giovedì 6 agosto 2026

F.I.M.E. Antonino Spadaccino al Festival Internazionale di Mezza Estate il 7 agosto

 Festival Internazionale

di Mezza Estate

XLII edizione

31/07 - 29/08/2026

ANTONINO

La voce che resta

Orchestra dell’ istituzione Sinfonica Abruzzese

Direttore: Dian Tchobanov

 


 

Info: Tagliacozzo, venerdì 7 agosto Chiostro di San Francesco  ore 21, 15 –   www.festivaldimezzaestate.it  info@festivaldimezzaestate.it  Info point: 0863 610750 – cell.: +39 3459474641 – 

I biglietti sono in vendita su www.i-ticket.it Tel.: 0863/25842 – 0863/411830

 

Antonino: La voce che resta


Le gemme della canzone italiana rilette attraverso la splendida voce del cantante foggiano, in un progetto speciale del Festival Internazionale di Tagliacozzo, con l’Orchestra dell’ISA, diretta da Dian Tchobanov, sarà l’evento clou di venerdì 7 agosto, che si svolgerà alle ore 21,15 nel Chiostro di San Francesco in Tagliacozzo. Nel pomeriggio la presentazione del volume “Ivan Graziani” di Federico Falcone

Prendono il via i concerti pop, alla XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, con un  progetto speciale della direzione artistica, “Antonino: La voce che resta”, con l’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, diretta da Dian Tchobanov, una delle gemme di un cartellone di larga visione firmato dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi. Il Festival di Mezza Estate diventa così un crocevia sonoro, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci. La settima giornata del Festival inizierà come d’abitudine alle ore 18, nel Cortile d’arme del Palazzo Ducale, con un libro dedicato a un cantautore d’Abruzzo, Ivan Graziani, una biografia redatta da Federico Falcone, nel suo nuovo libro edito da Ianieri Edizioni, che ci porta a conoscere davvero quell’uomo: non la star, non solo il cantautore, ma l’adolescente abruzzese che, in un’Italia che usciva dal dopoguerra, sognava di cambiare il significato di “rock italiano”. L’autore sarà in dialogo con Raffaele Castiglione Morelli per accompagnarci in un viaggio intenso e appassionante, che parte dall’infanzia a Teramo, segnata dall’influenza del padre fotografo e dalla passione per il disegno, per arrivare agli esordi con i Nino Dale and His Modernists, la porta d’ingresso di Graziani sulla scena italiana e internazionale. Nel testo, infatti, vengono approfondite la vita e la carriera di un artista, compreso un accurato approfondimento su album e canzoni che hanno scritto pagine indelebili della storia della musica tricolore: dischi come “I Lupi”, “Pigro”, “Agnese dolce Agnese” , brani come “Lugano Addio”, “Il chitarrista”, “Fuoco sulla collina”. Alle 21,15, ci si sposterà al Chiostro di San Francesco, dove si accenderanno i riflettori su di un progetto speciale del Festival, ovvero la rilettura di quelle melodie della canzone italiana che sono rimaste nel nostro personale sentire, sia per la bellezza del segno musicale, sia per l’unicità dell’interprete. Il direttore artistico Jacopo Sipari di Pescasseroli, ha scelto Antonino Spadaccino per questa particolare serata che offrirà, supportato dall’Orchestra dell’Isa, sono stati realizzati originali arrangiamenti da Davide Coppola e Valter Sivilotti. Antonino Spadaccino, vincitore della quarta edizione di Amici e del Tale e Quale Show 2022, è da sempre riconosciuto come uno dei talenti vocali più nitidi e sofisticati della scena pop italiana. La sua voce possiede un'identità precisa, unendo la tradizione melodica italiana, non dimentichiamo la sua città d’origine che è Foggia a una matrice fortemente internazionale. 

 


 

La prima caratteristica che salta all'orecchio ascoltando Antonino è la matrice soul e R&B della sua voce. Il suo è un timbro caldo, scuro e avvolgente, ricco di armonici bassi e di una granulosità naturale (la classica voce graffiata) che evoca le grandi voci della musica black e del blues, grazie alla pienezza nei registri medio-bassi, e ad un'estensione notevole, per la quale raggiunge acuti pieni di potenza senza mai perdere la rotondità del suono, dominati con grande eleganza, gli permettono di sfumare da frasi urlate a passaggi intimi e soffusi con estrema facilità. Ma, più che la sola potenza, a distinguere la sua vocalità è la tecnica del fraseggio, infatti, Antonino padroneggia i melismi (le tipiche "volate" vocali del soul e dell'R&B) con precisione strumentale, rendendoli naturale espressione del testo e mai puro virtuosismo fine a se stesso, ed è in grado di passare con disinvoltura da un cantato quasi sussurrato a esplosioni vocali di grande impatto emotivo. La voce di Antonino è fortemente interpretativa, ogni nota è impregnata di una carica emotiva vissuta, “pathita” che è alla base della filosofia del Sud, ovvero rendere “pieno” ogni istante, fissarlo, viverlo. Che si confronti con brani inediti o con cover di repertori complessi, la sua vocalità mantiene una forte identità di fondo, capace di unire tecnica impeccabile e viscerale drammaticità.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

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