venerdì 17 luglio 2026

ANCORA ADESIONI ALLA GIORNATA NAZIONALE DELLA SACRA SPADA DELL'ARCANGELO MICHELE 2026



Anche la Parrocchia della SS. Annunziata e la Pretura di San Michele Arcangelo di Sala Consilina (SA) prenderanno parte con devozione alla Giornata Nazionale della Sacra Spada dell’Arcangelo del 29 agosto 2026, unendosi al fervore spirituale di questo straordinario evento.

 


 


Un ringraziamento al parroco don Paolo, al Presidente Michele Cardinale e a tutta la comunità per l'interessamento.

 

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BAGNO DI GONG IN PISCINA a Licola

Un'esperienza 
di profondo rilassamento 
tra acqua e vibrazioni
 


 

Lasciati cullare dall'acqua mentre gong e campane tibetane e altri strumenti ancestrali, abilmente suonati da Antonella Notturno Sachjot Kaur, accompagnano il corpo e la mente in uno stato di quiete profonda.


22 Luglio 2026
ore 19:30
Licola – Villa Privata (al momento della prenotazione invieremo indirizzo e posizione).


Porta con te: 

costume da bagno, telo, pantofole da piscina, tubi galleggianti, repellente per insetti.


Posti limitati Prenotazione obbligatoria

 


Info e prenotazioni: 

349 096 2592 Antonella, 328 3186062 Delia, 328 1091897 Devagni


Galleggia. Respira. Ascolta. Lasciati attraversare dal suono.

L'acqua sostiene il corpo e il suono accarezza l'anima.

 

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TURANDOT

 Varna State Opera


Presenta

Giacomo Puccini

TURANDOT

Per i cento anni dalla prima

Vincenzo Costanzo

È

CALAF (ruolo di debutto)

 

Orchestra dell’Opera

di Stato di Varna

Direttore

M° Jacopo Sipari di Pescasseroli

Regia: Kuzman Popov

                     Summer Arena di Varna – Bulgaria

Mercoledì 22-Giovedì 23 luglio ore 21:00

 


Info.: opera@tmpcvarna.com  Telefono: +359 52 665 020 - Biglietti online: EVENTIM, GRABO


Il sogno di Vincenzo Costanzo-Calaf


 

Il tenore napoletano debutta in Turandot il 22 luglio, alle ore 21:00, nell’incantevole cornice del teatro all’aperto di Varna, elevando il celebre “Nessun dorma!” sotto le stelle di Bulgaria e la bacchetta dell’ambasciatore pucciniano Jacopo Sipari di Pescasseroli, al suo fianco una principessa di ghiaccio d’eccezione, Saioa Hernàndez. In orchestra anche una piccola rappresentanza del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno con i suoi eccellenti fiati

 

