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giovedì 17 settembre 2026

Il CAMeC prosegue il progetto delle residenze artistiche: a settembre arriva alla Spezia Alisa Yoffe

Ricerca e produzione artistica a contatto con la Città. Nel 2027 la Project Room del CAMeC ospiterà la restituzione del lavoro sviluppato dall’artista durante la residenza spezzina

 


 

La Spezia, 17 settembre 2026 – Prosegue il progetto di residenze artistiche del CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, attraverso il quale il museo rafforza la propria vocazione come luogo non soltanto di esposizione, ma anche di ricerca, produzione e sperimentazione artistica contemporanea.


La nuova protagonista è Alisa Yoffe, artista nata a Tashkent nel 1987, oggi residente a Parigi, che sarà alla Spezia dal 1° al 30 settembre 2026 per una residenza di quattro settimane, organizzata con il contributo di Giardini Studio. La permanenza sarà concepita come un periodo di ricerca, produzione e confronto diretto con il contesto urbano, paesaggistico e culturale della Città.


Il progetto conferma la volontà del CAMeC di fare della “residenza artistica” uno degli strumenti attraverso i quali mettere in relazione la ricerca contemporanea con La Spezia e il suo territorio, offrendo agli artisti, nazionali e internazionali, l’opportunità di vivere la città, osservarla e interpretarla, facendo nascere opere e percorsi specificamente legati all’esperienza vissuta.


“Dopo il recente soggiorno di Marcela Gutiérrez al Santuario di Soviore, che ha dato origine al progetto espositivo Soglia, La Spezia accoglie ora Alisa Yoffe, artista di rilievo internazionale che si distingue per le sue opere graffianti e dalla grande potenza espressiva” dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. “Con il loro binomio bianco-nero e la loro apparente semplicità, i dipinti di Alisa Yoffe ci invitano a riflettere in maniera più profonda su temi che toccano la nostra contemporaneità. Le forme essenziali e talvolta conturbanti delle tele sono intrise di emotività, simbologia e significato. Sono certo che la nostra Città saprà ispirare Alisa Yoffe nel suo percorso artistico, grazie al nostro Golfo, le nostre architetture, i nostri splendidi scorci” conclude il Sindaco.


Alisa Yoffe svilupperà infatti un nuovo nucleo di lavoro, non costruito a partire da opere già esistenti, ma generato dall’immersione nel contesto spezzino. La città, il porto, il mare, le architetture di soglia, i temi del transito e del confine rappresenteranno alcuni degli elementi con i quali la ricerca dell’artista potrà entrare in relazione, tanto sul piano formale quanto su quello simbolico.


Il periodo di residenza si articolerà attraverso una prima fase di sopralluoghi, conoscenza del territorio e confronto curatoriale, seguita dal lavoro di produzione e sviluppo del progetto. Il percorso potrà tradursi in disegni, grandi superfici pittoriche, elementi installativi e interventi capaci di stabilire una relazione con gli spazi del CAMeC e con alcuni luoghi della città.


La residenza non si esaurirà però nel mese di settembre. Il percorso avviato alla Spezia troverà infatti una successiva restituzione pubblica: nel 2027 la Project Room del CAMeC ospiterà una mostra dedicata ai risultati della ricerca sviluppata da Alisa Yoffe durante il soggiorno spezzino, consentendo al pubblico di scoprire gli esiti di un lavoro nato direttamente dal rapporto tra l’artista, il museo e la città. Il progetto prevede inoltre la donazione al CAMeC di un’opera realizzata durante la residenza, che entrerà così a far parte del patrimonio museale e un workshop.


La ricerca di Yoffe è caratterizzata da un linguaggio visivo fortemente riconoscibile, costruito attraverso un uso radicale del bianco e nero, forme sintetiche e monumentali e una pratica che mette in relazione pittura, installazione, spazio e tensione narrativa, trasformando il segno in una presenza fisica e ambientale.


Formatasi tra la Free Workshops School del Moscow Museum of Contemporary Art e il Moscow Institute of Contemporary Art, Alisa Yoffe ha sviluppato negli anni un percorso internazionale che comprende esposizioni, residenze e collaborazioni con realtà come Comme des Garçons, Maison Martin Margiela, Bonne Suits e Cartier. Le sue opere sono presenti, tra le altre, nelle collezioni della Tretyakov Gallery di Mosca, del Jewish Museum and Tolerance Center e del Phoenix Art Museum.


Il suo percorso espositivo comprende inoltre mostre personali e collettive in numerose istituzioni internazionali, dalla König Gallery di Berlino al Tartu Art Museum, dal Pori Art Museum alla Biennale di Venezia, oltre a diversi progetti realizzati tra Mosca, Amsterdam, Berlino, Tbilisi e altre città europee.


Con la nuova residenza il CAMeC consolida così una linea progettuale che considera il museo come spazio vivo di produzione culturale, capace di affiancare alla conservazione e alla programmazione espositiva il sostegno diretto alla ricerca degli artisti. Un percorso che rafforza il dialogo tra il CAMeC e il territorio e, al tempo stesso, amplia le relazioni internazionali del museo, offrendo alla città l’opportunità di diventare parte attiva del processo creativo.


INFORMAZIONI E CONTATTI
CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia
https://camec.sp.it/
https://camec.museilaspezia.it/
FB/IG @camec.laspezia
Biglietti:
Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia
Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia
Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre
Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea). L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.
Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.
Orari:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 ; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00
Chiuso lunedì e 25 dicembre

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

mercoledì 16 settembre 2026

MANNight, straordinarie aperture

Giovedì 17 settembre, superstar la Statua Magica della Collezione Egizia 

Bodypainting di Weronique Art con il modello e il pubblico 

Nel giardino della Vanella Dj set con le composizioni eclettiche di Giuseppe Fava 

 


 

15 settembre 2026. Sarà la Statua Magica della Collezione Egizia la protagonista, giovedì 17 settembre, della performance di Bodypainting di Weronique Art, l’artista che realizza le sue opere vive in dialogo con i tesori delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

E non solo: lungo i corridoi e le sale del Museo, durante MANNight la visita si arricchirà di emozioni con una serie di performance site specific, in un format di valorizzazione che sta riscuotendo un crescente apprezzamento da parte del pubblico (con 550 accessi per la prima serata e quasi 1200 nella seconda. 

“Siamo pronti ad accogliere il nostro pubblico per una nuova serata di scoperte e sorprese con performance e con la straordinaria atmosfera che solo le sale del MANN possono offrire. Ogni intervento mette in evidenza singole opere o intere sezioni del Museo come, per esempio, le tammorre e i ritmi con cui gli artisti Enzo Tammurriello e Marta Peperna catturano l’attenzione del pubblico conducendolo al ritmo di suoni ancestrali attraverso le sale della Sezione Preistorica, dove sono letteralmente le nostre radici, fino agli spazi dedicati alla Piana Campana dove di fronte a due delle più importanti tombe principesche del Museo (la tomba 104 di Cuma e la tomba della Principessa di Cales) i visitatori sono invitati a danzare in cerchio, quasi riproducendo quelle danze rituali che caratterizzavano le cerimonie funebri”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano

Durante tutta la serata più di venti artisti per un programma ricco di eventi: oltre alla welcome session della dj Angelica Barrella, che accoglierà gli ospiti sul terrapieno del Museo, nel giardino della Vanella giovedì prossimo porterà la sua musica Giuseppe Fava, resident del collettivo Soul Express Collective, che farà vivere un'atmosfera di voci calde, percussioni vibranti, suoni psichedelici e ritmi house, in un set all'insegna di eclettismo ed empatia. 

 “MANNight. Straordinarie aperture” è un progetto nell’ambito del Piano di Valorizzazione del MiC, grazie al quale il biglietto al costo speciale di 10 euro). Prodotto per conto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli da Casa del Contemporaneo, in collaborazione con La Santissima Community Hub, il progetto MANNight mira soprattutto a valorizzare l’esperienza di visita, senza distogliere il pubblico dalla bellezza delle opere, ma aggiungendo in alcuni momenti uno spunto di riflessione o uno spazio di interazione. 

Tutte le info su: 

www.museoarcheologiconapoli.it/event/mannight-straordinarie-aperture-il-futuro-incontra-il-passato/

(Il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

martedì 15 settembre 2026

Museo Civico delle Cappuccine, Bagnacavallo (Ra) | In ponta d'pi. Officina romagnola

In ponta d'pi. Officina romagnola
A cura di Davide Caroli e Silvia Loddo
Museo Civico delle Cappuccine

Bagnacavallo (Ra)


 

 

24 settembre 2026 - 10 gennaio 2027

Inaugurazione: giovedì 24 settembre, ore 18.00 

 

 

Il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo (Ra) presenta, dal 24 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, In ponta d'pi. Officina romagnola, mostra fotografica a cura di Davide Caroli e Silvia Loddo con opere di Nicola Baldazzi/Veronica Lanconelli, Davide Baldrati, Cesare Ballardini, Michele Buda, Alessandra Dragoni, Cesare Fabbri, Marcello Galvani, Luca Gambi, Francesca Gardini, Guido Guidi, Gianluca Liverani, Francesco Neri, Luca Nostri, Francesco Raffaelli, Giovanni Zaffagnini.

In ponta d'pi è il verso di una poesia di Nevio Spadoni scelto come titolo dell'esposizione perché rispecchia un atteggiamento comune ai quindici autori coinvolti, tutti in qualche modo appartenenti a quella che si può definire una scuola di fotografia romagnola, che ha raggiunto esiti straordinari grazie alla ricerca di autori di generazioni diverse.

Maestro e soprattutto compagno di strada è stato per tutti Guido Guidi, ormai riconosciuto come uno dei fotografi più importanti a livello internazionale sia per la sua instancabile ricerca che per l'attività didattica portata avanti soprattutto tra Ravenna e Venezia.

La mostra propone inoltre un focus su alcuni progetti fotografici nati in area romagnola a partire dal 1986 per provare a fare un primo punto su una delle esperienze più interessanti di ricerca fotografica che ha coinvolto e coinvolge non solo numerosi fotografi e fotografe, riconosciuti a livello nazionale e internazionale, ma anche importanti esperienze corali, dai Figli del deserto nati a Fusignano nel 1986 alla recentissima esperienza della Scuola elementare di fotografia creata a Ravenna nel 2023.

Da decenni la Romagna è un'officina fotografica molto attiva. Un'officina - come recita il sottotitolo della mostra, che fa riferimento al saggio di Roberto Longhi sulla pittura ferrarese del Quattrocento - che si caratterizza dunque sia per la presenza di singoli autori e autrici di grande valore che per una chiara tendenza alla progettazione collettiva, nel migliore spirito della tradizione cooperativa del territorio.

Un'officina dove si è formato uno sguardo che alla curatrice Silvia Loddo piace definire dialettale, nel senso più alto del termine, come riferimento a una lingua che ha nutrito sia straordinari poeti che altrettanto straordinari fotografi, accomunati dalla capacità di registrare in punta di piedi la bellezza dell'ordinario. Un modo di guardare e di pensare che ha inevitabilmente a che fare con un modo di parlare, con il paesaggio che si presenta agli occhi e i suoni che qui registra l'udito.

La mostra è curata dal direttore del Museo delle Cappuccine Davide Caroli e da Silvia Loddo, storica dell'arte e studiosa di fotografia, attualmente direttrice della Pinacoteca Carlo Contini a Oristano, che si è formata tra Bologna, Ravenna, Parigi e Siena e per molti anni ha seguito da vicino le vicende della fotografia romagnola curando i progetti di osservatorio fotografico.

Promossa dal Comune di Bagnacavallo e organizzata dal Museo Civico delle Cappuccine, l'esposizione è realizzata con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e il contributo di Snam. L'identità visiva del progetto è curata da Emilio Macchia.

Il Museo Civico delle Cappuccine è aperto al pubblico nei seguenti giorni e orari: martedì e mercoledì 14.30-18.00, giovedì 10.00-12.30 e 14.30-18.00, venerdì, sabato e domenica 10.00-12.30 e 14.30-19.00, dal 25 al 29 settembre, in occasione della Festa di San Michele, ore 10.00-12.30 e 14.30-23.00, 27 settembre ore 10.00-23.00, 8 dicembre, 26 dicembre e 6 gennaio aperto ore 10.00-12.30 e 14.30-19.00, chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio. Ingresso gratuito. Catalogo edito dal Comune di Bagnacavallo. 

 

Per informazioni e approfondimenti: www.museocivicobagnacavallo.it

 

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mercoledì 9 settembre 2026

MANNight, straordinarie aperture - Continuano con successo i giovedì sera al Museo

Nuove performance artistiche con bodypainting e ricamo in ferro
Il dj Bassolino nel Giardino della Vanella 

 

grafica dj


 

Decine di performances durante tutta la serata e più di venti artisti coinvolti per il secondo appuntamento di MANNight: giovedì 10 settembre sarà in programma la seconda apertura speciale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che sarà visitabile dalle 19 alle 23.30 con biglietto al costo speciale di 10 euro. Brevi esibizioni site - specific (dal quartetto d’archi alle sonorità ancestrali delle tammorre, dalla musica di crossover ai dj set d’ambiente, dalla danza contemporanea al body painting artistico fino al ricamo artistico del ferro) consentiranno al pubblico di vivere il Museo in modo diverso, creativo e coinvolgente.


    “Buona la prima: il coinvolgimento del pubblico nella serata inaugurale di MANNight ci incoraggia nel proseguire in un percorso di ricerca partecipata in cui crediamo molto. Il futuro incontra il passato non è solo uno slogan efficace che connoterà la rassegna di aperture serali sino al prossimo 22 ottobre, ma è piuttosto un filo conduttore capace di mescolare tempi diversi in una prospettiva molto chiara: l’arte antica non smette e non smetterà di parlarci”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano.

 

mannight foto

 


    Tanti gli artisti che si esibiranno al MANN il prossimo 10 settembre: Manuela Albano, Weronique Art, Giosuè Carbone, Gaetano Coccia, Stefania Contocalakis, Carlo Coppola, Tancredi D’Alò, Francesco Ottavio De Santis, Cosa del Futuro, Club Tasso, Alessandra Gallo, Luca Iovine, Giusy Lo Sapio, Sara Lupoli, Ida Marino, Veronica Menditto, Ledia Nikolla, Antonella Parrella, Marta Peperna, Ciro Riccardi, Antonella Romano, Giovanni Sanarico, Francesco Scelzo, Soul Express Collective, Enzo Tammurriello, Enrico Valanzuolo.


    Per le proposte selezionate da Soul Express Collective ci sarà, dopo il tedesco Niklas Wandt, un altro nome molto conosciuto e apprezzato del panorama dei Dj, il napoletano  Bassolino. 
    La rassegna MANNight è prodotta per conto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli da Casa del Contemporaneo, in collaborazione con la Santissima Community Hub.

mannight foto

 


Tutte le info su: 
www.museoarcheologiconapoli.it/event/mannight-straordinarie-aperture-il-futuro-incontra-il-passato/

 

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lunedì 7 settembre 2026

CAMeC, doppio appuntamento per il fine settimana conclusivo di “Ripensando il Romanticismo nell’arte contemporanea”

 




Sabato 12 settembre alle 18.30 Pesce Khete e Michele Tocca dialogano con la curatrice Elena Volpato per il secondo incontro del ciclo “L’Oltre. Conversazione con gli artisti”. Domenica 13 settembre, ultimo giorno della mostra, ingresso gratuito alla temporanea per tutta la giornata e visita guidata gratuita con la curatrice alle ore 17.

La Spezia, 7 settembre 2026 – Il CAMeC – Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia accompagna verso la conclusione della mostra “Ripensando il Romanticismo nell’arte contemporanea” a cura di Elena Volpato con due appuntamenti dedicati al pubblico nel fine settimana del 12 e 13 settembre.

Sabato 12 settembre alle ore 18.30 torna “L’Oltre. Conversazione con gli artisti”, il ciclo di incontri pensato per approfondire temi, linguaggi e prospettive dell’esposizione attraverso il confronto diretto con i suoi protagonisti. In questo appuntamento, Pesce Khete e Michele Tocca, i due artisti più giovani presenti nella mostra, converseranno con la curatrice Elena Volpato, offrendo al pubblico l’opportunità di entrare nel vivo delle rispettive ricerche artistiche e di approfondire, a partire dalle loro opere, il rapporto tra l’eredità del Romanticismo e le esperienze dell’arte contemporanea.

L’incontro rappresenta un’ulteriore occasione per sviluppare i temi al centro del progetto espositivo, mettendo in dialogo le opere, gli artisti e il pubblico attraverso uno sguardo diretto sui processi creativi e sulle riflessioni che attraversano la mostra.

L’appuntamento è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Il programma prosegue domenica 13 settembre, giornata conclusiva di “Ripensando il Romanticismo nell’arte contemporanea”. In occasione del finissage, l’ingresso alla mostra temporanea sarà gratuito per l’intera giornata.

Alle ore 17.00, inoltre, la curatrice Elena Volpato condurrà una visita guidata gratuita, offrendo ai visitatori un’ultima occasione per ripercorrere il progetto espositivo e approfondirne opere, artisti e principali nuclei tematici.

Due giornate, dunque, per salutare la mostra attraverso il dialogo con gli artisti e lo sguardo della curatrice, rafforzando il confronto tra pubblico, ricerca contemporanea e temi che il Romanticismo continua a far emergere nel presente.

PROGRAMMA

Sabato 12 settembre 2026 – ore 18.30
L’Oltre. Conversazione con gli artisti #2
Pesce Khete e Michele Tocca conversano con Elena Volpato

Domenica 13 settembre 2026
Ultimo giorno della mostra Ripensando il Romanticismo nell’arte contemporanea
Ingresso gratuito alla mostra temporanea per tutta la giornata
Ore 17.00 – Visita guidata gratuita con la curatrice Elena Volpato

INFORMAZIONI E CONTATTI

CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea

Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia

https://camec.sp.it/

https://camec.museilaspezia.it/

FB/IG @camec.laspezia

Biglietti:

Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia

Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia

Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre

Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea). L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.

Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.

Orari:

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 ; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00

Chiuso lunedì e 25 dicembre.

 

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venerdì 4 settembre 2026

XILOGRAFE a cura di Edoardo Fontana



Con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi


Museo Civico di Crema e del Cremasco 
17 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027


Inaugurazione: sabato 17 ottobre ore 17:30

 

La mostra indaga quel mondo ancora poco conosciuto, ma punteggiato di eccellenze artistiche, che negli anni a cavallo del 1900 vide protagoniste alcune talentuose artiste, che scelsero il linguaggio della xilografia come materiale della propria ricerca.

 

La mostra prodotta dal Museo Civico di Crema e del Cremasco e promossa dal Comune di Crema, Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Pari Opportunità, in programma dal 17 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, a cura di Edoardo Fontana, con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi, si prefigge di indagare quel mondo sottotraccia, ma punteggiato di eccellenze artistiche, che negli anni a cavallo del 1900 prese forma e quindi si consolidò attorno ad alcune figure che scelsero proprio questo linguaggio, quello della xilografia, come materiale della propria ricerca. Le artiste raramente vi si dedicarono, sicuramente a causa di un certo qual pregiudizio nei confronti di una tecnica ritenuta maschile per la tipicità dell’intaglio del legno, accostato non solo ad abilità tecnica ma anche a forza fisica. Con la nascita dell’incisione su legno di testa, che superava la durezza della lavorazione con la sgorbia e i coltelli, questa puntualizzazione sull’artigianalità un po’ grezza venne meno e il bulino e la ciappola furono più semplicemente accostati alla grazia femminile.


 

Norah Borges, La Verónica, 1918, xilografia. Collezione RES, courtesy Galerie St-John, Ghent


 

Vi furono incisore su legno anche in epoche precedenti all’Ottocento, i nomi noti sono sicuramente meno rispetto all’insieme delle donne che incisero in botteghe dirette da padri, mariti e fratelli: si possono citare su tutte, esemplarmente solo considerando l’Italia, Elisabetta Catanea e Girolama Cagnucci, mogli dei fratelli Parasole, e, soprattutto, la talentuosa Veronica Fontana, allieva della altrettanto talentuosa Elisabetta Sirani. È certo, però, che con l’emancipazione femminile il movimento trovò una sua collocazione all’interno di quello generale. Non si intende dire che si formarono dei gruppi di xilografe a costituire associazioni, ma, in Inghilterra, per esempio, la Wood Engraver Society enumerava molte donne sin dalla sua nascita. Una accurata analisi del fenomeno dell’incisione femminile può sicuramente essere utile alla narrazione ancora lacunosa dell’affermazione artistica delle donne e allo studio della loro relazione con la grafica.

 

Poiché la xilografia era categorizzata come arte minore, spesso equiparata all’artigianato, e nel caso della xilografia di traduzione certamente correlata a esso, nelle scuole di arti e mestieri dove spesso le donne dovevano dirigersi, essendo escluse con più o meno restrizioni a seconda dei paesi di appartenenza da alcuni insegnamenti nelle Accademie, questa tecnica poteva essere una buona via per affermarsi in un’area meno praticata. Se da un lato è indubbio l’iniziale traino dei paesi anglosassoni, per motivi politici e di apertura e maggior evoluzione sociale, è assodato che successivamente anche in altri paesi europei – l’Italia della rinascita della grafica dei primi del Novecento e, soprattutto, l’Austria della Secessione – si colmò il divario originario e si giunse all’affermazione di artiste di livello assoluto. Numerose furono le xilografe in grado di imporsi a livello internazionale. Su tutte, la tedesca Käthe Kollwitz, la cui opera ebbe una forte connotazione sociale e, prima, forse, a identificare nel lavoro della artista e nella creazione di opere d’arte un’accezione non meno importante di quella della maternità, ruolo a cui pareva impensabile potersi sottrarre. Gabriele Münter, anch’ella tedesca ma con una vicenda personale che la portò a viaggiare oltreoceano, fu in grado, attraverso la propria intuizione espressionista, di influenzare artisti come Vasilij Kandinskij, divenendo anticipatrice dei temi dell’astrattismo e dell’arte contemporanea.

  
Annabel Kidston, frontespizio xilografico di Matthew Arnold, The Forsaken Merman and The Scholar Gipsy, London, The Bodley Head, 1927. Collezione privata, Milano



Le austriache Elena Luksch-Makowsky, Broncia Koller-Pinell, Marianne Hitschmann-Steinberger si distinsero tra gli artisti della Secessione viennese e nella Wiener Werkstätte, pubblicando sulla rivista «Ver Sacrum» e su alcuni importanti cataloghi di mostre. Le inglesi Gwendolen Raverat e Clare Leighton rinnovarono l’illustrazione del libro e furono d’esempio per le numerose grafiche e xilografe attive nei paesi anglosassoni e per coloro che ancor oggi vi si ispirano. L’italo-tedesca Emma Dessau Goitein e le italiane Irma Pavone Grotta e Mimì Buzzacchi Quilici, insieme alle numerose allieve di Adolfo De Carolis, tra le quali la figlia Donella, Anna Maria Masi, Hortensia Morici Rossi, parteciparono alla rinascita della grafica nel nostro paese. La danese Ebba Holm in Italia fu impegnata anche nella redazione della rivista «Xilografia» di Francesco Nonni e fu autrice delle illustrazioni di una memorabile edizione della Divina Commedia, tradotta nella sua lingua. Citiamo, ancora, la cosmopolita finlandese Ellen Thesleff, collaboratrice di Edward Gordon Craig durante gli anni della rivista «The Mask», e con lei gli esempi di artiste assai meno conosciute ma con personalità e abilità tecniche eccezionali: la misteriosa e sfuggente russo-olandese Amelie Meeter De Zorn, l’esoterica e geniale svizzera Marguerite Burnat-Provins, l’onirica scozzese Annabel Kidston – dalle cui xilografie è stata selezionata l’immagine guida dell’esposizione. Non meno importanti furono le sperimentazioni vorticiste, con il linoleum a più matrici, del gruppo di incisori che si raccolse attorno alla figura di Claude Flight e alla Grosvenor School di Londra, tra i quali si distinsero Edith Lawrence, Sybil Andrews ed Eileen Mayo.

  
Broncia Koller-Pinnel, Ester Strömberg-Grossmann (Donna con i capelli rossi), 1905, xilografia a colori. Collezione privata, Milano



Non si possono dimenticare le personalità di alcune artiste-artigiane che si fecero notare in questa disciplina, come Margaret Dalziel che, con i fratelli, tradusse le illustrazioni dei Preraffaelliti per i Poems di Tennyson. Esther Bensusan, conosciuta con il cognome del marito Lucien Pissarro, con il quale creò prima a Epping e poi a Chiswick una delle più eleganti private press inglesi che, sotto il nome di Eragny Press, pubblicò memorabili esempi di arte applicata al libro, incidendo e componendo architetture che avrebbero condizionato la storia del “libro bello” del Novecento. Il ruolo di Esther all’interno della casa editrice, sebbene già preso in considerazione, è stato raramente valutato per l’importanza che ebbe sia nell’ideazione dello stile della Eragny sia nella realizzazione delle illustrazioni e dei decori troppo spesso attribuiti solo a Lucien. E ancora Annie Housman, nota soprattutto per aver pubblicato una delle prime storie di licantropi, illustratrice a sua volta e traduttrice di incisione del fratello Clemens. Anche il Belgio, grazie al milieu culturale in cui fu immerso tra Art Nouveaux e Avanguardie novecentesche, espresse alcune importanti xilografe come la gantoise Marie De Keyser e Nele Van de Velde, figlia del noto architetto Henry. La mostra si occuperà anche di una figura singolare come quella di Norah Borges, sorella dello scrittore argentino, la cui esperienza europea restituisce alcuni rari esempi xilografici.

  
Gwen Raverat, xilografia a colori per Henry Allen Wegwood, The Bird Talisman. An Eastern Tale, London, Faber and Faber, 1934. Collezione privata, Milano



Tornando in Italia, a Milano, nei primi anni del Novecento, Anna Beatrice D’Anna, Rosa Menni e Gemma Pero, oltre a incidere xilografie, aprirono uno studio in comune dove illustravano libri, schizzavano figurini per le sartorie e davano lezioni di disegno, accogliendo critici d’arte come Roberto Longhi e Vittorio Pica, e artisti come Arturo Martini. Di Gemma Pero sarà possibile vedere anche una raccolta di legni, talvolta incisi fronte-retro, che mostrano chiaramente le abilità anche scultoree dell’artista.

 

Nelle case editrici tradizionali giapponesi spesso vi erano xilografe, come si evince da una nota xilografia di Utagawa Toyokuni. Kawanabe Kyosui è un esempio invece di illustratrice che scelse la xilografia, imparata a bottega dal padre Kyosai.

 

Il periodo storico selezionato – dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento – è proprio quello in cui l’artista donna divenne professionista e decise di esprimersi anche attraverso questo medium. La grafica perse poi, tra le due guerre, un po’ del suo vigore, per spegnersi quasi totalmente nel secondo dopoguerra, almeno fino a tempi piuttosto recenti e un rinnovato interesse verso l’incisione.

 

Vi sono certamente artiste che, anche in quegli anni, furono capaci di parlare a un ampio pubblico con originalità e forza espressiva, lasciando importanti testimonianze del loro tempo: a tal proposito non si può mancare di citare la terribile cartella di Regina Lichter-Liron che, con suggestive e inquietanti scene, giocate su uno scioccante bianco e nero, rende con immediatezza l’inimmaginabile realtà, vissuta in prima persona, dei campi di concentramento.

Käthe Kollwitz, Selbstbildnis (Autoritratto), 1924, xilografia. Collezione privata, Milano

  


La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Museo Civico Crema, con testi critici e schede di Sara Baccanelli, Emanuele Bardazzi, Francesca Cagianelli, Cosimo Calvelli, Antonio Castronuovo, Cristina Chiesura, Chiara Degetto, Livia Fasolo, Edoardo Fontana, Paolo Linetti, Roberto Lunelio, Giorgio Marini, Anna Mazzanti, Chiara Nicolini, Silvia Scaravaggi, Luca Scarlini, Raf Steel.


 

 

Informazioni

XILOGRAFE

a cura di Edoardo Fontana, con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi

 

inaugurazione sabato 17 ottobre ore 17.30

anteprima stampa venerdì 16 ottobre ore 11

17 ottobre 2026-10 gennaio 2027

 

Mostra promossa e prodotta da

Comune di Crema, Assessorato alla Cultura; Assessore Giorgio Cardile; Assessorato alle Pari Opportunità, Assessora Emanuela Nichetti; Dirigente Francesca Moruzzi

 

Organizzazione e comunicazione

Museo Civico di Crema e del Cremasco; Responsabile, Silvia Scaravaggi; Conservatore, Alessandro Barbieri

www.culturacrema.it

 

Mostra e catalogo a cura di

Edoardo Fontana, con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi

 

Comitato scientifico

Simone Bandirali, Alessandro Barbieri, Emanuele Bardazzi, Giovanni Biancardi, Francesca Cagianelli, Antonio Castronuovo, Mauro Chiabrando, Cristina Chiesura, Livia Fasolo, Edoardo Fontana, Paolo Linetti, Maurizio Lo Giudice, Giorgio Marini, Chiara Nicolini, Giancarlo Petrella, Ferruccio Proverbio, Silvia Scaravaggi, Luca Scarlini, Raf Steel.

 

Albo dei prestatori

Biblioteca Comunale Clara Gallini, Crema; Biblioteca Museo Civico Crema; Biblioteca Sormani, Milano;  Biblioteca Statale, Cremona; Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi (Coccaglio), Associazione Culturale Mnemosyne (Castello di Dello); Collezione AB, Roma; Collezione Simone Bandirali, Crema; Collezione Emanuele Bardazzi, Firenze; Collezione Giovanni Biancardi, Milano; Collezione Franco Bianchessi, Crema; Collezione Mauro Chiabrando, Milano; Collezione Garlaschi, Milano; Collezione Kris van de Giessen; Collezione Ferruccio Proverbio, Milano; Collezione RES, Ghent; e altri prestatori che hanno preferito rimanere anonimi.

 

Coordinamento generale, grafica e cura allestimenti

Beggars Studio, con Roberta Biondini, Chiara Degetto, Ilaria Fornari, Laura Inzoli, Valentina Lazzaro

 

Coordinamento prestiti

Silvia Scaravaggi

 

Segreteria organizzativa

Alessandro Boni, Laura Inzoli, Roberto Lunelio, Riccardo Serina

 

Saggi e schede in catalogo, pannelli esplicativi e didascalie in mostra

Sara Baccanelli, Emanuele Bardazzi, Francesca Cagianelli, Cosimo Calvelli, Antonio Castronuovo, Cristina Chiesura, Chiara Degetto, Livia Fasolo, Edoardo Fontana, Paolo Linetti, Roberto Lunelio, Giorgio Marini, Anna Mazzanti, Chiara Nicolini, Silvia Scaravaggi, Luca Scarlini, Raf Steel

 

Didattica

Laura Inzoli

 

Ufficio stampa

Sara Zolla

 

Fotografie

Ilaria Fornari, Maria Parmigiani

 

Comunicazione social

Alessia Bressani, Chiara Degetto, Riccardo Serina

 

Catalogo edito da

Edizioni Museo Civico Crema

 

Stampa catalogo

Fantigrafica Cremona

 

Realizzazione pannelli espositivi, didascalie e materiale promozionale

LSI, Crema; Tipografia Trezzi, Crema

 

Realizzazione cornici e montaggi

La Corniciaia di Emilia Lunghi, Crema

 

Supporto tecnico e logistico

Fatmir Muharremi (coordinamento generale), Roberta Biondini, Alessandro Boni, Maria Teresa Condello, Igor Manna, Riccardo Serina, Michele Trogu e tutto il personale del Museo Civico di Crema e del Cremasco

 

Supporto accoglienza e promozione

Cremete servizi culturali di Facchi Matteo e C. s.a.s.

 

Service luci

Piccolofactotum, Montodine

 

Assicurazioni

axa xl Insurance, Milano; Broker Marsh, Milano

 

Sicurezza

Civis, Milano

 

Sede
Museo Civico di Crema e del Cremasco

piazzetta Winifred Terni de’ Gregorj 5, Crema

 

Periodo e orari di apertura
17 ottobre 2026-10 gennaio 2027


lunedì chiuso
martedì 14.30-17.30
da mercoledì a venerdì 10.00-12.00 e 14.30-17.30
sabato, domenica e festivi 10.00-12.00 e 15.30-18.30


Ingresso
Gratuito, senza prenotazione

 

Catalogo
Edizioni Museo Civico Crema

 

Informazioni generali
Museo Civico di Crema e del Cremasco
Piazzetta Winifred Terni de’ Gregorj, 5 26103 Crema
tel. 0373 894486 - 894481
museo@comune.crema.cr.it
www.culturacrema.it
Facebook: @museocrema
Instagram: @museo_crema
YouTube: Museo Civico di Crema e del Cremasco

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

giovedì 3 settembre 2026

CAMeC - visita guidata gratuita

 Eventi CAMeC - Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia

 

Domenica 6 settembre ore 17.00 visita guidata gratuita alla mostra “Ripensando il Romanticismo nell’arte contemporanea

 


 

Continuano gli appuntamenti al CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia promossi dall’Associazione “Amici del CAMeC”, un'organizzazione no-profit dedicata alla promozione e al sostegno del museo.


Come ogni prima domenica del mese, domenica 6 settembre alle ore 17.00 è prevista una visita guidata gratuita alla mostra temporanea “Ripensando il Romanticismo nell’arte contemporanea” a cura di Elena Volpato.
 

L’iniziativa, organizzata in occasione della prima domenica del mese, rinnova ormai una consuetudine consolidata: offrire agli associati un incontro con la collezione permanente e le mostre in corso, approfondendo temi, autori ed opere.
 

Per partecipare, è necessario avere o sottoscrivere al momento la tessera Amici del CAMeC.


La durata della visita è di circa 60 minuti, la prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti.
 

Info e prenotazioni per l’evento: amicidelcamec@camec.sp.it

 

INFORMAZIONI E CONTATTI
CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia
https://camec.sp.it/
https://camec.museilaspezia.it/
FB/IG @camec.laspezia
Biglietti:
Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia
Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia
Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre
Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea). L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.
Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.
Orari:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 ; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00
Chiuso lunedì e 25 dicembre

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

martedì 1 settembre 2026

MANNight, straordinarie aperture - Quando il futuro incontra il passato




Da giovedì 3 settembre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Itinerari di visita, performing arts, ricerche sonore

 

Le arti performative e la creatività contemporanea in scena al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: un nuovo modo per scoprire e riscoprire le straordinarie collezioni del MANN attraverso un’esperienza multisensoriale e coinvolgente per una concreta esperienza di conoscenza.


Si intitola “MANNight. Straordinarie aperture” il progetto nell’ambito del Piano di Valorizzazione del MiC grazie al quale, il Museo prolungherà l’orario di apertura dalle 19 alle alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30), con performances tutte studiate per lo specifico del Museo e caratterizzate dall'interazione con il pubblico, oltre che dalla ricerca artistica e dalla consueta rigorosa base scientifica. 

Gli appuntamenti si terranno tutti i giovedì fino al 22 ottobre, con un biglietto di ingresso a 10€.
Serata speciale anche il sabato 26 settembre (che sostituirà l’apertura di giovedì 24), per le Giornate Europee del Patrimonio, con biglietto a 1€.


Le proposte artistiche sono ispirate alle opere del MANN, perché, come recita il sottotitolo della rassegna, "il futuro incontra il passato": bodypainting e tattoo artistico, installazioni multimediali, docubeat, interazioni, living art, crossover musicali, tableaux vivants. Comunicazione non verbale per apprezzare le straordinarie opere d’arte del Museo sotto una nuova luce.
 

Pensando ai più giovani ( ma non solo), le serate saranno contrassegnate anche dagli interventi di Dj-set, selezionati da Soul Express Collective tra i nomi più interessanti del panorama nazionale e internazionale che hanno accettato la sfida di mettere le loro ricerche sonore a servizio di un progetto culturale.
 

Ad inaugurare MANNight il 3 settembre, ci sarà infatti il tedesco Niklas Wandt, percussionista, produttore, DJ e conduttore radiofonico che ha partecipato a vari e importanti festival, in Europa e oltreoceano. La sua "tavolozza sonora" è ricca, caratterizzata da un’impronta ipnotica, capace di coinvolgere il pubblico con composizioni che spaziano dall’afro-funky alla progressive fino alla tech-house avvolgente. (Per info: niklaswandt.com)

"Il Museo riparte a settembre all'insegna della contaminazione artistica e del coinvolgimento del pubblico: con MANNight, invitiamo a vivere con noi, in modo diverso dalla visita tradizionale, le nostre collezioni. Un grande Museo come il MANN è come un caleidoscopio di valori e punti di vista dove è il visitatore con la sua personalità a fare la differenza. Tra musica, danza e performance, il filo rosso dell'itinerario serale sarà l'integrazione fra le arti. Benvenuti al Museo, dunque, per condividere una nuova tappa del grande viaggio nella cultura del MANN preparandoci a festeggiare nel 2027 i 250 anni dalla sua istituzione!" commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano.

Prodotto per conto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli da Casa del Contemporaneo, in
collaborazione con La Santissima Community Hub, MANNight mira soprattutto a valorizzare l’esperienza di visita, senza distogliere il pubblico dalla bellezza delle opere, ma aggiungendo in alcuni momenti uno spunto di riflessione o uno spazio di interazione. Le performance, disseminate lungo il percorso di visita, durano pochi minuti, sono site - specific e vengono replicate più volte durante la serata: bodypainting e tattoo artistico, installazioni multimediali, docubeat, interazioni, living art, danza, crossover musicali, tableaux vivant si troveranno nelle varie sale. In giardino, prevista l'esibizione finale di dj-set: qui si potranno gustare i menù tematici e gli aperitivi realizzati dal MANNCaffè.
 

Tantissimi gli artisti coinvolti: Manuela Albano, Weronique Art, Giosuè Carbone, Gaetano Coccia,
Stefania Contocalakis, Carlo Coppola, Tancredi D’Alo, Francesco Ottavio De Santis, Cosa del Futuro, Club Tasso, Alessandra Gallo, Luca Iovine, Giusy Lo Sapio, Sara Lupoli, Ida Marino, Veronica Menditto, Ledia Nikolla , Antonella Parrella, Marta Peperna, Ciro Riccardi, Antonella Romano, Giovanni Sanarico, Francesco Scelzo, Soul Express Collective, Enzo Tammurriello, Enrico Valanzuolo.







Tutte le info su:

https://www.museoarcheologiconapoli.it/event/mannight-straordinarie-aperture-il-futuro-
incontra-il-passato/

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

METAMORFOSI CAMPANE: al via la rassegna teatrale nei musei della Campania

 METAMORFOSI CAMPANE 

 Teatro, mito e storia nei musei della Campania

 



Dal 4 settembre al 17 ottobre 2026 la Direzione regionale Musei nazionali Campania presenta METAMORFOSI CAMPANE, rassegna diffusa di spettacolo dal vivo.

Sette appuntamenti animeranno sei musei e siti archeologici tra le province di Napoli e Caserta.


Il progetto, sostenuto dalla Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura, mette in dialogo arte contemporanea e patrimonio storico, archeologico e architettonico.


Musei e siti diventano protagonisti degli spettacoli, concepiti in relazione alla storia e all’identità dei luoghi. Teatro, performance e linguaggi multidisciplinari si intrecciano con mito, memoria, tradizioni popolari e temi del presente.


La rassegna coinvolge importanti realtà della scena campana e nazionale, tra cui Ente Teatro Cronaca, Vesuvioteatro e Teatro Stabile delle Arti Medioevali.

L’apertura, il 4 settembre al Museo archeologico della Penisola Sorrentina, è affidata a Nessuno di e con Pako Ioffredo, ispirato alla figura di Ulisse.


Seguono Progetto Cuccagna, Raccontami una tavola e Favorite e Favoriti, tra mito, storia, cibo, desiderio e potere. La rassegna si conclude il 17 ottobre al Museo archeologico nazionale di Calatia con la prima nazionale di Di Vie e di Amanti.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

“Pubblicarsi in 12 ore”: al CAMeC il workshop intensivo dedicato al fumetto e alla narrazione visiva

  



Dal 19 settembre un ciclo di tre incontri a cura del collettivo Mammaiuto per imparare a costruire una storia originale a fumetti, dalla sceneggiatura all’inchiostrazione

 

La Spezia, 1° settembre 2026 – Proseguono al CAMeCCentro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia le iniziative promosse dall’Associazione Amici del CAMeC, realtà no-profit impegnata nella promozione e nel sostegno delle attività del museo.
Questo autunno il CAMeC propone “Pubblicarsi in 12 ore”, workshop intensivo dedicato al fumetto e alla narrazione visiva, a cura del collettivo Mammaiuto.


Il corso, rivolto a partecipanti dai 16 anni, si articolerà in tre appuntamenti per un totale di 12 ore: sabato 19 e sabato 26 settembre, dalle ore 10.00 alle 13.00, e domenica 4 ottobre, dalle ore 10.00 alle 16.00.


Non sono richieste particolari competenze nel disegno o nella scrittura: il workshop è pensato per offrire a tutti i partecipanti gli strumenti fondamentali per avvicinarsi alla costruzione di una storia a fumetti, sperimentando direttamente le diverse fasi del processo creativo.


Guidati dagli insegnanti del collettivo Mammaiuto, i partecipanti saranno accompagnati nella realizzazione di una propria storia originale e autoconclusiva di quattro pagine, lavorando progressivamente dall’idea iniziale alla sua traduzione in immagini e sequenze narrative.


Durante gli incontri saranno affrontati i principali elementi della scrittura del soggetto e della sceneggiatura per il fumetto, insieme alle regole di base della composizione della pagina e della narrazione visiva. Il percorso approfondirà inoltre le diverse fasi della realizzazione grafica – dallo storyboard alle matite fino all’inchiostrazione – e fornirà gli strumenti necessari per costruire e caratterizzare, dal punto di vista sia visivo sia narrativo, protagonisti e personaggi secondari.


Un laboratorio intensivo che mette al centro la pratica, la sperimentazione e la creatività e che offre l’opportunità di conoscere da vicino il linguaggio del fumetto, mostrando come la costruzione di una storia non dipenda esclusivamente dalle capacità tecniche di disegno, ma dall’incontro tra scrittura, immagini, ritmo e narrazione.


Costituita nel 2011, Mammaiuto è un’associazione e un collettivo di fumettisti che ha scelto la strada dell’autoproduzione per creare un rapporto diretto tra autori e lettori. Le storie, le illustrazioni e le strisce realizzate dal collettivo sono rese disponibili gratuitamente sul sito dell’associazione, mentre la vendita dei volumi cartacei contribuisce a sostenere i compensi degli autori e le attività del progetto. Accanto all’autoproduzione, alcuni volumi di Mammaiuto sono stati pubblicati anche da case editrici italiane e francesi.


“Pubblicarsi in 12 ore” si svolgerà al CAMeC nelle seguenti date:

    sabato 19 settembre, ore 10.00–13.00
    sabato 26 settembre, ore 10.00–13.00
    domenica 4 ottobre, ore 10.00–16.00

Il costo complessivo del ciclo di tre incontri è di 95 euro. Il corso sarà attivato al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
 

Info e prenotazioni per l’evento: amicidelcamec@camec.sp.it


INFORMAZIONI E CONTATTI
CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia
https://camec.sp.it/
https://camec.museilaspezia.it/
FB/IG @camec.laspezia
Biglietti:
Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia
Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia
Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre
Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea). L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.
Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.
Orari:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 ; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00
Chiuso lunedì e 25 dicembre

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA