Museo Civico di Castelbuono
HEAVEN+EARTH
di John Sanborn e Ionee Waterhouse
sound design di Andrea Ludovic
Un progetto a cura di Laura Barreca
Castelbuono (PA), 24 maggio – 30 agosto 2026
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| John Sanborn, Ionee Waterhouse, "Heaven + Earth", 2026, Museo Civico di Castelbuono |
Una spettacolare installazione multimediale che unisce la dimensione celeste e quella terrena, con immagini digitali frutto della scansione delle fantasmagoriche figure zoomorfe e fitomorfe degli stucchi della Cappella Palatina di Sant’Anna nel Castello dei Ventimiglia (1684) sovraimpresse sui volti di alcuni abitanti di Castelbuono. Il tutto rigenerato con la collaborazione dell’IA e proiettato sull’architettura dello spazio museale e su una grande scultura a due facce, una sorta di Giano bifronte, a custodia del limine tra sacro e profano, e accompagnato da una composizione sonora quadrifonica, che crea un ambiente immersivo, tra immagine elettronica e suono.
Questo è Heaven+Earth, il nuovo progetto inedito degli artisti John Sanborn (Stati Uniti, 1954) e Ionee Waterhouse (Stati Uniti, 1985), a cura di Laura Barreca, che ha inaugurato domenica 24 maggio 2026 al Museo Civico di Castelbuono, negli spazi del Castello dei Ventimiglia, dove rimarrà esposto fino al 30 agosto 2026.
Il progetto è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Palermo, dell’Università “Alma Mater” di Bologna e la collaborazione del MEET Digital Culture Center di Milano, dell'Accademia di Belle Arti di Palermo e del Ypsigrock Festival.
La creatività di due figure di riferimento nel panorama internazionale della videoarte e della sperimentazione digitale - John Sanborn, pioniere delle arti elettroniche, e Ionee Waterhouse, nota per l’uso del videomapping e delle nuove forme di animazione generativa – dialoga così con gli stucchi barocchi su fondo oro della Cappella Palatina del Castello, dei maestri decoratori Giacomo e Giuseppe Serpotta (1684), mettendola in connessione partecipata con la comunità. L’ibridazione tra arte, scienza e tecnologia, reinterpretando in chiave contemporanea lo straordinario patrimonio culturale del barocco siciliano, è capace di indagare a fondo il significato simbolico dell’opera, consolidando la tradizione creativa che, fino all’avvento della rivoluzione scientifica galileiana, vedeva il filosofo, lo scienziato e l’artista come un tutt’uno nel segno dell’umano e del divino.
Il progetto coinvolge nel processo creativo la sound designer Andrea Ludovic, autrice della composizione sonora che trasforma l’installazione elettronica in una installazione immersiva.
“In Heaven + Earth - affermano gli artisti John Sanborn e Ionee Waterhouse – investighiamo il territorio mistico tra il tangibile e il non visto, il materiale e il trascendente. La nostra opera comincia con il riconoscimento del fatto che l’esistenza umana non è lineare, bensì ciclica: ci pieghiamo in noi stessi, ci rompiamo, dissolviamo e riemergiamo sotto nuove forme. Il tutto mentre cerchiamo soluzioni a domande a cui non si può dare risposta. Utilizzando la reinterpretazione digitale degli stucchi barocchi e dei volti di persone vere, Heaven + Earth fonde insieme il divino e l’ordinario, rivelando ciò che essi condividono: la fragilità, lo stupore, la contraddizione e l’aspirazione alla continuità. Il dialogo tra intelligenza artificiale, il patrimonio storico e la presenza umana diviene uno spazio in cui i cicli di rinascita, memoria e trascendenza possono essere sperimentati piuttosto che descritti”.
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| John Sanborn, Ionee Waterhouse, "Heaven + Earth", 2026, installazione multimediale, (still), collezione Museo Civico di Castelbuono |
Heaven+Earth segna un nuovo episodio nel percorso di ricerca del Museo Civico, che da anni sviluppa produzioni originali legate a pratiche radicali di comunità e site-specific, e alla reinterpretazione del patrimonio storico-artistico attraverso i linguaggi del contemporaneo.
La mostra è accompagnata da un prestigioso comitato scientifico, composto da Sebastiano Bavetta, Alessandra Buccheri, Valentino Catricalà, Antonio Chella, Sandra Lischi, Filippo Lubrano, Sebastiano Maffettone, Diego Mantoan, Silvia Moretti, Maria Grazia Mattei, Francesco Spampinato, Pier Francesco Palazzotto, Valentina Valentini. Le competenze interdisciplinari del comitato spaziano dalla ricerca storico-artistica moderna e contemporanea alla robotica, dalla filosofia agli studi sulle relazioni tra arte, scienza e tecnologia, configurandosi come una piattaforma sperimentale di dialogo e confronto trasversale, che contribuisce ad indirizzare la natura stessa del progetto come opera aperta a molteplici interpretazioni.
Il progetto prevede un vasto programma pubblico: la prima presentazione si è tenuta venerdì 22 maggio all’Università degli Studi di Palermo, mentre martedì 26 maggio si terrò al MEET Digital Center di Milano e mercoledì 27 maggio all’Università “Alma Mater” di Bologna. A Castelbuono inoltre sono in programma una serie di incontri con la partecipazione della comunità a cura di Maria Rosa Sossai: il 28 maggio al Museo Civico di Castelbuono, sabato 13 giugno alle ex Scuderie del Museo Civico e martedì 20 giugno nei cortili storici di Castelbuono. Gli incontri offriranno l’occasione di approfondire le questioni teoriche e creative al centro del progetto, dalle pratiche immersive all’uso delle intelligenze artificiali per la valorizzazione del patrimonio.
Heaven+Earth entrerà in dialogo anche con Ypsigrock Festival di Castelbuono, riconosciuto tra i più importanti appuntamenti europei della cultura musicale contemporanea in occasione del Festival (6-9 agosto 2026) con una spettacolare proiezione sulla superficie visuale del Castello dei Ventimiglia.
Il progetto è accompagnato da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, a cura di Laura Barreca e Stephen Sarrazin, con testi critici dei componenti del comitato scientifico.
Museo Civico di Castelbuono
Piazza Castello, Castelbuono, PA 90013
+39 0921 671211 | www.museocivico.eu
Aperti al pubblico tutti i giorni in orario continuato: 9.30 – 16.45
John Sanborn (1954) è un membro chiave della seconda ondata di videoartisti americani che include Bill Viola, Gary Hill, Dara Birnbaum e Tony Oursler. La sua ricerca spazia dagli esordi della videoarte sperimentale negli Anni ‘70 al periodo d’oro della scena video-musicale di MTV e dell’arte interattiva, fino alla digital media art di oggi. Il suo lavoro si è “manifestato” in televisione (“Alive from Off Center”, MTV; “Great Performances”, PBS), installazioni video (“V+M”, “The Temptation of St. Anthony”), videogiochi (“Psychic Detective”), esperienze su Internet (“Paul is Dead”, “Dysson”) e arte multimediale. È noto per le collaborazioni con artisti virtuosi, compositori e coreografi contemporanei. La sua opera affronta principalmente i temi della musica, della mitologia e della memoria.
Una storia ricca di arte, fede, devozione e innovazione, raccontata in quattro sezioni: Archeologica, con reperti archeologici rinvenuti nelle campagne di scavo nel castello; Urbanistica, con documenti su chiese, fontane, monumenti, architetture castelbuonesi; Arte Sacra, con il “tesoro di Sant’Anna” conservato nella Cappella Palatina decorata con stucchi di Serpotta; Pinacoteca di arte moderna e contemporanea, nata nel 1997 dalla donazione Di Piazza di un corpus di dipinti a cui si aggiunge un’ampia selezione di opere del Fondo Paolo Cicero.
Negli anni, la collezione è stata implementata con produzioni di artisti contemporanei invitati a realizzare ed esporre opere legate al contesto come Luca Trevisani, Masbedo, Manfredi Beninati, Olaf Nicolai, Salvatore Arancio, Lupo Borgonovo, Riccardo Benassi, Emiliano Maggi. Nuovo impulso è stato dato dai fondi della DGCC del MIC che hanno consentito l'acquisizione di opere di Giulio Squillacciotti, Maria Domenica Rapicavoli, Mangano & van Rooy, Beatrice Gibson, Concetta Modica, Melo Minnella, Claire Fontaine, Genny Petrotta.

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