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sabato 19 settembre 2026

Forum Risorsa del Mare

 Forum Risorsa Mare, Peracchini: 

La Spezia locomotiva del progresso nella Blue Economy. Sette Ministri e il Viceministro Rixi scelgono la nostra città per costruire il futuro dell’economia del mare


La Spezia, 18 settembre 2026 - Si è conclusa oggi alla Spezia la quarta edizione del Forum Risorsa Mare, l’appuntamento nazionale dedicato alle strategie per lo sviluppo e la valorizzazione dell’economia del mare, voluto dal Ministero per la Protezione civile e le Politiche del Mare e organizzato in sinergia con The European House Ambrosetti. Il Forum si è svolto il 17 e 18 settembre presso l’Auditorium dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale.

Due giornate di confronto che hanno portato alla Spezia rappresentanti delle istituzioni, delle Forze Armate, del mondo dell’impresa, della ricerca e delle principali realtà della filiera marittima. Particolarmente significativa la presenza del Governo: hanno portato il proprio contributo, oltre al Ministro Nello Musumeci, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. Il Forum si è aperto inoltre con un videomessaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni

Al centro dei lavori numerosi temi strategici per il futuro del Paese: la valorizzazione della “Risorsa Mare”, le nuove competenze e la formazione, il ruolo del Mediterraneo nella sicurezza e nella competizione globale, la governance del mare, la dimensione subacquea, la competitività delle industrie marittime, la nautica e il turismo, la sostenibilità e la decarbonizzazione e il ruolo dei porti per una vera leadership nell’economia del mare. 

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Ringrazio il Ministro Nello Musumeci, il Ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare e The European House - Ambrosetti per aver scelto La Spezia per questa quarta edizione del Forum Risorsa Mare. Avere ospitato nella nostra città, in due giorni, sette Ministri, un Viceministro e rappresentanti ai massimi livelli delle istituzioni, delle Forze Armate, dell’industria e della ricerca è motivo di grande orgoglio e testimonia la centralità che La Spezia ha conquistato nel panorama nazionale. Possiamo dire che mezzo Consiglio dei Ministri si è riunito qui per parlare di mare e del suo futuro: è un riconoscimento importante per una città che oggi rappresenta una vera locomotiva del progresso nella Blue Economy.

Il mare non rappresenta soltanto la nostra storia e la nostra identità, ma è economia, occupazione, ricerca, formazione, difesa, tecnologia, turismo, nautica e portualità. Abbiamo costruito negli anni un sistema capace di mettere insieme grandi imprese, istituzioni, università e ricerca e dobbiamo continuare a rafforzarlo.

In queste due giornate sono state affrontate sfide decisive per il futuro: dalla competitività delle nostre industrie e dei porti alla sicurezza del Mediterraneo, dalle nuove professionalità alla dimensione subacquea, fino alla sostenibilità, alla decarbonizzazione, alla nautica e al turismo. Temi diversi che hanno un unico denominatore comune: fare del mare uno dei principali motori dello sviluppo dell’Italia.

Il fatto che questo confronto nazionale si sia svolto proprio alla Spezia ci responsabilizza e, allo stesso tempo, conferma il percorso che la città sta portando avanti. Il nostro obiettivo è continuare a creare le condizioni affinché innovazione, investimenti, ricerca e nuove competenze si traducano in crescita e soprattutto in nuove opportunità di lavoro per i nostri giovani. La Spezia vuole continuare ad essere protagonista di questa trasformazione e contribuire, con le proprie eccellenze, alla costruzione del futuro dell’economia del mare italiana”.

 

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venerdì 18 settembre 2026

Notti Gialle Coldiretti a Sorrento: tre giorni intensi fra informazione, street food ed intrattenimento

Tre giorni di mercato contadino, street food, fattoria degli animali, laboratori e degustazioni tra Corso Italia e Villa Fiorentino

 



Il profumo dei limoni, il gusto dei formaggi dei Monti Lattari, la genuinità dell’olio e del miele della Penisola e il sorriso degli agricoltori di Campagna Amica tornano nel salotto buono della città. Dal 25 al 27 settembre 2026 Sorrento ospita la nuova edizione delle “Notti Gialle”, la festa dell’agricoltura promossa da Coldiretti Napoli e Campagna Amica con il patrocinio della Città di Sorrento, di Fondazione Sorrento e di Fondazione dei Monti Lattari.
 
La manifestazione, promossa da Coldiretti Napoli e Campagna Amica con il patrocinio della Città di Sorrento, della Fondazione Sorrento, dell’Onaf, del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop e del Parco Regionale dei Monti Lattari, è ormai un appuntamento atteso per cittadini, famiglie e turisti, e rappresenta una vetrina straordinaria per le eccellenze agroalimentari della Penisola Sorrentina, dei Monti Lattari e dell’intera Campania.
 