E’ il sogno di ogni tenore quel “Vincerò”, elevato con accento eroico, nella notte, contro la luna, simbolo della principessa Turandot. Dopo il successo in Cavalleria Rusticana in Sofia, acclamato Turiddu, il tenore napoletano Vincenzo Costanzo, debutterà il ruolo di Calaf nella Turandot del centenario, evento del Summer Festival dell’Opera di Varna, firmato da Daniela Dimova, mercoledì 22 luglio. “Per me è veramente un'emozione unica – ha affermato il tenore Vincenzo Costanzo - debuttare in uno dei ruoli più iconici per il tenore. Sono felicissimo di farlo con un grande Direttore quale è Jacopo Sipari di Pescasseroli, il quale nel repertorio pucciniano reputo sia straordinario e stiamo lavorando molto bene per dar vita al Principe Ignoto, impavido e passionale, ostinato e disposto all’estremo sacrificio, per vincere una sfida d'amore e potere.Sono davvero felice di essere qui per debuttare nel mio primo Calaf: un sogno che si avvera”. “Sono molto felice di partecipare al festival estivo dell’Opera di Varna – ha continuato il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli - che ormai frequento ininterrottamente da quasi dieci anni e in particolare sul podio di questa Turandot del “centenario”. E’ questa un’opera a me cara poiché è stata la prima che ho diretto al Teatro Puccini, quando ho iniziato a lavorare come direttore principale, e resta una partitura che mi ha sempre accompagnato durante tutta la mia vita. Farla qui ha un significato e un'emozione del tutto particolari. È un vero onore assistere e partecipare al debutto di Vincenzo, che sarà sicuramente un cantante straordinario: ha una vocalità fantastica per questo ruolo. È anche un enorme piacere ritrovare la grande Saioa Hernandez, dopo l'esperienza all'Opera di Roma, per gli Oscar della lirica. Una grandiosa produzione questa, che sarà il giusto preludio per il grande e attesissimo gala di Ermonela Jaho, che concluderà in modo speciale questo mese di luglio”. Due le date alla Summer Arena di Varna, mercoledì 22 e giovedì 23 luglio, alle ore 21, dove Turandot vivrà della regia di Kuzman Popov, con i costumi e la scenografia di Nela Stoyanova e in orchestra una piccola rappresentanza del Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno, che vede Manuel Pio Magurno al clarinetto, Giovanni Russo e Rosa Orlotti al corno, con Francescopio Sandulli alla tromba, degni eredi del magistero di fiati salernitano. Sarà una Turandot fedele all’idea drammaturgica di Giacomo Puccini, debutterà sul palcoscenico di Varna, con le voci di Saioa Hernandez, nel ruolo del titolo (il 23 canterà Gabriela Georgieva) Vincenzo Costanzo, che impersonerà Calaf (in seconda replica sarà Valeriy Georgiev il Principe Ignoto) e della coppia Marija Jelić e Ilina Mihaylova che divideranno il ruolo di Liù, nel corso delle due recite. Su di un palcoscenico, delimitato dai simboli dell’antico Oriente e da massicce e invalicabili porte di ferro, regna sovrana Turandot, una delle muse nere della lirica.  L’indirizzo pucciniano era quello di ricondurre la fiaba cinese ad una dimensione vicina alle fonti orientali, da rituale tragico e crudele, pertanto “disumano”, dove la figura ieratica, lontana, anzi irraggiungibile della principessa, l’intoccabilità mitica, secondo cui Turandot viene pensata, impostata e svolta dall’impassibile e scatenante apparizione silenziosa, ma annunciata dal celebrato tritono, il diabolus in musica, che fu quello del barone Scarpia, che l’orchestra scandisce Tu-ran-dot, del Primo Atto, al protagonistico giganteggiare nel secondo, non ammette di venire sgelata e umanizzata per la struttura e l’essenza del personaggio. Figura “gelida”, come la definisce una vocalità ad hoc, che è nuova in Puccini, vocalità “pesante” in rimando al Richard Strauss di Elektra e Salomè, nelle puntate subitanee ed impervie, per tessitura e spessore del peso declamatorio. Questo il calcolatissimo “gelo” di Turandot, più che l’enigma, l’emblema della Principessa di Ghiaccio. La Turandot pucciniana rifiuta l’uomo e lo punisce per vendicare la memoria di un’ava stuprata e uccisa (mai tema più attuale), compenetrata e posseduta dal ricordo dell’antenata e dal fantasma della “notte atroce”, in cui morì. La principessa di gelo nel lanciare il terzo e decisivo enigma a Calaf, simbolo in luogo di creatura, stratificazione di odio che non lascia posto all’amore, scatena un’opera sotto il segno del nero e del rosso, di notte, sangue e morte, anziché di luce e di vita, di cui è motore l’orchestra. Il Maestro Jacopo Sipari, si troverà alla testa di un forte e variatissimo spiegamento corale, un’orchestra molto nutrita in buca e una seconda, interna, con soli ottoni, saxofono, percussioni e organo, quindi del Coro e del Balletto dell'Opera Statale di Varna e della Gioventù di Varna, di volta in volta sgomento e inneggiante, crudele o atterrito, di primitiva violenza o teneramente partecipe, anche l’orchestra è quasi un personaggio fra le dramatis personae, in quanto determina l’atmosfera passo passo, inventando effetti coloristici violenti e preziosi al tempo stesso. Sarebbe spettacolo anche vedere e conoscere le percussioni inconsuete e orientaleggianti, tam tam, gong cinesi con nove altezze sonore, un gong grave posto in scena che è strumento musicale e strumento drammatico per i colpi che Calaf sferra su esso, lanciando la sfida a Turandot, uno xilofono, uno xilofono basso, ossia un basso birmano, anzi siamese, campane tubolari, celesta, glockenspiel e un tamburo di legno di registro grave, questi i colori della Cina di Puccini. E’ proprio questo il nuovo e ultimo viaggio di Puccini, l’ultimo approdo, un’evasione dal mondo occidentale, per la quale il compositore aveva già fatto follie in passato, con Madama Butterfly e, che ora, aveva finito di stregarlo. La partitura esce allo scoperto, grondante di suoni, splendente di impasti ferrigni e luci adamantine, stellari, un astro fra soffici nubi corali, ora balenanti ora soavemente adagiate nello spazio, come la coda di una cometa. Ma non si tratta di un pellegrinaggio, è una partita molto più dura: Ping (Plamen Dimitrov), Pang (Artem Arutyunov), Pong (Plamen Raykov), ne dettano le regole, con le quali potresti anche perdere la testa nel giro di qualche battuta, specialmente dopo il “Vincerò” di Calaf. Con loro Timur, cui darà voce Deyan Vatchkov, Altoum, Mihail Valchev, un mandarino, Velin Mihaylov. Il canto tenero di Liù, che accarezza il bamboleggiare dei toni interi, con donazioni più intense, eleva una corrispondente pietà dal coro, l’unica pietas consapevole che l’opera conosca.

