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venerdì 31 luglio 2026

Al via la vendita dei biglietti per "Gli Ozi di Ercole" 2026: tre serate tra amore e guerra a Ercolano

 GLI OZI DI ERCOLE
BIGLIETTI GIÀ IN VENDITA
Edizione 2026 · Amore e guerra, tra mito, poesia e filosofia
Parco Archeologico di Ercolano ·  10, 11 e 12 settembre 2026  ·  ore 20:00

 



Torna al Parco Archeologico di Ercolano “Gli Ozi di Ercole”, la rassegna estiva di lezioni-spettacolo, reading teatrali e concerti che per tre serate trasforma l’Antica Spiaggia in un palcoscenico a cielo aperto, tra le rovine restituite dall’eruzione del 79 d.C.


L’edizione 2026 — in programma il 10, l’11 e il 12 settembre — ha per titolo e filo conduttore il binomio amore e guerra: un legame che attraversa tutta la cultura classica, da Platone a Tucidide, da Lucrezio a Freud, e che richiama nel titolo anche il celebre film di Woody Allen. Un viaggio tra poesia e filosofia, in un continuo dialogo fra antico e moderno, in cui ogni conversazione trova il proprio contrappunto in una lettura scenica e ogni serata si chiude in musica, tra sonorità popolari, colte, rock e jazz, senza gerarchie.


IL PROGRAMMA

10 SETTEMBRE
Nella mischia. Tra amore e guerra
Lucia Mascino / Laura Pepe
 
Canti d’amore e di guerra
Ambrogio Sparagna / Raffaello Simeoni in concerto
11 SETTEMBRE
Furiose. Sulla follia d'amore
Carmen Gallo / Isabella Ragonese / Silvia Romani
 
Il panettiere e l’astronomo. Le due vite di Johann Sebastian Bach
Conversazione con Carlo Boccadoro
 
12 SETTEMBRE
Baci e morsi. Se l’amore ti fa a pezzi
Gennaro Carillo / Federica Fracassi
 
Acqua santa
Francesco Di Bella in concerto

 


 
INFORMAZIONI PRATICHE

Date e orari
Tre aperture serali, il 10, l’11 e il 12 settembre 2026. Il Parco Archeologico sarà accessibile al pubblico dalle ore 20:00 alle ore 24:00, con ingresso da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. L’accesso a ciascuna serata è consentito a un massimo di 400 persone.
Biglietti disponibili su Gli Ozi di Ercole | Amore e guerra | CoopCulture

    Intero: € 10,00
    Ridotto 18-25 anni non compiuti compresi i cittadini UE: € 5,00
    Abbonamento nominativo all’intera rassegna: € 15,00 (valido per l’ingresso alle serate dal 10 al 12 settembre)
    Gratuito per i minorenni, per i disabili e un loro accompagnatore, per i possessori di abbonamento al Parco Archeologico di Ercolano (acquistabile sia on line sul sito ercolano.coopculture.it, sia presso la biglietteria del Parco), previa prenotazione sul sito ercolano.coopculture.it

La biglietteria è attiva online e in loco fino all’orario di inizio dell’evento e fino a esaurimento dei posti disponibili.
 
Consigli utili


    Si raccomanda l’uso di scarpe basse e comode.
    Si consiglia di proteggere la pelle con repellenti per insetti, per un maggiore comfort durante gli spettacoli serali.

Parcheggi

    Parcheggio gratuito, fino a esaurimento posti, presso l’Istituto Comprensivo 1 “Giulio Rodinò” (Via IV Novembre, 43) e presso l’Istituto Comprensivo “Iovino Scotellaro” (Traversa I Via IV Novembre, 28).
    Parcheggio a pagamento presso il Parcheggio Comunale “Herculaneum Parking”, in Via dei Papiri Ercolanesi.

 




Parco Archeologico di Ercolano
Corso Resina

Ercolano

Napoli

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

mercoledì 29 luglio 2026

UN WEEKEND DA VIVERE AD ERCOLANO


 

Venerdì 31 luglio nuovo appuntamento con 

“I Venerdì di Ercolano”,

 domenica 2 agosto ingresso gratuito 

al Parco Archeologico 

con #domenicalmuseo
Parco Archeologico di Ercolano  

· venerdì 31 luglio (ore 20:00–24:00) 

 ·  domenica 2 agosto (ingresso gratuito)

 



Le sere d’estate a Ercolano continuano ad accendersi di luce, musica e parole antiche. Prosegue con crescente successo il format “I Venerdì di Ercolano”, la rassegna giunta alla sua nona edizione, che quest’anno sta riscuotendo un apprezzamento particolarmente caloroso da parte del pubblico. Promemoria per il prossimo appuntamento: venerdì 31 luglio il Parco Archeologico tornerà a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell’antica città, sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un nuovo appuntamento imperdibile per vivere una serata diversa dal solito, tra i vicoli illuminati di una città che ha duemila anni e non li dimostra.

 



 

La fascia serale scelta per la rassegna — dalle 20:00 a mezzanotte — regala ai visitatori il momento più piacevole della giornata per una passeggiata all’aperto: la luce calda del tramonto e le atmosfere sospese delle domus di Ercolano, illuminate ad arte per l’occasione, compongono uno scenario che più che una visita è un’esperienza da vivere con tutti i sensi.
 

Il filo conduttore dell’edizione 2026, Amore e Guerra, attraversa sette performance site-specific distribuite nei diversi ambienti del sito archeologico. Il pubblico potrà muoversi liberamente lungo un percorso illuminato, incontrando di volta in volta gli spettacoli, ciascuno ripetuto ciclicamente durante la serata: un’esperienza libera e immersiva, adatta a chi desidera scoprire l’archeologia in una veste inedita.
«La risposta del pubblico a questa nona edizione dei “Venerdì di Ercolano” ci sta riempiendo di soddisfazione. Con questa rassegna il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L’antica città diventa luogo di incontro tra memoria e creatività.»
Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano
 

Le prime serate della rassegna hanno registrato un pienone di pubblico e un riscontro molto positivo, confermando “I Venerdì di Ercolano” come uno degli appuntamenti più amati dell’estate campana.

 



 

Le prossime date
Dopo l’ottima accoglienza riservata alle prime serate, la rassegna prosegue venerdì 31 luglio e venerdì 7 agosto 2026, con un’ulteriore data speciale sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.
 

Domenica 2 agosto: ingresso gratuito al Parco
Nel weekend l’appuntamento serale con “I Venerdì di Ercolano” si affianca a un’altra occasione per scoprire il sito: domenica 2 agosto, prima domenica del mese, il Parco Archeologico di Ercolano aderisce a “Domenica al Museo” (#domenicalmuseo), l’iniziativa del Ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei musei, nei parchi archeologici e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese.
 

L’ingresso sarà libero secondo i consueti orari di apertura diurna del Parco. Per le domeniche gratuite la prenotazione online non è richiesta né disponibile: il biglietto d’ingresso gratuito va ritirato lo stesso giorno direttamente presso la biglietteria del Parco.


Una serata a Ercolano, tra le luci soffuse delle antiche domus e le note della musica dal vivo, e una domenica di visita libera tra le rovine della città sepolta dal Vesuvio: due modi diversi, nello stesso weekend, per riscoprire il fascino di uno dei siti archeologici più straordinari al mondo. Per “I Venerdì di Ercolano” i biglietti sono disponibili online: si consiglia di prenotare con anticipo, vista la disponibilità limitata di posti per ciascun turno.




 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

giovedì 23 luglio 2026

Castel Sant’Angelo inaugura la mostra - "Ercolano. L’arte di vivere"

 



 

Reperti straordinari provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano e raramente esposti al pubblico, oggetti che raccontano la vita quotidiana dell’antica città preservata dall’eruzione del 79 d.C., un pane sfornato duemila anni fa e carbonizzato dall’eruzione del Vesuvio, insieme ad alimenti, reperti organici, stoviglie, arredi e utensili d’uso quotidiano. Dal 22 luglio 2026 Castel Sant’Angelo apre le sue sale monumentali a Ercolano. L’arte di vivere, la mostra che conduce il visitatore alla scoperta della città vesuviana, fermata per sempre dall’eruzione del Vesuvio.
 
L’esposizione è a cura di Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attività Culturali del Ministero della Cultura, Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Luca Mercuri, Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, e di Francesco Sirano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

 



Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra Castel Sant’Angelo e il Parco archeologico di Ercolano. L’esperienza della mostra Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola nell’antichità, presentata nelle sale affrescate di Villa Campolieto a Ercolano, costituisce il punto di partenza di un nuovo progetto espositivo, completamente ripensato per gli spazi monumentali della Mole Adriana. Il percorso, articolato in sette sezioni, amplia significativamente il racconto, estendendolo dall’alimentazione alla vita quotidiana dell’antica Ercolano, ed è arricchito da una selezione di oltre 70 reperti, molti dei quali finora custoditi nei depositi del Parco archeologico e presentati eccezionalmente al pubblico in occasione di questa mostra.

 



Il percorso si apre con una straordinaria Wunderkammer, una «camera delle meraviglie» ispirata alle celebri raccolte rinascimentali. Vi sono riuniti 42 reperti di eccezionale valore provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano: statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti della vita quotidiana che raccontano la raffinatezza artistica, il livello culturale e la qualità della vita nell’antica città alla vigilia della catastrofe. Come nelle originarie camere delle meraviglie, l’obiettivo non è soltanto esporre, ma suscitare stupore.


 


 
Il visitatore entra quindi nel cuore dell’evento che ha segnato il destino di Ercolano: una sala immersiva dedicata all’eruzione del Vesuvio, tra contenuti audiovisivi, dipinti, stampe e arti decorative che documentano la costruzione dell’immaginario del vulcano nell’Europa del Grand Tour. Accanto alla tradizione resa celebre da Pierre-Jacques Volaire, la tempera di Giacomo e Antonio Baseggio (1784), la Burrasca al chiaro di luna nel Golfo di Napoli (1822) di Joseph Rebell e una rara porcellana della manifattura Poulard Prad restituiscono il fascino del sublime che attirò a Napoli viaggiatori, artisti e studiosi da tutta Europa.


 


 
Dal mito alla strada: la mostra ricostruisce poi, con installazioni audiovisive e reperti archeologici, la città viva, con le sue botteghe e i thermopolia, luoghi destinati alla vendita di cibi e bevande pronti per il consumo quotidiano. Tra i reperti più sorprendenti, le pagnotte carbonizzate dall’eruzione ma conservate intatte, identiche a quelle raffigurate nel celebre affresco pompeiano della distribuzione del pane, e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix, parte di una serie di 25 stampi rinvenuti a Ercolano. Il percorso entra quindi nell’intimità della domus, tra cucina e dispensa: mortai, pentole, casseruole e preziosi reperti organici – cereali e legumi restituiti dagli scavi – documentano con rara precisione la dieta quotidiana degli antichi ercolanesi.


 



Il racconto prosegue con il vino, tra le attività economiche più floride della Campania antica – Plinio il Vecchio celebrava il Falerno come uno dei vini più rinomati del suo tempo – e al tempo stesso ponte verso il divino nel culto di Bacco, dio della vite, della fertilità e dell’ebbrezza rituale. Gran finale nella sala dei banchetti, dove una meridiana in marmo scandisce i tre momenti dell’alimentazione antica – ientaculum, prandium e cena – tra campanelli in bronzo, vasellame in vetro, bronzo e argento e l’oggetto forse più peculiare della mostra: la larva convivialis, la piccola figurina scheletrica che, posata sulla tavola, ricordava ai commensali la brevità della vita e li invitava, sulle orme di Epicuro, a godere dei piaceri del convivio.
 
 
La scelta di Castel Sant’Angelo come sede espositiva riveste un significato particolare. Il monumento, emblema della stratificazione storica di Roma – da mausoleo imperiale a fortezza, da residenza papale a museo – offre l’occasione per un dialogo tra due luoghi profondamente diversi ma accomunati dalla capacità di conservare, ciascuno secondo la propria storia, straordinarie testimonianze del passato.


 


 
 
Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso questo patrimonio eccezionale grazie al dialogo tra reperti archeologici, installazioni multimediali e ambientazioni immersive. La colata piroclastica che investi Ercolano nel 79 d.C. ha preservato edifici, oggetti, alimenti e materiali organici, trasformando una catastrofe in una straordinaria fonte di conoscenza e restituendo una documentazione unica sulle pratiche alimentari, le attività lavorative, la cura del corpo, le relazioni sociali nel mondo romano antico.

 
«Con questa iniziativa - commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma e curatore della mostra - Castel Sant’Angelo conferma la propria vocazione a essere luogo di incontro tra patrimoni, istituzioni e pubblici diversi. Questa mostra nasce da una collaborazione che testimonia quanto il dialogo tra musei possa generare progetti culturali di qualità, capaci di ampliare le occasioni di conoscenza e di valorizzare il patrimonio attraverso nuovi percorsi di visita. Per Castel Sant’Angelo è motivo di particolare soddisfazione dare vita a un progetto espositivo che mette in relazione due realtà di straordinario valore e propone ai visitatori un’esperienza culturale ricca e originale. Si inserisce inoltre in una programmazione culturale sempre più ampia e diversificata che, attraverso mostre, eventi e iniziative, conferma il Castello come un luogo vivo, aperto al dialogo tra epoche, linguaggi e pubblici differenti.»

 




«Ercolano, come Pompei, offre una testimonianza straordinaria della vita di una città romana – commenta Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attività Culturali e curatore della mostra –. Le particolari condizioni di conservazione determinate dall’eruzione del 79 d.C. hanno preservato edifici, arredi e oggetti d’uso quotidiano, permettendo di ricostruire le attività, le abitudini alimentari e le forme della convivialità dei suoi abitanti. La mostra presenta questo patrimonio attraverso i risultati della ricerca più recente, offrendo al pubblico nuovi strumenti per comprendere la società romana e la sua vita quotidiana . Portare questo racconto a Roma amplia le occasioni di conoscenza di un contesto archeologico unico e conferma il ruolo dei musei come luoghi di ricerca, confronto e partecipazione.»
 
«Portare Ercolano a Castel Sant’Angelo significa far compiere alla città antica un viaggio quasi naturale - commenta Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano e curatrice della mostra –  si tratta di due luoghi che la storia ha sepolto sotto strati diversi — uno di cenere e lava, l’altro di funzioni e trasformazioni continue — e che oggi tornano a raccontarsi a vicenda. In questa mostra abbiamo voluto restituire al pubblico non i monumenti, ma la vita: i gesti quotidiani, i sapori, gli oggetti d’uso che rendono Ercolano una delle testimonianze più intime e vivide del mondo antico.
È un progetto che nasce dal dialogo tra le nostre istituzioni e che desidero ringraziare di cuore per aver reso possibile. Un ringraziamento speciale va a PHI per la preziosa e continua collaborazione, che ha accompagnato anche questo percorso attraverso i contenuti del progetto Ercolano Digitale, e a tutto il personale del Parco Archeologico di Ercolano, che con competenza, entusiasmo e una costante disponibilità a mettersi in gioco ha reso possibile ogni forma di collaborazione. Portare a Roma, nel cuore della Capitale, un pezzo autentico dell’arte di vivere degli antichi ercolanesi è il risultato di un impegno condiviso e di una visione comune.»

 



«Ercolano è uno straordinario laboratorio a cielo aperto – dichiara Francesco Sirano, Direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli e curatore della mostra –. La ricchezza dei materiali rinvenuti, insieme alla quantità e alla varietà delle testimonianze conservate, porta una luce eccezionale sul tema del cibo nel mondo antico. Sono certo che lo studio di Ercolano, luogo da cui ha preso avvio l’archeologia sistematica occidentale, permetterà di approfondire e comprendere meglio anche molti dei reperti custoditi nel Museo archeologico nazionale di Napoli. Ercolano continua dunque a rappresentare una fonte inesauribile di conoscenza e potrà riservarci, anche in futuro, nuove e importanti scoperte».
 
 
«Ercolano. L’arte di vivere – commenta Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale – rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra gli istituti del Ministero della Cultura possa generare progetti di alto profilo scientifico e al tempo stesso raggiungere pubblici sempre più ampi. La circolazione delle opere, la condivisione delle competenze e il dialogo tra musei rafforzano il Sistema museale nazionale, creando nuove occasioni di conoscenza e valorizzando il patrimonio attraverso reti e percorsi condivisi. È questa la direzione nella quale intendiamo continuare a investire: una valorizzazione capace di mettere in connessione luoghi, collezioni e persone, ampliando l’accessibilità e la partecipazione culturale.»

 


 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

 

mercoledì 22 luglio 2026

I VENERDÌ DI ERCOLANO CONQUISTANO IL PUBBLICO

NUOVO APPUNTAMENTO VENERDÌ 24 LUGLIO TRA ARTE E ARCHEOLOGIA SOTTO LE STELLE


 

Biglietti disponibili online, due turni di visita per ogni serata.


Le sere d’estate a Ercolano continuano ad accendersi di luce, musica e parole antiche. Prosegue con crescente successo il format "I Venerdì di Ercolano", la rassegna giunta alla sua nona edizione, che quest’anno sta riscuotendo un apprezzamento particolarmente caloroso da parte del pubblico, che dà appuntamento a venerdì 24 luglio, quando il Parco Archeologico tornerà a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell’antica città, sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un nuovo appuntamento imperdibile per vivere una serata diversa dal solito, tra i vicoli illuminati di una città che ha duemila anni e non li dimostra.

 

ph. ANNA ABET.

 


La fascia serale scelta per la rassegna — dalle 20:00 a mezzanotte — regala ai visitatori il momento più piacevole della giornata per una passeggiata all’aperto: la luce calda del tramonto e le atmosfere sospese delle domus di Ercolano, illuminate ad arte per l’occasione, compongono uno scenario che più che una visita è un’esperienza da vivere con tutti i sensi.

 

ph. ANNA ABET.

 


Il filo conduttore dell’edizione 2026, Amore e Guerra, attraversa sette performance site-specific distribuite nei diversi ambienti del sito archeologico. Il pubblico potrà muoversi liberamente lungo un percorso illuminato, incontrando di volta in volta gli spettacoli, ciascuno ripetuto ciclicamente durante la serata: un’esperienza libera e immersiva, adatta a chi desidera scoprire l’archeologia in una veste inedita.


«La risposta del pubblico a questa nona edizione dei "Venerdì di Ercolano" ci sta riempiendo di soddisfazione. Con questa rassegna il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L’antica città diventa luogo di incontro tra memoria e creatività».

Federica Colaiacomo (Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano).

 

Le prime serate della rassegna hanno registrato un pienone di pubblico e un riscontro molto positivo, confermando "I Venerdì di Ercolano" come uno degli appuntamenti più amati dell’estate campana.

 

 

ph. ANNA ABET.

 


Le prossime date
Dopo l’ottima accoglienza riservata alle prime serate, la rassegna proseguirà venerdì 24 e 31 luglio e venerdì 7 agosto 2026, con un’ulteriore data speciale sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.


Informazioni pratiche e biglietti
Orari Dalle 20:00 alle 24:00, in due turni (20:00–21:30 e 22:00–23:30)
Ingressi Corso Resina 187 e Via dei Papiri Ercolanesi 19
Biglietto intero € 10,00
Biglietto ridotto € 5,00 (18-25 anni non compiuti, cittadini UE)
Gratuito Minorenni, disabili e accompagnatori (prenotazione obbligatoria)
Acquisto Online su ercolano.coopculture.it o al call center +39 081 0106490 (lun–sab 9:00–17:00, festivi esclusi)


Consigli

Scarpe basse e comode, repellente per insetti: per godersi al meglio la serata all’aperto.


Una serata a Ercolano, tra le luci soffuse delle antiche domus e le note della musica dal vivo, è il modo migliore per riscoprire il fascino della città sepolta dal Vesuvio in una veste del tutto inedita. I biglietti sono disponibili online: si consiglia di prenotare con anticipo, vista la disponibilità limitata di posti per ciascun turno.

 

Per ulteriori informazioni sul programma e sulle modalità di prenotazione: www.ercolano.coopculture.it 

081 0106490.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

venerdì 17 luglio 2026

Tra luce e memoria: la Galleria Martusciello riapre le porte dell’Antica Spiaggia

Da mercoledì 15 luglio il pubblico torna a percorrere la Galleria Martusciello, riavvicinandosi ai fornici con i resti degli scheletri e all'antico litorale degli Scavi

 



A partire da mercoledì 15 luglio 2026 riapre al pubblico la Galleria Martusciello, che regala ai visitatori un ritrovato modo di raggiungere l'Antica Spiaggia degli Scavi di Ercolano: un suggestivo percorso lungo oltre 100 metri, che collega la quota della città moderna a quella dell’antico litorale, dove è possibile ammirare gli scheletri dei fuggiaschi custoditi nei fornici, gli antichi ricoveri per le barche in cui furono ritrovati i resti di circa 300 vittime dell'eruzione. Percorrere il tunnel è quasi un viaggio nel tempo e nella drammaticità dell’evento che ha colpito la città: la rampa è infatti scavata nella spessa coltre di materiali vulcanici che nel 79 d.C. la seppellì, e attraversarla significa attraversare fisicamente gli stessi strati eruttivi, scendendo passo dopo passo verso l'antico livello del mare su cui si affacciava Ercolano.

 


 


La riapertura di questo collegamento è possibile grazie alla realizzazione delle opere previste nello stesso appalto di lavori che ha interessato l’Antica Spiaggia e il fronte mare, con interventi di sistemazione e valorizzazione che, nel giugno 2024, hanno consentito l’apertura al pubblico dell’area della spiaggia, puntando anche al ricongiungimento visivo con la Villa dei Papiri. Il nuovo assetto permette ora di rendere più diretto e coinvolgente il rapporto tra la Galleria, i fornici e l’antico litorale, restituendo al pubblico un percorso di accesso capace di ricucire luoghi tra i più suggestivi ed emotivamente intensi del sito archeologico.

Nella Galleria Martusciello il percorso è stato completamente rinnovato: il precedente grigliato di calpestio, che copriva le gradonate in tufo, è stato sostituito da un nuovo sistema integrato con l’illuminazione. Una soluzione pensata non solo per rendere più sicuro e suggestivo il passaggio dei visitatori, ma anche per facilitare la manutenzione lungo tutto il tracciato, soprattutto in corrispondenza dell’area delle vasche di raccolta delle acque e delle pompe di captazione, elementi essenziali per il corretto funzionamento del sistema di smaltimento dell’intero invaso dell’Antica Spiaggia. La luce accompagna così la discesa verso l’antico litorale con effetti discreti e immersivi, fino all’arrivo sulla spiaggia, dove due rampe laterali simmetriche rendono il percorso più agevole e consentono il transito in doppio senso, sia in entrata sia in uscita. 

 


 


C'è un senso quasi commovente in questo ritorno: chi oggi imbocca la Galleria Martusciello rivive, nel proprio piccolo, il gesto di chi duemila anni fa approdava a Ercolano proprio da qui, dal mare. Chi arrivava dall'acqua vedeva la città aprirsi davanti a sé esattamente in questo modo: prima i fornici, gli antichi ricoveri delle barche divenuti poi il luogo dell'ultima notte per centinaia di ercolanesi, e subito dopo la scenografica terrazza monumentale dedicata a Marco Nonio Balbo, pensata fin dall'origine per accogliere e impressionare chi giungeva dal mare.


«Riaprire la Galleria Martusciello significa restituire ai visitatori un’esperienza che va oltre la semplice visita: è la possibilità di rivivere, camminando, lo stesso sguardo che duemila anni fa si posava su questa città arrivando dal mare. È un tassello importante del percorso di valorizzazione dell’Antica Spiaggia e del fronte mare, reso possibile dal lavoro quotidiano di tutte le professionalità del Parco» – dichiara la direttrice del Parco Archeologico di Ercolano, dott.ssa Federica Colaiacomo.

 


 


La nuova illuminazione – Sono stati progettati due diversi sistemi di illuminazione, uno inserito sul fianco del nuovo grigliato per la percorrenza in sicurezza del piano di calpestio, l’altro, non visibile dal percorso, è inserito tra il fianco esterno della rampa e il tunnel scavato nel materiale vulcanico, e realizza l’illuminazione indiretta del tunnel stesso, con la possibilità di selezionare infiniti cromatismi della luce, anche evocativi del materiale eruttivo.


Un risultato di squadra – Dietro la riapertura della rampa c'è il lavoro coordinato di tante professionalità diverse del Parco Archeologico di Ercolano, che ha curato la direzione tecnica, e delle fondazioni Packard responsabili della redazione del progetto esecutivo e offrendo anche supporto nel corso dei lavori. Grazie all’impegno congiunto, spesso silenzioso e mai scontato, di archeologi, architetti, ingegneri e restauratori, che vigilano ogni giorno sulla conservazione delle strutture antiche, del personale di vigilanza che presidia i percorsi e accompagna i visitatori in sicurezza, della biglietteria e dell'ufficio comunicazione che rendono l'informazione accessibile al pubblico, fino agli uffici amministrativi che rendono possibile ogni intervento, è possibile restituire ogni giorno un pezzo in più di Ercolano alla città e ai suoi visitatori.
 


 

 

Parco Archeologico di Ercolano
Corso Resina
Ercolano
Napoli

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

giovedì 16 luglio 2026

VIVI "I VENERDÌ DI ERCOLANO": UNA SERA D’ESTATE TRA ARTE E ARCHEOLOGIA, TRA LE ROVINE ILLUMINATE

PH. ANNAABET

Il Parco Archeologico di Ercolano apre le porte in notturna: teatro, danza e musica dal vivo nella cornice suggestiva di uno dei siti UNESCO più amati al mondo.

 

Biglietti disponibili online, due turni di visita per ogni serata.
 

Le sere d’estate a Ercolano continuano ad accendersi di luce, musica e parole antiche. Prosegue il format di successo "I Venerdì di Ercolano", la rassegna giunta alla sua nona edizione: appuntamento a venerdì 17 luglio, quando il Parco Archeologico tornerà a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell’antica città, sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un nuovo appuntamento imperdibile per vivere una serata diversa dal solito, tra i vicoli illuminati di una città che ha duemila anni e non li dimostra.


  

La fascia serale scelta per la rassegna — dalle 20:00 a mezzanotte — regala ai visitatori il momento più piacevole della giornata per una passeggiata all’aperto: la luce calda del tramonto e le atmosfere sospese delle domus di Ercolano, illuminate ad arte per l’occasione, compongono uno scenario che più che una visita è un’esperienza da vivere con tutti i sensi.

 



 

Il filo conduttore dell’edizione 2026, Amore e Guerra, attraversa sette performance site-specific distribuite nei diversi ambienti del sito archeologico. Il pubblico potrà muoversi liberamente lungo un percorso illuminato, incontrando di volta in volta gli spettacoli, ciascuno ripetuto ciclicamente durante la serata: un’esperienza libera e immersiva, adatta a chi desidera scoprire l’archeologia in una veste inedita.
«Con "I Venerdì di Ercolano" il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L’antica città diventa luogo di incontro tra memoria e creatività».
— Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano
Un appuntamento che arriva in un momento positivo per il Parco Archeologico di Ercolano: a giugno 2026 gli ingressi hanno raggiunto quota 45.860, in crescita di oltre il 5% rispetto allo stesso mese del 2025 (43.659 visitatori). Il trend si conferma anche a maggio (60.173 ingressi, +4,4% sul 2025) e porta il bimestre maggio-giugno oltre i 106.000 visitatori complessivi, circa 4.800 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+4,7%).

 Una serata a Ercolano, tra le luci soffuse delle antiche domus e le note della musica dal vivo, è il modo migliore per riscoprire il fascino della città sepolta dal Vesuvio in una veste del tutto inedita. I biglietti sono disponibili online: si consiglia di prenotare con anticipo, vista la disponibilità limitata di posti per ciascun turno.


Per ulteriori informazioni sul programma e sulle modalità di prenotazione: www.ercolano.coopculture.it 


 




Parco Archeologico di Ercolano
Corso Resina 

Ercolano 

Napoli

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

giovedì 9 luglio 2026

Trionfo di solidarietà a Ercolano

Oltre 3000 persone a Villa Tony per "Cenando sotto un Cielo Diverso"

 




Un successo straordinario ha segnato la XVIII edizione di "Cenando sotto un Cielo Diverso", l'evento benefico che il 7 luglio ha trasformato Villa Tony (Complesso Zeno, Ercolano) in un palcoscenico di inclusione e alta gastronomia. Oltre 3000 persone hanno risposto all’appello della solidarietà, partecipando a una serata dove la diversità è stata celebrata come una ricchezza cromatica dell’anima.

Il ricavato della manifestazione sarà destinato a progetti tangibili di sostegno all’infanzia e cooperazione internazionale. A livello locale, permetterà l’acquisto di materiali ludico-didattici per le case famiglia del territorio e doni per i piccoli pazienti dei reparti pediatrici degli ospedali napoletani. Oltre i confini nazionali, il supporto arriverà fino in Kenya, a Malindi e nei villaggi limitrofi, per garantire beni di prima necessità e materiali scolastici a scuole e orfanotrofi.


L’ideatrice della kermesse, Alfonsina Longobardi, ha commentato con emozione il traguardo raggiunto: “Questa edizione, dedicata a 'I Colori della Diversità', nasce da un'esperienza che ho vissuto profondamente in Africa, dove la fragilità non spegne la luce, ma la esalta. Vedere oltre 3000 persone riunite conferma che la diversità è un’umanità condivisa. Il nostro progetto mette al centro l'essere umano: ogni contributo raccolto si trasformerà in un atto d'amore concreto per i bambini, sia qui in Campania che nei villaggi del Kenya, perché la solidarietà non conosce confini”.

 

 




Il pubblico ha potuto godere di un itinerario del gusto animato da oltre 270 protagonisti tra chef, pizzaioli, produttori e pasticcieri. Grande successo per le postazioni dedicate alle braci, che hanno offerto proposte di pesce, carne e opzioni vegetariane. Il percorso ha spaziato dagli antipasti ai primi e secondi piatti, accompagnati da una selezione di vini, cocktail e dalla postazione dell’idrosommelier.

Nota di particolare rilievo per l'area dolci e gelati, che ha visto la partecipazione di eccellenze riconosciute a livello mondiale come la Pasticceria Mennella, recentemente celebrata nella classifica internazionale Taste Atlas per la qualità del suo prodotto artigianale.

La serata, condotta da Ida Piccolo, ha visto alternarsi sul palco numerosi artisti tra cui Peppe Laurato, Jhosef Zampella, Ludo Brusco – Mr. Hyde, Mario Forte, Tony Cristiano, Marco Lanzuise, le Sex and the Sud, Marica Gambardella e molti altri che hanno regalato momenti di musica e comicità. Fondamentale la presenza degli chef testimonial stellati Ciro Sicignano, Domenico Iavarone e Michele De Leo, così come il sostegno di volti noti come Luigi Zeno, Francesco De Simone, Pasquale Lobefalo, Ciro Torlo, Luca Riemma, Mariano Catanzaro, Flavio Pagni, Walter Garibaldi e Rosario Verde.

 




Il cuore pulsante dell’evento è stato il coinvolgimento attivo delle associazioni e delle realtà sociali: gli allievi dell'Istituto Alberghiero Viviani di Castellammare di Stabia hanno affiancato gli chef, mentre i ragazzi del Don Orione di Ercolano sono stati protagonisti di un percorso di partecipazione che ha dimostrato come il valore umano superi ogni barriera.

 







 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

A ERCOLANO TORNA ALLA LUCE, DOPO QUASI TRENT’ANNI DI SILENZIO, LA CASA DEL MOBILIO CARBONIZZATO

Dal 9 luglio torna visitabile una delle domus più suggestive del Parco Archeologico, restituita alla città grazie a un complesso progetto di restauro

 

 

C’è una casa, a Ercolano, che per quasi trent’anni ha custodito in silenzio i suoi segreti, chiusa agli occhi dei visitatori ma viva nella memoria di chi lavora ogni giorno alla tutela di questo straordinario sito UNESCO. Da giovedì 9 luglio 2026 quel silenzio si interrompe: la Casa del Mobilio Carbonizzato riapre al pubblico, restituendo a Ercolano uno dei suoi ambienti più intimi e toccanti. Ma il racconto è appena all’inizio: questa riapertura è solo il primo capitolo di una nuova stagione di scoperte. Il countdown per l’autunno 2026 è già partito, quando altre straordinarie domus del Parco Archeologico torneranno a raccontarsi al pubblico, in un susseguirsi di riaperture che promette di riscrivere ancora una volta la mappa dell’antica Ercolano.

 

 
Il nome di questa domus racconta già una storia che emoziona: deve la sua identità al ritrovamento di un tavolino e di un letto con alta spalliera, che conservavano ancora tracce di tessuto e i resti della rete di corda a cui erano agganciate le doghe in legno. Oggetti di vita quotidiana, sorpresi dall’eruzione e custoditi dal tempo, riportati alla luce tra il 1932 e il 1933 durante la grande stagione di scavi condotta da Amedeo Maiuri, il grande archeologo che più di ogni altro ha restituito al mondo il volto dell’antica Ercolano.

 

 
Varcare la soglia di questa casa, costruita in età repubblicana, significa attraversare un impianto domestico che si è conservato con straordinaria coerenza: gli ambienti si dispongono intorno all’atrio e al giardino sul fondo, dove un piccolo larario a forma di tempietto accoglieva le devozioni della famiglia. Al piano superiore, un loggiato con colonne si affacciava sull’atrio già dalla prima fase costruttiva della casa, mentre le pareti, decorate in IV Stile, raccontano i segni di più fasi di vita e di rinnovamento dell’abitazione.

 

 
Tra gli ambienti più preziosi, il triclinio a destra dell’ingresso conserva un pavimento a mosaico con un raffinato emblema marmoreo e decorazioni con nature morte; il tablino custodisce a sua volta un mosaico con inserto marmoreo e tracce dell’antico soffitto affrescato. E proprio sul fondo della casa, nel cosiddetto oecus Cyzicenus, aperto da una grande finestra sul giardino, vennero ritrovati gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome a questa domus: un tavolino e un letto, testimoni silenziosi di una vita interrotta in un attimo, quasi duemila anni fa.

 



«Riportare alla luce e restituire alla città la Casa del Mobilio Carbonizzato, dopo quasi trent’anni di chiusura, è un traguardo che ci riguarda nel profondo. Non parliamo soltanto del recupero di uno spazio architettonico, ma della restituzione di una storia umana fatta di gesti quotidiani – un letto, un tavolino – che l’eruzione ha congelato nel tempo e che oggi, grazie a un lungo e paziente lavoro di restauro, possiamo finalmente raccontare di nuovo. È il segno tangibile di una strategia di tutela che guarda lontano, fondata sulla cura quotidiana e sulla pianificazione a lungo termine del nostro patrimonio.»
Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano

 


 

 
Un restauro lungo e paziente

 
La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato è il frutto di un percorso di restauro avviato più di 10 anni fa, quando furono eseguite le prime opere urgenti di ricostruzione delle coperture e di messa in sicurezza delle superfici decorate, nell’ambito del partenariato pubblico-privato tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute (PHI), che opera attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali (IPBC), attivo a Ercolano da venticinque anni.
L’architetto PHI-IPBC Rossella Di Lauro racconta “Gli interventi più recenti rappresentano la prosecuzione naturale delle prime opere. In questa fase, abbiamo dato priorità a criticità rimaste irrisolte, come la ricostruzione di alcuni solai lignei, la sostituzione di architravi compromessi, il consolidamento e restauro completo delle colonne che affacciano nell’atrio collocate al primo piano sopra la copertura del tablino. Quest’ultimo intervento, in particolare, è stato realizzato grazie ad accurati rilievi tridimensionali e a delicate operazioni di smontaggio e rimontaggio controllato, in stretta sinergia con i conservatori-restauratori. Gli architravi-teche in ferro, che presentano eccezionali porzioni di legno carbonizzato, sono stati sostituiti da nuove strutture in legno opportunamente lavorate con soluzioni innovative, in modo da continuare a svolgere la funzione di teche protettive; infatti, all’interno di queste sono stati ricollocati i frammenti carbonizzati accuratamente restaurati; questa specifica tipologia di intervento è stata pensata per facilitare il monitoraggio e la manutenzione futura dei preziosi reperti lignei.”

 

 
L’intervento si inserisce nel più ampio progetto “Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano”, che prevede la riapertura di sei tra le più importanti domus del sito, frutto della programmazione congiunta tra il Parco Archeologico di Ercolano e le fondazioni Packard, sviluppato dal partner privato e attuato sotto il coordinamento scientifico e tecnico del Parco. Un approccio fondato sulla manutenzione programmata e sulla conservazione a scala urbana, che ha già permesso, nel marzo 2025, la riapertura della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di Legno.
Oggi la domus restituisce piena leggibilità ai propri apparati decorativi: dipinti murali, soffitti decorati e pavimentazioni a lungo compromessi dalla vegetazione infestante sono stati messi in sicurezza, stabilizzati e, dove possibile, sottoposti a interventi di pulitura e ritocco pittorico. Un traguardo importante per Ercolano, dove per anni le priorità sono state concentrate sulla riduzione del rischio: oggi, raggiunta una maggiore stabilità conservativa, è stato possibile dedicarsi anche al recupero estetico di diverse decorazioni, restituendo al pubblico qualità artistica e valore storico.

 


 

 
La riapertura dell’atrio e degli ambienti che lo circondano è un primo, fondamentale passo verso la piena fruizione della domus: i prossimi interventi riguarderanno il giardino-hortus e il restauro del larario, in continuità con una gestione del patrimonio che punta sulla pianificazione per fasi e sulla cura quotidiana di uno dei siti archeologici più straordinari al mondo.
La storia della Casa del Mobilio Carbonizzato non si esaurisce tra le sue mura: i legni carbonizzati che hanno dato il nome alla domus sono oggi esposti al pubblico al piano ammezzato dell’Antiquarium di Ercolano, insieme ad altri reperti che custodiscono, ciascuno, una storia e un vissuto propri. Tra questi, anche un tavolino proveniente proprio da questa casa. I visitatori sono dunque invitati a proseguire il proprio percorso in Antiquarium, per completare la conoscenza della domus e chiudere il cerchio di un’esperienza di visita che attraversa l’intero Parco Archeologico di Ercolano.





 


 


Parco Archeologico di Ercolano
Corso Resina

 Ercolano

Napoli

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA