domenica 12 aprile 2026

STORIA&STORIE

Programma radiofonico settimanale 

di Antonella Giordano





Che il destino giochi un ruolo rilevante nella propria esistenza è notorio. Sicuramente è rilevante nascere nel posto giusto del pianeta e in una famiglia che non sia solo erogatrice di affetti ma anche dell’ opportunità di garantire un futuro radioso. Altrettanto notorio è che la sorte è aleatoria e che da dispensiera di sfavillanti prospettive può improvvisamente divenire matrigna, ossimoro di sé, e trascinare improvvisamente nel buio del baratro tutto ciò che aveva irradiato di luce. Per quanto negate dalla scienza in quanto inspiegabili razionalmente, le positività e le avversità, in dosi più o meno gravose, più o meno transitorie,  investendo l’umanità,  tuttavia esistono come concetto antropologico o, per meglio dire, antropocentrico.  Nel tentativo di focalizzare la tematica - più per volgerne le conseguenze a proprio vantaggio che per comprenderne i meccanismi operativi  - si sono da sempre affannate generazioni di sapiens senza cavarne mai un costrutto mentale capace di polarizzare consensi universalmente validi nello spazio e nel tempo (eccezion fatta per formule e oggetti apotropaici fonte di reddito derivante dall’attività divinatoria). Persino la filosofia autorevole ha partorito tesi metaforicamente interessanti della gestione della sorte ma smentibili in una prospettiva casistica generalizzabile.  Alludo a quei richiami di senecana memoria a impegno, costruzione di competenza, devozione,  costanza impiegata, resilienza allenata, perseveranza che dovrebbero  far sì che si ottenga il giusto merito  dal momento che  "la fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'opportunità".

Ma la Storia insegna che il successo non il più delle volte non è frutto di mera preparazione strategica personale ma è un parametro individuale nel quale in buona dose debbono essere compresenti altri fattori “esterni”.


“Il mio destino è stato segnato dalla fortuna e dalla sfortuna di avere accanto due grandi persone… li ho entrambi amati e ammirati, ma ho fatto fatica a non scomparire con la loro ombra”.

In queste parole  della scienziata Filomena Nitti c’è il senso di quanto ho inteso esprimere nella premessa.  La  sua vita è stata quella di una donna destinata all’invisibilità malgrado il talento e lo status di  figlia di un presidente del consiglio (Francesco Saverio Nitti) e moglie di un Nobel per la medicina (Daniel Bovet).

 




A Filomena Nitti dedicherò la puntata del mio programma radiofonico settimanale “Le Vite che hanno fatto la Storia” in onda in diretta martedì alle 12.15 e, in replica, giovedì p.v. alle ore 17.30 su Radio Regional (AM – Onde Medie sulla frequenza 1440 kHz o al link:


https://www.regionalradio.eu/onair/shows/storia-storie/

In podcast al link:

https://www.regionalradio.eu/onair/podcast/storiaestorie/

(i link non hanno accesso diretto ma sono da copiare e incollare sul web)

Vi aspetto Antonella Giordano

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