venerdì 24 aprile 2026

Prima italiana per Empty SWOSCIS, occasional action for piano, audio track, actress, dancer, and people, dedicata a John Cage, presso lo spazio s.l.m.00 di Pescara

Dopo la prima internazionale a New York (12 novembre 2022) Empty SWOSCIS approda a Pescara per la prima esecuzione italiana

 

New York, Rossella Mattioli e Paolo Rosato

 


Venerdì 24 aprile, alle ore 19:00, presso lo spazio s.l.m.00 di Pescara, prima italiana per Empty SWOSCIS, il progetto ideato da Paolo Rosato in memoria del grande compositore americano John Cage (Los Angeles, 5 settembre 1912 – New York, 12 agosto 1992), la cui prima esecuzione mondiale è avvenuta il 12 novembre 2022 all’interno del XXIV International Chopin & Friend Festival presso il Polish and Slavic Center di New York. Si tratta di una performance che mette insieme musica dal vivo ed elettronica, movimenti, parole e azioni, con il coinvolgimento del pubblico presente. L’allestimento dello spazio è di Lucio Rosato. Le musiche sono di John Cage, Paolo Rosato, Silvia Lanzalone e Bernard de Vienne. Co-interpreti sono Fabrizio Viti pianoforte, Rossella Mattioli attrice e Guido Silveri danzatore.

New York: Fabrizio Viti, Rossella Mattioli e Paolo Rosato
 

Il progetto nasce intorno a 4’33’’, il noto brano di Cage in cui il pianista non suona nulla per la durata dei tre movimenti di cui si compone il pezzo, e sul quale Paolo Rosato ha composto tre variazioni per pianoforte. Il brano di Cage si ispirava a una serie di quadri bianchi che Robert Rauschenberg aveva prodotto nel 1951. 

Il progetto di Rosato si lega invece all’opera del fratello, Lucio Rosato, II tappeto del silenzio e della possibilità, che consiste in una rigorosa disposizione in uno spazio ampio di migliaia di fogli bianchi con cui il pubblico e i performer si trovano in vario modo a confrontarsi.


SWOSCIS è una parola inesistente, risultato di un acronimo di termini inglesi: Smells (odori), Words (parole) Objects (oggetti), Sheets (fogli), Colours (colori), Images (immagini) e Sounds (suoni). 

L’intera esperienza sensoriale viene richiamata in questa parola, la cui vuotezza è solo apparente, così come apparente è il silenzio che caratterizza per gran parte il pensiero musicale di Cage. Il titolo della performance riprende quello del ‘concerto’ tenuto a Milano nel dicembre del 1977, Empty Words, in cui Cage si esibì pronunciando parole senza senso.

Come ci ricorda Marco Sioli, “lo spettacolo prevedeva la lettura dei diari di Thoreau, ma l’assenza della musica per cui Cage era ormai famoso provocò da parte del pubblico fischi, urla e gesti di irriverenza nei confronti dell’autore che nella sua inflessibile quiete continuò per due ore e mezzo un’incongrua lettura di sillabe”.


Riprendendo l’idea originale di Cage, Empty SWOSCIS prevede la lettura di alcuni passi dai diari di Thoreau, quella lettura che all’epoca Cage non ebbe modo di effettuare. Henry David Thoreau (Concord 1817–1862) filosofo, scrittore e poeta statunitense, è stato un precursore dell’ambientalismo e della non violenza. Oltre a questi due aspetti, Cage ammirava il suo interesse per la filosofia orientale e il suo amore per la natura, fonte di benessere autentico e di risoluzione esistenziale. Per due anni, tra il 1845 e il 1847, Thoreau era vissuto in una piccola capanna presso il lago Walden, nel Massachusetts, osservando la natura e scrivendo, tra le altre cose, del bianco, del silenzio, della musica in senso ampio e non solo strumentale, tutti temi assai cari a Cage.


 

Lucio Rosato, Il tappeto del silenzio o della possibilità


Figura di grande respiro, John Cage ha avuto una influenza su tutta la musica del Novecento, dalle sperimentazioni della scuola di Darmstadt al minimalismo e all’alea, influenza che ancora si fa sentire nel nuovo secolo. 

L’arte di Cage esce dai meri confini dell'universo sonoro per aprirsi alle altre arti e al mondo tout court. Di particolare suggestione sono i suoi riferimenti al silenzio, al vuoto, al caso, in linea con l’influenza ricevuta dal buddismo e dallo Zen.


La performance pescarese si apre con un brano di musica elettronica, Libero Silenzio, che la compositrice romana Silvia Lanzalone ha scritto per il progetto usando frammenti della voce dell’attrice Rossella Mattioli. A seguire 4’33’ di Cage e Drei Variationen über 4’33’ von John Cage di Paolo Rosato. 

 


 

 

Prelude to a Kriss, sempre di Rosato, è una performance nella performance (in prima esecuzione assoluta), in cui l’attrice legge i testi di Thoreau mentre il pianista prepara il pianoforte per l’esecuzione dell successivo brano di Cage. Si tratta di In the name of the Holocaust, scritto nel 1942, contro gli orrori della guerra e prima dei tristi fatti di Hiroshima e Nagasaki. Su questo pezzo, composto per la danza di Merce Cunningham, Guido Silveri interagirà con i fogli bianchi del Tappeto del silenzio. 

A conclusione Paper Music, di Bernard de Vienne, compositore francese di origine tunisina, anch’esso appositamente scritto per il progetto e che prevede l’inserimento dei fogli nella cordiera del pianoforte durante l’esecuzione.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

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