giovedì 26 febbraio 2026

Cinema Odeon – un marzo ricco di emozioni, storie e grande cinema

Ecco la programmazione 

dal 1° marzo al 29 marzo


 


La Spezia, 26 febbraio 2026 – Il Cinema Odeon del Comune della Spezia, nella Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” in via Firenze 37, svela tutta la programmazione cinematografica del mese di marzo confermandosi come un luogo privilegiato di incontro fra il presente e la memoria della settima arte, fra le prime visioni e i grandi classici restaurati. Una selezione che spazia dal dramma intimo al thriller politico, dalla commedia esistenziale al biopic storico, con un’attenzione particolare alle grandi figure femminili e ai restauri d’autore. Un cartellone pensato per emozionare, far riflettere e riscoprire il valore dell’esperienza in sala.


Il titolo di punta del mese è ancora “Hamnet – Nel nome del figlio”, l’atteso adattamento del bestseller di Maggie O’Farrell. Il film racconta con rara delicatezza la storia di Agnes e William Shakespeare, attraversando il dolore indicibile per la perdita del figlio Hamnet. Lontano dal ritratto monumentale del genio, la narrazione sceglie l’intimità domestica e la fragilità umana, esplorando il lutto come esperienza trasformativa. È proprio da quella ferita che nascerà una delle opere più celebri della letteratura mondiale: Amleto. Un racconto potente sulla resilienza, sull’amore familiare e su come l’arte possa sublimare la sofferenza, restituendole senso e universalità.


A seguire uno sguardo sul presente con “La lezione” di Stefano Mordini. Un confronto in apparenza ordinario tra insegnanti e studenti diventa il detonatore di un conflitto morale più ampio. Mordini costruisce un dramma teso e attuale, ambientato nel microcosmo scolastico, che si trasforma progressivamente in una riflessione sulle responsabilità individuali, sull’autorità e sul fragile equilibrio tra regole e coscienza personale. Un film che interroga il ruolo dell’educazione in una società attraversata da tensioni etiche sempre più complesse.
Con il suo sguardo poetico e stralunato, Rocco Papaleo con “Il bene comune”, racconta una comunità alle prese con la difesa di ciò che appartiene a tutti: un luogo, un’idea, una memoria condivisa. Tra ironia e malinconia, il film diventa un inno gentile alla partecipazione civica e alla bellezza fragile dei legami collettivi. Una commedia che, sotto il sorriso, custodisce una riflessione profonda sul senso di appartenenza e sulla responsabilità verso il territorio.


Per la rassegna “donne straordinarie”, “Lady Nazca – La Signora delle Linee” è il biopic dedicato a Maria Reiche che restituisce la figura della scienziata tedesca che dedicò la propria vita allo studio e alla tutela delle misteriose Linee di Nazca, in Perù. In un’epoca dominata dagli uomini nel campo dell’archeologia, Reiche affrontò pregiudizi, ostacoli e isolamento pur di proteggere quei geoglifi millenari, sospesi tra scienza e mistero. Il film racconta la determinazione silenziosa di una donna che ha trasformato un enigma archeologico in una missione esistenziale, lasciando un’eredità fondamentale per la conservazione del patrimonio mondiale.


Con “Il Dio dell’amore”, Francesco Lagi in un’atmosfera sospesa tra reale e surreale, firma una commedia esistenziale che gioca con il paradosso e l’assurdo per interrogarsi sulle grandi domande della vita: che cos’è la felicità? È un destino o una scelta? Attraverso personaggi spaesati e situazioni imprevedibili, il film costruisce un racconto delicato e sorprendente, capace di unire leggerezza e profondità in un equilibrio originale.