Per tre giorni Sorrento diventerà un villaggio contadino a cielo aperto, dove poter fare la spesa direttamente dagli agricoltori, degustare, imparare e divertirsi. “Le Notti Gialle non sono solo una festa, ma un modo per raccontare il valore del lavoro agricolo, la bellezza del nostro paesaggio e l’importanza di sostenere le aziende locali che custodiscono biodiversità e tradizioni” spiega la presidente di Coldiretti Napoli Valentina Stinga.

 



 
Cuore pulsante sarà Corso Italia che ospita il Mercato Contadino di Campagna Amica, con decine di aziende agricole che porteranno frutta e verdura di stagione, formaggi, salumi, olio extravergine, miele, conserve, liquori e prodotti da forno, tutti rigorosamente a km0 e di origine garantita. A Villa Fiorentino spazio all’informazione con un convegno sul futuro dell’agricoltura della penisola sorrentina e a tanti laboratori.
 
Grande attenzione sarà dedicata ai più piccoli e alle famiglie con la Fattoria degli Animali, i laboratori didattici sulla stagionalità e sull’educazione alimentare, le degustazioni guidate con l’Onaf e l’Agriasilo, lo spazio ludico-educativo dove i bambini potranno giocare e imparare a contatto con la natura. Un evento che unisce promozione del territorio, turismo esperienziale e sostegno concreto all’economia agricola locale.

 

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Coldiretti Campania soddisfatta: in arrivo aiuti contro il caro fertilizzanti

 



Buone notizie per gli agricoltori della Campania. Grazie al lavoro portato avanti da Coldiretti, il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida ha attivato oltre 136 milioni di euro per sostenere le imprese agricole colpite dall’aumento dei costi dei fertilizzanti causato dalla crisi in Medio Oriente. Una misura importante per le aziende agricole della regione per garantire liquidità e continuità produttiva agli agricoltori in una fase particolarmente difficile, segnata da forti tensioni internazionali e da costi di produzione sempre più pesanti.


“Il decreto del Masaf mette a disposizione oltre 45 milioni di euro assegnati all’Italia attraverso la Riserva agricola europea, ai quali si aggiungono 91 milioni di risorse nazionali. I fondi consentiranno di compensare il 50% degli aumenti registrati nei costi dei fertilizzanti per le colture maggiormente colpite dai rincari e caratterizzate da un più elevato utilizzo di concimi” spiega il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli.


Si tratta di una risposta concreta alle richieste avanzate da Coldiretti per difendere il reddito delle aziende agricole e salvaguardare la capacità produttiva del Paese.


“L’intervento interesserà migliaia di agricoltori della Campania e sarà erogato senza ulteriori adempimenti burocratici, attraverso l’accredito diretto delle somme sui conti dei beneficiari. Tra i comparti coinvolti figurano cereali, grano, riso, mais, olio, nocciole, barbabietola da zucchero e colza, oltre alle altre colture con un significativo fabbisogno di fertilizzanti” sottolinea il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda.


Occorre ora proseguire lungo questa strada, intervenendo sulle altre emergenze che stanno mettendo in difficoltà i diversi comparti e assicurando, attraverso il provvedimento Coltiva Italia, risorse e strumenti strutturali per sostenere l’intera agricoltura nazionale.

 

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Dalla Parte degli Animali, Michela Vittoria Brambilla torna su Rete 4 domenica 20 settembre

Nella seconda puntata storie di salvataggi, adozioni e legami speciali. La giornalista Michela Persico va alla scoperta di Brando, il gatto di Roberto Alessi e della stilista Betta Guerreri.



La decima stagione di Dalla Parte degli Animali entra nel vivo. Domenica 20 settembre, dalle 10 circa su Rete 4, Michela Vittoria Brambilla torna con il secondo appuntamento del nuovo ciclo, affiancata dai figli Stella e Leo. Ottanta minuti nei quali adozioni, storie di vita, salvataggi, ambiente e informazione si intrecciano con un obiettivo preciso: raccontare il rapporto tra le persone e gli animali e trasformare la televisione in uno strumento concreto di tutela, sensibilizzazione e aiuto.

Il programma è il primo appuntamento di punta della domenica di Rete 4 e affonda le sue radici in una storia televisiva iniziata nel 2017, legata fin dalle origini anche a Silvio Berlusconi. L’idea nacque dal confronto con Michela Vittoria Brambilla sul tema degli animali abbandonati e sulla possibilità di utilizzare la televisione per favorirne le adozioni. Negli anni la Brambilla ha più volte ricordato il contributo personale di Berlusconi all’ideazione della trasmissione e quanto gli stesse a cuore l’obiettivo di trovare una famiglia ai tanti cani costretti a trascorrere anni nei rifugi.

A quasi dieci anni dal debutto, Michela Vittoria Brambilla continua a tenere insieme le diverse anime del format, senza perderne la vocazione originaria. Alle adozioni si affiancano la tutela dell’ambiente, il benessere animale, l’attualità e una cultura del rispetto che il programma prova a portare nella quotidianità delle famiglie italiane.

La nuova stagione è partita domenica 13 settembre con ottimi ascolti e una crescita progressiva nel corso della trasmissione, segnale di un pubblico che si consolida durante gli ottanta minuti di messa in onda. Il buon riscontro si è ripetuto anche nella replica di martedì 15 settembre, trasmessa in seconda serata su Rete 4 subito dopo Verità Nascoste. Il programma di Videonews condotto da Milo Infante che ha raccolto 898 mila spettatori e il 7,65% di share, offrendo alla replica un traino particolarmente forte.

Tornano anche in questa edizione le rubriche che negli anni hanno contribuito a costruire l’identità della trasmissione. Con “Amici Carabinieri” la puntata si sposterà a Pozzuoli, dove un cagnolino era rimasto solo all’interno di una zona chiusa e inaccessibile in seguito al terremoto. L’area era a rischio crolli e i proprietari dell’animale, in quel momento, erano assenti. A intervenire sono stati i Carabinieri, che hanno raggiunto il cane nonostante le difficili condizioni di sicurezza, lo hanno messo in salvo e successivamente restituito alla sua famiglia.

Un episodio che porta dentro il programma il lavoro svolto sul territorio dall’Arma e mostra come, nelle situazioni di emergenza, la tutela delle persone, la sicurezza delle aree colpite e la protezione degli animali possano diventare parte della stessa operazione.

Anche quest’anno Dalla Parte degli Animali entrerà nella vita dei personaggi conosciuti dal grande pubblico per raccontare il rapporto, spesso molto intimo, che li lega ai loro amici a quattro zampe. Nella seconda puntata a guidare questo racconto sarà Michela Persico, inviata del programma, giornalista e conduttrice televisiva, da sempre amante degli animali.

Volto noto agli spettatori di Sport Mediaset, dove ha condotto i tg sportivi, Persico ha costruito nel tempo anche una presenza molto forte sui social: conta 3,1 milioni di follower su Instagram, oltre 40 mila su Facebook, mentre su TikTok alcuni contenuti che la vedono protagonista hanno superato 1,5 milioni di visualizzazioni. Una presenza digitale che può estendere oltre lo schermo televisivo la portata delle storie e degli appelli per le adozioni, dando ulteriore risonanza ai temi della tutela, del benessere animale e dell’ambiente e raggiungendo anche le fasce più giovani.

Domenica Michela Persico andrà alla scoperta di Brando, il gatto del giornalista Roberto Alessi e della sua compagna, la stilista Betta Guerreri. Un incontro che porterà il pubblico in una dimensione più privata e quotidiana, fatta di affetto, abitudini e piccoli rituali, per raccontare attraverso Brando quel legame speciale che nasce quando un animale diventa parte integrante della famiglia.

Sempre domenica, spazio alla storia di Luca e della sua Lilly, una trovatella che rischiava di finire in canile e che, grazie all’incontro con lui, ha trovato una casa e una famiglia. Tra i due è nato un rapporto quasi simbiotico: Lilly accompagna Luca nella vita quotidiana ed è diventata anche la musa ispiratrice dei suoi disegni. Nel programma Luca racconterà questo legame attraverso illustrazioni e piccoli frammenti di vita, capaci di restituire con delicatezza e poesia la complicità costruita con la sua cagnolina.

Una vicenda che racchiude uno dei temi più profondi della trasmissione: l’adozione non cambia soltanto il destino dell’animale accolto, ma può trasformare anche la vita di chi decide di aprirgli la propria casa.



Intorno a queste storie continua a muoversi l’intero universo del programma: gli animali in cerca di una famiglia, i consigli degli esperti, le rubriche di Stella e Leo, l’attenzione alla biodiversità e al territorio e i momenti dedicati alla cucina vegetariana, che accompagnano il pubblico verso l’ora di pranzo con ricette e suggerimenti.

Anche quest’anno il CRAS “Stella del Nord” è parte centrale di Dalla Parte degli Animali. La struttura, gestita dalla LEIDAA – Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla, è stata messa gratuitamente a disposizione del programma per le riprese. È qui che prende forma una parte importante della trasmissione, tra gli animali ospitati, le loro storie, i percorsi di recupero e gli appelli per le adozioni.

Il CRAS, Centro Recupero Animali Selvatici, è un vero presidio di soccorso, cura e riabilitazione della fauna in difficoltà. Funziona come un ospedale per gli animali selvatici, con assistenza veterinaria, spazi dedicati al recupero e un servizio di intervento con ambulanza attivo 24 ore su 24. L’obiettivo è curare gli animali feriti e accompagnarli, una volta riabilitati, al ritorno nel loro ambiente naturale.

