Festival Internazionale
di Mezza Estate
XLII edizione
31/07 - 29/08/2026
CONCERTO ALL’ ALBA
Abigeila Voshtina Plays Mozart
CCLXX dalla Nascita
Enrico Brignano
In
BELLO DI MAMMA
Un giorno unico tra il genio di Mozart e la comicità di Brignano
Lunedì 17 agosto sarà la giornata delle celebrazioni del CCLXX della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart con il Concerto all’alba al Santuario della Madonna dell’Oriente alle ore 6 con la violinista Abigeila Voshtina e l’orchestra Suoni del Sud, diretta da Amos Talmon e alle 21.30 nella piazza Duca degli Abruzzi di Tagliacozzo, alle ore 21,30 lo show di Enrico Brignano “Bello di Mamma”
Doppio appuntamento per la XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, lunedì 17 agosto con il concerto all’alba e in serata la comicità di Enrico Brignano. Il Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, ha reinvitato per il Concerto all’Alba, previsto nell’ ormai abituale cornice del Santuario della Madonna d’Oriente, col suo panorama mozzafiato sulla valle dell’Imele, la violinista Abigeila Voshtina, l’Orchestra Suoni del Sud, formazione foggiana che non manca mai l’appuntamento col F.i.m.e., nonché il direttore Amos Talmon, per le celebrazioni del CCLXX anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart e, per la serata, Enrico Brignano col suo show “Bello di Mamma” , altra giornata-evento, nel cartellone da lui firmato, tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi, un crocevia artistico, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci. Alle ore 6 del 17 agosto, Amos Talmon, del quale non possiamo dimenticare il Requiem mozartiano che inaugurò lo scorso festival, leverà la sua bacchetta per dare inizio al programma “Mozart, prediletto degli dei”, che principierà col Concerto n. 3 per violino e orchestra in sol maggiore K. 216, affidato al sentire della violinista Abigeila Voshtina, scritto in prossimità dal congedo da Salisburgo, nel settembre 1775. “Suonare Mozart all’alba – ha dichiarato la violinista albanese - sarà per me un’esperienza che va ben oltre il concerto. L’alba possiede già in sé qualcosa di spirituale: è il momento in cui la luce ritorna, il silenzio si apre e tutto sembra rinascere. Essere, inoltre, nei pressi del Santuario della Madonna d’Oriente renderà ancora più intenso questo incontro fra musica, natura e spiritualità. Credo che si creerà un’atmosfera quasi mistica, particolarmente significativa nell’anno in cui celebriamo i 270 anni dalla nascita di Mozart. Del concerto in sol maggiore K. 318 mi affascina soprattutto lo straordinario contrasto fra i suoi diversi momenti espressivi. Nel secondo movimento emerge un mondo di emozioni purissime, morbide e pastose, quasi sospese; subito dopo, però, Mozart ci sorprende riportandoci verso una scrittura brillante, tecnica e piena di spirito. È proprio questo il “mio” Mozart: un genio capace di passare dalla profondità più autentica a una leggerezza quasi infantile, mai superficiale. Nel finale avverto persino sonorità che ricordano lontanamente una cornamusa, quasi un’eco popolare anglosassone. Mozart sa essere spirituale e giocoso, solenne e irriverente nello stesso istante. La sua musica ci innalza, ma conserva sempre quella scintilla bambinesca che rende il suo genio eternamente giovane”. L’influsso dei francesi è palese “nella scrittura fluida ed elegante che rinuncia a tutti gli artifici formali per concedere un massimo rilievo al solista” (H. Abert), senza dimenticare che Mozart conosceva bene anche la forma concertante di Vivaldi e non poteva trascurare l’azione esercitata sul concerto francese dal contemporaneo Viotti. Tuttavia la tecnica non è mai invadente, soprattutto è la sensibile e fantasiosa cantabilità a bilanciare vittoriosamente l’elemento virtuosistico, che non è mai vuoto narcisismo. Nel tempo di mezzo Mozart inserisce una gemma melodica, ispiratrice di Brahms una fantasticheria, “il cui asciutto taglio di romanza fa pensare ai francesi; assai poetica è la chiusa, dove il solista apre gli occhi un’ultima volta e dà il suo estremo saluto alla dolce immagine di sogno che si allontana” (Abert). Nel Rondò finale prevale la fresca baldanza giovanile dove traspare il profumo delle melodie popolari. Si tratta di un Allegro che racchiude fra l’altro un episodio Andante in sol minore sul ritmo di pavana e un Allegretto, che non altro che una lunga variazione di una danza (ronde) francese. Questa articolazione estremamente varia e i frequenti cambi di tempo si richiamano all’antica varietà formale della suite. Mozart sente già la necessità di superare le barriere delle galanterie, non di forzarne i contenuti, ma di “allargarne i confini più liberamente”. Talmon e l’orchestra Suoni del Sud, si cimenteranno, quindi, con la sinfonia n°29 in la maggiore K 201, caratterizzata da temi raffinati ed espressivi, che rappresenta un felice momento creativo dell’appena diciottenne salisburghese. Qui abbandona la struttura tripartita dello stile italiano che da piccolo, con