Molte persone destinate a diventare personaggi che hanno segnato profondamente il cammino dell’umanità, con il loro talento e una cultura costruita con anni di studi e di sacrifici, purtroppo nel corso della vita hanno dovuto misurarsi o, più correttamente, scontrarsi con l’ottusità, la gelosia, la boria di megalomani, la pochezza di ignoranti dogmatici. I geni vengono da sempre avversati con ogni mezzo dai contemporanei intenzionati ad oscurarne, e spesso distruggere, ogni loro forma di espressione. Accade nelle arti, nelle professioni, nelle famiglie e persino nelle realtà in cui si proclamano i valori del rispetto per i diritti umani. Le persone colte sono da sempre intollerabili specie se non scendono a compromessi e se fanno leva sul proprio acume per lasciar credere di non aver capito la personalità dell’idiota che presume di averli in pugno. Ma il tempo è galantuomo e la Storia restituisce, prima o poi, il giusto posto alle vite dei talenti incompresi.
Elisa Salerno (Vicenza, 16 giugno 1873 - 15 febbraio 1957), la donna cattolica aspirante suora che la Chiesa ha avversa e scomunica perché, pacificamente attraverso la sua mirabile scrittura osa fare luce sui diritti delle donne, è un esempio emblematico. “Diedi la mia preferenza alla Causa della Donna, perché fra tutte è la più bisognosa di difesa, la più trascurata e disamata”, dichiara in uno dei suoi scritti. Elisa Salerno crede nella Cultura dell’Umano e dedica tutta la sua esistenza per il riconoscimento della parità salariale, la tutela della maternità, la lotta contro violenza e abusi, l’istruzione e la presenza femminile in ruoli di responsabilità.
“Santità, bisogna che lei difenda noi donne dal ludibrio di essere definite signorine a sessant'anni facendo capire che non le ha volute nessuno” dice a papa Pio XII, perché non si tratta di un problema estetico, bensì di una discriminazione, visto che nessuno più usa lo stesso termine al maschile. Le parole della Salerno che si è battuta per la «causa santa della donna», rimangono di stretta attualità, e tracciano il quadro di una donna «che capisce che, se vuoi parlare, devi parlare chiaro, senza remore, uscendo fuori dal confine del perbenismo. Era estremamente moderna, forse neppure lei sapeva quanto», afferma Annalisa Lombardo, socia di Presenza Donna, l'associazione delle suore Orsoline fondata nel 1996 per lo studio e la conoscenza di questa figura, e membro del Comitato scientifico del Fondo archivistico “Elisa Salerno”.
“Santità, bisogna che lei difenda noi donne dal ludibrio di essere definite signorine a sessant'anni facendo capire che non le ha volute nessuno” dice a papa Pio XII, perché non si tratta di un problema estetico, bensì di una discriminazione, visto che nessuno più usa lo stesso termine al maschile. Le parole della Salerno che si è battuta per la «causa santa della donna», rimangono di stretta attualità, e tracciano il quadro di una donna «che capisce che, se vuoi parlare, devi parlare chiaro, senza remore, uscendo fuori dal confine del perbenismo. Era estremamente moderna, forse neppure lei sapeva quanto», afferma Annalisa Lombardo, socia di Presenza Donna, l'associazione delle suore Orsoline fondata nel 1996 per lo studio e la conoscenza di questa figura, e membro del Comitato scientifico del Fondo archivistico “Elisa Salerno”.
A Elisa Salerno scrittrice, giornalista, teologa, pensatrice e attivista dedico la puntata del mio programma radiofonico settimanale “Le Vite che hanno fatto la Storia” in onda in diretta martedì alle 12.15 e, in replica, giovedì p.v. alle ore 17.30 su Radio Regional (AM – Onde Medie sulla frequenza 1440 kHz o al link:
https://www.regionalradio.eu/onair/shows/storia-storie/
In podcast al link:
https://www.regionalradio.eu/onair/podcast/storiaestorie/
(i link non hanno accesso diretto ma sono da copiare e incollare sul web)
Vi aspetto Antonella Giordano
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
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