Il Museo Lia celebra i suoi 30 anni con
3 luglio – 3 dicembre 2026
Il Sindaco Peracchini annuncia la nuova mostra dedicata al dialogo tra i capolavori della collezione civica e linguaggio contemporaneo di OZMO
"Il
Museo Civico 'Amedeo Lia' rappresenta uno tra i più importanti
patrimoni culturali della nostra Città; custodisce opere di
straordinario pregio artistico che, grazie al costante lavoro di
valorizzazione portato avanti in questi anni, continuano a essere
conosciute e apprezzate da un pubblico sempre più ampio. Il traguardo
dei trent'anni dalla sua inaugurazione è un momento significativo per
tutta la comunità spezzina e ci offre l'occasione per rinnovare la
nostra profonda gratitudine alla famiglia Lia che, grazie al nuovo
accordo, ha permesso di conservare e condividere nel nostro territorio
un patrimonio di valore internazionale. – dichiara il Sindaco della
Spezia Pierluigi Peracchini - Per celebrare questo importante
anniversario abbiamo scelto di guardare al futuro, mettendo in dialogo
la grande tradizione custodita dal Museo con i linguaggi dell'arte
contemporanea, creando un confronto vivo e stimolante tra capolavori del
passato e nuove espressioni artistiche. Siamo particolarmente lieti di
accogliere nuovamente alla Spezia OZMO, artista di fama internazionale
che ha già lasciato un segno importante nella nostra città con il grande
intervento realizzato presso la Galleria Quintino Sella: un'opera che,
attraverso l'arte, ha saputo trasmettere un forte messaggio di pace,
dialogo tra i popoli e riflessione sui valori universali che uniscono le
persone oltre ogni confine. Con questo nuovo progetto OZMO torna a
confrontarsi con la nostra comunità e con uno dei luoghi simbolo della
cultura spezzina, realizzando opere che entreranno a far parte del
patrimonio civico, a testimonianza della volontà dell'Amministrazione di
continuare a investire nella cultura. Un ringraziamento anche a tutti i
dipendenti comunali che quotidianamente lavorano con impegno,
competenza e dedizione per valorizzare il patrimonio culturale della
Spezia. Grazie al loro prezioso contributo, il Museo Lia continua a
crescere, a innovarsi e a rappresentare un'eccellenza culturale capace
di guardare al futuro senza mai dimenticare le proprie radici."
“Tornare alla Spezia dopo due anni dall’opera sul rifugio Quintino Sella è per me un onore – dichiara OZMO – Dialogare con questa collezione straordinaria è una grande responsabilità che mi ha appassionato sin dal primo momento. Ringrazio il Sindaco, il Direttore e la curatrice che hanno creduto e sviluppato con me il progetto”.
Il progetto espositivo nasce dal confronto diretto tra quattro capolavori della collezione permanente del Museo Lia e quattro nuove tele realizzate appositamente da OZMO. Le opere antiche selezionate diventano così il punto di partenza per una rilettura contemporanea che non si limita all’omaggio o alla citazione, ma attiva un dialogo profondo tra epoche, tecniche, iconografie e sensibilità diverse.
Le quattro tele inedite realizzate da OZMO per il progetto saranno acquisite dal Comune della Spezia, rappresentando così uno degli elementi più significativi dell’intera operazione culturale: le opere nascono dalla collezione, si confrontano con essa e vi rientrano come nuova testimonianza contemporanea, ampliando il patrimonio del Museo e consolidando il legame tra arte antica e linguaggi del presente.
Accanto al nucleo centrale delle quattro opere in dialogo, la mostra presenterà anche altri lavori artistici di OZMO, collocati lungo il percorso espositivo permanente. L’allestimento accompagnerà il visitatore in una rilettura delle sale storiche del Museo, trasformando la collezione in una materia viva, capace di generare nuove immagini e nuovi significati.
Un elemento centrale del percorso sarà inoltre una parete narrativa dedicata alla vicenda umana e artistica di OZMO: una cronologia visiva che attraversa l’infanzia a Lari, la formazione nell’ambito del fumetto underground e dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, le ricerche visive e i primi interventi di arte pubblica e street art tra Pisa, Firenze e Milano, fino alla dimensione internazionale della sua ricerca, segnata da monumentali interventi di wall-painting realizzati in Italia e all’estero.
“OZMO X LIA 30 – Dentro la collezione” non è dunque una mostra “sulla” collezione, né una mostra semplicemente collocata “accanto” alla collezione: è un intervento generato dal patrimonio del Museo Lia e destinato a rientrare nel patrimonio stesso come sua trasformazione contemporanea.
Gionata Gesi, in arte OZMO, vive attualmente a Parigi, ma la sua formazione affonda le radici nel contesto dell’underground toscano e nell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Considerato uno dei pionieri della street art europea, OZMO ha segnato il panorama dell’arte visiva con un approccio innovativo e multidisciplinare, sviluppato dalla fine degli anni Novanta e dai primi anni Duemila. Il suo lavoro si estende ben oltre queste discipline, combinando disegno, pittura, grandi murales, installazioni e linguaggi eterogenei. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi interventi di wall-painting nelle principali capitali dell’arte contemporanea e urbana, in Italia e all’estero, affermandosi come uno dei principali esponenti dell’arte pubblica monumentale anche oltre i confini europei. Tra i riconoscimenti istituzionali più significativi: mostre e collaborazioni con il Museo del Novecento di Milano, il MACRO di Roma, la Biennale di Architettura di Venezia (2021), il Mauritshuis di Heerlen, l’Istituto Italiano di Cultura di New York e il King’s College di Londra. Il suo lavoro è oggetto di studi accademici presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, e ha ricevuto il riconoscimento dell’Università di Cambridge, con un capitolo nel Cambridge University Press Handbook. La sua formazione include una residenza presso la Fondazione Antonio Ratti (CSAV, Como, 2005) con Alfredo Jaar. La sua ricerca è documentata in numerose pubblicazioni, tra cui la monografia OZMO 1998 – 2018 (Crowdbooks, 2019), con saggi di studiosi quali Yale, Louvre, Scuola Normale Superiore, Harvard e UNESCO. OZMO è inoltre presente nell’Enciclopedia Nazionale Italiana Treccani.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA





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