Per le rassegna “I grandi Restaurati dalla Cineteca di Bologna” e 100 e Luce per i 100 anni dell’Istituto Luce, quindi per gli amanti della storia del cinema, l’Odeon propone tre appuntamenti imperdibili che riportano in sala capolavori senza tempo: “Fino all’ultimo respiro (À bout de souffle)” di Jean-Luc Godard: il manifesto della Nouvelle Vague torna a splendere nel restauro della Cineteca. L’incontro tra il ribelle Michel e l’enigmatica Patricia diventa il simbolo di una generazione inquieta, raccontata con uno stile rivoluzionario che ha cambiato per sempre il linguaggio cinematografico: macchina da presa libera, montaggio spezzato, dialoghi improvvisati. Un film che conserva intatta la sua modernità e la sua carica sovversiva.  A seguire, sempre restaurato dalla Cineteca di Bologna, A History of Violence di David Cronenberg: a vent’anni dall’uscita, il film con Viggo Mortensen si conferma un congegno perfetto sulla mutazione dell’identità e sulla natura ambigua della violenza. Cronenberg smonta il mito dell’uomo comune e lo ricompone in un thriller teso e stratificato, dove il passato riaffiora con brutalità, mettendo in crisi ogni certezza. Un’opera asciutta e implacabile che riflette sulle radici profonde della violenza nella società contemporanea. In occasione dei cento anni dell’Istituto Luce, si propone “Il deserto dei Tartari” di Valerio Zurlini: in occasione del centenario della nascita del regista, torna sul grande schermo l’adattamento del capolavoro di Dino Buzzati. La lunga attesa del nemico in una fortezza isolata si trasforma in una metafora universale del tempo che scorre e delle occasioni mancate. Zurlini costruisce un’opera di straordinaria potenza visiva e simbolica, dove il paesaggio diventa specchio dell’anima e l’attesa si fa destino.


Conclude la programmazione di marzo la rassegna in collaborazione con l’Associazione Culturale Italo Tedeca e la Cineteca del Goethe Institut “In schwarzen Tiefen… Tutti i colori del thriller tedesco” un seminario di lettura filmica di quattro appuntamenti con ingresso libero a cura di Giordano Giannini in lingua originale con sottotitoli in italiano. Quattro pellicole tedesche compongono un percorso tematico che affonda le radici nella grande tradizione del thriller europeo. Film che riflettono sull’identità, sulla memoria storica e sulle ombre del Novecento, intrecciando tensione narrativa e analisi psicologica. Un viaggio cinematografico che dimostra come il cinema tedesco continui a interrogare il passato per comprendere il presente: “Un paese libero” (Freies Land, 2019, vietato ai minori di 16 anni), “Relativity - La mia fine è il tuo inizio” (Mein Ende, Dein Anfang, 2019, vietato ai minori di 12 anni), “Oscuri sognatori” (Albträumer, 2020, vietato ai minori di 12 anni) e “Una così bella coppia” (Das schönste Paar, 2018, vietato ai minori di 16 anni).


Con questo nuovo programma, l’Odeon della Spezia ribadisce la propria vocazione culturale: essere non solo sala di proiezione, ma spazio di confronto, memoria e scoperta. Un invito al pubblico a lasciarsi coinvolgere da storie capaci di attraversare il tempo e di parlare, sempre, al nostro presente.


PROGRAMMAZIONE:

 
·         HAMNET. NEL NOME DEL FIGLIO
Giovedì 26 Febbraio ore 17.00 - 21.00; Venerdì 27 Febbraio ore 16.30 - 21.00; Sabato 28 Febbraio ore 15.30 - 18.00 - 21.00; Domenica 1° Marzo ore 15.00 - 17.15 - 19.30; Martedì 3 Marzo ore 17.00 - 21.00 (in lingua originale con sottotitoli in italiano); Mercoledì 4 Marzo ore 21.00 (in lingua originale con sottotitoli in italiano)
 
·         UN PAESE LIBERO – in lingua originale tedesca con sottotitoli in italiano – ingresso gratuito
Mercoledì 4 marzo ore 17.30
 
·         LA LEZIONE di Stefano Mordini
Giovedì 5 Marzo ore 17.00 – 21.00; Venerdì 6 Marzo ore 17.00 – 21.00; Sabato 7 Marzo ore  15.00 – 17.00 – 19.00 – 21.00; Domenica 8 Marzo ore 15.00 – 17.00 – 19.00 – 21.00
 
·         FINO ALL’ULTIMO RESPIRO di Jean-Luc Godard – restaurato in lingua originale con sottotitoli in italiano
Martedì 10 Marzo ore 17.00 – 21.00; Mercoledì 11 Marzo ore 21.00
 
·         RELATIVITY. LA MIA FINE è IL TUO INIZIO – in lingua originale tedesca con sottotitoli in italiano – ingresso gratuito
Mercoledì 11 marzo ore 17.30
 
·         IL BENE COMUNE di Rocco Papaleo
Giovedì 12 Marzo 21.00; Venerdì 13 Marzo 16.30 – 21.00; Sabato 14 Marzo 19.15 – 21.15; Domenica 15 Marzo 15.00 – 17.00 – 19.00 – 21.00; Venerdì 20 Marzo 15.30; Sabato 21 Marzo 21.15; Domenica 22 Marzo 15.15
·         IL DESERTO DEI TARTARI di Valerio Zurlini – rassegna 100Luce
Martedì 17 Marzo ore 17.00 – 21.00; Mercoledì 18 Marzo ore 21.00
 
·         OSCURI SOGNATORI – in lingua originale tedesca con sottotitoli in italiano – gratuito
Mercoledì 18 Marzo ore 17.30
 
·         LADY NAZCA – LA SIGNORA DELLE LINEE
Giovedì 19 Marzo ore 17.00 – 21.00; Venerdì 20 Marzo ore 17.30 – 21.00; Sabato 21 Marzo ore 15.30 – 17.30 – 19.15; Domenica 22 Marzo ore 17.15 – 19.15
 
·         A HISTORY OF VIOLENCE di David Cronenberg – in lingua originale con sottotitoli in italiano
Martedì 24 Marzo ore 21.00; Mercoledì 25 Marzo ore 21.00
 
·         UNA COSì BELLA COPPIA – in lingua originale tedesca con sottotitoli in italiano – ingresso gratuito
Mercoledì 25 Marzo ore 17.30
 
·         IL DIO DELL’AMORE di Francesco Lagi
Giovedì 26 Marzo ore 21.00; Venerdì 27 Marzo ore 17.00 – 21.00; Sabato 28 Marzo ore 19.00 – 21.00; Domenica 29 Marzo ore 15.00 – 17.00 – 19.00 – 21.00
 
SINOSSI FILM

Hamnet - Nel nome del figlio
Tratto dal bestseller di Maggie O'Farrell, il film esplora il dolore e la resilienza dietro la creazione dell'opera più celebre di William Shakespeare. Al centro della narrazione non c'è il Bardo, ma la moglie Agnes, una donna legata alle forze della natura che deve affrontare la tragica perdita del figlio Hamnet. Un ritratto intimo e potente sul lutto che si trasforma in arte immortale.


Un paese libero – Freises Land
Ambientato in un remoto villaggio della ex DDR, subito dopo la caduta del Muro, il film vede protagonisti un ispettore di polizia locale e un altro di città: il primo, Markus, il più stagionato, tratta rudemente i testimoni; il secondo, Patrick, ha modi più civili nondimeno efficaci. Male assortita, «involontario simbolo di un Paese riunificatosi solo formalmente» (cit. Isabelle Danel), la coppia indaga sulla scomparsa di due sorelle adolescenti, collegata ad altri analoghi episodi avvenuti in passato sul territorio…


La lezione
Stefano Mordini dirige un film  teso e raffinato che scava nelle dinamiche di potere e nelle fragilità umane all'interno di un'istituzione scolastica. Quando un evento imprevisto rompe l'equilibrio tra docenti e studenti, la "lezione" del titolo smette di essere accademica per diventare un duro confronto con la morale e la responsabilità individuale. Un film asciutto che interroga il ruolo dei maestri nella società contemporanea.


Fino all’ultimo respiro – À bout de souffle
Il manifesto della Nouvelle Vague di Jean-Luc Godard torna a splendere nel restauro della Cineteca. La fuga d'amore e di morte di Michel (Jean-Paul Belmondo), piccolo criminale spavaldo, e Patricia (Jean Seberg), studentessa americana a Parigi, rimane un'opera rivoluzionaria che ha cambiato per sempre il linguaggio cinematografico mondiale.
Il bene comune
Rocco Papaleo torna dietro la macchina da presa con la sua cifra stilistica inconfondibile: un mix di malinconia, ironia e poesia civile. Ambientato nel cuore pulsante del Sud, il film racconta la storia di un gruppo di personaggi stralunati che si ritrovano uniti per difendere un simbolo della propria comunità. Una riflessione profonda ma leggera sul valore di ciò che appartiene a tutti, tra paesaggi mozzafiato e una colonna sonora che si fa narrazione.


Il deserto dei Tartari

Nel centenario della nascita di Valerio Zurlini (o nell'ambito delle celebrazioni Luce), torna sul grande schermo l'adattamento del capolavoro di Buzzati. La cronaca dell'attesa estenuante del tenente Drogo in una fortezza isolata diventa una metafora esistenziale sul tempo che fugge, l'ambizione delusa e il senso del dovere, supportata da un cast leggendario e scenografie mozzafiato.
 

Relativity. La mia fine è il tuo inizio – Mein Ende, Dein Anfang
Il film rappresenta il debutto dietro la macchina da presa della giovane autrice Mariko Minoguchi. Ballata sul dedalo del Tempo dove ogni scelta è un ricordo, ogni ricordo una profezia; fosca fantasia sul déjà vu, autentica dichiarazione d’amore filmica alla città di Monaco (magistralmente fotografata da Julian Krubasik): un’esperienza visiva e sonora che ha pochi eguali nella recente cinematografia europea.
Oscuri sognatori – Alptraümer
Promettente esordio di Philipp Klinger, che adotta le forme sinistre (complice lo sfondo, un paesino nella Foresta Nera) e insieme pudiche di una fiaba sulla quale il Mistero, l’Irrazionale aleggiano dall’inizio alla fine senza mai irrompere davvero. Penetranti ed espressivi, Sarah Mahita e Béla Gabor Lenz – all’epoca 23 anni lei, 21 lui – superano una prova attoriale difficilissima.


Lady  Nazca –  La Signora delle Linee 
Il film è ispirato alla straordinaria storia vera di Maria Reiche, matematica, archeologa e traduttrice tedesca – naturalizzata peruviana – che ha dedicato tutta la vita allo studio e alla salvaguardia delle misteriose Linee di Nazca. Lascia tutto per dedicarsi allo studio di quella manifestazione dell’attività dell’uomo. Un biopic che racconta anche il dominio maschile nel mondo accademico di allora e di oggi.
Una così bella coppia – Was für ein schönes Paar
Un prologo di levità e insinuante morbidezza, come in sogno, ma il paradiso di Maiorca lascerà il posto all’inferno: mentre rientrano alla casa-vacanze, Malthe e Liv si imbatteranno in tre bulletti dai quali verranno aggrediti, derubati e umiliati... Sven Taddicken racconta le reazioni, opposte, talvolta inconciliabili di una donna e di un uomo rispetto all’ingiustizia e all’assurdità brutale del Fato e le contraddizioni della vendetta, nella quale i ruoli di vittima e aggressore si alternano. Memorabili le interpretazioni di Luise Heyer e Maximilian Brückner.


A History Of Violence
la riedizione di uno dei capisaldi indiscussi del cinema di Cronenberg, "classico" e lineare nella sua costruzione ma al tempo stesso anomalo nel panorama della filmografia del regista canadese, per come declina temi a lui cari come quelli della mutazione, dell'identità e della violenza. Il risultato è un "congegno" perfetto nella sua (apparente) semplicità, che a distanza di 20 anni si conferma come uno dei migliori thriller del XXI secolo, grazie anche alle interpretazioni di Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris e William


Il Dio dell’amore

Dopo il successo di Il Pataffio, Francesco Lagi torna con un’opera singolare che esplora il sentimento amoroso con uno sguardo surreale e profondamente umano. Il film ci immerge in un'atmosfera sospesa, dove i protagonisti cercano risposte a domande universali sulla felicità e sul destino. Una commedia esistenziale che conferma il talento del regista nel creare mondi originali e personaggi indimenticabili.

 

CINEMA ODEON
Via Firenze 37
La Spezia

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA


 

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