Christian Bach, costituiva il suo punto di riferimento, per avvicinarsi ai modelli di Haydn. La sinfonia K201, terminata il 6 aprile 1774, basata su un piccolo organico orchestrale, archi con due oboi e due corni, presenta, tuttavia, l’ architettura resta molto elaborata, sul modello viennese si articola in quattro movimenti. Apre un Allegro moderato, in cui Mozart gioca su due temi per ottenere un’atmosfera elegante e di moderata drammaticità. Con una soluzione inedita concilia stile “dotto” (contrappuntistico) e stile “galante”, il primo tema viene elaborato con giochi di imitazione senza ricorrere ad un vero contrappunto, il secondo si sviluppa come un’idea pacata e tenera. Segue l’Andante, leggiadro, nello stile della produzione galante, con gli archi in sordina che nel gioco delle imitazioni creano sonorità particolari. Movimento abbastanza ampio nonostante il materiale tematico piuttosto succinto, quindi, un Minuetto, che inizia con un piano inconsueto che trova un po’ di vigore nel suo sviluppo, la cui caratteristica sono i netti contrasti dinamici e per il finale lasciato in sospeso. Finale, Allegro con spirito, movimento dalla scrittura complessa e abbastanza brillante, con scale veloci, temi brevi e una successione di accordi quasi seri, che chiudono con “spirito” la sinfonia. In serata, alle 21,30, ci si sposterà in Piazza Duca degli Abruzzi, per assistere al nuovo spettacolo di Enrico Brignano, “Bello di Mamma”. Uno specchio del nostro tempo, il teatro umano e travolgente del cabarettista romano, improntato sulla comicità della quotidianità tra risate e introspezione, attraverso quel canale di comunicazione diretto e viscerale con la platea. La sua è una narrazione dinamica, intessuta di monologhi ben strutturati, momenti di folgorante improvvisazione e spaccati di vita contemporanea. Sotto una veste apparentemente leggera e accessibile, l'attore romano affronta argomenti universali: le ansie del mondo moderno, l'evoluzione delle relazioni interpersonali, le dinamiche familiari, l'invasione della tecnologia e le sottili nevrosi quotidiane in cui ciascuno si ritrova. La reale efficacia dello show risiede nella rara abilità di Brignano di sublimare l'ordinario in materia comica di prima scelta. Con uno sguardo mai cinico, l'artista osserva la realtà mantenendo un linguaggio schietto e privo di volgarità. Il risultato è un riso contagioso che, tuttavia, lascia spazio a una riflessione più intima: ogni aneddoto farà breccia nella memoria del pubblico, sollecitando quel cenno d'intesa con il capo che sancisce la totale empatia tra platea e palcoscenico. A fare da contraltare alla verve comica interviene la dimensione emotiva, ormai vero e proprio marchio di fabbrica dell'attore. Tra una battuta e l'altra si schiudono parentesi più raccolte e malinconiche, in cui affiora un forte desiderio di autenticità e fiducia nel futuro, unitamente a un velo di nostalgia per un passato che appare irrimediabilmente perduto. La regia, insieme agli apporti di corpo di ballo e coristi, incornicerà la performance, ma a dominare la scena sarà unicamente Brignano, padrone assoluto del palco grazie al solo potenziale della parola, della mimica e della propria statura teatrale. Firmato dallo stesso attore a quattro mani con Graziano Cutrona, Manuela D’Angelo, Luciano Federico e Alessio Parenti, lo spettacolo “Bello di mamma!” sceglie un titolo denso di risonanze affettive. Un'espressione radicata nella memoria di tutti noi, che richiama l'idea di riparo e quell'abbraccio protettivo in cui Brignano sceglie idealmente di rifugiarsi nella sequenza finale. “In fondo, una risata ci seppellirà”.
Prossimo appuntamento: Martedì18 agosto si ritorna nel chiostro di San Francesco, alle 21,15 per il frontman degli Spandau Ballet Tony Hadley, con l’orchestra dell’ISA diretta da Sandor Gyudi, con un “live” con le hit più cantate e ballate di un’epoca inossidabile. Quarantacinque anni di carriera, un percorso che attraversa epoche, mode e generazioni, segnato da una presenza scenica inconfondibile e da un timbro capace di lasciare il segno nel tempo. Tony Hadley, una delle voci più autorevoli del panorama internazionale, torna in Italia con il nuovo tour. L’appuntamento è particolarmente atteso e coincide con l’arrivo del suo nuovo album rock di inediti, un progetto dal carattere energico e contemporaneo che segue le atmosfere più sofisticate del precedente The Mood I’m In. Hadley presenterà dal vivo i brani del nuovo lavoro, affiancandoli ai successi che hanno segnato la sua storia artistica. In scaletta non mancheranno i grandi classici che lo hanno portato ai vertici delle classifiche mondiali con gli Spandau Ballet – tra cui Through the Barricades, True e Gold – insieme ai brani della sua carriera solista e a reinterpretazioni che da anni caratterizzano i suoi live, sempre in equilibrio tra energia, eleganza e una forte connessione con il pubblico.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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