La seconda puntata di Dalla Parte degli Animali andrà in onda domenica 20 settembre, dalle 10 circa su Rete 4. La replica sarà trasmessa martedì 22 settembre, in seconda serata, subito dopo “Verità Nascoste” di Milo Infante, sempre su Rete 4. Sono inoltre programmate repliche anche su La5.

Un nuovo appuntamento con storie diverse, unite dallo stesso filo: il legame che nasce quando una persona sceglie di prendersi cura di un animale. È lì che Dalla Parte degli Animali trova ancora la sua ragione più semplice e più forte: ricordare che dietro ogni adozione, ogni salvataggio e ogni ritorno alla libertà c’è una vita che cambia, spesso insieme a quella di chi l’ha aiutata.
 
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

giovedì 17 settembre 2026

"Giardino di Villa de Capoa"

 by Rosaria Pannico


Amiche e amici di rosarydelsudArt news oggi vi porto nello storico "Giardino di Villa de Capoa": il suggestivo parco comunale di Campobasso (in Molise).




Il "Giardino di Villa de Capoa" è situato nell'attuale Piazza Falcone e Borsellino e rappresenta uno dei simboli della città di Campobasso in grado di fondere le caratteristiche di un raffinato giardino all'italiana con quelle di un ricco orto botanico.
 

 
 

 
 



 
 
 
 
Rappresenta quindi un bellissimo percorso green tutto da scoprire:


                         

 

 



 

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A POMPEI È TORNATA LA VENDEMMIA




Nei vigneti delle Domus avviato il primo raccolto delle uve nell’ambito del progetto vitivinicolo nato dal partenariato tra il Parco Archeologico di Pompei e Feudi di San Gregorio


I primi vini sono attesi entro il 2029

   

È tornata la vendemmia a Pompei, che ieri ha celebrato la Festa del Vino. L’occasione è stata la prima raccolta delle uve nell’ambito del progetto vitivinicolo nato dal partenariato pubblico-privato con il Gruppo Tenute Capaldo, attraverso le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco.

 

 



Nel corso della giornata i visitatori hanno potuto assistere alle attività della vendemmia, partecipare alle visite ad alcuni dei vigneti dell’area archeologica e prendere parte al momento conviviale con i vini di Feudi di San Gregorio, una degustazione di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia, e anche di altri prodotti della Parvula Domus - Fattoria culturale e sociale del Parco, espressione della produzione agricola contemporanea sviluppata all’interno del sito archeologico.

 



Con la Festa del Vino, dunque, Pompei ha riproposto in chiave contemporanea un momento che richiama gli antichi saperi agricoli legati a Bacco, dio del vino, della vite, della convivialità e della rinascita della natura. Un tema particolarmente significativo per il Parco, che nel corso del 2026 ha dedicato diverse attività e iniziative alla dimensione dionisiaca della vita pompeiana, anche a seguito della recente scoperta, nella Regio IX, 10, del salone del Tiaso.
L’inizio della vendemmia è stata anche un’occasione per raccontare il lavoro di ricerca che accompagna la cura dei vigneti di Pompei e il progetto vitivinicolo nato dal Partenariato pubblico-privato siglato il 29 novembre 2024 tra il Parco Archeologico e il Gruppo Tenute Capaldo, attraverso le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco. Quello di quest’anno, quindi, non è stato un semplice raccolto, ma l'ingresso nella fase produttiva di un'azienda vitivinicola che nasce e cresce interamente dentro l'area archeologica, tra le domus che duemila anni fa erano già vigna.

 


 


È un progetto diverso da altri, soprattutto per la forma con cui prende vita: un vero partenariato che nasce con l'obiettivo di sviluppare un'iniziativa organica e di lungo periodo, mettendo a sistema le competenze del Parco e quelle del Gruppo Tenute Capaldo lungo l'intero percorso – dalla coltivazione della vite alla produzione, dalla ricerca alla valorizzazione e, a regime, alla degustazione e vendita dei vini all'interno del sito.


Il raccolto di quest'anno riguarda i 14 piccoli vigneti custoditi all'interno delle Domus del Parco, poco più di un ettaro coltivato anche con finalità di ricerca e didattica: 14 storie botaniche diverse, distribuite tra le domus, che si differenziano per varietà, allevamento, esposizione e umidità, mentre i muretti che le delimitano disegnano altrettanti microclimi. Qui si vendemmiano le varietà rosse che i Romani già coltivavano in Campania: Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso.

 

 

Ad affiancare questo primo nucleo storico è il nuovo vigneto, nato da materiale genetico prelevato dalle viti centenarie di Feudi di San Gregorio in Irpinia, e messo a dimora a inizio 2026 nell'area di Stabiae, nei pressi della Villa San Marco, cuore del piano di valorizzazione della Grande Pompei: un impianto ancora giovane, non ancora in produzione, che nei prossimi anni entrerà gradualmente a regime, ampliando il progetto anche ai vini bianchi: Fiano, Greco e Falanghina.

 

 

A guidare la ricostruzione delle tecniche antiche di coltivazione è la collaborazione con il professor Attilio Scienza dell'Università degli Studi di Milano, che affianca il progetto incrociando le evidenze storiche e archeologiche con gli strumenti della ricerca contemporanea, dalla botanica alla genetica, dall'agronomia alla viticoltura. «Pompei e la Campania sono un modello interpretativo di tutta la viticoltura italiana», spiega Scienza. «Pompei, in particolare, è un luogo unico perché è al tempo stesso luogo di confine, che ha accelerato un nuovo modello di viticoltura, e luogo di frontiera, dove le diverse realtà non si sono mai fuse e sono giunte fino a noi oggi. Il progetto è quello di fare di Pompei un esempio di come si possa ricostruire, con i tanti elementi che abbiamo a disposizione – storici, del mito, letterari nonché genetici e del DNA – le viticolture d'Italia. Abbiamo bisogno di questi luoghi perché il rapporto tra archeologia, vite e vino nei prossimi anni sarà strategico per il nostro turismo di qualità. Inoltre, ripristinare la viticoltura a Pompei nel rapporto tra pianta e vite vuol dire ritornare a ripristinare quel rapporto che è alle origini della vite».

 



Accanto alla ricerca, il progetto poggia sulle competenze agronomiche di Feudi di San Gregorio e del suo responsabile di produzione Pierpaolo Sirch, agronomo di fama internazionale, che segue passo dopo passo l'evoluzione dei vigneti e questa prima annata produttiva. «Siamo in una fase di ristrutturazione dei vigneti, sia nelle strutture sia nelle forme di allevamento: un anno di transizione che ci serve per conoscere meglio i microambienti di Pompei, molto particolari e di grandi prospettive», racconta Sirch. «Stiamo prendendo confidenza con i microclimi dei 14 piccoli vigneti distribuiti tra le Domus, che si differenziano per varietà, umidità ed esposizione, sono 14 storie da conoscere e interpretare. Quest’anno vendemmiamo solo qui. In generale è stata un'annata anomala in tutto il territorio, sia per le precipitazioni sia per le temperature, e per noi qui è comunque la prima volta. Siamo soddisfatti di aver dato vigore alle piante, per proseguire sui nostri obiettivi».
 
 

 


Un rapporto, quello tra Pompei e la vite, che il Parco Archeologico studia da decenni attraverso il proprio Laboratorio di Ricerche Applicate, indagando le caratteristiche botaniche dei vigneti dell'antica città e il loro posto nella vita quotidiana romana. Oggi quella storia si intreccia con una strategia più ampia di tutela del paesaggio e del patrimonio naturale del sito, che comprende anche la valorizzazione degli ulivi e i progetti di agricoltura sociale della fattoria culturale e sociale Parvula Domus.

 



«Con la Festa del Vino e con questa prima vendemmia restituiamo a Pompei un pezzo fondamentale della sua anima e della sua storia quotidiana, per rileggere oggi quelle antiche pratiche agricole che vedevano in Dioniso il loro punto di riferimento. Questa tematica riveste una rilevanza centrale per il Parco, che lungo tutto il 2026 ha promosso svariate attività incentrate sull'aspetto dionisiaco della quotidianità a Pompei, un percorso sollecitato anche dal recente rinvenimento del salone del Tiaso nella Regio IX. Per noi la vite e il vino non sono soltanto elementi archeologici da studiare, ma costituiscono un patrimonio vivo che definisce il nostro paesaggio e la cultura mediterranea. Attraverso il partenariato con il Gruppo Tenute Capaldo, coniughiamo ricerca scientifica, tutela del territorio e valorizzazione del sito in una visione di lungo periodo: veder rinascere la produzione vitivinicola tra le nostre domus e nell'area della Grande Pompei significa offrire ai visitatori un'esperienza ancora più profonda, capace di far dialogare in modo autentico il passato con il presente» commenta il Direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel.

 

 



«Vedere le prime uve raccolte dentro il Parco Archeologico è un momento che aspettavamo da tempo e che sentiamo come una grande responsabilità. Da questo primo raccolto comincia davvero la storia produttiva di un progetto che ci sta a cuore: dimostrare che si può investire con pazienza e visione di lungo periodo sul valore culturale del vino, restituendo a Pompei il ruolo che ha sempre avuto nella storia della civiltà mediterranea», dichiara Antonio Capaldo, Presidente di Feudi di San Gregorio.
 
 

 

 
Il prossimo passo sarà la cantina di vinificazione e affinamento, individuata in un fabbricato nell'area di Stabiae: la sua realizzazione è attesa entro la vendemmia 2028, quando anche i vigneti di Stabiae inizieranno a entrare in produzione, chiudendo il cerchio del ciclo produttivo avviato quest'anno nelle Domus. Una parte dell'affinamento avverrà anche dentro le Domus, per offrire ai visitatori un'esperienza immersiva nel racconto del vino antico. I primi vini del nuovo partenariato sono attesi entro il 2029; a regime, l'azienda produrrà circa 30.000 bottiglie l'anno, affiancate da un'area di degustazione e vendita all'interno del Parco.

 


 


Con la vendemmia 2026 il progetto muove i primi passi della sua fase produttiva: un nuovo capitolo di una storia lunga duemila anni, in cui archeologia, ricerca, agricoltura e cultura del vino tornano a incontrarsi nello stesso luogo che le ha viste nascere.

 




 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

lunedì 14 settembre 2026

PIGIATURA DA ECOMUSEO DI OSCATA: SABATO 19 OSCATA RACCOGLIE E ACCOGLIE

 




Continuano gli eventi organizzati da Oscata inVita. Sabato 19 settembre i volontari di Oscata inVita invitano a trascorrere nel borgo rurale di Oscata, nel comune di Bisaccia, una giornata dedicata alla pigiatura ed ai riti della vendemmia, all’insegna della cultura contadina, del gusto e dell’ospitalità. Sarà una giornata incentrata sull’uva, scandita dai ritmi lenti del lavoro in vigna, inebriata dai profumi del mosto ed arricchita da gustosi prodotti locali.

Il programma dell’intera giornata si svolgerà totalmente nell’Ecomuseo delle Cucine Rurali dell’Alta Irpinia, un museo diffuso di architetture, strutture e attrezzature rurali, con inizio alle 10:00, il programma prevede attività dimostrative e partecipative in cui l’ospite, immergendosi in un contesto amichevole ed informale, avrà l’occasione di scoprire le abilità degli abitanti locali e le peculiarità degli usi e costumi di un angolo autentico dell’Irpinia. I coltivatori volontari di Oscata inVita saranno lieti di mostrare tutta la propria maestria impiegata ogni anno nella cura delle loro vigne, illustrando ai più curiosi le attrezzature utilizzate in passato e quelle ancora oggi adoperate per la lavorazione e trasformazione dell’uva in vino, vino cotto ed acqua vite. L’antica azienda Le Ferregne offrirà un aperitivo con assaggi di formaggi selezionati per l’occasione, che saranno accompagnati dal vino della cantina Scatedd’ di Bisaccia. Si effettuerà una pigiatura dimostrativa con i piedi immersi nei tini di una volta per poi osservare la paziente abilità degli abitanti locali nella preparazione “re lu vin cuott”, del vino cotto. Una liquorosa delizia utilizzata in alcune ricette di dolci tipici della tradizionale cucina alto-irpina. Si ammirerà la destrezza delle massaie locali nella preparazione dei biscotti al mosto di vino, incuriosendo i palati degli amanti della cucina tradizionale.

Non mancheranno momenti di convivialità. Saranno serviti pasti realizzati con prodotti di aziende agricole e caseifici locali. Nel corso del pomeriggio spazio alla socialità ed alla conoscenza del luogo con racconti letterari incentrati sulla vita nel borgo durante il periodo della vregna (la vendemmia), sugli aneddoti, i proverbi ed i detti legati alla stagione autunnale, sul folklore locale e sulla conoscenza dei progetti dell’associazione di promozione locale organizzatrice dell’evento. Sarà l’occasione per  mettere le mani in pasta e preparare i biscotti al vino e per aprire le porte dell’orto di comunità condotto da alcuni volontari, fonte di creatività ed occasione di relax. Insieme a coltivatori esperti saranno impiantati ortaggi di varia natura (fave, finocchi e aglio), illustrando le attività in programma per l’intera stagione produttiva.

Per gli appassionati di fotografia sarà l’occasione per ammirare le foto d’epoca presenti nell’Archivio Fotografico Documentale e lungo il borgo con l’esposizione Centro Stoico.

Ecco il programma della giornata:

10:00 accoglienza con biscotti al vino nella piazzetta di Oscata e conoscenza dei volontari della proloco locale

10:30 dimostrazione pratica in vitigno privato della cura delle viti durante l'anno (innesti, pulizia, potatura, raccolta, etc.);

11:30 degustazione di formaggi dell'azienda agricola Le Ferregne accompagnato dal vino della cantina Scatedd'

12:00 pigiatura partecipata e spiegazione della lavorazione dell'uva secondo metodi tradizionali

13:00 pranzo con pezzott' fatti a mano cu li cicer', peperoni ripieni e patate all'olio fritto con peperoni cruschi, torta al vino per tutti.

14:00 passeggiata letteraria del borgo di Oscata con lettura di racconti dedicati alla raccolta e alla lavorazione dell'uva ed aneddoti e folklore locale;

15:00 preparazione dei taralli al mosto fatti da mani di casa;

16:00 orto sociale, presentazione del progetto e lavoro sul campo con semina di verdure e ortaggi di stagione.

18:00 saluti

Iniziativa di raccolta fondi: 20€ per adulto e 10€ per bambino. Evento con posti limitati ed obbligo di prenotazione.

Per info e prenotazioni telefonare al 3396714738, oppure inviare una mail ad oscatainvita@gmail.com

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

sabato 12 settembre 2026

FESTA del VINO a POMPEI- TORNA LA VENDEMMIA

   FESTA del VINO a POMPEI
TORNA LA VENDEMMIA



Visite ai vigneti dell’area archeologica, brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio e degustazione dell’olio IGP del Parco, Pumpaia
16 settembre 2026, ore 16:30

Vigneto della Casa del Triclinio all’aperto – ingresso da Piazza Anfiteatro

 

 



A Pompei si torna a vendemmiare e, con il taglio e la raccolta delle uve degli antichi vigneti dell’area archeologica, si celebra la Festa del Vino. Giovedì 16 settembre, in occasione della prima vendemmia – frutto del progetto vitivinicolo nato dal partenariato pubblico-privato con il Gruppo Tenute Capaldo, attraverso le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco – i visitatori potranno conoscere alcuni dei vigneti dell’area archeologica e riscoprire il legame profondo con la vite e la cultura del vino.

Con la Festa del Vino, dunque, Pompei ripropone in chiave contemporanea un momento che richiama gli antichi saperi agricoli legati a Bacco, dio del vino, della vite, della convivialità e della rinascita della natura. Un tema particolarmente significativo per il Parco, che nel corso del 2026 ha dedicato diverse attività e iniziative alla dimensione dionisiaca della vita pompeiana, anche a seguito della recente scoperta, nella Regio IX, 10, del salone del Tiaso.

Per l’occasione sarà previsto un brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio e una degustazione di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia, e anche di altri prodotti della Parvula Domus - Fattoria culturale e sociale del Parco, espressione della produzione agricola contemporanea sviluppata all’interno del sito archeologico.
Il raccolto di quest’anno riguarda i 14 piccoli vigneti custoditi all’interno delle Domus del Parco, per una superficie complessiva di poco più di un ettaro, coltivata anche con finalità di ricerca e didattica.

 




Con la vendemmia 2026 il progetto entra nella sua prima fase produttiva, riportando nel cuore dell’antica città un gesto agricolo che apparteneva alla vita quotidiana dei suoi abitanti e che oggi torna a essere occasione di conoscenza, ricerca e condivisione.

 




Nel corso della giornata i visitatori potranno assistere alle attività della vendemmia, partecipare alle visite ad alcuni dei vigneti dell’area archeologica e prendere parte al momento conviviale con:

    Brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio
    Degustazione di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia
    Prodotti della Parvula Domus/Fattoria culturale e sociale del parco

La giornata sarà anche un’occasione per raccontare il progetto vitivinicolo e il lavoro di ricerca che accompagna la cura dei vigneti di Pompei.
Programma visite e attività didattiche

    Visite ai vigneti dell’orto dei fuggiaschi e del triclinio all’aperto a partire dalle 16,00.
    Visite e attività didattiche per i ragazzi presso il vigneto del Foro Boario dalle 15,00, a cura del Pompeii Children’s Museum. Laboratori su prenotazione su www.pompeiichildrenmuseum.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

venerdì 4 settembre 2026

Adaptwise, aperta la manifestazione di interesse per iniziative locali sui cambiamenti climatici

 Fino al 15 settembre associazioni, enti, scuole e altri soggetti del territorio possono presentare proposte

Le iniziative saranno dedicate alla sensibilizzazione, all’educazione ambientale e alla conoscenza dei rischi climatici


La Spezia, 3 settembre 2026 - Il Comune della Spezia ha pubblicato la manifestazione di interesse per la realizzazione di iniziative locali dedicate ai cambiamenti climatici nell’ambito del progetto europeo “ADAPTWISE - Comunità per l’adattamento”, cofinanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027.

L’obiettivo è coinvolgere il territorio nella realizzazione di attività capaci di aumentare la conoscenza dei cambiamenti climatici, dei rischi naturali e delle possibili azioni di adattamento e mitigazione, contribuendo a costruire una comunità più consapevole, preparata e resiliente.

La manifestazione di interesse rappresenta, in sostanza, una chiamata a presentare idee e proposte concrete: associazioni, enti del Terzo Settore, organizzazioni di volontariato e promozione sociale, istituzioni scolastiche e formative, università, centri di ricerca, comitati, reti civiche e altri soggetti del territorio possono proporre iniziative di informazione, sensibilizzazione, educazione ambientale, formazione e partecipazione.

Le proposte dovranno riguardare almeno uno degli ambiti individuati dal Piano di Azione Locale ADAPTWISE: protagonismo giovanile; multiculturalità e inclusione; formazione di volontari e amministratori di prossimità; conoscenza e apprendimento del territorio, anche attraverso passeggiate, laboratori e attività partecipative.

Per sostenere la realizzazione delle iniziative il Comune mette a disposizione un budget complessivo indicativo di 25 mila euro. Non è prevista l’erogazione diretta di contributi economici ai soggetti proponenti: l’Amministrazione sosterrà direttamente le spese organizzative ammissibili, fino a circa 5 mila euro per ciascuna iniziativa, per un massimo indicativo di cinque progetti. Le attività selezionate dovranno essere realizzate entro il 30 novembre 2026.

L’avviso rientra nell’attuazione del Piano di Azione Locale ADAPTWISE, con il quale il Comune della Spezia intende rafforzare la capacità del territorio di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, con particolare attenzione ai rischi legati ad allagamenti, eventi meteorologici estremi, siccità e ondate di calore.

Le manifestazioni di interesse possono essere presentate fino al 15 settembre 2026, secondo le modalità e utilizzando la documentazione disponibile nell’avviso pubblicato sul sito istituzionale del Comune della Spezia.

Tutte le informazioni e la documentazione sono disponibili nella sezione “Avvisi” del sito www.comune.laspezia.it.

 

(Il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

ECCELLENZA AGROALIMENTARE E FORMAZIONE: AL VIA IL MASTER "SCIENZA E CULTURA DELL’OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA"

 



Un percorso di alta formazione di 70 ore, promosso da IP Formazione & Consulenza, per formare esperti della qualità, analisi sensoriale e tracciabilità del simbolo del Made in Italy.

L’olio extravergine d’oliva non rappresenta soltanto uno dei pilastri fondamentali della dieta mediterranea e dell’agrifood italiano, ma costituisce un vero e proprio patrimonio culturale, economico e salutistico la cui tutela richiede competenze tecniche sempre più specializzate. In un mercato globale in cui la valorizzazione dell’autenticità, il contrasto alle frodi e la narrazione del territorio sono diventati asset strategici imprescindibili, nasce il Master di Alta Formazione Professionale “Scienza e Cultura dell’Olio Extra Vergine di Oliva”, promosso da IP Formazione & Consulenza, in collaborazione con Isfoa e Regione Puglia


Il Master di Alta Formazione, che si terrà dal 21 settembre al 2 ottobre 2026, propone un percorso intensivo di 70 ore teorico-pratiche articolato in 10 moduli specialistici e prove di laboratorio analitico e organolettico.
 

Il percorso è strutturato ai sensi del D.M. 7 ottobre 2021 (art. 2) ed è finalizzato al conseguimento dell’idoneità fisiologica all'assaggio, requisito primario per l’iscrizione nell’Elenco nazionale dei tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.
 

Dalla chimica agraria alle strategie di marketing internazionali, il programma scientifico abbraccia l'intera filiera produttiva ed economica: Dall'oliveto al frantoio: Tecniche agronomiche innovative, agricoltura di precisione, sostenibilità dei sistemi colturali ed evoluzione delle tecnologie di estrazione; Scienza e nutraceutica: Analisi biochimica della frazione insaponificabile, classificazione merceologica e approfondimento sui claim salutistici riconosciuti; Analisi sensoriale e Panel Test: Protocolli del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), riconoscimento delle cultivar, individuazione dei difetti e abbinamento gastronomico (Food Pairing); Tutela, norme e mercato: Quadro normativo europeo sull'etichettatura, tracciabilità avanzata tramite blockchain, protezione delle certificazioni DOP/IGP e strategie di posizionamento commerciale premium e oleoturismo.
 

La guida scientifica del percorso è affidata a un comitato di profilo accademico e istituzionale, composto dal Prof. Dott. Vincenzo Mallamaci (Direttore Generale), dal Dott. Alfredo Marasciulo (Direttore Scientifico e curatore delle sessioni pratiche di degustazione) e dal Dott. Aldo Alex Caputo (Coordinatore Scientifico).
 

Il percorso è rivolto ad agronomi, produttori, frantoiani, chef, responsabili acquisti della GDO e del canale Ho.Re.Ca., oltre che a laureati, consulenti e professionisti del settore Food & Wine desiderosi di acquisire qualifiche certificate nel campo dell'analisi sensoriale, del controllo qualità e della valorizzazione territoriale.
 

Per consultare il programma dettagliato, verificare i requisiti d'accesso o richiedere informazioni sulle modalità di iscrizione:

 Telefono / WhatsApp: 392 80 66 168

 

Email: commerciale@ipconsulenzaformativa.it
Sito web: www.ipconsulenzaformativa.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA