venerdì 12 giugno 2026

Mundialito La Spezia 2026: sport, integrazione e partecipazione

La Spezia, 12 giugno 2026 - La Spezia si prepara ad accogliere quindicesima edizione, del Mundialito La Spezia, torneo di calcio a 7 dedicato alle comunità straniere presenti sul territorio, in programma presso il centro sportivo “Le Giraffe” di Fossitermi.

La manifestazione, nata nel 2009 e patrocinata dal Comune della Spezia, rappresenta un’importante occasione di incontro, partecipazione e valorizzazione del dialogo interculturale attraverso lo sport. Il calcio diventa così uno strumento di condivisione, capace di promuovere rispetto reciproco, inclusione e senso di comunità.

Saranno otto le squadre amatoriali partecipanti, suddivise in due gironi. Nel Girone A si affronteranno Albania, Ecuador, Gambia e Marocco; nel Girone B scenderanno in campo Bangladesh, Italia, Repubblica Dominicana e Senegal.

Le gare della fase a gironi si svolgeranno nei fine settimana del 13, 14 e 20 giugno 2026. Le semifinali sono previste per il 21 giugno, mentre le finali si terranno il 27 giugno 2026.

Il Mundialito si conferma una manifestazione capace di andare oltre la dimensione sportiva, offrendo alla città un momento di aggregazione e confronto tra culture diverse. Negli anni, il torneo ha rappresentato un punto di riferimento per le comunità straniere spezzine e un’occasione per rafforzare il dialogo, la socialità e la convivenza civile.

L’ingresso alle partite sarà gratuito. Cittadini, famiglie e appassionati sono invitati a partecipare e a sostenere le squadre in un clima di festa, sport e condivisione.

Calendario dei principali appuntamenti

    13 giugno 2026: 1ª giornata della fase a gironi

    14 giugno 2026: 2ª giornata della fase a gironi

    20 giugno 2026: 3ª giornata della fase a gironi

    21 giugno 2026: semifinali

    27 giugno 2026: finale 3°/4° posto e finalissima

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


“Bici in Asta”, consegnato il ricavato della sesta edizione

3.316,50 euro 

devoluti alla 

Mensa dei Frati Minori di Gaggiola

 



La Spezia, 12 giugno 2026 – Questa mattina il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e l’Assessore alla Mobilità Kristopher Casati hanno incontrato a Palazzo Civico Fra Almiro Modenesi per la consegna simbolica del ricavato della sesta edizione di “Bici in Asta”.


L’importo raccolto quest’anno, pari a 3.316,50 euro, è stato devoluto a sostegno della Mensa dei Frati Minori di Gaggiola, realtà che ogni giorno rappresenta un punto di riferimento concreto per le persone in difficoltà.

“Bici in Asta” è l’iniziativa del Comune della Spezia che rimette in circolo le biciclette abbandonate e rimosse dalle strade pubbliche attraverso un’asta aperta alla cittadinanza. Un progetto semplice e concreto, che restituisce valore a mezzi recuperati, promuove il riuso e trasforma il ricavato in un gesto di solidarietà a favore della comunità.


L’Amministrazione comunale desidera ringraziare tutte le persone che hanno partecipato all’iniziativa e contribuito alla raccolta fondi, coniugando concretamente l’uso e il riciclo delle biciclette con un importante gesto di solidarietà. Un sentito ringraziamento va inoltre ai Frati Minori di Gaggiola per il prezioso lavoro che svolgono quotidianamente a favore della comunità, offrendo accoglienza, sostegno e vicinanza a chi si trova in condizioni di difficoltà.


Con “Bici in Asta”, il Comune della Spezia rinnova così il valore di un’iniziativa capace di coniugare mobilità sostenibile, responsabilità civica e vicinanza alle fragilità del territorio, dimostrando come il recupero e il riuso possano trasformarsi in un’opportunità concreta di aiuto e sostegno per chi ne ha più bisogno.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

ESSERE DONNA NELL’ANTICA POMPEI

Dall’11 giugno al 4 settembre 2026 la mostra fotografica all’Istituto Italiano di Cultura di Oslo
 
In Norvegia una versione per immagini della più ampia esposizione di reperti e testimonianze allestita nella Palestra Grande del Parco fino a gennaio scorso

 



Il racconto della condizione dell’universo femminile nella Pompei di duemila anni fa arriva ad Oslo. La capitale norvegese ospita da ieri, 11 giugno 2026, nella sala polifunzionale dell’IIC – Istituto Italiano di Cultura, la mostra fotografica “Essere donna nell’antica Pompei”.
 
Il progetto espositivo, nato dalla collaborazione dell’Istituto culturale con il Parco Archeologico di Pompei, propone un nuovo capitolo – una versione per immagini – della più ampia esposizione di reperti e testimonianze allestita nella Palestra Grande del Parco dall’aprile 2025 fino a gennaio scorso.


 

La mostra è stata inaugurata con la conferenza di Monica Salvadori e Monica Baggio, docenti di Archeologia classica presso l’Università di Padova, nonché curatrici della mostra stessa insieme a Francesca Ghedini, che con il loro intervento hanno illustrato al folto pubblico norvegese gli obiettivi e la struttura della mostra, la ricerca che ne è alla base, unitamente ad un’ampia documentazione fotografica relativa ai reperti e alla preziosa documentazione attraverso cui è stato possibile ricostruire le storie dell’universo femminile pompeiano. Tra i partecipanti, anche l’Ambasciatore d’Italia Stefano Nicoletti, e i professori Knut Ødegård e Jon Iddeng, due tra i massimi esperti di storia e archeologia romana in Norvegia.
 
Pompei si conferma, dunque, come osservatorio privilegiato per conoscere aspetti della vita quotidiana dei suoi abitanti. In particolare, con questo progetto si intende esplorare la condizione femminile nella società romana.

 

  
L’originale percorso allestito a Oslo presenta infatti le storie di cinque donne, i cui profili sono tratteggiati attraverso un’accurata selezione di immagini. La tessitrice Amaryllis, l’ostessa Asellina, l’imprenditrice Eumachia, la liberta Nevoleia Tyche e la schiava Eutychis si raccontano attraverso le foto di ritratti privati e funerari, affreschi, graffiti, iscrizioni ed oggetti d’uso quotidiano.
 
L’esposizione offre uno sguardo intimo sulle vicende di donne di diversa estrazione sociale, che indaga la vita privata, quella pubblica e lavorativa, offrendo interessanti spunti per riflettere sul loro ruolo, ancora poco noto e difficile da ricavare dalle “pagine di silenzio” che narrano la storia del mondo antico.

 



 
La mostra fotografica “Essere donna nell’antica Pompei” sarà visitabile fino al 4 settembre 2026 durante gli orari di apertura dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo. Tutti i materiali sono utilizzati su concessione del Ministero della Cultura – Parco Archeologico di Pompei. Le foto sono di Luigi Spina, Silvia Vacca e Amedeo Benestante. Ne è vietata la riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo.
 
«Questa mostra vuole offrire al pubblico norvegese la possibilità di conoscere più da vicino uno dei siti archeologici più straordinari al mondo, favorendo una comprensione più ricca e sfaccettata dell'antichità. La prospettiva femminile consente di raccontare la storia non solo attraverso grandi eventi e figure di potere, ma anche attraverso le esperienze quotidiane di donne appartenenti a diversi ceti sociali» commenta la direttrice dell’IIC, Raffaella Giampaola, che aggiunge: «In un contesto contemporaneo caratterizzato da una crescente attenzione ai temi dell'inclusione e della valorizzazione del contributo femminile alla storia, questa mostra assume un significato particolarmente attuale. Essa promuove il dialogo interculturale, rafforza i legami tra Italia e Norvegia e invita i visitatori a riflettere sulle continuità e sui cambiamenti nella condizione delle donne nel corso dei secoli, dimostrando come il patrimonio culturale possa essere uno strumento di conoscenza, confronto e crescita condivisa».

 



 
«Con questa mostra – dichiara il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – portiamo a Oslo una ricerca profonda sulle vite di coloro che nelle fonti ufficiali non hanno trovato un’adeguata rappresentazione: le donne. Parliamo di quel 50% o poco più della popolazione antica appartenente al genere femminile, fondamentale per la società e la cultura dell’epoca a tutti i livelli, ma sistematicamente messo in secondo piano. Se lo scorso anno a Pompei abbiamo indagato questo tema attraverso i reperti fisici, oggi, con questo percorso fotografico, vogliamo restituire la parola a quelle esistenze, offrendo al pubblico internazionale una nuova prospettiva, intima e potente, sulla storia di Pompei».



«Anche questo progetto espositivo – aggiunge il direttore – ci fa capire che l’ultima parola su cosa significava essere una donna nell’antica Pompei non è ancora stata pronunciata. In virtù di questo, la nuova mostra fotografica di Oslo rappresenta un momento importante per quel processo continuo di revisione e riflessione: un invito a cercare, dietro l’immagine familiare e acclamata della città antica, un’altra Pompei. È esattamente quel processo che si chiama “ricerca” e che sta alla base di ogni progetto culturale. Questa tappa internazionale dimostra che l'indagine non si è fermata nel 2025, ma continua a evolversi e a dialogare con il mondo».
 
Vetti  ph. Silvia Vacca

Telaio verticale ph. Silvia Vacca

Casa dei Vetti Gineceo ph. Luigi Spina

Brocca a forma di gallo da Termopolio

Bracciali ph. Luigi Spina

 
 
 
 



Parco Archeologico di Pompei
via Plinio - Pompei (Napoli)

 

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A Pompei si prepara all’estate dei grandi numeri ed eventi: nuovi percorsi per gestire i flussi

Realizzata la nuova scala esterna all’Antiquarium



Pompei si prepara a un’estate di grandi flussi ed eventi, tra concerti, teatro e aperture serali. Una stagione ricca di appuntamenti che vedrà, dal 18 giugno, l’inaugurazione della rassegna Pompeii Theatrum Mundi al Teatro Grande, con il primo spettacolo Le Baccanti, e l’avvio della stagione musicale all’Anfiteatro dal 24 giugno. Sarà inoltre possibile, per spettatori e visitatori serali, accedere in area Anfiteatro all’esposizione permanente sull’eruzione e i calchi presso la Palestra Grande degli scavi, conoscere gli antichi vigneti, degustare un aperitivo nell’area archeologica e passeggiare nel Foro triangolare nei pressi del teatro.

 

 
Si registra un forte incremento di pubblico anche durante il giorno, con medie giornaliere intorno ai 15 mila visitatori. Al fine di migliorare l’esperienza di visita e rendere più agevoli gli spostamenti all’interno del sito, il Parco si sta attivando con una serie di misure e interventi di potenziamento dei servizi: dal rafforzamento dei tornelli di ingresso, aumentati per velocizzare l’accesso dei visitatori e snellire le file, alla riprogettazione della scala esterna antistante l’Antiquarium.
 
Proprio quest’ultimo intervento rappresenta uno dei punti chiave nella gestione dei flussi. La scala collega direttamente l’area del Foro Antico e del Tempio di Venere con Piazza Esedra, uno dei tre principali ingressi del sito, e si trova in un nodo particolarmente sensibile del percorso di visita. Negli ultimi anni, anche le guide turistiche hanno più volte segnalato la complessità dei movimenti in questo tratto, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, in quanto i gruppi si concentrano in uno spazio ristretto e delicato.

 



 
Il nuovo sistema consente di raddoppiare la capacità di deflusso, contribuendo a rendere i percorsi più sicuri e meglio distribuiti, oltre a ridurre i punti di congestione, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza. L’intervento si inserisce nel più ampio percorso di miglioramento dell’accessibilità interna al Parco e punta a offrire una visita sempre più agevole, sicura e coerente con la complessità di uno dei siti archeologici più visitati al mondo.
 
La struttura, inoltre, è stata progettata con particolare attenzione alla tutela delle preesistenze e del paesaggio archeologico. Con questo intervento, il Parco Archeologico di Pompei conferma il proprio impegno nella tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio, accompagnando l’aumento dei visitatori con soluzioni capaci di coniugare innovazione, sostenibilità e rispetto delle preesistenze archeologiche.

Gruppo di lavoro

L’opera, parte del programma di valorizzazione e messa in sicurezza dell’Insula Meridionalis, ha visto impegnati: il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel; il R.U.P. Ing. Vincenzo Calvanese; il Direttore dei Lavori e Coordinatore della Progettazione Arch. Paolo Mighetto; il Progettista strutturale Ing. Federico Di Carlo; il Collaudatore statico Ing. Italo Tavolaro. Il gruppo di supporto alla Direzione Lavori composto da: Arch. Raffaele Martinelli, Ing. Pasquale Spiezia, Dr.ssa Teresa Argento, Dr.ssa Paola Sabbatucci, Dr. Antonino Russo, Dr. Giuseppe Scarpati, Arch. Irene Savinelli (Ales SpA), Arch. Anita Bianco (Ales SpA), Geom. Raimondo Marrazzo (Ales SpA), Dr.ssa Ilaria Cangiano, Dr.ssa Serena Guidone, Arch. Giuseppe Mastrangelo (LVNG), Dr. Valentino Limata (LVNG), Ing. Gaetano Cantisani (LVNG), e Prof. Ing. Massimo Mariani, consulente per la progettazione strutturale. Impresa esecutrice: RTI tra Minerva Costruzioni (mandante), Cooperativa Archeologia (mandataria) e De Marco S.r.l. (mandante).



Parco Archeologico di Pompei
via Plinio 
Pompei (Napoli)

 

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“CUORE MIO, CUORE TUO”

BATTUTO A CAPRI IL PRIMO CIAK DEL CORTO DI VALTER D’ERRICO


 

Battuto il primo ciak del corto “Cuore mio, cuore tuo”, scritto, diretto e interpretato da Valter D’Errico e da Eleonora Baliani, incentrato sulla donazione degli organi e ispirato ad una storia vera, che ha scosso molto l’opinione pubblica. Simone De Martinis, agente di Polizia di Stato di Torre del Greco, in servizio a Capri, nello scorso giugno, è morto prematuramente, a 34 anni, a causa di una serie di complicazioni sopraggiunte dopo un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore benigno al nervo acustico. Il giovane poliziotto, amato e apprezzato da tutti, altruista e generoso, per sua espressa volontà, aveva, in precedenza, firmato il suo assenso per l’espianto degli organi in caso di un incidente o di una malattia. Con questo gesto Simone ha ridonato la vita a ben 16 persone. Il regista Valter D’Errico con questa storia vuole sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto i giovani, sull’importanza della donazione post mortem dei propri organi. Le riprese si stanno svolgendo in una location bellissima, magica e incantevole, come l’isola di Capri e al QVISISANA.

 


 

 Ad interpretare Simone il regista ha voluto che fosse un vero poliziotto, l’attore emergente Marco Frattolillo. Il cast è di prim’ordine: Claudia Gerini, Valerio Morigi, Rajae Bezzaz, Beatrice Luzzi, Ciro Torlo, Marina Suma, Luigi Zeno, due baby attrici, Michelle Marino e Annaluce Cuomo, che ha già lavorato in un altro corto con D’Errico, Lina Caputo, Rossella Rosanova e Alfonso Maria Chiarenza. Presente sul set anche il dialog coach Gianluca Liguori ed il suo assistente Andrea Giannetti. Una produzione by Debora Diego, Valter D’Errico e Daniele Di Lorenzo. 

 


 

“Ho scelto di girare a Capri non solo per rimanere fedele alla storia trattata, ma anche per dare un risalto maggiore al messaggio da trasmettere, un’isola magica, icona del divertimento e dello svago, che diventa testimonial di un bel gesto” – ha dichiarato il regista. “Sarà una storia di grande impatto mediatico: il poliziotto morto improvvisamente si aggira come fantasma nell’ospedale in cui stanno avvenendo i vari trapianti, vede le persone ma non è visto, solo la bambina, che ha ricevuto il cuore se ne accorge e comincia a chiacchierare con lui, a questo punto l’entità decide di abbandonare la Terra e di volare verso il cielo. Mi auguro che il mio prodotto faccia aumentare del 100% le donazioni degli organi” – conclude Valter D’Errico.

 

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Presentazione del catalogo SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea

 




Giovedì 18 giugno si terrà la presentazione del catalogo SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea, edito da Marsilio Arte. La pubblicazione raccoglie un ampio repertorio fotografico dell’installazione realizzata per il Cortile di Palazzo Strozzi e approfondisce il lavoro di SUPERFLEX attraverso un dialogo tra Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, e Bjørnstjerne Christiansen, uno dei fondatori del collettivo. Il catalogo è arricchito da due testi inediti dedicati al rapporto tra esseri umani e altre specie viventi – tema centrale nella ricerca di SUPERFLEX – affrontato da una prospettiva filosofica e scientifica.

In occasione della presentazione, Arturo Galansino dialoga con Bjørnstjerne Christiansen insieme agli autori dei testi in catalogo: Alex Jordan, responsabile del gruppo di ricerca indipendente presso il Max Planck Institute of Animal Behavior, Simone Pollo, docente di Filosofia morale presso l’Università Sapienza di Roma, e Andy Bianchedi, Presidente della Fondazione Hillary Merkus Recordati, sostenitrice del progetto.

 


 


Palazzo Strozzi, Strozzina, sala conferenze

Firenze 

 Giovedì 18 giugno, ore 18.00

Ingresso libero fino a esaurimento posti, prenotazione consigliata

 

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Riapre al pubblico il Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (BO)


 

 

   Riapre il Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, con un nuovo allestimento e una nuova visione. Un museo rinnovato, dove archeologia, paesaggio e memoria dialogano con la contemporaneità

All’interno del percorso, tre interventi dell’artista Eva Marisaldi 
per il progetto Under the Same Sky

 

MNEMA - Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto (BO). Foto Ornella De Carlo

 

Una data importante per il patrimonio culturale nazionale. Lunedì 8 giugno 2026, dopo un accurato intervento di riallestimento e una profonda riflessione sul ruolo del museo oggi, riapre al pubblico il MNEMA – Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (BO) con un modello di musealizzazione completamente rinnovato, capace di far dialogare le testimonianze del passato con la sensibilità contemporanea. 

 

Grazie a un finanziamento di 800.000 € inserito nella programmazione della legge 190/2014, il MNEMA è stato oggetto di una rilettura accurata e complessiva che ha interessato gli spazi interni e che proseguirà nell’area archeologica – che si estende per una superficie di ben 25 ettari. Il progetto, curato da un team multidisciplinare, ha trasformato il museo e il parco in strumenti attivi di mediazione del patrimonio.

 

«La riapertura del MNEMA segna un passaggio importante nel percorso di valorizzazione di Kainua e del patrimonio etrusco nazionale - commenta Luigi Gallo, direttore dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. Con il nuovo allestimento “Vivere Kainua”, il MNEMA vuole essere un luogo, accessibile e in continua evoluzione, che fa dell’apertura e dell’inclusività alcuni dei suoi principi guida: un museo in grado di accogliere pubblici diversi e di offrire strumenti nuovi per comprendere il passato attraverso lo sguardo del presente». 

 

Nel nuovo allestimento, progettato dall'architetto Fabio Fornasari, oggetti e manufatti vengono presentati in un racconto che li contestualizza e ne traccia il percorso nel tempo, dal ritrovamento al significato sociale, presentando il museo come una realtà dinamica. L’esposizione è arricchita dai numerosi nuovi reperti rinvenuti durante le campagne di scavo in concessione condotte dall’Università di Bologna – Dipartimento di Storia Culture e Civiltà, che hanno consentito di poter mettere in valore ulteriori aspetti della vita della città di Kainua. Nel corso del tempo sarà possibile ospitare approfondimenti o prestiti in collaborazione con altre istituzioni museali, per creare ulteriori confronti e riflessioni sul patrimonio conservato in museo e sulle ricerche in corso. Ne è un esempio l’esposizione temporanea (fino al 29 settembre 2026) dedicata alle terrecotte votive provenienti dal Santuario di Veio e conservate presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. A livello architettonico, è inoltre stata eliminata la barriera che separava fisicamente l’interno e l’esterno, costituita dalla vecchia scalinata, migliorando l’accoglienza e la fruibilità degli spazi anche attraverso la realizzazione di una nuova biglietteria.

 

«Il progetto di riallestimento e rilettura dell’area archeologica nasce da una riflessione profonda sul ruolo che un museo deve avere oggi: non soltanto luogo di conservazione, ma uno spazio capace di creare connessioni tra ricerca, paesaggio, comunità e visitatori - dichiara Denise Tamborrino, direttrice del Museo Nazionale Etrusco. Uno degli obiettivi principali è stato proprio quello di ricucire il rapporto tra il museo e il parco archeologico, concependoli come parti di un unico racconto: da un lato gli oggetti e le testimonianze materiali, dall’altro il paesaggio e il tracciato urbano dell’antica Kainua. Il nuovo allestimento punta sull’accessibilità come metodo di lavoro. Nuove letture hanno portato a ripensare anche i reperti, non più semplici esemplari tipologici ma oggetti portatori di una propria biografia specifica, quindi capaci di raccontare la storia anche attraverso riproduzioni tattili e “sonografie” che ricostruiscono paesaggi sonori dell’epoca etrusca».

 

Il cuore del rinnovamento è racchiuso nel concept “Kainua. Manuale d’uso”, quasi un’idea di manifesto del nuovo museo, elaborato in collaborazione con il prof. Roberto Zancan del HEAD di Ginevra. Kainua. Manuale d’uso trae ispirazione da una riflessione più ampia sul significato delle città, intese come luoghi in cui si intrecciano architettura, natura e socialità. Le città non sono mai realtà statiche: nascono, si trasformano, vibrano, vivono e muoiono, mantenendo una loro memoria profonda. Questa visione supera la dicotomia tra museo e parco archeologico, trattandoli invece come un unico organismo narrativo. L’obiettivo è restituire leggibilità all’unica città etrusca ancora percorribile nel suo impianto originario, trasformando la visita in un’esperienza collettiva per riflettere sul nostro modo di abitare il mondo. 

 

La nuova visione del MNEMA trova il suo ideale punto di contatto con la contemporaneità anche attraverso l’arte di oggi, che viene integrata nel sito, anzi diventa strumento per amplificare immaginari e sensibilità. Proprio all’interno della cornice di “Kainua. Manuale d’uso”, si inserisce il progetto Under the Same Sky di Eva Marisaldi. L’archeologia viene indagata dall’artista bolognese come un ponte che unisce tempi diversi in un momento unico. Il progetto di Marisaldi è costituito da tre interventi che vengono presentati per la prima volta e fungono da elementi di mediazione tra il visitatore e il patrimonio archeologico. Attraverso il suo sguardo immaginativo, Eva Marisaldi invita il pubblico a esplorare aspetti ancora poco noti della società etrusca, stimolando una visione personale e nuova della vita quotidiana nell’antica Kainua. Si tratta del primo di una serie di interventi commissionati ad artisti contemporanei che continueranno anche in futuro, con l’obiettivo di rinnovare e ampliare la comprensione e la narrazione intorno a Kainua.

Dopo la riapertura verranno organizzati alcuni eventi che arricchiranno l’offerta del Museo durante tutto il periodo estivo. Di seguito il programma dei primi tre appuntamenti. Per maggiori informazioni sul programma consultare il sito web: museiitaliani.it/sites/mnemamarzabotto

 


PROGRAMMA EVENTI

 

12 giugno, ore 21:00
Pianoforte Bill
Con Lella Costa e Alberto Nosè
Un omaggio a due grandi autori per l’infanzia: il grande scrittore e poeta Gianni Rodari e il meno noto compositore Remo Vinciguerra, prolifico autore di composizioni pianistiche dedicate ai giovani e meno giovani esecutori. Fra un gruppo di brani e l’altro l’attrice Lella Costa leggerà brani poetici e testi in prosa scelti appositamente in funzione delle musiche eseguite e viceversa, in una specie di duetto poetico-musicale “consonante” che rapirà l’attenzione del pubblico. L’evento si svolge nell’ambito della rassegna “Pianofortissimo” ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Marzabotto.
Costo evento 10 €, gratuito per i minori di 18 anni, abbonamento 35 €.
Prenotazioni: iat@comune.marzabotto.bo.it. | Info: tel. 051 931026 - 349 7536667.

 

13 giugno, ore 18:00
Acque sacre a Marzabotto (Kainua). Il santuario fontile
Elisabetta Govi e Federica Timossi
Evento promosso all’interno delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026.
La città etrusca di Marzabotto, l’antica Kainua, offre una ricca documentazione sulla gestione dell’acqua: le infrastrutture idriche, tra pozzi, canalette e la fonte pubblica, ci rivelano un’attenzione sapiente verso l’elemento naturale che per gli Etruschi è sacro. Nel piccolo ma monumentale santuario per il culto delle acque, costruito attorno ad una sorgente naturale, sono emerse le tracce di una devozione che dura secoli e di un culto salutare. Le acque captate, convogliate, sacralizzate sono al centro di un racconto che si snoda tra passato e presente, riportando in evidenza il delicato rapporto tra uomo e ambiente.
Evento gratuito, per chi partecipa al convegno costo di accesso al Museo con tariffa ridotta 2 €. Gradita prenotazione, posti limitati. Info e prenotazioni: mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it | Tel. 349 2834073.

 

14 giugno, ore 16:00
Visita tematica con accesso alla Necropoli Nord
Evento promosso all’interno delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026.
La durata della visita è di circa 1h e 30. Le visite sono condotte dallo staff del Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto. Nel contesto della visita tematica sarà possibile visitare la Necropoli Nord parte del Parco Archeologico non accessibile nei normali percorsi di visita. La prenotazione è consigliata, i gruppi verranno chiusi al raggiungimento delle 30 unità.
Costo visita 10 € a persona, gratuita per minori di 10 anni e i titolari Card Cultura.
Info e prenotazioni: mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it | Tel. 349 2834073.

 

CREDITS

 

Vivere Kainua

Il nuovo allestimento del Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto

Museo Nazionale Etrusco “P. Aria” e Parco Archeologico di Kainua, Marzabotto (BO)

 

Ministero della Cultura

Ministro

Alessandro Giuli

 

Dipartimento per la Valorizzazione Patrimonio Culturale

Capo Dipartimento

Alfonsina Russo

 

Direzione Generale Musei

Direttore generale

Massimo Osanna

 

Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna

Direttore

Luigi Gallo

 

Museo Nazionale Etrusco “P. Aria” e Parco archeologico di Kainua, Marzabotto

Direttrice

Denise Tamborrino

 

Comitato scientifico

Patrizia Cirino, Elisabetta Govi, Giuseppe Sassatelli, Denise Tamborrino, Federica Timossi, Tiziano Trocchi

 

Responsabile Unico del Progetto

Denise Tamborrino

con il supporto di Giuseppe Saccozzi (Ales spa)

 

Allestimento

Progettazione architettonica e direzione artistica

Fabio Fornasari

 

Direzione Lavori

Denise Tamborrino

con il supporto di Giuseppe Saccozzi (Ales spa)

 

Redazione testi e apparati didascalici

Patrizia Cirino, Andrea Gaucci, Elena Gazzoli, Elisabetta Govi, Matilde Guerra, Chiara Pizzirani, Denise Tamborrino, Federica Timossi, Tiziano Trocchi

 

Progetto grafico

Chialab

 

Restauri

Chiara Carcano

Kriterion

 

Imprese esecutrici

Realizzazione Allestimento

AR/S Archeosistemi soc. coop.

Illuminotecnica

MR di Ranzani Massimo

Riproduzioni tattili

Pithos Ancient Reproduction

Federico Marri

Plastici e ricostruzioni 3D

TryeCo 2.0 srl

Realizzazione archigrafica

VGS

 

Staff del Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto

Costanza Borsari, Silvia Concas, Silvana Franconieri, Davide Mazzari, Filippo Orlandi, Sara Testa

Alessandro Adami, Danila Battistini, Roberto Matulli

 

Si ringrazia:

Istituto dei ciechi “Francesco Cavazza” per la realizzazione dei libri tattili

 

Paolo Ferrario per le sonografie

 

Alberto Brutto per i materiali prodotti all’interno del laboratorio di archeologia sperimentale

 

Università di Bologna - Dipartimento Storia Culture Civiltà e tutto il personale docente e studenti coinvolti nelle attività di ricerca e didattica del Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto e Parco Archeologico di Kainua

 

Gemma Alifano, Maria Sofia Angrisani, Gabriella Antonacci, Alfiero Carlini, Attilio Colandrea, Giorgio Cozzolino, Antonio D’Errico, Costantino D’Orazio, Valentina Gabusi, Jacopo Gasparro, Ebe Giovannini, Maria Lucia Masciopinto, Giuseppe Meglioli, Roberto Meschini, Maria Luisa Pacelli, Luigi Pansini, Giovanna Patti, Claudia Pirrello, Marco Pradelli, Francesco Rainò, Luigi Veraldi

 

Tutto il personale dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna



INFO

Luogo: MNEMA – Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria”, via Porrettana Sud 13, Marzabotto (BO)
Progetto museologico: Vivere Kainua
Intervento artistico: “Under the Same Sky” di Eva Marisaldi
Informazioni: Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto | Tel. 349 2834073
mn-bo.museonazionaletrusco@cultura.gov.it | museiitaliani.it/sites/mnemamarzabotto

 

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Cilentart Fest, la VI edizione dall’1 al 12 agosto 2026

Un territorio che si fa palcoscenico, comunità che si incontrano attraverso

l'arte e dodici giorni di spettacoli tra mare, borghi e paesaggi straordinari


  

(ph. Maria Briuolo)



C'è un modo diverso di vivere un festival: non in un teatro, ma attraversando un territorio; non raggiungendo un unico luogo, ma lasciandosi guidare da una geografia fatta di comunità, paesaggi, storie e incontri.

È da questa idea che nasce e continua a crescere Cilentart Fest, il festival diffuso realizzato dal Teatro Pubblico Campano con il sostegno di Regione Campania e Ministero della Cultura, che dall’1 al 12 agosto 2026 torna ad abitare il Cilento con la sua sesta edizione, trasformando il patrimonio naturale e culturale di uno dei territori più affascinanti d'Italia in un grande palcoscenico a cielo aperto.
 
(ph. Erika Fava)

 
 

Borghi sospesi tra mare e collina, porti, piazze, spiagge, terrazze naturali e centri storici accoglieranno dodici giorni di spettacoli, concerti, performance, laboratori e momenti di condivisione, confermando la vocazione del festival a costruire un dialogo autentico tra arte e territorio.

La sesta edizione amplia ulteriormente la propria rete con l'ingresso dei comuni di Pollica e Bellosguardo, che si aggiungono a Moio della Civitella, Perito, Agropoli, San Giovanni a Piro, Trentinara e Gioi.

Un percorso culturale che attraversa costa e aree interne, valorizzando luoghi spesso lontani dai grandi circuiti dello spettacolo ma ricchi di identità, memoria e capacità di accoglienza.
 
(ph. Marco Caselli Nirmal Alessandro Lopez)

 
 
«Cilentart Fest - spiegano i direttori artistici Alfredo Balsamo e Vittorio Stasi - nasce dall'idea che uno spettacolo non debba semplicemente abitare un luogo, ma entrare in relazione con esso La forza del progetto è mettere in connessione artisti, paesaggi e comunità, trasformando il Cilento in uno spazio vivo, condiviso e aperto al dialogo».

Anche quest'anno il programma si distingue per la capacità di intrecciare linguaggi diversi e pubblici differenti, costruendo un cartellone che accoglie teatro, musica, stand up comedy, circo contemporaneo, danza partecipativa, concerti all'alba, attività per l'infanzia e percorsi formativi.

Tra gli appuntamenti più attesi figura il concerto di Dardust, tra i compositori e producer italiani più apprezzati a livello internazionale, che porterà al festival "Urban Impressionism (piano solo)", un'esperienza immersiva in cui elettronica, pianoforte e suggestioni visive si fondono in un racconto sonoro contemporaneo.
 
 

 


Ad aprire la serata sarà la band cilentana Yes Daddy Yes, confermando l'attenzione del festival verso le energie creative del territorio.

Grande spazio sarà dedicato al teatro con alcuni tra i protagonisti più significativi della scena italiana contemporanea. Massimiliano Gallo presenterà "Lettera ad Eduardo", omaggio personale e appassionato a Eduardo De Filippo.

Massimo Lopez offrirà al pubblico una serata tra comicità, musica dal vivo, imitazioni e racconto nel suo coinvolgente "Massimo Lopez Show".
 
 

 


Il programma teatrale proseguirà con Filippo Nigro e il pluripremiato "Every Brilliant Thing - Le cose per cui vale la pena vivere", una riflessione intensa e partecipativa sul valore dell'esistenza e sulla forza delle relazioni umane.

Accanto a lui, Mimmo Borrelli con "Il gelo", tratto da Eduardo De Filippo, Peppino Mazzotta con "Radio Argo Suite", spettacolo insignito del Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2024 e del Premio della Critica ANCT, e Paola Minaccioni con "La vita è bella? No, è un tipo", racconto ironico e delicato dedicato alla ricerca della felicità e alla libertà di essere sé stessi. A completare il percorso, la comicità intelligente e generazionale di Vincenzo Comunale.
 
(ph. Fabio Lovino Lisa Felisatti)
 

La musica attraverserà l'intero festival come un filo narrativo continuo. Dai live di Gabriele Esposito e Walter Ricci, capace di fondere jazz, sonorità latine e tradizione napoletana, fino all'energia di Dutty Beagle e La Carovana, ogni appuntamento sarà pensato per dialogare con il paesaggio che lo ospita.

Particolarmente attesi i concerti all'alba, ormai divenuti una delle cifre distintive di Cilentart Fest. Ad Agropoli, Scario e Trentinara, artisti come Gianni Denitto, Alessandro D'Alessandro, Francesca Del Duca e The Niro accompagneranno il sorgere del sole in esperienze che uniscono musica, natura e contemplazione, offrendo al pubblico momenti di rara intensità emotiva.

Il festival conferma inoltre la propria attenzione verso i linguaggi contemporanei e la partecipazione attiva dei cittadini. Anna Basti presenterà "Le classique c'est chic!", progetto che porta la danza classica fuori dai luoghi convenzionali e invita persone di ogni età ad abitare lo spazio pubblico attraverso il movimento.

Circo Zoé proporrà "Interlude site specific", mentre La Baracca dei Buffoni sarà protagonista con attività dedicate alle famiglie, tra laboratori e spettacoli itineranti. La Mansarda Teatro dell'Orco porterà invece in scena produzioni dedicate ai più giovani, intrecciando educazione alimentare, cultura mediterranea e tradizioni popolari.

Accanto alla programmazione artistica, torna anche l'impegno formativo del festival con "Sguardi Aperti / Cilento Lab", il progetto residenziale curato da PoEM – Potenziali Evocati Multimediali.

Guidato dal maestro del teatro italiano Gabriele Vacis insieme a Lorenzo Tombesi, il laboratorio offrirà ai partecipanti un percorso dedicato all'attenzione, alla consapevolezza e alla costruzione di nuove relazioni tra individuo, comunità e territorio.
 
 


Si inserisce in questo percorso anche “La Capra Selvatica – Non chiamatele erbacce”, talk dedicato alle piante selvatiche e alla biodiversità del Cilento. Condotto da La Capra Selvatica, botanico, agronomo e vegan forager, l’incontro guiderà il pubblico alla scoperta di erbe spontanee e paesaggi invisibili, offrendo una nuova prospettiva sull’identità naturale del territorio.

Per dodici giorni, Cilentart Fest disegnerà una mappa culturale che attraversa il Cilento e ne racconta l'identità più profonda. Un festival che non si limita a programmare spettacoli, ma costruisce occasioni di incontro, valorizza luoghi e comunità, genera nuove connessioni e invita il pubblico a guardare il territorio con occhi diversi.

Un'esperienza collettiva che rinnova il senso dello stare insieme attraverso l'arte, e che conferma il Cilento come uno dei laboratori culturali più interessanti del Mezzogiorno.


 

Cilentart Fest 2026, 1 > 12 agosto 2026

Moio della Civitella, Perito, Agropoli, Pollica,

San Giovanni a Piro, Trentinara, Gioi, Bellosguardo

Info e prenotazioni www.cilentartfest.it, www.vivaticket.com

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA