venerdì 7 agosto 2026

Una “grande chasa”: Palazzo Strozzi di Ludovica Sebregondi




Sembra difficile considerare oggi Palazzo Strozzi come una casa privata, simbolo di una famiglia, espressione di una volontà di riscatto. Lo è stato, invece, per Filippo Strozzi (1428-1491), che l’ha fortemente pensato, voluto e progettato.

[…] L’operazione si rivelò complessa, e Filippo dal 1473 al 1489 fu impegnato ad acquisire l’area del futuro palazzo in un punto chiave della città, all’incrocio tra le vie Tornabuoni e Strozzi; fu necessario abbattere i numerosi edifici acquistati e restringere la piazza antistante, modificando il tessuto urbano. Per essere sicuro della buona riuscita del progetto, per stabilire il momento della posa della prima pietra si affidò all’astrologo Benedetto Biliotti, che consigliò l’alba del 6 agosto 1489, oltre 530 anni fa. Quella mattina, scrive Filippo nei ricordi “uscendo il sole del monte, col nome di Dio e di buon principio per me e per tutti mia discendenti, cominciai a fondare la sopradetta mia chasa, e gittai la prima pietra de’ fondamenti”. Nel momento prescelto “saliva sopra l’orizonte horientale il sengnio del lione che [..] significha l’edifizio perpetuamente durare e habitazione di huomini grandi, nobili et di buon stato”.

Ludovica Sebregondi (Firenze, 1953) Storica dell’arte e curatrice interna delle mostre della Fondazione Palazzo Strozzi. Ha insegnato in università italiane e straniere e curato numerose esposizioni in Italia e all’estero. È autrice di studi sull’iconografia di Girolamo Savonarola, sulle confraternite e sulle committenze dell’Ordine di Malta.

 


 

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