sabato 2 maggio 2026

Paolo Luporini ed Enrico Castagna dialogano a Cà Lunæ di Palvotrisia su “Tempo al tempo: Futuro anteriore”

 

 


Sabato 9 maggio 2026 alle 16 alle cantine Cà Lunæ di Bosoni a Palvotrisia a Castelnuovo Magra (SP) Paolo Luporini, scrittore, poeta ed animatore culturale degli incontri di lettura al centro anziani di piazza Brin SP, creatore della Biblioteca Vivente a Spezia e del gruppo Facebook IL DONO SOSPESO, collettore del collettivo di cuori in fiamme e curatore dei due volumi di storie degli anni Settanta dal titolo “Tempi dei cuori che s’infiammano”, sarà gradito ospite di Enrico Castagna che presenterà il suo ultimo romanzo “Tempo al tempo: Futuro anteriore”, di cui Luporini ha curato la pubblicazione su Amazon.it

Sarà con loro il pittore professore emerito dell’I.I.S. “Vincenzo Cardarelli” della Spezia Eliseo Andriolo, caro amico di Castagna sin da quando erano entrambi, con molti di quelli che saranno presenti, “I Ragazzi delle acacie”, che è anche il titolo del primo romanzo dell’autore.

Questo non è un romanzo autobiografico, ma c’è molto delle idee di Castagna, che dice di questo libro, spiegandone le parti principali: “Il testo è diviso in tre capitoli: Due su zero il primo, Tempo al tempo il secondo e, per ultimo, Futuro anteriore. Nel libro, dalla mia introduzione, ritengo si possano già estrapolare tracce ed elementi utili per capirlo. In particolare, se in Due su zero ho dato spazio a passioni adolescenziali permeate da fantastici progetti di vita o di attese impazienti, desideri futuri difficili da realizzarsi, in un insieme di rapporti famigliari e d’amicizia fondati sul rispetto, sulla buona educazione, in Tempo al tempo prende campo, sempre più, nell’ambito delle storie contestualizzate, una maturazione delle coscienze e dell’impegno civile di alcuni personaggi; questa maturazione conduce al capitolo finale: Futuro anteriore, nel quale la ricerca della verità per Luna, ma non solo per lei, si esprime nell’“avverare”, il rendere vero, che per alcuni protagonisti non era stato possibile comprendere fino in fondo. Avverare è un verbo transitivo (io avvero, tu avveri, egli avvera…) che significa portare a compimento, trasformare in realtà un’idea, una profezia o un sogno.
 
Il futuro anteriore del verbo avverare è formato dal futuro semplice dell’ausiliare avere e dal participio passato di avverato (Io avrò avverato, tu avrai avverato, egli avrà avverato, etc.).
Quindi è un tempo che indica una proiezione in avanti di un qualcosa che si sarà fatto prima, ma che al presente non è ancora stato fatto.
“Avrò ottenuto il risultato sperato, quando mi sarò adoperato per raggiungerlo”; il fascino e, al tempo stesso la forza della coniugazione di ogni verbo, trasversali a tutte le lingue stanno, secondo me, nel passaggio dall’io, tu, egli, ella (voci del singolare) al noi, voi, essi, esse (voci del plurale), come se una mente superiore volesse avvertirci che, da soli, non si va da nessuna parte, abbiamo bisogno di convivere “ben accompagnati”, ed essere solidali. Quindi “l’avrò ottenuto” dovrà diventare “avremo ottenuto”, perché tutti saranno chiamati a contribuire per raggiungere buoni risultati. Ecco allora che non si può prescindere dall’applicarci tutti per tendere alla verità, risvegliando anche una collettività smarrita, ricordando che la morale, se non diventa sentimento, non è morale, ma soprattutto che i sentimenti si imparano, non si nasce buoni o cattivi.
In buona sostanza, senza svelare la trama del mio romanzo, esso è una saga famigliare che prende molto tempo e segue le vicende di due fidanzati, dagli studi del liceo e le vacanze al mare, alla vita di lavoro e della famiglia, in un’azienda che vede intorno molti personaggi su cui si aprono storie collaterali che comprendono vissuti provenienti da varie parti del mondo, confluite in un territorio che è famigliare e universale.
Se verrete ad ascoltarci, vi convincerete che le storie comprendono pensiero e morale, filosofia ed impegno civile.

Le nostre vite sono come quella di Luna - la protagonista – che da madre attenta e affettuosa, donna del suo tempo, sta insegnando alla figlia Enrica i fondamentali dell’educazione civica, un’etica che distingue la differenza tra il bene e il male, con il criterio del prezioso lascito dei nostri padri costituenti, che ci hanno indicato con la Costituzione la via per diventare cittadini esemplari, persone che amano la cultura e ripudiano la guerra per essere onesti, giusti e liberi.

Speriamo di vederci, quindi, alle cantine di Bosoni Cà Lunæ sabato prossimo, se la Sorte vorrà. Un incontro merita il desiderio di vedersi.
 
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
 
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