 

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Festival Voci del Mediterraneo 2026: programma e protagonisti

Petrosino presenta 

la terza edizione del Festival 

"Voci dal Mediterraneo"


Giovedì 30 luglio alle ore 11:00, nell'Aula consiliare del Palazzo comunale di Petrosino (Via X Luglio, Petrosino - Trapani), si terrà la conferenza stampa di presentazione della terza edizione del Festival internazionale della canzone italiana "Voci dal Mediterraneo", in programma dal 7 al 9 agosto 2026 in piazza Biscione. L'iniziativa è organizzata dall'associazione ricreativa culturale Musicultura Eventi e Management e Mediterranean Label, con il patrocinio del Comune di Petrosino e la direzione artistica di Massimo Galfano.

Nel corso dell'incontro saranno illustrati il programma della manifestazione, gli obiettivi dell'edizione 2026 e le principali iniziative previste durante i tre giorni del festival. Alla conferenza stampa prenderanno parte il direttore artistico Massimo Galfano, il sindaco di Petrosino Giacomo Anastasi e i componenti della Giunta comunale.

Il Festival internazionale della canzone italiana "Voci dal Mediterraneo" si svolgerà dal 7 al 9 agosto in piazza Biscione e vedrà la partecipazione di artisti e ospiti provenienti da diversi Paesi. La manifestazione è dedicata alla promozione della musica italiana e prevede un programma articolato tra esibizioni, incontri e momenti dedicati alla valorizzazione del territorio.

In occasione della conferenza stampa sarà inoltre possibile, per giornalisti di radio, televisioni, quotidiani e testate web, ritirare il pass di accesso e completare l'accreditamento alla sala stampa. Durante le tre giornate del festival, la sala stampa sarà chiamata ad assegnare il Premio della Critica "Toto Cutugno", istituito in memoria del cantautore, e il Premio Città di Petrosino.

«Questo viaggio chiamato Festival Voci dal Mediterraneo – afferma il direttore artistico Massimo Galfano – nasce per valorizzare la musica italiana nel mondo ma anche il territorio, la storia, la cultura, le bellezze, l'arte culinaria, le spiagge, il mare e i prodotti tipici della Sicilia».

