M.I.C Regione Abruzzo Città di Tagliacozzo Banca del Fucino Fondazione Carispaq
Festival Internazionale
di Mezza Estate
XLII edizione
31/07 - 29/08/2026
UNO STUDIO PER DIARIO
DI UN NARCISISTA PERBENE
Di Vince Vivenzio e Pino Strabioli
Anteprima Nazionale
Info: Tagliacozzo, venerdì 21 agosto Chiostro di San Francesco ore 21,15 – www.festivaldimezzaestate.it info@festivaldimezzaestate.it Info point: 0863 610750 – cell.: +39 3459474641 – I biglietti sono in vendita su www.i-ticket.it Tel.: 0863/25842 – 0863/411830
Penultimo spettacolo per la XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, una prestigiosa anteprima teatrale che va ad impreziosire ancor di più il cartellone firmato dal Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli e realizzato grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi. Il Festival di Mezza Estate diventa così un crocevia sonoro, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci. La ventesima giornata del Festival inizierà alle ore 18, nel Cortile d’arme del Palazzo Ducale con la presentazione del volume “Bellezza antica e sempre nuova. Il latino nel mondo di oggi” di Francesco Lepore, in libreria per Castelvecchi editore. In questo volume, l’autore realizza un’operazione culturale insieme colta e accessibile: affrancare la lingua di Cicerone dallo stampo di "materia morta" o mero esercizio scolastico per restituirle la sua natura di organismo vivo, dinamico e sorprendentemente contemporaneo. Lepore guida il lettore in un viaggio appassionante attraverso la presenza del latino nella modernità, rintracciandone le impronte nel linguaggio tecnologico, nel diritto, nella politica, nell'architettura istituzionale e persino nella cultura di massa. Il testo non si limita a celebrare il valore storico del latino, ma ne rivendica l'utilità formativa ed etica: uno strumento di precisione logica e uno specchio, attraverso cui comprendere le radici profonde dell'identità europea e occidentale.
Alle 21,15 le porte del Chiostro di San Francesco si apriranno per un’anteprima teatrale nazionale. “Uno studio per diario di un narcisista perbene”, intenso monologo teatrale firmato dalla penna di Vince Vivenzio, che si avvale della lucida direzione registica di Pino Strabioli, le coreografie di Serena Tambasco e sarà recitato dallo stesso Vivenzio con Viviana Colais e Mirko Rossi alla chitarra, e che si configura nell'attuale panorama drammaturgico contemporaneo come un'opera di straordinaria penetrazione psicologica e di imprescindibile rilevanza socioculturale. Il testo sceglie di rinunciare alle scorciatoie della facile rappresentazione o del giudizio morale calato dall'alto, preferendo intraprendere una ben più complessa operazione di anatomia analitica: penetrare senza filtri, direttamente dall'interno, nella struttura cognitiva ed emotiva di un manipolatore affettivo. La titolazione stessa racchiude la cifra di questo inganno esistenziale e sociale; quel "perbene" non è un mero orpello aggettivale, bensì la rappresentazione plastica del velo di rispettabilità, fascino, impeccabilità ed elevata estrazione o condotta sociale dietro cui, nelle maglie della quotidianità, si celano e si consumano le dinamiche più predatorie dell'io. La regia di Strabioli asseconda la scrittura con millimetrica precisione scenica, costruendo uno spazio dell'anima in cui la confessione del protagonista si trasforma progressivamente in una trappola speculare per lo spettatore, chiamato a riconoscere la familiarità inquietante di certi meccanismi. Attraverso uno sviluppo drammaturgico serrato, l'opera smonta con acume chirurgico la natura asimmetrica e patogena delle relazioni tossiche, delineandone la sintomatologia con rigorosa coerenza psicologica. Il percorso narrativo evidenzia come il controllo non si manifesti quasi mai attraverso la forza bruta, bensì mediante l'impiego raffinato e graduale di sottili leve d'ingaggio emotivo. Vengono così messi a nudo i dispositivi tipici del circuito manipolatorio: la fase iniziale di idealizzazione e lusinga travolgente (love bombing), funzionale a creare una dipendenza affettiva immediata, a cui fa seguito una mirata ed eziologicamente progressiva erosione dell'autostima della vittima. La drammaturgia evidenzia con forza il ribaltamento sistematico della percezione della realtà, operato mediante tecniche di svalutazione e distorsione narrativa (gaslighting), attraverso cui il manipolatore instilla il dubbio metodico nella mente dell'altro, spingendolo ad autocolpevolizzarsi per le tensioni o le crepe della relazione. Nell'isolamento affettivo progressivamente indotto attorno alla vittima, il narcisista "perbene" erige il proprio dominio impercettibile ma soffocante. Dal punto di vista dell'analisi filosofica ed esistenziale della relazione, lo spettacolo di Vivenzio offre uno spaccato di sconcertante lucidità sulla reificazione dell'alterità. Nel soliloquio del protagonista, l'altro non viene mai riconosciuto o contemplato nella sua originaria e irriducibile soggettività; l'altro esiste ed è tollerato esclusivamente in quanto strumento, mero specchio riflesso e funzionale alla conferma di un'immagine di sé patologicamente ipertrofica, ma al contempo drammaticamente fragile. La dinamica relazionale proposta dal testo è dunque una costante dinamica di cannibalizzazione emotiva, in cui l'empatia è del tutto assente o, nel migliore dei casi, simulata strumentalmente per mantenere la posizione di supremazia sul campo affettivo. Il contrasto tra l'impeccabilità esteriore del narcisista e la devastazione interiore prodotta nell'ecosistema di chi gli sta accanto diventa così il perno attorno a cui ruota la carica drammatica del monologo. È proprio nell'articolarsi di questa spietata discesa negli anfratti dell'egocentrismo che lo spettacolo compie la sua operazione pedagogica ed etica più profonda. Definendo per via negativa la struttura della violenza psicologica, l'opera giunge a una chiarificazione fondamentale sulla natura autentica dei legami umani: “Uno studio per diario di un narcisista perbene” dimostra inoppugnabilmente come il vero amore non possa in alcun modo declinarsi quale forma di possesso, pretesa di dominazione o coercizione velata. L'autentica dimensione affettiva viene riscoperta, per via di contrasto, come uno spazio che esige necessariamente la rinuncia al controllo, fondandosi unicamente sulla libertà reciproca, sul riconoscimento e sul rispetto dell'alterità nella sua interezza e sulla capacità di accogliere la fragilità dell'altro senza trasformarla in un punto di vulnerabilità da attaccare. In questo senso, la proposta teatrale di Vivenzio e Strabioli supera i confini del mero fatto estetico per ergersi a fondamentale strumento di decodifica del presente, offrendo al pubblico gli strumenti critici per riconoscere le ombre della manipolazione e riaffermare l'inalienabile valore della libertà all'interno di ogni rapporto umano.
Prossimo Appuntamento: il karma musicale di Francesco Gabbani avvolgerà il pubblico del Fime nella sera del 22 agosto, in piazza Duca degli Abruzzi alle ore 21,30 con il suo “Dalla Tua Parte - Tour 2026”, che prende il titolo dal suo sesto album che ha segnato l’inizio di una nuova fase artistica, partendo da “Viva la vita” presentato alla 75° edizione del Festival di Sanremo, che riflette una ricerca intima, in cui il cantautore cerca di leggere la vita all’interno degli incastri della quotidianità e degli atteggiamenti che adottiamo verso il nostro vissuto. Francesco Gabbani ripercorre con questo tour i dieci anni che lo separano dalla pubblicazione di “Eternamente ora”, l’album che conteneva “Amen“, il brano con cui conquistò il pubblico vincendo il Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte e che segnò l’inizio di uno straordinario percorso artistico. Dieci anni di musica, di evoluzione e di canzoni capaci di entrare nella vita delle persone.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA


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