martedì 26 maggio 2026

CERIMONIA DI PREMIAZIONE DELL'8° edizione premio letterario "Uniti per la legalità" - testimonianza di Susy Cimminiello

  by Rosaria Pannico



Cari amici di rosarydelsudArt news lo scorso sabato 23 maggio presso LA SALA DON PEPPE DIANA in via Giulio Pastore 16 a Casoria (Napoli) si è svolta la cerimonia dell' 8° edizione premio letterario "Uniti per la legalità".

Oggi io vi propongo la seconda puntata di questi nostri appuntamenti dedicati al premio con la preziosa testimonianza di Susy Cimminiello, la sorella di Gianluca a cui questa edizione del premio è dedicata.

 

 



 Grazie a tutti i poeti che con i loro versi hanno partecipato a questa edizione del premio dedicata Gianluca Cimminiello, vittima innocente della Camorra.


Si ringrazia per la testimonianza durante la cerimonia di premiazione:

- di Susy Cimminiello, sorella di Gianluca
- e della giornalista Luciana Esposito che da un anno vive sotto scorta per il suo  impegno al servizio della legalità.   

Si ringraziano inoltre le giurate:
- Marina Villani, presiedere la giuria che ha presentato la cerimonia di premiazione,
- Rosaria Pannico per il suo lavoro di documentazione della serata,
- i giurati tutti per il prezioso lavoro di valutazione dei componimenti.  


Si ringrazia l'ideatore e organizzatore del Premio letterario, Francesco Gemito

 

Non perdere la prossima puntata

 domani pomeriggio.


 

 

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HEAVEN+EARTH di John Sanborn e Ionee Waterhouse

 Museo Civico di Castelbuono

HEAVEN+EARTH
di John Sanborn e Ionee Waterhouse
sound design di Andrea Ludovic
Un progetto a cura di Laura Barreca

 
Castelbuono (PA), 24 maggio – 30 agosto 2026

John Sanborn, Ionee Waterhouse, "Heaven + Earth", 2026, Museo Civico di Castelbuono



Progetto sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Palermo, Dipartimento di Robotica, dell’Università “Alma Mater” di Bologna e in collaborazione con MEET Digital Culture Center di Milano, Accademia di Belle Arti di Palermo e Ypsigrock Festival.

 

Una spettacolare installazione multimediale che unisce la dimensione celeste e quella terrena, con immagini digitali frutto della scansione delle fantasmagoriche figure zoomorfe e fitomorfe degli stucchi della Cappella Palatina di Sant’Anna nel Castello dei Ventimiglia (1684) sovraimpresse sui volti di alcuni abitanti di Castelbuono. Il tutto rigenerato con la collaborazione dell’IA e proiettato sull’architettura dello spazio museale e su una grande scultura a due facce, una sorta di Giano bifronte, a custodia del limine tra sacro e profano, e accompagnato da una composizione sonora quadrifonica, che crea un ambiente immersivo, tra immagine elettronica e suono.

Questo è Heaven+Earth, il nuovo progetto inedito degli artisti John Sanborn (Stati Uniti, 1954) e Ionee Waterhouse (Stati Uniti, 1985), a cura di Laura Barreca, che ha inaugurato domenica 24 maggio 2026 al Museo Civico di Castelbuono, negli spazi del Castello dei Ventimiglia, dove rimarrà esposto fino al 30 agosto 2026. 
 
Il progetto è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Palermo, dell’Università “Alma Mater” di Bologna e la collaborazione del MEET Digital Culture Center di Milano, dell'Accademia di Belle Arti di Palermo e del Ypsigrock Festival.
 
La creatività di due figure di riferimento nel panorama internazionale della videoarte e della sperimentazione digitale - John Sanborn, pioniere delle arti elettroniche, e Ionee Waterhouse, nota per l’uso del videomapping e delle nuove forme di animazione generativa – dialoga così con gli stucchi barocchi su fondo oro della Cappella Palatina del Castello, dei maestri decoratori Giacomo e Giuseppe Serpotta (1684), mettendola in connessione partecipata con la comunità. L’ibridazione tra arte, scienza e tecnologia, reinterpretando in chiave contemporanea lo straordinario patrimonio culturale del barocco siciliano, è capace di indagare a fondo il significato simbolico dell’opera, consolidando la tradizione creativa che, fino all’avvento della rivoluzione scientifica galileiana, vedeva il filosofo, lo scienziato e l’artista come un tutt’uno nel segno dell’umano e del divino. 

Il progetto coinvolge nel processo creativo la sound designer Andrea Ludovic, autrice della composizione sonora che trasforma l’installazione elettronica in una installazione immersiva. 

“In Heaven + Earth - affermano gli artisti John Sanborn e Ionee Waterhouse – investighiamo il territorio mistico tra il tangibile e il non visto, il materiale e il trascendente. La nostra opera comincia con il riconoscimento del fatto che l’esistenza umana non è lineare, bensì ciclica: ci pieghiamo in noi stessi, ci rompiamo, dissolviamo e riemergiamo sotto nuove forme. Il tutto mentre cerchiamo soluzioni a domande a cui non si può dare risposta. Utilizzando la reinterpretazione digitale degli stucchi barocchi e dei volti di persone vere, Heaven + Earth fonde insieme il divino e l’ordinario, rivelando ciò che essi condividono: la fragilità, lo stupore, la contraddizione e l’aspirazione alla continuità. Il dialogo tra intelligenza artificiale, il patrimonio storico e la presenza umana diviene uno spazio in cui i cicli di rinascita, memoria e trascendenza possono essere sperimentati piuttosto che descritti”.

John Sanborn, Ionee Waterhouse, "Heaven + Earth", 2026, installazione multimediale, (still), collezione Museo Civico di Castelbuono

 Laura Barreca, Direttrice del Museo Civico, ha aggiunto: “Grazie alla collaborazione con gli artisti Sanborn e Waterhouse il Museo Civico di Castelbuono si afferma come spazio di sperimentazione tecnologica e culturale. Un progetto che permette di usare la tecnologia non solo come medium, ma come linguaggio generativo, capace di integrare immagini digitali, scultura, sound design in una complessa installazione dove entrano in dialogo patrimonio storico-artistico, creatività e nuove forme di partecipazione”. 
 
Heaven+Earth segna un nuovo episodio nel percorso di ricerca del Museo Civico, che da anni sviluppa produzioni originali legate a pratiche radicali di comunità e site-specific, e alla reinterpretazione del patrimonio storico-artistico attraverso i linguaggi del contemporaneo.

La mostra è accompagnata da un prestigioso comitato scientifico, composto da Sebastiano Bavetta, Alessandra Buccheri, Valentino Catricalà, Antonio Chella, Sandra Lischi, Filippo Lubrano, Sebastiano Maffettone, Diego Mantoan, Silvia Moretti, Maria Grazia Mattei, Francesco Spampinato, Pier Francesco Palazzotto, Valentina Valentini. Le competenze interdisciplinari del comitato spaziano dalla ricerca storico-artistica moderna e contemporanea alla robotica, dalla filosofia agli studi sulle relazioni tra arte, scienza e tecnologia, configurandosi come una piattaforma sperimentale di dialogo e confronto trasversale, che contribuisce ad indirizzare la natura stessa del progetto come opera aperta a molteplici interpretazioni. 
 
Il progetto prevede un vasto programma pubblico: la prima presentazione si è tenuta venerdì 22 maggio all’Università degli Studi di Palermo, mentre martedì 26 maggio si terrò al MEET Digital Center di Milano e mercoledì 27 maggio all’Università “Alma Mater” di Bologna. A Castelbuono inoltre sono in programma una serie di incontri con la partecipazione della comunità a cura di Maria Rosa Sossai: il 28 maggio al Museo Civico di Castelbuono, sabato 13 giugno alle ex Scuderie del Museo Civico e martedì 20 giugno nei cortili storici di Castelbuono. Gli incontri offriranno l’occasione di approfondire le questioni teoriche e creative al centro del progetto, dalle pratiche immersive all’uso delle intelligenze artificiali per la valorizzazione del patrimonio.
 
Heaven+Earth entrerà in dialogo anche con Ypsigrock Festival di Castelbuono, riconosciuto tra i più importanti appuntamenti europei della cultura musicale contemporanea in occasione del Festival (6-9 agosto 2026) con una spettacolare proiezione sulla superficie visuale del Castello dei Ventimiglia.
 
Il progetto è accompagnato da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, a cura di Laura Barreca e Stephen Sarrazin, con testi critici dei componenti del comitato scientifico.
 
 
 INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Museo Civico di Castelbuono
Piazza Castello, Castelbuono, PA 90013
+39 0921 671211 |  www.museocivico.eu
Aperti al pubblico tutti i giorni in orario continuato: 9.30 – 16.45
 

 
BIOGRAFIE ARTISTI
 
Ionee Waterhouse (1985) è un’artista dei media con base a Berlino, nota per l’uso pionieristico del video mapping, delle immagini generate dall’intelligenza artificiale e del video collage sperimentale.Il suo lavoro fonde architettura, memoria e tecnologia in rituali visivi site-specific che si sviluppano su facciate, festival e collezioni museali in tutto il mondo. Formata in cinematografia ed expanded media, ha collaborato con istituzioni come il  Berklee College of Music (Boston), il Museo Civico di Castelbuono (Sicilia) e Farm Cultural Park (Favara). Nel 2018 ha ricevuto il premio Best VJ allo Union Rock Show in Venezuela; nel 2022 ha realizzato un intervento di video mapping al Teatro di Dioniso ad Atene. Nel 2023 l’opera ECHOES, video collage basato su IA, è entrata nella collezione permanente del Museo Civico di Castelbuono, prima acquisizione di questo genere da parte di un museo civico in Italia. Dal 2023 realizza performance di video mapping live e site-specific per Ypsigrock Festival al Castello Ventimiglia di Castelbuono.
John Sanborn (1954) è un membro chiave della seconda ondata di videoartisti americani che include Bill Viola, Gary Hill, Dara Birnbaum e Tony Oursler. La sua ricerca spazia dagli esordi della videoarte sperimentale negli Anni ‘70 al periodo d’oro della scena video-musicale di MTV e dell’arte interattiva, fino alla digital media art di oggi. Il suo lavoro si è “manifestato” in televisione (“Alive from Off Center”, MTV; “Great Performances”, PBS), installazioni video (“V+M”, “The Temptation of St. Anthony”), videogiochi (“Psychic Detective”), esperienze su Internet (“Paul is Dead”, “Dysson”) e arte multimediale. È noto per le collaborazioni con artisti virtuosi, compositori e coreografi contemporanei. La sua opera affronta principalmente i temi della musica, della mitologia e della memoria.


IL MUSEO CIVICO DI CASTELBUONO E LA SUA COLLEZIONE DI ARTE CONTEMPORANEA
Il Castello dei Ventimiglia, sede del museo e della sua collezione permanente, è stato acquistato dalla comunità castelbuonese grazie a una raccolta popolare, in un’asta pubblica nel 1920. Dimora secolare dei Ventimiglia, tra le più potenti famiglie della Sicilia medievale e rinascimentale, è strettamente legata al culto per Sant’Anna, patrona la cui Sacra Reliquia è da più di 500 anni custodita al suo interno.
Una storia ricca di arte, fede, devozione e innovazione, raccontata in quattro sezioni: Archeologica, con reperti archeologici rinvenuti nelle campagne di scavo nel castello; Urbanistica, con documenti su chiese, fontane, monumenti, architetture castelbuonesi; Arte Sacra, con il “tesoro di Sant’Anna” conservato nella Cappella Palatina decorata con stucchi di Serpotta; Pinacoteca di arte moderna e contemporanea, nata nel 1997 dalla donazione Di Piazza di un corpus di dipinti a cui si aggiunge un’ampia selezione di opere del Fondo Paolo Cicero.
 Negli anni, la collezione è stata implementata con produzioni di artisti contemporanei invitati a realizzare ed esporre opere legate al contesto come Luca Trevisani, Masbedo, Manfredi Beninati, Olaf Nicolai, Salvatore Arancio, Lupo Borgonovo, Riccardo Benassi, Emiliano Maggi. Nuovo impulso è stato dato dai fondi della DGCC del MIC che hanno consentito l'acquisizione di opere di Giulio Squillacciotti, Maria Domenica Rapicavoli, Mangano & van Rooy, Beatrice Gibson, Concetta Modica, Melo Minnella, Claire Fontaine, Genny Petrotta.
 

 
 
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
 
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Presentata a Palazzo Civico la 34ª edizione del Memorial Silvio Guani

 




La Spezia, 26 maggio 2026 - È stata presentata questa mattina a Palazzo Civico la 34ª edizione del Memorial Silvio Guani, manifestazione sportiva multidisciplinare dedicata ai giovani, organizzata da A.S.D. Pallavolo Don Bosco in occasione della Giornata Nazionale dello Sport.

Alla presentazione sono intervenuti il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, l’Assessore allo Sport Alberto Giarelli, Anna Del Vigo, delegata provinciale del CONI, e Sauro Baldiotti, referente CONI per le scienze motorie e sportive.

L’iniziativa si svolgerà sabato 30 maggio 2026 allo Stadio A. Montagna. L’inizio delle gare è previsto alle ore 15.00, mentre la premiazione si terrà alle ore 17.30.

Il Memorial Silvio Guani rappresenta un appuntamento consolidato per la città e per il movimento sportivo locale. Giunta alla sua 34ª edizione, la manifestazione conferma il proprio valore educativo e sociale, promuovendo la pratica sportiva, la partecipazione dei giovani, l’inclusione e la collaborazione tra associazioni, istituzioni e realtà del territorio.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Il Memorial Silvio Guani rappresenta un appuntamento sportivo significativo e sentito della nostra città, capace da oltre trent’anni di trasmettere ai giovani i valori più autentici dello sport: partecipazione, rispetto, inclusione e spirito di squadra. Ricordare Silvio Guani significa rendere omaggio a una figura straordinaria dello sport spezzino, che con passione, impegno e dedizione ha lasciato un segno profondo nella crescita di intere generazioni di ragazzi e nella vita sportiva cittadina. Guani è stato un esempio di competenza, sacrificio e amore per lo sport in tutte le sue forme, distinguendosi sia come atleta sia come educatore e punto di riferimento per tanti giovani. Ringrazio l’A.S.D. Pallavolo Don Bosco, il CONI, tutte le associazioni sportive, i volontari e gli organizzatori che ogni anno rendono possibile questo importante evento”.

Nel corso del pomeriggio saranno protagoniste diverse discipline sportive, tra cui karate, pugilato, pallamano, atletica, pallavolo, arti marziali, basket e calcio, con spazio anche alla pallavolo unificata per atleti con disabilità.

Sono attesi circa 350 atleti, che al termine delle gare saranno premiati in egual misura, senza classifiche né vincitori. Una scelta coerente con lo spirito del Memorial, che mette al centro la partecipazione, il rispetto, la condivisione e il valore formativo dello sport.

Il Memorial nasce per ricordare la figura di Silvio Guani, nato alla Spezia nel 1909, protagonista della vita sportiva cittadina e punto di riferimento per generazioni di giovani. Dopo aver raccolto dal padre il testimone della società Pro Italia, di cui fu segretario e factotum per circa vent’anni, Guani fu anche maresciallo dei Vigili del Fuoco e, nel 1934, tra i fondatori del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco della Spezia e del gruppo sportivo “Livio Pieracci”.

Calciatore dilettante, marciatore in montagna, ciclista e giocatore di pallavolo, nel corso della sua vita Silvio Guani seppe distinguersi anche in ambito tecnico e dirigenziale. Nel 1953 conseguì la tessera di allenatore federale di calcio presso il Centro Tecnico di Coverciano. Maestro federale di pesistica, fu per molti anni istruttore presso il Gruppo Sportivo “Livio Pieracci”, avvicinando tanti giovani alla disciplina e contribuendo alla nascita delle sezioni di ginnastica artistica, pallavolo e marcia.

 




Nel 1968 partecipò, su invito della Federazione Italiana Sollevamento Pesi, al triangolare Svezia-Italia-Finlandia a Stoccolma in qualità di allenatore. Nel 1969 ricevette un riconoscimento di merito speciale dal Presidente del CONI. Alla sua memoria la società Pro Italia conferì una medaglia d’oro.

La Pallavolo Don Bosco, insieme ai figli di Silvio Guani, ha istituito il Memorial con l’obiettivo di continuare a trasmettere i valori sportivi e sociali che hanno caratterizzato il suo impegno: passione, lealtà, partecipazione, attenzione ai giovani e promozione dello sport come strumento di crescita personale e collettiva.

Il Memorial è promosso da A.S.D. Pallavolo Don Bosco con il patrocinio e la collaborazione delle istituzioni sportive e territoriali, tra cui CONI Comitato Regionale Liguria, Comitato Territoriale Liguria Levante, Comune della Spezia e Regione Liguria.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

AMAZONIA: RELATOS DE ABUNDANCIA di Sergio Racanati: conclusa la residenza diffusa in Colombia

AMAZONIA: RELATOS DE ABUNDANCIA
di Sergio Racanati

Si è conclusa la prima fase del progetto con la residenza diffusa 

tra Guajira e Magdalena, in Colombia

Progetto vincitore della quattordicesima edizione di Italian Council (2025)
Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura

 

AMAZONIA: relatos de abundancia, Sergio Racanati, 2026, Production image per il film essay, vincitore dell'Italian Council, edizione XIV, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura, courtesy Sergio Racanati.

 

Prosegue AMAZONIA: relatos de abundancia di Sergio Racanati, progetto vincitore del grant Italian Council. Dopo la prima fase di ricerca e la residenza diffusa dell’artista in Colombia, il progetto entra ora nelle sue fasi successive, avviando anche una serie di presentazioni pubbliche.


Il 15 maggio si è infatti tenuta la prima presentazione pubblica nell’ambito di Arte al Centro presso la Fondazione Pistoletto / Cittadellarte, con la proiezione del moodboard del film alla presenza di Sergio Racanati, Manuela Gandini, Francesca Pasini e Paolo Naldini.


Prodotto da Centro Itard, il progetto ha preso avvio nell’autunno 2025 attraverso una residenza diffusa nelle regioni della Guajira e della Magdalena, territori che custodiscono memorie e saperi ancestrali e che riflettono ancora oggi le conseguenze culturali dei sistemi coloniali. AMAZONIA: relatos de abundancia apre un dialogo tra il Mediterraneo e le cosmopolitiche indigene, immaginate come strumenti fondamentali per ripensare i futuri ecopolitici contemporanei.


Il progetto si sviluppa attraverso interviste, incontri e collaborazioni con esponenti del mondo culturale, politico e dell’attivismo, oltre che con artistə indigenə dell’Amazzonia colombiana. Al termine della ricerca sul campo sarà realizzato un film d’artista destinato a entrare nella collezione permanente del MAN – Museo d’Arte di Nuoro, diretto da Chiara Gatti.


La prima fase del progetto AMAZONIA: relatos de abundancia, avvenuta tramite residenza d'artista diffusa, rappresenta una forma innovativa voluta fortemente da Racanati, che si distacca dal tradizionale concetto di residenza come spazio statico e centralizzato, per abbracciare un modello fluido e disperso, si è svolta nelle macro-aree geografiche di Santa Marta, Minca, Palomino, Riohace, Uribia, Barranquilla.


L’artista dichiara: “Mi sono completamente immerso nel contesto ed ho riflettuto sul mio essere-in-relazione con l'altr*, che sia il pubblico, lo spazio/tempo di paesaggi naturali ed antropizzati o le comunità locali, riflettendo sulla nozione fenomenologica di spazio-tempo vissuto, dove ogni elemento diviene soggetto attivo per il film essay: l’opera non è più immaginata e concepita come un oggetto immutabile ma come soggetto fluido, mutante, poroso che si rigenera attraverso l’interazione con lo spazio/tempo e con le particolari configurazioni storiche, politiche, sociali e culturali. La residenza artistica diffusa si configura come un dispositivo relazionale che mi ha consentito di sperimentare una pluralità di contesti e di interagire con ambienti, comunità e realtà culturali diversificate. Nel mio caso il termine "diffusa" non si limita ad evocare la dispersione geografica dei luoghi, ma denota una modalità di creazione-produzione artistica che si articola attraverso un processo di in-transito, in cui l'artista non è più un soggetto isolato, ma parte di una rete di relazioni, permeabile e trasformabile di urgenze, sogni e bisogni sia personali che comunitari.”


A tal proposito la curatrice Manuela Gandini afferma: “Le immagini di Racanati sono spietate, nessun set, nessuna scena. Sei in un luogo ai margini del mondo dove l’immensa e rigogliosa vegetazione è divorata dalla fame e dal consumismo importato di merendine, plastica e benzina di contrabbando.”


Per l’evento “Arte al Centro”, primo momento di presentazione pubblica del processo artistico, presso la Fondazione Pistoletto/Cittadellarte,  l’artista ha presentato una sorta di moodboard di quello che sarà il film nel suo atto conclusivo: uno speciale editing di note audio-visive raccolte durante la residenza. Si tratta di un dialogo continuo tra il materiale visivo/etno-antropologico e la riflessione concettuale-politica frutto di anni e di sedimentazione di attivismo ibridato alla consapevolezza e prospettiva eco-trans-femminista di matrice afro-discendente. E’ immaginato come momento per implementare le riflessioni politiche, ambientali e socio-economiche continuando a indagare le dinamiche discorsive e la creazione di comunità.


Qui di seguito alcune note del Diario di bordo di Sergio Racanati, sui luoghi attraversati durante la residenza, atto creativo che l’artista usa abitualmente nella sua pratica artistica:

Santa Marta, cuore pulsante della Colombia, è un luogo dove il mare bacia la terra e le montagne accarezzano il cielo. E’ il profumo della salsedine che s'infiltra tra le strade polverose della città, mentre il sole accarezza le case colorate che si affacciano sul mare, raccontando storie di secoli passati, di naviganti e di conquiste;


Minca, piccolo angolo di paradiso incastonato tra le montagne della Sierra Nevada, è un luogo dove il mondo sembra rallentare il suo ritmo e l’anima si ritrova a respirare una quiete che sfida il tempo;


Palomino è una piccola gemma nascosta tra il mare dei Caraibi e la maestosità delle montagne della Sierra Nevada, nel cuore della Colombia ubicato nel dipartimento di La Guajira: un territorio che raccoglie contrasti tanto potenti quanto affascinanti. Il mare che lambisce la sua costa parla una lingua ancestrale, che solo gli indigeni, che ancora abitano queste terre, riescono a comprendere davvero. Qui si intersecano le radici afro-colombiane, indigene e quelle dei nuovi abitanti, principalmente giovani che si sono trasferiti in cerca di un'esistenza più semplice, lontana dalle metropoli. Le comunità Arhuaco, Kogi e Wiwa, che vivono nella Sierra Nevada, custodiscono un sapere ancestrale che continua a influenzare l’intera vita della regione;


Riohacha, capitale del dipartimento della Guajira, si trova all'estremo nord della Colombia, affacciata sul mare dei Caraibi e incastonata tra le terre desertiche della Guajira e il confine con il Venezuela. Non è solo un crocevia geografico, ma anche un luogo in cui si intrecciano le contraddizioni sociali, culturali ed economiche del paese. Fondata nel 1533 dai colonizzatori spagnoli, Riohacha ha radici che affondano nel periodo coloniale, quando la città era un punto strategico per il commercio di perle e successivamente di carbone;


Uribia, considerata la capitale indigena della Colombia, si trova in una zona desertica dove la scarsità d'acqua rende difficile la sopravvivenza per la popolazione locale e gli animali. Situata nella regione settentrionale della Guajira, al confine con il Venezuela, Uribia non è solo un centro urbano, ma un simbolo di resistenza culturale, sociale ed economica di un popolo che ha saputo mantenere la propria identità nonostante secoli di marginalizzazione e sfruttamento.Uno degli aspetti più rilevanti del contesto politico di Uribia è la continua lotta per la terra e il riconoscimento dei diritti territoriali.


Da diversi anni sono legato alla pianta del cacao e poiché le piante hanno fortissimi poteri sono stato chiamato a far visita ad una delle più importanti e storiche coltivazioni di cacao nella Sierra Nevada nei pressi di Palomino, per la precisione Buritaca.  La Ruta del Cacao a Buritaca è un viaggio che non solo attraversa i paesaggi incantevoli della Colombia, ma affonda le radici in un sapere ancestrale che si intreccia con il respiro della terra e il battito del cuore della sua gente. Nel profondo della giungla tropicale, Finca Mira Mar si erge come un rifugio sacro, una terra che custodisce saperi e conoscenza ancestrali. Qui ogni passo è un ritorno alle origini, un ricordo di una connessione che non si è mai persa, un invito a fermarsi, ad ascoltare il battito della terra, a vedere la bellezza che si nasconde nei piccoli gesti quotidiani. 


BIOGRAFIA

Sergio Racanati (1982) è un artista visivo e performer. La sua pratica attraversa film, installazione e intervento urbano, indagando i temi del potere, delle strutture sociali, della memoria e della collettività. Ha esposto in contesti internazionali tra cui la Biennale di Venezia Architettura, la Biennale di Berlino, Nomade Biennale e il Public Program di Documenta 15.

 

 INFO:
Titolo: Amazonia: Relatos de Abundancia
Artista: Sergio Racanati
Partner principale: Centro Itard Lombardia srl
Durata del progetto: 2025–2027
Luoghi chiave: Amazzonia Colombiana (Putumayo), Italia, Nuoro, Bogotà, Barcellona, New York, Santiago del Cile
Formato finale: Film d’artista / Film essay (acquisito dal MAN di Nuoro)

Progetto supportato da: Italian Council (14a edizione, 2025), Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura

Press Office: RP/press E. press@rp-press.it | M +39 349 3999037 | https://www.rp-press.it/ 

Promosso da: Centro Itard Lombardia srl | E. info@itard.eu - M. +39 3484453613

Partner di progetto: Regione Puglia, Emily Harvey Foundation (New York)

Museo di destinazione: MAN – Museo di Arte Contemporanea di Nuoro

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

ll sogno di una cosa migliore. Presenze e idee. 1967 – 2027

 ll sogno di una cosa migliore. Presenze e idee. 1967 – 2027
Pierpaolo Calzolari, “Marco Cavallo”, Vittorio Basaglia, Concetto Pozzati
A cura di Luca Cesari


Accademia di Belle Arti di Urbino – Sala A. Cappelli
10 maggio – 10 luglio 2026

"Marco Cavallo", riproduzione in 3D del modello originale della scultura metallica e in cartapesta realizzata nel 1973 da Vittorio Basaglia insieme ai pazienti del manicomio di Trieste, replicato dalla Scuola di Scultura dell'Accademia di Urbino. Foto Gian Luca Proietti.



  “Il sogno di una cosa migliore. Presenze e idee. 1967 – 2027” è una mostra-evento pensata per festeggiare in anteprima il sessantennale dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, rievocando la straordinaria stagione del ’68 che l’istituzione affrontò sotto la lungimirante direzione di Concetto Pozzati, ponendo al centro la riproduzione 3D del monumentale “Marco Cavallo” realizzato da Vittorio Basaglia (cugino di Franco Basaglia), come occasione per rievocare l’importanza di una stagione di grande cambiamento, apertura e sovvertimento delle regole.

 

Curato da Luca Cesari, il progetto muove dal desiderio di presentare al pubblico un’accurata selezione di opere e documenti d’archivio in grado di restituire l’atmosfera fervida e rivoluzionaria dei primi anni dell’istituzione (appunto fondata nel 1967) e del suo innovativo progetto didattico originario.

 

La mostra si focalizza sulla straordinaria stagione legata al clima del 1968, un momento che impresse una svolta indelebile sulla cultura e le arti. Sotto la guida illuminata del Direttore e artista Concetto Pozzati, l’Accademia di Urbino seppe proporre un concreto ammodernamento dell’impostazione della didattica, inserendosi con audacia nell’ambiente - allora non particolarmente ricettivo - dell’istruzione artistica nazionale. Pozzati seppe delineare il progetto di un’Istituzione di Alta Formazione d’avanguardia per l’epoca, chiamando all’insegnamento personalità di altissimo profilo, artisti e intellettuali come Pier Paolo Calzolari, Vittorio Basaglia, Mario Ceroli, Rodolfo Aricò, Gianni Celati, Alberto Boatto e Toni Toniato. Quella indimenticabile stagione viene oggi rievocata non come mera ricostruzione storica, ma come vivo “campo di relazioni”.

 

Il percorso espositivo presenta quindi preziosi documenti storici risalenti al periodo fondativo 1967-1974, custoditi negli archivi dell’Accademia, affiancati da foto storiche di Pier Paolo Calzolari e da due importanti opere pittoriche di Concetto Pozzati datate 1968 e 1969.

 

Fulcro concettuale e visivo della mostra è la figura di “Marco Cavallo”, il grande cavallo azzurro indissolubilmente legato all’impegno intellettuale e militante di Franco Basaglia e alla stagione della riforma psichiatrica italiana. In mostra compare una straordinaria riproduzione in 3D del modello originale della scultura metallica e in cartapesta realizzata nel 1973 da Vittorio Basaglia (cugino di Franco) insieme ai pazienti del manicomio di Trieste, durante un laboratorio artistico collettivo svolto nei primi anni ‘70. Curata e replicata in 3D dalla Scuola di Scultura dell’Accademia di Urbino, l’opera diventa l’emblema di una stagione in cui i confini tra pratiche artistiche, istituzione psichiatrica e partecipazione collettiva risultarono profondamente permeabili. Come descritto nel testo critico del curatore, la mostra si configura come un «avant-propos», un dispositivo culturale in cui “Marco Cavallo” assume un ruolo simbolico più ampio, unendo l’arte all’azione nello spazio sociale.

Come osserva il direttore e curatore Luca Cesari, “le Accademie di Belle Arti sono oggi a tutti gli effetti «università delle arti», nonostante il loro pieno riconoscimento come istituzioni universitarie sia arrivato con storico ritardo rispetto ad altri paesi europei. Un ritardo strutturale che incide ancora su risorse e posizionamento culturale. In questa prospettiva, l’Accademia di Urbino si colloca dentro una trasformazione più ampia del sistema formativo, tra autonomia disciplinare e integrazione universitaria, muovendo una profonda riflessione sul presente: cosa significa oggi formare un artista?”

 

Questo sguardo rivolto al contemporaneo si riflette nel rinnovamento dell’offerta formativa dell'Accademia di Urbino oggi. Accanto agli indirizzi storici di Decorazione, Pittura, Scultura, Scenografia e Grafica d’Arte, Illustrazione e NTA (Nuovo Tecnologie dell’Arte), l’Istituzione ha introdotto altri percorsi di studio innovativi. Per il primo livello, i corsi in Educazione al Patrimonio Artistico e Welfare Culturale (attivo dal 2025/26) e Human Centered Multimedia Art (dal 2026/27); per il secondo livello, corsi specifici e professionali come Critical Game Art, Design per la Fiction, Grafica d’Arte per le Arti Visive, Scenografia per lo Spettacolo e Scultura nei linguaggi dell’arte visiva e tecnologie, confermandosi in continuità con l’eredità sperimentale innescata dai maestri fondatori.

 

 

BIOGRAFIE


 

Pierpaolo Calzolari (Bologna, 1943)

Artista di rilievo internazionale e tra i maggiori esponenti dell’Arte Povera. La sua ricerca si distingue per l’uso di elementi e materiali naturali (come metalli, ghiaccio, fuoco, sale, piombo, muschio) e per l’esplorazione dei concetti di transitorietà, tempo e trasformazione della materia. Nei primi anni dell’Accademia di Urbino, fu chiamato a ricoprire il ruolo di docente, contribuendo in modo determinante a scardinare la didattica tradizionale aprendo alle sensibilità concettuali e performative.

 

“Marco Cavallo”

Più che un’opera d’arte in senso tradizionale, “Marco Cavallo” è un simbolo monumentale e collettivo di liberazione sociale e poetica. Ideato nel 1973 all'interno del manicomio di Trieste - sotto la direzione illuminata non convenzionale dello psichiatra Franco Basaglia - fu realizzato materialmente dall’artista Vittorio Basaglia insieme ai pazienti psichiatrici e agli operatori della struttura. Alto circa 4 metri e di colore azzurro, il cavallo di cartapesta nacque per racchiudere i desideri e i sogni di libertà dei degenti, abbattendo fisicamente e metaforicamente le mura dell’Istituzione psichiatrica tradizionalmente intesa. È considerato una delle più alte espressioni di arte partecipata e welfare culturale del Novecento.

 

Vittorio Basaglia (Venezia, 1936 – 2005)

Docente e artista italiano di grande statura intellettuale, cugino del celebre psichiatra Franco Basaglia. La sua parabola artistica e umana è indissolubilmente legata all’impegno civile e sociale. Fu animatore e coordinatore del laboratorio artistico che portò alla nascita di “Marco Cavallo” a Trieste nel 1973. Personalità eclettica e rigorosa, fu chiamato all’Accademia di Belle Arti di Urbino nella stagione post-sessantottesca, dove portò la propria visione dell’arte come dispositivo relazionale e di riscatto democratico, lasciando un’impronta indelebile nell’insegnamento delle discipline plastiche.

 

Concetto Pozzati (Vo', 1935 – Bologna, 2017)


Tra le figure più influenti e poliedriche della cultura visiva italiana del secondo Novecento, Pozzati è stato pittore - la cui ricerca ha attraversato la stagione Informale, la Pop Art, l’arte concettuale e la nuova figurazione - teorico, saggista ed esponente politico. Nominato Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Urbino nel cruciale periodo fondativo successivo al 1967, ne divenne il vero motore intellettuale. Grazie alla sua straordinaria lungimiranza, trasformò l’istituto marchigiano in un laboratorio d’avanguardia pedagogica e sperimentale a livello nazionale, chiamando a insegnare i massimi esponenti della cultura artistica e letteraria del tempo.

Accademia di Belle Arti di Urbino
via dei Maceri 2, 61029 Urbino (PU)

www.accademiadiurbino.it

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Laboratorio didattico gratuito alla Biblioteca Civica “P. M. Beghi”

Divertiamoci imparando nei Musei e nelle Biblioteche

 

 

La Spezia, 26 maggio 2026 – Al via i laboratori di “Divertiamoci imparando nei Musei e nelle Biblioteche”, il programma di attività educative e creative promosso dai Musei Civici della Spezia e dal Sistema Bibliotecario Urbano, dedicato alla libera utenza e pensato per avvicinare bambini e famiglie al patrimonio culturale della città in modo coinvolgente e divertente.

Sabato 30 maggio ore 10.00 è previsto un laboratorio didattico gratuito dal titolo “Salutiamo le vacanze: un arcipelago di avventure!”. Il laboratorio didattico va alla scoperta dei viaggi e delle navigazioni dei pirati! Scopriamo le storie di pirati e navigatori e costruiamo insieme uno scrigno che possa contenere mappe, tesori e tutto il corredo di un vero pirata!

Il laboratorio è gratuito con prenotazione e rivolto ai bambini dai 6 agli 11 anni.


 

Info Biblioteca “P.M. Beghi”
Via del Canaletto, 100
 La Spezia


 

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“I Love Formentera” arriva alla Spezia: il dance party più ballato d’Italia conquista la città

Mercoledì 19 agosto 2026 Piazza Europa

 

La Spezia si prepara ad accogliere l’energia travolgente di “I Love Formentera”, il format dance tra i più seguiti e coinvolgenti d’Italia, che farà tappa in città mercoledì 19 agosto 2026 .

Un appuntamento all’insegna della musica, dello spettacolo e dell’intrattenimento, capace ogni anno di richiamare migliaia di persone grazie a un mix vincente di DJ set, animazione e momenti di puro divertimento.

Special guest della serata saranno i talent di Radio 105, tra cui Paolino, voce del programma “La Carovana” in onda quotidianamente dalle 18 alle 20, che accompagnerà il pubblico in uno show carico di energia e partecipazione.

Con oltre 100 date ogni anno in tutta Italia, “I Love Formentera” è molto più di una festa: è un vero e proprio spettacolo itinerante, con un’animazione coinvolgente, scenografie dinamiche e una pioggia di gadget, tra cui le iconiche magliette di Radio 105 e i coloratissimi braccialetti ufficiali.

Il pubblico sarà protagonista di un’esperienza immersiva: ballare, cantare, saltare e lasciarsi trascinare dal ritmo sarà parte integrante di uno show che unisce musica, intrattenimento e partecipazione collettiva.

L’iniziativa, a ingresso gratuito, si inserisce nel calendario degli eventi estivi della città, con l’obiettivo di offrire occasioni di aggregazione e attrattività per cittadini e visitatori, valorizzando gli spazi urbani attraverso proposte di qualità e di forte richiamo.

 

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Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini” propone una visita guidata gratuita alla scoperta di Palazzo Crozza

Giovedì 28 maggio alle ore 17.00 si terrà una visita guidata gratuita alla Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini”


 

 
La Spezia, 25 maggio 2025 – Giovedì 28 maggio, alle ore 17.00, la Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini” propone una visita guidata gratuita alla scoperta di Palazzo Crozza, storica sede di Corso Cavour 251.


Il percorso accompagnerà i partecipanti tra le bellezze architettoniche dell’edificio, le eleganti sale affrescate e alcuni dei tesori custoditi dalla Biblioteca, che conserva un prezioso patrimonio librario ed è anche sede dell’Archivio Storico.


L’iniziativa rappresenta un’occasione per conoscere e valorizzare uno dei luoghi più significativi della cultura cittadina, patrimonio a disposizione della comunità.


La visita è gratuita fino a esaurimento posti. È consigliata la prenotazione.
 

Info Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini”:
Corso Cavour, 251 La Spezia


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