Tutto comincia nella sala d'attesa di una stazione ferroviaria. Non poteva essere altri che lui, una vittima perfetta. È stato sufficiente parlargli. E aspettare che la trappola scattasse.
Tutto finisce nella sala d'attesa ferroviaria. Va detto comunque che il caso non esiste.
Un giallo? Forse. Certamente la doppiezza dell'uomo, la crudeltà, la bellezza e la bruttezza, la ferocia.
Con questo testo estremamente psicoanalitico e complesso, scommetto sul mio ritorno in scena non solo come regista ma anche come coprotagonista a fianco di un bravissimo Nello Provenzano, che condivide l’entusiasmo per una storia molto contemporanea.
Lo spettacolo si avvale delle scene di Tonino di Ronza e di scenografi della Accademia di Napoli , dei costumi di Federica del Gaudio, già premio Ubu nella scorsa stagione e del sostegno organizzativo del Teatro AreaNord nonchè della visuale originale di Mario Autore come aiuto regista.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA



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