Testo critico di Beatrice Buscaroli
Galleria Open Art, Prato
26 settembre 2026 - 7 gennaio 2027
Inaugurazione: sabato 26 settembre, ore 17.30
In occasione del centenario della nascita di Francesco Somaini, la Galleria Open Art di Prato presenta, dal 26 settembre 2026 al 7 gennaio 2027, la mostra antologica Materia "lucida e ordinata": Francesco Somaini nel centenario, inserita nel calendario delle iniziative dedicate, nel corso dell'anno, alla celebrazione della figura e del ruolo centrale dell'artista nella storia dell'arte italiana del Novecento.
Accompagnata da un testo critico di Beatrice Buscaroli, l'esposizione sarà inaugurata sabato 26 settembre alle ore 17.30.
Attraverso oltre venti sculture selezionate, alcune delle quali di grande formato, affiancate da un nucleo di disegni, il percorso espositivo ripercorre l'intera vicenda creativa di uno dei principali scultori italiani del XX secolo, dai primi anni Cinquanta fino alle ultimissime realizzazioni agli albori del nuovo millennio.
Nato a Lomazzo (CO) nel 1926 e scomparso a Como nel 2005, Somaini si distingue fin dalla giovinezza per l'alto profilo della sua formazione. Agli anni di apprendistato accanto a Pietro Clerici e al filosofo Franco Ciliberti seguono il determinante incontro con Meret Oppenheim e gli studi all'Accademia di Brera, sotto la guida di Giacomo Manzù.
Tra il susseguirsi dei periodi, delle mostre e del confronto con la critica, il percorso dell'artista assume ben presto una dimensione internazionale. Un cammino nel quale l'autore non indulge mai nel compiacimento per la propria maestria tecnica né per l'originalità delle soluzioni formali raggiunte attraverso il gesto plastico; queste diventano invece strumenti di un'indagine sull'energia segreta della materia. A tale energia l'artista conferisce una forma che, pur nella sua natura frantumata e frammentata, restituisce e rende percepibile la tensione delle forze che l'hanno generata.
Somaini "scultore informale"? Forse, ma non solo.
Certamente in Somaini si esercita una costante e inesausta tensione tra natura e artificio, tra scultura e architettura, senso della storia e ricerca di nuove forme capaci di dialogare con lo spazio per dar vita a un'organicità rigorosa. In questa tensione sembra orientarsi il suo percorso a partire dagli anni Cinquanta, alla ricerca di una "scala umana" in grado di giustificare non tanto un esercizio di stile, quanto piuttosto la rilettura di un gesto che ha radici che affondano nella storia, che necessita di una sorta di rifondazione della conoscenza operativa.
La scultura è uno spazio da liberare, senza tuttavia cedere all'allegro disordine del gioco, alla casualità che esalta il gesto, né al formalismo delle operazioni astraenti che cristallizzano la complessità della vita. Perché la scultura è una "lingua viva", dove è l'energia della stessa materia a generare i tempi della relazione con lo spazio. Una lingua dove graffiature, ruggini, screpolature, sono la testimonianza di quell'energia profonda dalla quale l'immagine prende corpo.
La mostra di Prato, frutto di un lungo e accurato lavoro di ricerca, vede la presenza di alcuni capolavori assoluti dell'artista, tra i quali la monumentale Grande Ordalìa del 1963, opera fondamentale nel suo percorso, capace di riassumere e restituire la complessità della sua intera carriera, ma anche il Grande Martirio Piagato (II versione), opera sorella di quella presente al MoMA di New York, dove la forma della croce segna la concentrazione drammatica che sprigiona un'energia primordiale, ma anche i prototipi per i grandi monumenti cittadini realizzati nel corso della carriera come quello di Baltimora o della Piazza dei Marinai d'Italia a Milano. E ancora la grande Memoria dell'Apocalisse II, esposta dapprima presso Odyssia Gallery nel 1964 e successivamente alla GNAM di Roma, oltre a Racconto sul cielo, un'importante opera appartenuta alla collezione Rockfeller.
Il catalogo bilingue, italiano e inglese, curato da Mauro Stefanini con un testo critico di Beatrice Buscaroli, è edito da Masso delle Fate Edizioni, Signa, 2026.
La mostra è aperta al pubblico
da lunedì a venerdì
con orario 14.00-19.30, sabato ore 10.30-12.30 e 15.00-19.30, chiuso domenica, festivi e 31 dicembre.
Per informazioni:
www.openart.it.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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