SALERNO CLASSICA
IncontriAMO la Musica
In collaborazione con
Associazione Alessandro Scarlatti
Salerno Summer Concerts
Museo Diocesano 3 luglio-8 agosto
Presenta
Musica Nova á Quattro
Xhudi Dodaj, Xhulja Dodaj, violini,
Stela Bello, viola, Remino Sula, violoncello
Salerno, domenica 19 luglio, ore 20,30 Chiostro del Museo Diocesano-biglietto PostoRiservato euro 12+ Diritti. Info.: cell.:+39 3928435584 - salernoclassica@gmail.com
Salerno Summer Concerts: Musica Nova á Quattro
Giro di boa con la grande musica nel chiostro del Museo diocesano di Salerno, promossi da Salerno Classica e dall’Associazione Alessandro Scarlatti. Domenica 19 luglio alle ore 20,30 dialoghi cameristici tra Xhudi Dodaj e Xhulja Dodaj, violini, Stela Bello, viola e Remino Sula, violoncello
Si giunge con questo quinto appuntamento dei Salerno Summer Concerts, al giro di boa della rassegna di otto concerti, promossi dalla Associazione Gestione Musica, presieduta dal cellista Francesco D’Arcangelo e dall’ Associazione Alessandro Scarlatti guidata da Oreste de Divitiis, con il sostegno del Fondo Nazionale dello Spettacolo dal vivo, Ministero dei Beni Culturali e Regione Campania Legge 6/2007. Dopo la applaudita performance dell’ensemble Salerno Classica che si è cimentata in due gemme della letteratura musicale, con la produzione “El amor brujo”, il balletto-pantomima scritto da Manuel de Falla, con i gitani Rosa Celenta e Paolo Puglia, con la voce di Alina Di Polito, troveranno la loro perfetta simbiosi con l’ ensemble Salerno Classica diretta da Francesco D’Arcangelo, e composta da Vincenzo Scannapieco al flauto, Giovanni Borriello, oboe, Giuseppe Cataldi, clarinetto, Paolo Balestrieri, fagotto, Fabrizio Cirillo, corno, Gaetano Cesarano, tromba, Rosario Barbarulo, percussioni, Alessandro Amendola pianoforte, Sergio Martinoli e Mauro Tamburo, primi violini, Annalura Tortora e Cesare Noviello, secondi, Luca Improta e Michela Coppola, viole, M.Cristiana Tortora e Matteo Parisi, violoncelli, Vincenzo Lo Conte, contrabbasso, unitamente ad Appalachian Spring di Aaron Copland, che ha inaugurato il concerto, due esecuzioni condotte con lucido senso analitico, ma anche caratterizzate dal pertinente senso della narrazione sinfonica e, dunque, con profonda suggestione evocativa, ricostruendo così, il processo creativo e fotografandolo a colori vividi e in tutta la nitidezza dei suoni, domenica 19 luglio, alle ore 20,30, nella incantevole cornice del Museo Diocesano, l’ Associazione Alessandro Scarlatti propone Musica Nova á Quattro, con Xhudi Dodaj e Xhulja Dodaj, violini, Stela Bello, viola e Remino Sula, violoncello. La serata verrà aperta dal Quartetto in sol maggiore op. 77 n. 1 (Hob:III:81) composto da Franz Joseph Haydn celebre per la sua freschezza inventiva, la maturità compositiva e l'energia ritmica, uno degli ultimi capolavori cameristici completati dal compositore nel 1799. Quest'opera unisce una straordinaria maturità espressiva a una struttura formale innovativa, anticipando lo stile del classicismo tardo e del primo romanticismo. Il quartetto è articolato nei classici quattro movimenti con l’Allegro moderato, in tempo alla breve, iniziale che presenta un tema principale dal carattere di marcia, brillante ed energico, sviluppato con un fitto dialogo contrappuntistico tra gli strumenti, quindi, l’Adagio, in do maggiore, un movimento profondo ed espressivo, caratterizzato da un lirismo intenso e da una complessa elaborazione tematica. Il Menuetto (Presto) e Trio, ricorda più uno scherzo beethoveniano che a un minuetto tradizionale, il ritmo è travolgente, interrotto da un Trio più disteso in mi bemolle maggiore, prima di chiudere con il presto finale, un vivace movimento in forma sonata-rondò basato su un tema di derivazione popolare ungherese, ricco di vertiginosi passaggi virtuosistici. Il programma verrà completato dal Quartetto in re minore K 421 di Wolfgang Amadeus Mozart, composto nel 1783, dedicato proprio ad Haydn, l’amico e maestro più anziano che ebbe una profonda influenza sul suo stile compositivo. L’ opera si distingue per la sua forza espressiva e la profondità psicologica, rappresentando un esempio della transizione di Mozart verso uno stile più personale e innovativo nel campo della musica da camera. La tonalità in minore colora di mistero e di intensa drammaticità il primo tempo, l’Allegro moderato. Un momento più meditativo ma non del tutto privo di tensioni è l’Andante. Nel terzo movimento, un solenne Minuetto, torna di nuovo il carattere serio e drammatico, contrastato da una sezione in maggiore con il violino accompagnato da un leggiadro pizzicato degli archi. Il finale, Allegro ma non troppo è una serie di variazioni su un tema in ritmo di siciliana (una danza lenta in 6/8). Il tema principale del violino rimane fortemente impresso perchè sembra ripetere una chiamata, una domanda, riproposta incessantemente dall’inizio alla fine del brano. Vi è nell’intera composizione una bellezza sottilmente inquietante, mai priva di leggerezza e malizia. Mozart come compositore di opere teatrali e ottimo conoscitore di teatro e psicologia umana era maestro nel tradurre l’andamento narrativo in ritmo musicale e aveva un talento unico nel trasformare in note le emozioni, balzando con agilità da una all’altra, passando dalla spensieratezza a tematiche più profonde che oscurano la musica come nuvole passeggere, sorprendendoci e toccandoci nel profondo. Nel tema siciliano dell’ultimo movimento, Mozart riesce a bilanciare dramma e risoluzione, lasciando un senso di ambiguità emotiva, che lo avvicina all’ultimo Beethoven.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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