venerdì 24 aprile 2026

La Spezia Estate Festival 2026

 DAL 1° LUGLIO AL 16 AGOSTO ALLA SPEZIA
IN PIAZZA EUROPA, AL CASTELLO SAN GIORGIO E AL PIN LA SPEZIA
LA SETTIMA EDIZIONE DI
LA SPEZIA ESTATE FESTIVAL

 


 

 
 

IL PROGRAMMA DEGLI SPETTACOLI:
 
1 e 2 luglio
BALLETTO CIVILE – FURIOSO
 
9 luglio
MASSIMO LOPEZ SHOW
 
12 luglio
ROBERTA BRUZZONE – L’EPOCA DELLA RABBIA
 
14 luglio
PAOLO CEVOLI SHOW
 
17 luglio
ROBERTO MERCADINI – ANIMALI UMANI (UN MONOLOGO SU TUTTI NOI)
 
22 luglio
MAX ANGIONI – ANCHE MENO
 
26 luglio
ALESSANDRO BERGONZONI – ARRIVANO I DUNQUE
 
7 agosto
FILIPPO CACCAMO – FUORI DI TELA
 
9 agosto
“AHI MARIA!” Un teatro canzone per Rino Gaetano
 
12 agosto
LUCA BONO – L’ILLUSIONISTA
 
16 agosto
MAX PISU – RECITAL

 

 
Dal 1° luglio al 16 agosto alla Spezia nell’arena all’aperto di Piazza Europa, al Castello San Giorgio e al PIN La Spezia si terrà la settima edizione “LA SPEZIA ESTATE FESTIVAL”, la rassegna che intreccia teatro, danza, comicità, narrazione, musica e illusionismo, dando spazio a protagonisti affermati e nuove voci della scena italiana.
 
Un programma pensato per pubblici di tutte le età, che attraversa linguaggi e sensibilità diverse: dalla danza-teatro di Furioso di Balletto Civile al varietà di Massimo Lopez Show, dalla conferenza-spettacolo L’Epoca della Rabbia con Roberta Bruzzone alla comicità di Paolo Cevoli e Max Angioni, passando per il teatro di narrazione di Roberto Mercadini e l’universo visionario di Alessandro Bergonzoni. Il cartellone prosegue con l’irresistibile comicità di Filippo Caccamo e Max Pisu, l’omaggio musicale e teatrale Ahi Maria! dedicato a Rino Gaetano, fino alla magia scenica di Luca Bono, componendo un percorso ricco e trasversale tra riflessione, intrattenimento, poesia e meraviglia.
 
Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Il festival del teatro estivo all’aperto si espande coinvolgendo tutta la città, con l’organizzazione di splendidi spettacoli in alcune delle location più suggestive del nostro territorio: dalla classica Piazza Europa, alla bellissima cornice del Castello San Giorgio, dove si terrà lo spettacolo di apertura Furioso, che coinvolgerà l’intera struttura fino a concludersi nella suggestiva terrazza affacciata sul Golfo, fino al PIN, dove, immersi nel verde, si svolgeranno le esibizioni di Roberto Mercadini e Max Pisu, che chiuderà la rassegna. Un festival in cui crediamo e su cui continuiamo a investire, che quest’anno si arricchisce ulteriormente con grandi nomi e 12 spettacoli unici distribuiti nell’arco di un mese e mezzo, spaziando dalla danza al teatro, fino alla comicità, con artisti di livello nazionale come Max Angioni e Filippo Caccamo, senza dimenticare l’omaggio musicale con Ahi Maria, dedicato a Rino Gaetano. Un’estate ricca di eventi che, insieme alla rassegna dei concerti e al Festival del Jazz, offrirà a cittadini e turisti straordinarie esperienze dal vivo”.
Il direttore artistico Alessandro Maggi afferma: “La Spezia Estate Festival giunge alla sua settima edizione confermandosi come un appuntamento imprescindibile che trasforma la nostra città in un palcoscenico a cielo aperto. Il cartellone del 2026 è pensato come un percorso emotivo che attraversa generi e linguaggi diversi, con l’offerta di spettacoli accattivanti dalle molteplici sfumature. Quest'anno abbiamo voluto unire importanti maestri del monologo alla fisicità della danza contemporanea, al fascino della magia e all’emozione della musica, coinvolgendo artisti che daranno vita a un programma pensato per un pubblico esigente e appassionato, per intraprendere un viaggio che unisca l’intrattenimento di qualità all’impegno intellettuale, attraverso l’offerta di spettacoli di alto profilo che spaziano dalla risata di pancia alla riflessione profonda, in una città che sempre più sta diventando un polo culturale d’eccellenza per tutta l’estate”.
 
I biglietti per tutti gli spettacoli sono in vendita al Botteghino del Teatro Civico e su Vivaticket, ad eccezione degli spettacoli “L’epoca della rabbia” e “Anche meno”, in vendita su Ticket One.
 
INFO: Botteghino del Teatro Civico (ingresso da Corso Cavour n. 20), aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 12.30 (il mercoledì anche dalle 16 alle 19). Tel. 0187/727521 – email: info@teatrocivico.it
 
Ingresso (per tutti gli spettacoli ad eccezione di “L’epoca della rabbia” e “Anche meno”):
intero 12 euro + prevendita;
ridotto studenti 5 euro;
abbonamento (minimo 5 spettacoli esclusi “L’epoca della rabbia” e “Anche meno”) biglietto a 10 euro; 
“L’epoca della rabbia” – biglietti da 38 euro e 34 euro;
“Anche meno” – biglietti da 49 euro, 44 euro e 39 euro.
 
Di seguito il programma:
 
MERCOLEDÌ 1 e GIOVEDÌ 2 LUGLIO 2026 ore 21.30 – Castello San Giorgio
 
BALLETTO CIVILE
 
FURIOSO
ideazione regia e coreografia Michela Lucenti
drammaturgia Emanuela Serra, Maurizio Camilli
in scena Balletto Civile
 
assistente alla coreografia Alessandro Pallecchi
dramaturg Attilio Caffarena
assistente alla regia Francesco Gabrielli
drammaturgia del suono Daniele Boccardi
costumi Giulia Spattini
luci Lorenzo Diofili
organizzazione Ambra Chiarello
produzione Balletto Civile
con il sostegno di MAB- Maison des Artistes di Bard e di MiC-Ministero della Cultura
 
«E quale è di pazzia segno più espresso che per altrui voler perder se stesso?»
Ludovico Ariosto, Orlando Furioso (XXIV, 1)
 
 
FURIOSO è uno studio sulla fragilità come condizione del contemporaneo, un atto fisico che si fa gesto poetico, un salto nel vuoto in cui la comunità si riconosce specchiata. È una rincorsa prima del lancio, un’esplosione liberatoria, una forma di sopravvivenza collettiva.
Il corpo del performer — spezzato, evanescente, epifanico — è posto al centro del lavoro: un corpo che si espone allo sguardo, che muta nella sua stessa presenza, che porta con sé tutte le sue contraddizioni. Come il poema ariostesco, anche questo corpo è polifonico, attraversato da forze divergenti, da identità che si sovrappongono, da desideri che generano scissioni e nuove possibilità.
Balletto Civile affronta l’Orlando Furioso come un organismo vivo, un poema senza un unico protagonista, in cui la voce passa da un personaggio all’altro come linfa dentro un unico immenso corpo narrativo. Una trama si intreccia nell’altra, e ciò che accade non appartiene mai davvero a uno solo.
Perché parlare oggi di un poema cavalleresco? Perché tornare ad Ariosto, in un mondo che sembra correre in una direzione completamente diversa da quella dei paladini?
Perché — sotto l’armatura — non ci sono eroi, ma esseri in frantumi.
FURIOSO non è uno spettacolo: è un attraversamento. Non è una narrazione: è un dispositivo di percezione. Non è un mito rimesso in scena: è un invito a riconoscere il nostro stesso smarrimento, a trasformarlo, a renderlo fertile.
Perché i miti servono ancora, non per raccontarci un passato antico, ma per aprire varchi nel presente. Per ricordarci che siamo sempre in cerca di un’ampolla, di qualcosa che abbiamo perduto e che forse possiamo ancora ritrovare.
 