La conferenza stampa sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube ufficiale di Eventi & Management Italia, permettendo di seguire l'incontro anche a distanza.

Al termine della presentazione è previsto un momento conviviale con un aperitivo riservato agli ospiti presenti.

Per ulteriori informazioni sul Festival "Voci dal Mediterraneo" è possibile consultare il sito ufficiale della manifestazione.

 

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ANCORA ADESIONI ALLA GIORNATA NAZIONALE DELLA SACRA SPADA DELL'ARCANGELO MICHELE 2026

 



Anche la Parrocchia "Santi Martino e Lucia" di Apricena prenderà parte con devozione alla Giornata Nazionale della Sacra Spada dell’Arcangelo del 29 agosto 2026, unendosi al fervore spirituale di questo straordinario evento.


Un ringraziamento al parroco don Mario e a tutta la comunità per l'interessamento.

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Ritorna Valori Metroquadro Salerno e Provincia 2026, alla Camera di Commercio la presentazione del nuovo listino ufficiale dei valori del mercato immobiliare

 




Lunedì 20 luglio 2026 alle ore 10:00, nel “Salone Genovesi” della Camera di Commercio di Salerno in Via Roma 29, si terrà la presentazione dell’osservatorio “Valori Metroquadro Salerno e provincia 2026”, il nuovo listino ufficiale dei valori del mercato immobiliare edito da New Media.

 
La pubblicazione conterrà i valori al metro quadro, strada per strada, degli immobili dell’area territoriale di Salerno e provincia, insieme ad approfondimenti informativi settoriali. Uno strumento diventato ormai un punto di riferimento per operatori, istituzioni e cittadini.

Interverranno: Andrea Prete Presidente Camera di Commercio Salerno, Dario Loffredo Assessore Urbanistica Comune di Salerno, Fabio Napoli Presidente Ance/Aies Salerno, Marco Malzone Presidente Provinciale FIAIP Salerno, Giovanni D’Agostino Presidente FIMAA Consiglio Provinciale di Salerno,  Antonio Bracalello Presidente Provinciale ANAMA Salerno, Fabrizio Segalerba Presidente Nazionale FIAIP, Vincenzo De Falco Vice Presidente Nazionale e Presidente FIMAA Campania, Davide Agretti Vice Presidente Vicario Nazionale A.N.A.M.A, Aniello Calabrese Presidente Collegio Notarile Salerno, Massimiliano Alfinito FIMAA, Roberto Cuomo FIAIP, Alessandro Papandrea ANAMA, Vincenzo De Tommaso Responsabile Ufficio Studi Idealista, Antonio Sannino Coadiutore OMI Ufficio Provinciale Territorio Salerno, Don Antonio Romano Vicario Episcopale per la carità Diocesi di Salerno, Pietro Ciavola Editore New Media. Modera: Fortunato Donnabella Past President Provinciale FIAIP Salerno.

Alla registrazione sarà possibile ricevere una copia della Pubblicazione. L’evento è promosso con il patrocinio e la collaborazione di Camera di Commercio Salerno, FIAIP, FIMAA, ANAMA e delle principali associazioni economiche e professionali del territorio.

 

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Dieci i professionisti premiati per il loro impegno civile

 


Tante le sorprese ad Anzio il 24 luglio 2026, saranno ospitati dall'imprenditore Boccuccia Mauro, in una serata dedicata a Edda Billi, scomparsa qualche mese fa a 93 anni, ma anche a tutti gli universi femminili possibili, quelli rappresentati da uomini e donne che dedicano la loro vita e la loro professionalità perché i diritti umani siano tutelati e riconosciuti a tutti.


Tra questi, Antonella Giordano, docente universitario, giornalista e attivista dei diritti umani e della cultura ambientale. Un impegno che Antonella instancabilmente porta avanti fin da quando era giovane studentessa liceale e che, sia nel silenzio operoso ricorrendo a pseudonimi o all'anonimato (non per nascondersi quanto per essere presente in più contesti contemporaneamente nel fare cultura ), conduce con passione e con  una competenza sia nelle sedi istituzionali che in ambito giornalistico.


