Varna State Opera
Presenta
ERMONELA JAHO
ABIGEILA VOSHTINA
Orchestra dell’Opera di Stato di Varna
Direttore
M° Jacopo Sipari di Pescasseroli
Summer Arena di Varna – Bulgaria
Mercoledì 29 luglio, ore 21
Info.: opera@tmpcvarna.com Telefono: +359 52 665 020 - Biglietti online: EVENTIM, GRABO
La “Maxima” Ermonela Jaho in Varna
Un atteso debutto, quello del soprano albanese, che avverrà alla Summer Arena, mercoledì 29 luglio alle ore 21, con il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, alla testa Orchestra dell’Opera di Stato e la violinista Abigeila Voshtina. In orchestra cinque musicisti del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno
Dopo lo straordinario successo della Turandot del Centenario, una delle punte di diamante del Varna Summer Opera Festival, firmato dal Sovrintendente del teatro nazionale di Bulgaria Daniela Dimova, due date “tempestate” dal maltempo, ma che la impeccabile organizzazione ha nella notte trasferito dall’arena sul mare al chiuso, per accontentare il pubblico che ha inteso abbracciare il tenore Vincenzo Costanzo, nuovo Calaf sulla scena internazionale, con al suo fianco la Turandot perfetta nell’interpretazione Saioa Heranandez, algida del I atto e la trasformazione umana, dopo il sacrificio di Liù, con l’orchestra e il coro diretti dall’ambasciatore pucciniano nel mondo il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, mercoledì 29 luglio, alle ore 21, altre due stars saranno ospiti del Festival giunto alla sua XVII edizione. Merita il titolo di “Maxima” Ermonela Jaho, sopra e fuori del palcoscenico, la quale debutterà in questo prestigioso festival, che cerca di catturare tutte le stelle del gotha internazionale, unitamente alla violinista Abigeila Voshtina, ritrovando sul podio il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, alla testa dell’orchestra. “Sono straordinariamente felice - ha dichiarato il Maestro abruzzese che è anche il direttore musicale dell’Opera di Varna – di, finalmente, poter fare questo concerto nel mio amato Teatro. È tanto tempo che ci proviamo, lei è sempre impegnatissima, ma quest’estate siamo riusciti a coinvolgerla proprio nel suo anno per eccellenza, che ha segnato l’addio alle scene della sua personalissima Violetta Valery, che l'ha vista protagonista su tutti i palcoscenici più prestigiosi del mondo, fino all’atto finale che è avvenuto all’Opera di Roma. In questo gala compiremo un grande viaggio, proponendo i ruoli più importanti di tutta la sua carriera, e che, in parte, rispecchiano pienamente anche il mio il mio amore per l'opera, perché le arie in programma, sono tratte da titoli che ho amato e interiorizzato da sempre. La Jaho sarà, quindi, Madama Butterfly, Suor Angelica, Liù, Manon, tanto Puccini, quindi, al quale si aggiungerà Cilea di Adriana Lecouvreur e il Verdi di Otello e Traviata. Il fare musica con Ermonela rappresenta la realizzazione dei miei sogni, poichè lei riesce a dar voce a ciò che ho nelle mani, e credo sia l'unica donna che veramente quando canta riesca a raggiungere il divino. Penso che veramente sia assolutamente l'interprete più straordinaria che noi abbiamo adesso e di cui sono onorato di essere un caro amico, che è la cosa più preziosa per me. Sono, per questo, davvero lieto di tornare a dirigere un gala per lei, proprio perché lo ritengo un privilegio personale, e sono convinto che in quelle due ore di grande musica, sarò estremamente felice. Abbiamo, poi, inserito in programma, questi intermezzi con Abigeila Voshtina, straordinaria violinista, che rappresentano una sorta di dialogo, tra la voce e il violino. Una riunione tra tre anime che si vogliono bene, che sono estremamente simili nella loro emotività, soprattutto nel sentire la Musica”. “Ci sono debutti – ha continuato Ermonela Jaho - che segnano semplicemente una nuova tappa di un percorso, e altri che sembrano appartenere al destino. Il mio primo incontro con il pubblico di Varna appartiene a questa seconda categoria. Lo vivo con profonda emozione, con gratitudine e con quel senso di responsabilità che accompagna ogni volta il privilegio di poter raccontare l’anima attraverso la musica. Ritrovare sul podio il Maestro Sipari è una gioia autentica. Ogni nostro incontro artistico è un dialogo fatto di sensibilità, ascolto e fiducia reciproca. È raro trovare una sintonia che permetta alla musica di nascere con tanta naturalezza, quasi come se fosse già scritta nel cuore prima ancora che sulla partitura. Questo programma è davvero un abito cucito sulle nostre anime, un viaggio che attraversa passioni, fragilità e slanci, accompagnando il pubblico dentro l’essenza stessa del teatro musicale. A rendere questa serata ancora più preziosa sarà la presenza della meravigliosa violinista Abigeila Voshtina, artista di grande sensibilità e raffinata eleganza. Condividere il palcoscenico con lei significa intrecciare linguaggi diversi in un unico respiro musicale, dove la voce e il violino si incontrano e si ascoltano, raccontando la stessa storia con colori differenti. È proprio da questi incontri che nasce la magia dell’arte: quando personalità diverse si fondono in un’unica emozione. Nel cuore del concerto vive Adriana Lecouvreur, un personaggio che amo profondamente. Adriana non è soltanto un ruolo: è l’incarnazione dell’arte vissuta fino all’ultimo respiro, una donna che trasforma ogni parola, ogni nota e ogni silenzio in verità. In lei convivono la forza e la vulnerabilità, il coraggio e la poesia dell’amore assoluto. Portare oggi la sua voce a Varna ha per me il sapore di una meravigliosa promessa, quasi un presagio del destino. Credo che ogni teatro custodisca un’anima e che ogni pubblico sappia riconoscere quando un’artista si dona senza riserve. È questo il mio desiderio più grande: entrare in punta di piedi nel cuore del pubblico di Varna, affidando alla musica ciò che spesso le parole non riescono a esprimere. Perché è proprio lì, nell’istante in cui il silenzio si trasforma in emozione condivisa, che avviene il vero miracolo del teatro”. Sarà il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, alla testa di un’orchestra, ove ha ritrovato anche cinque suoi allievi, del Conservatorio “G.Martucci”, Manuel Magurno al clarinetto, FrancescoPio Sandulli al quale ha affidato il ruolo di prima tromba, i corni di Giovanni Russo e Rosa Orlotti e l’arpista Antonietta Lamberti, la quale già da due anni lavora in questa formazione, ad inaugurare la serata con La tregenda da Le Villi di Giacomo Puccini. Quest'opera giovanile risente fortemente del clima culturale della Scapigliatura milanese; la pagina strumentale appare come una derivazione minore, quasi un calco semplificato, dei celebri modelli europei del fantastico e del demoniaco: dalla Cavalcata delle Valchirie wagneriana al grottesco di Berlioz, dalle atmosfere infernali di Weber fino agli scherzi fiabeschi di Mendelssohn, il tutto venato da un sottile richiamo stilistico alla Carmen di Bizet. Aria di sortita di Ermonela Jaho sarà "Signore, ascolta!" la Liù del primo atto di Turandot. La pagina rappresenta uno dei momenti di più elevata liricità dell'opera, attraverso una scrittura vocale intrisa di eleganza e composta sensibilità, ove Liù esprime la propria devozione assoluta e la disposizione al sacrificio per Calaf, prefigurando il drammatico suicidio che si compirà nel terzo atto. Abigeila Voshtina, altra super star della serata, la quale interpreterà il tema struggente di Schindler’ list di John Williams, che riflette non solo il dramma, ma i più teneri e nostalgici aspetti della vita degli Ebrei, durante gli anni della seconda guerra mondiale. Ermonela Jaho veste successivamente i panni di Desdemona nel quarto atto dell'Otello di Giuseppe Verdi. L'"Ave Maria" costituisce un vertice di tensione drammatica e compostezza formale: Desdemona, smarrita di fronte all'incomprensibile ostilità di Otello — oramai irrimediabilmente accecato dalla gelosia orchestrata dal macchinatorio di Jago —, intona la sua ultima preghiera. L'Amen finale ricomporrà ogni tensione cromatica all'interno di una rigorosa definizione tonale, sigillando simbolicamente sia la preghiera sia l'esistenza terrena della protagonista. Si giungerà, quindi, a uno dei momenti di maggiore immedesimazione interpretativa sia per la direzione del M° Jacopo Sipari sia per la vocalità del soprano. L' Intermezzo strumentale di Suor Angelica offre una tavolozza timbrica di nitida chiarezza armonica, fondata su un sapiente chiaroscuro sonoro capace di suscitare un profondo coinvolgimento emotivo. Poi, con l'aria "Senza mamma", la tragedia di Suor Angelica raggiunge la sua acme: la notizia della morte del figlio priva la protagonista di ogni ragione di vita, rendendo la determinazione al suicidio la diretta conseguenza drammaturgica della contrazione del tempo scenico, attraverso le iniziali trasparenze timbriche che trascolorano in un lamento funebre (planctus), assume i tratti di una trenodia costruita su armonie modali.
