Il Museo Civico di Castelbuono presenta
HEAVEN+EARTH
Un progetto di John Sanborn e Ionee Waterhouse
a cura di Laura Barreca
Castelbuono (PA), 24 maggio – 30 agosto 2026
Inaugurazione: domenica 24 maggio 2026 ore 12.00
Progetto sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Palermo, dell’Università “Alma Mater” di Bologna e in collaborazione con MEET Digital Center di Milano e Ypsigrock Festival
Il Museo Civico di Castelbuono annuncia l’avvio di Heaven+Earth, il nuovo progetto inedito degli artisti John Sanborn (Stati Uniti, 1954) e Ionee Waterhouse (Stati Uniti, 1985), a cura di Laura Barreca, che sarà inaugurato il prossimo 24 maggio 2026 al Museo Civico di Castelbuono.
Il progetto è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Palermo, dell’Università “Alma Mater” di Bologna e la collaborazione del MEET Digital Center di Milano e del Festival Ypsigrock. La mostra sarà presentata negli spazi del Castello dei Ventimiglia, sede del Museo Civico, dal 24 maggio 2026 al 30 agosto 2026.
Concepito su commissione del Museo Civico di Castelbuono per il contesto storico del Castello medievale dei Ventimiglia, Heaven+Earth mette in dialogo patrimonio culturale, tecnologie digitali e patrimonio umano. Il progetto coinvolge due figure di riferimento nel panorama internazionale della videoarte e della sperimentazione digitale: John Sanborn, pioniere delle arti elettroniche, e Ionee Waterhouse, nota per l’uso del videomapping e delle nuove forme di animazione generativa.
Laura Barreca, Direttrice del Museo Civico ha aggiunto: “Grazie alla collaborazione con gli artisti Sanborn e Waterhouse il Museo Civico di Castelbuono si afferma come spazio di sperimentazione tecnologica e culturale. Un progetto che permette di usare la tecnologia non solo come medium, ma come linguaggio generativo, capace di integrare immagini digitali, scultura, sound design in una complessa installazione dove entrano in dialogo patrimonio storico-artistico, creatività e nuove forme di partecipazione”.
Heaven+Earth segna un nuovo episodio nel percorso di ricerca del Museo Civico, che da anni sviluppa produzioni originali legate a pratiche radicali di comunità e site-specific, e alla reinterpretazione del patrimonio storico-artistico attraverso i linguaggi del contemporaneo.
La mostra è accompagnata da un prestigioso comitato scientifico, composto da Sebastiano Bavetta, Alessandra Buccheri, Valentino Catricalà, Antonio Chella, Sandra Lischi, Filippo Lubrano, Sebastiano Maffettone, Diego Mantoan, Silvia Moretti, Maria Grazia Mattei, Francesco Spampinato, Pier Francesco Palazzotto, Valentina Valentini. Le competenze interdisciplinari del comitato spaziano dalla ricerca storico-artistica moderna e contemporanea alla robotica, dalla filosofia agli studi sulle relazioni tra arte, scienza e tecnologia, configurandosi come una piattaforma sperimentale di dialogo e confronto trasversale, che contribuisce ad indirizzare la natura stessa del progetto come opera aperta a molteplici interpretazioni.
Il progetto prevede un programma pubblico con presentazioni all’Università degli Studi di Palermo (22 maggio), al MEET Digital Center di Milano (26 maggio), all’Università “Alma Mater” di Bologna (27 maggio). A Castelbuono inoltre sono in programma una serie di incontri con la comunità a cura di Maria Rosa Sossai. Gli incontri offriranno l’occasione di approfondire le questioni teoriche e creative al centro del progetto, dalle pratiche immersive all’uso delle intelligenze artificiali per la valorizzazione del patrimonio. Heaven+Earth entrerà in dialogo anche con Ypsigrock Festival di Castelbuono, riconosciuto tra i più importanti appuntamenti europei della cultura musicale contemporanea in occasione del Festival (6-9 agosto 2026).
Il progetto è accompagnato da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, a cura di Laura Barreca e Stephen Sarrazin, con testi critici dei componenti del comitato scientifico.
Il progetto è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
BIOGRAFIE ARTISTI
Ionee Waterhouse (1985) è un’artista dei media con base a Berlino, nota per l’uso pionieristico del video mapping, delle immagini generate dall’intelligenza artificiale e del video collage sperimentale.Il suo lavoro fonde architettura, memoria e tecnologia in rituali visivi site-specific che si sviluppano su facciate, festival e collezioni museali in tutto il mondo. Formata in cinematografia ed expanded media, ha collaborato con istituzioni come il Berklee College of Music (Boston), il Museo Civico di Castelbuono (Sicilia) e Farm Cultural Park (Favara). Nel 2018 ha ricevuto il premio Best VJ allo Union Rock Show in Venezuela; nel 2022 ha realizzato un intervento di video mapping al Teatro di Dioniso ad Atene. Nel 2023 l’opera ECHOES, video collage basato su IA, è entrata nella collezione permanente del Museo Civico di Castelbuono, prima acquisizione di questo genere da parte di un museo civico in Italia. Dal 2023 realizza performance di video mapping live e site-specific per Ypsigrock Festival al Castello Ventimiglia di Castelbuono.
John Sanborn (1954) è un membro chiave della seconda ondata di videoartisti americani che include Bill Viola, Gary Hill, Dara Birnbaum e Tony Oursler. La sua ricerca spazia dagli esordi della videoarte sperimentale negli Anni ‘70 al periodo d’oro della scena video-musicale di MTV e dell’arte interattiva, fino alla digital media art di oggi. Il suo lavoro si è “manifestato” in televisione (“Alive from Off Center”, MTV; “Great Performances”, PBS), installazioni video (“V+M”, “The Temptation of St. Anthony”), videogiochi (“Psychic Detective”), esperienze su Internet (“Paul is Dead”, “Dysson”) e arte multimediale. È noto per le collaborazioni con artisti virtuosi, compositori e coreografi contemporanei. La sua opera affronta principalmente i temi della musica, della mitologia e della memoria.
IL MUSEO CIVICO DI CASTELBUONO E LA SUA COLLEZIONE DI ARTE CONTEMPORANEA
Il Castello dei Ventimiglia, sede del museo e della sua collezione permanente, è stato acquistato dalla comunità castelbuonese grazie a una raccolta popolare, in un’asta pubblica nel 1920. Dimora secolare dei Ventimiglia, tra le più potenti famiglie della Sicilia medievale e rinascimentale, è strettamente legata al culto per Sant’Anna, patrona la cui Sacra Reliquia è da più di 500 anni custodita al suo interno.
Una storia ricca di arte, fede, devozione e innovazione, raccontata in quattro sezioni: Archeologica, con reperti archeologici rinvenuti nelle campagne di scavo nel castello; Urbanistica, con documenti su chiese, fontane, monumenti, architetture castelbuonesi; Arte Sacra, con il “tesoro di Sant’Anna” conservato nella Cappella Palatina decorata con stucchi di Serpotta; Pinacoteca di arte moderna e contemporanea, nata nel 1997 dalla donazione Di Piazza di un corpus di dipinti a cui si aggiunge un’ampia selezione di opere del Fondo Paolo Cicero.
Negli anni, la collezione è stata implementata con produzioni di artisti contemporanei invitati a realizzare ed esporre opere legate al contesto come Luca Trevisani, Masbedo, Manfredi Beninati, Olaf Nicolai, Salvatore Arancio, Lupo Borgonovo, Riccardo Benassi, Emiliano Maggi. Nuovo impulso è stato dato dai fondi della DGCC del MIC che hanno consentito l'acquisizione di opere di Giulio Squillacciotti, Maria Domenica Rapicavoli, Mangano & van Rooy, Beatrice Gibson, Concetta Modica, Melo Minnella, Claire Fontaine, Genny Petrotta.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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