La sua scrittura e il suo stile sono inconfondibili: con proprietà di linguaggio e un sorriso ammaliante, passando per tutti i generi espressivi, da quello burocratico a quello scientifico, dalla poesia alla narrativa, dal giornalismo economico a quello d'inchiesta,  dalla divulgazione all'opinionismo, resta sempre determinata nel portare alla gente il diritto, le pagine di storia nascoste o dimenticate, l'economia della cura dell'ambiente e dell'umano


La sua naturale capacità e l'eloquio, schietto e umile, se la rendono "ingombrante" per le individualità  di problematica eleganza e di discutibile cultura ne fanno, in comparativa, la persona cui ben due Presidenti della Repubblica hanno conferito le massime onorificenze e le massime istituzioni internazionali hanno reso riconoscimenti. Nella serata dedicata a Edda Billi , donna colta fieramente schierata contro ogni forma di negazione dei diritti umani e refrattaria a ogni forma di compromesso politico e di consorteria mediatica - non poteva non figurare, tra i premiati,  Antonella (alias Antonina, Nina, Giò, Ipazia, Elena Dorigano) Giordano. 

 

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Thaddaeus Ropac - Leoncillo. Perché più bruci

Leoncillo
Perché più bruci

Opening: 

mercoledì 16 settembre 2026, ore 18.30 – 20:30
 
Thaddaeus Ropac Milano
Palazzo Belgioioso 

Piazza Belgioioso n. 2

Milano



Leoncillo con Taglio rosso (1961). Fondazione Leoncillo, Roma 

Perché con [l’argilla] è possibile una nuova organicità. L’organicità di ciò che cresce ed è vivo [...] Perché la ceramica, proprio per questo, sa trasmettere più di qualsiasi altro materiale quelle condizioni visibili, quasi tattili, attraverso le quali si esprime uno stato d’animo.
— Leoncillo

 

Thaddaeus Ropac Milano presenta Leoncillo. Perché più bruci, prima mostra personale dello scultore italiano presso la galleria e il primo capitolo di una trilogia dedicata al suo lavoro, sviluppata in collaborazione con la Fondazione Leoncillo.


Curata da Lorenzo Fiorucci, Alberto Salvadori e Azalea Seratoni, l’esposizione riunisce sculture e opere su carta che attraversano i quattro decenni della carriera dell’artista, restituendo l’eversività con cui Leoncillo ha ridefinito le possibilità espressive dell'argilla, trasformandola in uno dei linguaggi più innovativi della scultura del Novecento.


Al centro del percorso emerge il motivo dell’albero, forma ricorrente nella ricerca dell’artista fin dai primi disegni di ulivi degli anni Trenta. Attraverso questo elemento Leoncillo unisce natura e corpo, sviluppando una poetica della trasformazione che attraversa tanto le prime sculture figurative, ricche di riferimenti bucolici e mitologici, quanto le opere informali dell’ultimo decennio, dove fessure, incisioni e fratture della materia diventano luoghi di variazione materica.


Considerato uno dei più importanti scultori italiani del dopoguerra, Leoncillo Leonardi (1915–1968) ha concepito l’argilla come una sostanza viva, capace di esprimere tensione, memoria e rinascita. La sua pratica ha ridefinito il rapporto tra materia e gesto, trasformando la scultura in un processo continuo di divenire.


Nel corso della sua carriera Leoncillo ha rappresentato l’Italia in sei edizioni della Biennale di Venezia tra il 1948 e il 1968. La sua opera è stata presentata in importanti istituzioni italiane e internazionali, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo Novecento di Firenze, il Centre Pompidou di Parigi, il Centro de Arte Reina Sofía di Madrid e il Solomon R. Guggenheim Museum di New York.

 

Leoncillo,Taglio rosso, 1964, Glazed and engobed terracotta, 82 x 50 x 20 cm (32.3 x 20 x 8 in) © Fondazione Leoncillo, Roma. Courtesy Thaddaeus Ropac gallery, London · Paris · Salzburg · Milan · Seoul. Photo: Roberto Marossi

 

 

BIOGRAFIA
 

Leoncillo Leonardi nasce a Spoleto, in Umbria, il 18 novembre 1915. Perde il padre nel 1918 e cresce con la madre e i fratelli Clara e Lionello. Nel 1930 inizia a modellare la creta, realizzando le prime prove. Dopo gli studi all'Istituto d'Arte di Perugia, nel 1935 va a Roma dove per quattro anni frequenta l’Accademia di Belle Arti. Libero De Libero lo introduce nell’ambiente della Galleria della Cometa. Nel 1939 sposa Maria Zampa e si stabilisce a Umbertide, avviando la collaborazione con la manifattura Rometti. Qui realizza opere fondamentali: Suonatori, San Sebastiano, Arpia, Sirena, Ermafrodita, Le quattro stagioni che fecero nascere in Roberto Longhi la nota definizione di “patetico barocchetto spoletino”, nella presentazione alla prima mostra personale alla Galleria Il Fiore di Firenze, nel 1949. Lo storico dell’arte, nel 1954, gli dedica la prima monografia per le edizioni De Luca, Roma. Nel 1940, su invito di Gio Ponti, espone alla VII Triennale di Milano insieme a Salvatore Fancello, ottenendo la medaglia d’oro per Le quattro stagioni. 
A Roma inizia l’insegnamento all’Istituto statale d’arte. Leoncillo aderisce clandestinamente al PCI e prende parte alla lotta partigiana. Realizza Madre romana uccisa dai tedeschi, che nel 1944 ottiene il primo premio ex-aequo alla mostra L’arte contro la Barbarie. È questo l’inizio della breve esperienza del Fronte Nuovo delle Arti, un raggruppamento eterogeneo di artisti voluto da Giuseppe Marchiori nel 1947. Partecipa a sei edizioni della Biennale di Venezia, la prima nel 1948, poi nel 1950, nel 1952, nel 1954, nel 1960, nel 1968. Espone alla Triennale di Milano, alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Gubbio, alla Biennale di Anversa e al Premio Faenza, che vince nel 1954 e nel 1964. Numerose sono le partecipazioni a mostre in Italia e internazionali nei maggiori musei e gallerie d’arte, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo Internazionale della Ceramica (MIC) di Faenza, il Musée Rodin di Parigi, il Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, La Tartaruga di Roma, L’Attico di Roma, la Galleria Odyssia Roma, New York, la Galleria Blu di Milano, la Modern Art Agency di Napoli. Dal 1955 realizza due progetti importanti di committenza pubblica: La Partigiana veneta che sarà presentata a Venezia nei Giardini napoleonici, collocata su un basamento disegnato da Carlo Scarpa e la scultura dedicata Ai Caduti di tutte le guerre ad Albissola Marina. Leoncillo riconosce in questo bassorilievo un passaggio fondamentale della sua ricerca. Esegue numerosi lavori applicati all’architettura. 
 Nel 1957 attraversa una crisi profonda che lo porta a dimettersi dal PCI e a ripensare il proprio linguaggio plastico. Nell’autopresentazione della mostra personale del 1957 alla Galleria La Tartaruga scrive: “Per questo ora ho fatto foglie, cespugli e fiori, perché così mi è parso più facile ‘vedere’ di nuovo le cose. Dopo ne farò altre meno naturali, quelle che mi premono di più: perché noi non siamo naturali”. Con la mostra personale a L’Attico del 1958 inizia la collaborazione con Bruno Sargentini. Il testo di presentazione è di Francesco Arcangeli. Nel 1960 è pubblicato il primo volume della serie I quaderni dell’Attico con testi di Giulio Carlo Argan e Maurizio Calvesi. Espone a Spoleto per il V Festival dei Due Mondi, Sculture nella città, a cura di Giovanni Carandente, Le affinità patetiche, in piazza del Duomo. Leoncillo muore improvvisamente il 3 settembre 1968 a Roma, all’età di 53 anni.

 

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