LA FORZA E IL SILENZIO
Non chiamatela con un solo nome,
la donna non è un unico sentiero,
ma un intreccio di radici e di piume,
un mosaico di fango e di cielo.
C’è la guerriera dal passo di ferro,
che ha barattato il pianto col grido,
che solleva il mondo come un sasso
e non cerca nell’altro il suo nido.
Lei è la quercia, la fiamma, la prua,
che sfida il vento
e non chiede perdono,
padrona assoluta della vita sua,
di ogni sua cicatrice fa un dono.
Ma guarda accanto, nell’ombra fitta.
Dove la voce si flette e si spezza;
c’è chi soccombe,
chi resta sconfitta,
chi scambia per amore la durezza.
Donne di vetro, stanche di lottare,
che piegano il collo al giogo del male,
che si lasciano lente naufragare
in un silenzio che è un sale mortale.
Non è colpa il peso di quella catena,
né mancanza di cuore il non reagire;
è una notte lunga,
un’anima piena di paure
che non sanno svanire.
L’otto marzo
sia allora l’abbraccio
per chi ha vinto
e per chi è ancora vinta,
per chi ha spezzato il muro di ghiaccio
e per chi, nel buio, resta respinta.
Perché la donna è un universo intero,
eroina altissima o vittima muta,
metà del mondo,
metà del mistero,
che aspetta soltanto di essere compiuta.
Maria Red (Cantattrice)
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