GIOVEDÌ 9 LUGLIO ore 21.30 – Piazza Europa
 
MASSIMO LOPEZ SHOW
One Man Show – Musica, Swing, Comicità
con la Jazz Company
direzione musicale: M° Gabriele Comeglio
e con Alessandro e Federico Campaiola
 
produzione Stemal
 
Il nuovo spettacolo di Massimo Lopez nasce come un viaggio dentro il suo mondo artistico più autentico, un percorso in cui musica, ironia e teatro si intrecciano con naturalezza. Un itinerario scenico che restituisce al pubblico la maturità di un interprete capace di sorprendere senza mai forzare, guidato dalla leggerezza intelligente che da sempre ne definisce il linguaggio.
Lo show attraversa le sue voci, i personaggi che hanno accompagnato intere generazioni e nuovi sketch che prendono forma direttamente dal palcoscenico, insieme alla passione profonda per la musica che da anni rappresenta una parte essenziale della sua identità. La Jazz Company, diretta dal M° Gabriele Comeglio, amplifica questa dimensione sonora con arrangiamenti moderni e raffinati, creando un dialogo costante tra ritmo, improvvisazione e presenza scenica.
Nel cast artistico si inseriscono Alessandro e Federico Campaiola, che affiancano Massimo Lopez in scena dando vita a momenti comici e teatrali che arricchiscono il ritmo dello spettacolo.
Tra una canzone e un momento comico, Massimo apre finestre narrative che raccontano l’uomo oltre l’artista: ricordi, sguardi, piccoli dettagli di un percorso che continua a evolversi con eleganza.
 
DOMENICA 12 LUGLIO ORE 21.30 – Piazza Europa
 
Artespettacolo presenta
 
L’EPOCA DELLA RABBIA
Storie di ragazzi che uccidono all’ombra di Narciso
di e con ROBERTA BRUZZONE
CONFERENZA SPETTACOLO CON MUSICHE originali dal vivo
una produzione Artespettacolo srl
 
In questi ultimi anni, come spesso si legge sui principali media nazionali, sono davvero numerosi i casi di giovanissimi coinvolti in brutali omicidi, commessi senza apparente movente, o quantomeno con moventi non “tradizionali”, quali la "vendetta o la cupidigia”.
Parliamo di giovani assassinati da coetanei, di rei confessi di efferati delitti o di stragi familiari. Gravissimi episodi di cronaca nera, che testimoniano – secondo Bruzzone – il profondo senso di inadeguatezza che questi giovani si trovano a vivere. Sentimenti a lungo covati nel buio delle loro menti, mentre rabbia e angoscia nutrivano il loro “sé grandioso”.
Roberta Bruzzone ci porterà ad esplorare il lato oscuro dei ragazzi che uccidono, nella cosiddetta "epoca della rabbia", ricostruendo con precisione chirurgica il percorso psicologico ed educativo che ha portato a simili inquietanti scenari, per trarne moniti utili a decifrare la psiche di questi giovani e sostenere i genitori nel loro complesso compito di educatori. Per evitare che qualcosa di analogo possa accadere ancora.
 
Roberta Bruzzone, laureata a Torino in Psicologia Clinica, perfeziona i suoi studi conseguendo la specializzazione in Psicologia Forense presso l’Università di Genova. La sua formazione nel campo della criminologia prosegue poi all’estero e negli Stati Uniti.
Di professione criminologa Roberta Bruzzone, autrice di libri che trattano, sotto diversi aspetti, il tema della criminologia, è anche un personaggio televisivo molto amato.
A teatro debutta con Favole da incubo, testo tratto dall’omonimo libro, riscuotendo un enorme successo di pubblico.
Il tour teatrale 2025 Delitti allo specchio, che la riporta sui principali palcoscenici italiani, incontra un risultato così favorevole da renderla oggi uno dei personaggi più seguiti del panorama teatrale del nostro Paese.
 
MARTEDÌ 14 LUGLIO ore 21.30 – Piazza Europa
 
Paolo Cevoli in
PAOLO CEVOLI SHOW
 
produzione Duepunti Srl
 
Comico, attore, presentatore e formatore, Paolo Cevoli si definisce imprenditore e manager nel settore della ristorazione con l’hobby del cabaret. Nel 2002 debutta in Tv a Zelig nei panni dell’improbabile assessore romagnolo, confermato poi nel cast fisso di tutte le edizioni successive.
In parallelo inizia il percorso di scrittura teatrale di spettacoli che lo vedono protagonista: La penultima cena, monologo comico e drammatico che narra del cuoco dell’ultima cena di Gesù; Il sosia di lui, inteso come la storia del sosia di Mussolini; Perché non parli?, con le disavventure del garzone balbuziente di Michelangelo Buonarroti e La Bibbia - raccontata nel modo di Paolo Cevoli. Nel 2013 affronta anche la scrittura cinematografica con il soggetto e la sceneggiatura del film Soldato semplice.
I suoi spettacoli raccontano storie personali, aneddoti vissuti e quotidianità in chiave ironica e divertente; tra i suoi ultimi lavori La Sagra Famiglia e la sua ultima produzione La penultima cena.
 
 
VENERDÌ 17 LUGLIO ore 21.30 – PIN La Spezia
 
ANIMALI UMANI (UN MONOLOGO SU TUTTI NOI)
scritto da Roberto Mercadini
con Roberto Mercadini
                   
produzione SILLABA
 
Un animale politico (Aristotele). Un animale dotato di ragione (ancora Aristotele). L’unico animale che parla (Dante). Un animale feroce (Nino Pedretti). La scimmia nuda (Desmond Morris). Una scimmia che sa comportarsi come un insetto. Un animale la cui natura sembra quella di voler forzare i limiti della propria natura.
Molti sono i modi in cui, nel corso dei millenni, Homo sapiens ha tentato di definire se stesso. Questa narrazione racconta l’epopea della nostra specie attraverso alcuni tratti che ci distinguono, perché sono eterni, ma in eterna trasformazione. Una panoramica a tratti vertiginosa, a tratti comica per capire cosa siamo. Cosa ci distingue e cosa ci accomuna agli scimpanzé, alle formiche, ai virus, a una qualunque altra parte della Natura.
Narratore, autore, attore, scrittore, poeta e divulgatore, Roberto Mercadini porta in giro in tutta Italia i suoi monologhi di narrazione che spaziano dalla Bibbia ebraica all’origine della filosofia, dall’evoluzionismo alla felicità.
Il 10 febbraio 2026 è uscito il suo nuovo libro, intitolato Io dico l’Universo. La rivoluzione scientifica e Galileo: lo sconosciuto che sconvolse il mondo. (Ed. Rizzoli)
Dal 2023 è ospite fisso del programma di Rai 3 Splendida cornice, condotto da Geppi Cucciari.
 
MERCOLEDÌ 22 LUGLIO ore 21.30 – Piazza Europa
 
MAX ANGIONI
ANCHE MENO - ROUND FINALE
 
Max Angioni torna in tour nei teatri italiani con il nuovo spettacolo Anche meno, una serata di stand up comedy che unisce autoironia, osservazione del quotidiano e riflessioni esistenziali filtrate attraverso uno sguardo surreale e generazionale.
Dopo il successo dei precedenti live e delle apparizioni televisive, il giovane comico porta in scena un monologo brillante in cui gioca con l’idea di “prendersi meno sul serio”, smontando con leggerezza le grandi ambizioni, i piccoli drammi quotidiani e le aspettative della società contemporanea. Il titolo è già una dichiarazione d’intenti: esagerare, forse... ma anche meno.
Angioni racconta ricordi, prime volte, conquiste personali e domande sul senso della vita, trasformando esperienze comuni in sketch ironici e imprevedibili. Il ritmo è serrato, la scrittura brillante, il coinvolgimento del pubblico costante. Uno spettacolo di comicità contemporanea che parla alle nuove generazioni – e non solo – attraverso uno stile immediato, intelligente e sorprendente.
 
DOMENICA 26 LUGLIO 2026 ore 21.30 – Piazza Europa
 
ARRIVANO I DUNQUE (Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca)
 
di e con Alessandro Bergonzoni
regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
scene Alessandro Bergonzoni
produzione TEATRO CARCANO
 
Dopo il lunghissimo tour di Trascendi e Sali Alessandro Bergonzoni torna in teatro con il suo nuovo spettacolo. “Un'asta dei pensieri dove cerco il miglior (s)offerente per mettere all'incanto il verso delle cose: magari d'uccello o di poeta”.
Un luogo scenico, multifunzionale, dove proseguire la sua ricerca artistica nei territori che in questi anni lo hanno visto partecipare attivamente in prima persona ad avvenimenti sia artistici che sociali. E se in questo nuovo allestimento vogliamo trovare un'altra cifra bergonzoniana, insieme ovviamente alla scrittura comica, dovremo cercarla nella “Crealtà”, altra sua invenzione, che esplicita, in un pensiero che si fa neologismo, la vera tensione morale di questo artista unico: il tentativo di ricreare una realtà che non solo non ci basta più ma che possiamo/dobbiamo reinventare giorno per giorno alla ricerca di un futuro di pace assoluta e definitivamente più accogliente fino alle soglie di nuove percezioni e di altri significati.
Quindi “Arrivano i Dunque” perché i tempi sono colmi e come si chiede Bergonzoni
“Manca poco? Tanto é inutile? Non per niente tutto chiede!”
 
VENERDÌ 7 AGOSTO 2026 ore 21.30 – Piazza Europa
 
E Filippo Caccamo presenta
FUORI DI TELA
con Filippo Caccamo
produzione Talia Media
in collaborazione con il Teatro Verdi di Montecatini Terme ed Essevuteatro di Firenze.
Fuori di tela è uno spettacolo completamente nuovo, un colpo di teatro, firmato Filippo Caccamo, che torna in scena con un progetto originale, inedito e soprattutto irresistibilmente comico.
Con la sua inconfondibile ironia Filippo costruisce un vero e proprio universo scenico dove, partendo dall’arte, si riflette senza accorgersene, e si viene trascinati da un ritmo serrato fatto di gag fulminanti, dialoghi esilaranti, situazioni surreali, musiche originali, personaggi e scenografie sorprendenti. Uno spettacolo comico che alterna momenti di comicità pura a squarci più intimi, senza mai perdere la leggerezza e la sincerità che da sempre contraddistinguono l’artista.
Fuori di tela è un mosaico colorato e imprevedibile, in cui ogni tassello, una canzone, una battuta, un ricordo, una risata, contribuisce a creare un’esperienza teatrale viva, fuori dagli schemi. È una confessione spudorata travestita da commedia, o forse il contrario.
Più che uno spettacolo, un invito a lasciarsi andare. A ridere, a riconoscersi, a guardare anche i propri difetti come parte di un’opera unica e irripetibile, fatta di contraddizioni, sorprese e meravigliose assurdità. Una tela, fuori di tela!
La grande passione per il teatro di Filippo Caccamo lo ha portato fin da giovanissimo a esibirsi nella città natale, Lodi, passando dal palco della scuola superiore alle sale teatrali locali, fino alla scrittura, da completo autodidatta, delle sue prime regie per spettacoli teatrali.
Nel 2015 ha partecipato allo ZeligLab, un passaggio importante per la sua crescita artistica. Da allora, ha portato in scena quattro tour di grande successo, con numerose date sold-out in tutta Italia: Mai Una Laurea (2017-2018), Le Mille e Una Laurea (2018-2019), Tel Chi Filippo (2022-2023) e Le Filippiche (2023-2025), oltre allo spettacolo Apprendista con esperienza (2020).
 
DOMENICA 9 AGOSTO ore 21.30 – Piazza Europa
 
AHI MARIA!
Un teatro canzone per Rino Gaetano
           
drammaturgia Emilio Russo
arrangiamenti musicali e Direzione Artistica Alessandro Nidi
con Andrea Miró, Camilla Barbarito, Laura Frascari, Federica Garavaglia, Francesca Tripaldi, Sofia Weck e Maria Luisa Zaltron
produzione Tieffe Teatro
spettacolo sostenuto da Next Laboratorio delle idee 2025HI MARIA!
 
Ahi Maria! non è un semplice tributo, ma un atto teatrale e musicale che reinventa l’universo di Rino Gaetano. Un teatro-canzone visionario e dissacrante, abitato da un cast interamente al femminile che dà corpo e voce alle figure femminili delle sue canzoni: Berta, Aida, Gianna, Lucia, Maria, Rosita e molte altre.
Ambientato in uno spazio che richiama un cabaret alternativo degli anni ’80, lo spettacolo attraversa il pensiero anarchico e poetico di Gaetano, trasformando le sue canzoni in veri e propri atti scenici. Non un concerto né una biografia, ma un viaggio tra parole e musica, ironia e disincanto.
 
Ispirato al teatro-cantina della Roma degli anni ’70, Ahi Maria! intreccia monologhi, dialoghi e brani iconici per restituire il ritratto di un artista scomodo e visionario, capace di trasformare il disincanto in linguaggio popolare e di raccontare un Paese contraddittorio, vitale, attraversato da utopie e fragilità.
 
MERCOLEDÌ 12 AGOSTO ore 21.30 – Piazza Europa
 
LUCA BONO
L’ILLUSIONISTA
Scritto da Luca Bono
Il primo one man show del giovane talento italiano della magia internazionale Diretto da Arturo Brachetti
con Sabrina Iannece
produzione Muvix Europa
 
Dimenticate il classico mago con cilindro, bacchetta e frac, perché Luca Bono è sì uno straordinario illusionista, ma soprattutto un ragazzo normale in grado di fare cose eccezionali. In scena assisteremo ad un percorso spettacolare e tecnologico tra illusioni di grande effetto scenico ed emotivo, manipolazione di oggetti e close up.
Ma non si tratta di uno show di sole illusioni, bensì di uno lavoro teatrale autobiografico fresco e sorprendente che attraverso la magia veicola un messaggio forte: mai smettere di inseguire i propri sogni; allenamento, determinazione, motivazione possono fare superare gli ostacoli che la vita ci riserva e aiutarci a realizzare anche i desideri più impensabili.
 
Luca Bono, già Campione Italiano di Magia all’età di soli 17 anni e successivamente laureato a Parigi con il Mandrake d’Or, riconosciuto come l'Oscar della magia, è univocamente considerato il talento magico più interessante della sua generazione, interprete del nuovo illusionismo, coinvolgente e contemporaneo. Al suo attivo 450 date in Canada, Francia, Belgio, Svizzera e Italia in due anni di tournée con oltre 400.000 spettatori e 13 puntate di VUUAALÀ! CHE MAGIA!, in onda su Boing in prima serata
La regia de L’Illusionista è di Arturo Brachetti, il maestro internazionale del quickchange, che di Luca è direttore artistico. In alcuni momenti lo spettacolo si avvale di filmati e proiezioni su grandi schermi attraverso i quali il pubblico, anche più lontano, potrà rendersi conto che davvero “non c’è trucco e non c’è inganno” e che il close up e la prestidigitazione, sono tecniche di pura maestria e non consentono di celare trucchi.
La produzione è curata da Muvix Europa, realtà di produzione artistica capace di coniugare l’illusionismo con le più diverse discipline dello spettacolo, per realizzare soluzioni su misura.
 
DOMENICA 16 AGOSTO 2026 ore 21.30 – PIN La Spezia
 
MAX PISU in
RECITAL
 
produzione Duepunti srl
 
Recital di Max Pisu è un One Man Show all’insegna della risata. Un Pisu “multiforme” affronta e smaschera la quotidianità, alternando fantasia e realtà, vissuta in una chiave, come al solito, surreale e divertente. Tanti i temi toccati, tra questi, il rapporto genitori-figli, moglie-marito ecc... Spazio alle risate con le litigate di coppia, dove il “non ricordo” diventa l’unica arma di difesa, in grado di ribaltare la realtà dei fatti, chiudendo con le riflessioni di un anziano che ci parla del passato in un’Italia proiettata nel futuro e ci rivela anche il motivo per cui i pensionati “piantonano” i cantieri. Non manca l’inseparabile Tarcisio che tra le innumerevoli peripezie quotidiane, racconta nuove avventure: la sua squadra di calcio, il suo primo viaggio in aereo, l’ennesimo pellegrinaggio…
 
Max Pisu è un comico, cabarettista e attore. Nasce a Legnano nel 1965. Grazie a Gianni Cajafa arriva alla recitazione comica professionale fino al debutto nel 1991 nel locale milanese “La corte dei miracoli”. Nel 1998 porta per la prima volta il personaggio di Tarcisio, un ragazzo dell’oratorio, a Zelig, dove rimane fino al 2003.
In televisione partecipa inoltre a molte trasmissioni comiche, sportive, sit-com e fiction: tra queste BravoGrazie, successivamente Un disco per l’estate, Un posto al sole, Un ciclone in famiglia, Quelli che il calcio, Don Matteo e Cesaroni 5
In teatro ha portato spettacoli come Tarcisioscopia, Anche alle balene piacciono le carezze, Certe cose ti segnano.
La sua ultima produzione è Affetti Instabili.
Debutta al cinema nel 1999 in La grande prugna, insieme a Enzo Iacchetti, Sandro Ciotti, Natasha Stefanenko e a molti altri protagonisti di Zelig. Partecipa a Chiedimi se sono felice e Tu la conosci Claudia di Aldo, Giovanni e Giacomo.
 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

AHMET GÜNEŞTEKIN. Testimoni del tempo

A cura di Sergio Risaliti
21Art Roma
30 aprile - 15 settembre 2026

 


 


21Art Roma presenta, dal 30 aprile al 15 settembre 2026, la mostra personale di Ahmet Güneştekin, a cura di Sergio Risaliti: un progetto inedito dedicato ai Testimoni del tempo che abitano la memoria condivisa dell'umanità.

La storia, infatti, non vive solo nei testi, ma anche negli strati più profondi delle pietre, dei miti e della memoria umana. Nelle opere di Güneştekin, figure mitologiche, simboli sacri ed echi di antiche civiltà riaffiorano come archetipi della memoria collettiva: testimonianze che hanno attraversato il tempo per giungere al presente.

A Roma, città stratificata per eccellenza, la mostra dialoga con lo spirito del luogo, richiamando attraverso strutture geometriche ed elementi circolari un tempo ciclico, in cui il passato non scompare mai del tutto, ma continua ad esistere sotto altra forma.

Testimoni del tempo richiama alla memoria i silenziosi testimoni della storia umana, ricordandoci che le civiltà possono crollare, le città possono svanire e gli imperi possono dissolversi nell'oscurità della storia, eppure la memoria condivisa dell'umanità continua a vivere all'interno di immagini e simboli.

Il percorso espositivo comprende una selezione di opere a tecnica mista, tra cui sette ceramiche della serie Twilight Memories. È inoltre esposto il grande Atlante del mondo (2026), un alto rilevo circolare la cui composizione a spirale richiama l'obiettivo di una macchina fotografica analogica, che coinvolge lo spettatore con la sua superficie specchiante. Completano la mostra nove opere ad olio su tela (realizzate con una tecnica particolare secondo la quale il pennello scava minuziosamente la materia pittorica mimando il punto di un arazzo), riproduzioni in bronzo di antiche monete dell'epoca di Costantino, alcuni lavori realizzati con tessuto ricamato e tre rilievi a parete che evocano la tradizione orientale.

21Art Roma (viale della Repubblica, 3, Villorba) è aperta al pubblico da lunedì a sabato con orario 10.00-19.30; chiuso 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno e 29 giugno (San Pietro e Paolo). Per informazioni: T. +39 06 69923801, roma@21art.it, https://twentyoneart.com/. Ingresso gratuito.

Nato nel 1966 a Batman, in Turchia, Ahmet Güneştekin è noto per la sua pratica artistica multidisciplinare, influenzata dalla cultura tramandata oralmente, dalla mitologia e dalla memoria collettiva. Attraverso la sua produzione pittorica, scultorea, installativa e video, le sue opere si concentrano su temi quali l'assenza, la memoria, la migrazione, l'identità e la contro-memoria. Unendo immagini mitologiche a interpretazioni sociali e storiche contemporanee, Güneştekin affronta la memoria non solo come un aspetto del ricordo, ma anche come un luogo politico e spaziale di conflitto. Nella sua installazione del 2017 Yoktunuz (Eravate Assenti), Güneştekin ha sviluppato narrazioni spaziali della memoria, creando un potente linguaggio visivo per storie che sono andate perdute, soppresse o rese invisibili. Nella mostra del 2022 Gâvur Mahallesi (Infidel Quarter), ha riunito sculture, installazioni e opere video incentrate su migrazione, esodi forzati e fratture culturali. Nel 2025, la sua mostra Kayıp Alfabe (Alfabeto perduto), presentata all'Artİstanbul Feshane di Istanbul, ha esplorato le tracce di linguaggi, simboli e racconti perduti attraverso materiali quali la pietra e il metallo, rivelando gli strati materiali e archeologici della memoria. Nello stesso anno, la mostra Yoktunuz ha aperto i battenti alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, rivisitando i temi dell'invisibilità e della memoria in un contesto internazionale e rafforzando ulteriormente il linguaggio universale e la profondità concettuale della sua pratica artistica. Ahmet Güneştekin ha presentato mostre in musei, gallerie, fiere d'arte e biennali in molte città del mondo, tra cui Berlino, New York, Venezia e Vienna. Oggi le sue opere fanno parte di importanti collezioni istituzionali e private sia in Turchia che a livello internazionale. L'artista sta attualmente ultimando le opere per la mostra «Sessizlik» (Silenzio), che aprirà i battenti il 6 maggio 2026 a Palazzo Gradenigo a Venezia, un edificio storico di proprietà dell'artista e attualmente in fase di restauro. L'edificio fungerà da sede veneziana della Fondazione Güneştekin. Nei prossimi anni, si prevede di ospitare mostre internazionali ed eventi culturali, operando come una piattaforma artistica molto attiva. Questa iniziativa rappresenta un passo importante nell'espansione della pratica artistica di Güneştekin su scala globale e nel rafforzamento del dialogo interculturale.

21Art è una società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell'imprenditore Davide Vanin. Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente tre e hanno sede a Roma, Padova e Treviso. È inoltre imminente l'apertura a Montecarlo e sono previste per il 2027 le inaugurazioni delle sedi Milano, Cortina d'Ampezzo e Jesolo. Ogni galleria crea la propria identità attraverso un intenso programma espositivo che prevede approfondimenti dedicati ad artisti emergenti e ad autori consolidati apprezzati a livello internazionale. Ad ogni sede di 21Art è affiancato un Club - 21Art Club - ovvero un'innovativa community di collezionisti, artisti e operatori di settore. La diffusione delle gallerie di 21Art sul territorio, unita alla presenza di una solida e fidelizzata community di collezionisti, consente di condividere un sostegno strutturato e duraturo agli artisti. Questo modello favorisce un dialogo virtuoso tra artista, collezionista e territorio, rafforzando nel tempo un ecosistema culturale dinamico e condiviso. Le sedi di 21Art sono state oggetto di interventi ristrutturazione o riallestimento da parte del collettivo Fosbury Architecture, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

IncontriAMO la Musica - ANTONIO POMPA BALDI

 GESTIONE MUSICA        SALERNO CLASSICA

IncontriAMO la Musica

PIANOSALERNOFORTE

 

 Salerno 11- 24 aprile 2026

Salerno Teatro Pasolini

Presenta

ANTONIO POMPA BALDI


Salerno, venerdì 24 aprile Teatro Pier Paolo Pasolini ore 20 – biglietto PostoRiservato  euro 13 + Diritti.  Info.: cell.:+39 3928435584 - salernoclassica@gmail.com www.agmusica.it


 

Antonio Pompa-Baldi: Angeli e Demoni

Gran finale, domani venerdì 24 aprile, alle ore 20, presso il teatro Pier Paolo Pasolini, il festival pianistico ideato da Costantino Catena e organizzato dall’Associazione Gestione Musica di Francesco D’Arcangelo. Chiusura affidata al pianista Antonio Pompa Baldi che ha in programma “Sguardi sulla Divina Commedia” che è un insieme di 25 pezzi, composto da Roberto Piana, la Suite Bergamasque di Claude Debussy e Gaspard de la nuit di Maurice Ravel

 

Ultimo appuntamento per  PianoSalernoForte, il festival pianistico che, si è confermato come uno degli appuntamenti di riferimento dedicati al pianoforte nel panorama musicale nazionale, ideato e diretto dal pianista Costantino Catena e realizzato dall’ Associazione Gestione Musica, presieduta da Francesco D’Arcangelo, grazie al sostegno del Ministero MIC, della Regione Campania, patrocinato del comune di Salerno, in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano e la Yamaha con Santarpino pianoforti quale sponsor tecnico. che per questa edizione mette a disposizione un pianoforte da concerto CFX di nuova generazione. Concerto precedente di grande prestigio con il pianista Francesco Nicolosi e il violoncellista Andrea Noferini, i quali hanno aperto mettendo in luce straordinarie possibilità vocali e una ricerca raffinata di sonorità adatte all’atmosfera martucciana delle Due romanze per violoncello e pianoforte, op. 72. In particolare, ha controllato nei pianissimi la quantità di armonici, permettendo al suono di espandersi anziché schiacciarsi o svanire, creando così un ambiente pudico e fecondo che ha valorizzato la preziosa voce del violoncello, un prezioso Scarampella del 1909. Questa attenzione ha consentito di esprimere al meglio il grande catalogo del canto, con l’Adagio con Variazioni di Ottrino Respighi dal tema straordinariamente liquido e misterioso. Sicuramente, il suono italiano del violoncello di Andrea Noferini si percepisce chiaramente, come ha dimostrato l’esecuzione della Sonata di Francesco Cilea, rivelando tutto l’amore autentico che il violoncellista nutre per il suo strumento. Un amore espresso attraverso una ricerca instancabile di pesi sonori mirati, soprattutto nel lato strofico, dando vita a un gioco di specchi che si traduce in un memorabile sviluppo linguistico. Francesco Nicolosi ha donato il celeberrimo Notturno n°1 di Martucci, quasi abbandonandosi al soffio di un’utopia. Questo ha permesso di restituire all’ascoltatore la purezza di tutte le idee del compositore, non solo musicali, ma anche poetiche, leggendarie, quotidiane; insieme alle figure, ai caratteri e alla vita nel suo fluire multiforme, in modo così genuino e autentico, prima dei due bis a sorpresa tra gli applausi.

Concerto di chiusura per questo quarto appuntamento, con i precedenti concerti seguiti da un pubblico eterogeneo e partecipativo quale quello che da anni segue i due organizzatori, previsto per domani, venerdì 24 aprile, al Teatro Pier Paolo Pasolini di Salerno, che alle ore 20, ospiterà il pianista Antonio Pompa-Baldi ha scelto per il suo concerto salernitano di proporre musica ispirata a programmi letterari. Il concerto verrà aperto da “Sguardi sulla Divina Commedia” che è un insieme di 25 pezzi, composto da Roberto Piana nel 2021, diviso in tre parti: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Nell’ Inferno, che ascolteremo, il compositore usa un linguaggio armonico violentemente dissonante, in cui vengono inseriti effetti onomatopeici e il rumore. L’incipit presenta la “voce" di Dante. Piana riprende il tema della Passacaglia e Fuga in do minore di Bach, utilizzandolo in forma retrograda. Di questa opera saranno eseguiti i nove numeri dell’Inferno, ovvero Mosè, Cleopatra, Cerbero, Fortuna, Messo Celeste, Epicuro, Arpie, Penelope e Lucifero. "Inferno" termina con un accordo enigmatico e dissonante di seconde minori, che simboleggia il trionfo sulla difficoltà. Seguirà la Suite Bergamasque di Claude Debussy, che può essere considerata un omaggio al barocco e alle nostre maschere, visto che la “Bergamasca” è una danza popolare del XVI secolo, della patria di Arlecchino e Brighella. Il titolo deriva dal verso “que vont charmants masques et bergamasques” della poesia di Paul Verlaine “Clair de Lune”. La Suite Bergamasque è un lavoro ove la rigorosa metrica barocca lascia il campo a un gioco di chiaroscuri: tonalità poco definite e sfumate nei cromatismi e ritmo ingannevole per l’uso continuo del “rubato”. L’opera è in quattro movimenti : il Preludio, giocoso e vivace, caratterizzato da forti contrasti, si ispira al modello dei preludi barocchi, il Minuetto, vivace e leggero diventa, con i suoi colori armonici, quasi un arabesco. Il clair de lune contrassegnato come Andante, molto espressivo, schizza un’atmosfera onirica e malinconica, un moonlight. Il Passepied, guarda alla danza bretone, trattata da Debussy con agilità e vivacità, in particolare con la mano sinistra, che suona una linea, quasi continua, di crome. Anche Gaspard de la nuit di Maurice Ravel è musica da vedere. A ispirarlo sono i poemetti di Aloysius Bertrand, declinati in un compiaciuto gusto del fantasmagorico e del macabro. Ravel ne sceglie tre: Ondine è una creatura fantastica, una ninfa. La scrittura rende udibile l’acqua, fatta di  mulinelli, scrosci e sgocciolii. Le gibet è la forca. Il cadavere di un impiccato dondola fuori dalle mura di una città. Sotto, una campana ripete il suo lugubre rintocco mentre il tramonto infiamma la scena. Scarbo, è un brano energico, con frequenti note ribattute e in crescendo, come il folletto notturno, vispo e dispettoso, che appare e scompare.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

RUKELI vince ai Corti d’Argento, il corto di animazione di ALESSANDRO RAK nato nei laboratori di Scampia: la storia del pugile sinto ancora oggi prende a pugni ogni discriminazione



 

Da un’idea nata a Scampia, periferia nord di Napoli, dall’associazione chi rom e…chi no con un gruppo di ragazzi rom e napoletani, durante il percorso di ricerca azione internazionale Tracer sulle tracce del Porrajmos/Samudaripen. Il corto racconta la storia del pugile sinto che prese a pugni il nazismo. Attraverso gli occhi dei ragazzi Rukeli diventa il simbolo di tutte le storie di oppressione e di riscatto e ancora oggi combatte contro ogni forma di discriminazione.
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NAPOLI, 23 APRILE 2026 – Rukeli vince i Nastri d’Argento 2026 come Miglior corto di animazione. Il corto è diretto da Alessandro Rak, nato a Scampia nei laboratori di chi rom e…chi no con un gruppo di ragazzi napoletani e rom, scritto da Biagio di Bennardo e Emma Ferulano. Prodotto da AntropicA, Rukeli è una co-produzione Sideways Studios, Film i Väst in associazione con Mad Entertainment, in collaborazione con Rai Cinema, realizzata con il supporto di Film Commission Regione Campania, distribuzione a cura di Premiere Film e ha visto la sua prima proiezione mondiale alla 82° Mostra Internazionale dʹArte Cinematografica della Biennale di Venezia, sezione Orizzonti Corti come unico Fuori Concorso. Da allora continua a vincere prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio Corti Animazione al RIFF – Rome Independent Film Festival e ora i Corti d’Argento.

Per chi rom e…chi no, la vittoria ai Nastri d’Argento, non è solo di un importante riconoscimento ma un forte simbolo: Rukeli, il pugile sinto tedesco Johann Wilhelm Trollmann che prese a pugni il nazismo, continua a lottare con forza contro ogni forma di discriminazione ancora oggi. “Dedichiamo questo premio in particolare a tutti i giovani rom, di Scampia d'Italia e d'Europa, che subiscono discriminazioni quotidiane e a cui vengono sistematicamente negati i diritti, all'infanzia, alla cittadinanza, all'abitare, a sognare. Per il diritto all'esistenza e al riconoscimento di minoranze e di comunità antiche, radicate, pacifiche, accoglienti, portatrici di valori e saperi unici, con cui siamo orgogliosi di condividere da lungo tempo un cammino di lotta e resistenza, faticoso e ancora con molta strada davanti”, dicono Barbara Pierro, Emma Ferulano e Biagio Di Bennardo di chi rom e…chi no.

Il corto è nato a Scampia, periferia Nord di Napoli, da un’idea dell’associazione chi rom e…chi no che da 20 anni opera sul territorio, durante i laboratori svolti insieme a un gruppo di ragazzi rom e napoletani. Un lavoro durato mesi che è arrivato sul grande schermo grazie alla regia e al tocco magico di Alessandro Rak. Il corto è un piccolo gioiello di animazione e poesia, che diventa il simbolo di tutte le storie di oppressione e di riscatto. È dedicato alla piccola Michelle Seferovic, morta il 13 gennaio 2024 nel campo di Giugliano (Napoli), vittima innocente dell’abbandono e della discriminazione razziale.


 

TRAILER RUKELI

La nascita del progetto a Scampia - Rukeli è un film che nasce dal percorso collettivo Tracer - Transformative Roma Art and Culture for European Remembrance, progetto europeo di ricerca-azione e di costruzione comunitaria della memoria dell’olocausto delle minoranze rom e sinti in Italia e in Europa, finanziato dal programma Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori (CERV) della Commissione Europea. In Italia il percorso è stato realizzato nelle città di Napoli, Bologna e Firenze con capofila Alma Mater Studiorium Università di Bologna, Dipartimento di Scienze dell'Educazione. A Napoli, il progetto è stato realizzato dall’associazione chi rom e…chi no che da oltre 20 anni realizza interventi pedagogici, sociali interculturali con le comunità rom, che ha coordinato un gruppo di giovani rom e non di Scampia e di Giugliano. Il gruppo è andato sulle tracce del Porrajmos/Samudaripen durante il quale ci fu il genocidio di 500mila rom e sinti nei campi di sterminio destinati agli “zingari” dal 1936 al 1945.  Il racconto del genocidio dei rom per mano dei nazisti è iniziato come una favola macabra in un passato fumoso e senza un immediato collegamento con le esperienze di vita dei giovani coinvolti. Attraverso incontri di formazione con esperti, laboratori, approfondimenti storici, l’utilizzo di materiali audiovisivi e la raccolta di testimonianze dirette, in particolare di esponenti delle comunità rom e sinte di altre regioni d’Italia, e infine grazie al viaggio ad Auschwitz con il gruppo internazionale di Tracer, si sono materializzate le parole dolorose, la sofferenza indicibile, le storie di comunità disgregate e di vite colpite a morte da un disegno istituzionale atroce, che oggi finalmente e faticosamente si cercano di portare alla luce. I ragazzi e le ragazze scoprono e si innamorano della storia di un pugile sinto tedesco, Johann Wilhelm Trollmann, soprannominato Rukeli che vuol dire albero nella lingua romanès, chiamato così per la sua statura imponente e i capelli ricci, e anche Gipsy, soprannome che si farà cucire sui pantaloncini.

 

La storia di Rukeli contro le discriminazioni - Rukeli è un sinto, cioè appartenente alla piú ampia comunità romanès, che diventa campione nazionale dei pesi mediomassimi in Germania, in un momento storico in cui la boxe è uno sport che conferisce un certo prestigio agli stati. È anche per questo che con l’ascesa e il consolidamento del nazismo, inizia la sua persecuzione, che lo porta a perdere tutto. Rinchiuso in un campo di concentramento, Rukeli a 37 anni, nel 1944, “decide di morire da campione”. Di ritorno dal viaggio, le vite di molti dei ragazzi si intrecciano con molti gravi episodi di discriminazione e antiziganismo, che vivono sulla propria pelle, dalla fatica quotidiana dell’abitare precario in un campo informale, fino alla morte della piccola Michelle Seferovic di 6 anni fulminata dalla corrente di un cavo scoperto, a causa dell’incuria istituzionale che lascia centinaia di persone rom da generazioni abbandonate in un limbo esistenziale. Chi rom e…chi no decide con i ragazzi che la storia del pugile rom è la storia più adatta da raccontare, per prendere a pugni sia il nazismo e sia l’oppressione e le discriminazioni quotidiane. Rukeli diventa il simbolo di tutte le storie di oppressione e di riscatto: prende vita nella magia di un racconto collettivo per immagini e musica che è arrivato sul grande schermo grazie alla regia e al tocco magico di Alessandro Rak, che ha condotto i laboratori artistici con i ragazzi rom e gli studenti dell’ITI Galileo Ferraris di Napoli, coordinati dagli educatori di chi rom e…chi no e accompagnati dalla professionalità e generosità di un gruppo interdisciplinare composto da insegnanti, tecnici, artisti. La voce narrante di Rukeli in italiano è di Antonio De Matteo (Mare Fuori, I Bastardi di Pizzofalcone, Leonardo, Stranizza d’amuri e Piano piano), in Inglese e Romanès di Alecio Araci.

Le produzioni internazionali - La società di produzione AntropicA, in occasione dell’80º anniversario della Liberazione dell’Italia e dell’Europa dal Nazifascimo, ha messo insieme creativamente le risorse per far sì che nascesse materialmente questo gioiello, in coproduzione con la Sideways Studios e Film i Väst, dalla Svezia, con il supporto della Film Commission Regione Campania, in associazione con Mad Entertaiment, in collaborazione con Rai Cinema. Distribuzione italiana a cura di Premiere Film.

 



CREDITI

Da un’idea di: chi rom e…chi no

Regia: Alessandro Rak

Scritto da: Biagio Di Bennardo, Emma Ferulano

Prodotto da: AntropicA

Co-produzione: Sideways Studios, Film i Väst

In associazione con: Mad Entertainment

In collaborazione con: Rai Cinema

Con il supporto di: Film Commission Regione Campania

Distribuzione Italia: Premiere Film

Distribuzione internazionale: AntropicA

Produttore: Parsifal Reparato

Co-produttori: Samir Arabzadeh, Fredrik Svensson, Jenny Luukkonen

Produttori associati per Mad: Maria Carolina Terzi, Lorenza Stella, Luciano Stella, Carlo Stella

Voce Rukeli: Antonio De Matteo (Italiano), Alecio Araci (Romanès e Inglese)

Montaggio: Andrea Scoppetta

Storyboard: Mario Civitaquale

Sound Design: Andreas Mellkvist

VO Recording: Lars Wignell

Mix: Jesper Miller

Color: Albin Abrahamsson

Musica: Marco Sica

Durata: 5’30’’

Paesi: Italia, Svezia

Lingua originale: Italiano (altre versioni in lingua originale romanes e inglese)

Sottotitoli: italiano, inglese

 

Chi rom e…chi no


L’Associazione chi rom e…chi no da oltre 20 anni realizza interventi pedagogici, sociali, artistici e di advocacy con le comunità rom e italiane di Napoli e dell’area metropolitana, in particolare a Scampia. L’inchiesta sociale, l’arte di strada, le opere audiovisive, realizzati nell’ambito di laboratori partecipati multiculturali, trasversali e intergenerazionali, sono da sempre gli strumenti per difendere, affermare e riprendersi i diritti ampiamente intesi, in un’ottica di pace, giustizia sociale, uguaglianza, per tutte e tutti. La storia dell’associazione si radica in un territorio complesso e ha origine in una baracca autocostruita con gli abitanti rom di un campo informale, in cui portare avanti con metodo assembleare laboratori e percorsi di cittadinanza attiva con rom, italiani, giovani, piccoli, adulti, attraverso creazioni di relazioni e un incessante lavoro di ricerca azione e tessitura collettiva. Dalla baracca nascono percorsi che vanno avanti da venti anni senza mai interrompersi, cresciuti insieme a generazioni di rom e italiani: Arrevuoto teatro e pedagogia, da cui nascono alcuni delle attrici e degli attori oggi più noti nel panorama cinematografico internazionale (come Vincenzo Nemolato, Giusi Cervizzi, Christian Giroso, Gianni Vastarella, Emanuele Palumbo), La Kumpania, prima impresa sociale di cucina in Italia con donne rom e italiane, Chikù Cibo e Cultura e il Moss, primo Ecomuseo urbano diffuso della città di Napoli, riconosciuto dalla regione Campania.

 

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Due vite, un legame: la scrittrice Antonella Lattanzi chiude la rassegna “Storie. Incontri d’autore alla Spezia”


Ultimo appuntamento 

dell’edizione primaverile 

giovedì 30 aprile alla 

Mediateca Ligure “S. Fregoso”


 
Giovedì 30 aprile la scrittrice Antonella Lattanzi chiuderà l’edizione primaverile di “Storie. Incontri d’autore alla Spezia”, la rassegna letteraria promossa e organizzata da Fondazione Carispezia e dal Comune della Spezia, con il supporto del Sistema Bibliotecario Urbano, e a cura della giornalista Benedetta Marietti. Alle ore 18.00, alla Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso”, l’autrice dialogherà con Roberta Della Maggesa, caporedattrice de La Nazione - La Spezia, sui temi del suo ultimo romanzo dal titolo Chiara (Einaudi, 2025).

Lattanzi accompagna i lettori in un percorso intenso tra infanzia e età adulta, seguendo il legame profondo tra due ragazze cresciute nella Bari popolare degli anni Novanta. Marianna e Chiara vivono in famiglie solo apparentemente diverse, ma accomunate da fragilità e ferite invisibili. In questo contesto, nasce tra loro un rapporto assoluto, fatto di protezione reciproca e bisogno di esistere l’una per l’altra. La loro amicizia, che nel tempo si trasforma e si complica fino a sfiorare l’amore, diventa un rifugio contro la violenza e il disordine del mondo esterno. Ma crescere significa anche separarsi, e il romanzo si muove tra passato e presente con ritmo incalzante, restituendo la tensione di un legame che resiste, si incrina e si misura con la paura di perdere ciò che lo ha reso vitale. In equilibrio tra tenerezza e inquietudine, Antonella Lattanzi costruisce una narrazione magnetica, capace di dare voce alla fragilità dell’infanzia e alla forza ostinata dei legami.

Scrittrice e sceneggiatrice tra le più riconoscibili del panorama italiano contemporaneo, Antonella Lattanzi si distingue per una scrittura lucida e penetrante, capace di esplorare con intensità i nodi dell’identità, del desiderio e delle relazioni. Nata a Bari nel 1979 e residente a Roma, è autrice di romanzi tradotti in diverse lingue, tra cui Devozione (Einaudi 2010, 2023), Prima che tu mi tradisca (Einaudi, 2013), Una storia nera (Mondadori, 2017), Questo giorno che incombe (HarperCollins, 2021) e Cose che non si raccontano (Einaudi, 2023). Parallelamente all’attività letteraria, ha firmato importanti sceneggiature cinematografiche, collaborando con registi come Claudio Giovannesi e Leonardo D’Agostini, e scrive per il «Corriere della Sera». La sua produzione si caratterizza per uno sguardo sempre attento alle contraddizioni della contemporaneità, restituite con profondità e rigore narrativo.

L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

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Cinema e territorio a Pozzuoli: studenti protagonisti all’IPSEOA Petronio, il Corto Flegreo premiato a Roma

 


Grande partecipazione oggi presso l’IPSEOA “Lucio Petronio” di Pozzuoli per la conferenza “Il Cinema per il Territorio – Strumento di valorizzazione territoriale ed opportunità di crescita”, un evento dedicato agli studenti e al ruolo del cinema nello sviluppo locale e nelle nuove opportunità professionali.


L’iniziativa, promossa e organizzata dall’avvocato Maria Grazia Siciliano – presidente di Liberass ASP e ideatrice del Corto Flegreo – ha rappresentato un importante momento di formazione e confronto, con l’obiettivo di raccontare il cinema non solo come espressione artistica, ma come leva concreta di crescita economica, culturale e occupazionale.
Ad aprire l’incontro è stato il dirigente scolastico Filippo Monaco, che ha evidenziato il valore educativo di iniziative capaci di avvicinare il mondo della scuola alle opportunità del territorio e alle professioni del futuro.


Tra gli ospiti, il regista Marco Rossano e Francesco Lemma hanno coinvolto gli studenti in un dialogo diretto, presentando il cinema come linguaggio universale, strumento di creatività e settore in continua espansione, capace di offrire nuove prospettive lavorative ai giovani.


Particolarmente significativo l’intervento dell’avvocato Maria Grazia Siciliano, che ha posto al centro della giornata proprio gli studenti, sottolineando il legame tra cinema, identità territoriale e futuro:

“Parlare oggi di cinema per il territorio significa parlare di futuro. Il cinema è memoria, identità, sogno, lavoro e opportunità. È uno strumento capace di trasformare un luogo in racconto e una comunità in esempio.”

 




Nel suo intervento è emerso con forza il valore dei territori, spesso ricchi di bellezze e storie ancora poco raccontate, che attraverso il linguaggio cinematografico possono diventare potenti strumenti di promozione culturale e sociale.
 
Grande attenzione è stata dedicata anche ai giovani, veri protagonisti del cambiamento:

“I giovani non sono spettatori, ma protagonisti. Non aspettano che qualcuno racconti la loro terra: la raccontano loro.”

Spazio anche al Corto Flegreo, festival giunto alla sua sesta edizione, nato per valorizzare i Campi Flegrei e sostenere i talenti emergenti. Un progetto che coinvolge scuole e studenti attraverso il cortometraggio, promuovendo competenze creative e multimediali.


Infine, l’annuncio più atteso: il Corto Flegreo sarà premiato a Roma, in Campidoglio, con il Premio Cambiare 2026 – L’arte di cambiare il mondo. Un riconoscimento prestigioso assegnato a realtà capaci di unire qualità artistica, visione culturale e impatto sul territorio, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.


Un risultato che conferma il valore del progetto e l’importanza del cinema come strumento di crescita per il territorio e le nuove generazioni.

 

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Prima italiana per Empty SWOSCIS, occasional action for piano, audio track, actress, dancer, and people, dedicata a John Cage, presso lo spazio s.l.m.00 di Pescara

Dopo la prima internazionale a New York (12 novembre 2022) Empty SWOSCIS approda a Pescara per la prima esecuzione italiana

 

New York, Rossella Mattioli e Paolo Rosato

 


Venerdì 24 aprile, alle ore 19:00, presso lo spazio s.l.m.00 di Pescara, prima italiana per Empty SWOSCIS, il progetto ideato da Paolo Rosato in memoria del grande compositore americano John Cage (Los Angeles, 5 settembre 1912 – New York, 12 agosto 1992), la cui prima esecuzione mondiale è avvenuta il 12 novembre 2022 all’interno del XXIV International Chopin & Friend Festival presso il Polish and Slavic Center di New York. Si tratta di una performance che mette insieme musica dal vivo ed elettronica, movimenti, parole e azioni, con il coinvolgimento del pubblico presente. L’allestimento dello spazio è di Lucio Rosato. Le musiche sono di John Cage, Paolo Rosato, Silvia Lanzalone e Bernard de Vienne. Co-interpreti sono Fabrizio Viti pianoforte, Rossella Mattioli attrice e Guido Silveri danzatore.

New York: Fabrizio Viti, Rossella Mattioli e Paolo Rosato
 

Il progetto nasce intorno a 4’33’’, il noto brano di Cage in cui il pianista non suona nulla per la durata dei tre movimenti di cui si compone il pezzo, e sul quale Paolo Rosato ha composto tre variazioni per pianoforte. Il brano di Cage si ispirava a una serie di quadri bianchi che Robert Rauschenberg aveva prodotto nel 1951. 

Il progetto di Rosato si lega invece all’opera del fratello, Lucio Rosato, II tappeto del silenzio e della possibilità, che consiste in una rigorosa disposizione in uno spazio ampio di migliaia di fogli bianchi con cui il pubblico e i performer si trovano in vario modo a confrontarsi.


SWOSCIS è una parola inesistente, risultato di un acronimo di termini inglesi: Smells (odori), Words (parole) Objects (oggetti), Sheets (fogli), Colours (colori), Images (immagini) e Sounds (suoni). 

L’intera esperienza sensoriale viene richiamata in questa parola, la cui vuotezza è solo apparente, così come apparente è il silenzio che caratterizza per gran parte il pensiero musicale di Cage. Il titolo della performance riprende quello del ‘concerto’ tenuto a Milano nel dicembre del 1977, Empty Words, in cui Cage si esibì pronunciando parole senza senso.

Come ci ricorda Marco Sioli, “lo spettacolo prevedeva la lettura dei diari di Thoreau, ma l’assenza della musica per cui Cage era ormai famoso provocò da parte del pubblico fischi, urla e gesti di irriverenza nei confronti dell’autore che nella sua inflessibile quiete continuò per due ore e mezzo un’incongrua lettura di sillabe”.


Riprendendo l’idea originale di Cage, Empty SWOSCIS prevede la lettura di alcuni passi dai diari di Thoreau, quella lettura che all’epoca Cage non ebbe modo di effettuare. Henry David Thoreau (Concord 1817–1862) filosofo, scrittore e poeta statunitense, è stato un precursore dell’ambientalismo e della non violenza. Oltre a questi due aspetti, Cage ammirava il suo interesse per la filosofia orientale e il suo amore per la natura, fonte di benessere autentico e di risoluzione esistenziale. Per due anni, tra il 1845 e il 1847, Thoreau era vissuto in una piccola capanna presso il lago Walden, nel Massachusetts, osservando la natura e scrivendo, tra le altre cose, del bianco, del silenzio, della musica in senso ampio e non solo strumentale, tutti temi assai cari a Cage.


 

Lucio Rosato, Il tappeto del silenzio o della possibilità


Figura di grande respiro, John Cage ha avuto una influenza su tutta la musica del Novecento, dalle sperimentazioni della scuola di Darmstadt al minimalismo e all’alea, influenza che ancora si fa sentire nel nuovo secolo. 

L’arte di Cage esce dai meri confini dell'universo sonoro per aprirsi alle altre arti e al mondo tout court. Di particolare suggestione sono i suoi riferimenti al silenzio, al vuoto, al caso, in linea con l’influenza ricevuta dal buddismo e dallo Zen.


La performance pescarese si apre con un brano di musica elettronica, Libero Silenzio, che la compositrice romana Silvia Lanzalone ha scritto per il progetto usando frammenti della voce dell’attrice Rossella Mattioli. A seguire 4’33’ di Cage e Drei Variationen über 4’33’ von John Cage di Paolo Rosato. 

 


 

 

Prelude to a Kriss, sempre di Rosato, è una performance nella performance (in prima esecuzione assoluta), in cui l’attrice legge i testi di Thoreau mentre il pianista prepara il pianoforte per l’esecuzione dell successivo brano di Cage. Si tratta di In the name of the Holocaust, scritto nel 1942, contro gli orrori della guerra e prima dei tristi fatti di Hiroshima e Nagasaki. Su questo pezzo, composto per la danza di Merce Cunningham, Guido Silveri interagirà con i fogli bianchi del Tappeto del silenzio. 

A conclusione Paper Music, di Bernard de Vienne, compositore francese di origine tunisina, anch’esso appositamente scritto per il progetto e che prevede l’inserimento dei fogli nella cordiera del pianoforte durante l’esecuzione.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Quattro amici da salvare, Edizioni “Il Saggio”

 


Quattro amici da salvare
AAVV
Edizioni “Il Saggio”
Castellabate 2025, pp. 40, sip.