lunedì 23 febbraio 2026

Dante e Giotto. Itinerari danteschi

Visita guidata a cura di Andrea Marmori al Museo Lia giovedì 26 febbraio ore 16:00

 

 

La Spezia, 23 febbraio 2026 –  In occasione di “Dante e Giotto. Itinerari danteschi alla Biblioteca Mazzini e al Museo Lia”, un percorso promosso dall’assessorato alla cultura con l’obiettivo di offrire alla cittadinanza una riflessione più ampia e articolata sul contesto storico, culturale e figurativo dell’età dantesca, giovedì 26 febbraio alle ore 16:00 è prevista una visita guidata al Museo Civico “Amedeo Lia” a cura di Andrea Marmori.


“Prosegue il percorso di valorizzazione del Museo Civico “Amedeo Lia”, che si conferma un luogo centrale nella valorizzazione della nostra identità culturale e  spazio vivo di approfondimento, capace di mettere in dialogo arte, storia e letteratura.– dichiara il Sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini – La visita guidata, a cura di Andrea Marmori, rappresenta un’occasione preziosa per scoprire come i capolavori della Collezione Civica restituiscano il contesto figurativo dell’età dantesca, offrendo al pubblico un’esperienza culturale di grande valore. È proprio questa capacità di creare connessioni, di raccontare il nostro patrimonio in modo dinamico e attuale, che rende il Museo “Amedeo Lia” un punto di riferimento fondamentale per la Città.”


Il percorso proposto dal Museo Civico “Amedeo Lia” coinvolge i capolavori figurativi della Collezione Civica, offrendo un confronto visivo diretto con il contesto storico in cui Dante visse e operò. Il significativo nucleo di dipinti a fondo oro, databili agli anni della vicenda biografica dantesca, si apre con il Compianto di Lippo di Benivieni, realizzato a Firenze allo scadere del XIII secolo, in anticipo rispetto alla rivoluzione giottesca.


Cennino Cennini, nel suo Libro dell’Arte (fine XIV secolo), scrive di Giotto: “Rimutò l’arte di dipingere di greco in latino, e ridusse al moderno”. Un’affermazione che sottolinea il ruolo fondativo di Giotto nella cultura figurativa occidentale. Il progressivo superamento della maniera bizantina e il recupero della tradizione occidentale segnano l’affermarsi di un linguaggio nuovo, “moderno”, capace di parlare a un pubblico più ampio.


È lo stesso passaggio che, in ambito letterario, compie Dante scegliendo il volgare come lingua universale della Commedia. Il percorso museale – attraverso tavole, miniature e oggetti d’arte – restituisce così la temperie culturale dell’età di Dante e Giotto, mettendo in luce le profonde affinità tra rivoluzione linguistica e rinnovamento figurativo.


Tra le opere esposte spicca la piccola ancona devozionale, probabilmente ricomposta nel XVIII secolo utilizzando preziose tessere vitree della prima metà del Trecento. Le cinque lastre di vetro dorato e graffito, attribuite a un artista tedesco attivo in Umbria e nel cantiere della Basilica di Assisi, noto come Fra Teutonico, provengono dal Tesoro di San Fortunato di Todi. In origine facevano parte di un dittico reliquiario citato in un inventario del 1327, testimonianza preziosa della devozione e della cultura figurativa del tempo.


Un itinerario diffuso che, tra Archivio di Stato, Biblioteca Mazzini e Museo Lia, invita cittadini e visitatori a riscoprire Dante non solo come autore, ma come protagonista di una stagione culturale che ha trasformato profondamente il modo di scrivere, dipingere e rappresentare il mondo.


Info Museo Civico “Amedeo Lia”
via del Prione, 234

 La Spezia

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

 


 

Nessun commento:

Posta un commento