lunedì 30 marzo 2026

LUCCA - LE MURA

 by Rosaria Pannico


 

 Cari amici di rosarydelsudArt news oggi vi porto a LUCCA in Toscana, precisamente sulle MURA della città.

Situata precisamente nella Toscana settentrionale, è una città famosa per i suoi monumenti storici: il centro storico è infatti ricco di antiche strutture di varie epoche ed è completamente circondato da una cinta muraria cinquecentesca, che oggi vi propongo con varie foto e video.

 

La cittò di Lucca è ufficialmente di origine romana su probabili insediamenti anteriori, è stata una città di mercanti e tessitori, che mantenne la sua autonomia come Stato indipendente fino al 1799, quando, venne soppiantata l'antica Repubblica ad opera della conquista francese da parte delle truppe napoleoniche, dando vita al Principato di Lucca e successivamente al ducato borbonico di Lucca. Fece parte, infine, del granducato di Toscana.



 Vi propongo in parcolare video e foto per scoprirla insieme:

 

                               

 
















 


 

Il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli sul podio del NABUCCO a Varna il 1 aprile

 Varna State Opera

Presenta

Giuseppe Verdi

NABUCCO

Orchestra dell’Opera di Stato di Varna

Direttore

M° Jacopo Sipari di Pescasseroli

Regia: Srebrina Sokolova

                     Opera di Stato di Bulgaria

Mercoledì 1° Aprile ore 19:00 

Info.: opera@tmpcvarna.com  Telefono: +359 52 665 020 - Biglietti online: EVENTIM, GRABO

 


Nel mondo e nel modus verdiano con Jacopo Sipari di Pescasseroli

Mercoledì I aprile alle ore 19 il direttore italiano torna sul podio di Varna per dirigere una delle partiture che ha maggiormente interiorizzato. Srebrina Sokolova firmerà la regia, mentre nel ruolo del titolo canterà Plamen Dimitrov


 




La ripresa del Nabucco di Giuseppe Verdi è sempre certo uno dei motivi d’interesse per un teatro in cui il genio italiano è sempre onorato: è sempre utile rinnovare il confronto col punto di partenza valido dell’arte verdiana. A Varna, dopo solo un anno, mercoledì 1 aprile, il sipario dell’Opera di Stato, si leverà, alle ore 19, nuovamente sulla partitura del celebre “Va’ pensiero”, con il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli sul podio a dirigere musica che ha interiorizzato in ogni suo segno. Realizzazioni così compiute e inattaccabili come il blocco compatto del primo atto, Verdi non ne scriverà altre, prima del Macbeth e del grande concertato del terz’atto di Attila, titoli e periodo compositivo del genio italiano, che sono da sempre nelle corde del direttore abruzzese, affermatosi in campo internazionale quale bacchetta pucciniana.

“Nabucco è un’opera che amo profondamente – ha dichiarato il M° Jacopo Sipari – perché mi ricorda una delle prime produzioni affidatemi, nella splendida cornice del teatro antico di Pompei, con una voce d’eccezione che è quella di Dimitra Theodossiou. L’ho sempre trovata una delle opere più ricche di emozioni di Verdi e sono oltremodo entusiasta di riaprire questa partitura. Qui a Varna l’ho diretta già diverse volte sia nella stagione estiva nell’arena all’aperto, che in teatro sempre con grandi stelle, su invito del sovrintendente Daniela Dimova. E’ questa un’opera in cui mi ritrovo, un Verdi che amo perché ricco di pathos, in particolare nei concertati finali e ho sempre provato ammirazione per il ruolo di Abigaille, come del resto anche quello di Nabucco, poiché amo la corda baritonale. Tra l’altro è una partitura che mi permette, in particolare nella conversione finale, di evidenziare la spiritualità, quel taglio che caratterizza la mia lettura della musica tutta, che vado a ricercare in ogni opera. Il Nabucco opera risorgimentale per eccellenza include tutte le contraddizioni espresse da quel clima culturale. L’ spettacolo è imperniato su tali contraddizioni e su doppi punti focali come per esempio il problema della religiosità a cui tengo molto. Ciò che si chiede a Dio è, da una parte qualcosa che vive all'interno dei personaggi e, dall'altra qualcosa che sta fra i personaggi e il pubblico identificabile nell'intervento della provvidenza che fa scattare anche la molla patriottica che tutti ravvisiamo nel “Va’ pensiero”. Rapporto religioso propriamente detto conflittualità dei due monarchi Zaccaria e Nabucco e valenza storica resta ciò che il pubblico di Verdi deve essere indotto a proietta di religioso nell'opera”.

 




Nemmeno nel Freischutz la partecipazione del coro all’azione avviene con tanta naturalezza e necessità drammatica: i cacciatori di Boemia puzzano maledettamente di teatro e si esibiscono pittoreschi nelle loro ben regolate evoluzioni, in confronto alle folle vibranti di questo “Popol di Giuda”, che grida, che impreca, che trepida per la propria sorte, che interpella i propri capi, Zaccaria e Ismaele, e dialoga con loro in una specie di gran comizio musicale. La coralità, fluisce nel primo atto di Nabucco, e in parte anche nel secondo e nel terzo, come una fiumana e impone alla musica norma e forma: c’è poco posto per i problemi di aria e recitativo, là dove l’espressione collettiva, straripa e invade ogni angolo dell’opera, e la simulazione teatrale d’una liturgia recupera i valori antichi della musica sacra, iniettandogli per di più il pungolo della tensione drammatica. In un’opera in cui l’impiego del coro raggiunge simile evidenza di vita musicale, ne viene quasi di conseguenza la lamentevole debolezza dei personaggi singoli e dell’intreccio individuale. Questa risaputa debolezza dei caratteri individuali pone grossi problemi all’esecuzione: bisogna prendere l’opera per il suo verso, sottolinearne la grandezza corale, lasciando i personaggi singoli ed evanescenti, come veramente sono, oppure cercare in qualche modo di porre rimedio al difetto? Ne è ben conscio la regista, Srebrina Sokolova. La regia, unitamente alla scenografia di Nela Stoyanova con i costumi di Denis Ivanov e le coreografie di Svetlana Tonsheva avranno nell’insieme qualcosa di originale, ma anche d’antico, anche se le ragioni estetiche sono quelle dell’odio e dell’estrema velocità con cui scorrono musica ed eventi. In Nabucco primeggiano, tra i personaggi, quelli che incarnano l’autorità, cioè re e sacerdoti; la voce potente dei Leviti che anelano alla patria lontana, incatenati e costretti al lavoro sulle sponde d’un fiume straniero, soverchia e sommerge la flebile preghiera di Fenena convertita per amore e la bestemmia sacrilega del sovrano impazzito d’orgoglio. A questa impostazione del dramma come scontro di popoli corrisponde una concezione della partitura estremamente massiccia, connotata da una forte presenza degli ottoni, trattati spesso con una scrittura corale, e dalla banda. Rimane, naturalmente, lo spazio anche per il dramma intimo, come quello di Abigaille alla fine dell’opera: uno dei momenti più toccanti della partitura, dove il canto franto della schiava morente è orchestrato con mano leggerissima (corno inglese, arpa, violoncello e contrabbasso soli); o il momento altissimo della follia di Nabucco, alla fine della seconda parte, dove l’ampia gamma emotiva del protagonista (follia, terrore, pianto, svenimento) è condensata con una straordinaria ed efficacissima economia di mezzi. Si sa quanto il tenore del melodramma romantico nazionale, il belliniano e il donizettiano, si fosse identificato con l’ “eroe” o, comunque, avesse avuto funzione di strumento primario d’emozione: il povero Ismaele, al quale darà voce Plamen Raykov è ben lungi da ciò, poiché Verdi ha chiaro già in mente come l’epica sarà, d’ora in avanti, compito della corda baritonale, la più virile, la più psicologica, Nabucco, quindi, che vivrà del talento di Plamen Dimitrov, Zaccaria sarà un vero basso, Geo Chobanov e il Gran sacerdote di Belo, Petar Petrov. Abigaille, portatrice dell’istanza belcantistica, ma allo stesso tempo colei che quell’istanza ribalterà, in forza dell’inaudito spessore del declamato, sarà Johana Zhelezcheva, mentre Fenena avrà la voce di Silvia Angelova. Cast completato da Artem Arutyunov (Abdallo) e Galina Velikova (Anna). Connotazione mitica per il coro, che eleverà il “Va’ pensiero”, non da escludere nel bis con l’intero uditorio.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Sacrifici prima della catastrofe: cosa bruciava negli altari domestici di Pompei?

Indagini sulle ceneri dei bruciaprofumi di Pompei pubblicati nell’articolo sulla rivista
Antiquity. A Review of World Archaeology
Ashes from Pompeii: incense burners, residue analyses and domestic cult practices

 


Piante locali ma anche sostanze aromatiche importate dall’Africa o dall’Asia sui bruciaprofumi degli altari domestici di Pompei. È quanto emerge dalle indagini scientifiche di un team di esperti internazionali che ha analizzato cosa venisse bruciato nei bracieri rituali romani rinvenuti a Pompei. Segno di quanto Pompei facesse parte di una rete commerciale globale.

 


 


L’eruzione del 79 d. C., immane catastrofe per gli abitanti dell’epoca di Pompei, ha rappresentato allo stesso tempo una straordinaria opportunità per l’archeologia moderna, grazie alle eccezionali condizioni di conservazione del sito. Tra i reperti preservati vi sono, infatti, anche le ceneri rimaste nei bruciaprofumi utilizzati dai pompeiani per le offerte a base di incenso alle divinità, che gli esperti delle Università di Zurigo, Monaco di Baviera, Bonn, Kiel e Dublino hanno analizzato in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, mediante una serie di tecniche di laboratorio all’avanguardia, concentrandosi sulle ceneri di due bruciaprofumi, provenienti da Pompei e da una villa di Boscoreale.

 


 


Resine arboree esotiche dall’Africa o dall’Asia
«Ora possiamo dimostrare concretamente quali profumi venivano realmente bruciati nel culto domestico pompeiano», afferma Johannes Eber dell’Università di Zurigo, coordinatore dello studio. «Oltre a piante regionali abbiamo trovato anche tracce di resine importate – un indizio di ampie connessioni commerciali di Pompei».
Particolare interesse desta uno dei recipienti dove sono stati individuati resti di una resina arborea esotica, probabilmente proveniente da regioni tropicali dell’Africa o dell’Asia.
«Le analisi molecolari indicano inoltre la presenza di un prodotto derivato dall’uva in uno dei bruciaprofumi», spiega Maxime Rageot dell’Università di Bonn, che ha condotto le indagini biomolecolari dello studio. «Ciò sarebbe coerente con l’uso del vino nei rituali raffigurati nell’arte romana e descritti nelle fonti scritte, e dimostra al tempo stesso quanto sia importante integrare gli studi archeologici con analisi scientifiche».
«La combinazione di diverse tecniche chimiche e microscopiche moderne rende improvvisamente tangibile la vita religiosa quotidiana degli abitanti di Pompei», aggiunge Philipp W. Stockhammer della LMU di Monaco, nel cui gruppo di ricerca è stato avviato lo studio.

 



Una vasta rete commerciale quasi 2.000 anni fa
Il Parco Archeologico di Pompei, che recentemente ha dedicato una nuova esposizione permanente all’eruzione e alle sue vittime, esponendo anche un elevato numero di reperti organici quali resti di piante, cibi e oggetti in legno, sottolinea l’importanza di questo tipo di studi: «Senza Pompei, la nostra conoscenza del mondo romano sarebbe meno ricca – ha commentato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – ma è una ricchezza di conoscenze e dati che solo un’archeologia all’altezza dei tempi può valorizzare adeguatamente: grazie all’integrazione con altre scienze, possiamo ancora scoprire tanto sulla vita nella città antica.»
Lo studio mostra quindi che Pompei non era soltanto una città romana ai piedi del Vesuvio, ma faceva parte di una rete commerciale globale, le cui tracce possono essere individuate perfino nei profumi degli altari domestici.



Parco Archeologico di Pompei
via Plinio - 80045 Pompei (Napoli)

 


 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Il Sindaco Pierluigi Peracchini ha consegnato le Benemerenze Civiche 2026

Insigniti Giancarlo Guani, Stefano Mei e Maria Cristina Mirabello
Medaglia d’oro ad Andrea Menichinelli

 


 


La Spezia, 30 marzo 2026 – Questa mattina, nel corso di un Consiglio comunale straordinario, il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha consegnato le Benemerenze Civiche 2026 a Giancarlo Guani, Stefano Mei e Maria Cristina Mirabello, conferendo inoltre la Medaglia d’Oro ad Andrea Menichinelli.


Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Oggi la città celebra i cittadini che si sono distinti per il loro impegno nei campi della ricerca scientifica, dello sport, del sociale, del culturale e dell’assistenza, contribuendo a valorizzare il nostro territorio e a migliorare concretamente la vita di molti. Come Amministrazione siamo orgogliosi di aver conferito le benemerenze a Giancarlo Guani, Stefano Mei e Maria Cristina Mirabello, assegnando la Medaglia d’Oro ad Andrea Menichinelli. Con questa iniziativa riconosciamo il valore di chi contribuisce, con il proprio impegno, alla crescita della comunità, infatti La Spezia custodisce una storia fatta di forza e dignità, che continua a tradursi nella capacità di guardare avanti con fiducia, e gli insigniti incarnano pienamente questi valori. Una comunità cresce attraverso le persone che, ogni giorno, scelgono di renderla migliore, diventando un esempio e un punto di riferimento per le nuove generazioni. Per questo riconosciamo l’impegno e le straordinarie capacità dei nostri concittadini”. Il riconoscimento era stato disposto dal Sindaco nel mese di febbraio con apposito decreto e oggi è stato ufficialmente attribuito ai quattro premiati. Un’importante attestazione che la Città tributa loro con profonda gratitudine”.


Il Comune della Spezia considera tra i suoi doveri quello di rendere pubblico riconoscimento a coloro che, con opere concrete nel campo delle scienze, delle arti, della cultura, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport, con iniziative sociali, assistenziali, filantropiche, con atti di coraggio e abnegazione civica, o con il raggiungimento di importanti traguardi sociali o professionali, abbiano illustrato la collettività cittadina e servito con particolare dedizione le libere istituzioni.

 


 


Sulla base di tali principi, il Sindaco Peracchini ha decretato i seguenti riconoscimenti:


BENEMERENZE CIVICHE


Giancarlo Guani: per l’alto valore umano, sportivo ed educativo espresso nella sua attività, sia quale promotore di iniziative che hanno avvicinato centinaia di giovani allo sport come strumento di crescita e integrazione sociale, sia come ideatore di progetti culturali e sociali rivolti alle scuole, alle persone con disabilità, alle strutture sanitarie e ai luoghi di aggregazione della comunità.


Stefano Mei: per gli straordinari meriti sportivi conseguiti nell’atletica nazionale e internazionale e per i prestigiosi incarichi ricoperti in ambito sportivo, tra cui la Presidenza della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Esempio di dedizione ed elevato senso civico, già insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.


Maria Cristina Mirabello: per l’appassionato impegno nel campo della ricerca storica, svolto con rigore e sensibilità civile.


Le sue pubblicazioni dedicate alla Resistenza nello spezzino hanno permesso di onorare la memoria della città e di evidenziarne il ruolo cruciale come baluardo di dignità umana. Le sue opere rappresentano un punto di riferimento della storiografia locale, trasformando la ricerca in memoria viva e orientando le nuove generazioni ai valori della libertà e della democrazia.


Inoltre il Sindaco ha conferito la Medaglia D’oro a Andrea Menichinelli Per la costante e infaticabile dedizione rivolta ai più disagiati ed emarginati nel corso della sua lunghissima attività di volontariato; per la capacità di organizzare attività continuative divenute negli anni un riferimento prezioso per le fasce più deboli della città. In particolare, si è distinto per l’impegno nella mensa della comunità gestita dall’Associazione Missione 2000, di cui è Presidente e animatore dal 1996.


Gli insigniti saranno iscritti nell’apposito Albo delle Benemerenze Civiche, istituito presso la Presidenza del Consiglio Comunale.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

RIFLETTORI ACCESI SUL PREMIO IL SOGNATORE 2026

GRANDE SUCCESSO PER 

L’8° EDIZIONE A VILLA DOMI

 


 

 

Conclusa in maniera trionfale, con grandi consensi di pubblico e di critica, l’ottava edizione del premio Il Sognatore, istituito dal giornale Lo Strillo con il patrocinio morale del Comune di Napoli, che si è svolta lo scorso 27 marzo 2026, nella prestigiosa e storica Sala Bianca di Villa Domi, la dimora settecentesca napoletana, gestita, con cura, dal titolare Domenico Contessa. Nel corso della serata-evento, condotta dai giornalisti Anna Maria Ghedina, direttore responsabile della testata, e da Antonio D’Addio, vicedirettore, coadiuvati dal talentuoso Nicola Coletta, top model, attore e conduttore e dalla giornalista Manuela De Rosa, sono stati consegnati gli originali riconoscimenti a sei personalità che, secondo il parere insindacabile della direzione del giornale, sono dei sognatori per aver realizzato il proprio sogno o per aver fatto sognare gli altri. Il premio consiste in un’originale e caratteristica scultura, realizzata da un’idea del compianto maestro Armando Jossa.

 

 

Una sala gremitissima ed un parterre d’eccezione hanno salutato i sognatori 2026: Gennaro Esposito, lo chef di Torre del Saracino a Vico Equense, che ha ricevuto il premio dal patron della struttura Mimmo Kontessa, Eleonora Puglia, attrice, regista e scrittrice, che, bloccata a casa da una brutta influenza, ha delegato il suo editore, Armando De Nigris, a ritirare il prestigioso riconoscimento, Ciro Venerato, giornalista sportivo Rai, a cui è andato il Premio Il Sognatore - Mimì De Simone, dedicato alla memoria del nostro mitico direttore e fondatore de Lo Strillo, consegnato dai giornalisti Gianfranco Coppola e Tullio De Simone, Gianluca Guida, Direttore dell’Istituto Penale Minorile di Nisida, la consegna è stata fatta dalla giornalista Maresa Galli e dall’avvocato Gerry Danesi, Maurizio Marinella, imprenditore e re delle cravatte, che ha mandato il suo collaboratore Gerardo Coviello, ha dato il premio la giornalista e critico teatrale Valeria Rubinacci e l’artista Anna Calemme, Pietra Montecorvino, cantante, attrice e autrice, che ha ritirato il premio dalle mani dei due giornalisti-conduttori. Due le menzioni speciali: a Lino Zaccaria, giornalista de “Il Mattino” e scrittore, che ha fatto pure un sentito ricordo di Ermanno Corsi, e alla memoria del sardo Salvatore Canu, insignito della Croce al Merito di Guerra per aver partecipato, nella II° Guerra Mondiale, ad operazioni rischiose con onore e coraggio. Apprezzati e applauditi i momenti di spettacolo affidati all’attore Sasà Trapanese, che ha fatto anche un ricordo del compianto maestro Armando Jossa, alla nota interprete della canzone napoletana classica e moderna, attrice, autrice e pittrice Anna Calemme, al bravissimo mentalista reduce da “Tu si Que vales” Leo Barbato, che ha stupito tutti i presenti con i suoi incredibili esperimenti, al pianoforte il performer Armando Percuoco. Fotografo e videomaker ufficiale: Giuseppe Moggia. Un ringraziamento va a chi ha consentito la serata ovvero Villa Domi con il suo patron Domenico Kontessa, la boutique Keave, Glemart Grafica e Stampa, l’Asd Social Event e Promotion di Luana R. Cavazzuti, Armando De Nigris Editori. Un ringraziamento speciale a Thomas Esposito. Nel corso della serata sono stati celebrati anche i primi 30 del giornale Lo Strillo (cartaceo ed on line) ed è stato lanciato il Premio Letterario, ideato dalla nostra testata, “Rose d’Amour”, in collaborazione con la casa editrice Armando De Nigris. Notati tra il pubblico la show-woman e cabarettista Lucia Cassini, il “Pulcinella” Angelo Iannelli, il chitarrista e cantante Gino Accardo, lo showman Diego Sanchez, i giornalisti Gianfranco Bellissimo, Maresa Galli, Valeria Rubinacci, Gino Giammarino, Maria Carla Palermo, Veronica Caprio, Gianni De Somma, Michelangelo Iossa, Giuseppe De Carlo, Elio Guerriero, Alessandro Iacobelli, Stefania Santamaria, Filomena Brancaccio, Vincenzo Assanti di Tv Flegrea, Lina La Mura, ideatrice del blog Lina’s Style e collaboratrice per ArtesTv insieme al marito Ciro Schettino, amministratore del blog, Renato Aiello, Davide Guida, Gigione Maresca, Dora Chiariello, Gerardo Moretta, Mariapia Della Valle, Mattia De Simone, Alfonso Somma, titolare dell’agenzia Moda Gold e ideatore, insieme a Nicola
Coletta, del Premio Fashion Gold Party, Annamaria Viscardi, editrice di Radio Studio Emme, Cristian Gambardella, speaker radiofonico, Carla Teperino, Umberto Raia, fotografo ufficiale di Villa Domi, i fotografi Andrea Carlino, Angelo Cannavacciuolo, Pino Capuozzo, la stilista Giovanna Panico, l’artista Pina Della Rossa, la coreografa e talent scout Nancy D’Anna, l’hair stylist Claudio De Martino, Maddalena Ferraro, Maria Antonietta Mormile della casa editrice De Nigris, l’attore e poeta Michele Schiattarella, la manager Romina Ranieri, Nello Accardo, ristoratore con la consorte, e tantissimi altri. Al termine un ricco buffet con brindisi e torta finale offerto da Villa Domi. Appuntamento alla IX edizione 2027. “Un sognatore è colui che può trovare la sua strada al chiaro di luna e vedere l’alba prima del resto del mondo” (Oscar Wilde).

ECCO LE FOTO DI GIUSEPPE MOGGIA:






 


 COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

"Il domani che ci appartiene" di Ambra Serpieri e Ida Esposito

 Rassegna inchiostro e Orizzonti

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

 "Il domani che ci appartiene"

 di Ambra Serpieri e Ida Esposito 

1 aorile ore 18:00

presso la 

Biblioteca Comunale di Cercola  


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COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

domenica 29 marzo 2026

FORTE DEI MARMI - IL PONTILE

by Rosaria Pannico

 


Cari amici di rosarydelsudArt news oggi vi porto a Forte dei Marmi in provincia di Lucca in Toscana: città di villeggiatura che si affacciata sul mar Ligure

La città prende il nome dal fortino che sorge al centro della città (voluto dal granduca Leopoldo a difesa dell'approdo) e dai marmi che dalle Alpi Apuane


Io oggi ve la mostro attraverso alcune foto e un breve video dal famoso pontile di Forte dei Marmi da me scattate nel pomeriggio di ieri.

 

Vi ricordo che il "Pontile Medaglie d'oro" è uno dei simboli della città ed è un’opera che risale alla seconda metà dell’800: costruito per il trasporto del marmo, venne distrutto durante la seconda guerra mondiale e fatto poi ricostruire al termine del conflitto bellico. 

Quando la giornata è limpida si possono scorgere a nord Marina di Massa e La Spezia, mentre a sud Viareggio

Guardando poi verso il mare, si possono scorgere le isole Tino, Gorgona e Corsica