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venerdì 10 ottobre 2025

Il ricambio generazionale nel collezionismo: quale futuro per l’arte contemporanea?

 Verona, 10 ottobre 2025 – ArtVerona apre oggi la sua 20.a edizione e lancia i risultati di un sondaggio rivolto a un campione di oltre cento collezionisti d’arte italiani, promosso nelle scorse settimane con la rivista di settore Collezione da Tiffany.

L’iniziativa fa il punto su come si trasformano gusti, valori e linguaggi da una generazione all’altra e su come i collezionisti di oggi immaginano il futuro dell’arte contemporanea. Dall’indagine emerge che il collezionismo d’arte sta cambiando, ma non nel modo che molti si aspettano. Il panorama che si prefigura è ricco e sfaccettato.

 

L’86% dei rispondenti dichiara di aver costruito la propria collezione in prima persona: un dato che conferma come il collezionismo in Italia resti un gesto fortemente individuale, spesso nato dal piacere della scoperta più che da logiche di investimento.

 

Le generazioni dei Baby Boomer e della Gen X rappresentano oltre l’85% dei partecipanti e si confermano come fortemente legate alla pittura, alla scultura e alla fotografia. Anche Millennial e Gen Z mostrano un interesse profondo per questi linguaggi, affiancandoli però a nuove sensibilità: dall’apertura verso l’arte digitale e i new media fino all’attenzione per i temi sociali, ambientali e identitari che attraversano la produzione artistica contemporanea.


Per molti giovani collezionisti, infatti, l’arte non è più soltanto un investimento o un bene rifugio, ma uno spazio di dialogo e di posizionamento culturale, capace di raccontare la società in cui vivono e di riflettere il loro tempo.

 

I collezionisti più maturi guardano a queste nuove generazioni con curiosità e talvolta con distacco: li percepiscono più attenti alle mode e ai linguaggi digitali, ma anche più sensibili ai valori etici e alla sperimentazione. Da questo confronto nasce un dialogo generazionale che sta ridefinendo il ruolo stesso del collezionista e il modo di intendere la relazione tra arte, mercato e comunità.

 

Nel passaggio generazionale, uno dei nodi più sentiti riguarda la trasmissione delle collezioni. Oltre il 60% dei collezionisti intende tramandare la propria raccolta in famiglia, mentre circa un terzo non ha ancora deciso come gestire il futuro del proprio patrimonio artistico. Solo una piccola minoranza - meno del 10% - immagina donazioni a musei o istituzioni.

 

Sul piano dei gusti, il collezionismo italiano si conferma legato ai linguaggi più “classici”. Il 96% dei rispondenti predilige pittura e scultura, seguiti da fotografia (53%), installazioni e performance (24%) e video o new media (11%). Solo il 3% indica un interesse per arte digitale e NFT, segno che le nuove tecnologie, pur molto discusse, non hanno ancora conquistato un ruolo centrale nelle collezioni. Curiosamente, però, la percezione del futuro è diversa. Più della metà dei collezionisti (51%) ritiene che le nuove generazioni siano più attratte da video, new media e arte digitale, mentre solo un quarto (25%) crede che pittura e scultura resteranno protagoniste.

 

Il confronto tra generazioni mostra come il collezionismo sia oggi sempre meno uniforme e sempre più specchio delle trasformazioni culturali in corso.

 

Per i collezionisti più maturi, i valori chiave restano innovazione e ricerca artistica (64%), seguiti da riconoscimento culturale (52%) e investimento economico (38%). I più giovani, invece, mettono al centro sostenibilità e impatto sociale (42%), investimento consapevole (44%) e innovazione (41%).

 

Guardando al futuro, oltre quattro collezionisti su dieci immaginano un futuro più globale e digitale (42%), mentre altri vedono un sistema dell’arte più orientato all’investimento (31%) o al valore culturale e sociale (23%).

Il sondaggio realizzato da ArtVerona e Collezione da Tiffany mostra come il ricambio generazionale nel collezionismo non sia una frattura, ma un passaggio di testimone che porta con sé nuove domande e nuove visioni.

Il report, disponibile sul sito di ArtVerona, offre un’analisi inedita e uno spunto di riflessione per collezionisti, galleristi e operatori culturali.

 

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venerdì 20 gennaio 2023

ARTCURIAL | All'asta a Parigi gli arredi dello storico Hotel Bauer Palazzo di Venezia | 24 - 29 aprile | mostra di anteprima: Milano, 3-31 marzo

 Artcurial presenta
L’asta degli arredi dell’Hotel Bauer Palazzo di Venezia
24 – 29 aprile 2023
Con una mostra d’anteprima a Milano dal 3 al 31 marzo 2023

 

Hotel Bauer Palazzo, courtesy Artcurial


 

Dal 24 al 29 aprile 2023, Artcurial presenterà gli arredi dell'Hotel Bauer Palazzo, l’iconico albergo affacciato sul Cana Grande, nel cuore di Venezia, con la sua magnifica vista su San Giorgio Maggiore, Punta della Dogana e Santa Maria della Salute.

Attraverso i vetri di Murano, i mobili e i tessuti pregiati, firmati dalle case Rubelli e Bevilacqua, questa vendita offre l’occasione di riscoprire la storia della città. Oltre 4.000 lotti che celebrano l'identità veneziana, dai porta lume (portes torchères) ai servizi da tavola, appassionati e collezionisti potranno assaporare l'essenza di quello che è stato e continua a essere un punto di riferimento fondamentale per l’ospitalità in Italia.  

PARIGI - Dopo 142 anni di attività, l'Hotel Bauer Palazzo sta per iniziare un nuovo capitolo della sua storia. Risale agli anni Quaranta l’ultima importante campagna di rinnovamento che lo rese un edificio all'avanguardia e un punto di riferimento per il comfort offerto ai suoi ospiti, l'istituzione continua la sua trasformazione con questi stessi presupposti, con l'obiettivo di ridefinire gli standard del lusso veneziano e riaprire le sue porte nel 2025.

Attraverso i 10.000 oggetti offerti in vendita, risuonano le voci degli illustri visitatori, da Marilyn Monroe a Re Carlo III e Camilla, che hanno contribuito alla definizione della reputazione dell'hotel.
Dallo stile gotico-bizantino di Giovanni Sardi al travertino modernista di Marino Meo, le facciate dell'hotel riassumono l'eclettismo di questo luogo, dove tutto è contrasto e combinazione allo stesso tempo, facendo del Bauer un simbolo di Venezia e della stratificazione secolare che la caratterizza. L'Art Déco incontra lo stile barocco, il legno dipinto incontra le dorature, i millefiori veneziani e i vetri di Murano incontrano i mobili inglesi di Maitland Smith. I sontuosi tessuti di seta della Casa Rubelli, in molte variazioni, sembrano fungere da collante tra tutti questi stili.

In ogni stanza prende forma un universo unico e testimonianza delle migliori eccellenze artigianali coinvolte in questo progetto tutto italiano: Rubelli e Bevilacqua, il tappezziere Alessandro Vianello, il mobiliere italiano Bussandri e il mastro vetraio veneziano Seguso Vetri d’Arte.
A Seguso si deve la straordinaria coppia di appliques a tre braccia in vetro soffiato, pizzicato e dorato che accoglievano i visitatori di tutto il mondo nel salone dei ricevimenti (30.000-50.000 euro), in occasione dei numerosi eventi organizzati per la Biennale o il Carnevale, decorato con tende, tovaglie e arazzi dai colori scintillanti, che hanno contribuito alla magica atmosfera del palazzo.

Tre coppie di tende di raso verde acqua della manifattura Bevilacqua sono stimate tra i 4.000 e i 6.000 euro. Le testiere dei letti, rivestite in tessuto Rubelli (200 euro - 300 euro), faranno la gioia degli appassionati. Il connubio tra linee e curve, tipico dello stile del Bauer Palazzo, si riflette nei suoi mobili. Tra i pezzi in offerta, i cassettoni veneziani curvi (800 euro - 1.000 euro) si affiancano alle poltrone (bergères gondole) (200-600 euro) e altri pezzi caratteristici, come un armadio a “trumo” in stile barocco proveniente da una delle suite reali, stimato €1,500 - €2,000.

Dalla monumentale coppia di dipinti a olio nel Salone delle Feste attribuiti a Claudio Francesco Beaumont (40.000-80.000 euro) agli arredi contemporanei della terrazza del ristorante Settimo Cielo, questo evento darà a tutti l'opportunità di possedere un pezzo della leggenda veneziana incarnata dall'Hotel Bauer Palazzo.

 

Hotel Bauer Palazzo, archivio, courtesy Artcurial


 

La storia

Il Grand Hôtel d'Italie Bauer-Grünwald ha aperto i battenti nel 1880, in un edificio storico, risalente al XVIII secolo, situato in Campo San Moisè, tra Piazza San Marco e il Canal Grande. L’hotel viene fondato da un giovane imprenditore austriaco, Julius Grünwald, e dalla figlia dell’albergatore veneziano Bauer, ristrutturato e ampliato da Giovanni Sardi, divenendo ben presto il punto di ritrovo dell'alta società.

Nel 1930, prende avvio un importante periodo di restauro, per volontà del nuovo proprietario: Arnaldo Bennati, costruttore navale ligure, che rimodella l'albergo fino alla sua riapertura nel 1949. L'ingresso principale, accanto alla chiesa barocca di San Moisè, viene dotato di una facciata modernista progettata da Marino Meo. Per la prima volta, un hotel nella città dei Dogi può vantare un sistema di riscaldamento e raffreddamento centralizzato, cosa davvero eccezionale per l’epoca. Il palazzo e le sue 210 camere si caratterizzano per gli alti standard di comfort e modernità. Giuseppe Berti aggiunge un altro piano all'edificio e nasce così il Settimo Cielo, una terrazza-bar dalla vista mozzafiato, che ancora oggi è la più alta di Venezia, e continua ad accogliere reali, politici internazionali, intellettuali, artisti e uomini d'affari.

Una seconda fase di ristrutturazione si colloca alla fine degli anni Novanta e adegua l’hotel agli standard dell'epoca, pur conservando la sua atmosfera mitica e senza tempo. Le vetrate a forma di diamante della Royal Suite lasciano intravedere le gondole di passaggio e i mosaici del pavimento trattengono ancora i passi di Elizabeth Taylor.
Nel ristorante De Pisis, vengono servite raffinate specialità italiane. Al Settimo Cielo gli ospiti gustano il loro primo Spritz mentre si immaginano in compagnia di Jean Cocteau che disegna la "sua Venezia" in lontananza.

''Tutto deve cambiare perché tutto possa rimanere lo stesso" scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
L'Hotel Bauer Palazzo sta chiudendo i battenti per tre anni e, come dimostra la sua storia, è nuovamente in una fase di completa trasformazione con l’obiettivo di rimanere sempre il meglio di se stesso. Un progetto ambizioso, incentrato sulla sostenibilità, è stato condotto dal rinomato architetto Alberto Torsello e dal gruppo di interior design BAR Studio e conserverà molti degli elementi storici del palazzo, ridefinendo nuovamente i più alti standard del lusso veneziano. La data di riapertura è già fissata per il 2025. 

 

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giovedì 1 dicembre 2022

 PARIGI - Il 10 febbraio 2023, Artcurial presenterà come pezzo forte dell'asta "Il mondo di Hergé, il creatore di Tintin"

Un'opera unica del celebre fumettista: il disegno originale per la copertina a tutta pagina dell'edizione del 1942 dell'album Tintin in America, stimato tra i 2,2 e i 3,2 milioni di euro.


© HERGÉ/ TINTINIMAGINATIO SA 2022


Tintin in America, uno degli album più venduti della serie

Il terzo volume della serie di Tintin Tintin in America, che vede il giovane reporter belga Tintin trascorrere un periodo negli Stati Uniti tra Chicago e il Midwest, è considerato uno dei più venduti della saga. Tintin in America è stato pubblicato per la prima volta nel 1932 con una piccola illustrazione stampata sulla copertina che mostrava Tintin seduto su una roccia con Snowy sdraiato accanto a lui. In occasione della terza edizione, nel 1937, la piccola illustrazione di copertina venne sostituita da un'altra versione che mostrava Tintin in sella a un cavallo, stampata su carta e incollata direttamente sulla copertina dell'album.

All'inizio degli anni '40, le tecniche di stampa si erano evolute e permettevano di realizzare una copertina a colori a tutta pagina. Il disegno che verrà presentato ad Artcurial è il disegno originale della copertina dell'edizione del 1942, che è stato utilizzato nuovamente in seguito per la prima edizione a colori del 1946.


La prima copertina a pagina intera di Tintin in America all'asta

Artcurial detiene diversi record mondiali d'asta per le opere di Hergé: nel 2012, la casa d'aste ha venduto il disegno originale per l'illustrazione di copertina dell'edizione del 1932 di Tintin in America per la cifra record di 1.338.509 euro. Il 10 febbraio 2023, 11 anni dopo, sarà l'occasione per capire come se la cava questa ulteriore versione del 1942!


L'estetica universale e senza tempo di Hergé

Le Avventure di Tintin sono state tradotte in oltre 100 lingue, a testimonianza del loro carattere universale e dell'estetica senza tempo che contraddistingue lo stile dell'artista. Il talento di Hergé sta nella semplicità del tratto e delle forme, che appaiono leggibili e ampiamente comprensibile. Ancora oggi questa celebre estetica, soprannominata "ligne claire" (la linea chiara), non ha perso nulla della sua modernità.

Hergé era un grande ammiratore dell'arte contemporanea del suo tempo, un interesse che si riflette negli album di Tintin e che gli valse persino l'onore di veder immortalata la sua immagine da Andy Warhol negli anni Settanta.

Da alcuni decenni, Tintin è diventato un'icona culturale acclamata da diversi artisti contemporanei diversi come Roy Liechtenstein, Keith Haring, Dran e Invader. Il reporter belga è celebrato dalla Street Art, così come dal teatro e dal cinema.

Il XX secolo ha permesso all'arte del fumetto di conquistare il suo posto tra le Belle Arti. Da forma d'arte minore, il fumetto è passato a essere definito la "Nona Arte". Le creazioni di Hergé, che una volta appartenevano al mercato specializzato dei fumetti, sono ora vendute sul mercato globale fine arts: i recenti record mondiali ottenuti da Artcurial per i disegni di Hergé si avvicinano ai prezzi dei più grandi artisti contemporanei al mondo.
All'asta il disegno originale della
copertina di Tintin in America

Il mondo di Hergé, creatore di Tintin
Asta: venerdì 10 febbraio 2023, a Parigi
 
Il 10 febbraio 2023, Artcurial presenterà un'opera d'arte eccezionale, per la prima volta in asta: Il disegno originale di Hergé per la copertina dell'album Tintin in America del 1942, stimato tra i 2,2 e i 3,2 milioni di euro. Un'opera d'arte unica e senza tempo, a distanza di 80 anni ancora utilizzata per la cover dell'album.

 

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mercoledì 12 ottobre 2022

CHANEL VINTAGE - Asta dal 21 al 27 ottobre 2022 Online Only

 

CHANEL (2010) Rara bambola La petite Coco raffigurante Madamoiselle Chanel, realizzata per la riapertura della boutique Chanel a Sono, New York Stima : € 2200 - 3200 © Artcurial


Artcurial renderà omaggio al lavoro di Karl Lagerfeld attraverso una vendita di pezzi firmati Chanel by Lagerfeld. Saranno messi in vendita 300 pezzi vintage e contemporanei dell’iconica casa di lusso. Troveremo i più grandi classici ma anche oggetti rari ed edizioni limitate. 

L’occasione perfetta per regalarsi o per office un pezzo di lusso senza tempo: piccole giacche di tweed, borse trapuntate e gioielli a catena, tutto ciò che costituisce il DNA della maison Chanel sarà a portata di click. Oltre all’abbigliamento e agli accessori, Artcurial venderà pezzi lifestyle originali come una palla da yoga ( stima € 220-320) o una bambola petite Coco , creata per la riapertura della boutique Chanel di Sono nel 2010 (stima € 2200-3200). 

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sabato 1 ottobre 2022

CHARLIE LE MINDU Asta del 5 ottobre 2022, Hôtel Marcel Dassault, Paris

Karl LAGERFELD, 1933-2019 "Andre Leon Talley [drapé d'un manteau]", 1993, Chromogenic print of the period, Accompanied by its certificate of authenticity, 49 x 40 cm © Artcurial

Artcurial accoglierà il mondo unico di Charlie Le Mindu. L’opportunità di scoprire ma anche di acquisire una delle ventuno opere prodotte dall’artista nel corso della sua carriera. Charlie Le Mindu, all’origine del concetto “Haute Coiffure” coglie la natura ambivalente dei capelli che vogliono essere sia in una materia intima che un indicatore sociale. Il risultato è una serie di sorprendenti lavori per capelli che interrogano sulla nostra identità.

 
Questo approccio plastico radicale e innovato ha già guadagnato a Charlie il riconoscimento di molte istituzioni mussali e ottiene fama internazionale collaborando con alcuni degli artisti più importanti del nostro tempo, tra cui Lady Gaga, Lana del Rey, Sua Lipa… A questi sono aggiunti innumerevoli collaborazioni con i più grandi stilisti di moda che vanno da Alewxander McQueen a Jean Paul Gaultier o Thierry Mugler. L’iconica Blonde Lips indossata da Lady Gaga nella clip di Bad Romance, senza dubbio l’opera più sorprendente mai prodotta da Charlie Le Mindu sarà il topo lot della vendita.

 

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martedì 20 settembre 2022

KARL LAGERFELD UNA COLLEZIONE TEDESCA

 BLONDE LIPS Collezione Girls of Paradise, Primavera Estate 2010 Ca pelli umani seta schiuma poliuretanica € 100.000-150.000 Stima : € 100.000 - 150.000 © Artcurial


Dal 27 settembre al 4 ottobre, Artcurial rende omaggio al lavoro di Karl Lagerfeld durante una vendita online Verranno presentati un centinaio di pezzi provenienti da una collezione privata: Manifesti, fotografie e disegni che ripercorrono il viaggio di un uomo dai tanti talenti, una vera icona del 900. Stilista , fotografo, disegnatore, designer, regista, ma anche editore genio creativo di Karl Lagerfeld sembrava non avere limiti. Il Kaiser, come veniva soprannominato, ha vissuto mille vite, sembrando di sapere tutto di tutto. Il suo incredibile appetito per la cultura in tutte le sue forme lo ha reso un camaleonte dello stile eppure, anche senza una firma, il tocco di Lagerfeld è unico. Da più di mezzo secolo mette in risalto la bellezza delle linee, dei colori e delle forme. Il suo inimitabile stile grafico è riconoscibile tra mlle grazie ai codici che ne fanno la sua firma: una linea sicura, chiara, sempre elegante, decisamente moderna.


Tra le opere messe invenduta potremo scoprire un disegno realizzato per la collezione Chanel Metiers d’art Paris Salzburg del 2014 in pennarelli e matite grasse con tocchi di Tipo-ex ( stima 2500-3000€ = o due fotografie molto colorate del famoso giornalista di moda Andrè Leon Talley ( stima 100-200€ ). L’esposizione di questa vendita 100% digitale si svolgerà all’Hotel Marcel Dassault sugli Champs Elysees in concomitanza con quella delle opere dell’artista Charlie Le Mindu e una selezione di pezzi Chanel di Karl Lagerfeld.

 

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mercoledì 18 maggio 2022

L'opera di Serena Vestrucci "Batter d’occhio" (2021) sarà acquistata dal Trust per l'Arte Contemporanea

L’opera di Serena Vestrucci Batter d’occhio (2021) sarà acquistata dal Trust per l’Arte Contemporanea per essere donata alla collezione permanente del MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna 

 


La galleria Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di annunciare che l’opera di Serena Vestrucci, Batter d’occhio, 2021 (tecnica: battiti di ciglia su tela, tempera, tre settimane, 170 x 210 cm) è stata scelta tra le cinque opere che saranno acquisite dal Trust per l'Arte Contemporanea tra quelle esposte alla 45ma edizione di Arte Fiera, per essere destinate alle collezioni permanenti del MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna.

La selezione è stata effettuata dal Comitato Collezioni Pubbliche del Trust composto da Sarah Cosulich, Chiara Parisi e Claudio Spadoni, per un investimento totale di 30.000 euro. Il Trust per l’Arte Contemporanea, primo esempio realizzato in Italia in questo ambito, ha dato vita a un fondo dedicato all’arte del presente ed è costituito dalle risorse economiche messe a disposizione dai tre disponenti BolognaFiere, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, dal donatore principale Gruppo Unipol e dal donatore sostenitore Emil Banca Credito Cooperativo.

A proposito di questo lavoro, l’artista dichiara: “Batter d’occhio è un disegno corale: una moltitudine di tracce di battiti di ciglia replicati e fermati su ampie superfici. Ho sempre pensato alle ciglia come pennelli che ognuno ha costantemente a disposizione e che, nel loro incessante movimento, lasciano segni incontrollati che graffiano l’aria. Il loro battito, istantaneo e inafferrabile, rimanda alla durata rapida e transitoria che intercorre tra uno sguardo e l’altro, allo stesso modo in cui è la nostra presenza: momentanea e fuggevole. Un richiamo alla collettività.” 

 


Serena Vestrucci  

è nata a Milano nel 1986. Dopo la laurea triennale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, si trasferisce a Venezia, dove nel 2011 vince la residenza presso gli atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa e nel 2013 consegue la laurea magistrale in Progettazione e Produzione delle Arti Visive all’Università IUAV di Venezia.

Ha esposto il proprio lavoro in mostre personali presso numerose istituzioni italiane tra cui: Galleria Renata Fabbri, Milano (2021); Galleria FuoriCampo, Siena (2018); Galleria d’Arte Moderna, Verona (2017); Museo Archeologico Salinas, Palermo (2017); Marsèlleria Permanent Exhibition, Milano (2016); Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2015); Galleria Ottozoo, Milano (2013).

Tra le mostre collettive: Fondazione Stefan Gierowski, Varsavia (2022); Fondazione Made in Cloister, Napoli (2022); Fondazione Imago Mundi, Treviso (2021); Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2020); Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2020 e 2015); Palazzo Del Medico, Carrara (2020); Museo della Fondazione Michetti, Francavilla al mare, Chieti (2020); Casa Testori, Novate Milanese (2019); Blitz, Valletta, Malta (2019); Istituto Italiano di Cultura, New York (2018); Istituto Italiano di Cultura, Londra (2018); Museo Santa Maria della Scala, Siena (2018); Palazzo Reale, Milano (2017 e 2015); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2017, 2012 e 2010); FRISE Künstlerhaus, Amburgo (2014); Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (2014); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2014); Galleria d’Arte Moderna, Milano (2012); Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia (2012); Stedelijk Museum, ‘S–Hertogenbosch (2011).

Nel 2017 vince la diciottesima edizione del Premio Cairo e viene selezionata dal Comune di Milano per la realizzazione di un’opera pubblica permanente nell’ambito della commissione di arte pubblica ArtLine Milano.

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mercoledì 23 febbraio 2022

Un capolavoro di Chardin, icona dell’arte francese del XVIII secolo

ASTA: 23 marzo 2022, Parigi 

Jean-Baptiste Siméon CHARDIN (1699-1779) The Basket of Wild Strawberries Oil on canvas Signed ‘Chardin’ lower left 38 x 46 cm Estimate : 12 000 000 - 15 000 000

 

Artcurial e Cabinet Turquin sono lieti di presentare in asta, il 23 marzo 2022, un capolavoro dell’arte occidentale, “Il cestino di fragole di bosco” di Siméon Chardin (1699-1779), proveniente dalla collezione Eudoxe Marcille.

PARIGI – Il 23 marzo 2022, il dipartimento Old Master & 19th Century Art di Artcurial e Cabinet Turquin presentano in asta un capolavoro di Jean Siméon Chardin (1699-1779), “Il cestino di fragole di bosco”.

Chardin ha dipinto circa centoventi nature morte, spesso ritraendo lo stesso soggetto: oggetti, frutti, in particolare calici d’argento, teiere, lepri, prugne, meloni e pesche. Questa natura morta è l’unica firmata dall’artista in cui compaiono le fragole di bosco come tema principale.

Esposta dall’artista al Salone del 1761, riscoperto da François-André o Eudoxe Marcille un secolo dopo, prima di scomparire dalla vista del pubblico sino alle retrospettive dedicate all’artista organizzate a Parigi nel XX secolo, questa piccola tela è diventata nel mentre un’icona dell’arte occidentale, combinando una composizione di sublime semplicità geometrica con un’eccezionale qualità esecutiva.

Passata inosservata al tempo della sua realizzazione, “Il cestino di fragole di bosco” è diventata nel tempo una delle immagini più famose del XVIII secolo francese, regolarmente riprodotta sulle copertine di cataloghi dedicati a Chardin.

Ideale proseguo delle rare raffigurazioni di coppe di fragole di pittori nordici e francesi del XVII secolo, come Jacob van Hulsdonck, Adriaen Coorte e Louyse Moillon, questo dipinto collega i due secoli, mentre si dirige con risolutezza verso la modernità. Infatti, il soggetto qui è quasi meno importante della sua rappresentazione in volumi e forme, come dimostrano il cilindro dei bicchieri e il triangolo formato dalle fragole. Chardin è soprattutto apprezzato per il silenzio che arieggia nei suoi lavori, la poesia che emana dalla realizzazione di oggetti ordinari, un invito a meditare e un passo indietro rispetto al turbinio coevo.


Il dipinto qui rappresentato è direttamente paragonabile con “Il cestino di prugne” (Parigi, Louvre) e “Il bicchiere d’acqua e la tazza di caffè” (Pittsburgh, Carnegie Institute of Art), datate allo stesso periodo ed entrambe considerate come capolavori assoluti. All’epoca, Chardin era all’apice della sua carriera come artista. La virtuosità del pittore è evidente nell’incredibile trasparenza dell’acqua nel bicchiere, la rappresentazione della frutta è sia precisa sia fluida, come se si trattasse di un’unica forma messa in rilievo dai segni bianchi dei due incarati i cui piccioli rompono la regolarità dello schema.


La modernità delle nature morte di Chardin trova importante eco nella produzione dei suoi contemporanei, come impressionisti, in particolare con FantinLatour, Monet, Renoir... e il rigore delle sue composizioni geometriche tornerà nel XX secolo nelle opere di Cezanne, Morandi, sino a Wayne Thiebault.


Un capolavoro dalla collezione Marcille

François Marcille (1790-1856) ha riscoperto la pittura del XVIII secolo che durante la prima metà del secolo successivo era stata dimenticata, e ha setacciato i mercatini delle pulci, insieme a un altro grande entusiasta, Louis La Caze, costruendo ciascuno la sua collezione.


The Marcille Collection, che comprende circa 4500 dipinti, include 40 tele di Boucher, 30 di Chardin e 25 di Fragonard, è stata separata dalla parte di disegni e divisa tra i due figli Eudoxe (1814 -1890) e Camille (1816-1875). Il fratello più anziano ha dimostrato lo stesso appetito del padre per le scoperte e le acquisizioni, ogni lunedì dava il benvenuto ad appassionati come i fratelli Goncourt e il giovane Edgar Degas, così come ai colleghi del dottor Louis La Caze.


Nel marzo 1861, Eudoxe Marcille diventa membro della Museums Advisory Commission e membro della giuria alla Grande Esposizione di Londra. Nel 1865, si unisce alla giuria dei Saloni annuali, prima per le incisioni, poi per la pittura. Nel 1870 diventa direttore del Musée d’Orléans dove ha conferito grande dinamicità alla collezione esistente. Questo dipinto è rimasto nelle mani dei discendenti di Eudoxe Marcille sino a oggi. Si tratta di uno dei più importanti dipinti francesi del XVIII secolo a essere in mani private, stimato intorno ai 12-15 milioni di euro.

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giovedì 20 gennaio 2022

100 ritratti per un secolo. Una collezione parigina

ASTA: 15 FEBBRAIO 2022 


Elisabeth Louise VIGÉE-LE BRUN (Paris, 1755-1842), Portrait de Joseph Hyacinthe François de Paule de Rigaud, comte de Vaudreuil (1740 -1817). Huile sur toile, de forme ovale, 72,50 × 59 cm

 

Il 15 febbraio 2022, il dipartimento Old Master & 19th Century Art di Artcurial presenta la sua prima vendita dell'anno: cento ritratti francese del XVII secolo che per oltre quaranta anni sono stati raccolti da un appassionato collezionista parigino. Questa selezione offre un panorama completo della società dell'epoca comprendendo anche ritratti di Luigi XV, Luigi XVI, Maria Antoinetta, amanti reali, cardinali e pittori.

Questa collezione è una testimonianza fondamentale dello splendore che caratterizzava la società francese del XVIII secolo, periodo in cui la pittura, l'architettura, la letteratura e la moda francesi fiorivano e spargendo la propria influenza in tutto il mondo.

Lungo questa collezione di personalità dall'epoca dell'Illuminismo ci sono membri della famiglia reale, figure della corte di Versailles, uomini di legge e militi, plebei e prelati, tutti resi maestosi da pittori come Louis-Michel van Loo, Joseph-Siffrède Duplessis ed Élisabeth Vigée Le Brun.

Durante l'acquisizione di questi pezzi, il collezionista ha compiuto scoperte e potè sviluppare delle identificazioni basandosi sulle annotazioni presenti sul retro dei lavori. Attraverso ricerche approfondite ha potuto autenticare molti dei ritratti,

La celebre ritrattista Élisabeth Louise Vigée-Le Brun ha dipinto diversi pezzi di questa collezione, incluso il ritratto di MarieAntoinette, regina di Francia (40 000 - 60 000 €), così come quello di Joseph Hyacinthe François de Paule de Rigaud, Conte di Vaudreuil (50 000 - 70 000 €).

Questo insieme di cento ritratti riuniti con dedizione e ricerche approfondite per documentarne soggetti e origini lungo un arco di tempo di oltre quarant'anni sarà portata in asta da Artcurial il 15 gennaio 2022, a Parigi. 

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giovedì 18 marzo 2021

LA 4° EDIZIONE DELL'ASTA DI SOLO DESIGN ITALIANO

ASTA - 13 APRILE 2021, PARIGI



Martedì 13 aprile, Artcurial terrà la sua quarta asta dedicata al solo design italiano. 

Questa edizione comprende oltre 160 lotti, tra i quali moltissimi pezzi ancora poco conoscuti sul mercato francese. Accanto ai grandi maestri del design italiano, come Gio Ponti, Ico Parisi e Gino Sarfatti, sarà presentata una sezione dedicata agli anni Settanta con pezzi firmati da Gaetano Pesce, Joe Colombo, Mario Ceroli, Superstudio ed Enzo Mari, morto nel 2020 e a cui è attualmente dedicata una mostra alla Triennale di Milano.

« Per la prima volta Artcurial porta in asta a Parigi una selezione di pezzi firmati da Superstudio, un importante gruppo di architettura radicale fondato nel 1966-67 a Firenze che rivendica in quegli anni di contestazioni una pratica concettuale dell’architettura. In catalogo, il set di mobili Quaderna sono accostati a stampe di architettura, a sostenere l'idea di un pensiero radicale, volto a scardinare i codici del design, proponendo degli schemi comportamentali applicabili su scale diverse. Tra le tappe più significative per l'affermazione dell'opera dii Superstudio la mostra Italy: The New Domestic Landscape al MOMA nel 1972. In Francia la loro consacrazione definitiva risale al 2019, quando negli spazi del FRAC Centre-Val de Loire si è tenuta la mostra Superstudio: La vie après l’architecture, la prima grande monografica mai tributata all’opera di Superstudio, in cui sono stati esposti i progetti più significativi del gruppo.

Tra i pezzi più interessanti presentati in asta anche una lampada di Gianfranco Frattini mod.535, di cui siamo molto contenti poiché pressocchè sconosciuta al mercato.
Presentiamo inoltre un bellissimo divano di Gaetano Pesce intitolato Tramonto a New York in cui il designer rievoca l’idea dello skyline cittadino al tramonto, con le sue forme e i suoi colori.» 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

sabato 11 febbraio 2017

Trionfo per Alfa e Ferrari all'asta RM Sotheby's a Parigi

Si è chiusa con un successo di vendite complessive (27.576.400 euro, il record per Parigi) e soprattutto con un trionfo delle marche italiane l'asta di RM Sotheby's al Salone Rétromobile in svolgimento nella Capitale francese.
 
Al primo posto delle Top ten l'Alfa Romeo Tipo B P3 del 1934 con un valore di assegnazione pari 3.920.000 euro. Seconda la Ferrari 365 GTB/4 Daytona Spider del 1973, venduta per 2.156.000 euro, seguita al terzo e quarto posto da una Porsche 959 Sport del 1988 e da una Ferrari 275 GTB 4 del 1965 battute rispettivamente a 1.960.000 e 1.932.000 euro. 



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