mercoledì 14 ottobre 2026

La Galleria BPER | GENOVA IDEALE. Antonio Giolfi e l'invenzione dell'immagine moderna della città | Rolli Days - 17 e 18 ottobre

 GENOVA IDEALE
Antonio Giolfi e l’invenzione dell’immagine moderna della città
Vedute della Superba tra realtà e rappresentazione
 
A cura di Andreana Serra
 
Sabato 17 e domenica 18 ottobre

 

Antonio Giolfi, inventore (Genova, 1721-1796), 
Giuseppe Torricelli, disegnatore, e G. L. Guidotti, incisore
Veduta di Strada Nuova
Acquaforte
Courtesy La Galleria BPER


 
In occasione dei Rolli Days 2026 e del ventesimo anniversario dell’iscrizione delle Strade Nuove e del Sistema dei Palazzi dei Rolli nel Patrimonio Mondiale UNESCO
La Galleria BPER presenta a Genova una selezione delle vedute settecentesche di Antonio Giolfi: un racconto per immagini della città e della costruzione della sua identità moderna.

In occasione del ventesimo anniversario dell’iscrizione delle Strade Nuove e del Sistema dei Palazzi dei Rolli nel Patrimonio Mondiale UNESCO, La Galleria BPER presenta nella sede genovese della Banca il progetto espositivo “GENOVA IDEALE. Antonio Giolfi e l’invenzione dell’immagine moderna della città. Vedute della Superba tra realtà e rappresentazione”, a cura di Andreana Serra, responsabile del Polo di Storia e Memoria Cittadina del Comune di Genova.
 
L’esposizione si inserisce nel programma autunnale dei Rolli Days 2026, dedicato al tema “Abitare il cambiamento”, e propone una prospettiva originale sulle trasformazioni che, tra il XVI e il XVIII secolo, ridefinirono il volto della città e il modo di rappresentarla.
 
La mostra porta all’attenzione del pubblico uno dei nuclei più significativi della collezione di stampe d’epoca de La Galleria BPER: le vedute realizzate da Antonio Giolfi nel Settecento, testimonianza di un momento cruciale nella definizione e nella diffusione in Europa dell’immagine di Genova.
 
Negli anni Sessanta del Settecento Giolfi, abate, pittore e direttore della scuola di pittura e disegno dell’Accademia Ligustica, riunisce le proprie incisioni nella “Raccolta di diverse vedute della Città di Genova e delle principali sue parti e fabbriche”. Destinato alle élite culturali europee, il volume restituisce l’immagine di una capitale moderna, monumentale e cosmopolita, capace di confrontarsi con le grandi città del continente.
 
Non si tratta, tuttavia, di una semplice registrazione della realtà urbana. Giolfi seleziona luoghi e architetture e li organizza in un racconto visivo che dal porto sale verso le colline, attraversando palazzi aristocratici, strade e luoghi della vita cittadina. Attraverso prospettive ampliate e composizioni attentamente costruite, l’artista interpreta la città, ne accentua l’ordine e la monumentalità e contribuisce a fissarne un’immagine destinata a durare nel tempo-.
 
È questa la Genova ideale evocata dal titolo della mostra: una città aperta sul mare e sul commercio, attraversata da nuove strade e segnata dalla presenza dei grandi palazzi aristocratici. Una rappresentazione nella quale realtà e costruzione dell’immagine si sovrappongono, raccontando insieme ciò che Genova era e ciò che aspirava a essere.
 
Nel contesto dei Rolli Days, le vedute di Giolfi diventano così uno strumento per rileggere il paesaggio urbano come parte attiva della storia della città: non semplice scenario, ma espressione di quella capacità di trasformazione che contribuì a fare di Genova una delle grandi capitali dell’Europa moderna.
 
La visita a “Genova ideale” offre inoltre l’occasione di scoprire il patrimonio custodito nella sede genovese de La Galleria BPER. Al XIV piano, le Stanze dell’Arte riuniscono opere del Barocco genovese provenienti dalle pinacoteche dei Palazzi dei Rolli, con lavori di Domenico Piola, Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto, Valerio Castello, Giovanni Battista Paggi, Domenico Fiasella e Alessandro Magnasco, accanto ai maestri fiamminghi attivi a Genova.
 
Al XV piano, la balconata affacciata sui tetti in ardesia del centro storico completa idealmente il percorso, offrendo uno sguardo sulla città contemporanea in dialogo con quella immaginata e raccontata dalle vedute settecentesche di Giolfi.
 
I Poli Culturali BPER
Con il progetto Poli Culturali BPER. Un Sistema di Patrimonio Diffuso, BPER Banca mette in rete sedi storiche, collezioni, archivi e territori, attraverso mostre, ricerca, attività educative e programmi di approfondimento coordinati da La Galleria BPER. Il sistema si articola in tre sedi principali.
 
A Modena, Palazzo San Carlo, sede storica della banca, ospita la Pinacoteca BPER e la direzione scientifica del progetto. La CAOS χάος. Spazi e poetiche dell’arte informale (18 settembre 2026 – 7 febbraio 2027) ha inaugurato la programmazione autunnale. A cura di Daniela Ferrari, il progetto espositivo riunisce tredici protagonisti dell’Informale italiano con opere della Corporate Collection BPER e importanti prestiti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private.
 
A Ferrara, Palazzo Barbantini-Koch, storica sede della Cassa di Risparmio e successivamente di BPER, è stato restituito alla città dopo un importante intervento di recupero e rifunzionalizzazione. Il Palazzo ospita un percorso permanente dedicato alla pittura ferrarese ed emiliana dal Quattrocento al Novecento. A inaugurare il programma espositivo, fino al 31 gennaio 2027, è la mostra VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati, a cura di Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni, in collaborazione con 24 ORE Cultura.
 
Riaperto al pubblico il 3 settembre 2026 dopo un importante intervento di restauro, Palazzo Farinosi-Branconio a L’Aquila ospita il percorso permanente Scrigno di memorie. Paesaggi, colore e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione, dedicato all’arte dell’Italia centrale e meridionale dal Quattrocento al primo Novecento, nell’ambito delle iniziative di L’Aquila 2026 – Capitale italiana della Cultura. Il progetto restituisce alla città una parte significativa della raccolta della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila e rende nuovamente accessibili le sale decorate dell’edificio, tra cui la Sala di San Clemente.

 

 INFORMAZIONI AL PUBBLICO
GENOVA IDEALE

Antonio Giolfi e l’invenzione dell’immagine moderna della città.
Vedute della Superba tra realtà e rappresentazione
A cura di Andreana Serra
 
La Galleria BPER
Genova
 
Apertura al pubblico
Sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026
ore 10.00 – 19.00
Visite guidate ogni 45 minuti, su prenotazione attraverso il sito Visit Genova. 

 COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Teatro Civico La Spezia con INTANTO TI CALMI

Teatro Civico La Spezia
Stagione teatrale 2026/27
 

INTANTO TI CALMI 

con Beatrice Arnera
regia di Giulia Fiume

Venerdì 19 febbraio 2027 ore 21:00

 



La Spezia,  14 ottobre 2026 – Nuova anteprima nel cartellone generale del Teatro Civico. Venerdì 19 febbraio 2027 alle 21 andrà in scena il nuovo spettacolo di Beatrice Arnera, che torna sul palco più agguerrita che mai con lo show “Intanto ti calmi”: una frase che si sente sempre più spesso ripetere su base quotidiana.


Uno spettacolo originale che mescola i toni della stand up comedy a quelli della prosa, con interventi musicali performati dal vivo ed una buona dose di strafottenza. La paura della morte, la brutalità dell'amicizia, il sesso ed altre disgrazie.


Beatrice Arnera, classe 1995, ha ricevuto nel 2018 il Premio Kinéo come giovane rivelazione alla Mostra del Cinema di Venezia.  Dal cinema alle serie di successo come “Buongiorno, mamma!” e “Odio il Natale”, è tra i volti giovani più amati della commedia italiana.



I biglietti dello spettacolo sono disponibili sul circuito TicketOne e presso

 il Botteghino del Teatro Civico 

(ingresso da Corso Cavour, n. 20),

 aperto tutti i giorni dalle 09:00 alle 12:30

(il mercoledì anche dalle 16:00 alle 19:00).

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

COLDIRETTI CAMPANIA, SVOLTA AL VERTICE: ROBERTO MAZZEI NOMINATO NUOVO DIRETTORE REGIONALE

Raccoglie l'eredità di Salvatore Loffreda. 

La Federazione: 

"Scelta nel segno della competenza, dell'innovazione e della continuità"

 


 

 
Cambio al vertice di Coldiretti Campania. Roberto Mazzei è il nuovo direttore regionale.


Mazzei, 44 anni, di Montella, in provincia di Avellino, raccoglie un'eredità pesante e prestigiosa: subentra a Salvatore Loffreda, lo storico direttore regionale scomparso improvvisamente la scorsa settimana all'età di 69 anni. Una figura che ha segnato la storia del sindacato agricolo in Campania, dedicando quasi cinquant'anni di instancabile lavoro alla difesa e alla crescita delle imprese agricole.

 




 
La scelta di Mazzei rappresenta un segnale chiaro di continuità e di visione per il futuro. Laureato in Scienze Agrarie, imprenditore in prima persona, Mazzei conosce a fondo le dinamiche dell'azienda agricola. Negli ultimi anni ha guidato l'Area Economica di Coldiretti Campania ed è stato capo servizio Innovazione e AKIS, diventando uno dei volti più autorevoli sui dossier più strategici: dalla digitalizzazione alla riforma della PAC fino alla programmazione dello sviluppo rurale.
 
Con Roberto Mazzei la Coldiretti punta su un profilo giovane ma già di grande esperienza, fortemente specializzato. Un professionista capace di coniugare la conoscenza tecnica, la visione economica e il radicamento territoriale. La sua competenza sullo sviluppo rurale e sull'innovazione sarà decisiva per accompagnare le imprese associate nelle sfide dell'Agenda 2030, dal ricambio generazionale alla crisi climatica, dai costi di produzione alla conquista di nuovi mercati.
 
Mazzei assume con effetto immediato la guida operativa della principale organizzazione di rappresentanza agricola della regione, che conta migliaia di imprese associate in tutte le province campane.

 

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Il 16 ottobre inizia l’XI edizione dei Salotti letterari allo Yachting Club di Salerno con il “giallo” di Antonio Santoro e i “frammenti di pensieri” di Andrea Gennarelli

E’ il 16 ottobre il primo appuntamento della XI edizione de "I Salotti Letterari dello Yachting Club...di venerdì" a Salerno, promossa da ..incostieraamalfitana .it Festa del Libro in Mediterraneo numero 21. 

 


 

Protagonisti alle ore 19.15 presso la sede dello Yachting Club di Salerno al Molo Masuccio Salernitano "Effetto camera da letto" di Antonio Santoro e "Frammenti di pensieri" di Andrea Gennarelli, pubblicati entrambi da Giovanna Scuderi editrice. 


E’ un omaggio all’universo dell’arte quello di “Effetto camera da letto” del cardiologo napoletano Antonio Santoro. Un omaggio che esplora il genere giallo, con i suoi ingredienti tradizionali, catturando fin dalle prime pagine l’attenzione del lettore, tra misteri da scoprire e colpi di scena nel mondo dei collezionisti d’arte, tra truffatori e critici d’arte, a partire dall’immaginario furto della Camera da letto di Van Gogh, che ritrae la stanza dell’artista nella Casa Gialla di Arles dove si era rifugiato. Il protagonista del romanzo infatti,  antiquario, specializzato in falsi d’autore, sceglierà di sfidare sè stesso, provando a rubare la celebre opera custodita nel Museo D’Orsay. Ma l’impresa si rivelerà più difficile del previsto. Con la prefazione del giornalista RAI Gianni Maritati.

 

 



La raccolta “Frammenti di pensieri” del critico cinematografico Andrea Gennarelli è un viaggio tra riflessioni intense e autentiche, dove ogni pensiero è una tessera che compone un disegno più grande: la vita, osservata da vicino e compresa nel suo insieme. Un itinerario che diventa un piccolo manuale per affrontare il nostro tempo e le tempeste di fronte alle quali ci pone sempre la vita. Un itinerario che è innanzitutto un invito a cogliere le piccole gioie quotidiane, a cercare la luce anche nelle difficoltà, quella luce che c’è sempre alla fine del tunnel, a ritrovare ciò che si nasconde nella nebbia, accettando le proprie fragilità, le cadute, i momenti bui, convinti che è sempre possibile rinascere, senza mai dimenticare che ci sono ali pronte a sostenerci, dalla fede all’amore delle persone a noi care. 

 



Dopo gli interventi di Diana De Bartolomeis, presidente dello Yachting Club di Salerno, di Patrizia De Bartolomeis, presidente regionale ANILS Campania, e della editrice Giovanna Scuderi, il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana .it Alfonso Bottone dialogherà con gli autori. Letture delle pagine dei due libri affidate all’attrice Maria Staiano.


Per saperne di più consultare la pagina facebook @incostieraamalfitana.it o su Instagram incostieraamalfitana.it

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

 

“Le pievi del territorio spezzino: Santa Margherita di Baccano, Santa Maria Assunta di Bolano, San Martino di Follo, Sant’Andrea di Sarzana e altre”

Venerdì 16 ottobre ore 17.00 conferenza a cura di Giampaolo Chiappini Carpena al Museo Civico “Etnografico “Giovanni Podenzana” in collaborazione con il Centro Culturale Il Porticciolo



Il Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” della Spezia presenta “La devozione in Liguria e alla Spezia”, un ciclo di incontri gratuiti dedicati alla storia, all’arte e alle tradizioni della devozione religiosa nel territorio ligure e spezzino. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Centro Culturale Il Porticciolo e si propone di valorizzare un patrimonio spirituale e culturale di grande rilievo, attraverso il contributo di studiosi ed esperti.

Il prossimo appuntamento è previsto per venerdì 16 ottobre alle ore 17.00 a cura di Rina Gambini dal titolo “Le pievi del territorio spezzino: Santa Margherita di Baccano, Santa Maria Assunta di Bolano, San Martino di Follo, Sant’Andrea di Sarzana e altre”.  Le antiche pievi dell’epoca medievale sono sparse su tutto il territorio della Provincia della Spezia, in particolare nei borghi decentrati, e costituiscono un patrimonio di elevato valore spirituale per le popolazioni locali oltre che una testimonianza storico-artistica di enorme importanza. Sono molte e tutte degne di nota.

 




L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Info e prenotazioni Museo Civico Etnografico Giovanni Podenzana

via del Prione 156 - La Spezia 

 Tel. 0187.727781

museoetnografico.segreteria@comune.sp.it - etnografico.museilaspezia.it

www.facebook.com/museo.etnografico.sp; 

Ig @museoetnograficosp

La Spezia celebra Sauro Cavallini con l’esposizione “Inno alla Vita”

 Dal 14 ottobre al 30 novembre Piazza Europa ospita sei sculture monumentali in bronzo dell’artista spezzino

 



La Spezia, 14 ottobre 2026 – Il Comune della Spezia rende omaggio a Sauro Cavallini, artista spezzino e tra i protagonisti della scultura italiana della seconda metà del Novecento, con la mostra “Inno alla Vita. L’opera di Sauro Cavallini alla Spezia”, inaugurata oggi alla presenza del Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, della Dirigente dei Servizi Culturali Rosanna Ghirri, delle curatrici Tania Calenda direttrice dell’Associazione Sixteen Art & More, Maria Anna Di Pede direttrice del Centro Studi Cavallini e Teo Cavallini presidente del Centro Studi Cavallini.


L’esposizione, inaugurata oggi, resterà fruibile fino al 30 novembre.


Un progetto espositivo di grande impatto, che porta nel cuore della città sei monumentali sculture in bronzo di Sauro Cavallini, celebrandone l’opera nel decimo anniversario della scomparsa e, soprattutto, ricostruendo il profondo legame tra l’artista e La Spezia, sua città natale.
Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Sauro Cavallini è uno dei protagonisti della scultura italiana del Novecento, un grande artista spezzino che ha saputo affermarsi a livello internazionale, portando le proprie opere nelle più importanti città europee, ma che ha sempre mantenuto un profondo legame con la città che gli ha dato i natali. Con questa nuova mostra, nel decimo anniversario della sua scomparsa, vogliamo celebrare proprio questo legame, attraverso un simbolico ritorno dell’artista alla Spezia. Un’esposizione che rappresenta un vero e proprio inno alla vita, attraverso opere che raccontano la forza dell’amore, il desiderio di libertà, la speranza e la capacità dell’uomo di superare i propri limiti, rendendo l’arte accessibile gratuitamente a cittadini e turisti. Ringrazio il Centro Studi Sauro Cavallini, l’Associazione Sixteen Art & More e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa importante iniziativa, che arricchisce ulteriormente l’offerta culturale della nostra città”.
La mostra, ideata dal Centro Studi Sauro Cavallini in collaborazione con l’Associazione Sixteen Art & More e il Comune della Spezia, nasce con l’obiettivo di restituire simbolicamente Cavallini alla sua città attraverso un’esposizione monumentale en plein air.
La scelta di Piazza Europa, nello spazio antistante Palazzo Civico, assume un particolare valore simbolico: le opere entrano direttamente nel tessuto urbano e nella quotidianità della città, creando un dialogo tra scultura, architettura e spazio pubblico. Il progetto vuole così rappresentare una sorta di incontro tra Cavallini e La Spezia, un ritorno nella città che gli diede i natali e alla quale l'artista rimase profondamente legato.

 


 


Il percorso comprende Balletto multiplo del 1984, Amore Universo del 1974, i due Titani del 1968, Icaro del 1983 e Centauro del 1967: sei presenze monumentali che saranno distribuite in differenti punti di Piazza Europa secondo un allestimento pensato per instaurare un rapporto diretto con l’ambiente circostante.
Al centro della ricerca di Cavallini ricorrono alcuni grandi temi universali: l’amore, la pace, la speranza, la libertà, il mito e il movimento. Le sue figure, spesso allungate e dinamiche, sembrano sfidare il peso stesso del bronzo, traducendo nella materia tensioni, slanci ed equilibri. La danza, le storie della mitologia classica e l’amore inteso come forza capace di unire gli esseri umani attraversano l’intera produzione dello scultore.
In Balletto multiplo, tre figure sinuose si intrecciano in una composizione costruita sul movimento e sull’equilibrio, espressione dell’interesse costante dell’artista per la danza e per la possibilità di trasferirne nel bronzo leggerezza ed eleganza. Amore Universo mette invece in scena due figure che si fondono in un abbraccio, traducendo plasticamente l’idea dell’amore come fratellanza, pace, condivisione e unione tra i popoli.
Il mito diventa protagonista con i Titani, figure verticali e cariche di energia che rimandano alla forza primordiale dei personaggi della mitologia greca, uno dei riferimenti costanti nella ricerca di Cavallini. In Icaro, il protagonista è raffigurato nell’istante dello slancio verso il volo: per Cavallini diventa simbolo di libertà, coraggio, determinazione e capacità dell’uomo di superare i propri limiti. Centauro, infine, traduce nella tensione della figura il confronto tra natura istintiva e razionalità, tra aggressività e saggezza.


L’esposizione acquista un significato particolare proprio per il rapporto biografico dell’artista con La Spezia. Cavallini, che nel 1978 ricevette la “Fronda d’Oro”, torna idealmente nella propria città attraverso alcune delle opere che meglio rappresentano il carattere monumentale della sua produzione e il linguaggio universale sviluppato nel corso della sua attività.


Con la mostra Inno alla Vita, l’arte esce dagli spazi espositivi tradizionali e incontra direttamente cittadini e visitatori, trasformando per oltre un mese Piazza Europa in un percorso dedicato alla scultura contemporanea e offrendo l’occasione di riscoprire la figura e la ricerca artistica di un importante autore nato alla Spezia.


La Città della Spezia aveva già promosso, in occasione delle celebrazioni cittadini per il Giorno della Memoria 2026, l’esposizione “Sauro Cavallini. L’opera di un internato” che aveva riscosso un grande apprezzamento di pubblico, dedicata alle sue sculture e alla sua testimonianza artistica nata dall’esperienza dell’internamento del 1943.

 

 


 


Sauro Cavallini – Biografia
Sauro Cavallini nasce alla Spezia il 4 marzo 1927. Trasferitosi con la famiglia a Firenze, sviluppa da autodidatta il proprio interesse per la scultura e, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, avvia un’intensa attività espositiva in Italia e all’estero. Nel corso della sua carriera realizza numerose opere monumentali in bronzo e ottiene importanti riconoscimenti. Nel 1965 vince il Primo Premio per la scultura al XVI Premio Internazionale del Fiorino d’Oro di Firenze; nel 1978 riceve a Genova la Fronda d’Oro, destinata a personalità che, pur vivendo altrove, onorano la Liguria. Tra le sue opere più note figurano il Monumento alla Pace di Firenze, Inno alla Vita, commissionato dallo Stato italiano e collocato nel 1991 presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, il Monumento a Colombo realizzato per Expo ’92 a Genova e Fraternità, inaugurata nel 2000 a Montecarlo. La sua ricerca artistica è caratterizzata da figure dinamiche e slanciate, da un forte senso del movimento e da temi ricorrenti quali la pace, l’amore, la libertà, la fratellanza e il mito. Ha esposto, tra gli altri luoghi, a Parigi, Londra, Zurigo e in numerose sedi italiane. Negli ultimi anni si ritira nel proprio studio di Fiesole, dove muore il 27 luglio 2016. La sua opera continua a essere valorizzata dal Centro Studi Sauro Cavallini.

 

 INFO:
Titolo: “Inno alla Vita. L’opera di Sauro Cavallini alla Spezia” 
Periodo di esposizione: 14 ottobre – 30 novembre 2026 
Luogo di esposizione: Piazza Europa, La Spezia
A cura di: Centro Studi Cavallini – Direzione artistica: Tania Calenda
Collaborazioni: Sixteen Art & More, Comune della Spezia 
Contatti

Centro Studi Cavallini
art@saurocavallini.it
www.saurocavallini.com
Opere esposte

Sauro Cavallini, Balletto multiplo, 1984
Bronzo, cm 260 × 280 × 250 – Fiesole, Centro Studi Cavallini.
Sauro Cavallini, Amore Universo, 1974
Bronzo, cm 230 × 350 × 170 – Fiesole, Centro Studi Cavallini.
Sauro Cavallini, Titani, 1968
Bronzo, due sculture: cm 60 × 310 e cm 50 × 210 – Fiesole, Centro Studi Cavallini.
Sauro Cavallini, Icaro, 1983
Bronzo, cm 200 × 220 – Fiesole, Centro Studi Cavallini.
Sauro Cavallini, Centauro, 1967
Bronzo, cm 80 × 338 × 85 – Fiesole, Centro Studi Cavallini

 

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Arte, cinema e Servizio Civile: alo Complesso Monumentale Sant’Anna dei Lombardi un incontro con l’artista Nicholas Tolosa e il regista Umberto Santacroce


  

Una giornata dedicata all’arte, alla cultura e ai nuovi linguaggi della narrazione, per avvicinare le nuove generazioni al patrimonio artistico del territorio e offrire occasioni di confronto diretto con i protagonisti del mondo della creatività. È questo il senso dell’iniziativa in programma lunedì 19 ottobre 2026, presso il Complesso Monumentale Sant’Anna dei Lombardi in piazza Monteoliveto 5, a Napoli.
 

Al centro dell’incontro ci sarà alle ore 15:30, la proiezione del docufilm “Nicholas Tolosa – Il pittore degli sguardi”, realizzato da Umberto Santacroce, un’occasione per conoscere più da vicino il percorso artistico di Tolosa e approfondire il rapporto tra arte e narrazione cinematografica. L’appuntamento rappresenterà anche un momento di dialogo e condivisione di esperienze e professionalità con i giovani e le giovani del Servizio Civile Universale.


La giornata si inserisce nel percorso formativo del Servizio Civile Universale, inteso non soltanto come
esperienza di impegno e partecipazione, ma anche come opportunità di crescita personale, scoperta e acquisizione di nuove competenze.
 

L’iniziativa si arricchisce inoltre della possibilità di visitare, fino alla fine di novembre, una mostra di opere di Nicholas Tolosa allestita nella stessa chiesa di Sant’Anna dei Lombardi. Un’occasione per il pubblico e per i giovani volontari di entrare in contatto diretto con il linguaggio dell’artista e approfondirne la ricerca attraverso le opere esposte.


Il complesso monumentale Sant’Anna dei Lombardi è una delle sedi di accoglienza della rete Proodos, cooperativa sociale impegnata da oltre vent’anni nella costruzione di reti tra organizzazioni non profit, istituzioni e comunità del territorio. La gestione del complesso è affidata alla Cooperativa Sociale ParteNeapolis, parte del gruppo cooperativo Proodos, che opera per favorire la cura, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio storico e artistico della città, sotto la guida del presidente Mario Sicignano e della vicepresidente Ambra Giglio.


Un ruolo importante è svolto anche dalle responsabili di sede Flora Vaccaro, Marina Calitri e Immacolata De Marco, punti di riferimento per i 18 operatori e operatrici volontari/e impegnati presso la sede.


L’appuntamento rientra nel programma di intervento promosso da Proodos, “L’A.R.C.A. – Ambiente, Risorse Culturali ed Artistiche”, che coinvolge complessivamente circa 30 giovani e mira a sviluppare una proposta di turismo culturale, sociale e ambientale sostenibile per Napoli e la sua provincia, attraverso la valorizzazione del patrimonio e il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni.
 

La formazione diventa così uno strumento per costruire un legame più consapevole tra i giovani, la cultura e il territorio: incontrare artisti, conoscere esperienze professionali e scoprire luoghi di valore storico e artistico significa aprire nuove prospettive di partecipazione e contribuire alla trasmissione del patrimonio culturale alle generazioni future.

Informazioni utili

Evento: incontro con Nicholas Tolosa e Umberto Santacroce e proiezione del docufilm “Nicholas
Tolosa – Il pittore degli sguardi”.

Data: lunedì 19 ottobre 2026.

Orario: 15:30.

Luogo: Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi, piazza Monteoliveto 5, Napoli.

Mostra: opere di Nicholas Tolosa visitabili nella chiesa fino alla fine di novembre 2026.

Destinatari dell’incontro formativo: giovani del Servizio Civile Universale.

 

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Una Scuola di Archeologia per giovani ricercatori - A Pompei rinasce il sogno di Giuseppe Fiorelli

Il Parco Archeologico avvia una rete con gli Atenei italiani per offrire tirocini di alta formazione sul campo, complementari ai percorsi di dottorato e specializzazione

 


 

 Rinasce nel cuore della città antica il sogno di Giuseppe Fiorelli, considerato uno dei più illuminati direttori degli Scavi: fare di Pompei un grande laboratorio di formazione e ricerca sul campo. A oltre 150 anni dalla sua intuizione, il Parco Archeologico di Pompei rilancia quella visione con “La Scuola di Pompei”, un progetto sviluppato in sinergia con gli Atenei italiani per offrire a giovani studiosi un’esperienza di alta formazione direttamente nel contesto archeologico pompeiano.
Nel 1866 Fiorelli fondò a Pompei la prima “Scuola di Archeologia”, poi nota come “Scuola di Pompei”, con l’ambizione di trasformare il sito in un luogo privilegiato per la formazione sul campo dei giovani archeologi. L’esperienza ebbe tuttavia vita breve a causa della scarsità di risorse, strutture e allievi, restando nella storia dell’archeologia italiana come una grande opportunità incompiuta. L’archeologo e Sovrintendente di Pompei dal 1977 al 1982, Fausto Zevi, la definì un’«eccezionale occasione» formativa, accompagnata dall’«amara […] certezza di una grande occasione perduta».
Quell’esperienza si inseriva nel clima dell’archeologia europea dell’Ottocento, segnato dalla nascita di grandi istituti di ricerca nei principali centri del mondo classico. Una medesima aspirazione avrebbe condotto, nel 1909, alla fondazione della Scuola Archeologica Italiana di Atene, divenuta nel tempo un importante centro internazionale di ricerca e formazione.
Oggi il progetto del Parco per la realizzazione di un campus nell’area di San Paolino consente di riprendere e attualizzare l’intuizione di Fiorelli. Biblioteca, foresteria, deposito-laboratorio e spazi dedicati alla ricerca e alle mostre temporanee formeranno il nucleo di una nuova Scuola di Pompei, pensata come luogo permanente di alta formazione e ricerca archeologica.
Non si tratta, dunque, semplicemente di recuperare un progetto del passato, ma di portare a compimento in chiave contemporanea un’intuizione rimasta incompiuta: fare di Pompei non soltanto un luogo da studiare, ma un luogo dove si impara a studiare l’archeologia.
«La nostra Scuola di Archeologia non è in concorrenza con quelle di dottorato o di specializzazione, come lo era 150 anni la Scuola di Fiorelli, ma è ad esse strettamente complementare: proponiamo un’esperienza diretta sul campo per applicare la teoria alla realtà della città antica. Con questo programma vogliamo consolidare il ruolo di Pompei come riferimento internazionale per la ricerca e la formazione, offrendo ai giovani un’opportunità straordinaria: lavorare a stretto contatto con il patrimonio archeologico, i dati della ricerca, i cantieri e le professionalità che operano quotidianamente nel Parco», dichiara il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.
I corsisti saranno coinvolti anche nelle attività di valorizzazione del Parco, compresa l’ideazione di mostre temporanee, trasformando così l’esperienza formativa in un percorso che va dallo studio dei reperti alla restituzione dei risultati al pubblico.
Per il primo anno di attività, il programma formativo sarà dedicato al tema “Gli animali di Pompei”, argomento di ricerca che costituirà anche il nucleo della prossima esposizione del Parco Archeologico.
Saranno messi a disposizione 6 tirocini curriculari destinati agli iscritti a corsi di specializzazione o dottorato presso università italiane nelle discipline di Archeologia, Restauro, Museologia, Storia, Filologia classica, Biologia, Archeozoologia, Storia dell’Arte e settori affini.
Il tirocinio si svolgerà in presenza presso il Parco Archeologico di Pompei, indicativamente tra marzo e aprile 2027, per un impegno complessivo di 150 ore, da completare nell’arco di due mesi. Le attività saranno precedute da un incontro preparatorio di tre giorni.
Ai partecipanti potrà essere offerta, su richiesta, ospitalità presso la foresteria del Parco. Al termine del percorso formativo sarà inoltre corrisposta a ciascun candidato un’indennità di 700 euro.


Il bando è consultabile sul sito www.pompeiisites.org

Le candidature dovranno essere presentate entro il 22 novembre 2026 tramite PEC all’indirizzo pa-pompei@pec.cultura.gov.it, indicando nell’oggetto:
Prima di presentare la domanda, gli interessati dovranno verificare con il proprio Ateneo la compatibilità del tirocinio con il piano di studi. Requisiti, documentazione richiesta e criteri di selezione sono indicati nell’avviso integrale.


Per chiarimenti: pompei.didattica@cultura.gov.it
Le richieste dovranno pervenire entro i 15 giorni antecedenti la scadenza prevista per la presentazione delle candidature.




Parco Archeologico di Pompei
via Plinio
Pompei (Napoli)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA