martedì 9 giugno 2026

Il tenore napoletano VINCENZO COSTANZO debutta al Teatro Regio di Torino Tosca il 13 giugno

 Teatro Regio di Torino
Giacomo Puccini

TOSCA

Il tenore Vincenzo Costanzo

E’

MARIO CAVARADOSSI

Direttore: Andrea Battistoni

Regista: STEFANO PODA



 
Info.: Teatro Regio piazza Castello, 215  TORINO Tel:+39 011 8815241  info@teatroregio.torino.it www.teatroregio.torino.it biglietteria@teatroregio.torino.it

Vincenzo Costanzo un Cavaradossi in difesa della bellezza

 


 

Il tenore napoletano debutta il 13 giugno al Teatro Regio di Torino in Tosca di Giacomo Puccini per la regia di Stefano Poda e la direzione di Andrea Battistoni, nuova coproduzione con l’Abay Kazakh National Opera, in uno spettacolare allestimento tra simbolismo e inconfondibile estetica visionaria.


Sarà una Tosca in difesa della bellezza, liberata da ogni stereotipo, da ogni incrostazione, di quella cosiddetta tradizione, che andrà in scena sul palcoscenico del Teatro Regio di Torino, dal 12 al 21 giugno, nuova coproduzione con l’Abay Kazakh National Opera, guidata da Stefano Poda, autore di una messinscena di straordinario impatto visivo, che si impone per il rigore simbolico e per una cifra estetica marcatamente visionaria. Il regista adotta una prospettiva esegetica radicale, svincolando il capolavoro pucciniano dalle stratificazioni della tradizione e dalle convenzioni, l'opera viene ricondotta alla sua matrice più autentica di dramma universale e di celebrazione rituale collettiva. Nella visione di Poda, Tosca si configura come un'imponente installazione formale incentrata sul mito di Roma: l'impianto scenico è dominato dalla monumentalità materica del marmo e da un fitto apparato allegorico, all'interno del quale frammenti dell'antico vengono trasposti in simulacri olografici, istituendo un fitto e continuo sinedrio dialettico tra la memoria archeologica e l'orizzonte contemporaneo. “Il mondo visivo dello spettacolo si fonda su un forte dualismo storico e simbolico – ha rivelato il regista -  Da un lato il Settecento, l’universo dell’Ancien Régime, con le sue gerarchie e il suo splendore ormai corroso, rappresentato da Scarpia, figura di potere assoluto e decadente, un mondo destinato a dissolversi. Dall’altro lato c’è l’Ottocento nascente, portatore di nuove idee politiche, di modernità e cambiamento, incarnato simbolicamente da Cavaradossi. 

 


 

Per restituire Tosca alla sua vera universalità, il regista dal palcoscenico non deve insegnare, ma imparare a disimparare, così come lo spettatore non deve solo ascoltare e vedere, ma grazie al palcoscenico ascoltarsi e vedersi”. Atteso il debutto al Teatro Regio del tenore napoletano Vincenzo Costanzo sabato 13 giugno alle ore 20, in uno dei suoi ruoli più rappresentativi, quale è il Cavaliere Mario Cavaradossi, con al suo fianco Ekaterina Sannikova nel ruolo del titolo, Claudio Sgura, in quello del Barone Scarpia, mentre Matteo Torcaso sarà il sagrestano, Igor Durlovski, Cesare Angelotti, Daniel Umbelino Spoletta ed Eduardo Martínez darà voce a Sciarrone, mentre sul podio alla testa dell’Orchestra e del coro preparato da Gea Garatti Ansini e delle voci bianche di Claudio Fenoglio ci sarà

Andrea Battistoni “Sono felice di essere qui – ha affermato Vincenzo Costanzo – e non è la solita frase di circostanza. Ho trascorso un mese di prove in teatro e riavvolto un po’ la bobina della mia vita, ritrovando il direttore artistico, Cristiano Sandri, il quale ha sempre creduto in me sin da giovanissimo e lavora al fianco del Sovrintendente Mathieu Jouvin, l’altro Cavaradossi, Martin Muehle, Chiara Isotton che ho avuto quale Tosca al Maggio Musicale Fiorentino e ancora Claudio Sgura e Roberto Frontali, tutti musicisti con i quali si è creato un clima di grande serenità e collaborazione. Questo debutto mi ha permesso di lavorare con Stefano Poda, per il quale il termine regista sta veramente stretto. Lui è un grande uomo di teatro, ha un suo codice e lavora tantissimo sull’arricchimento introspettivo e psicologico del personaggio, attraverso idee innovative e rivoluzionarie, che supportate da un senso realmente consapevole. Con il Maestro Poda si lavora con tranquillità, e ci si scende a compromessi, risolve ogni problema che possa ostacolare la perfetta esecuzione musicale. 

 


 

Riguardo il mio personaggio, Mario Cavaradossi, in questo allestimento, il suo animo rivoluzionario,  si vede è fisico, il Cavaliere vive realmente tutto ciò che fa, e questa idea permette di esprimermi al meglio, unitamente alla caratterizzazione del Maestro Andrea Battistoni, che è di farmi cantare ponendo in luce tutte le mie potenzialità e con quello sguardo al passato che è, poi, la giusta angolazione per interpretare la partitura pucciniana, ovvero ricercando il suono bello, senza mai stravolgere la pagina, ma in difesa di essa e della voce, permettendomi di cantare con la massima naturalezza, senza alcuna costrizione, quindi, consentendomi di essere me stesso. Il tratto distintivo del Maestro Battistoni è poi quello di capire il cantante che ha di fronte, grande istinto per il fraseggio, fiati, rallentandi e una direzione attraverso cui tutto viene semplice, per mezzo di un giusto rigore, allo scopo di tendere alla Bellezza di ogni nota. Poche volte sono contento del lavoro che ho svolto, invito il pubblico a venire, anche se tutte le repliche sono sold out, nonostante l’opera venga rappresentata al chiuso”.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

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