venerdì 10 luglio 2026

Il Quintetto di Grosseto tra Mozart e Weber

 I Concerti Del

Giardino della Minerva

Salerno 13-30 luglio 2026

 


Salerno, Giardini della Minerva, vicolo Ferrante Sanseverino 1, Lunedì 13 ore 21– biglietto PostoRiservato  euro 16.   

Info.: 

cell.:+39 3928435584 

salernoclassica@gmail.com


 


Il Quintetto di Grosseto tra Mozart e Weber


Al via lunedì 13 luglio, alle ore 21, la seconda edizione dei concerti nel Giardino della Minerva, promossi dalla Fondazione Schola Medica Salernitana in sinergia con l’Associazione Gestione Musica di Francesco D’Arcangelo e la direzione artistica di Costantino Catena.



 


 
Tutto pronto per la seconda edizione de’ “I concerti dei Giardini della Minerva”, voluti dalla Fondazione Schola Medica Salernitana, presieduta da Ermanno Guerra, in sinergia con l’Associazione Gestione Musica di Francesco D’Arcangelo e la direzione artistica di Costantino Catena, la compartecipazione del Conservatorio di Musica “G.Martucci” e con il sostegno del Comune di Salerno, del Fondo Nazionale dello Spettacolo dal vivo, Ministero dei Beni Culturali e Regione Campania Legge 6/2007. Dopo il grande successo della scorsa estate, dal 13 al 30 luglio, si  tornerà a far musica nell’antico giardino della Schola Medica Salernitana, diretto da Luciano Mauro, aprendo alle arti questo incantevole spazio, ove gli spettatori potranno godere della grande musica, ammirando una vista inedita della città di Salerno (ingresso PostoRiservato  euro 16).  In simbiosi con l’idea portante della Schola Medica Salernitana, che vede i quattro elementi, Aria, Terra, Fuoco ed Acqua, quali principi fondamentali della vita, il direttore artistico Costantino Catena ha realizzato un cartellone ad essi ispirati, dal titolo “Sinfonie degli elementi”, che ha salutato anche la compartecipazione del Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci”, guidato da Fulvio Artiano e presieduto da Vittorio Acocella, attraverso la classe di composizione del Maestro Giancarlo Turaccio, ai cui allievi sono state commissionate opere da presentare in questo particolare contesto. Il concerto inaugurale, dedicato all’elemento Aria, che si terrà lunedì 13 luglio, è stato affidato al Quintetto dell’Orchestra sinfonica di Grosseto, che schiera Claudio Cavalieri al primo violino, Massimo Merone al secondo, Riccardo Cavalieri alla viola, Laura Bianchi al cello, con ospite il clarinetto di Giuseppe Cataldi. La serata verrà inaugurata dal Divertimento in Fa maggiore per archi K. 138 (noto anche come K³. 125c) una delle composizioni cameristiche più celebri e brillanti del giovane Wolfgang Amadeus Mozart, composta a Salisburgo tra il gennaio e il marzo del 1772. La scrittura risente profondamente delle influenze melodiche italiane assorbite da Mozart durante i suoi viaggi in Italia e dello stile di Michael Haydn. L’opera ha nella linearità e nella chiarezza dei dialoghi contrappuntistici il suo punto di forza e una generale freschezza tipica del classicismo viennese più equilibrato e sereno. L'opera è scritta per un quartetto d'archi (due violini, viola e violoncello) ma viene molto spesso eseguita anche da orchestre da camera d'archi complete. Sebbene catalogato come "divertimento" (musica pensata per l'intrattenimento aristocratico a corte), la struttura si avvicina a quella di una sinfonia italiana o di un quartetto, rinunciando al classico "minuetto" per focalizzarsi su tre soli movimenti. Il brano si articola in tre movimenti, l’Allegro (in Fa maggiore) è un movimento iniziale vivace e ottimista. Si apre con un energico unisono di tutti gli strumenti che ricorda lo stile dell'opera buffa, lasciando poi spazio a un dialogo fluido in cui i primi violini sono assoluti protagonisti. L’Andante (in Do maggiore) è una pagina intensamente cantabile, serena ed elegante. Il primo violino espone una melodia distesa e poetica, supportata dagli intrecci armonici degli altri archi. Chiude il Presto (in Fa maggiore), in forma di rondò travolgente e spensierato. Il tema principale è un gioco ritmico incalzante che viene ripetuto più volte, alternato a passaggi contrappuntistici basati sull'imitazione tra le sezioni degli strumenti. Il legame di Carl Maria von Weber con Mozart è un legame di parentela. Originario di una famiglia che vantava sia origini aristocratiche che trascorsi musicali, Weber aveva una cugina, Constanze, che nel 1782 sposerà Wolfgang Amadeus Mozart. Durante il suo primo periodo di permanenza a Vienna Mozart avrà agio di approfondire la conoscenza dell’intera famiglia della futura moglie.
Il cugino di Costanze un giorno avrebbe scritto un Quintetto per clarinetto sul modello di quello che Mozart aveva composto anni prima. Ribalta, quindi, per il clarinetto di Giuseppe Cataldi, per il quintetto che Carl Maria von Weber compose dal 1811 al 1815 per Heinrich Barmann. L’opera è scritta essenzialmente per porre in luce le indubbie risorse di virtuoso del clarinettista, in particolare nel finale “strappa applausi”, mentre agli archi è affidato un ruolo di mero accompagnamento in una sorta di “pocket concert” scritto per deliziare il pubblico con i suoi effetti. Se questo giudizio è in parte condivisibile, non si può negare l’indubbio fascino esercitato da quest’opera, che è rimasta costantemente in repertorio, e che sapientemente mescola tratti preromantici, brillantezza Biedermeier e classicismo viennese. In questa pagina brilla la prestanza dello strumento a fiato, come si avverte fin dall’ avvio del primo movimento, con la lenta introduzione degli archi che preparano il brillante ingresso del clarinetto. Nel breve Adagio si compie una singolare metamorfosi, perché la Fantasia con cui intitola il movimento è una vera e propria aria da concerto. La malinconia si stempera nel Capriccio, terzo movimento che trasfigura l’ originario Minuetto in un gioco ironico dalle venature romantiche. Il finale è una girandola di virtuosismi, ben preparati dal quartetto di archi che ottemperano al ruolo, con classe ed eleganza.

 

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