Il primo museo diffuso al mondo di arte contemporanea dedicato ai diritti umani
in collaborazione con AIAPI Unesco e CreActivity
Sabato 6 giugno, ore 19.00
Inaugura la sede di Forchia della rete internazionale HUMAN RIGHTS? FACTORY
Il Centro Sociale G. Tino M. Comino di Forchia (BN) ospita la prima sede della HUMAN RIGHTS? FACTORY (HR?F) nella Città Caudina.
Forchia
diventa così il primo avamposto di una rete che, a breve, vedrà
l’adesione di altre location e Comuni in Italia e nel mondo.
L’apertura
di questa prima sede è resa possibile grazie alla ensibilità e alla
lungimiranza del Consiglio Comunale di Forchia, in particolare del
Sindaco Gerardo Perna Petrone, della Vicesindaca Emilia Carfora e
dell’Assessore alla Cultura Gerardo Papa.
Il 6 giugno sarà
l'occasione per celebrare non solo l'avvio del progetto diffuso già
presente nelle altre location, ma anche la capacità della Valle Caudina
di dialogare con il mondo. HUMAN RIGHTS? FACTORY non porta solo opere
sul territorio, ma invita la comunità a riscoprire i propri spazi come
luoghi di riflessione e bellezza collettiva, riaffermando che l'arte,
intesa come cura della bellezza e rispetto dei diritti umani, è il
pilastro su cui costruire il futuro della nostra comunità.
GLI ARTISTI E LE ARTISTE IN ESPOSIZIONE NELLA PRIMA SEDE DI FORCHIA
Claudio Bandini (Italia), Lidia Borella (Italia), Alfredo Avagliano (Italia), Stefano Bucciero, Giovanna Dalla Villa, Naomi Fuks
(Israele), Luigi Latino (Italia), Josef Leitner (Austria), Luca Luciano (Italia), Maija Elizabete Mengele (Lettonia), Alessandro
Piras (Italia), Jessica Tibaldo (Italia), Nora Yaneva (Bulgaria/Italia), Dominik Stahlberg (Germania/Italia), Dilek Ozmen
(Turchia), Heidi Bjork (Islanda), Roberta Garzillo (Italia), Elaine Weiner-Reed (USA)
IL TEAM DEL PROGETTO
Ideazione e Direzione: Roberto Ronca e Debora Salardi
Curatore e Art Director: Roberto Ronca
Responsabile Operativo: Franco Napoletano
Responsabile Mediazione Culturale: Aurelio Ruggiero
Referente: Roberto Stallone
Pubbliche Relazioni: Claudia Mazzitelli
Nata
dalla visione di Roberto Ronca e Debora Salardi, HUMAN RIGHTS? FACTORY
raccoglie il patrimonio artistico maturato in 17 anni e 19 edizioni del
progetto HUMAN RIGHTS?, nel quale sono stati selezionati oltre 1.500
artisti provenienti da circa 90 Paesi. Più di 300 opere, donate loro
volontariamente dagli autori, ostituiscono oggi il nucleo fondante della
collezione permanente della FACTORY. Destinato ad ampliarsi nel tempo
grazie a nuove donazioni, HUMAN RIGHTS? FACTORY vuole essere uno stimolo
per gli artisti e le artiste di tutto il mondo per partecipare
gratuitamente al più ambizioso progetto al mondo di arte dedicata ai
diritti umani.
Il nome stesso del progetto non è casuale, è un invito
a riflettere sulla condizione umana, sulla dignità della persona e
sulla necessità di custodire, oggi più che mai, quei diritti umani che
costituiscono l'impalcatura di una società civile capace di guardare
all'altro con empatia.
In un’epoca segnata da instabilità
geopolitica, conflitti armati e crescenti violenze sociali e
istituzionali, la cultura e l’arte si ergono a unico baluardo di
resistenza pacifica.
HUMAN RIGHTS? FACTORY nasce con la convinzione
che l’arte sia la voce di chi non ha voce, l’ultima difesa per una
coscienza libera da manipolazioni mediatiche e narrative imposte. L’arte
non dà risposte preconfezionate, ma pone le domande giuste: scuote le
coscienze, stimola il pensiero critico e invita a non arrendersi
all’obbedienza passiva.
L’arte salverà il mondo, e tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte.
Tutto
è nato da un colpo di fulmine: Franco Napoletano e Aurelio Ruggiero,
grazie all’intuizione di Claudia Mazzitelli (artista casertana che ha
partecipato a numerose edizioni di HUMAN RIGHTS?), pienamente convinti
della missione sociale e culturale del progetto, ne hanno abbracciato
l'idea diventandone i principali referenti sul territorio.
Gli stessi
curatori, dopo un periodo di permanenza in Valle Caudina, sono rimasti
profondamente colpiti dal fascino paesaggistico e dalla ricchezza
storica di questi luoghi; lo scenario è stato impreziosito dal calore
umano, dalla spontanea predisposizione all’amicizia, dalla gentilezza e
dalla disponibilità delle persone dal cibo eccellente e dall’aria buona;
tutti e tutte hanno contribuito a un innamoramento immediato e
all’inizio di una storia piena di cose buone.
L’entusiasmo ha fatto
presto da volano e grazie al supporto di figure come Angelina Falzarano,
Roberto Stallone e Nicola D’Onofrio è stata creata una rete solida che
coinvolge diverse realtà associative e amministrazioni comunali, unite
dall'obiettivo comune di portare l'arte dove le persone vivono e si
incontrano.
Questa capacità di tessere reti internazionali non è
un episodio isolato, ma si inserisce in un fermento più ampio che sta
trasformando il volto del territorio. La Valle Caudina, superando i
confini amministrativi per farsi città diffusa, sta infatti tracciando
un percorso ambizioso che guarda all'orizzonte del 2028, anno in cui il
territorio punta a proporsi come protagonista nel panorama della Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea.
Grazie a tutti gli attori coinvolti, ora la Città Caudina diventa
“Città Caudina – Città per i Diritti Umani”, rafforzando il territorio
come laboratorio di cultura civica e partecipazione.
HUMAN RIGHTS?
FACTORY si pone oggi come un tassello fondamentale di questa visione: la
prova che la Valle possiede l'apertura mentale e l'energia necessarie
per diventare un polo culturale di riferimento nazionale e
internazionale.
La peculiarità di questo progetto è la sua natura
diffusa. L’idea di una esposizione strutturata in tante location ha già
iniziato a trasformare diversi spazi chiave, trovando casa presso la
sede dell’associazione Airolandia
di Airola - che per prima ha aperto le sue porte con entusiasmo -,
l’associazione Mosaico di Bucciano, il Comune di Paolisi e,
naturalmente, il Centro Sociale di Forchia. A breve sarà allestita la
sede di San Martino Valle Caudina e altre a seguire.
I curatori, già
operativi, sono pronti a nuove installazioni in altri comuni che hanno
già formalizzato l’accordo, confermando che il progetto è solo agli
inizi, la visione è quella di un unico, grande percorso espositivo che
abbraccerà l'intera Valle, trasformando ogni tappa in un nodo di un
network culturale sempre più denso.
Dalla Valle Caudina, oggi Città
Caudina – Città per i diritti umani, il progetto si estenderà ovunque
nel mondo nuove persone illuminate (enti pubblici o istituzioni private)
vorranno diventare parte della rete internazionale.
Visionari e
idealisti per natura, i curatori intendono coinvolgere ogni nazione,
ogni paese, ogni borgo così che ovunque HUMAN RIGHTS? FACTORY sia il
luogo nel quale, ovunque nel mondo, si costruisca una nuova narrazione a
difesa e rispetto dei diritti umani.
Inserito nel programma di premiazione dell’Estemporanea d’Arte locale “Venti di Pace a Forchia”
del 6 giugno, l’inaugurazione della HUMAN RIGHTS? FACTORY segna l’avvio
operativo di un progetto ambizioso che intende trasformare l’arte in un
presidio culturale permanente per la dignità umana.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA


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