Abigeila Voshtina eseguirà, la Romanza n°2 op.50 di Ludwig Van Beethoven, un Rondò semplice seguito da una coda finale. Il violino qui assume quasi il ruolo di un cantante d'opera lirica, sostenuto dal "coro" orchestrale. Omaggio a Francesco Cilea con tre numeri da Adriana Lecouvreur. Ad aprire sarà "Io son l'umile ancella", che evidenzia, per la sua liricità raccolta e le sfumature elegiache, la vicinanza dell'autore al gusto e alla sensibilità della scuola francese. Nell' Intermezzo, la direzione del M° Sipari saprà ben valorizzare un'orchestrazione trasparente e misurata, interamente asservita alla glorificazione dell'inciso melodico. La scrittura mostra un'assimilazione del modello wagneriano filtrata attraverso la mediazione edonistica di Massenet. Quindi ascolteremo "Poveri fiori", ove la componente decorativa e la struttura metrica mettono in luce il complesso rapporto tra la parola e la figura musicale, evidenziando una cesura espressiva analoga a quella riscontrabile in contesti veristi quali Fedora di Giordano o L'amico Fritz di Mascagni. Si passerà di nuovo a Giacomo Puccini con l’ Intermezzo di Manon Lescaut che rivela una marcata influenza cromatica e armonica di stampo tristaniano, a testimonianza dello studio approfondito condotto dal compositore, sulle partiture di Tristan und Isolde e Die Meistersinger von Nürnberg, durante la formazione con Bazzini. L'aria "Sola, perduta, abbandonata" segnerà, poi, lo spostamento dell'asse drammatico da una dimensione esteriore a una profonda introspezione psicologica e spirituale. Abigeila Voshtina, si congederà, quindi, dal pubblico di Varna con Praeludium e Allegro, nello stile di Gaetano Pugnani, un grande “falso” storico composto dal virtuoso austriaco Fritz Kreisler, concepito ad onta dei critici musicali del tempo, e pubblicato per la prima volta nel 1905. Solenne, maestoso e dal carattere drammatico, il preludio, mentre rapido e virtuosistico è l’Allegro che richiede un controllo formidabile détaché e del balzato culminante in una trascinante e potente finale. Si passerà, indi, a Madama Butterfly, col suo intermezzo sinfonico, che descrive la lunga veglia notturna e le vana attesa di Cio-Cio-San. A seguire, l'aria "Un bel dì vedremo" si distingue per un'orchestrazione rarefatta e una melodia sospesa e la dialettica testuale tra le parole "celia" e "morire" anticipa, secondo la consueta prassi pucciniana, il tragico gesto finale del jigai. La conclusione del programma ufficiale è affidata al terzo atto de La Traviata. Il Preludio è caratterizzato da una scrittura d'estrema rarefazione (nel senso etimologico del termine latino gracilis ed exilis): il solo del primo violino, attraverso volute melodiche lente e continue, dà voce al senso di smarrimento, alla vanità della speranza e al malinconico congedo dalla vita. Tale clima introduce l'Andante mosso "Addio, del passato...", una pagina strutturata con grande libertà formale in forma di arioso. Fra frasi spezzate e richiami di motivi antecedenti, l'oboe — strumento deputato alla memoria e all'elegia — introietta e prefigura il definitivo e doloroso annuncio della morte. Inarrivabile e teatrale finale, questo, che aprirà l’abituale serie dei bis, per tutti i protagonisti.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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