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Antoon Van Dyck (Antwerpen 1599 - London 1641), Autoritratto, c. 1630,
olio su tela applicata su tavola nel XIX sec., 45 × 34 cm ©Ente Museo
Palazzo Costa - Fondazione Horak Piacenza
Un autoritratto di Van Dyck incontra la ricerca contemporanea di Marc Didou; il festival Prima Corrente porta a Bellano gli esordi del cinema italiano.
Mostre, conversazioni e un’anticipazione della primavera con le fotografie di Carlo Borlenghi al Parco Lorla.
Un dialogo sullo sguardo tra Antoon Van Dyck e Marc Didou; un nuovo festival dedicato alle opere prime del cinema italiano e, in primavera, la riapertura del Parco Lorla con un progetto fotografico di Carlo Borlenghi. BAC Bellano Arte Cultura, progetto del Comune di Bellano che riunisce luoghi e iniziative dedicati all’arte, alla storia e al paesaggio, presenta la programmazione dall’autunno 2026 alla primavera 2027.
La nuova stagione dà continuità a una proposta culturale che accompagna la vita di Bellano durante tutto l’anno. La vicinanza tra museo, spazi espositivi e luoghi di incontro invita a percorrere il paese attraverso esperienze differenti: il confronto tra maestri del passato e artisti contemporanei, la scoperta di nuovi autori del cinema, le conversazioni con scrittori e giornalisti. Il paesaggio del lago e le storie della comunità entrano in questo percorso come parte della propria identità.
La programmazione si inpernia su due progetti centrali: Van Dyck / Didou, dal 12 dicembre 2026 al 7 marzo 2027 tra San Nicolao Arte Contemporanea e il Museo Giancarlo Vitali, e la prima edizione di Prima Corrente, avviata il 7 ottobre e in programma fino al 10 marzo 2027. Li affiancano la mostra dedicata a Elena Ghezzi, dal 6 novembre all’8 dicembre, e gli incontri de Il bello dell’Orrido, a cura di Armando Besio. La primavera aprirà un nuovo capitolo con il progetto dedicato alle fotografie di Carlo Borlenghi al Parco Lorla, attualmente interessato da un intervento di recupero.
«Con BAC vogliamo dare continuità all’investimento culturale di Bellano e rendere i suoi luoghi sempre più presenti nella vita del paese», dichiara Antonio Rusconi, sindaco di Bellano. «La nuova stagione offre ai cittadini occasioni di scoperta e partecipazione durante tutto l’anno e invita nuovi visitatori a conoscere Bellano attraverso l’arte, il cinema e il suo patrimonio. Le mostre, il coinvolgimento delle scuole e il recupero del Parco Lorla sono parti di un progetto che cresce nel tempo, con l’obiettivo di rendere la cultura una presenza stabile e accessibile per la comunità».
SGUARDARE
Antoon Van Dyck e Marc Didou
San Nicolao Arte Contemporanea e Museo Giancarlo Vitali
12 dicembre 2026 – 7 marzo 2027
A cura di Simone Ferrari e Chiara Gatti
Che cosa accade quando un volto rappresentato sembra restituire lo sguardo di chi lo osserva? Da questa domanda prende forma Sguardare, progetto espositivo che dal 12 dicembre 2026 al 7 marzo 2027 mette in dialogo due ricerche distanti nel tempo attraverso un percorso in due sedi di BAC.
Al Museo Giancarlo Vitali il progetto espositivo presenta un raro Autoritratto di Antoon Van Dyck (Anversa, 1599 – Londra, 1641), datato intorno al 1630 e custodito presso il Museo Palazzo Costa di Piacenza. L’opera introduce il confronto con un’installazione site-specific dello scultore francese Marc Didou (Brest, 1963), esposta a San Nicolao Arte Contemporanea: una sequenza di enigmatici volti immateriali che, attraverso la tecnica anamorfica, prendono corpo nello sguardo del visitatore. Le presenze scolpite dall’artista incontrano quelle dipinte nella chiesa, annullando idealmente le distanze tra epoche e linguaggi, tra ciò che è visibile e ciò che attende ancora di essere scoperto.
Il percorso recupera l’antico verbo sguardare come un invito a interrogarsi sullo sguardo quale esperienza attiva: osservare un volto significa entrare in una relazione, cercare una presenza, riconoscere qualcosa di sé nell’altro. Se il maestro fiammingo affida al ritratto la possibilità di indagare l’identità e la vita interiore, lo scultore francese mette in discussione la certezza stessa della visione, chiedendo a chi osserva di diventare parte dell’esperienza.
«Chi ha pensato le cose più profonde, ama ciò che è più vivo», scriveva Hölderlin. La mostra conclude il programma di ricerca che ha accompagnato il BAC nel corso del 2026, ispirato al pensiero del poeta e al suo invito a «Essere uno con il tutto». Dopo Devota. Arte e sacro, territorio e comunità, in Sguardare Hölderlin accompagna una riflessione sulla contemplazione e sulla capacità dell’arte di rendere percepibile, attraverso un’immagine, la profondità della vita.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
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