eccezionale non solo per il numero di esemplari conservati (circa 160mila), ma anche per l’estensione temporale e la varietà delle zecche emittenti. Quella che raccontiamo non è una semplice raccolta di monete, ma un vero e proprio viaggio sorprendente per la sua multiformità, un viaggio nel tempo e nello spazio che ci porta dall’antica Grecia all’Italia e alle altre regioni dell’Impero romano, dai mercati popolari alle grandi corti rinascimentali. Un viaggio, infine, anche nella storia stessa del Museo: non a caso l’allestimento è aperto simbolicamente dal busto di Giuseppe Fiorelli, principale ordinatore della sezione numismatica dell’Istituto. Presentiamo una collezione rinnovata e più accessibile, con apparati bilingue, resa ancora più affascinante dall’approfondimento sugli antichi gioielli, che restituiscono uno spaccato di estremo interesse sul gusto e sul design del passato. E, a conclusione del percorso, ci aspettano i tessuti d’oro dall’area sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. che lasciano senza parole per la loro rarità. La riapertura della Numismatica segna un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione per incrementare l’offerta
culturale destinata ai cittadini e a tutti i visitatori”, commenta il Direttore Generale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Francesco Sirano.

 
Curata da Renata Cantilena e Floriana Miele, con la collaborazione scientifica di Lucia Amalia Scatozza per la sezione dedicata alle antiche gioiellerie, la Numismatica sarà presentata al pubblico il 25 maggio (inaugurazione alle 11.30): in vista della riapertura, si è lavorato anche al risanamento degli arredi storici e alla pulitura e restauro di tutti gli esemplari esposti, così come all’aggiornamento dell’illuminazione e del sistema di videosorveglianza nelle vetrine. 

Tra le novità espositive, oltre i gioielli, figurano un prezioso ripostiglio di monete dalla Caupona di Salvius a Pompei e un’importante iscrizione funeraria di un nummularius (una sorta di cambiavalute in ambito romano).

 


 




Scheda Sezione Numismatica

Il “Medagliere”

Il “Medagliere” conserva monete, singole e associate in ripostigli, prodotte da zecche antiche greche, magno-greche, italiche, etrusche e romane, nonché dei Goti e Bizantini, di epoca longobarda e carolingia, normanna, angioina e aragonese, e ancora pertinenti alle dominazioni austro-spagnola e borbonica, e infine coniate da varie zecche estere, compresa quella pontifica. Nel loro complesso esse documentano la circolazione monetale nel Mezzogiorno d’Italia per un arco cronologico di oltre due millenni e mezzo di storia. Alle unità propriamente monetali si aggiungono, inoltre, medaglie e contorniati, sigilli, tessere e piombi dell’antichità e di epoche successive, nonché coni e punzoni della zecca reale dei Borbone.

 
Conservata dal Cinquecento a Roma e poi a Parma, la famosa raccolta pervenne nella prima metà del Settecento nella capitale partenopea grazie a Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e sovrano del Regno di Napoli dal 1734 al 1759. Questo originario fondo collezionistico fu ulteriormente accresciuto dalla dinastia borbonica, tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, in seguito agli straordinari rinvenimenti avvenuti nel corso degli scavi condotti nei territori del Regno: nelle aree vesuviana e flegrea, nel Sannio e in Campania, nell’Italia meridionale, nonché in Sicilia.
Alle già cospicue raccolte borboniche si aggiunsero nel tempo altri nuclei derivanti da acquisti operati già nell’Ottocento di importanti collezioni numismatiche: quella del Duca Carafa di Noja, quella della famiglia Borgia, quella di Francesco I di Borbone, oltre al Medagliere del monastero di Monteoliveto; nonché donazioni avvenute nel Novecento delle collezioni di Emilio Stevens e di Giustino Fortunato. Notevole importanza per entità, rarità e varietà dei suoi esemplari riveste anche il fondo di monete, sigilli, tessere e medaglie, composto di oltre 35.000 unità, appartenute alla collezione Santangelo, la più grande raccolta privata costituita a Napoli tra il Settecento e l’Ottocento dal giureconsulto Francesco, incrementata dalla sua autorevole famiglia, in particolare dal figlio Nicola, Ministro dell’Interno sotto Ferdinando II, e infine ceduta nel 1864 da suo fratello, Michele, ultimo erede e appassionato numismatico, al Comune di Napoli grazie alla mediazione di Giuseppe Fiorelli, primo Direttore del Museo Nazionale di Napoli dal 1863 al 1875. Questi riuscì, con apposito Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1865, a fare affidare la custodia permanente dell’intera collezione all’Istituto partenopeo, esponendola nel 1867 in tre sale separate al primo piano dell’edificio.

 


 


Le precedenti esposizioni

Le monete e medaglie della collezione Farnesiana, trasferita da Parma a Napoli, furono in origine esibite nella Villa Reale di Capodimonte, secondo i metodi in uso nei monetieri e nei medaglieri rinascimentali e illuministici, contenute in appositi armadi dotati di filze girevoli per osservarle su entrambe le facce. Ma la raccolta subì depauperamenti e confusioni a causa dei trasferimenti da Napoli a Palermo di gran parte delle antichità e degli oggetti preziosi durante la duplice fuga di Ferdinando IV nel 1799 e nel 1806, in seguito alla Rivoluzione partenopea e all’insediamento nel Regno di Napoli della dinastia napoleonica. Dopo l’istituzione nell’antico Palazzo degli Studi del Museo Reale nel 1816, la collezione di monete e medaglie fu poi collocata nel 1817 al primo piano nell’ala occidentale del Real Museo Borbonico, nelle sale CXXVIII e CXXIX. Essa fu oggetto di un primo parziale riordinamento scientifico tra il 1819 e il 1839 ad opera di Francesco Maria Avellino, illustre numismatico, subentrato nel 1839 a Michele Arditi alla direzione del Real Museo Borbonico. Dopo la ventennale chiusura, la collezione numismatica tornò ad essere accessibile agli studiosi dal 1841, ordinata ancora secondo criteri antiquari nella sala CXLIV, prossima al “Gabinetto degli oggetti preziosi”. Nel 1848 Giuseppe Fiorelli e Giovan Francesco Fusco, entrambi valenti numismatici, furono incaricati di riprendere il lavoro di riordino lasciato incompiuto dall’Avellino. La collezione monetale dei Borbone e quella Santangelo furono dunque completamente riorganizzate e pubblicate tra il 1866 e il 1871 da Giuseppe Fiorelli secondo i principi classificatori del tempo. Le collezioni numismatiche rimasero comunque ubicate fino alla fine dell’Ottocento nell’ala occidentale del museo nelle sale dalla CXL alla CXLIV. Sotto la direzione di Ettore Pais, all’inizio del Novecento, il “Medagliere” fu infine spostato al terzo piano nell’ala orientale dell’edificio, dove tuttora si conserva.

 


 


L’attuale Sezione Numismatica

L’attuale sezione espositiva Numismatica, inaugurata nel 2001 a cura della Prof.ssa Renata Cantilena con la dott.ssa Teresa Giove, è invece collocata nelle sale LI - LVI al piano ammezzato nell’ala orientale del Museo e descrive la storia monetaria in Italia meridionale dal VI secolo a.C. sino all’Unità d’Italia, con un percorso che segue un ordinamento cronologico e, al suo interno, per contesti, dopo una sala introduttiva dedicata alle prime collezioni numismatiche del Museo formatesi dal Cinquecento all’Ottocento.

L’esposizione presenta nella prima sala LI, dedicata al collezionismo dal Cinquecento all’Ottocento, esemplari monetali significativi delle collezioni Farnese, Borgia e Santangelo con un allestimento rievocativo degli studioli sei-settecenteschi, arredato con armadi, tavolini ed espositori, e corredato di riproduzioni di libri e cataloghi a stampa dell’epoca, per illustrare l’evoluzione degli studi numismatici nel periodo. Nelle sale successive si descrive in ordine cronologico lo sviluppo storico della monetazione nel Mezzogiorno dall’età arcaica (VI secolo a.C.) all’epoca borbonica, sino all’Unità d’Italia. L’esposizione include un totale di circa 6000 monete provenienti da scavi pre e post-unitari, da acquisti e donazioni, oltre a gioielli, intonaci dipinti, materiali epigrafici e arredi, attinenti alla tematica e provenienti in particolare da case, botteghe e officine di Pompei. Più in dettaglio, la sala LII, con quindici vetrine, illustra la storia della monetazione in Magna Grecia, Sicilia e nel mondo italico, in particolare nella prime colonie romane in Campania. La sala LIII è divisa in due zone: la zona A è dedicata alla monetazione di Roma in età repubblicana, dall’asse librale sino alle emissioni e alla riforma monetale dell’epoca di Augusto, con esemplari singoli e ripostigli distribuiti in nove espositori.

La zona B è invece riservata ai tesori da Pompei con nove espositori. Il tema pompeiano si estende anche nella successiva nella zona A della sala LIV dedicata alla società ed economia a Pompei, con espositori, rilievi, affreschi e alcune tavolette cerate del banchiere pompeano L. Cecilio Giocondo. In un’altra vetrina sono presentate una mensa ponderaria e bilance. La zona B della stessa sala LIV è invece dedicata alla monetazione di Roma in età imperiale con cinque vetrine. Nella sala LV è concentrata la storia della monetazione nel Mezzogiorno d’Italia dall’età tardoantica al Settecento, con nove espositori. Nella sala LVI, infine, sono presentati con alcuni ritratti dei sovrani Borbone serie di medaglie e una lunga vetrina con punzoni della zecca borbonica.

 
 


La nuova sottosezione “Oreficeria dell’Italia antica


In considerazione della presenza all’interno del percorso della sezione Numismatica di alcuni ”tesori”, provenienti da Pompei (monete e preziosi ornamenti personali come quello della Casa del Menandro), si è ritenuto di dedicare una parte della sala LVI a un’esposizione sull’oreficeria dell’Italia antica con 17 vetrine realizzate ex novo in cui è nuovamente illustrata, dopo cinquant’anni, una selezione significativa, frutto di un attento studio scientifico a cura della prof. Lucia Amalia Scatozza, di oltre 130 gioielli e ornamenti personali in oro e metallo prezioso oltre ad alcune gemme, disposti secondo un ordine cronologico e, ove possibile, per contesto di ritrovamento o provenienza. Vi si possono dunque ammirare gioielli e preziosi di ambito greco, da Cuma; ambito etrusco, da Chiusi, Populonia e Vulci; ambito italico, da Armento, Saticula, Tiriolo e dall’antica Capua (Santa Maria Capua Vetere); ambito magno-greco, da Cuma, Taranto e Metaponto; ambito ellenistico (da Edessa in Persia). Seguono gli esemplari di età romana, con ampio risalto dato ai gioielli provenienti da Ercolano e Pompei e dal suo agro suburbano, ritrovati sia in domus ed edifici pubblici, sia indosso a individui in fuga dall’eruzione del 79 d.C. L’esposizione si conclude con i preziosi di produzione bizantina-longobarda rinvenuti nell’agro di Senise in Lucania nel VII secolo d.C. Speciale rilievo hanno gli eccezionali frammenti di tessuti in filo d’oro, esposti dopo un restauro magistralmente eseguito, nell’ambito del Progetto “Trame auree: restauro della collezione dei tessili aurei del Museo Archeologico Nazionale di Napoli”, dai tecnici e restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La ricerca è legata a indagini multidisciplinari (analisi chimico – fisiche al SEM, XRF, Stereomicroscopio, microtomografia) per identificare la natura e la composizione dei filati, e le tecniche di manifattura di questi preziosi componenti dell’abbigliamento emminile, che restituiscono tra l’altro straordinarie testimonianze di natura sia socio-culturale che economica del mondo antico.


 


COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


Notte Europea dei Musei al Parco Archeologico di Ercolano

Letture, mito e identità europea tra i capolavori dell'Antiquarium



Il 23 maggio apertura straordinaria serale dalle 20:00 alle 24:00 del Padiglione della Barca e dell’Antiquarium con approfondimenti scientifici alle collezioni. Contemporaneamente la serata sarà animata da una lettura teatralizzata sulla vita di Ercole e la sua seconda fatica, l’uccisione dell’Idra di Lerna, da parte dei bambini della scuola primaria "Peter Pan" di Ercolano, mentre gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Adriano Tilgher" leggeranno i versi del Canto per l’Europa di Paolo Rumiz. A Villa Campolieto, laboratori e lettura animata sulla civiltà del cibo nell'antica Ercolano.
Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa alla Notte Europea dei Musei 2026, giunta alla sua ventesima edizione, l'iniziativa promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata da UNESCO, Consiglio d'Europa e ICOM che il sabato 23 maggio apre straordinariamente le porte di circa 3.000 siti in tutta Europa in orario serale, offrendo ai visitatori l'opportunità di immergersi nel patrimonio culturale in un'atmosfera unica. In Italia, musei statali e civici partecipano con orari prolungati e ingresso a tariffa simbolica di 1 euro, salvo le gratuità previste dalla legge.

 



Per la serata del 23 maggio, dalle ore 20:00 alle ore 24:00, il Parco propone un programma ricco che intreccia visita guidata alle collezioni, narrazione mitologica, poesia contemporanea e attività didattiche, coinvolgendo attivamente le scuole del territorio nell'ambito del Patto locale per la lettura della città di Ercolano e della campagna nazionale Il Maggio dei Libri, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del MiC.
 
Il programma della serata
 
Apertura straordinaria dell'Antiquarium e del Padiglione della Barca
Il personale scientifico del Parco accompagnerà i visitatori con lezioni in situ alle collezioni, offrendo un racconto diretto e approfondito dei capolavori custoditi nelle due strutture, solitamente non visitabili in orario serale. L'accesso al sito è possibile da Corso Resina 187 e da via dei Papiri Ercolanesi 19. Ultimo ingresso alle ore 23:00.
Lettura teatralizzata: "Ercole e l'Idra di Lerna" — Scuola primaria "Peter Pan" di Ercolano
I bambini della scuola primaria "Peter Pan" di Ercolano porteranno in scena una lettura teatralizzata dedicata all'infanzia di Ercole e alla sua lotta contro l'Idra di Lerna, tratta da Le fatiche di Ercole. La mitologia per gioco di Valentina Orlando. La performance si svolgerà al piano terra dell'Antiquarium, di fronte alla straordinaria fontana in bronzo raffigurante l'Idra, originariamente collocata al centro della piscina della grande Palestra di Ercolano e oggi tra i pezzi più suggestivi della collezione.
Un dialogo tra i piccoli lettori e il capolavoro bronzeo che ha ispirato il racconto: il mito dell'eroe fondatore della città antica prende vita davanti ai nostri occhi.
Lettura da "Canto per l'Europa" di Paolo Rumiz — Istituto Superiore "Adriano Tilgher" di Ercolano
Gli studenti dell'Istituto Superiore "Adriano Tilgher" di Ercolano — con il quale il Parco ha attivato una Convenzione per percorsi di Formazione Scuola Lavoro — leggeranno passi scelti da Canto per l'Europa di Paolo Rumiz. In questo poema epico-moderno il mito antico diventa strumento per leggere il presente: il viaggio di una ragazza attraverso il Mediterraneo si trasforma in un racconto sulle origini dell'Europa e sulle sue fratture attuali, tra migrazioni, confini e memorie condivise.
La lettura si svolgerà lungo il viale di accesso al sito: i versi accompagneranno i visitatori come una soglia sonora, un invito a interrogarsi sul significato contemporaneo dell'identità europea prima ancora di varcare l'ingresso dell'antica città romana.
A Villa Campolieto: attività animate alla mostra "Dall'uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”
In parallelo, in collaborazione con Coopculture, la serata si estende agli spazi di Villa Campolieto (Corso Resina 283, Ercolano), dove la mostra "Dall'uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano" resterà aperta e accessibile fino alle ore 24:00, con due attività appositamente programmate.
Ore 20:00 — "Il piatto perfetto" | Visita/laboratorio (durata 120')
I partecipanti diventeranno aspiranti nutrizionisti scoprendo l'importanza di un'alimentazione equilibrata attraverso la visita guidata alla mostra. Dopo una breve introduzione sui gruppi alimentari e sui loro benefici, riceveranno sagome che riproducono alimenti dell'antichità e, al termine del percorso, dovranno comporre il piatto più equilibrato possibile. Per i più piccoli, la possibilità di realizzare le sagome in laboratorio. Per tutti, famiglie comprese. Attività gratuita con biglietto d'ingresso alla Villa al costo di 1 euro.
Ore 22:00 — "Panem et Condimenta: ricette, rimedi e curiosità" | Lettura animata (durata 90')
Un viaggio tra sapori, usanze e curiosità sull'alimentazione romana, guidato da parole tratte dalle fonti antiche. Attraverso una lettura drammatizzata emergono i consigli severi di Catone sulla dieta contadina, le osservazioni di Varrone, le tecniche di Columella, i bizzarri rimedi di Galeno e gli esotici condimenti di Plinio. Dalle umili zuppe di farro ai raffinati banchetti speziati, il racconto intreccia gastronomia e cultura: un'esperienza coinvolgente che svela come il cibo fosse molto più di un bisogno — un'arte, una medicina e persino uno strumento di potere. Per tutti. Attività gratuita con biglietto d'ingresso alla Villa al costo di 1 euro.

 



Prenotazioni sul sito di Coopculture: 

https://www.coopculture.it/it/poi/parco-archeologico-di-ercolano/
 

Biglietteria a Villa Campolieto:

 villevesuviane.net/le-ville/villa-campolieto

(i link non hanno accesso diretto ma sono da copiare e incollare sul web) 


Un'iniziativa per la lettura e la comunità

L'iniziativa si inserisce nel Patto locale per la lettura della città di Ercolano, che riconosce la lettura come leva strategica per lo sviluppo culturale, civile e sociale della comunità. Il Parco Archeologico di Ercolano, in collaborazione con il Comune e gli altri partner aderenti, individua nei libri e nella pratica della lettura uno strumento prioritario per il miglioramento del benessere individuale e collettivo, il rafforzamento della coesione sociale e lo sviluppo del pensiero critico della cittadinanza.
Il tema scelto per la serata si ricollega al filone "Cantare la bellezza" del Maggio dei Libri 2026: poesie, fiabe e racconti che danno voce alla bellezza nascosta del mondo, accompagnando lettrici e lettori di ogni età alla scoperta dello stupore, dell'immaginazione e dell'arte come linguaggio universale.


Informazioni pratiche

Data: sabato 23 maggio 2026
Orario: 20:00 – 24:00 (ultimo ingresso ore 23:00)
Accessi al Parco: Corso Resina 187 | Via dei Papiri Ercolanesi 19
Ingresso: tariffa simbolica di € 1,00 (salvo gratuità previste dalla legge) — max 600 biglietti disponibili. Per Villa Campolieto il biglietto andrà acquistato presso la Villa.
Biglietteria: online e presso la biglietteria del Parco fino alle ore 23:00 del giorno dell’evento (a breve sul sito di Coopculture: https://www.coopculture.it/it/poi/parco-archeologico-di-ercolano/)


Parcheggi gratuiti con posti limitati:


    Istituto Comprensivo 1 "Giulio Rodinò" — Via IV Novembre 43
    Istituto Comprensivo "Iovino Scotellaro" — Traversa I IV Novembre 28

Parcheggio a pagamento:


    Herculaneum Parking — Via dei Papiri Ercolanesi (aperto fino alle 24:00)

Informazioni: ercolano.cultura.gov.it


Parco Archeologico di Ercolano
Corso Resina Ercolano 
Napoli


 

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Andrea Iervolino e Jeff Bezos: riprese spaziali autentiche nel film “I See You”

Immagini reali daranno forma a una storia d’amore in stile vérité ambientata nello spazio



Space 11 Corp, società attiva nella space economy, nelle infrastrutture e nelle tecnologie con focus sull’entertainment, ha annunciato che il suo prossimo lungometraggio I See You integrerà riprese reali effettuate nello spazio da Blue Origin – la compagnia spaziale fondata da Jeff Bezos – insieme a immagini di missioni NASA disponibili pubblicamente.


Fino all’85% del film sarà composto da contenuti spaziali autentici.


L’incontro tra queste due visioni pionieristiche – quella di Jeff Bezos, founder di Blue Origin, che ha aperto allo spazio una nuova era commerciale, e quella di Andrea Iervolino, founder di Space 11 Corp, che porta per primo l’industria dell’entertainment oltre l’atmosfera terrestre – segna un passaggio storico nella convergenza tra esplorazione spaziale e narrazione cinematografica.
Il film unisce narrazione di finzione e riprese di qualità documentaristica, offrendo al pubblico un realismo senza precedenti grazie alle reali condizioni e alla profondità emotiva del volo spaziale. La produzione sta inoltre valutando l’opportunità di girare ulteriori sequenze in condizioni reali di microgravità.


I See You esplora i temi del primo contatto, della coscienza umana e dell’espansione dell’umanità oltre la Terra.


La sceneggiatura è firmata da Andrew Schneider e Diane Frolov, autori candidati agli Emmy noti per il loro lavoro su The Sopranos, Boardwalk Empire e Chicago Med, che portano una solida base narrativa a un progetto capace di fondere uno storytelling di alto livello con le frontiere dell’esplorazione spaziale.


Scott Kelly, ex astronauta NASA che ha trascorso quasi un anno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è consulente tecnico del film e garantisce un elevato livello di accuratezza pur preservandone la visione cinematografica.


Il Global Space Advisory Board di Space 11 Corp comprende inoltre figure di primo piano dell’ecosistema spaziale: James L. Green, ex chief scientist della NASA; Camille Wardrop Alleyne, ex senior executive NASA; e Bert Ulrich, ex film and television liaison della NASA, oggi executive vice president of production di Space 11.


I See You è prodotto da Andrea Iervolino, founder di Space 11 Corp e produttore con oltre 130 film all’attivo. Così come Jeff Bezos con Blue Origin ha ridefinito i confini dell’accesso allo spazio, Iervolino con Space 11 Corp sta ridefinendo i confini del racconto cinematografico, portando l’industria dell’entertainment in una dimensione finora inesplorata.


«Space 11 è nata per portare l’entertainment nello spazio e dare forma a una nuova frontiera dello storytelling», ha dichiarato Iervolino. «Utilizzare riprese autentiche di missioni reali rappresenta un passo avanti decisivo in questa visione».

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

PROSPETTIVE IN GIARDINO


 

Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery

presentano

PROSPETTIVE  IN GIARDINO
installazione con selezione di oggetti vintage di da.flea

Nell'ambito della mostra PROSPETTIVE

con lavori di Luca Corradi e Bruna Ginammi

Giovedì 21 maggio 2026

dalle ore 18:00 alle 21:00

nel giardino dello Spazio Blue Train

Spazio Blue Train

Via fratelli Pozzi, 4 Milano

 

L’esposizione di da.flea


L’esposizione di oggetti vintage di da.flea durante la mostra di arte contemporanea di Luca Corradi e Bruna Ginammi intende dialogare con i lavori fotografici dei due artisti. Giulia Cribellati, titolare di da.flea (https://www.instagram.com/da.flea/) e dello spazio fisico omonimo di via Stazio 18 a Milano, è coinvolta direttamente in un allestimento nel giardino dello Spazio Blue Train per evocare gli elementi naturali rappresentati da Bruna Ginammi e le forme astratte di Luca Corradi. 

 

 La mostra: Luca Corradi e Bruna Ginammi


Milano, maggio 2026 – Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery, due spazi di Milano in zona Gorla - Naviglio Martesana, presentano dal 13 al 26 maggio 2026, nella consueta modalità ‘una mostra, due spazi’, Prospettive, mostra bi-personale, a cura di Silvia Franceschi che mette a confronto i lavori fotografici di due diversi artisti.

Diversi gli apparecchi fotografici utilizzati: una macchina Polaroid, nel caso di Luca Corradi; Banco ottico e Nikon digitale, nel caso di Bruna Ginammi. Diversi i mondi rappresentati: paesaggi urbani che diventano vere e proprie astrazioni per Luca Corradi, elementi naturali per Bruna Ginammi.

Ciò che accomuna i due artisti è la capacità di mutare radicalmente la prospettiva di chi osserva. 


 COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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Frida Kahlo. A Revolutionary Life - Arte, passione e riscatto nell’opera dedicata a un'icona creativa del Novecento

 “Frida Kahlo | A Revolutionary Life” a Verona: arte, passione e riscatto nell’opera totale dedicata a una icona creativa del Novecento 

L’opera immersiva firmata da Massimiliano Siccardi, Luca Longobardi
e Vittorio Guidotti in scena al Teatro Ristori dal 30 maggio all’11 ottobre


https://fridakahloverona.com/




Un viaggio in tredici tappe, tante quanti sono i mesi del calendario lunare proprio delle civiltà matriarcali, per raccontare la vita e l’immaginario di un’artista assurta a icona pop del contemporaneo. Un percorso scandito dalla musica – tra le note di Bach, Edith Piaf, Violeta Parra e molti altri insieme alle composizioni originali di Luca Longobardi – in cui le immagini prendono vita nel trasportare il pubblico in una dimensione onirica capace di far comprendere la potenza creativa di un talento che ha esplorato, tenendole insieme, le dimensioni folckloriche, emotive e politiche del suo mondo.

È Frida Khalo | A Revolutionary Life, la creazione immersiva firmata da Massimiliano Siccardi e Luca Longobardi e Vittorio Guidotti, in scena al Teatro Ristori di Verona dal 30 maggio all’11 ottobre. Un’opera che conclude idealmente per Siccardi e Longobardi, creativi che hanno ridefinito il concetto di arte immersiva nel mondo, una trilogia dedicata agli artisti che a loro avviso più hanno segnato il punto di svolta nel sentire contemporaneo: Van Gogh, Klimt e, per l’appunto, Frida Kahlo.

Prodotto da CREA srl Impresa Sociale, società strumentale di Fondazione Cariverona, questo viaggio nel cosmo dell’artista messicana è concepito come “un’opera totale” in cui musica, immagine e parola sviluppano un grande affresco visivo, idealmente riconducibile proprio alla modalità espressiva di colui che più influenzò la sua vita: Diego Rivera.

Le immagini, realizzate con tecniche miste, spaziano dal disegno a mano all’intelligenza artificiale, effigiando uno straordinario poema visivo che si dipana in un potente affresco cinetico, capace di restituire al pubblico quell’insieme di arte folklorica, surrealismo, misticismo e realismo magico che caratterizzano la sorgente creativa a cui ha attinto Frida Khalo, ben rappresentata nella incredibile serie rivelatrice di autoritratti. Non una esposizione cronologica dei diversi stili attraversati dall’artista nel corso della sua esistenza, quindi, ma una crasi tra elementi solo apparentemente contraddittori e capaci in realtà di illuminarsi vicendevolmente.

La narrazione accompagna il pubblico in ogni passo dell’esistenza di Kahlo, dilaniata dal dolore, ribollente di passione e di colore ardente. Una vita vissuta come autentico tributo alla poesia, alla politica, alla sofferenza e all’amore, tutti abbracciati e accolti senza esitazione per divenire parte essenziale del suo fascino travolgente. Come ebbe a scrivere il poeta e pittore José Moreno Villa (Malaga 1887 – Città del Messico 1955), “è impossibile separare la vita e l’opera di questa persona così particolare: i suoi dipinti sono la sua biografia”. Ed è proprio questo che sperimenterà il pubblico dell’opera immersiva a lei dedicata.

L’esperienza comincia con il Viaggio nel mondo riflesso, in cui si interpretano le parole di Frida “la vita scorre e apre sentieri che non si percorrono invano”, per poi proseguire Attraverso la città e aprirsi a L’incontro, il mondo di Diego. Con Un respiro rivelatore si rivive la fantasia immaginativa con cui Frida bambina, costretta a letto dalla poliomelite, apriva una “porta” sul mondo esterno alitando sul vetro della finestra e disegnandovi sopra un varco con un dito, mentre in Radici (le antiche civiltà) si attraversa l’universo dei simboli archetipi che vivificano l’arte di Frida, che culmina nell’accordo tra mascolino e femminino in Matrimonio (la vestizione della Dea). Irrompono poi la Rivoluzione e la contraddittoria esperienza nordamericana di Los Estados Unidos. Lo sguardo accecante precede con la sua luce il mondo di tenebre della Danza macabra (sogni e incubi), che insieme divengono Una vita in scena. Il Sogno del cervo ferito (persi nel suo mondo) anticipa come presagio di morte forse l’episodio più importante della vita di Khalo, rappresentato infine in Frida vive (il tram), ultima tappa di questo ideale anno lunare che nella sua fine determina il proprio inizio: un incidente quasi fatale che, spezzando un’esistenza, fa erompere un potente slancio creativo.

Il risultato è, come la definiscono gli stessi autori, uno sguardo intenso sulla “donna dei nostri sogni”, in cui «attraversiamo la sua vita nelle intricate vie che si dissipano come sentieri in una foresta, scopriamo le sue radici, fra lenzuola sdrucite del suo letto con i suoi amori e i suoi dolori, nelle città abitate con lo sguardo di una bimba e nelle metropoli di cui ha assorbito gli influssi modernizzatori».

«Frida ha guardato il mondo attraverso il proprio corpo e le proprie radici, profondamente legate alla cultura precolombiana. Ha scavato paure, dolori e amori, traducendoli in opere dense di segni e simboli, dove tutto si condensa, spesso, nel suo sguardo diretto e indagatore.» prosegue Massimiliano Siccardi «Amo pensare a Frida come a una performer ante litteram: tra le prime artiste a fare del proprio corpo un linguaggio, del dolore un’immaginazione, dell’amore il segno profondo della rivoluzione culturale che attraversa i primi decenni del Novecento. Questa opera nasce da qui: è un viaggio onirico, a tratti macabro, sensuale, irreale, metafisico, infantile. Un’esperienza immersiva che avvolge lo spettatore in un sogno da cui non si esce mai».

Uno sguardo che è sostenuto dal suono delle note di una musica capace di riempirlo di significato. Longobardi, compositore di formazione classica (allievo di Roberto De Simone), ha costruito una partitura sonora che contamina e attraversa epoche e linguaggi: da Grazie alla vita di Violeta Parra interpretata da Gabriella Ferri all’Ave Maria eseguita da Mina, dalla reinterpretazione di Florence + the Machine di Stand by me di Benjamin Nelson, Jerry Leiber e Mike Stoller a La vie en rose di Edith Piaf cantata dal vivo da Madonna fino a brani originali Mi Pais o Aura (sul sistema temperato equabile). 

«La colonna sonora che ho concepito per raccontare Frida – osserva Luca Longobardi – usa molte voci differenti per parlarci della sua forza, della sua creatività e della sua perseveranza. È come se Frida stessa ci parlasse della sua vita e della sua esperienza attraverso due tipi di ritmo: uno più energico e dirompente, che caratterizza la prima parte dello spettacolo, e uno più meditativo, quasi al rallentatore, in cui ogni sensazione è intrappolata in una bolla sensoriale che sa di memoria celebrata».

«Progetti di questa natura rappresentano una leva strategica per la città, capaci di coniugare qualità progettuale, innovazione dei linguaggi e apertura verso pubblici sempre più ampi, anche a livello internazionale.» commenta Filippo Manfredi, Direttore Generale di Fondazione Cariverona e Consigliere Delegato CREA srl Impresa Sociale «In questo percorso, CREA si sta affermando come promotore di progettualità contemporanee che integrano linguaggi artistici e dimensione digitale, contribuendo a rafforzare il posizionamento del Teatro Ristori come spazio aperto alla sperimentazione e alle nuove forme di fruizione. Si tratta di iniziative che dialogano in modo naturale anche con le dinamiche del turismo culturale, offrendo nuove chiavi di lettura della città e generando un valore duraturo per il territorio».

Flavio Mario Pasini, Presidente della Provincia di Verona «Come amministratori, siamo spesso abituati a concentrarci sui bilanci e sulle infrastrutture fisiche. Tuttavia, realtà come CREA ci ricordano che il patrimonio immobiliare e artistico di una città rimane una risorsa inerte se non viene attivata da linguaggi capaci di parlare alla cittadinanza di oggi. Investire nella cultura e in strumenti di mediazione tra antico e moderno non è un semplice esercizio estetico, ma un’operazione di comunicazione sociale e di arte consapevole del presente. Portare la vita e le opere al pubblico attraverso tecnologie immersive risponde a principi fondamentali: l’accessibilità, che abbatte le distanze, e la memoria, che diventa stimolo per il futuro.»

Marta Ugolini, Assessora alla Cultura del Comune di Verona «Portare a Verona un progetto immersivo come quello dedicato a Frida Kahlo significa arricchire l'offerta culturale con un linguaggio coinvolgente, capace di suscitare emozioni e di incoraggiare i visitatori ad avvicinarsi all'arte figurativa, come un qualcosa che ci interpella.  In Frida, come del resto in alcune opere di altri artisti ora esposte a Palazzo Forti, il tema del corpo non è solo soggetto, ma si fa esso stesso linguaggio artistico e testimonianza politica e civile. Esprimo un sentito ringraziamento a CREA e a Fondazione Cariverona per il loro impegno costante e multiforme a sostegno del sistema culturale veronese. Grazie a questo impegno, la programmazione estiva del Teatro Ristori permette di far vivere un sito prezioso della nostra città collocato appena al di fuori dalle rotte più battute dai visitatori, valorizzando così anche il nostro paesaggio urbano semi-centrale e dimostrando come la cultura possa essere un motore straordinario per una fruizione della città più lenta, consapevole e diffusa.»

 

 INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Teatro Ristori
Via Teatro Ristori, 7 – Verona

Date e orari
Dal 30 maggio all’11 ottobre 2026
lunedì – giovedì: 14.00 – 20.00 (ultimo ingresso ore 19.15)
venerdì – domenica: 14.00 – 22.00 (ultimo ingresso ore 21.15)

Biglietti
Acquistabili online su https://fridakahloverona.com/
e presso la biglietteria del Teatro Ristori

 


COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA